VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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mercoledì 4 marzo 2026

Nuove VARIANTI alla pianificazione per nuovo consumo di suolo alla Pievecchia, sul Sentiero della Memoria!

 

Al Comune di Pontassieve – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Città Metropolitana di Firenze – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Regione Toscana - All’Assessore all’UrbanisticaAlla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato

Oggetto: Variante POI con speculazione edilizia, consumo di suolo agricolo e impatto paesaggistico per il nuovo resort turistico di lusso a Villa Tesei (Pievecchia), nella campagna collinare di Pontassieve e sul Sentiero della Memoria

La Giunta Comunale di Pontassieve il 28 novembre 2025 ha deliberato favorevolmente sulla previsione di un nuovo complesso o resort turistico “elevato” a Pievecchia e il 24 febbraio 2026 il Consiglio Comunale ha approvato l’avvio dell’assoggettabilità alla VAS-Valutazione Ambientale Strategica “Nuova previsione turistico ricettiva in località Pievecchia nel Comune di Pontassieve con recupero delle volumetrie di Villa Tesei e nuovo consumo di suolo non urbanizzato nel territorio rurale – Variante ordinaria al PSI Valdisieve ed al POI Pontassieve e Pelago”. Il luogo si trova sulle colline del versante occidentale della Valdisieve, a circa 250 m s.l.m.

Da sottolineare che l’amministrazione comunale ha approvato di recente il Piano Operativo intercomunale (pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana - BURT - N. 36 del 3 settembre 2025), mentre il Piano Strutturale Intercomunale era già entrato da tempo in vigore perché pubblicato sul BURT n. 35 parte II del 28/8/2024, con tanto di rimodulazione dell’ambito di pertinenza del centro storico Pievecchia. Come si legge dai documenti (diventati ufficiali dal 24 febbraio e che dovrebbero essere pubblicati sul sito del Comune in albo pretorio), la Nima-Demetz & Fattoria di Grignano hanno presentato la richiesta di variante il 28/11/2025.

Con la previsione nella forma di ‘variante ordinaria’ si dovrebbe consentire alla società Nima-Demetz e alla Fattoria di Grignano non solo di ristrutturare il complesso in stato di abbandono della Villa Tesei di Pievecchia (operazione condivisibile) ma anche, insieme – all’evidente fine di ‘ottimizzare i profitti’ di detta società, che si occupa principalmente del settore turistico –, di realizzare, sulla collina coltivata a oliveto adiacente al complesso della Villa turrita (circoscritto da un muraglione), un vero e proprio resort con nuovi edifici disposti su almeno tre strisce a ventaglio con “camere ipogee”, con piscina e laghetto: una operazione immobiliare che richiederebbe altri interventi complessivamente assai impattanti, come i ragguardevoli sbancamenti della collina con abbattimento di non pochi olivi, la costruzione di un parcheggio e la installazione – pare sul suolo – di innumerevoli pannelli fotovoltaici per usi energetici del nuovo villaggio turistico.

Purtroppo, al di là dei pregi paesaggistici dell'area e della storicità dell’edificio signorile, sulla Villa Tesei e dintorni non vi sono "vincoli" paesaggistici, né culturali. La Villa dispone però di una chiesetta che non risulta "vincolata" culturalmente, ma che potrebbe esserlo in quanto di proprietà di ente senza fini di lucro ed avente più di 70 anni, la quale ha una fisionomia molto rara: appare infatti composta da quattro volumi convessi che sembrano absidi quasi di forme ortodosseggianti, i quali racchiudono una sorta di torretta-campanile centrale.

Per chi non lo sapesse la Villa Tesei di Pievecchia è il luogo dove vennero trucidati 13 partigiani dai nazisti l’8 giugno 1943: una porzione del muraglione di cinta conserva ancora i fori dei proiettili dei nazisti e dispone di specifica targa, in ricordo della strage. E ovviamente la Villa rientra nel Sentiero della Memoria, un percorso escursionistico che collega Pontassieve alla Consuma passando per Rufina e tre luoghi segnati da tragici eventi: le stragi di civili avvenute nel 1943-44. Come si legge in rete, “il sentiero, pensato anche per chi lo voglia percorrere a cavallo o in mountain bike (con apposite varianti dedicate), è stato fortemente voluto dai Comuni di Pelago, Pontassieve e Rufina, insieme alla Comunità Montana della Montagna Fiorentina. La sua realizzazione è stata curata dal Gruppo Escursionisti Organizzati di Sieci e dalla Sottosezione CAI di Pontassieve. L’inaugurazione si è tenuta il 25 aprile 2009”.

Nella pagina “FAI – I luoghi del cuore” si legge riguardo a Pievecchia di Pontassieve: “Un museo a cielo aperto dove il viaggiatore attento si sofferma, tra vigneti e oliveti, tra tipicità e sapori, a gustare un po’ di questa terra. La villa di Pievecchia, edificio che rappresenta le tendenze dominanti dell’architettura fiorentina della seconda metà dell’Ottocento, è annessa alla Fattoria di Grignano dal 1999 e prende il nome dalla Pieve medievale che le sorge accanto. Dalla metà del '600 alla metà del '700 il corpo centrale della villa è in mano agli abati di Vallombrosa, per passare poi all’Arcivescovado di Firenze. Dopo il 1860 la villa viene confiscata dallo Stato italiano e messa in vendita, acquistata da Agostino Tesei, Generale di marina elbano alla cui famiglia la fattoria resterà fino al 1916, anno in cui inizia a passare di mano in mano. fino all’attuale proprietà che ormai da anni ne ha avviato il recupero riportandola all’antico splendore. L' 8 giugno 1944 un gruppo di Partigiani proveniente da Monte Giovi, penetrato nella caserma della guardia nazionale repubblichina di Pontassieve, s'impossessa di armi e munizioni e si ritira a bordo di un camion. Alcuni carabinieri colgono l'occasione per disertare e si uniscono alla pattuglia partigiana. Lungo la strada del ritorno i partigiani si fermano alla Pievecchia. In una delle case vi trovano due soldati tedeschi e ne segue uno scontro in cui un soldato muore, mentre l'altro riesce a fuggire. Nella rappresaglia che segue i tedeschi rastrellano tutti gli uomini che possono trovare a Pievecchia e li uccidono a colpi di mitra nel giardino della villa del paese. 14 persone perdono la vita”.

Per questi tragici eventi, con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 2005, è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Comune di Pontassieve (Firenze), con la seguente motivazione: "Piccolo centro partecipò generosamente alla lotta partigiana, subendo devastanti bombardamenti ed una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente quattordici suoi concittadini. Ammirevole esempio di spirito di libertà e di amor patrio."
1943 - 1944/Pontassieve (Firenze).

Il Sindaco ha sostenuto in sede di Consiglio Comunale del 24 febbraio che il luogo di Pievecchia per gli abitanti di Pontassieve è un luogo sacro (per i tragici eventi accaduti), ma non ha avvertito la preoccupazione del consumo di suolo agricolo e del significato del tutto nuovo che Pievecchia assumerebbe con l’approvazione della variante e l’urbanizzazione dell’area collinare olivata: da simbolo della memoria e luogo sacro della lotta partigiana (come detto dal Sindaco) a resort e luogo di svago turistico di élite!

Per le ragioni sopra addotte, Italia Nostra e l’Associazione “Vivere in Valdisieve” fanno istanza alle Istituzioni in indirizzo perché nell’occasione dovuta della conferenza di copianificazione la variante non sia approvata, e si preveda un progetto di solo restauro e adeguamento della Villa (che dispone di dimensioni piuttosto grandi).

Firenze, 26 febbraio 2026
Italia Nostra Aps Sezione di Firenze             
Laura Manganaro
Associazione “Vivere in Valdisieve" 
Catia Pratesi

venerdì 8 agosto 2025

Se ne va il "Padre" della Legge Quadro sui Parchi Nazionali e sulle altre Aree Naturali protette, l'Avv. Gianluigi Ceruti.

Purtroppo dobbiamo dare una triste notizia perchè ci hanno comunicato che l'Avv. Ceruti ci ha lasciato.

Gianluigi Ceruti lo abbiamo conosciuto durante le varie fasi dei ricorsi al TAR per l'inceneritore di Selvapiana, assieme a tutto il team di avvocati di Firenze. Da allora siamo riusciti a portare avanti dei progetti a lui cari, come, in vista dei finanziamenti del PNRR, questa PROPOSTA AL GOVERNO ITALIANO DI PIANO PLURIENNALE DI MANUTENZIONE DEI BENI PUBBLICI , DEI BENI AMBIENTALI E CULTURALI ANCHE PRIVATI AI FINI DEL RECOVERY PLAN. Con contributi di importanti relatori sui temi a lui cari, sull'Ambiente. Questa raccolta di pensieri la trovate in PDF QUI.  

Nel 2019 invece avevamo contribuito nel raccontare la nostra vicenda sull'inceneritore di Selvapiana, poi inserita in un suo libro insieme ad altre storie che, in qualche modo, rappresentano anche le sue VITTORIE sul piano ambientale. 

Il libro si intitola: "L'Avevamo detto", con presentazione del giornalista Salvatore Giannella, e fu presentato a Villa Poggio Reale a Rufina il 28 settembre 2019 (qui le foto e il video integrale su youtube). 

Solo qualche giorno fa ci eravamo sentiti perchè interessato a far avere un libro, a cui teneva molto, ad una libreria di Firenze, in quanto, come direttore di una collana editoriale della casa editrice Agorà Factory, stava per pubblicare questo libro monografico su Castagneto Carducci recante firme importanti e temi di grandissimo interesse.

Le Associazioni Valdisieve e Vivere in Valdisieve si stringono in un caloroso abbraccio ai familiari e ai suoi collaboratori, porgendo le nostre più sentite condoglianze. 

Un grazie invece a Gianluigi Ceruti per il suo contributo sulle tematiche in difesa dell'Ambiente e del Paesaggio che lo hanno accompagnato dagli anni 80 fino ai giorni nostri. 

Curricolum

* La foto lo ritrae, con alle spalle Maria Rita Signorini (di Italia Nostra, della quale associazione è stato anche Vice Presidente nel decennio 1980/90), durante la presentazione del suo libro a Villa Poggio Reale a Rufina.  

lunedì 14 aprile 2025

Il maltempo del 14 marzo, ha fatto riemergere una vecchia discarica sul torrente Argomenna (Pontassieve)

L'ondata di maltempo di 1 mese fa, che ha alluvionato alcune zone della Val di Sieve, tra cui Rufina, Montebonello e Contea, con la portata d'acqua abbondante che c'è stata anche sul torrente Argomenna (affluente del fiume Sieve in zona Montebonello - siamo nel comune di Pontassieve, adiacenti al comune di Rufina), ha fatto franare gli argini nel punto dove era collocata una vecchia discarica comunale.

Ora nel torrente, dal punto della discarica in Via Argomenna, fino a circa 700 m. a dove sfocia nel fiume Sieve, ci sono sacchetti, stoffe, e altri rifiuti che sono stati portati via dalla corrente il 14 marzo scorso.

E' un ex discarica comunale (FI079), già inserita nell'elenco dei siti da bonificare http://www.appenninosettentrionale.it/eis2/interventi.php?comune=09048033  pare, catagolata come Industria (ma i rifiuti che vengono fuori, sembrano più urbani e indifferenziati). Già conosciuta fin dal Piano Regionale dei Rifiuti del 1999 sui siti da bonificare. Anche il POI (Piano Operativo Intercomunale di Pontassieve e Pelago, che sta per essere approvato a giorni) la riporta nel Rapporto Ambientale a pag. 232 . 

Forse però è arrivato il momento di ripulire e bonificarla per davvero?? E magari in tempi brevi? E magari di caratterizzare anche il tipo dei rifiuti in essere visto che gli abitanti più anziani della zona ci dicono che era consuetudine buttare lì i rifiuti e ogni tanto bruciarli (forse alcuni strati di terra più scura possono essere proprio le ceneri?). Se fossero stati rifiuti indifferenziati (come è logico pensare visto che in quegli anni non c'erano le raccolte differenziate come ora) e fossero stati davvero bruciati, forse in quel luogo c'è anche traccia di inquinanti pericolosi derivati dal bruciare le plastiche, come la diossina?

ALCUNE FOTO











https://sira.arpat.toscana.it/app/f?p=55002:MAPPA

Una cosa analoga è successa anche sul torrente Rovigo in alto Mugello, una frana fa riemergere una vecchia discarica. In questo caso si sono movimentati in tanti anche per ripulire. Qui alcuni articoli a riguardo. 

venerdì 7 marzo 2025

Italia Nostra: SENTENZA del Consiglio di Stato annulla autorizzazione della Regione Toscana per parco eolico sul Monte Amiata.

Dal sito di Italia Nostra 

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1872 pubblicata il 5 marzo 2025, ha accolto l’appello proposto da Italia Nostra ed alcuni residenti, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Michele Greco, ed ha annullato gli atti con i quali la Regione Toscana ha autorizzato la realizzazione di un parco eolico nel Comune di Roccalbegna, sul Monte Amiata.

Si tratta di una sentenza storica, non solo per il risultato ottenuto, che impedisce la realizzazione di un campo eolico in una località di immenso valore ambientale e paesaggistico, ma anche perché il Consiglio di Stato ha affermato una serie di principi che sono destinati a fare giurisprudenza.

Nella sentenza si afferma infatti, che “l’impatto visivo è uno degli impatti considerati più rilevanti fra quelli derivanti dalla realizzazione di un campo eolico” e che “il paesaggio, quale bene potenzialmente pregiudicato dalla realizzazione di opere di rilevante impatto ambientale, si manifesta in una proiezione spaziale più ampia di quella riveniente dalla sua semplice perimetrazione fisica consentita dalle indicazioni contenute nel decreto di vincolo. In altri termini, il paesaggio si manifesta in tali casi quale componente qualificata ed essenziale dell’ambiente, nella lata accezione che di tale bene giuridico ha fornito l’evoluzione giurisprudenziale, anche di matrice costituzionale.

Il Consiglio di Stato, nell’accogliere i motivi di ricorso proposti dall’Avv. Greco, ha precisato inoltre che il soggetto che propone il progetto è tenuto a svolgere una “analisi del territorio attraverso una attenta e puntuale ricognizione e indagine degli elementi caratterizzanti e qualificanti il paesaggio, effettuata alle diverse scale di studio (vasta, intermedia e di dettaglio) in relazione al territorio interessato alle opere e al tipo di installazione prevista. Le analisi debbono non solo definire l’area di visibilità dell’impianto, ma anche il modo in cui l’impianto viene percepito all’interno del bacino visivo”.

Importante, inoltre, il richiamo del Consiglio di Stato alle aree non idonee ad accogliere impianti eolici inserite nel Piano ambientale ed energetico della Regione Toscana (PAER), richiamo che ne conferma il valore precettivo più volte messo in discussione da altre sentenze.

Infine, nella sentenza è stato riconosciuto alla Soprintendenza il ruolo che le spetta, troppo spesso disatteso, ed è stato anche ribadito che gli strumenti urbanistici non possono essere vanificati senza adeguate istruttoria e motivazione.

La sentenza dimostra, in altre parole, che i valori costituzionali, ambiente e paesaggio non possono essere contrapposti e che la loro tutela non può essere sacrificata in ragione della normativa di favore per le rinnovabili, che in questi ultimi anni è stata ampliata oltre ogni limite. 

giovedì 14 novembre 2024

COALIZI0NE TESS: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE GIANI PER BLOCCARE I LAVORI DELL’IMPIANTO EOLICO MONTE GIOGO

 DAL SITO DI ITALIA NOSTRA: https://italianostrafirenze.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/11/lettera-aperta-alla-presidenza-regione-toscana_9novembre24.pdf 

Pubblichiamo la lettera che la coalizione TESS ( Transizione Energetica Senza Speculazione) di cui fa parte anche Italia Nostra Firenze, ha inviato al Presidente Giani, in merito all'impianto eolico industriale del Monte Giogo di Villore.

"Con la presente si chiede l’immediata sospensione dei lavori per l’impianto industriale eolico sul
crinale Monte Giogo di Villore-Corella, a causa di criticità palesi e sempre più rischiose per
l’ambiente, il territorio e le persone che lo abitano. Questa lettera ha lo scopo di togliere ogni alibi alle Istituzioni, e alle persone che le rappresentano, perché non dicano un giorno: Noi non sapevamo. 
Di fronte ai sempre più numerosi disastri idrogeologici, spesso provocati da scriteriati interventi umani, c’è bisogno di assunzione di responsabilità. Riteniamo che la politica non debba dare l’impressione di essere incaricata solo di sottoscrivere a occhi chiusi decisioni prese altrove".( leggi Tutto).

Lo scempio in atto sul crinale Mugellano. 

martedì 18 giugno 2024

LIPU: La Nature Restoration Law è stata approvata. Lipu: "Speranza concreta per la natura e il futuro dell'Europa"

fonte video qui
Il Regolamento approvato è un programma senza precedenti: ora al lavoro per la grande impresa di attuazione

"Rammarica la posizione contraria dell'Italia, ma i governi sono più piccoli del disegno ecologico che dobbiamo realizzare. Ora al lavoro per la grande impresa di attuazione".

"Un giorno eccezionale per la natura, le istituzioni e i cittadini europei. La Nature Restoration Law è un provvedimento che può davvero cambiare il futuro".

Lo dichiara la Lipu-BirdLife Italia al termine della seduta di oggi del Consiglio ambientale dell'Ue che ha definitivamente approvato la legge europea (o regolamento) per il ripristino della natura.

Quando tutto sembrava compromesso a causa della sopraggiunta opposizione dell'Ungheria, i ministri dell'Ambiente dell'Unione europea si sono espressi a favore della Restoration Law garantendo la maggioranza qualificata necessaria all'approvazione definitiva del regolamento per il ripristino degli habitat del territorio europeo. 20 i voti a favore, un astenuto e 6 voti contro, tra cui l'Italia, che ha purtroppo confermato la sua opposizione alla legge nonostante le modifiche di compromesso adottate. Si è dunque chiuso il lunghissimo iter legislativo, passato da due voti in Parlamento e dagli accordi del Trilogo (il consesso che mette assieme la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Ue), che hanno dato al regolamento la sua forma definitiva.

La nuova legge prevede il ripristino di almeno il 30% degli habitat europei minacciati entro il 2030, di almeno il 60% entro il 2040 e di almeno il 90% entro il 2050. Le opere previste dal regolamento riguarderanno zone umide, fiumi, coste, mare, praterie, boschi, ambienti agricoli, verde urbano, con un programma di ripristino della natura europea tanto imponente quanto necessario.

“Siamo di fronte a un evento davvero senza precedenti per l'opera di conservazione della biodiversità europea - dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia - che apre un orizzonte di speranza concreta per la natura, il clima, il benessere delle società umane. Il ringraziamento della Lipu va ai suoi attivisti, a BirdLife International, alle istituzioni europee che hanno lavorato intensamente, ai milioni di cittadini italiani ed europei che hanno sostenuto questa azione e a tutte le associazioni ambientaliste, la cui prova di forza e intelligenza è stata decisiva anche grazie alla campagna #RestoreNature #WeAreNature.

“Questo è un giorno davvero eccezionale per la biodiversità – conclude il presidente della Lipu - Ora al lavoro per dare attuazione alla legge e nuova speranza alla natura”

Lunedì, 17 Giugno 2024 12:05

venerdì 14 giugno 2024

ITALIA NOSTRA FIRENZE sul procedimento di VIA della SS67 Lotto 2A e 2B condivide le osservazioni di Vivere in Valdisieve

Il Presidente di ITALIA NOSTRA APS sezione di Firenze LEONARDO ROMBAI, che hanno condiviso le Osservazioni dell'Associazione "Vivere in Valdisieve".


1 Osservazioni Associazione "Vivere in Valdisieve"

DAL GRIG un sostegno al procedimento in corso sulla S.S. n. 67 “Tosco – Romagnola”, il progetto di adeguamento va sottoposto a procedura di VIA nella sua integrità.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), su segnalazione dell’Associazione Vivere in Val di Sieve, ha inoltrato (13 giugno 2024) uno specifico atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di adeguamento di un tratto di 3 chilometri della S.S. n. 67 “Tosco-Romagnola” da parte di ANAS s.p.a.

Per giurisprudenza comunitaria e nazionale, qualsiasi progetto – compreso quello in questione – deve essere considerato nella sua unitarietà (con eventuali opere connesse) e cumulativamente, comprendendo le opere già esistenti ovvero rientranti in diversi progetti, al fine di valutare l’impatto complessivo sull’ambiente e sulle relative componenti.

In questo caso, il procedimento di V.I.A. riguarda, invece, tunnel e viadotti per un tratto di soli 3 chilometri (variante di Rufina, lotto 2A – 2B) nei Comuni di Rufina e Pontassieve, presso la collina di Montebonello, in una zona ricca di vegetazione, coltivazioni (vigneti), dove sono presenti il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e ben tre aree rientranti nella Rete Natura 2000 (i SIC Vallombrosa e Bosco S. Antonio”, “Foreste a Alto Bacino dell’Arno”, “Poggio Ripanera e S. Brigida”).

Non risulta nemmeno presa in adeguata considerazione la c.d. alternativa zero, come invece richiede l’art. 22 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (Testo unico sull’ambiente).

Il GrIG auspica una dichiarazione di non compatibilità ambientale per le riscontrate carenze.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)


1 Osservazioni Associazione "Vivere in Valdisieve"

2 Ulteriori osservazioni Associazione "Vivere in Valdisieve"

giovedì 11 aprile 2024

Considerazioni ulteriori in vista della 3° Conferenza dei Servizi per realizzazione e esercizio di un impianto di produzione di biometano da Forsu, in località Selvapiana

Ingombro del biodigestore. Manca tutto il resto
nell'area sotto ferrovia (a dx) che non viene
riportato eche sarà riempito con le
attività spostate dall'attuale sede.

Queste le nostre considerazioni finali per la 3° conferenza dei servizi che si terrà domani 12 aprile 2024.
All'interno troverete i link anche delle precedenti OSSERVAZIONI durante l'Iter di Assoggettabilità alla VIA e durante l'attuale percorso di Autorizzaizone Unica Ambientale (AUA).

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  • Visto che l’impianto in questione pur essendo entrato a far parte del nuovo Piano dei Rifiuti della Regione Toscana (PREC), grazie all’Avviso pubblico esplorativo per la manifestazione di interesse alla realizzazione di impianti di recupero e riciclo di rifiuti urbani e derivati dal trattamento degli urbani, comunque “non comporta l’instaurazione di posizioni giuridiche od obblighi negoziali, né costituisce requisito preferenziale ai fini della realizzazione e dell’esercizio degli impianti stessi, per i quali dovranno essere acquisite tutte le specifiche e necessarie autorizzazioni.  Pertanto, tenuto conto di quanto sopra, la ricognizione svolta non costituisce requisito per la realizzabilità degli impianti.” (All. 2 Prec – pag 74). PREC (che ad oggi è stato adottato con delibera del Consiglio regionale n. 68 del 27 settembre 2023, ma ancora da approvare); 
  • Visto che ALIA, a cui sono state cedute tutte le quote sociali pubbliche all’interno di AER Spa (che ora è per il 90% di ALIA e per il 10% privato), ha già i suoi impianti di riferimento tra cui appunto l’impianto di Montespertoli da 160.000 T/a tra Forsu e verde, oltre a quello di Case Passerini per circa 50.000 T/a e a quello di compostaggio di  Faltona, Borgo San Lorenzo, per 35.000 T/a. Che insieme hanno una capacità, tra organico e verde, di 245.000 t/a. a fronte di una produzione annuale di Ato Toscana centro di circa 210.150 t/a (dati Ispra 2022). Quindi più che sufficienti anche senza il biodigestore di Selvapiana. 
  • Anche gli altri Ato, Sud e Costa, vi sono già impianti con capacità superiore alla loro produzione rispetto agli ultimi dati del 2022 di Ispra. Al limite, soltanto Ato Sud, è un po’ indietro con la raccolta della Forsu e vedrà un aumento delle tonnellate raccolte, attivandosi come impone la legge (art. 182-ter del D.Lgs 152/2006). Resta il fatto che gli impianti a San Zeno sono ben forniti e che essendo comunque un territorio molto agricolo e montano, molto organico finisce già nelle compostiere domestiche o concimaie o in aziende agricole dotate di biocelle.
  • Visto che il PREC prevede 2 scenari di produzione totale di Rifiuti Urbani (RU) nella Regione Toscana, uno inerziale (che segue la legislazione vigente) e uno programmatico (più ambizioso), e che per entrambi tali scenari si prevede un calo della produzione dei rifiuti, molto alto se valutato fino al 2035:“Scenario inerziale: ca. 2.233.000 t, pari a -2,1% rispetto al dato relativo all’annualità 2019; Scenario programmatico: ca. 2.170.000 t, pari a -4,9% rispetto al dato relativo all’annualità 2019. La contrazione della produzione risulta più marcata al 2035, in quanto si stima: Scenario Inerziale: ca. 2.198.000 t, pari a -3,6% rispetto al dato relativo all’annualità 2019; Scenario programmatico: ca. 2.041.000 t, pari a -10,5% rispetto al dato relativo all’annualità 2019”(Rel. Rifiuti Prec). 
  • Come si legge nel PREC, nel 2020 (anno di riferimento del PREC), gli impianti di COMPOSTAGGIO per trattare la Forsu e parte del verde, a livello regionale, erano 9 per una capacità totale di 387.000 t/a, ma di fatto ne hanno trattate solo 243.692 t/a (per vari motivi, come si evince a pag. 52 dell’All. 2 del Prec, in cui si legge anche che alcuni sono in fase di revamping, in parte già previsti e in corso di realizzazione – anche con aggiunta di linee). Più un Biodigestore a Monterotondo di capacità di 70.000 t/a. A questi impianti si andranno ad aggiungere tutti quelli, tra compostaggio e biodigestione anaerobica, ipotizzati nel Bando di  manifestazione di interesse (ammesso che tutti attivino le procedure di valutazione e richiesta di autorizzazioni). E’ palese ipotizzare una sovraccapacità per la frazione organica, già oggi superiore alla produzione attuale. 
  • Infatti nel documento del PREC (All.2 quadro esclusivamente conoscitivo), si evidenzia “come la situazione (ndr. impiantistica per la Forsu) sia in progressivo sviluppo e siano recentemente state autorizzate modifiche impiantistiche e nuovi impianti, in alcuni casi gli stessi siano già in costruzione. In primo luogo, si ritiene opportuno segnalare la dinamicità che sta caratterizzando l’impiantistica per il recupero del rifiuto organico”;
  • Visto che la raccolta differenziata in generale e quindi anche la FORSU, può liberamente circolare su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’art. 181, c. 5, del D.Lgs. 152/2006, e che può esserci comunque il rischio che i comuni che dovrebbero conferire a Rufina, nel tempo, possano orientarsi in altri impianti (se pur più lontani, ma semmai più economici – a meno che non si preveda di applicare a Selvapiana un costo al cancello talmente basso per assicurarsi i rifiuti, col rischio che i costi di gestione ricaschino di nuovo sulle bollette così come i costi per la costruzione. Infatti i costi per realizzare qualunque impianto, questo compreso, saranno ricaricati sulle bollette degli utenti). D’altra parte la cosa è già successa durante la storia dell’inceneritore di Selvapiana che perdendo una parte di rifiuti non era più economicamente sostenibile.   
  • Visto che i comuni ipotizzati da progetto di AER spa sono del Mugello (già servito da Alia), del Valdarno (già servito da Alia), del Casentino – AR- (già serviti da Aisa), non si capisce bene come potrebbero preferire portare l’organico a Selvapiana invece che negli impianti di competenza dei loro ATO (prezzi super bassi??). 
  • Visto che AER Spa è al termine della sua “salvaguardia”, con scadenza 2029, alla quale subentrerà poi ALIA. Che ribadiamo ha già oggi i suoi impianti. 
  • Visto che il sito di Selvapiana contribuisce ormai da oltre 50 anni (dagli anni 1970 in poi) alla gestione/trattamento dei rifiuti dell’area della Valdisieve, e non solo, prima attraverso l’inceneritore, quindi dalla discarica delle ceneri e scorie e dall’area denominata di “trasferenza” e anche dall’isola ecologica. 
  • Visto che sul sito di Selvapiana SUSSISTE, appunto, la DISCARICA delle ceneri e scorie (che prima di essere messe nella discarica, venivano appoggiate nelle vicinanze dell’argine del fiume Sieve, chi è passato di lì nei primi anni di lavoro dell’impianto si ricorda bene i cumuli di cenere);  
  • Visto che in questi ultimi mesi sono stati eseguiti dei lavori per dismettere e smantellare l’impianto, non solo le parti in ferro (ciminiera ecc.), ma anche il cubo di cemento che accoglieva forno, fossa e uffici (che stando ai documenti presentati da AER per l’assoggettabilità alla VIA, si evince che non conveniva buttarli giù sia da un punto di vista economico che per il rischio di inquinanti stante il fatto che per i primi anni di vita dell’impianto non essendoci filtri adatti, gli inquinanti potevano essere rimasti sulle pareti e quindi potevano essere stati sigillati sotto le varie verniciature durante i diversi lavori di ristrutturazione e messa a norma); 
  • Che ad oggi, è rimasto il piazzale da cui si accedeva al portellone della fossa, e sotto al piazzale ci sono dei nuovi spazi, in cemento armato (costruiti su un un‘ulteriore nuovo piazzale sempre in cemento armato), dove sono raccolti in modo suddiviso varie tipologie di rifiuti provenienti dalla RD o dal conferimento dei cittadini. E in adiacenza vi è (e rimarrà) la DISCARICA messa in sicurezza perenne. Anche se per il luogo in cui si trova, ovvero a lambire l’argine del fiume Sieve, e con i cambiamenti climatici a cui assistiamo ormai durante quasi tutto l’arco dell’anno, spesso sempre più violenti, quel perenne ci dà tuttavia da riflettere, perché se l’argine crollasse per qualche motivo, per una esondazione/piena anomala… non ci vogliamo nemmeno pensare – d’altra parte le casse di espansione di Scopeti, sembra con progetto già definitivo… siano ancora molto indietro dall’essere realizzate. Non solo, Il Presidente Giani, all’ultima alluvione di Campi (nov. 2023) dichiarò "Che nessun sindaco mi venga a presentare piani urbanistici dove questa mattina ho visto l'acqua". Piani urbanistici o meno, peccato non sia mai venuto a vedere le piene della Sieve avvenute in tutti questi anni, dove l’area dell’inceneritore era un sorvegliato speciale (ricordiamo che poco a valle ci sono anche le prese dell’acquedotto di Pontassieve e di San Francesco, regolarmente censiti). 
  • Visto che per questa area della Valdisieve, che sia AER a gestire o ALIA, un luogo adibito a stazione di trasferenza sarà comunque utile. Così come una Isola Ecologica. Infatti per ovviare a ciò, si andrà ad occupare ulteriore suolo anche dalla parte opposta dell’attuale sito (di fatto sotto la ferrovia). Saturando inverosimilmente detta area; 
  • Ricordato che il Protocollo d’Intesa approvato con delibera di Giunta regionale n. 412 del 07-04-2015 - Protocollo sottoscritto in data 23/04/2015, per il superamento dell’inceneritore (tra comuni, AER spa, la ex Aer srl, Regione Toscana e Ato) stabiliva che nel sito: “aree e strutture su cui insiste attualmente l'impianto, restano a servizio del ciclo dei rifiuti conservando l’attuale destinazione urbanistica conforme alla gestione dei servizi di igiene urbana secondo quanto verrà stabilito dalla pianificazione di ambito”. Cosa che non andrebbe affatto in contrasto se l’area rimanesse così come è ora con le attività di RD, isola ecologica, stazione di trasferimento; 
  • Che nel Regolamento Urbanistico (RU) vigente, del Comune di Rufina, si richiama il Piano Provinciale di gestione dei Rifiuti in cui si prevedeva il potenziamento con recupero energetico dell’impianto di Termovalorizzazione “I Cipressi” e il suo ampliamento per costituire il Polo Ambientale Tecnologico. Definizione di Polo tecnologico che però nel vecchio Piano Provinciale Ato 6 non esiste, in quanto si scrive semplicemente (tab. 21, pag. 69 : “previsto potenziamento dell’impianto di almeno 15.000.000 Kcal/h e realizzazione recupero energetico” (poi non realizzato). 
  • E’ del tutto evidente che la dicitura “Polo Ambientale Tecnologico” è frutto solo dei Piani del Comune di Rufina, tanto che il Piano Strutturale ci sembra ancora più eloquente del RU: Il Piano Strutturale conferma inoltre la realizzazione del nuovo impianto comprensoriale per lo smaltimento fognario e prevede l’ampliamento ed il potenziamento dell’impianto per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (Polo Ambientale Tecnologico), secondo quanto previsto dal Piano Provinciale. (art. 20, lettera F)), andando a delimitare in parentesi Polo Ambientale Tecnologico (per racchiudere in 3 parole un concetto e dandogli anche qualcosa di “ambientale”); 
  • E’ bene ricordare tuttavia che gli strumenti di pianificazione del Comune di Rufina, comprese le previsioni, sono decadute in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Strutturale Intercomunale (solo adottato) e del Piano Operativo (di cui è stata attivata la fase di partecipazione in questi giorni); 

Detto questo,

al netto di tante altre argomentazioni più tecniche e paesaggistiche sulle quali si sono già spesi i vari tecnici dei vari Enti e sulle quali, in questo contesto, sorvoliamo, ricordando che comunque ci siamo già espressi a riguardo con le nostre osservazioni e preoccupazioni, a cui rimandiamo per la lettura (1-Osservazioni VIA – 2-Osservazioni AUA). Come unica eccezione alleghiamo un articolo di Mario Tozzi (su La Stampa del 5 novembre 2023 – pag. 19: LIBERIAMO I FIUMI DAL CEMENTO), estremamente chiaro e attuale, sui nuovi scenari che ci attendono da ora in poi visto il cambiamento climatico in atto. Con precise previsioni e azioni da fare da subito a titolo PREVENTIVO restituendo alle aree golenali o di pertinenza fluviale che sia (compreso ove vi sia Rischio idraulico ecc.), il loro ruolo di attenuazione dei danni.

Ci chiediamo veramente se questo impianto sia davvero necessario ai cittadini della Valdisieve, alle tante aziende agricole, agli agriturismi, a chi vive e lavora sul nostro territorio in settori ambientali e paesaggistici, a chi ci transita soltanto di passaggio o a chi transita per fare il pendolare e si troverà sempre più mezzi pesanti. Riflettiamo sul fatto che l’azienda attuale, ha ancora 5 anni di vita, e questo impianto avrà la durata di 20 anni (+20+20…..si sa come funzionano, poi, le proroghe). 

VERAMENTE VOGLIAMO NUOVAMENTE APPESANTIRE LA VALDISIEVE CON UNA STRUTTURA DI QUESTO TIPO CON LE PROBLEMATICHE CHE NE POTREBBERO SCATURIRE? 

CHIEDIAMO AGLI ENTI PREPOSTI DI NON AUTORIZZARE LA COSTRUZIONE DEL BIODIGESTORE MA DI MANTENERE L’AREA COME SI TROVA ATTUALMENTE, CON LE SUE ATTIVITA’ SEMPRE RELATIVE ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI, DI NON CONSUMARE ALTRO SUOLO.

VOLENDO, FATE PURE UNA ROTATORIA PER FACILITARE INGRESSO E USCITA DEI  MEZZI, MA NIENTE ALTRO.

VI PROPONIAMO DI VENIRE A VEDERE IL SITO COME E’ ORA SENZA L’INVOLUCRO DELL’EX INCENERITORE, SENZA CIMINIERE, CON IL VERDE INTORNO, MAGARI DA VALORIZZARE ANCHE VISTO LA PROSSIMITA’ DEL FIUME SIEVE CON ACCESSO DALLA SPIAGGIA CHE SI E’ FORMATA UTILIZZATA DA PESCATORI, CANOISTI E FAUNA.

VI CHIEDIAMO DI RIPENSARE A QUESTO PROGETTO E DI NON AUTORIZZARLO. 

Pontassieve, 11 Aprile 2024

Pratesi Catia

·       L'articolo di Mario Tozzi su La Stampa del 5 novembre 2023 – pag. 19: LIBERIAMO I FIUMI DAL CEMENTO è qui: https://www.lastampa.it/cronaca/2023/11/05/news/liberiamo_i_fiumi_dal_cemento-13836275/


domenica 12 marzo 2023

ITALIA NOSTRA: Aeroporto di Firenze: proseguono i dibattiti di Comunità.

Un nuovo intervento di IN a Settimello e un video su storia e paesaggio della Piana di Firenze

I dibattiti di Comunità sul progettato ampliamento dell’aeroporto di Firenze, ospitati di volta in volta, nei diversi Comuni della Piana, continuano ad arricchirsi di spunti critici importanti, da cui emergono, in maniera sempre più netta, gli inevitabili effetti devastanti che quest’opera arrecherebbe a tutto il territorio circostante, compromettendo ulteriormente la qualità di vita di tutti coloro che nella Piana ( Firenze compresa) vivono e lavorano.

Esemplare, sotto questo profilo, appare l’intervento della prof.ssa A. Guarducci, nell’ultimo incontro del 3 marzo scorso, svoltosi a Settimello, soprattutto se messo a confronto con le immagini ed il racconto di quel che è stata, e di ciò che ha rappresentato la Piana, con la sua ricca vitalità ambientale ed economica, attraverso i secoli e fino a pochi decenni fa!

I dibattiti di comunità non si sono conclusi ed è in fase di definizione la loro calendarizzazione.


venerdì 3 febbraio 2023

ITALIA NOSTRA: “Caporetto dell'eolico italiano: aumenta il potenziale installato ma diminuisce la produzione”

FONTE ARTICOLO BLOG DI ITALIA NOSTRA

Grazie alle "semplificazioni" imposte dal governo Draghi (ovvero lo smantellamento del sistema di tutele ambientali e paesaggistiche faticosamente costruito in Italia nel corso di intere generazioni) per permettere di piantare pale ovunque, aumenta il potenziale eolico installato in Italia ma diminuisce la produzione. E il vento, come accaduto in dicembre al culmine della crisi energetica, non soffia quando serve.

Un paio di settimane fa l'Anev ("l'associazione nazionale energia del vento e di protezione ambientale che vede riunite circa 70 aziende che operano nel settore eolico") aveva diffuso presso i giornaloni (tutti apoditticamente favorevoli ad eolico e fotovoltaico) e presso la stampa specializzata (a cui gli eolici garantiscono un'imprescindibile raccolta pubblicitaria) una trionfale infografica sull'attività del settore nel 2022 (si veda la figura sotto). 

Agli osservatori più attenti e smaliziati (che conoscono i loro polli da oltre una quindicina d'anni) non era sfuggito che, nella pletora di dati forniti in tale documento, l'Anev aveva riportato la produzione mondiale del settore (definita sgangheratamente "potenza eolica prodotta") ma aveva dimenticato di riportare il dato più rilevante, ovvero la produzione degli impianti eolici realizzata lo scorso anno in Italia. La cosa ci aveva insospettito e lasciava intuire che qualcosa non era andato come avrebbe dovuto, almeno secondo i piani dell'Anev.

La conferma è arrivata ieri, quando la Terna ha pubblicato il suo rapporto sul sistema elettrico italiano di dicembre. Nel suo documento l'Anev annunciava che la nuova potenza installata in Italia lo scorso anno era stata di 456 MW, in aumento di circa il 4% rispetto al potenziale già esistente.

Il potenziale eolico installato in un anno è aumentato nel 2022 in misura superiore a quella degli anni precedenti grazie alle "semplificazioni" imposte dal governo Draghi (ovvero lo smantellamento del sistema di tutele ambientali e paesaggistiche faticosamente costruito in Italia nel corso di intere generazioni) per permettere di piantare pale ovunque. I nuovi aerogeneratori, che avrebbero dovuto anche assicurare un maggior rendimento grazie alle loro altezze sempre più ciclopiche, sono stati perciò piantati a tutti i costi, come preteso a gran voce dall'Anev e dai suoi corifei sui media, ma... Ma, come abbiamo appreso dal rapporto Terna di dicembre, nonostante il nuovo installato eolico (si veda a pag.14 del rapporto Terna)  sia stato persino superiore (526 MW) a quello annunciato dall'Anev, la produzione dell'energia eolica non solo non è aumentata di almeno il 5% come ci si sarebbe dovuti attendere in proporzione, ma è diminuita (!) dell'1,8% (si veda nella tabella a pag. 5 del rapporto Terna, che abbiamo riproposto per comodità sotto il nostro titolo).   

Le ore equivalenti alla produzione alla massima potenza teorica, perciò, sono scese a 1730 all'anno (20358 GWh prodotti secondo la Terna diviso 11764 MW installati secondo l'Anev). Un anno è composto da 8760 ore. L'indice di efficienza ingegneristica, di conseguenza, non è arrivato neppure al 20% (1730 / 8760 = 19,75%).

Niente da fare: il vento in Italia soffia poco, gli aerogeneratori si usurano più rapidamente del previsto e il poco vento che c'è, guarda un po', non soffia quando serve. Come nello scorso dicembre, quando il costo dell'elettricità alle stelle. Quando in dicembre l'elettricità non si trovava (si sono dovute persino rimettere in funzione le vecchie centrali a carbone già dismesse: la produzione elettrica da carbone lo scorso anno è aumentata in Italia del 61,4%!) Eolo è entrato in sciopero. La produzione eolica di dicembre è diminuita del 39,4% rispetto al dicembre 2021. Una Caporetto eolica.

Ma soprattutto una Caporetto per le tasche degli italiani, che dopo avere speso in pochi anni quasi 200 miliardi di euro per incentivare eolico e fotovoltaico, si sono resi conto che non si può fare a meno degli idrocarburi fossili per avere l'energia elettrica quando serve. L'extra spesa di utenti e contribuenti italiani nel solo 2022 per gas e luce, a causa degli errori della politica energetica europea e nazionale negli ultimi anni, è ammontata ad una cifra che complessivamente, in attesa dei dati ufficiali e definitivi, dovrebbe essere stata prossima ai 150 miliardi (un'apocalisse: 8 punti percentuali del PIL) rispetto ai costi sostenuti negli anni pre-crisi energetica. Ovvero negli anni in cui i 12 miliardi annui mediamente pagati dagli italiani per incentivi alle rinnovabili venivano occultati in bolletta senza che le bollette stesse aumentassero, in virtù della simultanea diminuzione del prezzo del gas sul mercato all'ingrosso garantito dai contratti a lungo termine, progressivamente abbandonati perchè diventati inutili in una prospettiva di "decarbonizzazione integrale" al 2050.

L'elettricità è diventata un lusso. Gli unici italiani felici sono i produttori di energia, non importa se fossile o rinnovabile, tra cui i nostri "amici" dell'Anev, ed i loro lacchè, che raccolgono le (grosse) briciole di questa immane torta. I politici, i tecnici, gli accademici ed i giornalisti che hanno creduto (meglio: finto di credere) di poter fare affidamento solo su vento e sole per produrre l'energia necessaria all'Italia ed hanno perciò trascurato gli investimenti nelle altre fonti (compreso l'idroelettrico) devono essere cacciati. Per quanto riguarda i politici si è già cominciato. Adesso iniziano ad apparire le prime crepe anche sui giornaloni.

Stamattina in edicola, sulla prima pagina del Messaggero, campeggiava il titolo "Chi pagherà il conto salato delle politiche sul clima". Fino a poche settimane fa un titolo del genere sarebbe stato impensabile, ed ancora più impensabili i contenuti  (leggete tutto l'articolo di Paolo Balduzzi in linea): 

"A volte viene da pensare che alcune chiacchiere al bar non siano poi così sbagliate: che, cioè, la percezione della realtà di chi fa politica ad alti livelli sia pari a quella di chi vive su un altro pianeta, dove pagare le bollette a fine mese non è mai motivo di preoccupazione". 

I giornaloni si stanno rendendo conto del disastro che hanno contribuito a realizzare e cominciano a prendere le distanze? 

L'anno prossimo ci saranno le elezioni europee. 

Si spera di non rivedere mai più a Bruxelles gli apprendisti stregoni delle "rinnovabili" intermittenti, i principali responsabili del disastro energetico continentale. Sono in ballo non solo l'economia e il nostro benessere ma è in gioco anche la nostra stessa civiltà.

Alberto Cuppini

FONTE ARTICOLO BLOG DI ITALIA NOSTRA

mercoledì 21 dicembre 2022

Addio al Prof. Alberto Asor Rosa, tra le altre tante cose, fu il fondatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio.

Ci aggiungiamo ai tanti che, oggi, salutano il Prof. Asor Rosa. Morto a 89 anni, professore di letteratura italiana alla Sapienza di Roma, deputato del PCI, collaboratore per diversi anni con La Repubblica.

Fin dal 2007, dopo lo scandalo sulla cementificazione a Monticchiello e poi a Fiesole, riuscì a mettere in moto una gran sollevazione popolare dei tanti comitati e associazioni che erano sparpagliati per tutta la Toscana. Dando vita quindi ad un movimento critico e ambientalista che prese il nome di "Rete dei Comitati per la difesa del territorio", alla quale aderimmo da subito sia come Associazione Valdisive che come Associazione "Vivere in VAldisieve". In seguito, poi, abbiamo avuto per diversi anni nella Giunta, anche un nostro rappresentante Fernando Romussi.

Lo ricordiamo volentieri durante le Assemblee annuali dei soci, in cui dopo ore di discussioni e di presentazioni di tanti nuovi comitati che via via aderivano e ci portavano a conoscenza delle loro vertenze, alla fine riusciva a fare una sintesi oculata di tutto quello che era emerso, rendendo chiara a tutti (anche magari a chi si era perso qualcosa perchè veniva da lontano) la linea da seguire e le iniziative da intraprendere.

Quindi grazie davvero Alberto, per questo percorso che abbiamo condiviso con te e con gli altri.

Condoglianze ai familiari.

Associazione Valdisieve 
Associazione "Vivere in Valdisieve"

Foto nostre, di alcune assemblee (2013 e 2014)