COMUNICATO STAMPA
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CALENDARIO
venerdì 21 novembre 2025
Comunicato Stampa: Verso la piena ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico nella Conferenza Territoriale 3 Medio Valdarno: cambiare direzione di marcia è possibile!
lunedì 28 luglio 2025
LETTERA APERTA della Rete Toscana Beni Comuni: “Acqua pubblica”: chiarezza su cosa significa e quale modello propone per la Regione
Abbiamo letto con attenzione le Sue recenti dichiarazioni pubbliche, in cui ha indicato l’acqua
pubblica come uno dei pilastri fondamentali della Sua candidatura e della futura azione di governo
della Regione Toscana.
Le chiediamo, con la massima chiarezza e trasparenza, di specificare cosa intende concretamente per “acqua pubblica”, perché acqua pubblica non significa semplicemente che i soci delle società di gestione siano solo Comuni o enti pubblici: questo di per sé non garantisce affatto la realizzazione dell’interesse collettivo né la tutela dei cittadini.
Acqua pubblica significa:
• Gestione interamente pubblica,
• Controllo diretto e “analogo” sulla società da parte dei Comuni soci
• Assenza di scopo di lucro (né per i gestori, né per i Comuni soci),
• Servizio erogato nell’esclusivo interesse sociale,
• Utilizzo integrale delle risorse a beneficio del servizio e dei cittadini (non per la produzione di utili da redistribuire come dividendi ai Comuni),
• Governo democratico e partecipato (tutela delle minoranze con il voto capitario: una testa, un voto, non una quota di capitale, per evitare che i Comuni maggiori impongano le proprie scelte a discapito dei più piccoli e degli utenti),
• Massima trasparenza e controllo sociale.
Tutto ciò oggi è possibile solo attraverso la gestione “in house providing”, come la normativa
nazionale ed europea prevede per i servizi pubblici essenziali, dove la società di gestione opera senza fini di lucro, sotto il controllo diretto degli enti pubblici, con una politica degli utili indirizzata al massimo contenimento dei costi per l’utente ed al miglioramento del servizio.
Lei intende promuovere e attuare un vero modello di gestione in house, che rispetti questi principi e riporti l’acqua fuori dalle logiche di mercato e di profitto, oppure si continuerà con il modello attuale, che è solo un paravento di “gestione pubblica” formale, dove i Comuni restano soci unici ma sfruttano le tariffe dei cittadini per ottenere utili e dividendi da reinvestire altrove?
La Toscana ha bisogno di una scelta chiara e trasparente:
L’acqua non è una fonte di profitto, è un bene comune da gestire senza alcun interesse di lucro!
Aspettiamo una Sua risposta pubblica e impegnativa su questo punto, nell’interesse di tutti i cittadini:
Gestioni in house sì o no?
Firenze, 26 luglio 2025
Distinti saluti
giovedì 11 aprile 2024
Lettera aperta inviata al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, all'Assessore all'Ambiente Monia Monni e a tutti i Gruppi consiliari sul pericolo dei PFAS nelle acque della Toscana insieme al Report di Greenpeace, a firma di molte Associazioni e comitati
mercoledì 23 agosto 2023
COMUNICATO STAMPA: L'attuale operazione Multiutility è inammissibile anche secondo la Corte dei Conti.
Quello che viene detto dalla Corte dei Conti è chiaro: non è ammissibile la cessione dei beni demaniali in capo a Consiag all’interno del progetto Multiutility nella prospettiva della quotazione in borsa.
Infatti:
- L’operazione Multiutility ha comportato la fusione per incorporazione anche di Consiag spa, società patrimoniale partecipata dai Comuni. Quindi ad Alia Servizi ambientali spa (società incorporante) è stato trasferito l’intero patrimonio di Consiag spa comprensivo delle reti e degli impianti idrici comunali di cui era conferitaria.
- Le infrastrutture idriche si configurano come beni demaniali per espressa previsione dal Codice civile (artt. 822 co2 CC; 823 CC; 824 co1 CC), del T.U.E.L, del testo unico dell’ambiente. La natura demaniale di detti beni comporta la loro inalienabilità.
- l’art.21 del d. lgs 201/2022 ha riconfermato la natura demaniale, nonché l’incedibilità delle proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni idriche consentendo esclusivamente il conferimento delle stesse in società a capitale interamente pubblico incedibile.
Il progetto di aggregazione societaria prevedendo l’apertura all’ingresso dei privati e alla quotazione in borsa della società incorporante, viola nella sostanza i principi e le norme imperative sopra richiamate.
Oggi con un’importante deliberazione la sezione regionale di Controllo per la Toscana della Corte dei Conti (n.159/2023), rispondendo ad una richiesta di parere ritualmente formulata dal Sindaco del Comune di Loro Ciuffenna, da sostegno alle nostre ragioni.
La sezione Toscana dopo aver richiamato le norme applicabili alla fattispecie ed aver ribadito la natura demaniale delle infrastrutture idriche, afferma con chiarezza …che qualora uno o più enti locali abbiano conferito la proprietà di dotazioni patrimoniali essenziali alla gestione del servizio pubblico locale ad una società a capitale interamente pubblico che è incedibile, tale società può poi essere interessata a operazioni di fusione societaria purché all’esito della fusione resti assicurata la titolarità di reti, impianti ed altre dotazioni patrimoniali in capo ad una società a capitale interamente pubblico.
Di fatto questo rappresenta un ulteriore importante documento che evidenza il fatto che gli intenti e la natura stessa della Multiutility quotata in borsa, e degli amministratori della stessa, non convergono più con l’interesse comune di tutelare e garantire un accesso equo e sostenibile ai servizi e beni che la società ha l’incarico di gestire.
La Corte afferma inoltre che sono i comuni interessati dai processi di fusione a dover valutare in concreto che all’esito dell’operazione resti assicurata la proprietà pubblica delle infrastrutture.
Appare evidente che il parere della Corte dei Conti Toscana rimette quindi in discussione l’intera operazione Multiutility che, attraverso l’apertura ai privati e la quotazione in borsa, si prefigurava di sottrarre al patrimonio pubblico, per immetterle sul mercato privato, anche le infrastrutture strategiche che per legge devono rimanere in mano pubblica.
La politica tutta, a livello regionale e locale non può più permettersi di stare a guardare mentre vengono imposte decisioni che vanno ad impattare su questioni di più alto interesse in contrasto con gli interessi generali ossia quelli che devono soddisfare i bisogni della collettività e dei cittadini.
Ci chiediamo come abbiano potuto i tanti Sindaci, amministratori e consiglieri che hanno sostenuto l’operazione Multiutility, accettare di mettere a disposizione degli interessi privati il mercato dei servizi locali comprensivo delle infrastrutture strategiche. Era già tutto talmente chiaro, che ai sindaci e consiglieri che hanno avviato la cessione con il loro voto, era stato segnalato a più riprese, sia dai cittadini attraverso lo strumento delle osservazioni, sia dagli altri consiglieri di opposizione,
che per tutela sia dei beni comuni demaniali che per tutela personale sì sarebbero dovuti opporre anziché votare a favore di questa cessione, esponendosi così anche ad un potenziale danno erariale verso i comuni da loro amministrati.
Ci attendiamo che si proceda a rivedere le posizioni assunte e che si apra finalmente una discussione seria ed approfondita con i cittadini finalizzata all’introduzione di modelli di gestione effettivamente pubblica e partecipativa per mettere finalmente in discussione le scelte adoperate finora da singoli sindaci e soprattutto per rivedere quelle deleghe, date ai consigli di amministrazione che continuano a dimostrarsi indegnosamente non all’altezza del compito a loro assegnato.
Per questo riteniamo obbligatoria e non più rimandabile la richiesta di avvio di una fase riflessiva profonda, che dimostri la sua reale volontà e serietà attraverso un primo importante atto di sfiducia e sostituzione del Consiglio di Amministrazione di Alia a partire dal suo Amministratore Delegato.
Forum Toscano dei Movimenti per ’Acqua
Associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV
Associazione Alleanza Beni Comuni Pistoia ODV
Associazione Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole ODV
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana aps)
Associazione Comitato Acqua alla gola Massa
Associazione IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità
Associazione La Libellula – Gruppo per l’ambiente Valle del Serchio
Associazione ‘I Bercio – Loro Ciuffenna
Comitato Trasparenza per Empoli
Comitato Acqua Bene Comune Valdarno Superiore
Osservatorio Ambientale Prato (Extinction Rebellion Prato, AlterPiana, Pro Bisenzio,
Comitato Difendiamo la nostra salute Prato sud, Fridays for Future Prato, Comitato
Ambientale di Casale, Comitato InMezzoAllAutostrada, Associazione Atto Primo
Salute Ambiente Cultura ODV)
Obiettivo Periferia Pistoia
Orto Collettivo – Calenzano
Rete Toscana in Movimento
Terra Libera Tutti - Reggello
giovedì 29 settembre 2022
Inoltrato ai comuni della Valdisieve, l'APPELLO sulla MultiUtility in consultazione pubblica
CONTRIBUTO ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA -COMMENTI, IDEE, PROPOSTE: Facciamo nostro, sottoscrivendolo come Associazione “Vivere in Valdisieve” e Associazione Valdisieve, l’appello che riportiamo sotto, comprensivo della relazione citata e allegata alla presente:
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“Spett.le Sindaco
Spett.li Gruppi
Consiliari
APPELLO PER UN VOTO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONTRO LA MULTIUTILITY
Il
vostro Comune si appresta a deliberare una fusione per incorporazione in una
Multiutility delle società che gestiscono i servizi pubblici: servizio idrico e
rifiuti urbani (monopoli naturali), distribuzione del gas e dell’energia (in
regime di concorrenza). Per questa Multitutility è prevista la quotazione in
Borsa.
Quel
che sta accadendo ai prezzi del gas e dell’energia elettrica fa capire in modo
chiaro quanto la quotazione in Borsa esponga a rischi speculativi.
I
sindaci saranno espropriati dalla possibilità di garantire servizi pubblici
efficienti ed a costi ragionevoli, poiché il Codice civile esclude gli
azionisti dall’esercizio dei poteri di gestione ed amministrazione delle
società. Saranno i manager del consiglio di amministrazione a gestire servizi
socialmente fondamentali e beni collettivi non riproducibili e limitati, come
l’acqua, le materie prime secondarie (i rifiuti), l’energia; anche la nomina
degli amministratori e dei controllori delle società partecipate sarà di
competenza degli amministratori e non dell'assemblea degli azionisti della
Multiutility. I più danneggiati saranno i comuni medi e piccoli, che
all’interno di questa holding finanziaria non avranno alcun potere, non potendo
neppure accedere agli atti del Consiglio di Amministrazione. I sindaci di
questi Comuni non potranno avere un ruolo attivo e significativo nella
governance aziendale e nelle decisioni strategiche della Multiutility.
Riteniamo
opportuno anche evidenziare le criticità emerse nel rapporto di cambio tra le
società incorporate, rapporto che non è basato sullo stato patrimoniale delle
aziende, ma sulla futura (teorica) capacità di produrre utili e risorse
finanziarie da parte della Multiutility. È probabile che il concambio non
rispecchi i reali valori delle singole società coinvolte: il calcolo è stato
fatto sul valore dei flussi di cassa attualizzati in base ai business plan
elaborati dalle singole società, ma non è chiaro quali controlli siano stati
fatti per valutare la congruità e la plausibilità di tali stime. Secondo
l’esperto nominato dal tribunale i business plan non sono stati sottoposti a
due-diligence, vale a dire ad un controllo formale e documentale.
Si
ipotizza inoltre un rinnovo della concessione del servizio idrico fino al 2031,
ma tale ipotesi potrebbe non verificarsi: poiché la quotazione in Borsa è stata
indicata come necessaria al fine di liquidare il socio privato, la possibile
proroga della concessione è una conferma del fatto che le ragioni della scelta
non sono quelle pretese da chi sostiene che la quotazione è l’unica via
possibile per consolidare la gestione a titolarità pubblica dei servizi
interessati (la contraddizione sarebbe palese). Sono anche in corso dei
contenziosi, nei confronti sia dei comuni aderenti ad Acqua Toscana, sia di
quelli che non hanno aderito: le valutazioni del rapporto di cambio non tengono
conto dei rischi legali, di quali effetti tali rischi possano produrre
sull’operazione in corso e di chi risarcirà gli eventuali esborsi a cui
potrebbero essere chiamati i Comuni.
La
Multiutility ha come scopo prevalente la crescita degli utili: investimenti,
costi, tariffe e impiantistica saranno sottratti al controllo delle comunità e
delle amministrazioni che quelle comunità dovrebbero rappresentare e tutelare.
L’impossibilità di intervento da parte dei soci pubblici è dimostrata da quanto
accaduto nelle ultime settimane con la tassa sugli extra-profitti. Gli utili
saranno realizzati con l'aumento delle tariffe e delle bollette, come è
successo per l'ingiustificato aumento dell'8% della TARI da parte di Alia e con
gli aumenti continui delle tariffe del servizio idrico, anche a fronte della
forte riduzione dei costi di produzione relativi agli oneri delle concessioni
degli impianti, che pesavano sui costi per oltre il 13%, pari a circa 30
milioni di euro. Affermare che la
quotazione in Borsa serve ad accedere al credito per effettuare gli
investimenti è un’invenzione: il ricorso all'indebitamento, come accade anche
nelle attuali Multiutility quotate, è a servizio dei dividendi e non degli
investimenti; il sistema tariffario predisposto dall’autorità nazionale ARERA
prevede che tutti i costi di investimento, sia per i rifiuti che per il
servizio idrico, siano pagati in tariffa.
Nel
caso della gestione dei rifiuti urbani e assimilati, la raccolta di fondi
attraverso le tariffe/bollette a carico degli abitanti-utenti, potrebbe
servire, se il "Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle
bonifiche" lo rendesse possibile, per la realizzazione di impianti di
"gassificazione"/combustione dei rifiuti per produrre energia
(carburanti, combustibili) in aperto contrasto con le direttive dell'Unione
Europea e con i princìpi più autentici dell'economia circolare. Impianti non
necessari e costosissimi, che peserebbero sulle nostre bollette per decenni
(interventi ipotizzati a Empoli, a Pontedera, a Rosignano Marittimo) e che
riteniamo non debbano essere inseriti nel Piano regionale di gestione rifiuti e
bonifiche. Auspichiamo che la Regione Toscana possa diventare la prima regione
a rifiuti zero, impegnandosi nella direzione della riduzione e del riutilizzo
dei rifiuti urbani, riciclando le materie prime seconde, nella visione di
un’economia circolare orientata verso la giustizia e l’utilità sociale.
Per
quanto concerne il settore idrico lo scenario degli investimenti previsti non
risulta migliore, sia rispetto ai cambiamenti climatici in atto che rispetto
alla necessità di preservare la risorsa dall’inquinamento (in Toscana molte
fonti di approvvigionamento dell’acqua potabile sono in categoria sub A3,
quindi in deroga). Il piano stralcio per la messa a norma degli scarichi
fognari, che doveva concludersi al 2021, è stato prorogato al 2026; invece di
ridurre le perdite nella rete idrica (in Toscana sono oltre il 40%) si
utilizzeranno i fondi del PNRR in parte per i contatori intelligenti, che
rileveranno solo le perdite nelle nostre case e non quelle dei gestori che
aumentano di anno in anno. I prelievi dei gestori spesso privano fiumi e laghi
del minimo flusso vitale, ma non si progettano reti duali per reflui fognari e
acque piovane al fine di creare, con l’acqua piovana, piccoli invasi nei
territori; si continua invece con la pratica di gettare l’acqua piovana in
fognatura creando pure problemi al funzionamento dei depuratori. I piani
strategici per il settore propongono, come soluzione, la creazione di
autostrade dell’acqua, grandi opere che avranno un ulteriore impatto in un
ambiente già messo a dura prova.
Infine,
la gestione del servizio idrico da parte della Multiutility contraddice e
stravolge l’esito del referendum del 2011, quando una forte maggioranza dei
cittadini si pronunciò a favore della gestione pubblica dell’acqua e contro il
suo utilizzo a scopo di profitto.
Inviamo in allegato una relazione tecnica, che abbiamo fatto nostra, di Remo Valsecchi.
TUTTO CIÒ SOPRA PREMESSO VI CHIEDIAMO DI NON VOTARE A
FAVORE DELLA DELIBERA CHE APPRODERÀ IN CONSIGLIO COMUNALE PER LA COSTITUZIONE DELLA
MULTIUTILITY.
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
Associazione per i diritti dei cittadini Toscana
Atto Primo - Salute Ambiente Cultura
ABC – Associazione Beni Comuni Pistoia
Osservatorio Ambientale Prato
Comitato Ambientale Casale
Pro Bisenzio
Comitato Difendiamo la nostra salute Prato sud
Fridays for Future Prato
Comitato InMezzoAllAutostrada
Extinction Rebellion Prato
AlterPiana
Orto Collettivo
La Libellula Gruppo per l’ambiente – Valle del Serchio
La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero
AcquaBeneComune Pistoia e Valdinievole
Comitato Acqua Bene Comune Valdarno”
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Pontassieve, 29 Settembre 2022
Associazione “Vivere in Valdisieve” e Associazione Valdisieve
mercoledì 14 luglio 2021
𝘾𝙊𝙈𝙀 𝙋𝙍𝙊𝙏𝙀𝙂𝙂𝙀𝙍𝙀 𝙇'𝘼𝘾𝙌𝙐𝘼 𝙋𝙐𝘽𝘽𝙇𝙄𝘾𝘼? NE PARLEREMO AL MERCATO IN TRANSIZIONE DOMANI 15 LUGLIO
Giovedì 15 luglio 2021 dalle ore 17.00, al Mercato in Transizione, si discuterà di una questione importante per la Toscana, la creazione della Multiutility Toscana Spa, e delle possibilità o problemi che questo fatto porterebbe nella gestione dell'acqua pubblica.
Saranno presenti alle ore 17:00Tommaso Fattori
Rossella Michelotti - del Forum toscano dei movimenti per l'acqua
A seguire un concerto dal vivo e un apericena con i prodotti del mercato. Una giornata molto importante per la nostra comunità.
Non mancate!
FONTE FB: https://www.facebook.com/valdisieveintransizione/photos/gm.2887638538169105/883421999184965/
Il mercato contadino si svolge tutti i giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 20.00
sabato 12 giugno 2021
𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙎𝙩𝙖𝙢𝙥𝙖: 𝙍𝙚𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙙𝙪𝙢 𝙨𝙪𝙡𝙡’𝙖𝙘𝙦𝙪𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙜𝙞𝙪𝙜𝙣𝙤 2011, 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙞𝙣𝙪𝙩𝙞𝙡𝙚?
Il 13 giugno ricorre il decennale del referendum sull’acqua. Una consultazione osteggiata dai poteri costituiti ma fortemente voluta dai cittadini. Sono trascorsi dieci anni durante i quali non si è fatto niente per dare seguito alla volontà di 26 milioni di cittadini che alla consultazione referendaria del 2011 votarono “SI” per dichiararsi contrari a qualsiasi forma di gestione improntata a criteri mercantili e di profittabilità. Dopo il Referendum l’acqua sarebbe dovuta passare dalle società private al settore pubblico, sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto, via la remunerazione del capitale.
Un passaggio, questo, contrastato con ricorsi al TAR, Decreti Legge e ricorsi in Cassazione.
In Toscana la cultura privatistica che anima la politica Regionale consente per la gestione del sistema idrico la costituzione di Publiacqua SpA e i soci privati sono ACEA e Suez con una partecipazione al 40%, il rimanente 60% appartiene ai Comuni.
Non ci dobbiamo fare ingannare dalla quota pubblica nettamente di maggioranza in quanto le regole e le condizioni sono dettate dai patti parasociali che danno forza al privato per la remunerazione del capitale investito.
Le tariffe negli ultimi dieci anni sono aumentate enormemente senza che si siano realizzati miglioramenti nei servizi.
Oggi la Regione, in linea con le indicazioni del governo, è determinata a considerare l’acqua un bene da valorizzare a fini economici. A tale scopo vuole avviare la ripubblicizzazione di Publiacqua SPA, creando la Newco, che insieme alle aziende di gestione dei rifiuti, dell’energia elettrica e del gas andrà a confluire nella Multiutility Toscana SpA, gettando le basi per la nascita di un colosso finanziario da quotare in borsa.
Il risultato sarà una realtà “concepita da società finanziarie e da banche, con l’ossessione del profitto ad ogni costo che nulla ha a che fare con i nostri principi e valori”.
Affinché la vittoria referendaria non sia archiviata definitivamente con un colpo di spugna organizziamoci, mobilitiamoci per l'acqua pubblica, bene comune accessibile a tutti.
Pontassieve, 12 giugno 2021
Comitato Valdisieve – Associazione “Vivere in Valdisieve – Associazione Valdisieve
comitatovaldisieve@libero.it – vivereinvaldsieve@gmail.com – assovaldisieve@gmail.com
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FIRMA ANCHE LA PETIZIONE
Quotazione in Borsa dell’acqua: NO grazie
mercoledì 9 giugno 2021
CS Mobilitazione nazionale decennale referendum 12 e 13 Giugno 2011-2021: "Beni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna!"
A 10 anni dal referendum, no alle privatizzazioni, per un Recovery Plan dei diritti e per un futuro ecocompatibile
10 anni fa una coalizione ampia e determinata ha sancito una vittoria storica nel nostro Paese: con 27 milioni di Sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare abbiamo costretto ad un passo indietro chi per decenni ha imposto privatizzazioni e estrattivismo.
10 anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e sull’affermazione dei diritti di tuttə sui profitti di pochi, ha un significato ancora più attuale.
Da dicembre 2020 l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa. Un passaggio epocale che apre alla speculazione dei grandi capitali e alla emarginazione di territori, popolazioni e costituisce una grave minaccia ai diritti umani fondamentali.
Inoltre, la cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan, così come aggiornato dal governo Draghi, punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione, in particolare nel Mezzogiorno.
L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni, un evidente vulnus democratico
E' una risposta del tutto errata alla crisi sindemica, riproponendo le stesse ricette che hanno contribuito a crearla.
La crisi ecosistemica, climatica, economica, sociale e l’emergenza sanitaria impongono una radicale inversione di rotta che metta al centro la tutela dei beni comuni in quanto elementi fondanti le comunità e la società, che garantisca una reale transizione ecologica, un'efficace azione di contrasto ai cambiamenti climatici e una fuoriuscita dai combustibili fossili e che garantisca a tuttə i diritti fondamentali, a partire dal diritto all'accesso all'acqua, dal diritto alla salute, dal diritto ad un ambiente salubre, dal diritto ad un lavoro sicuro e non precario, dal diritto alla casa per uscire finalmente dall’emergenza
Oggi più di ieri è importante riaffermare il valore universale dell'acqua come bene comune e la necessità di una sua gestione pubblica e partecipativa come argine alla messa sul mercato dei nostri territori e delle nostre vite, contrastare il rilancio dei processi di privatizzazione attuato mediante il PNRR e le riforme che lo accompagneranno.
Chiediamo di completare con il “deposito nazionale” il recesso da ciclo nucleare risolvendo in modo razionale e partecipato con le comunità locali l'eredità radioattiva di una stagione infausta.
Denunciamo l'ipotesi di rilancio del nucleare sotto ogni forma sia per la produzione di energia elettrica che della filiera dell’ idrogeno.
Continuiamo a batterci contro il nucleare civile e militare in ogni sede europea e internazionale.
Per rilanciare con forza e rimettere al centro del dibattito pubblico i temi paradigmatici e fortemente attuali emersi dalla campagna referendaria di 10 anni fa è stata organizzata un grande mobilitazione che si sviluppa tanto a livello locale quanto a livello nazionale secondo il seguente schema::
- iniziative diffuse sui territori;
- manifestazione nazionale di sabato 12 giugno a Roma alle ore 15,30 a Piazza dell’Esquilino;
- dibattito on line a carattere internazionale "L'acqua, tra privatizzazioni e ripubblicizzazioni: il panorama europeo" fissato per domenica 13 giugno alle ore 18.00.
giovedì 3 giugno 2021
COMUNICATO STAMPA: FIRENZE DIRIGE I GIOCHI DELLA FALSA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA SPERIAMO CHE I SINDACI DEL VALDARNO NON VI PARTECIPINO
Ma
se si leggono attentamente gli atti proposti vediamo che questa operazione non
ha niente a che fare con quanto espresso dai cittadini toscani con il
referendum del 2011, che chiedeva una vera gestione pubblica del servizio senza
che nessuno potesse fare profitti su questo bene comune.
In
questo caso si tratta di un’operazione puramente economico-finanziaria
rivestita solo apparentemente di principi e valori, mentre l’approccio
culturale e politico è di tipo privatistico nella gestione dei servizi pubblici
locali. Infatti la Newco sarà una società di diritto privato, le Spa hanno come
fine principale il profitto.
Addirittura
si parla espressamente di dividendi futuri e l’art 24 “Bilancio” specifica
persino la modalità di ripartizione degli utili.
La
delibera richiama in modo chiaro la Multiutility toscana che dovrebbe aggregare
le partecipazioni azionarie dei Comuni nelle aziende che gestiscono servizi
pubblici locali e di interesse generale, quindi una Holding che gestirà, come
più volte affermato pubblicamente dal presidente Giani, dall’assessore Monni e
dai sindaci di Firenze e Prato, acqua, rifiuti, luce e gas, Holding da quotare
poi in borsa, come se questi servizi fossero un bene di consumo qualsiasi e non
beni e servizi essenziali per la vita dei cittadini.
Quindi
un enorme carrozzone sulle spalle dei cittadini toscani.
Con
l’operazione prospettata i piccoli comuni non avranno alcuna possibilità di programmazione
e controllo e, come allo stato attuale, potranno solo partecipare
all’approvazione del bilancio, mentre i comuni che detengono le maggiori quote
(chiaramente Firenze e Prato) nomineranno l’Amministratore e il Consiglio di
Amministrazione addirittura anche tra i non soci, quindi saranno proprio questi
a prendere tutte le decisioni. Il sistema di gestione dei servizi pubblici ha
già mostrato in questi anni tutte le debolezze, allontanando le decisioni dai
territori e espropriando addirittura Sindaci e Consigli Comunali della
programmazione e del controllo dei servizi stessi.
Non
solo ma i piccoli comuni si tireranno la zappa sui piedi in quanto i Comuni
soci, che oggi beneficiano
di eventuali dividendi distribuiti da Publiacqua, perderanno il diritto alla
percezione degli stessi in quanto sarà la Newco ad usufruirne.
Ripubblicizzare
veramente il servizio sarebbe possibile tramite un’azienda speciale o
consortile di diritto pubblico, già
quasi 70 milioni di euro sono i dividendi di parte pubblica non distribuiti,
quindi i comuni potranno utilizzare queste riserve accantonate, e forse
altrettanti ve ne saranno a fine concessione nel 2024, per liquidare il socio
privato.
L’adesione
a questa Holding rappresenta un ennesimo tradimento alla volontà popolare e della
possibilità degli amministratori locali di programmare e controllare i servizi,
si chiede ai Comuni di approvare l’ennesima scatola cinese.
Ci
auguriamo che questa inaccettabile proposta sia uno stimolo affinché i Sindaci,
i Consigli comunali e la politica riprenda il proprio ruolo
Pagina FB https://www.facebook.com/acquabenecomune.valdarno/
venerdì 11 gennaio 2019
Ricorso al TAR della Toscana contro l’uso indiscriminato dei pesticidi nelle aree di salvaguardia delle acque sotterranee
- http://www.reportpistoia.com/pistoia/item/67717-uso-glifosate-le-associazioni-fanno-ricorso-al-tar.html
- http://www.marciastoppesticidi.it/notiziario/107-il-grande-bluff-del-puff-toscano.html
- http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2018/12/22/news/no-all-uso-in-toscana-di-pesticidi-e-glifosati-1.17588726




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