VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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martedì 29 luglio 2025

RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITÀ TOSCANA

DIFFONDIAMO LA NOTIZIA SULLA RACCOLTA DI FIRME. DAL BLOG DI ALTERNATIVA COMUNE DI PONTASSIEVE. (https://alternativacomunepontassieveblog.blogspot.com/2025/07/raccolta-firme-per-il-referendum.html)

Il gruppo di Alternativa Comune Pontassieve aderisce alla campagna di RACCOLTA FIRME per il REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITA'.

Occorrono 35.000 firme entro l'ultima settimana di SETTEMBRE

I MODULI sono stati consegnati in comune a Pontassieve.

PER FIRMARE BASTA RECARSI ALL'UFFICIO URP DI PONTASSIEVE 

  • TUTTE LE MATTINE DAL LUNEDI' AL SABATO, 

DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 12.30 

  •  MARTEDI' E GIOVEDI' 

ANCHE DI POMERIGGIO DALLE ORE 15.15  ALLE ORE 17.45.  

Qualche informazione sul Referendum. 

Comunicato ufficiale dei promotori: 

Sono passati 10 anni da quando fu approvata la RIFORMA del Servizio Sanitario Regionale in TOSCANA, legge 84/2015 (da noi definita SCHIFORMA).
Quella Riforma noi la contestammo democraticamente e fortemente e mai avremmo pensato che la partecipazione dei Cittadini venisse offesa e vituperata impedendo lo svolgimento del REFERENDUM Abrogativo. In Toscana, già patria della civiltà democratica, subimmo e vivemmo la stagione buia dello strapotere politico.

Eppure non occorreva essere profeti per prevedere le sventure che si sarebbero verificate. Purtroppo.
Da subito contestammo l’idea fondante e  cioè che “riducendo il numero delle Asl e concentrando in poche mani i livelli di programmazione, direzione e gestione si potessero ottenere risparmi economici, miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi”. Questa idea non trovava riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e internazionali dimostravanono che – nove volte su dieci – le macrofusioni organizzative in sanità producevano l’effetto contrario: facevano aumentare i costi e riducevano l’efficienza e la qualità dei servizi”.
Altra critica formulata riguardava “il gigantismo organizzativo” che in sanità non paga: aumenta la complessità organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali.
Nel complesso lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente costosi “producono migrazioni di massa verso il settore privato, soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche questo era un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del definanziamento del servizio sanitario pubblico. ll mix che porta alla privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta”.
Ed oggi purtroppo, ripeto, purtroppo il sistema è andato in progressiva sofferenza. Lunghi tempi di attesa, liste chiuse, difficoltà di accesso per motivi economici o di residenza. Desta vergogna pensare che 220.000 cittadini toscani rinunciano alle cure per motivi economici.  

Dopo 10 anni è tempo di verificare l’attuazione della legge di riforma del 2015. Chiediamo e ci chiediamo:
- Ha migliorato il Servizio Sanitario Regionale?
- Le AUSL di Area Vasta hanno semplificato o complicato la gestione?
- I Presidi Ospedalieri hanno migliorato o peggiorato la capacità di ricovero? 
- I tempi di attesa per un ricovero programmato sono aumentati o diminuiti?
- Il numero dei posti letto ospedalieri sono aumentati o diminuiti?
- I tempi di attesa per prestazioni di diagnostica e specialistica sono aumentati o ridotti?
- Gli Ospedali periferici/zone disagiate/di zona sono stati potenziati o ridimensionati?
- Il Pronto Soccorso dei Presidi Ospedalieri garantisce una migliore risposta o è peggiorato?
- Sono state attivate le Case della Salute/Comunità con tutti i servizi socio-sanitari previsti? 
- Le posizioni dirigenziali/ dipartimentali/struttura/professionali sono aumentate o ridotte?
- Il territorio è stato valorizzato?
- Le risorse sono state redistribuite tenendo conto delle realtà periferiche?
- I Sindaci riescono a indirizzare la programmazione socio-sanitaria in area vasta?
- II Bilancio regionale della sanità dal 2015 ad oggi ha registrato economie di scala oppure disavanzi con obbligo di tassazione aggiuntiva? 
- Le prestazioni richieste in libera professione sono aumentate o ridotte?
- Il ricorso al Privato è aumentato o ridotto? 
- Il ricorso a rapporti atipici (tipo a gettoni) ha influito nella qualità assistenziale?
- Nel campo della Prevenzione (Igiene e sicurezza luoghi di lavoro, Alimenti, veterinaria ecc.) ci sono stati miglioramenti?

A nostro modo di vedere, complessivamente, il SERVIZIO SANITARIO REGIONALE è peggiorato. La Legge che ha imposto le Aree Vaste ha fallito. Non c’è giorno che non vengano denunciate carenze organizzative:
1) Elba.  Forse è anche un optional avere all’Elba un cardiologo fisso che in caso di urgenza potrebbe salvare la vita?
2) Massa. “devo prenotare un esame per mio padre per il prossimo Settembre/Ottobre presso il NOA di Massa ma la lista è chiusa.
3) Livorno. “Siamo alla follia nel mese di gennaio all'ospedale di Cecina è stato sospeso il servizio ambulatoriale della terapia del dolore, i malati non riescono ad avere appuntamenti nei tempi previsti per rinnovare piani terapeutici”
4) Empoli. Peggiora la situazione del Pronto Soccorso 
5) Lucca. Pronto Soccorso Odissea nello strazio. Turni infernali
6) Grosseto. Si sente male in Ospedale: mezz’ora per soccorrerla
7) Prato. Caos Emergenza, Per CGIL il sistema è sbagliato
8) Pistoia. Ospedale Caos. Ricoveri Impossibili
9) Arezzo. I Sindaci sulla nomina del D.G. “Non possiamo esprimere alla Conferenza nessun parere perché il messaggio che la Regione ci ha dato è stato chiaro: nella sostanza il nostro consenso è irrilevante.”

Quando interpelli gli Operatori Sanitari ricevi conferme del disastro provocato dalla SCHIFORMA:
- l’accorpamento ha allungato eccessivamente le linee gestionali, emarginando i territori;
-  la creazione di dipartimenti multi provinciali ha creato strutture così grandi da influire negativamente sulla gestione rendendo impossibile una reale partecipazione degli operatori;
- alla fine gli organismi di partecipazione dei professionisti (consiglio dei sanitari, ufficio di direzione) sono stati esautorati ed il potere è stato concentrato nella triade di vertice, escludendo rappresentanti dei territori e dei professionisti;
- Sotto il profilo economico i presunti risparmi derivanti dalla concentrazione sono stati riassorbiti dalle strutture di controllo necessarie alla gestione di macroaziende.

                            Per questo siamo tornati 
e proponiamo un REFERENDUM CONSULTIVO per dare ai Cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente.
                                                             
 QUESITO REFERENDARIO 

“Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015 (“Riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla l.r. 40/2005”), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”
 
Ciò al fine  di garantire un piu’ efficace coinvolgimento delle comunità  locali necessario per una migliore analisi dei bisogni e delle esigenze dei cittadini toscani, nonché una piu’ adeguata e coerente risposta organizzativa, gestionale e socio- assistenziale  in particolare sulle liste di attesa, ricoveri e accesso al pronto soccorso.

Per il Comitato Promotore
Giuseppe Ricci - Eva Giuliani - Oreste Giommoni 


QUI elenco aggiornato di tutti i comuni dove si può firmare

QUI, RELAZIONE ILLUSTRATIVA per saperne di più. 

venerdì 7 marzo 2025

Italia Nostra: SENTENZA del Consiglio di Stato annulla autorizzazione della Regione Toscana per parco eolico sul Monte Amiata.

Dal sito di Italia Nostra 

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1872 pubblicata il 5 marzo 2025, ha accolto l’appello proposto da Italia Nostra ed alcuni residenti, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Michele Greco, ed ha annullato gli atti con i quali la Regione Toscana ha autorizzato la realizzazione di un parco eolico nel Comune di Roccalbegna, sul Monte Amiata.

Si tratta di una sentenza storica, non solo per il risultato ottenuto, che impedisce la realizzazione di un campo eolico in una località di immenso valore ambientale e paesaggistico, ma anche perché il Consiglio di Stato ha affermato una serie di principi che sono destinati a fare giurisprudenza.

Nella sentenza si afferma infatti, che “l’impatto visivo è uno degli impatti considerati più rilevanti fra quelli derivanti dalla realizzazione di un campo eolico” e che “il paesaggio, quale bene potenzialmente pregiudicato dalla realizzazione di opere di rilevante impatto ambientale, si manifesta in una proiezione spaziale più ampia di quella riveniente dalla sua semplice perimetrazione fisica consentita dalle indicazioni contenute nel decreto di vincolo. In altri termini, il paesaggio si manifesta in tali casi quale componente qualificata ed essenziale dell’ambiente, nella lata accezione che di tale bene giuridico ha fornito l’evoluzione giurisprudenziale, anche di matrice costituzionale.

Il Consiglio di Stato, nell’accogliere i motivi di ricorso proposti dall’Avv. Greco, ha precisato inoltre che il soggetto che propone il progetto è tenuto a svolgere una “analisi del territorio attraverso una attenta e puntuale ricognizione e indagine degli elementi caratterizzanti e qualificanti il paesaggio, effettuata alle diverse scale di studio (vasta, intermedia e di dettaglio) in relazione al territorio interessato alle opere e al tipo di installazione prevista. Le analisi debbono non solo definire l’area di visibilità dell’impianto, ma anche il modo in cui l’impianto viene percepito all’interno del bacino visivo”.

Importante, inoltre, il richiamo del Consiglio di Stato alle aree non idonee ad accogliere impianti eolici inserite nel Piano ambientale ed energetico della Regione Toscana (PAER), richiamo che ne conferma il valore precettivo più volte messo in discussione da altre sentenze.

Infine, nella sentenza è stato riconosciuto alla Soprintendenza il ruolo che le spetta, troppo spesso disatteso, ed è stato anche ribadito che gli strumenti urbanistici non possono essere vanificati senza adeguate istruttoria e motivazione.

La sentenza dimostra, in altre parole, che i valori costituzionali, ambiente e paesaggio non possono essere contrapposti e che la loro tutela non può essere sacrificata in ragione della normativa di favore per le rinnovabili, che in questi ultimi anni è stata ampliata oltre ogni limite. 

venerdì 15 novembre 2024

ITALIA NOSTRA: La Legge Marson compie dieci anni.


La Legge Marson compie dieci anni: un testo autenticamente innovativo in una Toscana dove c’è ancora troppo cemento.

Commento del Prof. Gian Franco Cartei pubblicato sul Corriere F.no del 10 novembre 2024

"Il 10 novembre ricorreva il decennale della legge toscana sul governo del territorio, meglio nota come legge Marson, dal nome dell’assessore regionale della Giunta presieduta da Enrico Rossi.
All’epoca della sua approvazione fu una legge profondamente innovativa sul piano nazionale. 
Introdusse, infatti, una prospettiva nuova rispetto ai canoni della vecchia urbanistica: pose al centro la nozione di patrimonio territoriale; promosse la conservazione delle risorse naturali; privilegiò il riuso del suolo già urbanizzato; valorizzò il principio della partecipazione al processo urbanistico. E non ultimo scalfì il dogma, all’epoca sacralizzato, della autonomia dei Comuni nelle scelte urbanistiche. Il compendio di tutto questo fu il contrasto al consumo di suolo agronaturale che soprattutto in quegli anni, anche in Toscana correva sulla spinta di interessi troppo spesso speculativi". ( Leggi Tutto)

FONTE ITALIA NOSTRA https://italianostrafirenze.wordpress.com/2024/11/12/la-legge-marson-compie-dieci-anni-un-testo-autenticamente-innovativo-in-una-toscana-dove-ce-ancora-troppo-cemento/#like-31621


sabato 11 novembre 2023

Osservazioni a Sue interviste pubbliche rilasciate a seguito dell’alluvione del 2 e 3 novembre u.s

Eugenio Giani Presidente Regione Toscanaregionetoscana@postacert.toscana.it

e p.c.

Giunta Regionale Toscana regionetoscana@postacert.toscana.it

Presidente e Consiglieri del Consiglio Regionale Toscano
consiglioregionale@postacert.toscana.it

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze
prot.procura.firenze@giustiziacert.it

Piana Fi-Po-Pt, 11 novembre 2023

Oggetto: Osservazioni a Sue interviste pubbliche rilasciate a seguito dell’alluvione del 2 e 3 novembre u.s.

Egregio Presidente,
nelle Sue dichiarazioni del 4 e 5 novembre, andate in onda sabato 4 novembre su TGTVL ore
20:30 https://www.youtube.com/watch?v=RYWQJvsORo0&t=264s riprese poi domenica 5
novembre da TGCom 24 alle ore 9:30, in risposta al Sindaco di Prato sulla responsabilità
dell’accaduto, Lei attribuiva parte della colpa di quanto è successo agli stessi Sindaci, che con
varianti ai Piani Regolatori hanno nel tempo richiesto di effettuare nuove edificazioni, con
conseguente maggiore consumo di suolo.

A tale riguardo, per il futuro, ha giustamente minacciato future bocciature nei confronti di richieste di nuove costruzioni in presenza di evidenti rischi idrogeologici sul territorio. (“che nessun Sindaco mi venga poi a presentare piani urbanistici dove io stamattina ho visto l’acqua”).

Proprio il recente Rapporto ISPRA 2023 sul Consumo del Suolo evidenzia a pagina 17 la massiccia impermeabilizzazione della Piana a discapito del Parco Agricolo (soggetto ordinatore) ed in particolare il Comune di Campi Bisenzio (pagina 26), in precedenza amministrato da Fossi e Monni, si pone al terzo posto in Toscana, per consumo di suolo del proprio territorio con l’8,86%, rispetto agli anni 2021/2022.

Infatti nel caso di Campi Bisenzio, proprio l’allora Sindaco e Assessore all’Ambiente, oggi
rispettivamente Segretario Regionale PD e Assessore Regionale all’Ambiente, hanno contribuito a questa abnorne cementificazione, che ora Lei vuole tardivamente proibire, addirittura evitando di ricercare i presunti compevoli dell’eccesso di cementificazione come dichiarato nell’intervista del Tirreno, questo forse perché la stragrande maggioranza dei responsabili sarebbe targata PD. Confidiamo che non sia solo per rabbonire i cittadini rimasti sott’acqua e fango.

In particolare l’ultima Giunta Fossi ha approvato la proposta Polistrade per collocare una Grande
struttura di vendita, non esattamente indispensabile per i bisogni fondamentali degli abitanti, in
un'area agricola di salvaguardia idrogeologica, quindi con l’assenso della Regione Toscana. Per
tale area sono necessarie vasche di laminazione e casse di espansione da collocare nel corridoio ecologico inserito nel Pit-Ppr e nel Parco agricolo della Piana, nonostante le argomentazioni critiche e tecniche degli abitanti della zona corredate da firme e da un esposto, che pende presso la Procura della Repubblica di Firenze.

Registriamo poi le dichiarazioni rilasciate alla testata La Nazione, dal Segretario Generale
dell’Autorità distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Gaia Checcucci, che a suo dire, Lei in
qualità di Presidente della Regione, in base alla legge, Lei sarebbe anche commissario per il
dissesto idrogeologico, con poteri pressoché illimitati per superare ogni ostacolo burocratico. Se
questo rispondesse a verità a termine di legge, ci domandiamo cosa ha fatto Lei e la Regione
Toscana per prevenire e/o attenuare l’accaduto sulla base della prevenzione primaria e
secondaria, così come previsto dall’ art. 191 del TFU.

Ulteriore considerazione sulla legge 65/2014 che nel corso degli anni è stata smontata pezzo per
pezzo, solo perché prevedeva Zero consumo del suolo, cosa che Lei oggi a distanza di anni
vorrebbe riproporre quale “paladino ambientalista”, come si evince dall’intervista di ieri 10
novembre sul Tirreno “non dobbiamo consentire neppure un centimetro di cemento in più
nelle zone allagabili
”, cercando di eludere le responsabilità politiche di tali scelte che sono da
attribuire solamente ed esclusivamente al Partito Democratico, disconoscendo come in qualità di Presidente del Consiglio Regionale prima, e come Presidente della Regione poi, Lei ha partecipato in prima persona a quelle scelte.

A fronte del Suo comportamento e suprattutto delle Sue dichiarazioni, fatti salvi i principi di Zero
consumo suolo che noi condividiamo, non comprendiamo come Lei allora possa continuare a
sostenere la necessità della nuova pista aeroportuale, che impermeabilizza complessivamente
ulteriori 150ha di terreno.

Terreno quest’ultimo ad elevatissimo rischio idrogeologico, al quale si frappongono due
barriere, la duna antirumore fronte Polo Scientifico e la nuova pista, tagliando
trasversalmente quella parte di Piana su cui si innesta il Fosso Reale, che anche in ques’ultima
alluvione ha rotto gli argini (argini di 6/8 mt di altezza).

Ci domandiamo come sia possibile che il Consorzio di Bonifica accetti passivamente la
cancellazione della vasca di laminazione fronte Polo Scientifico; forse perché soggiace alle
pressioni politiche regionali?

Inoltre la stessa Regione Toscana, nella conclamata situazione di rischio indrogeologico, non
ha nulla da obiettare contro la soluzione prospettata riguardo l’interramento sotto la nuova pista
di Via dell’Osmannoro, interramento del traffico veicolare che sulla base delle Sue dichiarazioni
e di quelle dell’Assessore all’Ambiente, circa la giusta “imprevedibilità degli eventi”, risulterebbe
palesemente rischioso e una omissione al principio di precauzione di cui all’art. 191 del TFU?
Ciò posto ed evidenziato che l’Amministrazione da Lei presieduta ha il timore di incontrarci per
discutere, anche pubblicamente e nel merito, la questione aeroportuale fiorentina, prendiamo
atto del rifiuto ad un confronto da parte dell’Assessore Monni, e della Presidente della IV
Commissione De Robertis, nonostante le richieste ufficiali già protocollate.

Ribadiamo che le prescrizioni del Decreto di VIA 0676/2003 sul vecchio aeroporto sono ancora
valide ed operanti, a dispetto dei tentativi degli Uffici Tecnici, di scaricare le responsabilità della
Regione Toscana.

Confermiamo che tutte le motivazioni addotte per NON effettuare le prescrizioni previste del
Decreto di VIA non hanno NESSUN titolo e fondamento, anzi sono frutto di abusi, omissioni e
false dichiarazioni pubbliche (come da nostra comunicazione anche alla Procura della
Repubblica) e come si evince dalla documentazione che alleghiamo.

Infatti la Regione Toscana ha pubblicamente dichiarato, nello sponsorizzare la nuova pista, che
lo sviluppo aeroportuale su quella attuale NON è mai stato effettuato, pensando così di non essere richiamata agli obblighi anche di legge, sia come soggetto “controllore” ma pure come maggiore azionista di ADF sarebbe stata obbligata, anche con notevole esborso economico.

La conferma inequivocabile delle false dichiarazioni pubbliche ripetutesi negli anni, circa il mancato obbligo, risulta evidente nel documento redatto in forma congiunta da Regione Toscana, ENAC, ENAV e ADF.

Documento di valutazione tecnica datato 12 dicembre 2008 che a pagina 14 (allegato a) così
recita: “Sono stati effettuati tutti gli interventi tecnicamente fattibili ed autorizzati nell’ambito
della procedura VIA del master plan 2001-2010”; certificando, quindi, gli interventi prescritti in
procedura di VIA e dallo stesso master plan 2000/2010. Così facendo la Regione Toscana
dichiarava l’avvenuto sviluppo aeroportuale, arrogandosi, insieme ad altri, il diritto ad una
“ratifica” tecnica di valutazione delle prescrizioni, valutazione che spettava unicamente al
Ministero dell’Ambiente (come peraltro invocavano gli stessi Uffici Tecnici regionali).

Tutto ciò è stato giustificato anche con due ulteriori falsi testi tecnici riportati a pagina 13 del
suddetto documento, ovvero la mancata costruzione della via di rullaggio per l’interferenza della
A/11 e il loop in testata 23 previsto anche nel masterplan. Invece a pagina 56 del Masterplan
2001/2010, approvato in linea tecnica da ENAC (capitolo 6.5.2. via di rullaggio e bretelle di
collegamento), si dichiara esattamente il contrario a testimonianza delle apodittiche
interpretazioni della Regione Toscana, della quale si capisce la volontà di non voler controllare,
né fare istruttorie sullo status aeroportuale.

Un’ulteriore prova di false comunicazioni circolate a vario livello è quella riguardante
l’impossibilità tecnica dell’interramento della parte finale della A/11. Impossibilità non sostenuta
neppure dal masterplan 2001/2010 ADF (allegato b), approvato in linea tecnica da ENAC e
autorizzato con Decreto di VIA che a pag.55 così recita:
<..”un ulteriore incremento del carico pagante al decollo (da Rwy 23) potrebbe ottenersi con l’eliminazione degli ostacoli nuovi, rappresentati dai veicoli transitanti sull’Autostrada A/11-Firenze Mare, mediante interramento di quest’ultima. L’esecuzione di tale intervento (non facente parte di questo Piano) permetterebbe inoltre di rispettare, da una parte le limitazioni imposte dagli Artt.715 e 715 bis del Codice della Navigazione”; aggiunta nota, “nelle direzioni di atterraggio non possono essere costituiti ostacoli a distanza inferiore ai 300mt dal perimetro dell’aeroporto e da altra parte di poter installare in testata pista 05 un sentiero luminoso di avvicinamento, del tipo simple approach lighting system”. Circa il potenziamento della pista di volo sino a 1800mt. (a nord della testata 23), si ribadisce che tale intervento non è stato incluso nel presente Piano di Sviluppo per le motivazioni di cui al sopracitato Accordo di Programma del 1991. Pur tuttavia non va sottaciuto che l’eventuale allungamento della pista di 150 mt. oltre gli attuali 1650 mt., consentirebbe sia un apprezzabile incremento dei benefici connessi all’aumento del carico pagante (circa il 15% secondo le simulazioni della Bae) sia di poter accogliere sullo scalo aerei con più elevate caratteristiche prestazionali e bassissimo inquinamento acustico.>

Pertanto come è possibile affermare che quella prescrizione, insieme alle altre tutto’ora
pendenti, “non puo essere tecnicamente effettuata“, quando sia il Ministero, ENAC, ADF e la
stessa Regione (pure azionista di ADF), in qualità di soggetto partecipante alla procedura di
VIA, l’hanno approvata? C’è da pensare che sia stato fatto a loro insaputa?

Tutto ciò comunicato e dichiarato, ribadendo la nostra disponibilità a confronti tecnici in
qualsiasi sede, Le chiediamo una risposta ufficiale, come Presidente della Regione Toscana, in
merito alle presunte ragioni tecniche a fronte delle quali le precedenti prescrizioni di safety e
sanitario ambientale non dovrebbero essere oggi messe in atto. Con tali pretesti, non veritieri, il
Governo della Regione promuove la realizzazione del nuovo aeroporto, anche in presenza di
evidenti ed imprevedibili rischi idrogeologici, in un territorio a rischio esondazione, ampiamente
urbanizzato ed inquinato.

Associazione VAS Onlus, Italia Nostra Firenze, Fridays For Future Firenze, Presidio No Inceneritori No Aeroporto, Comitato Sorvolati Brozzi,Peretola,Quaracchi,Le Piagge, Alterpiana Firenze Prato Pistoia / Alterlab, Medicina Democratica Firenze, Comitato No Tunnel TAV Firenze, Orto Collettivo, Comitato Difendiamo la Nostra Salute Prato Sud, Coordinamento Comitati per la Salute della Piana PO-PT, Comitato Ambientale di Casale, Quaracchi, Comitato Oltre Carmignano Poggio a Caiano, Comitato Mente Locale della Piana – Campi Bisenzio, Osservatorio Ambientale - Prato

domenica 5 novembre 2023

INONDAZIONE DEL 2 NOVEMBRE - COMUNICATO STAMPA

Firenze, Prato, Campi Bisenzio, 4 novembre 2023

Qualcuno direbbe che è troppo semplice criticare oggi in una situazione di conclamata catastrofe, ma noi lo abbiamo detto da tempo, ovviamente inascoltati.

Evidentemente il 1966, di cui ricorre domani l’infausto ricordo, non ha insegnato nulla!
E’ vero che queste tempeste non sono assolutamente prevedibili per intensità e luogo di impatto, ma se si aiuta ad aumentare i rischi, facendo esattamente il contrario di quello che la logica, la precauzione e i piani di bacino prevedono, non possiamo poi lamentarci dei danni derivati.

Esistono leggi, promesse, pronunciamenti ufficiali sul consumo ZERO del suolo, evitando così ulteriori impermeabilizzazioni ed inquinamenti, ma poi chi amministra a partire dalla Giunta Regionale a quella Metropolitana di Firenze si comporta in maniera diametralmente opposta.

Valga l’esempio di Campi Bisenzio con la grande struttura di vendita in via Palagetta in un ambito agricolo di salvaguardia idraulica deliberata anni fa dal PD locale, di cui l’Assessore Monia Monni, era colonna portante e che ora pubblicamente piange .. la sua, … “la mia Campi”!
Assessore, oggi Regionale, che condivide in pieno il progetto del Nuovo Aeroporto che prevede una ulteriore impermeabilizzazione di suoli per oltre 140ha oltre ai 100ha esistenti, con ulteriori ed evidenti rischi idrogeologici proprio per “la sua Campi”!

C'è ben altro su cui dovrebbero concentrarsi Giani e la sua Giunta, investendo nella salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico su cui non si è fatto quasi nulla visto che vanno sott'acqua anche gli ospedali in Toscana, perché se è vero che questi eventi sono imprevedibili per la portata, è anche vero che “il principio di precauzione” prevedrebbe azioni diametralmente opposte a quelle effettuate dalla Giunta Regionale.

La tracimazione dell’Ombrone Pistoiese a Quarrata, dei torrenti Furba, Bardena, Stella, Bure,
Fermulla, oltre al Bisenzio esondando sia a Prato come a Campi Bisenzio sono il frutto della
mancata prevenzione e della “tolleranza” al continuo aumento dell’impermeabilizzazione dei
suoli.

La cosa più importante e allo stesso tempo pericolosa che ci è stata insegnata giovedì sera, è che i fiumi e torrenti NON hanno rotto, gli argini hanno tenuto e quindi hanno TRACIMATO!
Questo dovrebbe far pensare il Presidente GIANI che solo ora si è accorto del riscaldamento locale e globale con il conseguente Cambiamento Climatico, che i modelli probabilistici sui rischi idraulici/idrogeologici di 30 anni fa, non sono più adeguati alle situazioni attuali, ovvero alla violenza delle precipitazioni (Bombe d’Acqua).

Ciò impone una rivisitazione dei calcoli probabilistici, con l’ampliamento del “delta” per i T.R. (tempi di ritorno) decennali, trentennali e duecentennali Q(Tr200), con divagazione naturale dei fiumi e torrenti entro i propri alvei naturali, e limitrofi ambiti di rispetto, ovviamente con l’aggiunta di appropriate casse di espansione.

Se non bastano 3 ospedali allagati per capire tutto ciò, ci domandiamo di cosa altro necessita ancora la politica per non essere più subalterna alle lobby di interesse.
Quello che abbiamo visto nei giorni scorsi, con Campi Bisenzio e i Gigli allagati, con tutta la piana sotto l’acqua, specialmente sulla parte finale dell’ipotetica testata pista 11, con il previsto interramento di via dell’Osmannoro con un transito giornaliero di oltre 30.000 veicoli proprio in prossimità del Fosso Reale, che ovviamente risentirà delle due barriere cementificate (la Pista e la Duna Antirumore fronte Polo ed alta ben 12 metri) non potranno che essere il preludio a nuovi disastri.

LA POLITICA E’ AVVERTITA, NON POTRA’ PIU’ DIRE IO NON SAPEVO!

STOP CONSUMO SUOLO, STOP NUOVO AEROPORTO, SI’ ALLA TUTELA E

SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DEI FIUMI.

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Associazione VAS Onlus, Italia Nostra Firenze, Comitato Difendiamo la Nostra Salute PratoSud

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana PO-PT, Comitato no aeroporto di Prato e

Provincia, Comitato Ambientale di Casale, Circolo Legambiente “di là d’Arno” Lastra a Signa,

Comitato Sorvolati Brozzi, Peretola, Quaracchi, Comitato Oltre Carmignano Poggio a Caiano,

Comitato Mente Locale della Piana – Campi Bisenzio, La Piana contro le nocività – Presidio No

Inceneritori No Aeroporto, Alterpiana Firenze Prato Pistoia / Alterlab, Associazione No Tunnel

TAV Firenze, Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve, Comitato Valdisieve,

Osservatorio Ambientale – Prato, Forum Toscano Movimenti per l’Acqua, ADiC Toscana Aps,

Comitato Acqua Bene Comune Valdarno, Associazione Acqua Bene Comune Pistoia e

Valdinievole Odv, Associazione Alleanza Beni comuni Pistoia Odv, Comitato Obiettivo Periferia

Pistoia, Comitato Trasparenza per Empoli, Comitato Acqua pubblica Arezzo, Confederazione

Cobas Pistoia; Atto Primo Salute Ambiente Cultura Odv,

pdf https://docdro.id/nN1ZKPk 


martedì 2 maggio 2023

14 MAGGIO: Incontro regionale dei Comuni e delle Comunità Rifiuti Zero, aperto a tutti.

La finalità di questo incontro è quella di riunire una serie di tecnici, industriali e amministratori per dar vita ad un dibattito sul piano regionale per la gestione dei rifiuti, discutendo con i numeri alla mano e tenendo presenti le direttive Europee.

Sarà una giornata con intento formativo dove cercheremo di sfatare i falsi miti sugli inceneritori e supportare gli argomenti a favore dell'economia circolare, facendo parlare casi ed esempi tangibili.
In questa occasione verrà brevemente presentata anche la certificazione Europea Zero Waste per i Comuni e le attività commerciali.

Nel pomeriggio avranno spazio i Comitati cittadini per riportarci il punto di vista dal basso, di quanto sta succedendo nei vari territori.

Al piacere di ritrovarci insieme il 14 Maggio, per una migliore organizzazione reciproca, per favore fateci avere un riscontro circa la Vs partecipazione e rimango a disposizione. 


      FACCIAMOCI SENTIRE Emoji

       Grazie e saluti 
        --
       Laura Lo Presti
       Zero Waste Italy

      email: laura.zerowasteitaly@gmail.com 

mercoledì 22 giugno 2022

Dal Governo avviso a GIANI per le modifiche alla legge Marson

AGGIORNAMENTO: Il Governo rinuncia a ricorrere alla Corte Costituzionale, purchè si torni in aula per trovare possibili soluzioni.



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Arriva una bella doccia fredda direttamente dal Governo, al presidente della Regione Toscana e al PD che hanno voluto SEMPLIFICARE gli iter di approvazione dei progetti, piani, varianti in tema di urbanistica e Pnrr e Pnc. In pratica è stata tolta la Pocedura di VAS (valutazione ambientale strategica) e per le conferenze di co-opianificazione, ridotto a 30 giorni eventuali pareri, altrimenti ci sarà il silenzio assenso. E ancora: i progetti eventualmente approvati diventano automaticamente variante agli strumenti urbanistici. 

Non è ancora chiaro su che cosa sarà fatto ricorso.  Sicuramente le care e amate semplificazioni, potrebbero avere le ore contate. La Legge cosidetta Marson (dell'allora Assessore della Regione Toscana con delega all'Urbanistica, Pianificazione del territorio e Paesaggio, Anna Marson), la n. 65/2014, era un fiore all'occhiello per la Toscana e spunto per le altre regioni. Semplificazioni avvenute grazie alla proposta di Legge 92/2021 , contrari CGIL e M5S. 

Articolo integrale su "Il Corriere Fiorentino"


Seguiremo gli sviluppi.

 

giovedì 16 giugno 2022

ODEON, UN LUOGO SPECIALE CHE MERITA UN FUTURO MIGLIORE

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/homepage/2022/05/31/odeon-un-luogo-speciale-che-merita-un-futuro-migliore/] con licenza BY-NC-SA 3.0.  

Di Francesca Conti - 31 Maggio 2022

L’annunciata trasformazione del Cinema Odeon in una sorta di spazio libreria polivalente con il cinema ridotto alla sola galleria diventando di fatto un’attività secondaria è qualcosa che a Firenze purtroppo non stupisce. Conferma l’assenza di qualsiasi ripensamento sia delle politiche culturali che dell’inevitabile trasformazione del centro storico.

Come in un tetris inesorabile l’operazione Odeon-Giunti è l’ennesimo mattoncino che contribuisce all’espulsione non solo dei residenti, ma anche di chi si ostina a frequentare il centro per le poche iniziative culturali dedicate a chi la città la vive. L’Odeon grazie alla programmazione dei film in lingua originale e anche di classici del cinema ha continuato ad attrarre fruitori e amanti del rito della proiezione. Sicuramente la decisione, presa diversi anni fa da parte della Regione Toscana, di spostare la 50 giorni di cinema internazionale al Teatro della Compagnia non ha aiutato la frequentazione del cinema Odeon, i cui titolari, dopo le chiusure dovute al Covid, hanno messo in piedi una programmazione stanca e piuttosto ripetitiva. Nonostante tutto questo l’Odeon ha continuato finora ad essere frequentato da un pubblico molto fidelizzato e affezionato. L’appello, firmato in pochi giorni da più di 6.000 persone ne è stata la dimostrazione.

Cinema Odeon FirenzeIl progetto presentato nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo l’uscita della petizione ha soltanto confermato i sospetti di chi aveva fin dall’inizio criticato il progetto. Una libreria con palco per i concerti, con uno schermo a scomparsa e con merchandising vario e, ciliegina sulla torta avvelenata, qualcosa legato al cibo, ma ancora molto fumoso.

Eppure in quella zona le librerie simili sono già tre; Red, Melbooks e Feltrinelli. A che scopo una nuova libreria? Ma soprattutto per quali clienti? Non solo, il progetto presentato suona come qualcosa di già sentito. Viene in mente la catena FNAC che in Italia chiuse diversi anni fa perché evidentemente quel tipo di operazione non incontrava una clientela numerosa. Alla luce di tutto questo, il sospetto che si possa puntare tutto sulla ristorazione è sacrosanto. In quel caso il target sarebbe chiaro: i turisti.

La prospettiva peggiore è che la nuova libreria-cinema-bar non funzioni, chiuda i battenti e dopo qualche anno l’ormai ex-Odeon diventi l’ennesimo vuoto che poi verrà colmato con una struttura ricettiva o con l’ennesima mangiatoia. Sono tante le ferite aperte in città e per questo la reazione da parte di molti è stata di rabbia e critica feroce. Si pensi al Cinema Universale che prima è stato trasformato in un locale e poi in appartamenti, oppure al Gambrinus, sempre di proprietà della famiglia Germani, trasformato in un Hard Rock Cafè. Per non parlare dell’Apollo, del Supercinema, del Teatro Nazionale e dell’Astra due, altra proprietà Germani.

Cinema OdeonOltre al tema dell’espulsione dei residenti e degli amanti del cinema, l’altro tema centrale è quello della cultura. Molte delle voci che si sono schierate a favore dell’operazione Giunti-Odeon hanno sottolineato il fatto che lo spazio è privato e che in fondo il privato può fare quel che vuole. Ma la cultura di una città non è una questione privata, è questione pubblica che riguarda tutti e tutte. Dovrebbe riguardare prima di tutto l’amministrazione che potrebbe e dovrebbe dire la sua su un’operazione di questo genere. Scontato che non sarà da questa amministrazione che arriverà un’inversione di tendenza, anzi.

Il Cinema Odeon ha certamente una proprietà, ma appartiene al tempo stesso alla città e ai suoi frequentatori. La bellissima sala realizzata da Alfonso Coppedè e Marcello Piacentini, le prime che ha ospitato, la programmazione in lingua originale, i classici restaurati. Su tutto questo non si può tirare una linea senza coinvolgere chi ha promosso e firmato l’appello. L’appello è stato in qualche modo un atto di amore, amore che sembra mancare a chi presenta per un luogo speciale un progetto stanco, figlio dell’altro ieri. Sarebbe bello che l’Odeon venisse affidato a qualcuno che è pronto ad una sfida verso il futuro e a investire soldi, intelligenza, preparazione e cultura in uno dei luoghi simbolo di Firenze.

Francesca Conti 

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Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/homepage/2022/05/31/odeon-un-luogo-speciale-che-merita-un-futuro-migliore/] con licenza BY-NC-SA 3.0. 

giovedì 14 aprile 2022

Di Italia Nostra: Deregulation urbanistica in Toscana, ovvero come si snatura la Legge Marson

Italia Nostra condanna totalmente il preoccupante emendamento approvato dalla competente Commissione e che il Consiglio Regionale si accinge a licenziare con l’obiettivo di “semplificare” le nuove procedure urbanistiche e ambientali, in deroga alla legge 65/2014.( Leggi Tutto - sotto)

Profondo dissenso ed allarme per le gravi conseguenze, in termini di consumo di suolo e di stravolgimento del territorio, si levano anche da altre parti: “Diciamo no alla deregolamentazione delle norme urbanistiche e della tutela del paesaggio. Questo emendamento dà il via ad un aumento delle cubature. Fermatevi!” tuona il segretario della CGIL Toscana M. Brotini. Anche l’Istituto nazionale di Urbanistica ( INA) ha scritto al Consiglio Regionale: “La legge comprime la partecipazione e la stessa base di militare di Coltano, dentro il Parco di San Rossore, se finanziata con il PNRR, non verrebbe sottoposta ad alcuna valutazione paesaggistica…”.                                                                            Fonte: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/04/14/deregulation-urbanistica-in-toscana-ovvero-come-si-snatura-la-legge-marson/
--> Italia Nostra condanna totalmente il preoccupante emendamento approvato dalla competente Commissione e che il Consiglio Regionale si accinge a licenziare con l’obiettivo di “semplificare” (questo l’apparentemente rassicurante termine utilizzato) le nuove procedure urbanistiche e ambientali, in deroga alla legge 65/2014 (nota come Legge Marson dal nome dell’assessore che fortemente la volle e fece approvare nel 2014). 

In realtà, l’emendamento di cui si sta parlando vuole garantire mani libere e rapidità, in forma di corsia preferenziale, con eliminazione della Valutazione di Impatto Ambientale/VAS e riducendo i tempi per l’approvazione in co-pianificazione a trenta giorni (con il silenzio-assenso che scatterebbe automaticamente alla scadenza) alle amministrazioni comunali, almeno riguardo all’approvazione dei progetti PNRR, quelli finanziati dall’Europa. 

In tempi di disastrosi interventi attuati all’insegna di una palmare deregulation urbanistica, in Toscana e in Italia, che contraddicono con chiara evidenza gli impegni per la transizione ecologica sottoscritti alla scala internazionale, non tranquillizzano le rassicurazioni del Consigliere Capogruppo dei Democratici Vincenzo Ceccarelli, riguardo al carattere “eccezionale e transitorio” della norma che ora si vuole introdurre per realizzare il più velocemente possibile i progetti pubblici del Recovery Fund. 

In realtà, la nuova norma consentirebbe altresì di approvare varianti in deroga alla Legge Marson anche per “opere diverse da quelle pubbliche o di pubblica utilità”: ciò che porterebbe inevitabilmente a licenziare interventi anche speculativi, con ulteriore consumo di suolo ad esclusivo vantaggio dei privati.

Ulteriori preoccupazioni scaturiscono dal messaggio del Consigliere Capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli, quando preannuncia “la disponibilità della giunta [e] un tavolo per la modifica generale della legge 65”. 

Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze Il Presidente Leonardo Rombai Firenze, 14 aprile 2022

mercoledì 26 gennaio 2022

WWF: FORESTE IN PERICOLO - LE MINACCE AGLI ECOSISTEMI FORESTALI

PER SEGNALAZIONI: https://www.forestsforlifetoscana.it/cosa-puoi-fare-tu

Ogni anno, a causa degli interventi umani, scompaiono intere aree ricoperte da foresta. Il dato più aggiornato sulla perdita di foresta pluviale è relativo al 2018 e viene mostrato dal World Resources Institute con il programma Global Forest Watch, che indica la top ten dei Paesi con più di 100mila ettari di foresta primaria, che hanno perso la maggiore quantità di foresta in quell'anno.

Rispetto alla copertura totale di foreste nel paese, il Brasile è lo stato ad aver perso la maggior parte di foresta primaria: ben 1.347.132 ettari. Dopo di lui ci sono Repubblica Democratica del Congo e Indonesia.

Il 47% della superficie delle foreste è costituito da foreste tropicali, il 9% da foreste subtropicali, l'11% da foreste temperate e il 33% da foreste boreali settentrionali.

Le foreste distrutte coprono ogni anno aree paragonabili all’estensione di intere nazioni. Gli ambienti più minacciati sono le foreste di mangrovie e le foreste pluviali equatoriali e tropicali, ma anche tutti gli altri ecosistemi forestali, come i boschi alpini o le foreste mediterranee, subiscono perdite, arretramenti o una diminuzione della biodiversità. Infatti molti boschi soggetti ad interventi umani di vario genere subiscono gravi danni, riparabili in diversi decenni di lunga ricostituzione naturale, rimanendo selvaggi e naturali solo sulla carta.

Ma quali sono le principali minacce agli ecosistemi forestali?
Si tratta di disastri dovuti in grandissima parte all’azione dell’uomo, disastri riscontrabili in ogni parte del pianeta.

Le foreste subiscono enormi perdite a causa degli incendi (oltre 21 milioni di ettari inceneriti nel solo 2019), la deforestazione è a pari merito un’altra piaga devastante (3,9 milioni di ettari persi in Africa nel decennio 2010-2020). Altre gravi cause di perdita di superficie forestale sono l’urbanizzazione dei territori, gli effetti dei cambiamenti climatici (uragani e tempeste possono abbattere in un solo evento milioni di alberi), siccità e alluvioni possono alterare in modo permanente intere regioni forestali. Come conseguenza di eventi climatici estremi insorgono parassitosi e malattie che possono debilitare piante anche molto resistenti ed antiche. Problemi secondari ma comunque di grande rilievo sono dati dal buco nell’ozono, dall’introduzione di specie alloctone ed invasive, dall’inquinamento atmosferico (piogge acide, smog), inquinamento del suolo e dell’acqua, perdita degli equilibri rigenerativi (mancanza di animali impollinatori, decompositori) o dei trasportatori di semi (uccelli, roditori, insetti). Perfino la perdita di diverse specie di funghi può alterare l’equilibrio di un bosco in modo tale da segnarne un declino certo nell’arco di pochi decenni.

Dunque l’azione dell’uomo si è progressivamente trasformata in un vero e proprio flagello per le foreste del pianeta, ma così come l’uomo può essere negativo, può anche trasformarsi in un potentissimo motore positivo.

Le problematiche in Toscana

Oggi dobbiamo impegnarci collettivamente per conoscere meglio e per proteggere i nostri boschi e le nostre foreste. Per fare in modo che si possano incontrare anche in futuro le salamandre e i gatti selvatici, che si possa passeggiare in un fresco e silenzioso bosco appenninico o che si possa ammirare una roverella (Quercus pubescens) dal tronco di oltre un metro di diametro.

La nuova strategia forestale nazionale in corso di approvazione ha l'obiettivo di valorizzare il bosco in tutte le sue funzioni multiple (serbatoio di carbonio e biodiversità, spazio di rigenerazione e ricreazione per i cittadini, paesaggio da godere, fornitore di prodotti legnosi ecc.) ma ancora oggi, la funzione prevalente a cui si tende e che domina purtroppo le nostre foreste è quella produttiva, oggi ancora più spinta di sempre, "grazie" al business delle biomasse che ha dato inizio a un nuovo sfruttamento "industriale" del bosco; e l'unica valorizzazione che si fa è quella di trasformare i boschi toscani in cenere, poichè la stragrande maggioranza della produzione legnosa toscana è costituita da legna da ardere e cippato... Per questo motivo in Toscana (ma anche in altre regioni italiane le eccezioni sono poche) è sempre più difficile trovare boschi degni di chiamarsi come tali e in grado di svolgere tutte le funzioni di cui sopra. Il WWF, da ormai una ventina d'anni (e cioè da quando, nel 2000, fu approvata la contestata legge forestale regionale) condivide la nota frase sintetica ma efficace "la Toscana è ricca di boschi poveri", che anche i dati più recenti non sembrano smentire. L'ultimo rapporto sullo stato delle foreste della Regione Toscana (2019) indica chiaramente che la grande maggioranza dei tagli colturali richiesti nelle proprietà private riguarda il taglio ceduo semplice (oltre il 70% nel 2019, corrispondenti a circa 9.500 ettari), cioè quanto di più povero e semplificato ci può essere negli ecosistemi forestali, poiché con questo tipo di taglio viene asportata la gran parte della componente arborea e arbustiva.

A questo proposito, il sottobosco è a tutti gli effetti una componente importante dell’organismo bosco e svolge molte funzioni utili, prima fra tutte quella di favorire la biodiversità: quante specie si nascondono, nidificano e si nutrono grazie alla presenza di cespugli e arbusti! I cespugli creano un microclima umido a terra, che consente a molte erbe e fiori di crescere. Protegge le giovani piantine dal calpestio eccessivo. Migliora il terreno, arricchendolo di humus, attraverso il deposito della lettiera. Eppure si sente ancora parlare della “pulitura dal sottobosco”, pratica che destabilizza le formazioni boschive, demolisce gli habitat di tante specie, semplificando la complessa struttura vegetale.

Le utilizzazioni a ceduo semplice sono in costante aumento in Toscana, e nemmeno le aree protette fanno eccezione: nel RAFT si legge infatti che negli ultimi 5 anni le richieste di taglio dentro i siti della Rete Natura 2000 sono praticamente raddoppiate.

Sono invece ridotti a poche decine di ettari (269 ettari nel 2019) le richieste di avviamento all'alto fusto, cioè verso una gestione forestale di maggior valore e dignità per il bosco.

Non resta che unirci e agire... 

▷ Scopri di più sul progetto Forests for Life Toscana ◁

Forests For Life - Toscana è un progetto del WWF Maggiori informazioni possono essere trovate su www.wwf.it Per questioni riguardo la gestione del sito scrivere a forestsforlifetoscana@yahoo.com
Supporta il progetto!
Questo sito è online grazie al supporto di Carlo Grassi.
FONTE ARTICOLO: https://www.forestsforlifetoscana.it/foreste-in-pericolo?fbclid=IwAR0zRFf5yofXfjXG_TkpCYjlb0IrRDzV_kZsGY3UmBuma-vtnDiKOqsJC7k