VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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lunedì 14 dicembre 2015

Comunicato stampa - Grassi: "Più gioco d'azzardo, più fondi dallo Stato ai Comuni” “Fermare l'emendamento e opporsi a questa idea scellerata"



"Un emendamento trasversale per lobby del gioco d'azzardo firmato da esponenti di Forza Italia, Ncd-Udc e Pd. Ai Comuni tra i 100 e i 600milioni l’anno in base a quante slot e videopoker saranno aperte. Si inizi subito una battaglia politica e si fermino questi progetti scellerati”. 

Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra con Sel, Fas e Prc, critica la proposta presentata in parlamento sul gioco d'azzardo. E incalza “Già a Firenze si aprono nuove sale giochi in ogni angolo. Non vorrei che questa fosse una buona scusa per il Comune di fare cassa”. 

La dipendenza da gioco sfrutta la disperazione delle persone, che in un momento come questo, aumentano sempre più. “Da un lato si aprono centri di recupero e di riabilitazione per la dipendenza da gioco – continua Grassi - e dall'altra lo Stato promette nuove risorse per alimentare questa piaga sociale. Non è possibile tollerare un provvedimento del genere”. E spiega “Oltretutto si vedrebbero così cancellate le previsioni contenute nei regolamenti regionali e comunali su distanze minime e limitazioni nelle aree sature. Lo sappiamo che queste regole infastidiscono le concessionarie del gioco, ma è arrivato il momento di dire basta”.

"Chiediamo – conclude il consigliere - all'amministrazione comunale di Firenze di prendere subito una posizione politica. E nel caso di approvazione dell'emendamento si rifiuti di accedere a questi fondi”.


fonte comunicato e immagine:  http://www.tommasograssi.it/slot-videopoker-grassi-piu-gioco-dazzardo-piu-fondi-dallo-stato-ai-comuni-fermare-lemendamento-e-opporsi-a-questa-idea-scellerata/

sabato 12 aprile 2014

Aereoporto di Firenze. Romanelli (Sel): "Servirà denaro pubblico, come avevamo previsto". Grazie a noi, emerge il bluff

COMUNICATO STAMPA. Firenze, 11/04/2014

AEROPORTO DI FIRENZE. Romanelli (Sel): "L'Appendice al Master Plan di ADF chiarisce ogni dubbio in merito ai costi della pista e agli oneri per il pubblico: serviranno 120 milioni di euro pubblici sennò il progetto non sta in piedi. Svelata la farsa, si abbandoni questo progetto folle per integrare al meglio gli aeroporti di Firenze e Pisa". "Il bluff finanziario emerge grazie all'ordine del giorno che abbiamo fatto approvare noi"

"Ieri abbiamo ricevuto l'Appendice al Master Plan di ADF che entra nel merito dell'ipotesi progettuale della nuova pista per l'aeroporto di Firenze. Da questo documento emerge chiaramente che i costi di realizzazione indicati (245 milioni x la pista di 2000 metri e 258 x quella di 2400) sono ben più ingenti di quelli inizialmente preventivati e la stessa società dichiara di poter sostenere l’investimento solamente a fronte di una quota di “contributi pubblici non inferiore a complessivi 120 milioni di euro” . Lo rende noto Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà.

"La delibera del Consiglio Regionale di adozione dell’integrazione al PIT non ammette dubbi, anche grazie ad un nostro emendamento, sui contribuiti pubblici: tutti gli investimenti sono a carico del soggetto privato. Una condizione sulla quale anche le normative europee in merito alla concorrenza sono molto chiare. Se i contributi pubblici venissero concessi,  si aprirebbe la via a possibili ricorsi da parte di qualche altra realtà aeroportuale (in primis Pisa). E' evidente che tutto ciò esporrebbe gli scali toscani a una guerra fratricida che indebolirebbe nel suo complesso il sistema aeroportuale della nostra Regione".

"Possiamo rivendicare di essere stati noi, in particolare il sottoscritto insieme alla collega Sgherri di Rifondazione, ad aver fatto emergere questo bluff, ottenendo l'ordine del giorno che ha imposto questa verifica finanziaria prima dell'approvazione definitiva della variante del Pit: questo ci è costato un sacrificio di immagine, perché avendo ottenuto l'ordine del giorno e l'inserimento in delibera degli oneri a carico del privato non abbiamo ovviamente potuto votare contro, come avremmo preferito, ma solo uscire dall'Aula, attirandoci delle comprensibili critiche. Ma ora questo investimento politico viene ripagato con l'emersione chiara di quello che da tempo dicevamo: serviranno montagne di soldi pubblici, e a pagare saranno i cittadini".

"Alla luce di tutto questo, con ancora più forza torniamo a chiedere di stralciare definitivamente il progetto di nuova pista e di puntare sull'integrazione societaria dei due aeroporti toscani, trovando forme di collaborazione per continuare a rispondere efficacemente alla domanda di traffico espressa dal bacino regionale, sia come origine, ma soprattutto come destinazione dall’estero, rafforzando e potenziando le connessioni tra le due infrastrutture" - conclude Romanellli.



altro articolo:
Aeroporto di Firenze #1. I favolosi affari di chi ha investito in borsa “senza sapere” - See more at: http://altracitta.org/2014/03/03/aeroporto-di-firenze-1-i-favolosi-affari-di-chi-ha-investito-in-borsa-senza-sapere/#sthash.k5FzKpoq.dpuf
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giovedì 19 dicembre 2013

Comunicato Stampa, Firenze 19 Dicembre 2013 Piano Rifiuti Toscana. Romanelli (SEL)

“Nel Piano e nella Risoluzione approvata molti segnali incoraggianti, vogliamo credere nella volontà di superare la stagione d’inceneritori e discariche a favore della diminuzione della produzione di rifiuti, del riciclo e del riuso dei materiali”.
“Oggi in Consiglio Regionale – dichiara l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli - con l’adozione del Piano Regionale di gestione dei rifiuti, sembra avviarsi, se le buone intenzioni saranno mantenute e avranno seguito pratico, una nuova fase importante per la Toscana, con un cambio di marcia impensabile fino a poco tempo fa, quando imperava la logica dell’incenerimento a tutti i costi”.  “È solo un primo passo, sicuramente migliorabile prima della stesura definitiva, ma certamente è un riconoscimento al lavoro delle associazioni, dei cittadini, degli esperti, che per anni hanno predicato nel deserto e a cui ora si riconosce la validità delle proposte alternative verso Rifiuti Zero”.

“Questo piano ha due elementi forti. Il primo è il riconoscimento che la raccolta differenziata spinta, attraverso il porta a porta, fa risparmiare e non aumentare i costi, come in malafede gli inceneritoristi hanno sempre sostenuto, ed inoltre è anche una buona politica occupazionale, che potrebbe portare a regime secondo il Piano 1500 nuovi posti di lavoro in Toscana (secondo le nostre stime oltre 2000). Il secondo è che si decide finalmente di porsi il problema del riciclo effettivo di quanto raccolto in maniera differenziata, creando, con l'uso dei fondi europei e i vantaggi fiscali, start up di nuove imprese nel campo del riciclo di materia. Il risultato, è che ci si ripromette di riciclare effettivamente il 60% dei rifiuti urbani prodotti al 2020, ben di più del traguardo deciso a livello europeo, il 50%".

"Il grave limite del Piano, è la non previsione di abbattimento della quantità dei rifiuti prodotti, che invece è il primo obiettivo che l'Europa e comunque tutta la cultura delle buone pratiche ci impone. Questo fatto, inaccettabile, mi avrebbe portato a non dare voto favorevole al Piano, ma devo dire che lo abbiamo recuperato in un ordine del giorno costruito, con la importante disponibilità dell'Assessore Bramerini, consultando quei soggetti che si sono costituiti in una rete di associazioni, movimenti e amministratori virtuosi per interloquire con l'Amministrazione e migliorare il lavoro della Giunta".

"L'ordine del giorno, veramente ottimo, contiene l'impegno a recepire, nella fase dei 60 giorni utili per le osservazioni, una serie di input decisivi, che, se inseriti correttamente nella stesura definitiva, ci porteranno a dare un voto convintamente favorevole quando il Piano tornerà in Consiglio per il voto finale, mentre al contrario, qualora fossero disattesi, provocherebbero l'immediato ritiro del nostro investimento di fiducia che oggi abbiamo dato, dando un voto finale negativo".

"Il testo dell'ordine del giorno chiede per prima cosa di definire obiettivi di riduzione della produzione pro-capite dei rifiuti, poi di superare, rivedendo la legge regionale, l'attuale pianificazione interprovinciale, abbandonare nuove previsioni o ampliamenti in contrasto con i nuovi obiettivi del Piano, porre in atto quelle azioni atte a far valere la preminenza dell'interesse e della pianificazione pubblica sui cosiddetti "diritti acquisiti" del privato, porsi degli obiettivi intermedi e una cabina di monitoraggio che coinvolga anche i cittadini e i movimenti della rete Rifiuti Zero, monitorare l'attività dei soggetti gestori prevedendo penalizzazioni per coloro che non raggiungono gli obiettivi previsti, tenere conto del fattore ceneri e scorie prodotte dagli impianti di incenerimento, che quindi non sono affatto l'elemento salvifico di "chiusura del ciclo" che fino ad oggi era stato magnificato, prevedere la tariffazione puntuale".

"Restando sulla Provincia di Firenze, questo nuovo Piano, benchè non ancora approvato, e pur nella forma ancora non migliorata secondo l'ordine del giorno, ha già prodotto un dibattito sui territori che ha sostanzialmente già sancito il seppellimento degli impianti di Greve in Chianti e Rufina, dei veri e propri obbrobri senza capo né coda, e pone le basi perché le Provincie, anzi la Regione stessa se cambiando la Legge cambieranno le competenze, riveda con forte ribasso tutte le previsioni impiantistiche".

"Nel caso la Legge cambi e metta in capo alla Regione la scelta delle localizzazioni e del tipo di impianti, per noi diventa campale la battaglia per sconfiggere l'ultima mostruosità prevista dai piani vigenti, ovvero Case Passerini, che va ad aggredire un territorio già oggi in emergenza ambientale e sanitaria, e che si prevede di caricare appunto di un inceneritore, un nuovo mega-aereoporto, e la terza corsia dell'A11, così come ci impegneremo per portare all'attenzione l'alternativa degli impianti a freddo, più ecologici e meno costosi degli inceneritori " - conclude Romanelli

venerdì 8 novembre 2013

Alta Velocità Firenze. Romanelli (SEL)

Comunicato stampa, 8 novembre 2013
Alta Velocità Firenze. Romanelli (SEL): “Dopo gli scandali ora i dati ARPAT confermano la pericolosità dell’opera”. “Bisogna fermarsi definitivamente e procedere con progetti alternativi”. “Interrogazione urgente in Regione”.

 Nei giorni scorsi Il Comitato “No Tunnel TAV” di Firenze ha dato grande risalto alla recente nota di Arpat, come supporto tecnico all'Osservatorio Ambientale sul Nodo fiorentino dell'Alta Velocità, riguardo i monitoraggi della falda vicino ai cantieri dei Macelli e di Campo di Marte.

“Il report di monitoraggio idrogeologico relativi al periodo 1° gennaio 2012 al 31 marzo 2013 sono allarmanti e Arpat afferma chiaramente la presenza di anomalie certe riconducibili ad attività di cantiere”. “In concomitanza del lavori di scavo della trincea, a Campo di Marte si riscontrano livelli elevati di torbidità, ovvero di inquinamento, delle acque sotterranee e sempre in quella area l'acqua si è innalzata progressivamente con l'avanzamento della realizzazione delle paratie e della galleria artificiale, nonostante la realizzazione di  pozzi drenanti realizzati su prescrizione”. “Nella zona della stazione ai Macelli la variazione di livello tra la serie di pozzi a monte e a valle delle paratie/dighe sotterranee è massima in corrispondenza del manufatto e minima al di fuori”.

“Sono dati gravi, dislivelli tra valle e monte di un metro e mezzo sulla falda, e gli effetti futuri, qualora i lavori fossero portati a compimento, non potrebbero essere che quelli che molti denunciano da tempo: le paratie ai Macelli (40 metri di profondità) e a Campo di Marte (oltre i 30 metri di profondità ) causerebbero cedimenti del terreno, allagamenti e riduzione della capacità portante delle fondamenta di molti edifici”. “Un disastro annunciato e che trova ancora, come recentemente il Comune di Firenze, la politica sorda e colpevolmente reticente”.

“Dopo gli scandali gravissimi che hanno coinvolti i realizzatori dell’opera, sia riguardo alla realizzazione delle opere che allo smaltimento delle terre di scavo, cosa aspetta il Governo, la Regione, il Comune ad imporre il definitivo stop dei lavori?”. “Come continuare in un’opera così inutile e pericolosa?”.

“Nell'ultimo dibattito in Consiglio Regionale, ho chiesto che il Presidente della Regione, la Giunta ed i gruppi di maggioranza valutino seriamente i progetti alternativi al sottoattraversamento, incontrando i Comitati insieme agli esperti e ai tecnici che da tempo propongono valide alternative, per impedire che la città di Firenze sia ferita in maniera irreparabile. Mi trovo a dover insistere, con moltsa decisione: non si può voltare la testa dall'altra parte e questa maggioranza ha il dovere perlomeno di ascoltare e valutare chi da anni, con gratuità e spirito di servizio, oltre a denunciare propone alternative” – conclude il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

Sull’argomento è stata presentata un’interrogazione urgente alla Giunta Regionale.

Interrogazione Orale Urgente. “Nota Arpat Monitoraggio Acque Sotterranee Nodo AV Firenze”

Il sottoscritto Consigliere Regionale

Ricordata la nota elaborata dal Settore VIA/VAS della Direzione tecnica ARPAT, in supporto Tecnico all’Osservatorio Ambientale, “Nodo AV di Firenze, Acque Sotterranee Valutazione Monitoraggio Gennaio 2012 – Marzo 2013”;

Ricordato che in tale nota è evidenziata chiaramente la presenza di anomalie riconducibili ad attività di cantiere:
- In concomitanza del lavori di scavo della trincea, a Campo di Marte si riscontrano livelli elevati di torbidità, ovvero di inquinamento, delle acque sotterranee e sempre in quella area l'acqua si è innalzata progressivamente con l'avanzamento della realizzazione delle paratie e della galleria artificiale, nonostante la realizzazione di  pozzi drenanti realizzati su prescrizione;
- nella zona della stazione ai Macelli la variazione di livello tra la serie di pozzi a monte e a valle delle paratie/dighe sotterranee è massima in corrispondenza del manufatto e minima al di fuori,

Considerato la gravità dei suddetti dati, dislivelli tra valle e monte di un metro e mezzo sulla falda, e valutato che gli effetti futuri, qualora i lavori fossero portati a compimento, non potrebbero essere che quelli che molti denunciano da tempo: le paratie ai Macelli (40 metri di profondità) e a Campo di Marte (oltre i 30 metri di profondità ) potrebbero causare cedimenti del terreno, allagamenti e riduzione della capacità portante delle fondamenta di molti edifici;

Ricordato che attualmente i lavori sono fermi per le note indagini della Magistratura;

Ricordato che da anni esperti ed associazioni hanno presentato progetti alternativi al sottoattraversamento del nodo fiorentino dell’Alta Velocità, progetti più economici e non rischiosi per la città di Firenze.

Interroga la Giunta regionale per sapere:

Come valuta le anomalie riscontrate e quali atti intende intraprendere a difesa della sicurezza e della salute pubblica;

Se ritiene utile e necessario incontrare i rappresentanti dei cittadini e dei comitati, insieme ai tecnici e agli esperti che negli anni hanno proposto opzioni alternative, per un’approfondita analisi delle stesse


Mauro Romanelli

venerdì 11 ottobre 2013

SEL: COMUNICATO STAMPA - INCENERITORE DI SELVAPIANA


INCENERITORE DI SELVAPIANA. 
Romanelli e Lazzerini (SEL): 
"Sorprendenti le parole di Barducci, capogruppo Pd a Rufina, che rivela il segreto di pulcinella, ovvero che l'inceneritore di Selvapiana è ormai tramontato. Ma non perché adesso sono cambiate le condizioni: le condizioni non ci sono mai state. Il merito della svolta che porterà finalmente anche le istituzioni a prenderne atto va attribuito a quei cittadini che da anni si battono per la Strategia Rifiuti 0. E alle forze politiche, come Sel, che hanno voluto un Piano Regionale dei Rifiuti che non fosse la sommatoria di quelli, insostenibili, realizzati da Provincie come Firenze".

"Le parole del Capogruppo del PD al Comune di Rufina Andrea Barducci sono davvero sorprendenti. Affermare che l'inceneritore di Selvapiana non è più necessario perché oggi sono cambiate le condizioni esterne (produzione dei rifiuti, ecc) è quasi una barzelletta e francamente sa molto del gesto di disperazione di chi vuole intestarsi una vittoria della quale non ha il merito anziché ammettere una palese sconfitta" - dichiarano Mauro Romanelli, Consigliere Regionale, e Riccardo Lazzerini, Consigliere Provinciale, di Sinistra Ecologia Libertà.

"Le condizioni per fare l'inceneritore di Selvapiana in realtà non ci sono mai state. L'inserimento dell'impianto nel Piano Provinciale dei rifiuti di Firenze è frutto di una forzatura che risponde a logiche che non hanno niente a che fare con il corretto trattamento del ciclo dei rifiuti. Una forzatura che è una delle tante di un Piano obsoleto al quale Sel si è opposta votando contro in Consiglio provinciale e venendo per questo esclusa dalla maggioranza dall'omonimo Presidente della provincia Andrea Barducci".

" E vale la pena anche ricordare che l'impianto è situato in una zona considerata cassa di espansione per le piene del torrente Sieve e che all'indomani delle nuove disposizioni Regionali che vietano le edificazioni nelle zone ad alta pericolosita’ idraulica, ci siamo trovati di fronte ad una Legge Regionale ad hoc, alla quale in Consiglio Sel ha votato contro, proprio per ripristinare la possibilità di realizzare a tutti i costi e contro ogni logica quell'impianto".

"Allora cerchiamo di fare un po' di chiarezza. Finalmente sta emergendo quello che era chiaro fin dall'inizio. Non ci sono e non ci sono mai state le condizioni per la costruzione di un nuovo impianto a Selvapiana, e nemmeno per mantenere in essere quello esistente. Ma il merito della svolta che porterà finalmente anche le Istituzioni a prenderne atto va attribuito a quei cittadini e a quelle forze politiche che da anni si battono per l'adozione di buone pratiche che sostengono la Strategia Rifiuti Zero. E a chi ha voluto un Piano Regionale dei Rifiuti che non fosse la sommatoria di quelli, insostenibili, realizzati da Provincie come Firenze".

"Il nuovo Piano Regionale, per quanto ancora a nostro parere insufficiente, per esempio nel permanere della previsione, anch'essa ambientalmente devastante, di Case Passerini, perlomeno non è la sommatoria pedissequa dei piani obsoleti già approvati o proposti in approvazione dagli Ato toscani, e finalmente riconosce che la diffusione della raccolta porta a porta su tutto il territorio regionale e la creazione della filiera industriale del riciclo sono anche e soprattutto politiche di sviluppo e politiche ad alta potenzialità occupazionale. Da questo nuovo piano, sicuramente più realistico, non da cambiamenti oggettivi della realtà che esistono solo nella testa di Barducci, emergerà l'inutilità dell'Impianto di Selvapiana. Impianto che ormai, se fosse un essere umano, si potrebbe definire, un dead man walking" - concludono Romanelli e Lazzerini.

lunedì 23 settembre 2013

PIANO REGIONALE RIFIUTI: COMUNICATO Forum Ambiente nazionale di SEL


Piano regionale rifiuti: la Svolta che non c’è

La montagna ha partorito il topolino. Che delusione il Piano regionale sui rifiuti, senza coraggio e senza lungimiranza, tutto ancora prigioniero di una vecchia e superata politica di gestione che resiste nonostante i grandi mutamenti intervenuti negli ultimi anni. Bene ha fatto il Sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro a prendere le distanze anche perché proprio a Capannori il Presidente Enrico Rossi e l’Assessora all’Ambiente Annarita Bramerini,  erano venuti per  annunciare una svolta nella politica regionale annunciando un Piano dei rifiuti innovativo. Il Presidente Rossi si era lasciato andare anche a qualche entusiasmo di troppo proclamando che il modello Capannori avrebbe ispirato il nuovo Piano regionale.  Io, uscì un po’ scettico da quella conferenza capannorese, e chiesi subito il giorno dopo, con un intervento pubblico, che alle belle parole seguissero fatti concreti e invece nel Piano presentato non c’è traccia di una inversione di rotta che noi di SEL riteniamo necessaria e indispensabile.
Come si fa a proporre un Piano con tre diversi scenari di dinamica di crescita dove il migliore ancora prevede al 2020 una produzione procapite annua di rifiuti di circa 600 Kg e addirittura il peggiore di 667 kg. In una conferenza stampa, di poche settimane fa, la Bramerini giustamente divulgò e valorizzò gli straordinari risultati ottenuti da Publiambiente in diversi comuni nella provincia di Firenze e Pistoia, dove si viaggia con percentuali di RD che superano il 90%, portò ad esempio positivo gli ottimi risultati del circondario empolese- Valdelsa dove grazie al sistema di raccolta porta a porta sono riusciti a conferire in discarica nel 2012 solo 75 kg/ab/anno. Loro stessi hanno validato e valorizzato i dati che confermano quanto noi capannoresi sosteniamo da anni e cioè, la messa a sistema della raccolta domiciliare integrale porta con se una consistente diminuzione di rifiuti che secondo l’esperienza di Publiambiente,ma anche la nostra esperienza,  è superiore al 30% con una riduzione dell’81% dei rifiuti indifferenziati. Non solo, questo Piano esce quando nell’ATO Toscana Centro è stato approvato un PIR che grida vendetta che addirittura prevede la quintuplicazione delle quantità di rifiuti da inviare agli inceneritori da 60.000 ton a 270.000 ton e che il Piano di Ambito ha leggermente ridimensionato di appena 50.000 ton.  Questi Piani sono semplicemente impresentabili. Non ci siamo, si continua ancora a buttare centinaia di milioni per costruire inceneritori quando una moderna politica di gestione dovrebbe dare priorità ad investimenti per mettere a regime il nuovo sistema di raccolta domiciliare per superare definitivamente il conferimento in forma anonima nei grandi cassonetti stradali. Non c’è traccia nel Piano di una nuova volontà politica per creare un moderno sistema impiantistico necessario per valorizzare al massimo le materie prime seconde derivanti dalle RD per potenziare la filiera industriale del riciclaggio per la chiusura del ciclo, per far tornare a nuova vita quanta più materia possibile, per ridurre l’impatto ambientale creare nuova imprenditorialità e nuovi posti di lavoro in tempi di grave crisi economica e sociale. Non possiamo accettare questo Piano così com’è, vogliamo ridiscuterlo e modificarlo, propongo per il mese di ottobre una grande assemblea regionale pubblica, per dare fiato e forza alle nostre osservazioni critiche propositive. Una grande assemblea aperta a tutti gli amministratori e cittadini da tenersi proprio a Capannori perché, a Capannori, il Presidente Rossi è venuto ad annunciare una svolta che non c’è stata e, da Capannori, è partita nel 2005, la prima esperienza di una nuova gestione dei rifiuti sfidando con coraggio un conservatorismo radicato nella politica toscana, interessi economici potenti, tanti luoghi comuni, pigrizie culturali e diffidenze diffuse. Nonostante tutto ce la facemmo ad imporre la svolta .

Eugenio Baronti 
Coordinatore laboratorio rifiuti zero del Forum Ambiente Nazionale di SEL
Ex Assessore all’Ambiente nel Comune di Capannori dal 2004 al 2007

martedì 21 maggio 2013

Sel sulle proposte del Presidente della Regione Enrico Rossi

ScreenHunter_01 May. 21 01.05Vogliamo fatti concreti le parole non bastano più

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a conclusione del convegno sulla gestione dei rifiuti in Toscana, tenutosi a Capannori sabato 18 maggio, a cui ha partecipato anche l’Assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, ha espresso la volontà di fare della Toscana una regione europea all'avanguardia, di promuovere a livello locale buone pratiche e sostenere una legge nazionale di iniziativa locale per ridurre la produzione di rifiuti e di costruire, attraverso un confronto con  i territori, il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. 

Impegni importanti e condivisibili, di cui purtroppo, non si vede traccia nelle scelte concrete di politica amministrativa della Regione. Mi sarei aspettato che dicesse, in coerenza con quanto affermato, che per procedere su questa strada, è necessario riscrivere quasi completamente i tre Piani di Ambito in discussione, di cui uno, quello della Toscana Centro, già approvato e gli altri due in discussione. Questi Piani sono nati vecchi, procedono ancora in direzione contraria  alle direttive europee e addirittura alle leggi italiane, sono costruiti con previsioni di crescita dei rifiuti esagerate non supportate da nessun riscontro oggettivo ed analisi scientifica, prevedono investimenti per diverse centinaia di milioni ancora in nuovi inceneritori,  dimensionano il fabbisogno impiantistico  al 2020 senza prendere in considerazione  nessuna azione di prevenzione e riduzione dei rifiuti che per le Direttive europee rappresentano una priorità oltre che un obbligo per la Legge italiana.  

Sbagliata e inaccettabile la proposta del Presidente di spostare in modo del tutto arbitrario ed illegittimo, l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 2020 prevista dalla legge italiana al 31 dicembre 2012. I tantissimi comuni che sono passati dal conferimento stradale in forma anonima  alla raccolta differenziata domiciliare “porta a porta” hanno raggiunto percentuali superiori al 65% in pochi mesi, quindi a livello regionale, considerando l’arretratezza culturale e la pigrizia di una buona parte di amministratori locali, le inevitabili resistenze, è del tutto realistico e possibile raggiungere, con un po’ di volontà politica, questo obiettivo nel giro di due anni al massimo. 

Di parole ne abbiamo sentite tante in questi anni, anche di buone intenzioni, ma adesso servono fatti concreti. Per dimostrare che la regione Toscana vuole cambiare direzione di marcia, c’è bisogno di un Piano regionale innovativo che si differenzi sostanzialmente dalla vecchia logica di cui sono prigionieri gli attuali Piani interprovinciali. Se la Toscana vuole cambiare politica è necessario iniziare subito il percorso di transizione dal vecchio al nuovo sistema, e, lungo questo percorso, le  tecnologie tradizionali  per lo smaltimento, (discariche ed inceneritori) saranno  destinate ad assumere un ruolo secondario e sempre più marginale, mentre, acquisteranno centralità, le buone pratiche operative,  le azioni di  separazione e differenziazione, di recupero e riciclaggio e di conseguenza si svilupperà e si consoliderà   un’impiantistica di valorizzazione delle materie prime seconde recuperate e una filiera industriale del riciclaggio strettamente legata e connessa con il mondo scientifico della ricerca e dell’innovazione per poter aprire nuove opportunità e possibilità di riciclaggio e di riutilizzo della materia recuperata.  

Infine, una annotazione politica a margine del convegno che si è tenuto proprio ad una settimana dalle dimissioni dell’assessore all’ambiente Alessio Ciacci e dell’Assessore Leana Quilici. La maggioranza che iniziò nel 2004 la rivoluzione del sistema di gestione dei rifiuti e che nel corso degli anni ha promosso pratiche ambientali che hanno fatto di Capannori un punto di riferimento nazionale, non esiste più,  non c’è più traccia di sinistra dentro la Giunta PD che tace  come se niente fosse successo.  Quella sinistra che è stata la madre di queste politiche è stata costretta alla porta. Mi sarei aspettato, non dal Sindaco, ma per esempio da Rossano Ercolini che almeno alla fine del suo condivisibile e positivo intervento, esprimesse un briciolo di solidarietà e vicinanza a Ciacci e a quella sinistra, che grazie alle buone pratiche realizzate aprì la strada alla strategia rifiuti zero, attraverso l’adesione di Capannori, nel febbraio 2007, primo comune in Italia. Un scelta che sicuramente ha costituito le premesse per rompere l’isolamento, uscire dal minoritarismo e dare una dimensione nazionale ed internazionale,  al movimento rifiuti zero.

Eugenio Baronti Coordinatore Laboratorio rifiuti Forum Ambiente nazionale SEL

lunedì 15 aprile 2013

Romanelli: COMUNICATO STAMPA, 15 APRILE 2013

Manifestazione contro l’inceneritore di Selvapiana. Romanelli e Grassi (SEL). “Grande partecipazione, dai cittadini legittime preoccupazioni e proposte serie per un’alternativa”

“Sabato scorso 13 Aprile abbiamo partecipato con grande soddisfazione a una grande e pacifica manifestazione di cittadini che hanno colorato d’idee e proposte le strade di Pontassieve” – dichiarano il Consigliere Regionale Mauro Romanelli e il Consigliere Comunale di Firenze Tommaso Grassi.

“Durante la giornata non sono state espresse solo preoccupazioni per il progetto di Selvapiana, comunque più che legittime, e per i suoi problemi tecnici e sanitari legati all'insistenza in un'area ad alto rischio idraulico, ma anche grande consapevolezza sul tema più generale del ciclo dei rifiuti e una serie di proposte ecologicamente e tecnologicamente avanzate”.

“La strada verso rifiuti zero non è una scusa di chi non vuole impianti vicino a casa, ma un percorso, ormai irreversibile: il 24 maggio 2012 il Parlamento Europeo in seduta plenaria ha votato in favore di un’importantissima risoluzione che riafferma, tra l’altro, la necessità di portare il rifiuto residuo verso lo zero e porre termine entro il 2020 all’incenerimento di ciò che può essere compostato, riciclato o recuperato”.

“Che senso ha quindi continuare, come purtroppo stiamo facendo in Toscana, con un’obsoleta scelta d’inceneritori in tutte le province, anche più di uno per provincia?”. “A livello di resa economica, occupazionale, energetica, così come di difesa dell’ambiente e della salute, non si può far altro che passare a una gestione virtuosa delle materie prime seconde (ovvero i rifiuti), togliendo i privati e la vecchia politica dalle società di gestione, e rilanciando un controllo pubblico e trasparente con il coinvolgimento delle comunità locali”. 

“Come SEL ci batteremo per questo, anche nei prossimi passaggi in Consiglio Regionale, per un futuro sostenibile e per un rilancio di una Sinistra aperta all’innovazione e vicina ai cittadini”- concludono Romanelli e Grassi.

venerdì 4 gennaio 2013

Legge Rischio Idraulico: ad hoc, ad aziendam, ad personam, scegliete Voi!

Dopo le modifiche di maggio 2012 per SALVARE l'inceneritore di Selvapiana (vari articoli qui  http://assovaldisieve.blogspot.it/search/label/LR%2066%2F2011), un'ulteriore MODIFICA apportata con l.r. 26 novembre 2012, n. 64 , art. 9 , di fatto garantisce la costruzione dell'impianto a gas naturale nel Pistoiese!


Questa la modifica che senza ombra di dubbio è fatta appositamente (per ora!) per questo impianto:
--> A Maggio l'art. 2, comma, lettera b, recitava: " ....la produzione ed il
trasporto di energia da fonti rinnovabili...
"
--> Solo a Novembre invece si aggingono 2 paroline e diventa:  "....la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili e gas naturali ....".

SCEGLIETE UN PO' VOI COME CHIAMARE QUESTE MODIFICHE, SE AD HOC, AD AZIENDAM O AD PERSONAM, A  NOI CI SEMBREREBBE IL CASO CHE QUALCUNO POTESSE INDAGARE PER VERIFICARE SE QUESTE MODIFICHE SONO STATE FATTE PER IL BENE DELLA REGIONE TOSCANA O SOLO PER RISOLVERE LE PROBLEMATICHE DI QUESTA O QUELL' AZIENDA, DI QUESTO O DI QUEL COMUNE!

Questi i link che rimandano alla questione dell'impianto del pistoiese della Repower:

mercoledì 12 dicembre 2012

SEL: Gianassi blocca inceneritore Case Passerini.

COMUNICATO STAMPA, 11 DICEMBRE 2012
Gianassi blocca inceneritore Case Passerini. Romanelli (Sel): "Vengono al pettine i nodi di un pensiero sviluppista scriteriato che pretende di riempire la piana fiorentina di ogni opera possibile ed immaginabile. Necessario ripensare tutto in chiave moderna e sostenibile"


“Apprendo – dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli – che il Comune di Sesto Fiorentino ha deciso d’interrompere in via precauzionale qualsiasi collaborazione istituzionale per la realizzazione del Termovalorizzatore di Case Passerini”. “E questo a pochi giorni dal voto in Provincia sull’Adozione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti di Ato Toscana Centro”.

“Da sempre come Sinistra Ecologia e Libertà siamo contrari a tale piano, anche perché nessuna delle nostre osservazioni, come quelle di altre forze politiche e delle associazioni ambientaliste, è stata presa in considerazione, mentre si vuole forzare a quintuplicare l'incenerimento dei rifiuti, con gravissime conseguenze sulla qualità dell'aria di un‘area, dove vivono un milione e mezzo di persone e sulle tariffe”. “E da sempre richiediamo la Valutazione d’Impatto Sanitario complessiva su tutta l’area, un’area con specificità ambientali e sociali particolari, un’area, quella sul nuovo termovalorizzatore di Case Passerini, in cui non può starci tutto, essendo già presenti l’aeroporto e l’autostrada”. “Un’area in cui va altresì realizzato un parco vero e tutelate le oasi faunistiche”.

“L’Italia è un paese in crisi, o punta sulla modernità o affonderà con scelte industriali obsolete, nocive per la salute dei cittadini e costose per la collettività”. “Il Futuro è adesso e parla, nel campo dei rifiuti, di un’immediata transizione dal vecchio al nuovo sistema, le tecnologie tradizionali per lo smaltimento, (discariche e inceneritori) sono destinate ad assumere un ruolo secondario e sempre più marginale, mentre, acquisteranno centralità, le buone pratiche operative, le azioni di separazione e differenziazione, di recupero e riciclaggio e di conseguenza si consoliderà una tecnica degli impianti di valorizzazione delle materie prime seconde recuperate e un’adeguata filiera industriale del riciclaggio".

"L'unico modo per ridurre la produzione dei rifiuti è mettere a sistema la raccolta differenziata "porta a porta" entro il 2016, creando in questo modo oltre posti di lavoro con investimenti notevolmente inferiori rispetto a quelli previsti nel Piano”. “Un obiettivo del tutto realistico e fattibile, basta volerlo e su questi temi chiediamo nuovamente coraggio politico a tutto il centrosinistra toscano”.

“Ben venga quindi la posizione del Comune di Sesto, di cui apprezziamo le ragioni, anche in ordine alle profonde perplessità su un'opera come la nuova pista dell'aereoporto, impattante in maniera insostenibile suul'area della piana, ed incompatibile col parco"

"Anche in questo caso, non si contrappone il partito del fare al partito del no a tutto: si contrappone un concetto di modernità industrialista e privo di ritegno, alla modernità razionale in linea con i migliori standard europei, che vedono la presenza di pochi scali aereoportuali, collegati tra loro in maniera efficiente, e non un proliferare come funghi di aereoporti a soddisfazione di ogni campanilismo e di ogni interesse particolare: siamo per potenziare una linea veloce Pisa Firenze, e per chiudere Peretola, che oggi vive nell'illegalità, per uscire dalla quale si rischia di cadere dalla padella nella brace" - conclude Romanelli.

giovedì 19 luglio 2012

Alla Festa di Rifondazione a Borgo S. Lorenzo, stasera, si parla di piano interprovinciale dei rifiuti


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Giovedì 19 luglio ore 21:15
VERSO IL NUOVO PIANO INTERPROVINCIALE DEI RIFIUTI: NON BRUCIAMOCI IL FUTURO! CONTRO L’INCENERIMENTO, PER STRATEGIE DI GESTIONE RADICALMENTE ALTERNATIVE.
interverranno:
Andrea  Calò, Capogruppo Prc Provincia di Firenze
Riccardo Lazzerini, Capogruppo Sel Provincia di Firenze
Alessandro Cresci, Capogruppo Idv Provincia di Firenze
Fabrizio Bertini, Coordinamento dei Comitati ATO Toscana Centro

venerdì 29 giugno 2012

PRC SEL IDV Provincia di Firenze presentano insieme le Osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti


Il piano interprovinciale dei Rifiuti fu pubblicato sul BURT il 7 marzo 2012 da lì la normativa prevedeva che venissero presentate entro 60 giorni le osservazioni al piano di Gestione dei Rifiuti ATO Toscana Centro ai sensi dell’ art. 12, c. 6 della L.R. 25/1998 e dell’art. 25, c. 2 della LR 10/2010.
Il 7 agosto l’autorità competente ha l’obbligo di pronunciarsi sull’osservazioni  presentate.

Il 4 maggio 2012 i gruppi Provinciali di Rifondazione Comunista, SEL, e IDV hanno presentato congiuntamente 8 osservazioni,  che per brevità vengono così enunciate e sintetizzate :

1- Sulla previsione della produzione dei RSU dell’ATO per l’anno 2015.
Noi proponiamo maggiore coerenza del Piano con la legislazione nazionale in modo di attivare un percorso di transizione dall’attuale sistema al nuovo sistema di Raccolta Differenziata  domiciliare cosiddetta “porta a porta”.

2- Istituzione di un Servizio pubblico di gestione dei rifiuti per le attività produttive
 (de assimilazione degli RSAU)
Si ritene necessario che i rifiuti urbani e speciali siano gestiti in due distinti circuiti di raccolta. Ciò consentirà una migliore efficienza e controllo sui conferimenti di rifiuti speciali e sui conferimenti impropri o abusivi.

3- Verifica dell’effettivo fabbisogno impiantistico al 2015
Si ritiene eccessiva  la previsione di rifiuti destinati all'incenerimento. Secondo quanto abbiamo argomentato nelle Osservazioni sulla base delle diverse esperienze di gestione virtuosa dei rifiuti, saranno ridotte notevolmente come da noi dimostrato nella osservazione n.1.

4- previsione costi per il sistema impiantistico.
L'impiantistica destinata all'incenerimento è quella più costosa.
Un sistema basato su un vasto ricorso all’incenerimento non potrà fare a meno di discariche per rifiuti pericolosi in cui collocare scorie e ceneri  Per effetto del D.Lgs. 205/10 non solo le ceneri (in cui è concentrata grande parte delle diossine prodotte dall’incenerimento dei rifiuti) ma anche le scorie di risulta di molti impianti italiani di incenerimento verranno classificate come rifiuti pericolosi.

5- Istituzione della Consulta a livello di ATO per il monitoraggio e il raggiungimento degli obiettivi di Piano
Sarà  compito dell’ATO predisporne un aggiornamento semestrale con dettaglio a livello
provinciale e comunale.

6- Istituzione di un coordinamento regionale per la ricerca e l’ innovazione “verso rifiuti zero”
potenziare la filiera industriale del riciclaggio per la “chiusura del ciclo” per
far tornare a nuova vita quanta più materia possibile,

7- Modalità di raccolta del rifiuto differenziato.
La riforma del sistema di raccolta dovrebbe ispirarsi a un modello di buona gestione basato su 9 punti:
1. Gestione separata dei flussi di rifiuti urbani e speciali;
2. Eliminazione della possibilità di conferire rifiuti in forma anonima;
3. RD di tipo domiciliare;
4. RD ‘spinta’ della frazione organica;
5. Riforma del sistema di gestione ordinaria dei rifiuti;
6. Introduzione simultanea della tariffazione puntuale su un’area vasta;
7. Offerta di uno specifico servizio di gestione dei rifiuti per le attività produttive, basato su tariffe
trasparenti e meccanismi incentivanti;
8. Compostaggio domestico;
9. Massima detossificazione dei rifiuti residui

8- Inserimento di un capitolo specifico destinato ad individuare, promuovere ed incentivare tutte le buone pratiche di riduzione dei rifiuti.
Ridurre gli imballaggi e ridurre il numero dei passaggi nella catena della distribuzione,

Va da se che queste Osservazioni fatte  e presentate unitariamente da Rifondazione Comunista, SEL, e IDV, nelle tre Province di Firenze , Prato e Pistoia, diventeranno i contenuti di una proposta politica e Istituzionale che chiede una diversa gestione dell’intero ciclo dei rifiuti che vuole progressivamente eliminare la combustione.
Ribadiamo che l’incenerimento deve essere superato in quanto rappresenta un’enorme spreco di risorse a costi altissimi e  costituisce un forte danno per la salute e per l’ambiente.

Firenze 28 giugno 2012

Andrea Calò ( PRC )  Riccardo Lazzerini  ( SEL )  Alessandro Cresci ( IDV )

“L’approvazione in Conferenza dei Servizi dimostra che la legge approvata in Consiglio Regionale era ad hoc”.

comunicato stampa, 28 giugno 2012
Inceneritore Rufina. Romanelli (SEL):

“La notizia dell’approvazione in Conferenza dei Servizi del piano per l’ampliamento dell’inceneritore di Rufina dimostra inequivocabilmente che quella parte della legge che concedeva deroghe per la realizzazione d’impianti trattamento rifiuti in aeree esondabili era ad hoc, una vera e propria norma “ad inceniritorem”, come abbiamo sostenuto in consiglio sollevando le reazioni risentite di qualcuno”.
“Ecco, quel qualcuno aveva torto” afferma il Consigliere Regionale di SEL Mauro Romanelli.

“Tale norma era contenuta in un provvedimento di legge, approvato il mese scorso, che interveniva a modificare la finanziaria regionale, concedendo deroghe a quella che doveva essere l’assoluta inedificabilità in aree ad alto rischio idraulico”.

“Questa legge - ricorda concludendo Romanelli - ha avuto il voto contrario di Sinistra Ecologia e Libertà e della Federazione della Sinistra/Verdi”.

venerdì 27 aprile 2012

GROSSETO: uscire dalle politiche degli inceneritori !!

Una dopo l'altra tante realtà a noi vicine facenti parte anche dellla Mitica TOSCANA...... ad un tratto si svegliano e sui rifiuti cambiano politica: BASTA INCENERIRE!! (Peccato che Firenze resti al PALO...e più ci sta più sarà difficile adeguarsi perchè invece che essere la prima sarà la quarta o l'ultima, e non c'è SUGO!).


COMUNICATO STAMPA, Firenze 27 Aprile 2012
Rifiuti. “Anche la Provincia di Grosseto, dopo Lucca, chiede di uscire dalle politiche degli inceneritori”. Mauro Romanelli (SEL): “E' il momento di abbandonare vecchi schematismi ed aprirsi all’innovazione. Non si possono più ignorare le nuove sensibilità e le pratiche più avanzate" "Basta con la moltiplicazione degli inceneritori, serve un unico Ato rifiuti e un grande polo tecnologico di recupero e trattamento"

“Lo scorso 18 Aprile – dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli - anche la Provincia di Grosseto, dopo quella di Lucca e dopo quella di Reggio Emilia, ha votato a maggioranza un profondo cambio di strategia riguardo alla gestione dei rifiuti, dichiarando superato il capitolo del ricorso all’incenerimento, e decidendo di investire sulle politiche di riduzione dei rifiuti, sulla raccolta differenziata spinta, e infine sul recupero energetico tramite digestione anaerobica e trattamento meccanico biologico a freddo senza combustione”.
“E' molto interessante – continua Romanelli – che una parte importante del centrosinistra toscano, compreso il Pd da sempre molto rigido su questi temi, cominci a guardare con attenzione ai più avanzati indirizzi europei, alle sensibilità sempre più diffuse e competenti espresse da un numero crescente di cittadini, alle migliori pratiche esistenti in circolazione"
"Ora l’invito, pressante, è ad essere coraggiosi solo a Lucca e Grosseto, ma in tutti i teritori della Toscana e a livello Regionale, superando vecchie impostazioni non più all'avanguardia, basate sul binomio inceneritore/discarica". "Come si fa, ad esempio, ad insistere su piani che prevedono nel solo territorio fiorentino, unica Provincia in Italia, ben tre nuovi inceneritori, di cui uno addirittura nei pressi di una zona alluvionabile? “
“La Toscana, con la Legge R. 61/07, ha già ridotto gli ATO da dieci a tre e introdotto la figura del gestore unico: bisognerebbe andare ancora oltre, un unico ATO per superare lo spezzettamento delle gestioni che ha portato in passato alla moltiplicazione degli impianti, già presenti o in previsione, come fossero funghi, e pensare alla realizzazione di un unico grande polo tecnologico-industriale di avanguardia, da collocarsi in area industriale e non in mezzo ai cittadini, come quello della Piana, o ad aziende di vini di pregio, come quello della Rufina"
"Penso ad un grande Polo che sviluppi le tecnologie più avanzate alternative all’incenerimento, concentrandosi sul recupero di materia, favorendo le aziende che lavorano con materie prime seconde e instaurando collaborazioni con l'università e il mondo della ricerca per lavorare alla riprogettazione di manufatti di uso quotidiano totalmente riciclabili”.
“Questa è l’unica strada – termina l’esponente di Sel – per una gestione dei rifiuti che esca dall’emergenza, coniugando sviluppo tecnologico, difesa della salute e creazione di nuovi posti di lavoro qualificati”.