VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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martedì 26 ottobre 2021

Inceneritore di Scarlino (GR).......ADDIO!!!


✅Si chiude, questa volta per sempre, l'inceneritore di Scarlino (GR).
Ora in Toscana rimangono solo gli inceneritori di Montale (PT), Arezzo e Poggibonsi (SI).
Devono essere tutti chiusi per liberare il modello Rifiuti Zero!

✅La Regione, finalmente, dopo aver difeso a spada tratta l'inceneritore abbandona definitivamente questo vecchio arnese che più volte aveva fatto registrare emissioni oltre i limiti di legge.
Adesso gli inceneritori in Toscana (per RSU) sono rimasti tre: Arezzo, Poggibonsi e Montale (che dovrà essere dismesso a breve) mentre quello di Livorno sarà chiuso ad ottobre del 2023.
In Toscana alla fine degli anni '90 gli inceneritori erano nove come in Emilia Romagna, dove purtroppo sono stati tutti "revampati".
In Toscana, dove è nato il movimento “Non bruciamoci il futuro” e a partire dalla provincia di Lucca è partita la narrazione delle buone pratiche Rifiuti Zero, il modello inceneritorista è stato sconfitto in modo irreversibile.
Sono ormai ben 43 i comuni Rifiuti Zero in questa regione.
Adesso ci attendiamo che l'intera provincia di Grosseto a maggior ragione con la chiusura dell'inceneritore decolli nelle raccolte porta a porta, visto che questa provincia rappresenta un vero sasso al collo per lo sviluppo della differenziata in Toscana (attorno al 40%).
Ad attivisti un po' disillusi l'avevamo detto. L'inceneritore di Scarlino non ripartirà! Così è stato.
Ora ci attendiamo la convocazione di quel tavolo regionale promesso dall'Assessora Monia Monni con Zero Waste Italy per impostare un nuovo piano regionale basato sulle buone pratiche.

sabato 14 agosto 2021

Di Valdisieve in Transizione: il miglior sistema per raccogliere i rifiuti

Articolo pubblicato sul BLOG di Valdisieve in Transizione

Qual é il sistema migliore di raccolta dei rifiuti? Ormai è assodato e dimostrato da decine di studi e statistiche: il Porta a Porta.

Perchè? Perché evita l’anonimato del cassonetto stradale, responsabilizza ogni singolo cittadino e lo fa sentire parte della soluzione di un grande problema, nel tempo abbatte i costi della gestione dei rifiuti, recupera preziosi materiali che proprio in questo periodo stanno diventando sempre più rari e costosi. 

Lo ha riconosciuto anche il nostro gestore AER, che nella relazione sulle gestione del 2019 afferma: “Permane la problematica del peggioramento della qualità del materiale raccolto da cassonetto stradale. Il problema è risolvibile, come su ricordato, solo con l’attivazione della raccolta porta a porta, oppure, in alternativa con la chiusura di tutti quanti i cassonetti e l’introduzione della calotta con accesso controllato.”

La soluzione, aggiungiamo noi, è la strategia Rifiuti Zero, un protocollo in dieci passi che riduce drasticamente la produzione degli scarti. Bene ha fatto il comune di Pontassieve ad adottare una delibera di adesione alla strategia Rifiuti Zero, che si pone molti importanti obiettivi, tra cui anche l’estensione a tutto il territorio comunale del Porta a Porta. Siamo ansiosi di veder sparire anche dalle nostre strade quei cassonetti maleodoranti e rigurgitanti di rifiuti mal differenziati che non sono più compatibili con i tempi e con la dignità delle comunità.

Articolo pubblicato sul BLOG di Valdisieve in Transizione

lunedì 12 ottobre 2015

CALENZANO: Rifiuti, il “porta a porta” arriva a Legri

giovedì 9 gennaio 2014

Rufina: il PD contro l'inceneritore di Selvapiana

Ieri si è svolta una riunione alla sede del PD di Rufina tra i vari rappresentanti del PD.
In pratica viene ribadita la contrarietà all'impianto sia per le percentuali sempre più alte di RD, che Rufina in particolare riesce ad ottenere grazie all'avvio della raccolta Porta a Porta su tutto il territorio comunale, sia per i dati della produzione dei rifiuti che sono in calo (vuoi per la crisi, vuoi per una raccolta migliore).

Se volete leggere nel dettaglio l'articolo di Sieve Notizie lo trovate a questo link: http://www.sievenotizie.it/2014/01/09/rufina-il-pd-contro-linceneritore-di-selvapiana-impegno-per-il-superamento-dellimpianto/

(immagine tratta dal link sopra)

giovedì 7 marzo 2013

IL SINDACO STOPPA L'INCENERITORE!

ScreenHunter_01 Mar. 06 23.59Di nuovo una notizia importante. No, non si tratta dell'inceneritore di RUFINA (magari!), ma di quello di GENOVA!
In pratica dopo aver aperto un impianto  innovativo per la raccolta differenziata, dal costo (udite udite) di soli 2,5 milioni di euro (contro i 90 dell'inceneritore di Selvapiana), che accoglierà e lavorerà  la plastica, carta, cartone e alluminio, il Sindaco MARCO DORIA NON VUOL SENTIRE PARLARE DI INCENERITORE. Occorrono prima tutta un'altra serie di mpianti per chiudere il ciclo della gestione dei rifiuti, come impianto di compostaggio e uno di trattamento meccanico a freddo. Genova, nuovo impianto per la raccolta differenziata a Bolzaneto
"Nelle linee dell'amministrazione c'è un investimento approvato che dice, prima differenziata, poi compostaggio e trattamento meccanico a freddo»“


Potrebbe interessarti: http://www.genovatoday.it/cronaca/differenziata-impianto-bolzaneto.html
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Articoli:
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  2. http://www.genovatoday.it/cronaca/differenziata-impianto-bolzaneto.html

venerdì 1 marzo 2013

Rifiuti, la raccolta porta a porta conviene. Imitare Bogliasco

Pubblicato da il 27 febbraio 2013 in Ambiente | 0 commenti


Il WWF segnala come nei sette quartieri che hanno usato il nuovo metodo la differenziata è stata da record. E’ un caso che può fare scuola quello del comune ligure di Bogliasco, ridente borgo marinaro a pochi chilometri da Genova in direzione Levante.
A soli quattro mesi dall’introduzione del sistema Porta a Porta (PaP) i risultati danno ragione all’amministrazione. La raccolta differenziata è passata dal 22 al 78% (stima per 12 mesi di PaP) ed il prezzo del servizio si è ridotto. E’ rimasto immutato il costo complessivo per i residenti, intorno ai 600 mila euro, mentre per il Comune l’onere è sceso dai precedenti 169.000 euro a “soli” 46.000 euro, grazie al soprattutto al risparmio garantito dal mancato conferimento in discarica.
Ma gli aspetti positivi del nuovo corso non finiscono qui: la città è più pulita, la comunità più coesa e attiva sul problema spazzatura. non risibili i benefici economici: avendo superato l’obiettivo di raccolta differenziata previsto per la fine del 2012 (65%), Bogliasco non dovrà più pagare più la sovratassa regionale di 2 euro per tonnellata di “rumenta” conferita in discarica. Spariti dal conto del Comune ligure anche i 15 euro per tonnellata di ecotassa sulle tonnellate di indifferenziato inviato nella discarica, con altri 20.000 euro guadagnati.
Altro aspetto vantaggioso, la qualità alta della differenziata, che di fatto rende possibile il riciclo della gran parte del materiale selezionato e separato. Così facendo s’innesca pure la possibilità di ottenere ulteriori contributi dalla convenzioni stipulabili con i vari consorzi del riciclo. Il sindaco ha già calcolato che solo dalla carta il comune può ottenere dal Conai rimborsi per 22.300 euro annui.
Virgilio 06 2012
fonte:   http://www.ciaccimagazine.org/?p=11754

giovedì 20 settembre 2012

Ma quanto costano stì cassonetti interrati???? Non era meglio il porta a porta???

Comunicato stampa
perUnaltracittà-lista di cittadinanza
Cassonetti interrati, De Zordo: "No davanti alle griffes di via Tornabuoni, sì davanti al palazzo storico di via del Proconsolo"
Scelta costosissima e inefficace per la differenziata.
Troppo ci sarebbe da dire sulla scelta dei cassonetti interrati per la raccolta dei rifiuti, sia sul piano dell'efficacia della raccolta differenziata che è nettamente inferiore a quella raggiungibile con il  porta a porta, sia sui costi visto che Quadrifoglio ci dice che ogni postazione costa da un minimo di € 43.000 ad un massimo di € 84.000 in funzione del numero di campane installate (ve ne sono da 4 fino a 8 per postazione), delle problematiche di spostamento dei sottoservizi (acqua, luce, gas, tlc) e degli eventuali ritrovamenti archeologici rinvenuti. Dunque una scelta molto costosa e in contrasto con la differenziata spinta che dovrebbe essere l'obiettivo di ogni città che si voglia chiamare sostenibile. Ma una scelta che Quadrifoglio e il Comune hanno sposato in pieno visto che in centro sono già state realizzate 24 postazioni a campane interrate per un totale di 125 contenitori e per il biennio 2012-2013 rimangono ancora da realizzare altre 18 postazioni per un totale di 94 contenitori, il cui costo stimato si aggira a circa € 60.000 a postazione.
E l’isola interrata a compattazione di Piazza S.Maria Novella, comprensiva della progettazione strutturale, è pari a ben  € 294.000.

L'assessore Mattei sostiene ora che i cassonetti interrati sono assai decorosi. Lo fa rispondendo per le rime al  direttore regionale Inps della Toscana che, in consonanza con la RSU dei lavoratori e delle lavoratrici Inps, ha chiesto la sospensione della loro realizzazione davanti al cinquecentesco Palazzo Pazzi, in via del Proconsolo, sede degli uffici rappresentativi dell'istituto di previdenza.
Ma se sono così decorosi, come mai i negozianti (o meglio le griffes) di via Tornabuoni non li hanno voluti?
E sono stati pure ascoltati, visto che i cassonetti interrati sono stati relegati in una strada adiacente. Dunque, nella fiorentina  'strada del lusso' si ritiene poco consono inserire cassonetti interrati, mentre si risponde picche a chi fa presente che, posizionati nella stretta via del Proconsolo sul marciapiede davanti allo storico Palazzo Pazzi, costituiscono un vero scempio per il patrimonio artistico della città oltre che un intralcio per i cittadini nelle fasi di svuotamento.
I dipendenti Inps si lamentano anche della modalità: i lavori già posticipati sono stati frettolosamente anticipati al giorno prima dell’incontro con la Sovrintendenza, senza preavvertire il personale che lavora nella sede, mentre lo stesso rappresentante per la sicurezza non sapeva neppure se era stato fatto uno studio per la sicurezza.
E chiedono la sospensione degli scavi - che hanno già impattatato in una tubazione dell'acqua con conseguente blocco del cantiere - e uno studio per verificare se non vi sia nelle vicinanze un luogo più ampio e idoneo alla postazione. Vogliamo sperare che vengano ascoltati almeno quanto gli esercenti di lusso di via Tornabuoni. Lo vedremo.
Noi, che non amiamo i vecchi e sporchi cassonetti blù né gli inceneritori né le discariche, pensiamo che il futuro della gestione dei rifiuti si chiami "Zero Waste" e si basi, come ormai sappiamo bene, nella riduzione dei rifiuti, nella loro differenziazione e nel loro riuso e riciclo: tappe di una strategia moderna che non viene certo garantita dai costosi cassonetti interrati che Firenze si ostina a installare ritenendoli, a seconda dell'interlocutore, decorosi o no.

venerdì 2 marzo 2012

A San Francisco sono tutti scemi.....mica come da noi!

La California, con S. Francisco in testa, seguita da Los Angeles e San Diego, con la risoluzione del 13 novembre 2001, adottava l'obiettivo "Rifiuti Zero", preceduta, tre anni prima dalle città di Seattle e Portland. Anche New York non ha più nessun inceneritore e non ha nessuna intenzione di realizzarne di nuovi. Alcune delle 4.257 aziende presenti a New York hanno puntato sul riciclaggio dei materiali post consumo quale occasione di lavoro per 43.624 persone. I nuovi conti, ma ancor più i nuovi contratti a lunga scadenza con i riciclatori (che assicurano costi certi e molto più bassi) hanno convinto il sindaco Bloomberg che "Rifiuti Zero" può essere anche il futuro di New York ( abitanti che oscillano tra gli 8 e i 12 milioni nelle giornate lavorative).

Loro intorno ai 6.000.000 di abitanti hanno aderito a Rifiuti zero e al 2010 sono ad una percentuale di RD del 78%

Noi di Ato Toscana Centro siamo 1.540.934 abitanti ( dati ARRR -nota 1-delle province di Firenze, Pistoia e Prato) con una percentuale regionale del 37,22% - sempre dati ARRR nota 1.

E che hanno là più di noi?

Hanno i grattaceli: certo qui da noi di così alti non ce ne sono ( ma per il porta  porta forse sarebbe meglio, no?)

Hanno meno strade? Forse no ( dalla foto tutte quelle case saranno collegate con qualcosa, no?)

Mare e c elo ce l'abbiamo tutti!!!

E allora?

L'unica è che siano più "scemi".
Allora torna!

RIPORTIAMO ANCHE UN ARTICOLO DOVE SI PARLA ANCHE DI SAN FRANCISCO, CHE TROVATE AL LINK: http://campibisenzio.wordpress.com/2012/02/26/la-pillozzi-diserta-zero-waste-di-oggi-al-rinascita-paura-o-incontro-inutile-per-decisioni-gia-prese/

La Pillozzi diserta “Zero Waste” di ieri al Rinascita .. paura o incontro inutile per decisioni già prese ?

by
Si è parlato di Zero Waste, ossia Rifiuti Zero, ieri pomeriggio nei locali del Circolo Rinascita di Campi. Un evento organizzato dal Gruppo di Acquisto Solidale Campiingas di Campi, alla presenza di ospiti che hanno affrontato il tema delle buone pratiche di smaltimento e riduzione dei rifiuti, in particolare l’esperienza positiva e di notevole esempio a livello mondiale della California senza inceneritori, con alti risultati economici e di gestione dei rifiuti, situazione che si pone in netto contrasto con alcune italiane; quella della Piana Fiorentina è sicuramente una di queste.
Un pomeriggio interessante e proficuo, ma quello che ha deluso i presenti è stata l’assenza ingiustificata dell’Assessore all’ambiente del Comune di Campi: Serena Pillozzi, che ha pensato bene di sottrarsi al confronto con l’Assessore Ciacci del Comune di Capannori (primo comune in Italia ad adottare Rifiuti Zero) e  con gli altri ospiti, che hanno illustrato ogni sorta di buone pratiche alternative all’incenerimento. Un comportamento, quello dell’assessore Pillozzi che come al solito non smentisce la classe politica campigiana. Delusione ed imbarazzo anche da parte degli organizzatori per questa assenza, neppure preavvisata, mentre a noi cittadini è venuta in mente una domanda: “Assessore Pillozzi, ha avuto paura del confronto, oppure ha ritenuto inutile l’incontro perchè le decisioni sono già state prese ?” .. e poi si parla di riallacciare il dialogo con i cittadini. Con questo modo di porsi è probabile che il prossimo anno “assente” lo sarà davvero ..
Il docu-film “Zero Waste” proiettato nell’incontro. Nel marzo del 2009 Francesco Barbieri, attivista di Gcr (Gestione Corretta Rifiuti), si reca a San Francisco in California, per prendere contatti con una delle amministrazioni più importanti del mondo che, tra le tante peculiarità, è divenuta un punto di riferimento per la gestione corretta dei rifiuti o, meglio, dei materiali post utilizzo. Per sconfiggere l’inceneritore di Parma, per sciogliere i grovigli dentro ai quali è protetto ogni ecomostro, occorrono iniziative poderose, sia per qualità che per quantità. In effetti, da quel marzo di due anni fa, Gcr ha prodotto una mole di lavoro impressionante, coinvolgendo i migliori attori che gravitano attorno al mondo dei rifiuti. Medici, chimici, architetti, tecnici, istituzioni, attivisti, perfino la Van Gansewinkel, un colosso, il quinto players europeo nella gestione dei rifiuti, che sarebbe disposta a venire a Parma a prendere i rifiuti a 100 euro a tonnellata, contro i 160 chiesti dalla locale Iren. Il viaggio in California fu talmente proficuo che a  Berkeley incontrò il sindaco, Tom Bates, che rilasciò un’intervista molto umana e profonda, invitando Parma a riflettere sul progetto dell’inceneritore, per fare marcia indietro e intraprendere la via corretta.  Anche Berkeley anni fa affrontò il tema come lo stiamo facendo noi oggi, con lo stesso calore e la stessa passione. I cittadini e i politici di allora, dopo un grande confronto, presero coscienza degli strascichi che l’inceneritore si sarebbe portato dietro, anche dopo il suo spegnimento. In California non fu possibile incontrare il sindaco di San Francisco impegnato, allora, nella corsa per diventare governatore. Venne lasciato però un regalo: una punta di Parmigiano, un libro e un disco di Giuseppe Verdi.  Il dono fu accompagnato da una lettera: “Un piccolo dono a un sindaco molto speciale di una città molto speciale. Ci sarebbe piaciuto intervistarti anche per un minuto soltanto. A Parma i nostri politici vogliono costruire l’inceneritore per risolvere il problema dei rifiuti. Il coraggio e lo spirito di Gavin Newsom potrebbe aiutare la nostra comunità a incamminarsi ‘on the road to zero waste’“. Il 16 dicembre 2009, durante la serata a teatro Due con Paul Connett, Gianni Tamino e Luigi Campanella, arrivò una lettera dalla California: “Dear Mayor Vignali, sono rammaricato nell’apprendere che Parma stia considerando di trattare i propri rifiuti solidi urbani mediante un inceneritore. San Francisco ha una esplicita politica di opposizione all’incenerimento. In passato anche noi abbiamo dovuto fronteggiare un’emergenza rifiuti e prendemmo in seria considerazione la costruzione di un inceneritore. Fortunatamente la nostra popolazione ha mostrato una grande lungimiranza e si e’ sollevata per respingere questo progetto. Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza, ne’ le offriamo i nostri consigli senza offrirle anche il nostro aiuto e sostegno. Ci organizzeremo per mostrarle il nostro programma di lavoro nel riciclo e nel compostaggio. Trasformiamo i residui di cibo e gli sfalci del verde in fertilizzante organico, molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali. Questo fertilizzante arricchisce il nostro terreno, ci fa risparmiare nell’utilizzo dell’acqua, riduce l’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici e allo stesso tempo riduce le emissioni di co2 in atmosfera. Parma è il centro dell’Emilia Romagna, la patria di alcuni dei più famosi e squisiti cibi e vini del mondo. Consideri la decisione di fare compost e di arricchire la sua regione come un contributo a questa copiosa eredità dell’Emilia Romagna ed un passo in avanti nella salvaguardia del nostro pianeta”. Un’invito rivolto a tutta la cittadinanza e alle Istituzioni in particolare, sempre attuale, è quello che si possa mostrare quella lungimiranza evidenziata dalle comunità di Berkeley e San Francisco.
Il caso di San Francisco è solo un esempio oltreoceano con la quota del 77% di riciclaggio, un esempio molto più di casa nostra è Capannori. L’obiettivo più spinto con l’assenza di scarti dalle produzioni è l’obiettivo della strategia Zero Waste, ovvero rifiuti zero. Un’idea nata negli anni settanta, e tra i suoi principali teorici c’è Paul Connett, professore di chimica alla St. Lawrence University. La strategia è semplice. Bisogna combinare i cicli produttivi in modo da eliminare i materiali di scarto (i rifiuti di una produzione diventano materia prima in altri processi), oltre a creare beni di consumo riciclabili al 100 per cento. Il cammino verso un obiettivo impegnativo come questo permetterebbe di ridurre i volumi in discarica, oltre ad eliminare l’incenerimento, permettendo di aumentare dall’altra parte la quantità e la qualità dei materiali da riciclare. Corollario a tutto questo è l’incentivazione al riuso ed alla riparazione dei prodotti, oltre all’eliminazione del packaging. Ovviamente nella città californiana si differenzia di tutto: plastica, alluminio, carta e molto altro e la tassa pagata sui rifiuti dai suoi abitanti dipende dalla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. E l’amministrazione punta a fare ancora meglio: il 100% di rifiuti riciclati entro la fine del decennio.
VIDEO AL LINK SOPRA

nota 1- DATI ARRR 2010: Scarica Dati%20RU%20provinciali%202010
fonte immagine: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Market_Street_San_Francisco_From_Twin_Peaks.jpg
altri articoli:
  1. San Francisco e New York? Rifiuti Zero
  2. 1° PARTE VIDEO: 11-10-2011--Jack Macy, responsabile del progetto Zero Waste della contea di San Francisco, espone il processo intrapreso dalla metropoli californiana per raggiungere una quota di raccolta differenziata maggiore del 70% [nel 2010 sono già arrivati al 78% - video presa diretta sotto] e promuovere concretamente le pratiche della riduzione, riuso, riciclo e recupero. San Francisco ha 6.000.000 di abitanti, Roma circa la metà: un buon esempio!
  3. 2° PARTE VIDEO sopra
  4. VIDEO PRESA DIRETTA > Puntata del 22-01-2012: "IMMONDIZIA ZERO" ( di San Francisco se ne parla dal minuto 1.22.00 circa)
  5. http://www.unimondo.org/Notizie/New-York-e-gli-USA-verso-Obiettivo-Rifiuti-Zero
  6. Obiettivo ZERo per Francesco Sodo che è laureato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Bari nell’anno
  7. sito rifiuti zero di Capannori http://www.rifiutizerocapannori.it/component/content/article/38-fp-rokstories/147-sanfrancisco.h

venerdì 24 febbraio 2012

DOVE LI METTIAMO I RIFIUTI?

Dove mettiamo i rifiuti e quanto ci costa?

Inceneritori, è ancora scontro in provincia
Il Pd li vuole, Rifondazione no; Sel e Idv ne vogliono il meno possibile, ma l'assessore vendoliano Crescioli sta con la giunta Barducci: sugli inceneritori e sul piano per smaltire i rifiuti di Firenze, Prato e Pistoia è ancora scontro politico. Ascolta dal gr del mattino.

Ascolta l'audio: http://www.ladyradio.it/?sh=5557   





Dopo l'adozione del Piano Interprovinciale avvenuta il 13 febbraio scorso contemporaneamente nelle 3 province di Firenze, Pistoia e Prato, la questione dei rifuti diventa sempre più calda.....per rimanere in tema di inceneritori!!!

Alcune battute:
  • Assessore Pasquini (Pontassieve) dice che l'inceneritore di Selvapiana è in attesa dell'AIA e che è attualmente in manutenzione
MA QUANTI MESI PUO' STARE IN MAUTENZIONE STRAORDINARIA UN IMPIANTO SENZA ESSERLO VERAMENTE ( visto che non ci sono lavori in corso) ????


  • L'Assessore Crescioli della Provincia di Firenze invece dichiara che è la ditta che ha chiesto la manutenzione e che questo è previsto dalla norma  (QUALE?)

C'E' ANCHE UNA NORMA CHE PERMETTE DI RIMANERE  IN MANUTENZIONE PER 1 ANNO E MEZZO??? e comunque finchè non gli rilasciano l'aia??

PER RIMANERE IN MANUTENZIONE STRAORDINARIA NON DOVREBBE DIMOSTRARE CHE STA FACENDO DEI LAVORI ( appunto di manutenzione)???
  • Quanto costerà Selvapiana visto che nei Piani è riportato un costo di circa 42 milioni di euro ( dati del 2007 - piano industriale) e che per Case Passerini invece si è già passati dai 90 milioni di euro ( sempre dati del 2007 - piano industriale) ai 135 milioni di euro? (45 milioni in più!)
RISPONDE SEMPRE L'ASSESSORE CRESCIOLI DICENDO CHE NON LO SA QUANTO POTRA' COSTARE ALLA FINE.
  • Francesco Pini (giornalista) legge un sms di un gruppo di pendolari di Montebonello che chiede se Helios entrerà a far parte di AER
L'Assessore Pasquini  chiede più volte se l'sms è stato mandato da un dipendente (come se il dipendente di Aer sia a conosceinza di qualcosa di più che i cittadini non sanno e/o non devono sapere per ora!!) e comunque alla fine dice che non lo sa che cosa succederà poi ( non escludendo che ciò possa accadere).
Poi l'assessore dice anche che sono solo 7 i comuni che sono stati ritenuti in salvaguardia ( o non eravamo in 10 dentro AER? Con i 3 in più che dovevano entrare come Castiglion Fibocchi, Montevarchi e Terranuova)?? 

E CHE ASPETTIAMO AD ADERIRE A RIFIUTI ZERO?? 
Questi i comuni che hanno aderito fino'ora, clicca QUI.

7 COMUNI CON UN MUCCHIETTO DI RIFIUTI CHE SI DEVONO SOBBARCARE UN INCENERITORE DA 70.000 TONNELLATE L'ANNO
Tutti e 10 hanno prodotto un tot. di 50.000 t/anno di rifiuti, tra cui: 22.000 t/a di RD e 28.000 t/a di indifferenziato con una percentuale di RD del 50.74% - compreso BONUS - dati AER 2010. Dovendo arrivare al 65% entro dicembre 2012 questi indifferenziati devono diminuire ancora un pò e se dobbiamo attivare altri porta a porta o e- gate la percentuale sale oltre il 70% come succede dove sono stati attivati questi servizi, che ce ne facciamo di 70.000 t/a.
A chi dobbiamo fare il favore di bruciare i SUOI rifiuti???? 
 e che una volta fatto potrebbe essere convertito per rifiuti speciali ?
 - visto che c'è!!! -
vedi a pag. 183* cosa dice il Piano Interprovinciale dei Rifiuti 
adottato (fin'ora) solo dal PD: 

* Tenuto conto che il Dlgs. 152/2006, come modificato dal Dlgs. 4/2008, all’art. 195,
comma 2, lett.e), esclude la possibilità di assimilare ai rifiuti urbani i rifiuti speciali che si
formano nelle aree produttive (compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti,
ed i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con dimensioni specificatamente
richiamate nel medesimo articolo) nonché del raggiungimento di percentuali di raccolta
differenziata superiori al 65% (70% valore guida al 2017), si ritiene possibile una
diminuzione del quantitativo di rifiuti urbani prodotti e un corrispondente aumento dei
rifiuti speciali
. Se il monitoraggio delle azioni di piano confermano questo fenomeno
allora si verificherebbe un ammanco di rifiuti destinati alla termovalorizzazione con il
conseguente funzionamento degli impianti stessi con quantitativi di rifiuti al di sotto
della potenzialità nominale
. In questo caso il Piano Interprovinciale, che riguarda la
gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali, prevede la possibilità, da parte del gestore
unico, di gestire specifiche tipologie di rifiuti speciali non pericolosi prodotti nell’ATO
Toscana Centro, nel rispetto dei principi di cui all’art. 188 comma 4 e 5 del Dlgs.
152/2006 e s.m.i., con destinazione gli impianti di termovalorizzazione presenti
nell’ATO stesso
. In questo caso e secondo il principio di prossimità, si potrebbe anche
garantire la gestione di specifiche tipologie di rifiuti speciali non pericolosi all’interno
dell’ATO Toscana Centro.