VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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martedì 17 maggio 2022

ROSSANO ERCOLINI: La Regione Toscana e il ciarpame impiantistico.

L’assessora della Regione Toscana Monia Monni (attraverso la sua comunicazione di ieri) dà la stura al peggior ciarpame impiantistico che c’è. Lo fa strumentalizzando un poco felice slogan di Legambiente “Rifiuti Zero, impianti mille” da ribattezzare “Rifiuti à gogo, trattamenti termici mille!“.

Certo, le proposte pervenute alla Regione Toscana seppur documentate, si recita, in modo coerente (sono 32) non costituiscono ancora alcunché di definitivo ed anzi, in attesa di VAS rappresentano poco più una sorta di “noi ci proviamo” ma segnalano per l’ennesima volta la scelta di un modello di gestione dei rifiuti vecchio e alternativo alla Economia Circolare.

Anche concedendo che tra le 32 proposte impiantistiche ve ne sono diverse valide (tuttavia, come da prassi, esse stesse da verificare) il risultato dal sottoscritto paventato alla assessora Monni in un faccia a faccia che questo approccio avrebbe attirato di tutto e di più del “partito trasversale dell’industria sporca” non solo regionale ma nazionale. 

Nel dettaglio: ENI ci riprova a Stagno (LI) con la già sconfitta previsione del gassificatore/catalizzatore da Combustibile Solido Secondario. Ma è l’intera provincia di Livorno ad essere tempestata di altre brutte notizie.

ALIA di Firenze vorrebbe un megagassificatore a Rosignano mentre Retiambiente un “ossicombustore” a Livorno per i rifiuti da raccolte differenziate (trattasi di trattamento termico ad alta temperatura).

Anche a Massa, a Peccioli e Pontedera si propongono amenità simili ed in parte a Pisa. Poi la “notizia” del grande gassificatore di Empoli con la quale ALIA si rivela ancora una volta quale battistrada di tecnologie sporche.

Anche in Val di Sieve gli amanti dei trattamenti termici (a tutti gli effetti per la normativa vigente da trattarsi quali inceneritori al di là di cavilli tecnici!) si prevedono un paio di impianti di Pirolisi nel segno di cui sopra e cioè di “inceneritori sotto mentite spoglie”.

Quindi tra queste 32 proposte oltre la metà non c’entrano niente con l’Economia Circolare ma hanno a che fare con la vetusta categoria dello smaltimento.

È triste che la Regione Toscana si presti a questo nuovo equivoco innescando un ennesimo braccio di ferro di cui, proprio in nome di una “governance avanzata” appare del tutto deleterio e foriero di conflitti che sarebbe stato meglio evitare. Vedremo!

Il problema strategico vero è che il gap toscano di cui parla Monni non è di tipo impiantistico ma il gap riferito alla diffusione di are centro e soprattutto nel sud della Toscana delle buone pratiche Rifiuti Zero!

La Monni aveva promesso un confronto serrato ma costruttivo con Zero Waste Italy, ma chi l’ha visto?

Ancora una volta si presta tendendo l’orecchio ai “soliti noti” (ENI, ALIA, BELVEDERE SPA, ecc.) e si tira un calcio in faccia ai portatori concreti di nuovi modelli industriali che statisticamente dimostrano di saper trasformare i rifiuti in materiali preziosi per i distretti toscani.

Ma non finisce qui! Per Rifiuti Zero è solo l’inizio di un confronto duro e aperto nello stesso tempo. 

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy 


FONTE: http://www.zerowasteitaly.org/la-regione-toscana-e-il-ciarpame-impiantistico/?fbclid=IwAR0N_iEMUWKhAWO9IcLLlHh5fd9b_XdokYvMdl0Iu0K6vun7W9h9G30zrPM

mercoledì 16 settembre 2020

OSSERVATORIO NAZIONALE per monitorare l'impiego dei 200 miliardi di euro dell' UE in buona parte vincolati alla "Transizione Ecologica-Climatica"


Rossano Ercolini - Goldman Environmental Prize 2013



Ecco i video del Forum su Recovery Fund e Transizione Ecologica, svoltosi presso l'ufficio del
Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori - www.rifiutizerocapannori.it
il 19 agosto. 🎬
Pur nella loro brevità, i video toccano temi complementari connessi alla necessaria Rivoluzione Ecologica. I protagonisti, oltre a
Rossano Ercolini
, sono "giovani esperti" impegnati sui fronti caldi del riciclo, dell'agricoltura, degli imballaggi, della lotta alla plastica e dell'economia circolare. ♻️
CON QUESTA INIZIATIVA,
Zero Waste Italy
ed il
Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori - www.rifiutizerocapannori.it
, in collaborazione con
Zero Waste Europe
, promuovono la creazione di UN OSSERVATORIO NAZIONALE (con articolazione a Bruxelles attraverso gli Uffici del Team di
Zero Waste Europe
) per monitorare l'impiego degli oltre 200 miliardi di euro che verranno resi disponibili dalla UE e che in buona parte sono vincolati alla Transizione Ecologica-Climatica. Vogliamo evitare sprechi ed usi impropri di questi fondi che devono rappresentare un'opportunità straordinaria per far pace con il Pianeta! 🌍
Nell’episodio di oggi,
Rossano Ercolini
e Antonio Di Giovanni, agronomo e fondatore del progetto
Circular Farm
, parleranno del rapporto tra agricoltura, urban farming e transizione ecologica. 🗣
Rimanete sintonizzati sui nostri social per non perdervi i prossimi episodi! 💥


TUTTI I VIDEO:
In questo primo episodio,
Rossano Ercolini
e
Lorenzo Dello Sbarba
, studente di “Ambiente e Business” presso l’Università di Leeds, parleranno di “Green Public Procurement” e di “End of Waste”, due strumenti normativi che dovrebbe utilizzare il nostro Governo per favorire la Transizione Ecologica.

Nell’episodio di oggi,
Rossano Ercolini
e Giacomo Mencarini, chimico ed esperto di riciclo degli imballaggi, parleranno di riduzione degli imballaggi (attraverso progetti di tipo “upstream”) e di recupero di materiali (mediante iniziative di tipo “downstream”): entrambe sono pratiche virtuose che il nostro Governo dovrebbe incentivare per poter favorire un’Economia Circolare.

In questo terzo episodio,
Rossano Ercolini
e Martina Piccinini, coordinatrice delle Famiglie Rifiuti Zero del Comune di Capannori, parleranno di riduzione dei materiali di scarto attraverso due tipi di iniziative: il potenziamento degli incentivi alle imprese previsti dal cosiddetto “Decreto Clima” (legge 12.12.19, n. 141) e la sensibilizzazione dei cittadini all’acquisto di prodotti sfusi.
Nell’episodio di oggi,
Rossano Ercolini
e Laura Lo Presti, coordinatrice delle Città Italiane Rifiuti Zero, parleranno di mascherine lavabili (in particolare del protocollo di collaborazione tra
Zero Waste Italy
ed
Eta Beta Cooperativa Sociale
) e di come il Recovery Fund potrebbe incentivare le Città Rifiuti Zero.

Nell’episodio di oggi,
Rossano Ercolini
e Antonio Di Giovanni, agronomo e fondatore del progetto
Circular Farm
, parleranno del rapporto tra agricoltura, urban farming e transizione ecologica.

In questo sesto ed ultimo episodio, @rossano e @marta, ricercatrice presso l’Università di Lancaster sul tema "plastica ed economia circolare”, parleranno di plastica e sostenibilità.



martedì 4 giugno 2019

ZERO WASTE ITALY, IL CENTRO RICERCA RIFIUTI ZERO DEL COMUNE DI CAPANNORI ED AMBIENTE E FUTURO ADERISCONO IN MODO AUTONOMO ALLA SETTIMANA DI BOICOTTAGGIO ALL'ACQUISTO DI PRODOTTI USA E GETTA E RILANCIANO LA CAMPAGNA CONTRO I PRODOTTI NON RICICLABILI DELLA "DOPPIA SPORCA DOZZINA"

La campagna più che di boicottaggio sarà di sensibilizzazione mirando in modo costruttivo i prodotti che richiedono maggiore Responsabilità dei Produttori. Trattasi in particolare di due categorie di prodotti: la prima riguarda le "merendine monouso" per bambini (anche raccogliendo un appello già lanciato dai nostri social dai bambini del PON dell'Istituto Comprensivo di Lammar- Capannori-LU);
l'altra "famiglia" riguarda una serie di imballaggi "misti" che essendo formati in parte da plastiche ed in parte da cellulosa (senza che nessuno dei due materiali prevalga) e non hanno alternativa ad essere inviati nel RUR (Rifiuto Urbano Residuo).
Scriveremo di conseguenza LETTERE PUBBLICHE ALLE AZIENDE INDIVIDUATE richiamandole a superare questi "errori" di progettazione rendendoci disponibili, però, anche a trovare insieme possibili alternative. Noi non vogliamo a priori nessun conflitto con i produttori delle aziende mirate che tuttavia, invitiamo, a collaborare.
Rossano Ercolini
Responsabile della campagna contro la "doppia sporca dozzina" e presidente di Zero Waste Italy e Zero Waste Europe
_______________________

Nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso e gerarchia Zero Waste

Due importanti aggiornamenti dal contesto UE. 

1. il Consiglio UE ha appena approvato la Direttiva SUP (plastiche monouso).

Era ultimo passaggio formale (accordo trilaterale c'era stato a Novembre, approvazione da Europarlamento sul testo concordato qualche settimana fa), dunque adesso si può davvero dire che l'Europa ha adottato la direttiva SUP.

Ora attendiamo pubblicazione su bollettino ufficiale della UE, poi partono i 2 anni (massimo) per la trasposizione.

2. Pubblicata ufficialmente da ZWE la gerarchia ZW.

È basata sulla gerarchia che avevamo elaborato qualche anno  in ZWIA (Zero Waste International Alliance), ma la integra con qualche importante declinazione ed aggiornamento, fondamentali per la situazione UE; alcune annotazioni:
* mette il trattamento termico al livello più basso, come "inaccettabile", mentre per il residuo si prevede ulteriore recupero di materia e collocazione a discarica di rifiuti stabilizzati
* espande considerevolmente, rispetto alla gerarchia UE, i livelli più alti, che sono quelli che meglio conservano risorse ed evitano prelievo di materiali
* rappresenta la gerarchia come imbuto e non come piramide, per dare l'idea della restrizione progressiva dei materiali che scendono ai livelli più bassi.

In questa nuova versione rispetto a quella ZWIA, abbiamo inserito il "chemical recycling", tema che sta diventando frequente nel dibattito in UE (e su cui altri network seguono elaborazioni ZWE), dividendolo tra
* recupero monomeri per ripolimerizzazione (questo è - o meglio sarà, quando tecnologicamente maturo - accettabile, e contribuisce a massimizzare i recuperi di materia, dunque è messo tra gli altri recuperi)
* strategie plastic to fuel, ovviamente inaccettabili e messe al livello più basso assieme ad incenerimento et similia

Nell'immagine lo schema fondamentale. 
Mentre qui https://zerowasteeurope.eu/2019/05/a-zero-waste-hierarchy-for-europe/ un articolo che spiega tutto in dettaglio. 


venerdì 27 ottobre 2017

RIFIUTI ZERO, DAL 27 AL 29 OTTOBRE LA PIANA FIORENTINA CAPITALE MONDIALE ZERO WASTE


Il 27, 28 e 29 ottobre prossimi la Piana fiorentina sarà la capitale mondiale dello Zero Waste. A Villa Montalvo, a Campi Bisenzio, si riuniranno infatti i sindaci dei 269 comuni italiani che hanno adottato la strategia Rifiuti Zero – che rappresentano oltre 6 milioni di abitanti – ma anche delegazioni dagli Stati Uniti (da San Francisco), dalla Francia (dipartimento Gironda) e dal Belgio.
La scelta di questo territorio non è casuale: è in quest'area che si sta svolgendo, probabilmente, il braccio di ferro più significativo in Italia tra i sostenitori dell'era dei rifiuti, fondata sulla centralità degli inceneritori, e i sostenitori dell'era delle risorse, fondata sulla centralità delle buone pratiche verso Rifiuti Zero. A chi dice che continua a "non vedere le alternative all'inceneritore" si mostrerà al contrario che già centinaia di comuni in Italia e nel mondo le "vedono", con gran successo per la salute dei cittadini, dell'ambiente, dell'economia locale e di quella circolare, creando posti di lavoro e puntando nei porta a porta, nei centri di riparazione riuso, nei distretti per il recupero di metalli preziosi dai RAEE-Rifiuti Elettrici ed Elettronici, nei centri di compostaggio.
Il programma sarà ricchissimo e prevede la presenza straordinaria di sindaci che si sono registrati per partecipare, già oltre 60 tra i quali la sindaca di Roma, il vicesindaco di Napoli, il sindaco di Carrara, e quelli di Livorno, Parma, Capannori, Viareggio, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio.
Saranno presenti inoltre molte delegazioni di attivisti da tutta Italia, di associazioni di volontariato (ANPAS nazionale co-promuove l'iniziativa), di realtà economiche come quelle ruotanti intorno al Progetto "Life Ecopulplast" della piana di Lucca sostenuto da importanti gruppi industriali oltre che da Zero Waste Europe.
E poi il gotha dello Zero Waste International con Paul Connett, Rick Anthony, Ruth Abbe, presidente di Zero Waste USA e Jack Macy del Comune di San Francisco.
Questo "incontro globale" non poteva non avvenire senza coinvolgere gli attori locali impegnati a difendere i già precari equilibri ambientali e sanitari della piana a partire dalle "Mamme No Inceneritore" che, tra l'altro, presenteranno il Progetto "Che aria tira" centrato sul progetto di monitoraggio, autofinanziato dal basso, della qualità dell'aria.
Infine, questo appuntamento rappresenta un atto di vicinanza verso la comunità di Sesto Fiorentino, impegnata a contrastare la realizzazione dell'inceneritore di Case Passerini, per intraprendere il percorso verso Rifiuti Zero ben supportata dall'esempio e dall'esperienza di tanti altri comuni a livello toscano, nazionale ed internazionale.

PROGRAMMA


Venerdì 27 ottobre
ore 17,00 accoglienza delle delegazioni presso villa Montalvo
ore 19,30 cena conviviale
ore 21,00
•     Dal fenomeno dei comuni italiani RZ alle lotte locali in difesa della Piana
Saluti:
Emiliano Rossi, sindaco di Campi Bisenzio; Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino 
•     Il fenomeno dei comuni italiani RZ in numeri e grafici a cura di Rossano Ercolini
Partecipano rappresentanti di associazioni e comitati locali: interverrà un rappresentante del presidio No Inc, No Aero.
Gianluca Garetti, medico di Medicina Democratica
Valentina Riemma del comitato “Mamme no inceneritore”
Ilaria Goretti dell’associazione “Un’altra Sesto è possibile”
•     L’uscita da Hera dei dodici comuni della Romagna e sulla costituzione del nuovo consorzio
Intervento:
Alea Giorgio Frassinetti, sindaco del comune di Predappio

Sabato 28 ottobre:
ore 9,00
Prima sessione – Coordinamento a cura di Rossano Ercolini
Saluti:
Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio, Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, Prof. Paul Connett, Katia Baroncelli del comitato “Mamme no inceneritore”
Interventi:
Giorgio del Ghingaro, sindaco del Comune di Viareggio e primo sindaco ad aver aderito alla strategia ZW in Italia e in Europa nel suo primo mandato a Capannori
Luca Menesini, sindaco del Comune di Capannori; Matteo Francesconi, assessore all’ambiente del Comune di Capannori Virginia Raggi, sindaca del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, assessora all’ambiente del Comune di Roma Raffaele Del Giudice, vicesindaco del Comune di Napoli Jack Macy, coordinatore Zero Waste della città e contea di San Francisco – USA
Saluti:
Alain Marois, presidente del consorzio rifiuti Smicval del dipartimento Gironda – FR
Ivan Stomeo, referente per la gestione rifiuti di Anci nazionale Concetta Mattia, Anpas nazionale.

ore 11,45 - 13,00
Seconda sessione
•     Esperienze nazionali ed internazionali a cura dei comuni e dei sindaci e amministratori partecipanti
Oltre alla partecipazione dei comuni già citati (Sesto Fiorentino, Predappio, Capannori, Viareggio, Roma, Napoli) saranno presenti i sindaci e gli amministratori dei comuni di:
Carrara, sindaco Francesco De Pasquale; Savignano sul Panaro, sindaco Germano Caroli; Parma, sindaco Federico Pizzarotti; Livorno, sindaco Filippo Nogarin; Vimercate, sindaco Francesco Sartini; Ginosa, sindaco Vito Parisi, Leverano, vice sindaco ed assessore alle politiche ambientali Carmine Antonio Muci; Imperia, assessore all’ambiente Giuseppe De Bonis; Castignano, sindaco Fabio Polini; Cupra, assessore all’ambiente Roberto Rossi; Giovinazzo, sindaco Tommaso Depalma; Pollenza, sindaco Mauro Romoli; Forlì, assessore all’ambiente Nevio Zaccarelli; Massarosa, sindaco Franco Mungai; Carmignano, sindaco Edoardo Prestanti; Senigallia, sindaco Maurizio Mangialardi; Sestri Levante, sindaca Valentina Ghio; Garlenda, sindaca Silvia Pittori; Bitetto, sindaca Fiorenza Pascazio; Augusta, sindaca Cettina Di Pietro e Danilo Pulvirenti assessore all’ambiente; Colleferro, assessore Giulio Calamita; Cosseria, sindaco Roberto Molinaro; Lucera, assessore all’ambiente Francesco Di Battista; Rescaldina, sindaco Michele Cattaneo; Codevilla, Sindaco Roberto Pastormerlo insieme al sindaco del consiglio comunale dei ragazzi e al “Comitato rispettiamo e valorizziamo il territorio”; Massafra, consigliere delegato gestione dei rifiuti Savino Lattanzi; Borgo a Mozzano, assessore all’ambiente Donatella Zanotti; Boscotrecase, sindaco Pietro Carotenuto; Agerola, sindaco Luca Mascolo; Tronzano Vercellese, sindaco Andrea Chemello; Trino Vercellese, sindaco Alessandro Portinaro; Boscoreale, sindaco Giuseppe Balzano, Santa Maria a Vico, vice sindaco Pasquale Crisci; Melpignano, sindaco Ivan Stomeo; Giulianova, sindaco Francesco Mastromauro e Fabio Ruffini assessore all’ambiente;
Tollo, sindaco Angelo Radica, Montorio al Vomano, sindaco Gianni di Centa e Agnese Testa assessore all’ambiente; Nereto, sindaco Pierino Di Pietro; Mosciano Sant’Angleo, Luca Lattanzi, assessore all’ambiente; Torre d’isola, Sindaco Roberto Casimiro Veronesi.
ore 13,00-14,30

Pranzo conviviale a “spreco zero” a cura delle cuoche del comitato “No inceneritore”.

ore 14,45 Ripresa dei lavori - Terza sessione

•     Autodifesa sanitaria e ambientale della piana FI-PO-PT
Presentazione del progetto “Che aria tira?” promosso dal comitato “Mamme no inceneritore” e finanziato dai cittadini con il crowdfunding.
Brevi relazioni dalle associazioni promotrici Ninux Firenze, Fablab Firenze, da Enrico Bisenzi - freelance media educator, da Marco Taiuti e da Giulio A. Maccacaro, società “Essere per l’epidemiologia e la prevenzione”. Il progetto nasce come start up di “Citizen scienze”.
ore 16,00
•     Le migliori pratiche ZW italiane e internazionali a confronto
Interventi di sindaci dei comuni italiani aderenti alla strategia RZ, di rappresentanti degli osservatori RZ (istituiti dalle delibere RZ), dagli ospiti internazionali, dagli esperti dello ZW international board: Paul Connett, Jack Macy, Rick Anthony, Ruth Abbe, May Permutter, Joan Marc Simon, Enzo Favoino, Paolo Contò ecc.), da Alessio Ciacci, presidente di ASM Rieti e dai referenti regionali di Zero Waste Italy. Testimonianze e contributi delle realtà promotrici e sostenitrici dell'evento.

ore 19,00 Conclusioni
In serata i partecipanti potranno visitare la vicina Firenze oppure approfittare per incontri tra le diverse delegazioni. Sempre in serata si svolgerà un incontro tra tutti i referenti regionali di Zero Waste Italy.

Domenica 29 ottobre:
ore 9,00
•     Dalle buone pratiche RZ all’economia circolare: il progetto Life Ecopulplast, dallo scarto di pulper delle cartiere ai manufatti in plastica seconda vita – coordinamento e introduzione a cura di Patrizia Lo Sciuto, vicepresidente di Zero Waste Italy
Enrico Fontana, direttore di Lucense, Centro di Ricerca del comparto cartario di Lucca
•     L’utilizzo del compost di qualità nella viticultura
Alain Marois, presidente del consorzio rifiuti Smicval del dipartimento Gironda – FR
•     Il Bio-distretto di Greve in Chianti
Alberto Bencistà, presidente del Bio-distretto
•     Opportunità derivanti dalla rete dei comuni italiani RZ: idee e proposte - Breve dibattito

ore 13,00 Saluto e conclusioni


Nel corso delle tre giornate si svolgerà la mostra d’arte che racconta la decadenza della società mettendo l’immondizia in primo piano: “A brandelli” a cura dell’associazione “Dis.forme”. [ Il presente programma potrà essere ulteriormente arricchito e pertanto rappresenta una versione provvisoria ]
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mercoledì 5 luglio 2017

Inceneritori, una pratica insostenibile


112[Nota di approfondimento a cura di A Sud, Energia per L'Italia, Ugi Colleferro e Zero Waste Europe] 
Dopo la puntata di Otto e Mezzo (guardala qui) sugli inceneritori abbiamo sentito l’esigenza di entrare nel merito di alcune informazioni date in diretta dagli altri interlocutori per sgomberare il campo da equivoci e cercare di fare chiarezza rispetto alla reale pericolosità degli inceneritori e alla loro insostenibilità economica e sociale.

C’è del marcio anche in Danimarca.
La strada sbagliata dell’incenerimento.
 

"Quella degli inceneritori è stata una strada sbagliata". 
Parole di Ida Auken, ex ministro dell’ambiente danese, dimessosi proprio per la questione inceneritori.

Una strada sbagliata che ha portato il paese nord europeo verso una crisi sistemica di gestione. Secondo Eurostat, la produzione di rifiuti urbani della Danimarca pro capite è la più alta in Europa: 747 kg a persona nel 2013 (rispetto a una media europea di 481 kg). Circa il 60%per cento di questi rifiuti domestici, inclusi i rifiuti organici ad alta potenzialità calorifica, vengono inviati direttamente all’inceneritore più vicino (ufficialmente, solo il 3 per cento viene inviato alla discarica a livello nazionale, ma questo numero non include ceneri e scorie da incenerimento che in quanto “rifiuti speciali” spesso non vengono poi riportati nelle statistiche relative agli urbani, pur derivando da essi).
Questa dipendenza dagli inceneritori ha causato l’impossibilità per la Danimarca di raggiungere gli obiettivi europei fissati dalla direttiva comunitaria per il 2020 (Direttiva quadro 2008/98) tra cui quello del 50% di recupero di materia visto che il paese incenerisce più del 60% dei rifiuti. Motivo per il quale alla Danimarca è stato concesso di adottare il calcolo semplificato, in cui il 50% si computa sulle sole frazioni carta, vetro, plastica e metallo. Ma ora la UE sta discutendo obiettivi ancora più ambiziosi (il 65 o 70%)  e sul totale del rifiuto urbano, ossia senza semplificazioni di calcolo, e questo sta mettendo in forte crisi il sistema danese di gestione dei rifiuti. Per risolvere questa criticità, e riallineare la gestione anche con gli obiettivi della strategia energetica che prevede il 100% di energia rinnovabile al 2015 (mentre dall’ incenerimento viene prodotta energia in gran parte di origine fossile, come dalla componente plastica) il ministero dell’ambiente due anni fa elaborò una nuova Strategia Nazionale (“Denmark without waste”) per abbandonare progressivamente l’utilizzo degli inceneritori favorendo e incentivando il riciclo dei materiali.
Con i suoi 26 inceneritori, il sistema danese dimostra quanto, al di là dell’impiantistica avanzata e di ultima generazione, skyline e piste da sci sulle ciminiere, l’incenerimento dei rifiuti resti una pratica insostenibile, poco redditizia e messa in profonda crisi dagli obiettivi della strategia sulla Economia Circolare, attualmente in discussione a livello europeo.
Tanto che la stessa Commissione Europea, a fine Gennaio ha adottato una Comunicazione sulla Energia da Rifiuto, che mette in guardia contro il ricorso eccessivo all’incenerimento, raccomanda di disinvestire dallo stesso, e chiede di terminare i sussidi alla produzione energetica che, ad oggi, costituisce lo strumento fondamentale (e deteriore, essendo pagato dalla collettività) per garantire l’equilibrio economico dell’incenerimento.
 

Inceneritori italiani, tra processi, infrazioni e traffico illecito di rifiuti.
Dei 40 impianti di incenerimento italiano – che bruciano rifiuti urbani e speciali, venti sono sotto la lente della magistratura con inchieste in corso per traffico illecito di rifiuti, violazioni della normativa ambientale, incidenti, emissioni sopra i limiti di legge di diossine e metalli pesanti. Per altri 12 impianti sono stati accertati violazioni delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale. Alcuni, anche nel recente passato, vennero chiusi, dopo accertamenti della Magistratura, per avere falsificato i dati sulle emissioni. C’ è anche da sottolineare che rispettare un limite non significa comunque rispettare la salute, visto peraltro che alcune sostanze, come il nanoparticolato, non sono attualmente regolamentate,  e che i monitoraggi generalmente non coprono le fasi di accensione/spegnimento per le manutenzioni periodiche, in cui si hanno emissioni ben superiori che in condizioni operative standard.
L’inceneritore di Bolzano non è da meno visto che vanta un processo per emissione di sostanze nocive oltre i limiti di legge dopo l’incendio avvenuto a novembre 2013.La realtà degli inceneritori italiani è costellata di incendi, malagestione, illeciti e costituisce da Nord a Sud del paese, fonte di aumento di ricoveri ospedalieri per gravi patologie.
L’incenerimento dei rifiuti resta una pratica insostenibile, che sottrae la possibilità di recuperare materia in favore del recupero di energia e che non consente di incrementare processi virtuosi di riduzione a monte dei rifiuti secondo i percorsi della Economia Circolare. Che peraltro, sarebbero quelli più efficienti anche dal punto di vista della minimizzazione dei costi e della creazione di indotto occupazionale.
 

Energia o materia?
A parità di materiale, l’energia recuperata con incenerimento è inferiore a quella risparmiata riciclando lo stesso materiale. Il riciclo è quindi da 2 a 5 volte più efficiente del recupero energetico e questo fattore determina un vantaggio economico diretto, oltre a un migliore uso delle risorse e a un vantaggio ambientale.
Quindi, per motivi energetici ed economici, è urgente programmare la conversione dei sistemi di raccolta rifiuti verso il massimo riciclo. Conversione che comprende la riprogettazione dei prodotti per ridurre i materiali non riciclabili immessi a consumo, oppure le plastiche miste, difficilmente recuperabili.
Ad esempio, se la media di produzione di residuo secco indifferenziato si riducesse a 75 kg per abitante all’anno, un obiettivo già raggiunto da molti Comuni italiani, sarebbe sufficiente una capacità di smaltimento di 4.5 milioni di tonnellate. I 40 impianti di incenerimento hanno una capacità totale di circa 8 milioni di tonnellate.
Raggiungere questo obiettivo consentirebbe un uso razionale delle risorse, riutilizzando le materie per nuovi prodotti, e un sensibile risparmio di energia.
I distretti che hanno seguito con coerenza i percorsi Rifiuti Zero, proprio grazie alla assenza di inceneritori, come la Provincia di Treviso, già oggi producono solo 50 kg/ab.anno di rifiuto indifferenziato residuo, e si sono posti l’obiettivo di arrivare a 10 kg nel 2023. Cosa possibile in quanto non hanno sul loro territorio la rigidità di un inceneritore da alimentare con i tonnellaggi previsti dal “business plan”.


Pertanto, la materia è più preziosa dell’energia.

A Sud
Energia per L'Italia
Ugi Colleferro
Zero Waste Europe

mercoledì 30 settembre 2015

IRLANDA: rifiutata l'autorizzazione all'inceneritore programmato a Mallusk (vicino Belfast). Il quinto su 6!

Notizia che ci arriva da Enzo Favoino e che riportiamo così come arrivata. Bene sapere che le buone pratiche italiane funzionano da riferimento principale per l'introduzione di strategie alternative.



Ciao a tutti
le belle notizie vanno condivise, anche per l'energia positiva che generano e l'ottimismo che ci danno nel portare avanti le azioni locali.

Negli ultimi mesi, come ZWE - Zero Waste Europe -  abbiamo dato un aiuto consistente agli amici della rete nordirlandese per fermare piani e programmi per alcuni inceneritori.
Dagli amici della rete locale Zero Waste è appena arrivata la notizia che il Ministero ha rifiutato l'autorizzazione all'inceneritore programmato a Mallusk (vicino Belfast, ed inteso a servire quell'area)

Da quanto ci risulta, questo è il quinto progetto fermato in Irlanda del Nord, su 6!

Qualche settimana fa io e Joan Marc Simon (Direttore di ZWE) dopo avere incontrato gli amici Irlandesi a Sofia al meeting di ZWE, abbiamo partecipato ad un convegno tenuto da loro a Derry, e stiamo lavorando in aiuto agli amici locali per fermare anche il sesto progetto, definendo una strategia locale "Zero Waste".
In tale contesto, ancora una volta le buone pratiche italiane funzionano da riferimento principale per l'introduzione di strategie efficace, convenienti, e sostenute dalle comunità locali.

Bene così, avanti così.



Enzo Favoino

lunedì 28 settembre 2015

“ZERO WASTE DREAM TEAM TOUR” ....... ANCHE IN ITALIA A SESTO FIORENTINO....NON PERDETEVELO :-)

UN  GRANDE EVENTO CHE GRAZIE ANCHE AL NOSTRO SUPPORTO FARA’ TAPPA  A SESTO FIORENTINO.
PARTECIPATE!

CENA A BUFFET, INCONTRO CON GLI SCIENZIATI E LO SCOPRITORE DELLE “ISOLE DI PLASTICA” , FIRMA DEL LIBRO DA PARTE DELL’AUTORE, VIDEO E ALTRO ANCORA… PER SOSTENERE LA BATTAGLIA CONTRO L’INCENERITORE !
PROSSIMAMENTE ALTRI DETTAGLI…...


**************

OCCASIONE SPECIALE PER CONOSCERE, TRA GLI ALTRI, IL CAPITANO CHARLES MOORE, COLUI CHE NEI SUOI VIAGGI IN MARE HA SCOPERTO LE TRE ISOLE DI PLASTICA (che non sono più 3!), FACENDO DELLA SUA PASSIONE UNA LOTTA PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE.
Lo trovate anche nel docu-film TRASHED (vedi il Trailer o l'http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e198edb3-f40e-4e5c-b9d2-42608a90d94e.htmlintegrale su RAI.TV)

PER APPROFONDIRE:

Charles Moore Oceanographer

Great Pacific Garbage Patch