VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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giovedì 11 aprile 2024

Considerazioni ulteriori in vista della 3° Conferenza dei Servizi per realizzazione e esercizio di un impianto di produzione di biometano da Forsu, in località Selvapiana

Ingombro del biodigestore. Manca tutto il resto
nell'area sotto ferrovia (a dx) che non viene
riportato eche sarà riempito con le
attività spostate dall'attuale sede.

Queste le nostre considerazioni finali per la 3° conferenza dei servizi che si terrà domani 12 aprile 2024.
All'interno troverete i link anche delle precedenti OSSERVAZIONI durante l'Iter di Assoggettabilità alla VIA e durante l'attuale percorso di Autorizzaizone Unica Ambientale (AUA).

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  • Visto che l’impianto in questione pur essendo entrato a far parte del nuovo Piano dei Rifiuti della Regione Toscana (PREC), grazie all’Avviso pubblico esplorativo per la manifestazione di interesse alla realizzazione di impianti di recupero e riciclo di rifiuti urbani e derivati dal trattamento degli urbani, comunque “non comporta l’instaurazione di posizioni giuridiche od obblighi negoziali, né costituisce requisito preferenziale ai fini della realizzazione e dell’esercizio degli impianti stessi, per i quali dovranno essere acquisite tutte le specifiche e necessarie autorizzazioni.  Pertanto, tenuto conto di quanto sopra, la ricognizione svolta non costituisce requisito per la realizzabilità degli impianti.” (All. 2 Prec – pag 74). PREC (che ad oggi è stato adottato con delibera del Consiglio regionale n. 68 del 27 settembre 2023, ma ancora da approvare); 
  • Visto che ALIA, a cui sono state cedute tutte le quote sociali pubbliche all’interno di AER Spa (che ora è per il 90% di ALIA e per il 10% privato), ha già i suoi impianti di riferimento tra cui appunto l’impianto di Montespertoli da 160.000 T/a tra Forsu e verde, oltre a quello di Case Passerini per circa 50.000 T/a e a quello di compostaggio di  Faltona, Borgo San Lorenzo, per 35.000 T/a. Che insieme hanno una capacità, tra organico e verde, di 245.000 t/a. a fronte di una produzione annuale di Ato Toscana centro di circa 210.150 t/a (dati Ispra 2022). Quindi più che sufficienti anche senza il biodigestore di Selvapiana. 
  • Anche gli altri Ato, Sud e Costa, vi sono già impianti con capacità superiore alla loro produzione rispetto agli ultimi dati del 2022 di Ispra. Al limite, soltanto Ato Sud, è un po’ indietro con la raccolta della Forsu e vedrà un aumento delle tonnellate raccolte, attivandosi come impone la legge (art. 182-ter del D.Lgs 152/2006). Resta il fatto che gli impianti a San Zeno sono ben forniti e che essendo comunque un territorio molto agricolo e montano, molto organico finisce già nelle compostiere domestiche o concimaie o in aziende agricole dotate di biocelle.
  • Visto che il PREC prevede 2 scenari di produzione totale di Rifiuti Urbani (RU) nella Regione Toscana, uno inerziale (che segue la legislazione vigente) e uno programmatico (più ambizioso), e che per entrambi tali scenari si prevede un calo della produzione dei rifiuti, molto alto se valutato fino al 2035:“Scenario inerziale: ca. 2.233.000 t, pari a -2,1% rispetto al dato relativo all’annualità 2019; Scenario programmatico: ca. 2.170.000 t, pari a -4,9% rispetto al dato relativo all’annualità 2019. La contrazione della produzione risulta più marcata al 2035, in quanto si stima: Scenario Inerziale: ca. 2.198.000 t, pari a -3,6% rispetto al dato relativo all’annualità 2019; Scenario programmatico: ca. 2.041.000 t, pari a -10,5% rispetto al dato relativo all’annualità 2019”(Rel. Rifiuti Prec). 
  • Come si legge nel PREC, nel 2020 (anno di riferimento del PREC), gli impianti di COMPOSTAGGIO per trattare la Forsu e parte del verde, a livello regionale, erano 9 per una capacità totale di 387.000 t/a, ma di fatto ne hanno trattate solo 243.692 t/a (per vari motivi, come si evince a pag. 52 dell’All. 2 del Prec, in cui si legge anche che alcuni sono in fase di revamping, in parte già previsti e in corso di realizzazione – anche con aggiunta di linee). Più un Biodigestore a Monterotondo di capacità di 70.000 t/a. A questi impianti si andranno ad aggiungere tutti quelli, tra compostaggio e biodigestione anaerobica, ipotizzati nel Bando di  manifestazione di interesse (ammesso che tutti attivino le procedure di valutazione e richiesta di autorizzazioni). E’ palese ipotizzare una sovraccapacità per la frazione organica, già oggi superiore alla produzione attuale. 
  • Infatti nel documento del PREC (All.2 quadro esclusivamente conoscitivo), si evidenzia “come la situazione (ndr. impiantistica per la Forsu) sia in progressivo sviluppo e siano recentemente state autorizzate modifiche impiantistiche e nuovi impianti, in alcuni casi gli stessi siano già in costruzione. In primo luogo, si ritiene opportuno segnalare la dinamicità che sta caratterizzando l’impiantistica per il recupero del rifiuto organico”;
  • Visto che la raccolta differenziata in generale e quindi anche la FORSU, può liberamente circolare su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’art. 181, c. 5, del D.Lgs. 152/2006, e che può esserci comunque il rischio che i comuni che dovrebbero conferire a Rufina, nel tempo, possano orientarsi in altri impianti (se pur più lontani, ma semmai più economici – a meno che non si preveda di applicare a Selvapiana un costo al cancello talmente basso per assicurarsi i rifiuti, col rischio che i costi di gestione ricaschino di nuovo sulle bollette così come i costi per la costruzione. Infatti i costi per realizzare qualunque impianto, questo compreso, saranno ricaricati sulle bollette degli utenti). D’altra parte la cosa è già successa durante la storia dell’inceneritore di Selvapiana che perdendo una parte di rifiuti non era più economicamente sostenibile.   
  • Visto che i comuni ipotizzati da progetto di AER spa sono del Mugello (già servito da Alia), del Valdarno (già servito da Alia), del Casentino – AR- (già serviti da Aisa), non si capisce bene come potrebbero preferire portare l’organico a Selvapiana invece che negli impianti di competenza dei loro ATO (prezzi super bassi??). 
  • Visto che AER Spa è al termine della sua “salvaguardia”, con scadenza 2029, alla quale subentrerà poi ALIA. Che ribadiamo ha già oggi i suoi impianti. 
  • Visto che il sito di Selvapiana contribuisce ormai da oltre 50 anni (dagli anni 1970 in poi) alla gestione/trattamento dei rifiuti dell’area della Valdisieve, e non solo, prima attraverso l’inceneritore, quindi dalla discarica delle ceneri e scorie e dall’area denominata di “trasferenza” e anche dall’isola ecologica. 
  • Visto che sul sito di Selvapiana SUSSISTE, appunto, la DISCARICA delle ceneri e scorie (che prima di essere messe nella discarica, venivano appoggiate nelle vicinanze dell’argine del fiume Sieve, chi è passato di lì nei primi anni di lavoro dell’impianto si ricorda bene i cumuli di cenere);  
  • Visto che in questi ultimi mesi sono stati eseguiti dei lavori per dismettere e smantellare l’impianto, non solo le parti in ferro (ciminiera ecc.), ma anche il cubo di cemento che accoglieva forno, fossa e uffici (che stando ai documenti presentati da AER per l’assoggettabilità alla VIA, si evince che non conveniva buttarli giù sia da un punto di vista economico che per il rischio di inquinanti stante il fatto che per i primi anni di vita dell’impianto non essendoci filtri adatti, gli inquinanti potevano essere rimasti sulle pareti e quindi potevano essere stati sigillati sotto le varie verniciature durante i diversi lavori di ristrutturazione e messa a norma); 
  • Che ad oggi, è rimasto il piazzale da cui si accedeva al portellone della fossa, e sotto al piazzale ci sono dei nuovi spazi, in cemento armato (costruiti su un un‘ulteriore nuovo piazzale sempre in cemento armato), dove sono raccolti in modo suddiviso varie tipologie di rifiuti provenienti dalla RD o dal conferimento dei cittadini. E in adiacenza vi è (e rimarrà) la DISCARICA messa in sicurezza perenne. Anche se per il luogo in cui si trova, ovvero a lambire l’argine del fiume Sieve, e con i cambiamenti climatici a cui assistiamo ormai durante quasi tutto l’arco dell’anno, spesso sempre più violenti, quel perenne ci dà tuttavia da riflettere, perché se l’argine crollasse per qualche motivo, per una esondazione/piena anomala… non ci vogliamo nemmeno pensare – d’altra parte le casse di espansione di Scopeti, sembra con progetto già definitivo… siano ancora molto indietro dall’essere realizzate. Non solo, Il Presidente Giani, all’ultima alluvione di Campi (nov. 2023) dichiarò "Che nessun sindaco mi venga a presentare piani urbanistici dove questa mattina ho visto l'acqua". Piani urbanistici o meno, peccato non sia mai venuto a vedere le piene della Sieve avvenute in tutti questi anni, dove l’area dell’inceneritore era un sorvegliato speciale (ricordiamo che poco a valle ci sono anche le prese dell’acquedotto di Pontassieve e di San Francesco, regolarmente censiti). 
  • Visto che per questa area della Valdisieve, che sia AER a gestire o ALIA, un luogo adibito a stazione di trasferenza sarà comunque utile. Così come una Isola Ecologica. Infatti per ovviare a ciò, si andrà ad occupare ulteriore suolo anche dalla parte opposta dell’attuale sito (di fatto sotto la ferrovia). Saturando inverosimilmente detta area; 
  • Ricordato che il Protocollo d’Intesa approvato con delibera di Giunta regionale n. 412 del 07-04-2015 - Protocollo sottoscritto in data 23/04/2015, per il superamento dell’inceneritore (tra comuni, AER spa, la ex Aer srl, Regione Toscana e Ato) stabiliva che nel sito: “aree e strutture su cui insiste attualmente l'impianto, restano a servizio del ciclo dei rifiuti conservando l’attuale destinazione urbanistica conforme alla gestione dei servizi di igiene urbana secondo quanto verrà stabilito dalla pianificazione di ambito”. Cosa che non andrebbe affatto in contrasto se l’area rimanesse così come è ora con le attività di RD, isola ecologica, stazione di trasferimento; 
  • Che nel Regolamento Urbanistico (RU) vigente, del Comune di Rufina, si richiama il Piano Provinciale di gestione dei Rifiuti in cui si prevedeva il potenziamento con recupero energetico dell’impianto di Termovalorizzazione “I Cipressi” e il suo ampliamento per costituire il Polo Ambientale Tecnologico. Definizione di Polo tecnologico che però nel vecchio Piano Provinciale Ato 6 non esiste, in quanto si scrive semplicemente (tab. 21, pag. 69 : “previsto potenziamento dell’impianto di almeno 15.000.000 Kcal/h e realizzazione recupero energetico” (poi non realizzato). 
  • E’ del tutto evidente che la dicitura “Polo Ambientale Tecnologico” è frutto solo dei Piani del Comune di Rufina, tanto che il Piano Strutturale ci sembra ancora più eloquente del RU: Il Piano Strutturale conferma inoltre la realizzazione del nuovo impianto comprensoriale per lo smaltimento fognario e prevede l’ampliamento ed il potenziamento dell’impianto per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (Polo Ambientale Tecnologico), secondo quanto previsto dal Piano Provinciale. (art. 20, lettera F)), andando a delimitare in parentesi Polo Ambientale Tecnologico (per racchiudere in 3 parole un concetto e dandogli anche qualcosa di “ambientale”); 
  • E’ bene ricordare tuttavia che gli strumenti di pianificazione del Comune di Rufina, comprese le previsioni, sono decadute in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Strutturale Intercomunale (solo adottato) e del Piano Operativo (di cui è stata attivata la fase di partecipazione in questi giorni); 

Detto questo,

al netto di tante altre argomentazioni più tecniche e paesaggistiche sulle quali si sono già spesi i vari tecnici dei vari Enti e sulle quali, in questo contesto, sorvoliamo, ricordando che comunque ci siamo già espressi a riguardo con le nostre osservazioni e preoccupazioni, a cui rimandiamo per la lettura (1-Osservazioni VIA – 2-Osservazioni AUA). Come unica eccezione alleghiamo un articolo di Mario Tozzi (su La Stampa del 5 novembre 2023 – pag. 19: LIBERIAMO I FIUMI DAL CEMENTO), estremamente chiaro e attuale, sui nuovi scenari che ci attendono da ora in poi visto il cambiamento climatico in atto. Con precise previsioni e azioni da fare da subito a titolo PREVENTIVO restituendo alle aree golenali o di pertinenza fluviale che sia (compreso ove vi sia Rischio idraulico ecc.), il loro ruolo di attenuazione dei danni.

Ci chiediamo veramente se questo impianto sia davvero necessario ai cittadini della Valdisieve, alle tante aziende agricole, agli agriturismi, a chi vive e lavora sul nostro territorio in settori ambientali e paesaggistici, a chi ci transita soltanto di passaggio o a chi transita per fare il pendolare e si troverà sempre più mezzi pesanti. Riflettiamo sul fatto che l’azienda attuale, ha ancora 5 anni di vita, e questo impianto avrà la durata di 20 anni (+20+20…..si sa come funzionano, poi, le proroghe). 

VERAMENTE VOGLIAMO NUOVAMENTE APPESANTIRE LA VALDISIEVE CON UNA STRUTTURA DI QUESTO TIPO CON LE PROBLEMATICHE CHE NE POTREBBERO SCATURIRE? 

CHIEDIAMO AGLI ENTI PREPOSTI DI NON AUTORIZZARE LA COSTRUZIONE DEL BIODIGESTORE MA DI MANTENERE L’AREA COME SI TROVA ATTUALMENTE, CON LE SUE ATTIVITA’ SEMPRE RELATIVE ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI, DI NON CONSUMARE ALTRO SUOLO.

VOLENDO, FATE PURE UNA ROTATORIA PER FACILITARE INGRESSO E USCITA DEI  MEZZI, MA NIENTE ALTRO.

VI PROPONIAMO DI VENIRE A VEDERE IL SITO COME E’ ORA SENZA L’INVOLUCRO DELL’EX INCENERITORE, SENZA CIMINIERE, CON IL VERDE INTORNO, MAGARI DA VALORIZZARE ANCHE VISTO LA PROSSIMITA’ DEL FIUME SIEVE CON ACCESSO DALLA SPIAGGIA CHE SI E’ FORMATA UTILIZZATA DA PESCATORI, CANOISTI E FAUNA.

VI CHIEDIAMO DI RIPENSARE A QUESTO PROGETTO E DI NON AUTORIZZARLO. 

Pontassieve, 11 Aprile 2024

Pratesi Catia

·       L'articolo di Mario Tozzi su La Stampa del 5 novembre 2023 – pag. 19: LIBERIAMO I FIUMI DAL CEMENTO è qui: https://www.lastampa.it/cronaca/2023/11/05/news/liberiamo_i_fiumi_dal_cemento-13836275/


martedì 14 novembre 2023

LaNazione: Alluvione, il ministro Musumeci a Campi Bisenzio: “Scarso lavoro di prevenzione”

Il ministro è stato in visita a Firenze, nelle aree colpite dall'alluvione nei giorni scorsi. 
Non le ha mandate a dire, ed è stato piuttosto chiaro......anche se poi ai nostri amministratori non deve essere piaciuto molto e lo hanno invitato a non polemizzare.....
C'è poco da polemizzare!! Dal punto di vista della PREVENZIONE ha ragione da vendere.....

Purtroppo a parole sono tutti bravi, ma poi di fare le casse di espansione, per esempio (a Scopeti, c'è, dice, il progetto già pronto, ma è da quando si è instaurata l'Autirtà di Bacino che sono previste, ma nessuno le ha ancora viste), o di EVITARE di costruire dove c'è Pericolosità e Rischio idraulico e idrogeologico.....ci dimentichiamo facilmente.  
Così come dimentichiamo la famosa legge regionale per il consumo di suolo zero, che purtroppo con il benestare dei enti vari (da quelli dell'Autorità di Bacino, alle direzioni interne della stessa regione, comuni, città  metropolitana ecc.), alla fine FA costruire anche a fianco ai fiumi con pericolosità alta e rischio alto. Che dire? Poco, tanto non si capisce! 

L'articolo lo potete leggere su La Nazione a questo link: https://www.lanazione.it/cronaca/alluvione-musumeci-blsotxi5 

esondazione del campo sotto la discarica 2017
Area di Pertinenza fluviale PAI
Area interessata da inondazini ricorrenti 

Area a Pericolosità P3 (blu scuro)

Rischio R2-R3-R4: Mappa Rischio alluvioni / confronto area Google Maps

dissesti geomorfologici -PAI
in arancio pericolosità elevata, proprio dove sulla strada di Via Colognolese, spesso ci sono delle frane!

domenica 5 novembre 2023

VI RICORDATE DEL RISCHIO IDRAULICO SOLO DOPO CHE SUCCEDONO LE DISGRAZIE.

Ci riferiamo alle parole di Giani che commenta la situazione della Toscana di questi giorni sotto l'acqua. In praticolare per le situazioni più gravi a Campi ecc. Qui il video: https://www.tvl.it/it/notizie/maltempo-giani-logica-consumo-di-suolo-0-importante#read (in sintesi: "logica consumo di suolo 0 importante").

Dice anche "Che nessun sindaco mi venga a presentare piani urbanistici dove questa mattina ho visto l'acqua".

Bene, diciamo che le bombe d'acqua non si sa bene dove colpiscano, lo abbiamo già visto tante volte. L'acqua che ha visto in questi giorni su Campi e zone limitrofe, quindi, con i cambiamenti climatici in atto, che si ripetono anno dopo anno, stagione dopo stagione, potrà vederla, da ora in poi, anche da altre parti. 

Se è vero che consumo di suolo ZERO è più importante che mai.....allora noi in Valdisieve, ci chiediamo ma perchè volete fare a tutti i costi (tra l'altro siamo già oltre 38 MILIONI di euro, e senza finanziamento del PNRR), un BIODIGESTORE per rifiuti organici sulla SIEVE, dove prima c'era l'inceneritore?? 

Ma non ha già dato questo sito?? Sotto c'è anche una discarica di scorie e ceneri (in sicurezza). Avoglia ad alzar muri di contenimento......con catastrofi del genere, sarà comunque un bel problema. Poco distante c'è l'acquedotto di Pontassieve e un pozzo di Publiacqua per San Francesco. Bello immaginare i rifiuti organici e tutte le sostanze chimiche necessarie per la trasformazione del gas in biogas ecc. (oltre al BIOCHAR che sarà depositato su un piazzale soprastante la discarica, all'aperto, sotto una tettoia)....a spasso per il fiume! 

2017

E meno male appunto che c'è (ci sarebbe, perchè è pur sempre aggirabile anche questa) la legge regionale sul consumo di suolo ZERO: perchè per l'ennesima volta, a Selvapiana, si occuperà anche suolo agricolo/verde perchè l'impianto è bello grosso. 

E meno male che c'era anche la legge regionale sul rischio idraulico (nata dopo l'alluvione del 2012, la ex 66/2012- con Rossi, ma subito modificata), ma modificata più volte e convogliata in altre leggi..... a tal punto che alla fine, a forza di prescrivere che quasi tutto si può fare prescrivendo lavori di riomodellamento ecc. per diminuire o superare il rischio idraulico....è proprio come se non ci fosse!

Stentatoio

Nessuno vede, nessuno si rende conto del LUOGO, nessuno pensa al principio di precauzione, nessuno pensa all'aumento del traffico dai comuni del Mugello e Rignano e Figline/Incisa (serviti già da Alia e che hanno già dove conferire), e da STIA con mezzi anche di 18 metri che passeranno davanti alla scuola di Londa, Contea e Rufina! Nessuno pensa che l'organico fino a qualche mese fa si portava in Veneto e che ora si porta ad Arezzo (perchè è un rifiuto che può andare sul libero mercato). Nessuno si ricorda che a Montespertoli ce già un impianto per la Forsu (organico) da 160.000 t/anno. E che in Ato Toscana Centro ci sono già tanti altri impianti di questo tipo o di compostaggio che trattano la FORSU. Perchè un ulteriore impianto da 42.000 t/anno se ce ne sono già tanti? 


VI RICORDATE DEL RISCHIO IDRAULICO 
SOLO DOPO CHE SUCCEDONO LE DISGRAZIE.
BRAVI, APPLAUSI!

Osservazioni presentate in fase di Assoggettabilità alla VIA (che è stato deciso, con il parere negativo della Soprintendenza, che NON era necessaria.....ti pareva!): https://drive.google.com/file/d/1ONKanSf8IXvLO2hDST3oyyEh7z_Ze-vo/view?usp=sharing 

Osservazioni per la Conferenza dei Servizi per l'Autorizzaione Unica: https://drive.google.com/file/d/1X6eCSKYzzKP5oBgt-UkJfcciv_8jJ4PD/view?usp=sharing

mercoledì 9 ottobre 2019

Immagini e video del convegno sui CAMBIAMENTI CLIMATICI a Rufina - 28 Settembre 2019

Bella serata sabato scorso a Rufina all'interno del programma del Bacco Artigiano 2019.
Gli interventi dei relatori sono stati preceduti da un filmato realizzato dagli alunni della 2A della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “D. da Settignano” di Londa che hanno partecipato a Cartoon School, il percorso didattico ideato dall’Associazione Culturale Koete e realizzato in collaborazione con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Comune di Londa. “Il Soprasuolo del 3000” si svolge in uno scenario post nucleare, in cui gli uomini si sono estinti e gli animali sono mutati. Per sfuggire alle radiazioni, vivono sottoterra me le razioni di cibo si stanno esaurendo. Decidono così di uscire alla ricerca di cibo, indossando tute anti-radiazione. Oltre a rimasugli di cibo, trovano un computer nel quale c’è un video che racconta la fine della vita sulla terra: la colpa della catastrofe è stata dell'inquinamento e degli errori dell'uomo. Trovano anche un germoglio di pesco di cui decidono di prendersi cura… sarà l’inizio di una nuova era?




Chi volesse rivedere il filmato della diretta Facebook, lo trova qui: https://www.facebook.com/versorifiutizero/videos/517956648781137/




lunedì 8 luglio 2019

20 LUGLIO: CENA D'ESTATE DI BENEFICENZA ALLA FATTORIA DI SELVAPIANA

Come ogni estate, anche quest’anno abbiamo organizzato la consueta cena nel giardino della bella Fattoria di Selvapiana, in collaborazione con la famiglia Giuntini.
Si terrà Sabato 20 Luglio. Alleghiamo il volantino dove sono riportate le modalità di prenotazione.
Cogliamo inoltre l’occasione di ricordarti che, qualora non avessi preso altra decisione, potrai donare il 5x1000 ad EPS.
In questo caso ti forniamo sotto il nostro codice fiscale da indicare nella denuncia dei redditi:

·        94275900481

Ti ringraziamo anticipatamente per tutto quello che potrai fare.

Cari saluti

Fabrizio Chelli


martedì 12 giugno 2018

ULTIMA FUMATA DELL'INCENERITORE DI SELVAPIANA A RUFINA BRUCIATI 2,5 MILIONI DI EURO!

La vicenda del progetto del nuovo Inceneritore di Selvapiana arriva a un epilogo purtroppo ampiamente previsto di danni alla comunità della Val di Sieve e non solo. Chi ha avallato con così tanta caparbietà questo progetto, che fin dall’inizio si rivelava economicamente non sostenibile, dovrebbe oggi spiegarci perché è stato così ostinato a voler sprecare tutti questi soldi di noi cittadini. Andiamo per ordine. Per continuare a bruciare i rifiuti a Selvapiana, dal 2000 parte l’iter burocratico con l’entrata di un socio privato in Aer Spa, per progettare, costruire e gestire, nello stesso sito dell’impianto un inceneritore 7 volte più grande di quello esistente, chiuso nel 2010 in quanto non più in regola con le nuove norme. 
Come sappiamo gli inceneritori rappresentano un affare molto attraente per le industrie dei rifiuti e le banche e Selvapiana non faceva eccezione! La sicurezza di redditività per gli azionisti, garantita dalle bollette dei cittadini per gli anni di concessione fino al 2040, ha purtroppo visto l’appoggio incondizionato al progetto da parte delle Amministrazioni della Val di Sieve, nonostante l’immediata opposizione di cittadini, Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve e Italia Nostra, che in tutti questi anni hanno fatto informazione, organizzato numerose assemblee e manifestazioni pubbliche. 
L’iter burocratico prosegue e nel 2009 viene creata la AER Impianti Srl alla quale viene conferito nel 2010 un Capitale di 1 Milione di Euro, versato dai Comuni coinvolti (vedi Tav. 1) e dal socio privato Valdisieve Scrl in rappresentanza di enti e Banche interessati alla costruzione e gestione dell’inceneritore (vedi Tav. 2). 
La caparbietà delle Giunte dei Comuni interessati non ha vacillato un attimo neanche quando dal Piano Economico Finanziario di Aer Impianti Srl si evinceva con chiarezza che l’inceneritore avrebbe bruciato rifiuti provenienti da tutti i 70 comuni di ATO Toscana Centro e in parte anche della provincia di Arezzo. In compenso si sarebbe inquinato la nostra Valle, con la promessa di “compensazioni economiche” elargite annualmente ai 3 comuni maggiori. 
Nel 2010 si ha un primo arresto degli atti autorizzativi VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che vengono annullati grazie al ricorso al TAR fatto dalla Fattoria di Selvapiana, da Italia Nostra e dall’Associazione Valdisieve. La testardaggine viene evidenziata però subito dopo 3 mesi dalla sentenza del TAR, ottenendo una nuova VIA (ormai scaduta nel 2015) e nel 2012 anche la nuova AIA (scaduta nel 2017). 
Sempre nel 2012 viene così presentato il Piano Finanziario presentato da Aer Impianti Srl (PEF) votato favorevolmente dall’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro con 36 delegati presenti e favorevoli su 70!! 
Se solo si fosse dato ascolto al Presidente Alessandro Petretto (Professore ordinario nella Facoltà di Economia di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa), che così si era espresso: "SE ATO TOSCANA CENTRO FOSSE STATA UN AUTHORITY INGLESE, IL PROGETTO AQUESTO PUNTO SAREBBE STATO BOCCIATO”. 
Si arriva al 2013 quando ATO Toscana Sud decide di non conferire più alcun rifiuto al nuovo inceneritore di Selvapiana, di fatto segnandone la fine assoluta (dovendo AER Impianti Srl andare a cercare rifiuti sul mercato!). 
Con le elezioni del 2014 si ebbe un ricambio di alcuni Amministratori Comunali che finalmente presero atto della non convenienza di questa operazione (sia a livello economico che gestionale), avviando con i vari Enti coinvolti gli atti necessari a cancellare dal PIANO REGIONALE (PRB) questo nuovo impianto e far ricadere eventuali spese su tutti i Comuni di ATO Toscana Centro (non solo su quelli della Val di Sieve). 
La Regione Toscana nel 2016 modifica il PRB per eliminare definitivamente l’impianto di Selvapiana dalla pianificazione regionale, mantenendo quello di Case Passerini (ndr. ora in discussione, fortunatamente). 
Quindi: 
· AER Impianti Srl si vede riconosciuti da ATO Toscana Centro crediti per 2,4 milioni di euro da recuperare con la maggiorazione della tariffa TARI spalmata in percentuale su TUTTI gli utenti dei 70 Comuni che compongono ATO Centro: dal Comune di Abetone a Vinci. (vedi Tav. 3). 
· I Comuni della Val di Sieve (e a seguire tutti i 70 Comuni) hanno deliberato o stanno deliberando le nuove tariffe TARI e gli utenti forse non si accorgeranno di nulla perché la maggiorazione (circa 2-3 euro a famiglia per coprire i 2,4M) non sarà evidenziata in bolletta. 
· Quando tutti i 70 Comuni avranno incassato la TARI del 2018 dovranno scorporare la quota da restituire ad AER Impianti Srl per versarla ad ATO Toscana Centro, che entro giugno 2019 a sua volta verserà il saldo ad AER Impianti Srl. Altro lungo iter burocratico con costi improduttivi!! Veniamo al passivo di Bilancio accumulato da AER Impianti Srl e alle spese che ATO Toscana Centro ha riconosciuto come rimborso. 
Si tratta di 2.430.233 € così composti: 
   € 622.000  > Bonifica area Selvapiana (attività prevista e da eseguire in futuro)
   € 520.000  >Demolizione inceneritore (attività prevista e da eseguire in futuro) 
   € 238.000  >Finanziamento socio privato industriale e Banche collegate 
   € 650.000  >Fatture di fornitori: progettazione nuovo impianto, VIA, altro 
   € 400.000  >Rimborso di quota parte del capitale sociale. 
€ 2.430.000  >totale
Il Capitale Sociale versato dai Comuni in AER Impianti Srl al 2012 era di 876.460,55 € (oltre a 119.913,45 € di quote dei Privati), in questi anni è stato eroso per coprire le spese di esercizio (compensi Consiglio di amministrazione, rimborsi spese, costi gestione di personale, servizi, utenze, ecc). 
Sono state così dissolte nel vento del CAMINO SPENTO di Selvapiana importanti risorse pubbliche, centinaia di migliaia di euro - queste sì “INCENERITE” - pagate con le tasse dai cittadini in piena crisi economica (2008-2017). 
Significa anche che i Comuni dopo 10 anni riceveranno indietro SOLO una parte di quanto versato: un capitale che poteva essere usato per interventi in una gestione diversa dei rifiuti che chiediamo da anni. 
La gestione rifiuti in Val di Sieve, con gli interventi adeguati, può raggiungere maggiore efficienza e risparmi per i cittadini, avviandosi a mettere le basi a quell’Economia Circolare, sancita dall’Europa e ormai irrinunciabile per recuperare materie seconde preziosissime. In tutta Italia si moltiplicano i centri di riuso, riparazione e recupero, così come si sperimentano sempre nuovi sistemi finalizzati alla diminuzione dei rifiuti, al riciclo e alla riprogettazione di prodotti e imballaggi. Tutte iniziative che creano una nuova economia e nuovi posti di lavoro. In questi 10 anni abbiamo perso un sacco di tempo e preziose risorse economiche. Arrivati a questo punto vorremmo chiedere che la parte residua del Capitale Sociale, versato dai Comuni per costituire AER Impianti Srl, una volta recuperata, venga vincolata in favore di progetti per una Gestione dei Rifiuti diversa, virtuosa e sostenibile che punti alla QUALITÀ del materiale differenziato, a minimizzare il RESIDUO e a creare opportunità di lavoro in questo campo, realizzando un Centro di Recupero, Riparazione e Riutilizzo per la Valdisieve. Ora, possiamo e dobbiamo cambiare.

Rufina, 5 Aprile 2018





Comitato Valdisieve - Associazione “Vivere in Valdisieve” - Associazione Valdisieve

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TAV 1 - Elenco Quote Sociali dei Comuni in Aer Impianti Srl






























TAV 2 – Privati e Banche interessati alla costruzione (al 2016)

























TAV 3 - Quota/Percentuale dei 2,4 M distribuita sui 70 Comuni


mercoledì 2 agosto 2017

COMUNCIATO STAMPA SU IMPIANTO INCENERITORE DI SELVAPIANA

Il Consiglio Regionale mercoledì 26 Luglio 2017 ha definitivamente CANCELLATO dal Piano Regionale dei Rifiuti (PRB) la realizzazione del nuovo inceneritore di Selvapiana.

I passaggi che hanno portato ad ufficializzare la cosa, prendono vita pochi anni fa, dal 2015, con un protocollo di Intesa firmato da tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’impianto.

Ma di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta dal lontano 2005 quando il Comitato Valdisieve, l’Associazione Valdisieve e l’Associazione Vivere in Valdisieve (che dalla manifestazione del 2013 si sono chiamati anche Rete Valdisieve/Verso Rifiuti Zero) e Italia Nostra si sono mossi contro questo progetto facendo informazione, organizzando banchini, assemblee e dibattiti pubblici, manifestazioni, spettacoli e portando in loco medici, ambientalisti, tecnici, avvocati, ingegneri, esperti di gestione rifiuti e testimoni di altre amministrazioni dove era stato possibile attivare la Strategia RZ ed eliminare l’uso degli inceneritori. Ovviamente li ringraziamo tutti quanti per essere riusciti, insieme, a BLOCCARE il progetto.

Se dal 2005 non ci fossero state le associazioni a contrastare l’opera, con molta probabilità già dal 2007 molte pietre sarebbero già poste e non avremmo potuto porre rimedio a quello che, oggi, viene definito un impianto NON economicamente sostenibile. Ed è questa l’UNICA ragione per cui gli enti (i soli che potevano siglarne la cancellazione) hanno fatto un passo indietro.

In tutti questi anni si sono spesi soldi preziosi per un progetto che interessava Privati (UCH Holding Srl –Unieco – Castelnuovese - Sta Spa – Monte dei Paschi di Siena - Banca Etruria - Coop Lat - Valdisieve Scrl – Quadrifoglio – Unieco - TM.E spa - Hera) assicurando loro un profitto per trent’anni dalla Concessione.
Fare business escludendo il rischio d’impresa per i privati e ricaricare tutto sulle bollette, rende queste “opere pubbliche” molto allettanti.
Il Piano Economico Finanziario (PEF), criticato da noi e da professionisti del settore, era talmente improponibile che alla fine hanno dovuto arrendersi. Ma i soldi pubblici gettati al vento e spesi per il progetto, le autorizzazioni e la gestione di una SRL apposita, peseranno ulteriormente sulle bollette dei 68 comuni di ATO per 2 milioni e 430 mila euro.

A parte tutto, è bene sottolineare che questo è un precedente interessante: anche se pianificato e autorizzato, un inceneritore, si può sempre scegliere di non farlo (e il pensiero va a “Case Passerini”).

Ora auspichiamo che si possa intraprendere finalmente un percorso condiviso fra i vari soggetti partecipi al ciclo dei rifiuti, in primis gli utenti, che segua i principi virtuosi propri della strategia “Rifiuti Zero” ovvero “Zero Waste” (zero sprechi). Anche se quasi nessuno ci ringrazia per aver bloccato per molti anni la realizzazione del MOSTRO, ed aver permesso così una maturazione degli eventi fino a quello di mercoledì in consiglio regionale, noi invece ribadiamo il ringraziamento agli amministratori e all’avvocatura della regione che in questi due anni hanno trovato l’escamotage giusto per uscire da questo impiccio.

Rufina, 1 Agosto 2017





RETE VALDISIEVE/Ass. Valdisieve, Comitato Valdisieve, Ass. “Vivere in Valdisieve” 
insieme a Italia Nostra Onlus (Fi)
 Alcune testate on line che hanno riportato il comunicato:

lunedì 13 febbraio 2017

SI INFORMA: Piano Rifiuti e partecipazione, venerdì 17 incontro pubblico a Pontassieve

FIRENZE – Al via gli incontri pubblici con la cittadinanza sulle modifiche del Piano Regionale Rifiuti e Bonifiche. Gli appuntamenti, organizzati nell'ambito del percorso partecipativo previsto dalla legge regionale 65/2014 e dal programma delle attività contenuto nelle delibere di avvio del procedimento di modifica del PRB, si susseguiranno nel mese di febbraio a Pontassieve e a Peccioli. Il primo incontro è fissato per venerdì 17 febbraio alle ore 15 presso il comune di Pontassieve (Sala delle Eroine) e riguarderà la modifica del PRB che interessa l'impianto di Selvapiana. In quell'occasione verrà illustrato il percorso amministrativo che ha condotto alla modifica del Piano da parte della Direzione Rifiuti della Regione Toscana. Sarà presente l'assessore all'ambiente e all'energia Federica Fratoni. Insieme a lei il Garante regionale nel suo ruolo terzo di moderatore tra l'amministrazione e la cittadinanza.

Partecipazione
La partecipazione pubblica si svolge durante tutto il procedimento di formazione, dall'avvio all'approvazione del piano. Il Garante, dopo l'esito della partecipazione digitale, procederà, prima dell'adozione del Piano, ad esaminare da un punto di vista oggettivo e soggettivo i contributi pervenuti. Successivamente all'adozione, il Garante curerà le ulteriori attività d'informazione e partecipazione in relazione alle osservazioni pervenute e alle controdeduzioni.

PRB e autosufficienza

Nell'ambito dell'assetto della governance e della pianificazione di settore, la Regione Toscana ha messo in atto una profonda riorganizzazione che ha interessato non solo le funzioni amministrative svolte dall'ente ma, più in generale, la centralità del ruolo regionale nella programmazione e attuazione delle politiche in molte materie compresa la gestione dei rifiuti. In tale contesto s'inserisce anche la modifica del PRB in corso che, riconfermando gli obiettivi fissati dal piano vigente, anticipa in maniera mirata e limitata la più generale revisione della dotazione impiantistica di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani che sarà oggetto del successivo adeguamento del PRB a quanto disposto dalla lr 61/2014.

In coerenza con l'impostazione strategia del piano vigente che mira anche alla razionalizzazione impiantistica, la modifica interviene infatti prevedendo l'eliminazione dell'impianto di trattamento termico di Selvapiana (comune di Rufina) e l'inserimento dell'impianto di trattamento meccanico biologico realizzato presso la discarica di Legoli (comune di Peccioli) attuando l'obiettivo specifico dell'autosufficienza e dell'efficienza economica nella gestione dei rifiuti.
(COME DA DISPOZIONI DEL GARANTE PER LA COMUNICAZIONE REGIONE TOSCANA)



Newsletter a cura dell'Ufficio Comunicazione del Comune di Pontassieve (FI)

lunedì 21 novembre 2016

COMUNICATO STAMPA del PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO - organizzazione di Rufina - su Selvapiana

Pubblichiamo volentieri il comunicato stampa arrivatoci dal PMLI della Valdisieve, che ci ha visti insieme ad alcuni loro attivisti in prima linea alle molteplici attività, assemblee, eventi che abbiamo fatto in tutti questi anni relativamente allo scellerato progetto del NUOVO inceneritore di Rufina (oggi lo possiamo chiamare così visto che si sapeva da subito che non era gestibile da un punto di vista economico, ma accettato dagli amministratori solo perchè i costi sarebbero ricaduti sulle nostre bollette!).
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Sede centrale: via Antonio del Pollaiolo 172° - Firenze – tel. e fax 055 5123164 www.pmli.it - e-mail: pmli.rufina@gmail.com 

COMUNICATO STAMPA 
Apprendiamo dalla stampa che sarebbe ufficiale la decisione della giunta Regionale Toscana di escludere dal Piano dei Rifiuti la costruzione del nuovo inceneritore di Selvapiana a Rufina. Pur aspettando atti ufficiali, nero su bianco, possiamo dirci soddisfatti di un così importante risultato per le popolazioni locali che per oltre dieci anni hanno lottato mobilitandosi contro questa ipotesi sciagurata, data per certa dalle maggioranze locali fino a pochi anni fa, quando ormai l’insostenibilità economica divenne ovvia anche ai più incalliti sostenitori della speculazione e dell’incenerimento. Ci paiono però strumentali e non condivisibili le dichiarazioni euforiche dei sindaci del PD dei principali comuni della Valdisieve che definiscono come una loro vittoria la rimozione dell’impianto dal piano. 
Capiamo che per tentare di portare qualche voto al SI il prossimo 4 dicembre si tenti di tutto, come insegna il nuovo duce Renzi, ma questo a noi che come tanti altri siamo stati in prima linea su questa battaglia fin dagli albori, ci pare un po’ troppo. 
La realtà è che siamo arrivati agli eventi di oggi solo perché la popolazione non si è fatta intimorire dagli appellativi di “terrorismo” lanciati dai primi cittadini in ogni occasione nei primi anni della lotta, ed ha continuato imperterrita a promuovere iniziative d’informazione sul territorio, forum grazie ai quali in alcuni comuni si è iniziato un sistema redditizio di raccolta porta a porta capillare decisivo per la riduzione dei rifiuti non differenziati, ricorsi al TAR che hanno sospeso e rallentato l’iter fino a quando l’insostenibilità economica della scelta inceneritorista, costosa e dannosa per la salute e per l’ambiente è divenuta indiscutibile. Le due grandi manifestazioni di piazza che si sono tenute entrambe a Pontassieve nel 2006 e nel 2016 hanno mostrato la forza della popolazione locale e la sua determinazione nell’affrontare e nel vincere questa battaglia. E’ vero invece che la popolazione ha trascinato per la giacchetta le maggioranze sempre meno qualificate di marca PD, tanto più che gli attuali sindaci vorrebbero ora prendersi il merito di aver scongiurato un pericolo che essi stessi avevano creato: tutti erano già sindaci o membri di giunta sostenitori dell’impianto nelle precedenti legislature che assunsero l’incarico di costruire il nuovo inceneritore otto volte più grande di quello esistente. Le nostre amministrazioni dovrebbero invece assumersi la responsabilità degli effetti che saranno prodotti dall’accordo siglato lo scorso aprile 2015 tra AER, AER Impianti, ATO Toscana Centro, Regione Toscana e Comuni della Valdisieve e del Valdarno Fiorentino che, come indennità alla cancellazione dell’impianto di Selvapiana dal Piano Regionale, prevede l’addebito dei costi sostenuti da AER Impianti (ditta sorta irregolarmente dalla partecipata AER proprio per progettare e gestire l’inceneritore) sulle prossime bollette della TARI dei 68 comuni dell’ATO (province di Firenze, Prato e Pistoia) stimati in oltre 2,6 milioni di euro. E’ vergognoso che l’incompetenza e la malafede degli amministratori sia pagata ancora una volta dalla popolazione, tanto più che proprio la popolazione stessa li aveva immediatamente avvisati della scelta scellerata sia dal punto di vista sanitario ambientale, sia da quello della sostenibilità economica, che si stava facendo autorizzando il nuovo impianto d’incenerimento. Il paradosso è che invece di dimettersi per non aver ascoltato le associazioni, continuando l’ottusa strada dell’interesse e della speculazione e causando così un costo pubblico milionario, i nostri amministratori cavalcano la vittoria della popolazione stessa. 
L’epilogo di questa vicenda rafforza oltretutto la necessità di votare NO al referendum costituzionale poiche, nella proposta modifica del titolo V, anche gli inceneritori diventano competenza nazionale e conseguentemente gestiti direttamente dal Governo, eliminando le competenze regionali sui temi ambientali. Vogliamo ringraziare infine le associazioni facenti parte la Rete Ambientale Valdisieve (Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve e l’Associazione Vivere in Valdisieve) che abbiamo fiancheggiato con tutte le nostre forze, per aver tenuto duro a costo di tanti sacrifici e nonostante l’ostilità delle amministrazioni e dei suoi apparati per tutti questi anni, dimostrando che uniti si vince. 

Rufina, 19/11/2016

venerdì 11 marzo 2016

Banca Etruria e Castelnuovese, ora il guaio è la spazzatura: l’attività del settore rifiuti nel mirino dei pm di Firenze

Riportiamo questo articolo molto interessante che fa emergere ancora una volta le "particolarità" dei tanti intrecci nelle compagini societarie dei gestori dei rifiuti (business da milioni di  euro e quindi molto "allettante"). Anche se quello delle famose "scatole cinesi" non è  appannaggio solo del ciclo dei rifiuti, purtroppo la cosa è molto comune là dove girano molti soldi.
Tutto questo a noi associazioni non dice nulla di nuovo perchè nelle "scatole cinesi" delle ditte che volevano il business dell'inceneritore di Selvapiana vi era in ben evidenza la Castelnuovese di Cavriglia, il cui capo, Rosi, diventò Presidente di Banca Etruria, che assieme a MPS avrebbe finanziato il progetto dell'inceneritore rufinese con circa 20 milioni di euro.
Lo denunciammo già nel 2014 nelle nostre presentazioni ad assemblee di cittadini di Pontassieve, Rufina, Dicomano, Londa.

E come dicevamo, nell'articolo compaiono un pò tutte le società che sono anche dentro AER Spa o a  AER Impianti Srl, che dir si voglia.
Tanto per rinfrescare le idee e per fare gli opportuni parallelismi con l'articolo attuale, proponiamo qui a fianco uno schema in cui compare la compagine societaria sia di AER SPA che di AER Impianti SRL (se ci cliccate sopra si ingrandisce).
Ma il bello viene ora e interessa direttamente i nostri Comuni della Valdisieve che hanno impegnato e buttato al vento "risorse pubbliche" per oltre tre milioni di euro per il progetto dell’Inceneritore a 30 metri dal fiume Sieve (d'altra parte, complessivamente, sono proprietari al 90% di entrambe le società e anche se i flussi economici non gravano sui bilanci comunali, sono comunque soldi che con il "superamento" di Selvapiana (se verrà modificato il Piano Regionale in questo senso), si rivogliono indietro e saranno tutti i cittadini di Ato Centro a sborsarli nelle prossime bollette). 
Giocando sulla necessità  di rientrare degli investimenti fatti in AER Impianti Srl per l’inceneritore (€ 415.000  per Pontassieve e € 122.000 ciascuno per Rufina e Pelago) e sulla necessità di AER Spa di rifinanziarsi, non ci meraviglieremmo tanto nemmeno se, ipoteticamente e sempre grazie alle solite "scatole cinesi", SEI TOSCANA potesse avere anche un certo interesse per partecipare in altri soggetti (appunto tipo la nostra AER spa e AER Impianti srl) per poi proporsi come potenziale attore nell’affidamento in un prossimo futuro di UN GESTORE UNICO dei rifiuti per ATO Centro, Costa e magari più in là anche per TUTTA la Regione Toscana.
Il condizionale, come si dice, è d'obbligo, ma le scatole cinesi parlano MOLTO BENE L’ITALIANO negli AFFARI A CARICO DEL DENARO PUBBLICO!
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I magistrati del capoluogo fiorentino indagano sull'appalto ventennale da 160 milioni di euro vinto da Sei Toscana, il nuovo gestore del servizio integrato di raccolta dei rifiuti nelle provincie dell’Ato Toscana Sud (Arezzo, Grosseto e Siena) e di cui l'istituto di credito possiede il 2,5%. Almeno sei gli indagati, tra essi anche l'ex consigliere di Etruria Nataloni.
Ancora guai per gli ex vertici di Banca Etruria e le attività dell’istituto aretino. Extra creditizie, però. E, in particolare, quelle nei rifiuti, in cui la banca era presente grazie alla partecipazione del 2,5% circa di Sei Toscana, il nuovo gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani nelle provincie dell’Ato Toscana Sud (Arezzo, Grosseto e Siena). Un appalto ventennale da circa 160 milioni l’anno vinto nel 2013 ora finito nel mirino della procura di Firenze che, riferiscono La Nazione e Repubblica Firenze, indaga per turbativa d’asta. L’ipotesi degli inquirenti è che il bando di gara è stato tagliato su misura del vincitore.
Banca Etruria era entrata nell’affare un anno prima della gara, nel 2011, rilevando il 9,5% di uno degli azionisti di Sei Toscana, Sta, in occasione di un aumento di capitale. Non solo. L’istituto, insieme all’ex azionista Monte dei Paschi, è tra i finanziatori della società che a fine 2014 aveva quasi 14 milioni di debiti con le banche. I protagonisti principali dell’operazione sono gli stessi che in quegli anni hanno portato l’istituto a investire negli outlet inToscana, Abruzzo e Cina. Ovvero Giuseppe Fornasari, all’epoca presidente della banca e oggi in attesa di verdetto sul rinvio a giudizio per ostacolo alla vigilanza chiesto dalla Procura di Arezzo. In prima linea c’era però il suo successore Lorenzo Rosi, oggi indagato per omessa dichiarazione di conflitto d’interesse, che nel 2011 era consigliere dell’istituto, presidente di Sta e al vertice della cooperativa Castelnuovese, altro grande socio nonché partner tecnico di Sei, di cui detiene ancora l’11% circa accanto al colosso emiliano Unieco e ai fiorentini di Cooplat. Con loro l’onnipresente Luciano Nataloni, che secondo la stampa locale sarebbe tra i sette indagati per l’appalto. Il commercialista fiorentino nel 2011 ha chiuso un mandato ultradecennale alla presidenza del collegio sindacale della Castelnuovese, tenendosi l’incarico di consigliere di Banca Federico del Vecchio (gruppo Etruria) cui avrebbe presto sommato un ruolo analogo nella capogruppo aretina, per il quale è oggi indagato insieme a Rosi. Chiude le fila Alessio Ferrabuoi, attuale presidente della Castelnuovese, consigliere di Sta ed ex sindaco di Laterina, il paese natale della famiglia Boschi che nel 1995 aveva sconfitto il padre del ministro nella corsa a primo cittadino del comune toscano.
Il ruolo più operativo nel business dei rifiuti è però toccato a Eros Organni, che insieme a Nataloni e al collega Dario Capobianco aveva curato la presentazione del progetto di Sei e, a gara vinta, ne è diventato amministratore delegato. A chi aveva criticato la nomina, il sindaco di Siena, Bruno Valentini, aveva risposto che si tratta di un “tecnico dei servizi pubblici locali”. E altrettanto avrebbe potuto dire del vicepresidente di Sei, il senese Fabrizio Vigni: ex consigliere provinciale e comunale di Siena, da parlamentare, tra il 1994 e il 2006, è stato membro della Commissione ambiente della Camera e ha partecipato alla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Dal 2009 Vigni è anche presidente di un importante socio di Sei, Sienambiente, il gestore del piano provinciale dei rifiuti fondato alla fine degli anni ’80 dagli enti locali e da Mps, di cui Rosi è stato consigliere dal 1997 fino al 2002.
I nomi non sono casuali: tra i punti che gli inquirenti vogliono chiarire, ci sono i rapporti fra i consulenti dell’Ato, la società pubblica che ha bandito la gara, e i consulenti di Sei. Cioè lo studio legale fiorentino Mariani e Menaldi che ha scritto il bando e, appunto, Capobianco, Nataloni e Organni, che hanno lavorato alla proposta poi risultata vincente. Secondo gli investigatori, fra lo studio legale dell’appaltante e i commercialisti del raggruppamento concorrente c’erano rapporti professionali. Da qui le perquisizioni della Guardia di finanza avvenute nei giorni scorsi che hanno riguardato il direttore generale dell’Ato Toscana Sud,Andrea Corti, i tre commercialisti, Mariani, Menaldi e Vigni.
L’appalto era già finito nel mirino della Corte dei Conti, dopo un esposto firmato dal Movimento 5 Stelle. I pentastellati all’inizio avevano presentato una mozione in almeno 20 dei 100 comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto. A seguire un’interrogazione in Consiglio regionale e l’esposto alla Corte dei Conti dopo il quale, a fine maggio 2015, la Guardia di Finanza aveva fatto la sua prima visita nella sede senese dell’Ato Toscana Sud acquisendo in 48 ore tutti gli atti relativi alla gara. Nel mirino degli esponenti durata, costi, requisiti di partecipazione e corrispettivo economico della gara. Per vincerla, ad esempio, le ditte interessate avrebbero dovuto mettere in preventivo un esborso di almeno 10 milioni e mezzo di euro per rimborsare ai precedenti gestori i crediti Tia non riscossi.
Una somma non da poco, tanto più che non era possibile stimarne i tempi precisi di ammortamento, visto che sempre nel bando era scritto che il servizio in questione “avrà durata non inferiore a 15 né superiore a 25 anni”. Altro requisito tecnico contestato è quello relativo alle competenze dei partecipanti, ai quali veniva chiesto di avere in gestione almeno un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti. Se una società interessata lo aveva gestito in passato? Inutile e insufficiente a partecipare. Nel mirino, poi, le eccessive discrepanze tra il bando di gara e il contratto siglato dall’Ato. Tra queste voci di costo del servizio non presenti nello schema di contratto approvato dalla Giunta regionale che hanno portato alla stipula di due accordi integrativi (il secondo dei quali non sottoscritto da Sei Toscana) con il conseguente incremento del corrispettivo di oltre 12 milioni di euro.
Il costo del servizio in sé, poi, merita un capitolo a parte. Secondo il Movimento 5 Stelle, infatti, nel contratto era prevista un’iniziale fase transitoria (si parla di una durata di sei mesi) al termine della quale l’Ato e Sei Toscana avrebbero avviato un confronto finalizzato a quantificare il compenso da versare. Accusa a prima vista balzana, ma che trova riscontro nel bilancio 2014 presentato da Sei Toscana. Nel documento si legge testualmente che “la più rilevante criticità affrontata nel 2014 è stata senz’altro l’assenza di un corrispettivo definito per lo svolgimento delle nostre attività”. In pratica per il primo anno di attività, la Sei Toscana da contratto avrebbe dovuto incassare una cifra calcolata sulla base dei servizi offerti prima dell’avvio della gestione di ambito. A dicembre 2013, l’Ato fissò questa cifra provvisoria in 104 milioni di euro, che “doveva poi essere sostituita dalla quantificazione definitiva a seguito dell’applicazione dei parametri di gara al progetto dei servizi esecutivo”.
Di questi soldi, però, la Sei Toscana nel 2014 ha potuto fatturare solo 98 milioni di euro, “poiché a pochi mesi dall’avvio della gestione, l’Ato ridusse il corrispettivo provvisorio in modo del tutto unilaterale e senza alcun collegamento con la concreta progettazione dei servizi”. Di fronte a quest’atto, Sei Toscana ricorre al Tar. Si apre un contenzioso che viene risolto con una bozza d’accordo: Sei Toscana si impegna a non incassare subito il dovuto e acconsente ad introdurre un sistema graduale che, nell’arco di quattro anni, dai 98 milioni di partenza arrivi ai 104 dovuti. E il resto? Costituirà “una voce di credito che potrà essere regolata al termine della fase transitoria attraverso un eventuale allungamento della concessione“. Tradotto: l’appalto viene prorogato. In ogni caso “la bozza di accordo è stata approvata dall’assemblea di Ato, nonché dal cda di Sei Toscana ed è attualmente in corso di definizione”. Si vedrà.
Nel frattempo, Sei Toscana non ha perso tempo per commentare l’inchiesta per turbativa d’asta della Procura di Firenze. “Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e auspichiamo che si compiano al più presto tutte le verifiche necessarie a chiarire il procedimento di aggiudicazione del servizio, la cui correttezza riteniamo che alla fine verrà dimostrata” ha detto il presidente del raggruppamento di imprese Simone Viti. Tranquillità assoluta, insomma, tanto che Viti ha anche sottolineato che “questa fase di approfondimento dell’indagine, avviata oltre due anni fa, è per noi, finalmente, un modo per far luce una volta per tutte sul nostro operato”. Intanto però Sei Toscana ha già all’attivo due esercizi di gestione dei rifiuti delle province di Arezzo, Grosseto e Siena che il primo anno hanno fruttato 1,8 milioni di utili. E nel frattempo ha concorso anche per l’affidamento del centro (Firenze, Prato e Pistoia) e della costa (Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa) della Toscana.