VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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mercoledì 17 ottobre 2018

La Toscana in un anno passa dal 50,9 al 53,8 % di raccolte differenziate. La legge impone il 65% minimo di avvio a riciclo entro il 2012.






Di questo passo ci vorranno altri quattro anni, ovvero al 2022, per arrivare a quello che la legge imponeva entro i 10 anni precedenti. Ma non basterà perché entro il luglio 2020 l’Italia dovrà recepire la nuova direttiva europea sull’economia circolare che innalzerà inevitabilmente questi limiti. Potremmo mai pensare di avere una Regione che non solo raggiunge i limiti minimi imposti dalla legge ma che fa anche della sostenibilità e della tanto decantata economia circolare un vero faro nelle politiche dei propri servizi pubblici?
Nel 2016 anche la Campania superava la Regione Toscana nelle percentuali di raccolte differenziate, per non parlare della Sardegna che nello stesso anno superava il 60% o delle più virtuose Lombardia (68%) o Veneto (73%).
Ad una visione dei dati spiccano due grandi evidenze:
1) La responsabilità maggiore di questa arretratezza di tutti i capoluoghi che, ad eccezione di Lucca (salita a 78,3%) e Prato (71%) nessuno raggiunge gli obiettivi di legge;
2) L’arretratezza del sud della Regione dove tra le province di Arezzo, Siena e Grosseto sono solo cinque i piccoli comuni che raggiungono i limiti di legge imposti entro il 2012.
Nelle scorse settimane si sono lette dichiarazioni impegnative da parte della Regione che ha stabilito di voler raggiungere il 70% di avvio a riciclo entro il 2020. La Regione Veneto da anni ha raggiunto e superato questi livelli. Un percorso troppo lento quello della Toscana negli ultimi anni ma che potrebbe invece essere invertito con misure straordinarie. I buoni esempi non mancano come la Sardegna che proprio grazie ad uno straordinario innalzamento della tassazione sugli smaltimenti ha spinto le percentuali di riciclo in maniera esponenziale in un brevissimo arco temporale.
A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale che, se ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.
Un altro dato appare altrettanto importante nelle valutazioni di sostenibilità ambientale e nel caso di Capannori, ovvero oltre la percentuale di avvio a riciclo il quantitativo effettivo, a persona, inviato a smaltimento. La media italiana è di circa 250 kg/abitante/annui. Capannori è arrivata a circa 55 kg/ab/annui, un dato ottimo, in linea con le migliori esperienze nazionali (ad esempio il Consorzio Contarina di Treviso), merito di tante iniziative finalizzate a ridurre continuamente i flussi dei materiali che ancora vanno a smaltimento.
Il percorso adottato nel 2007 Verso Rifiuti Zero è in marcia e procede spedito, merito di una comunità che ne ha capito l’importanza, di un Sindaco ed un Assessore che stanno continuamente sul pezzo e di una grande azienda pubblica, ASCIT, che dai suoi vertici, nel Presidente e nel Direttore, fino agli operatori, sente una missione che va ben oltre il loro lavoro quotidiano ma guarda alla sostenibilità economica ed ecologica della loro comunità.
Non dimentichiamoci infatti che queste grandi performance ambientali hanno comportato enormi risparmi nei costi di smaltimento i quali hanno permesso di costruire decine di posti di lavoro senza aumenti tariffari e con una tassazione tra le più basse della Toscana e del Centro Italia.
Continuiamo ad alimentare le buone pratiche, facciamo crescere l’importanza di queste politiche, diffondiamo la sostenibilità, è l’unica possibilità che abbiamo per cercare di dare un futuro all’umanità, ai nostri figli, alla speranza. Continuiamo a contagiare di questo virus positivo sempre più comunità.




Alessio Ciacci
Già Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori
Presidente di Acsel Spa – Direttivo nazionale Utilitalia


martedì 20 settembre 2016

LA News Letter di ALESSIO CIACCI


Carissimi,
dopo la pausa estiva torniamo a far parlare le buone pratiche, gli eventi per costruire sana partecipazione, le occasioni per costruire un Paese migliore!

Un caro saluto e a presto,
Alessio Ciacci

lunedì 8 agosto 2016

Versilia: COMUNICATO STAMPA SEA

                                                                                         COMUNICATO STAMPA

FONTE IMMAG. QUI
La Rete ambientale della Versilia dà il benvenuto ad Alessio Ciacci e al suo ingresso in una delle società partecipate più importanti del nostro territorio ​ed è disponibile a collaborare col nuovo consigliere, nell'interesse della cittadinanza e dello svolgimento efficiente ed economico del servizio.
A Camaiore, a Viareggio e in tutta la Versilia, la corretta gestione dei rifiuti deve necessariamente essere improntata alla tutela dell'ambiente, della salute, del patrimonio pubblico e sul rispetto dei diritti dei lavoratori.
Dopo anni di immobilismo o, peggio, di mala gestione, siamo fiduciosi che la competenza in materia di rifiuti dimostrata in molti anni di lavoro da Alessio Ciacci, possa riuscire ad incidere positivamente anche in Sea Ambiente, riportando la trasparenza nella gestione e l'ascolto dei cittadini, al centro dell'azione del cda e della società.

RETE AMBIENTALE DELLA VERSILIA

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Nuove nomine nel consiglio di amministrazione di Sea Ambiente. Si è tenuta infatti questa mattina (4 agosto) l’assemblea dei soci dell’azienda partecipata che si occupa di rifiuti indifferenziati e spazzamento nei territori di Viareggio e Camaiore: il nuovo presidente è Fabrizio Petruzzi, segretario generale del Comune di Viareggio; il vicepresidente è Franco Maria Allegretti, dirigente del Comune di Viareggio. Entrambi sono stati nominati nel cda dell’azienda dal commissario prefettizio, Fabrizio Stelo.
Alessio Ciacci, consigliere, è stato indicato dal Comune di Camaiore con deleghe per occuparsi, per quanto riguarda Camaiore, di comunicazione, partecipazione al Pte (piano tecnico economico), controllo sull’erogazione dei servizi.
Confermato in consiglio Paolo Regini per Publiambiente, la società che gestisce servizi nel settore ambientale per diversi comuni del centro Toscana, completamente a partecipazione pubblica.
Confermata amministratore delegato, con gradimento dei soci pubblici, Alessia Scappini.
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CAPANNORI. Dopo Messina, Rieti e Val di Susa, Alessio Ciacci torna a occuparsi di rifiuti in Toscana. L'ex assessore di Capannori, Personaggio Ambiente italiano nel 2012 e affermato consulente...

martedì 1 dicembre 2015

Inceneritori e alternative, il toscano Ciacci esporta il modello “Rifiuti Zero”

DI Sara Capolungo
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Firenze - L’inceneritore di Case Passerini si farà. Pochi giorni fa è stata rilasciata l’ultima autorizzazione necessaria alla realizzazione dell’impianto di incenerimento dei rifiuti alle porte di Firenze, con soddisfazione del Pd e dell’Area Metropolitana fiorentina.
StampToscana, per l’occasione, ha fatto due chiacchiere con Alessio Ciacci, toscano di Lucca ma oramai uomo di mondo per lavoro, ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, già applicata con successo a Capannori. Che conferma che le alternative ci sono, basta solo volerle.
 A soli 35 anni, Alessio Ciacci può vantare un curriculum di tutto rispetto. Assessore all’ambiente al Comune di Capannori dal 2007 al 2013, successivamente è stato Commissario di Messinambiente, e da ottobre di quest’anno Presidente Acsel Spa (l’azienda pubblica di igiene urbana dei 39 comuni della Val di Susa) e da settembre di ASM Rieti spa (l’azienda mista multiservizi del Comune di Rieti). Sempre dal 2015 è consulente dell’Unione Europea e dell’ONU su progetti di sostenibilità ambientale, legata al riuso e riciclo dei rifiuti urbani.
Lei sembra il tipico esempio di “nemo propheta in patria”. Con un curriculum come il suo dovrebbe essere conteso e corteggiato da tutte le amministrazioni toscane. Invece lavora ormai da anni lontano dalla sua Regione. Come mai?
 “Da quando ho iniziato il mio impegno in campo ambientale, attorno ai 20 anni, ho sempre messo tanta passione per cercare di costruire percorsi di partecipazione, sostenibilità, trasparenza in tutti i contesti in cui mi sono impegnato, da quelli professionali a quelli associativi ed istituzionali, devo moltissimo alla mia terra perché mi ha dato l’opportunità di mettere in pratica molti dei miei ideali e di concretizzarli in risultati che tanti allora ritenevano impossibili da raggiungere. Mi dicevano che erano utopie. Oggi mi trovo a girare l’Italia e sono contento di cercare di alimentare percorsi di sostenibilità in altri territori, rafforzando la convinzione che ovunque sia possibile costruire ristati di eccellenza, basta la volontà. Se un giorno avrò modo di poter restituire anche nella mia regione un po’ dell’esperienza che sto acquisendo in altri contesti sarò senza dubbio felice e della cosa gioirebbe anche la mia famiglia…”.
Di sicuro saprà della possibilità- certezza- di costruzione di un nuovo inceneritore alle porte di Firenze, a Case Passerini, anche se molto osteggiato da una parte della sinistra toscana e dal movimento “Mamme No Inceneritore”. Come giudica quest’eventualità? La ritiene una scelta irreversibile tale da pregiudicare una futura, e augurabile, conversione alla politica del riciclo e del riuso dei rifiuti?
 “Girando l’Italia e a volte l’Europa ho avuto la fortuna di conoscere moltissime esperienze e ad oggi credo possiamo essere orgogliosi di avere in Italia una delle migliori aziende pubbliche di gestione dei rifiuti urbani a livello europeo. Mi riferisco a CONTARINA, l’azienda che serve circa 600 mila abitanti nell’area di Treviso e che, avendo raggiunto l’85% di raccolta differenziata sull’intero bacino vuole incrementare di un ulteriore 10% questo risultato entro i prossimi anni. Queste sono le sfide che secondo me servono al nostro paese e al nostro pianeta, non le scelte che poi di fatto, impediranno agli amministrazioni locali di essere così ambiziosi. Inevitabilmente, infatti, quel tipo di investimenti impiantistici sullo smaltimento costringe ad indirizzare gli scarti verso la combustione per molti anni. Rifiuti Zero è un cambio di paradigma senza il quale, ci dicono gli scienziati di tutto il mondo, termineremo presto le materie prime e la capacità del pianeta di assorbire i nostri esagerati impatti ambientali”.
 Cosa suggerisce, ammesso che lo voglia fare, agli amministratori della Piana fiorentina per cercare di alleggerire il carico di inquinamento che già grava su questo fazzoletto di terra, in previsione anche dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola? In quanto tempo è possibile organizzare e rendere efficace una politica di “Rifiuti Zero”?
“In questo campo volere è potere, un altro esempio positivo lo voglio prendere dal Sud: la città di Barletta, in Puglia, che con oltre 100 mila abitanti in un anno è passata da percentuali molto basse di raccolta differenziata a livelli oltre 75% grazie al Porta a porta. La volontà regola le scelte, in questo campo volere è potere, altrimenti a cosa servirebbero le istituzioni e la politica? Solo ad amministrare l’esistente senza guardare al futuro? Se fosse sempre stato così saremmo fermi all’età della pietra…”.
 Nel libro “L’Anticasta. L’Italia che funziona”, scritto con altri amministratori locali, ha affermato: “La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità”. Dal suo punto di vista privilegiato di amministratore, crede che i cittadini siano pronti ad abbracciare una nuova forma mentis e un nuovo modus operandi pur di salvaguardare l’ambiente? E quanto invece lo sono i politici?
 “Anche in Sicilia, dove ho lavorato fino a pochi mesi fa, l’ultima regione italiana per livelli di raccolta differenziata, siamo riusciti a raggiungere il 75% di raccolta differenziata in alcuni quartieri di Messina e di Taormina confermando la mia convinzione che non esistono ostacoli insormontabili, geografici o culturali per raggiungere questi risultati, basta la volontà e la determinazione delle istituzioni e la volontà di queste di aprirsi alla partecipazione della cittadinanza”.
 Nel libro “Calendario della Fine del Mondo”, scritto con altri esperti di tematiche ambientali, ha commentato: “La strategia Rifiuti Zero rappresenta un exit strategy dalle logiche di smaltimento, per abbandonare il concetto del rifiuto, minimizzare il consumo di materia e considerarla tale anche post-consumo. Ambiente e politica rappresentano due beni comuni fondamentali”. Se da un lato questi sono concetti sempre più condivisi dalla società, non crede tuttavia che permangano ancora delle innumerevoli resistenze sul piano pratico? Spesso infatti la tutela ambientale cozza drammaticamente con l’idea di un certo tipo di progresso…
” Se il ruolo della politica è quello di proporre alla comunità modelli di futuro, credo che le istituzioni e le forze politiche debbano farsi carico, come avveniva anche qualche decennio fa, di un ruolo di dibattito, crescita culturale, formazione che è essenziale nella società. Non possiamo far tutti finta di non sentire quello che gli scienziati di tutto il mondo ci stanno dicendo da anni con allarmismo sempre crescente. Di questo passo apriremo gli occhi quando ormai è troppo tardi. Ma se vogliamo bene ai nostri figli e non vogliamo compromettere a loro e ai nostri nipoti la facoltà di vivere su questo pianeta dobbiamo fare una rivoluzione ecologica altrettanto forte come fu quella industriale. Solo se raccoglie questa sfida, io credo, la politica possa dare risposte alle sfide vere del nostro millennio. Sarebbe anche il modo migliore per rispondere alla crisi economica e superare paradigmi di una crescita svincolandoli all’aumento dello spreco di materie prime ed energia”.
Nel 2012 le fu assegnato il premio come “Personaggio Ambiente” dell’anno. In quell’occasione dedicò il premio a Dario Ciapetti, sindaco di Berlingo e coordinatore per il Nord dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, prematuramente scomparso e a cui è stato intitolato anche un premio. Nel suo Pantheon di riferimento- rispolverando un termine in voga qualche anno fa- chi mette insieme a Ciapetti? C’è posto anche per Alexander Langer?
 “Assolutamente sì, abbiamo avuto ed abbiamo grandi maestri dell’impegno civile ed ecologista in Italia, connettere le loro esperienze, imparando da ognuna le chiavi delle loro conquiste è essenziale per maturare consapevolezza e cercare di orientare al meglio il proprio impegno. Tra i maestri che non ci sono più voglio ricordare anche Danilo Dolci, che ha saputo unire all’impegno civile contro le mafie ed i soprusi un’azione educativa e pedagogica a cui hanno guardato da tutta Europa. Tra coloro che ancora possiamo avere la fortuna di incontrare voglio citare Francuccio Gesualdi, già allievo di Don Milani, e tra i primi che ha compreso l’importanza di connettere l’impegno locale ad analisi di problematiche globali su cui anche nel piccolo e nel locale è essenziale poter agire”.
 Lei è stato tra i principali promotori della proposta di legge RifiutiZero, approdata da qualche mese alla Commissione Ambiente della Camera, e ancora in fase di discussione. Ma qualora venisse approvata, quanto questa legge è attuabile vista l’attuale crisi delle casse degli enti locali?
 “La proposta di legge è consultabile sia sul sito della Camera che sul sito della campagna www.leggerifiutizero.iti. La legge prevede l’avvio di meccanismi di premialità e penalità per spingere tutte le amministrazioni locali a rispettare la legge (che obbliga a raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro la fine del 2012), così come ad incentivare, tramite facilitazioni fiscali, l’industria del riciclo che a sua volta serve per spingere le amministrazioni locali a dare maggiore economicità alle raccolte differenziate. Ci sono stati plausi, durante le prime audizioni, da tutti gli schieramenti politici, e speriamo davvero che la discussione possa approdare quanto prima alle camere perché il nostro paese ne avrebbe davvero tanto ed urgente bisogno”.
 Un’ultima domanda. Come s’immagina il futuro per sua figlia, e per tutti i bambini? Sarà un pianeta ambientalmente più attento e sensibile?
 “Per natura sono ottimista. Questo non vuol dire che non percepisca la gravità e la complessità della crisi ambientale che sempre più ci minaccia, così come la gravità del fatto che molti nei media, nella società civile, nella politica, nelle istituzioni ancora non ne comprendano la centralità. Ma sono sicuro che non possiamo più mettere la testa sotto la sabbia e per fortuna in ogni settore c’è chi, al di là degli interessi di parte, sta dimostrando l’importanza di lavorare su questi temi. Ad esempio nel settore dell’informazione grande è stato il successo di una trasmissione come Scala Mercalli sui media nazionali e proprio a inizio del prossimo anno inizierà una nuova serie e che, non a caso, tornerà ad affrontare la centralità della tematica del riciclo degli scarti che ogni giorno produciamo nei consumi e nelle attività produttive”.
foto: www.ecoo.it

giovedì 24 settembre 2015

ASM, il nuovo Presidente è Alessio Ciacci

foto mia2L’assemblea dei soci di Asm Spa ha proceduto, in data odierna, alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Il nuovo presidente dell’Azienda è Alessio Ciacci, esperto in gestioni societarie, beni comuni, rifiuti e raccolta differenziata.  
L’ultimo incarico ricoperto da Ciacci è stato quello di Amministratore unico di Messina Ambiente e consulente presso l’Ue. Una scelta di altissimo profilo che mette l’Azienda partecipata dall’Amministrazione comunale nelle condizioni di rilanciarsi ed essere più efficiente ed efficace nell’erogazione dei servizi.
Oltre alla nomina del presidente, l’assemblea dei soci, su proposta del sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, con il voto contrario del socio privato, ha diminuito il numero dei membri del CdA da 5 a 3 e ha deliberato una cospicua riduzione dei compensi agli amministratori. Il costo di funzionamento del CdA passa, infatti, da 170mila euro a 77mila euro l’anno. Inoltre è stata eliminata anche la figura dell’amministratore delegato. Gli altri due membri del consiglio di amministrazione nominati oggi, sono Elena Leonardi (vicepresidente) e Maurizio Camerini.
“Ringrazio Alessio Ciacci – dichiara il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli – per aver accettato la proposta di guidare il rinnovamento dell’Azienda. Sono convinto che ora sarà più facile perseguire politiche virtuose in materia di rifiuti e rendere Asm più moderna ed efficiente, anche nel settore dei trasporti e delle farmacie. Altro obiettivo da centrare è quello di eliminare sprechi e risparmiare”.
“Inizia da oggi – dichiara il neo presidente Ciacci – un nuovo corso aziendale ispirato ai più alti principi di sostenibilità ambientale e di partecipazione, che vuole dare forza al valore del servizio pubblico, alla sua efficienza e a una comunità che vuole guardare al futuro”.
articolo asm

Rifiuti: Il Friuli finanzia i Centri del Riuso

centro riusoIl Friuli Venezia Giulia ha approvato “Linee guida regionali per la realizzazione e la gestione dei Centri di riuso”, documento che offre un supporto pratico ai Comuni che vogliono dotare il proprio territorio di tali strutture. Per quanti non avessero familiarità con questo termine, si tratta di aree destinate al riutilizzo di beni in disuso, generalmente integrati in maniera diretta con la gestione dei rifiuti. I Centri di riuso hanno il compito di intercettare e reimmettere in circolazione grandi volumi di oggetti scartati ma ancora riutilizzabili, quali mobili, giocattoli, materiali edili, elettrici, informatici, elettrodomestici, prima che essi diventino veri rifiuti. In questo contesto, le nuove linee guida cercheranno di agevolare gli enti locali nella fase progettuale, costruttiva e gestionale delle strutture, mettendo a disposizione dei Comuni interessati contributi economici ad hoc.
“La diffusione, sul territorio, di questi Centri – ha spiegato l’assessore all’Ambiente ed Energia Sara Vito – riveste una duplice valenza: ambientale e sociale. Accanto alla riduzione della produzione dei rifiuti si affianca, infatti, la possibile destinazione dei beni usati per il riutilizzo anche a fini sociali”. “E’ già previsto – continua l’assessore – uno stanziamento di 500.000,00 euro in assestamento, proprio per finanziare i Comuni che faranno domanda per la realizzazione dei Centri di riuso”.
Nel dettaglio il documento illustra le caratteristiche e le dotazioni tecniche delle strutture, siano esse a carattere comunale o intercomunale, favorendo l’organizzazione della Rete dei Centri di riuso in modo interconnesso con i Centri di raccolta comunali e intercomunali dei rifiuti urbani e assimilati anche per facilitare la ridistribuzione dei beni in funzione delle esigenze dei cittadini. Le Linee guida, sono state redatte dal Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia, tenendo conto sia delle normative europee, che impongono agli Stati membri di adottare misure di prevenzione della produzione dei rifiuti che di quella italiana.
Rinnovabili.it

Rifiuti, è un flop l’uso dei cassonetti con chiavetta

flop cassonettiRifiuti, flop chiavi cassonetti: Regione paga 70mila euro, il Comune le ritira
Il sistema, ormai fallito in molti contesti italiani in cui è stato sperimentato,  è costato 70mila euro più i soldi per la manutenzione ed era stato avviato a San Mauro Pascoli, piccola realtà in provincia di Forlì. Ma invece di aumentare la percentuale di differenziata l’ha diminuita
Era stata presentata come l’idea del futuro, principio di una nuova era che avrebbe reso i nostri cassonetti intelligenti e tecnologici: chiavette elettroniche, in grado di migliorare “la quantità e la qualità della raccolta differenziata”, e di tracciare il ciclo di una bottiglia di vetro o di un cartone di latte usato. E invece sono bastati 4 anni per ribaltare la situazione e trasformare un esperimento di ultima generazione, firmato dalla multiutility Hera, in un vero e proprio flop, costato alle casse pubbliche 70mila euro e altre migliaia di manutenzione.
Il sistema era stato avviato a San Mauro Pascoli, piccola realtà in provincia di Forlì, scelta come città apripista. Ma invece di aumentare la percentuale di differenziata l’ha diminuita. È stata la stessa amministrazione comunale ad ammettere il fiasco e a decidere il dietrofront, annunciando la sospensione della modalità di raccolta rifiuti con l’accesso elettronico attraverso E-Key, dal 1 gennaio 2015. “L’abbiamo provato – racconta il sindaco di San Mauro, Luciana Garbuglia – e nel primo anno abbiamo ottenuto buoni risultati, passando dal 35% al 54% di raccolta differenziata. Successivamente però sono emerse delle difficoltà nella gestione del meccanismo, con costi esagerati di manutenzione. E la percentuale di differenziata è calata di nuovo al 46%”.
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Avviata nell’autunno del 2011, l’iniziativa delle E-Key, di cui il colosso dei rifiuti Hera è comproprietaria del brevetto, aveva coinvolto circa 12 mila abitanti. Ossia 4.700 utenze per 600 cassonetti, compresi i bidoni da 240 litri. Un “sistema flessibile” l’aveva definito Hera, finanziato con 70mila euro dalla Regione Emilia Romagna. “Si inserisce la chiave elettronica nell’apposita fessura – si legge in un vecchio volantino – e il contenitore riconosce l’utente, che può così gettare i propri rifiuti. La chiave elettronica è personalizzata, consegnata casa per casa, apre solo i contenitori dell’isola ecologica assegnata alla specifica utenza”.
Un gioco da ragazzi? Non proprio, visto che dopo alcuni mesi, negli uffici comunali hanno cominciato a moltiplicarsi le segnalazioni degli abitanti, tra chi aveva perso la chiavetta, chi l’aveva smagnetizzata, chi aveva trovato la serratura inceppata o guasta e quindi era stato costretto a lasciare il sacchetto dei rifiuti nel primo bidone disponibile. “Una parte di responsabilità sta nella progettazione: il sistema era troppo delicato, non era adatto, e nel tempo non ha retto. Anche perché veniva applicato su cassonetti di vecchia generazione. C’è poi una responsabilità del cittadino: alcuni forzavano la serratura, rompendola. Era un’iniziativa che andava abbinata a un lavoro di educazione” spiega ancora il sindaco.
Archiviate le chiavette, ora a San Mauro si sta lavorando per avviare un mero tecnologico sistema di porta a porta. Intanto però la polemica resta. “Quello delle chiavette è stato un fallimento da tutti i punti di vista” attacca il Movimento 5 stelle. “E si poteva evitare. Bastava semplicemente usare il buon senso, e andare a vedere l’esperienza dei comuni che avevano adottato quella gestione. Tutti ne erano usciti per i problemi che comportava. Basti pensare che quando un cassonetto era rotto o non si riusciva ad aprire (e capitava molto spesso) si versava nel primo bidone utile. Il comune di San Mauro Pascoli ha l’obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata, ma l’unico modo, lo ripetiamo da sempre, è il porta a porta”.
di Giulia Zaccariello – Il Fatto

Lucart Group trasporto su rotaia raddoppiato in due anni e oltre 7.500 tonnellate di CO2 in meno in atmosfera

LucartL’Azienda toscana presenta il nuovo Rapporto di Sostenibilità:
Anche ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche e utilizzo di materiali di recupero, confermano l’impegno del Gruppo nella gestione di un business ecosostenibile
Trasporto su rotaia raddoppiato in due anni, fotovoltaico e business che puntano sull’economia circolare. Il Rapporto di Sostenibilità 2014 di Lucart Group, pubblicato per il decimo anno, conferma così l’impegno del Gruppo nella gestione di un business ecosostenibile.
“Da oltre 60 anni Lucart è impegnata a sviluppare un progetto di business sostenibile lungo tutta la filiera, a partire dall’approvvigionamento dalle materie prime fino alla distribuzione del prodotto finito, adottando un modello circolare di produzione che limiti al massimo l’utilizzo di risorse non rinnovabili e massimizzi l’efficienza del riutilizzo”.  Le parole di  Massimo Pasquini, Amministratore Delegato Lucart Group, spiegano come sin dai suoi esordi Lucart si è adoperata nel rendere sempre più armonico il rapporto tra impresa, persone e ambiente: ogni giorno lavora per organizzare i propri sistemi produttivi e logistici tutelando il territorio e i lavoratori.
Ecco alcuni passi importanti del Rapporto di Sostenibilità, consultabile integralmente nel sito web www.lucartgroup.com:
–    Trasporto su rotaia: dal 2012 al 2014 Lucart ha quasi raddoppiato (da 385 a 657) il numero di vagoni utilizzato per il trasporto delle proprie merci, con una riduzione sensibile sia del traffico sia delle immissioni inquinanti tipiche del trasporto su gomma pari a circa 292 tCO2 in meno emesse in atmosfera.
–    Nel 2014 il ricorso a fonti energetiche alternative rinnovabili ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 1.200 tCO2 in totale. Nello specifico i due impianti fotovoltaici realizzati uno nel territorio di Capannori (2011) e l’altro nello stabilimento di Avigliano (attivo dal 2013), hanno permesso di evitare l’immissione in atmosfera di 914 tCO2.
–    Grazie all’aumento della quantità di acqua riutilizzata nel processo produttivo e alla riduzione dei fabbisogni per il processo produttivo stesso, nel 2014 Lucart ha ridotto del 9,6% (vs. 2013) il consumo idrico per tonnellata di carta prodotta.
–    Le centrali di cogenerazione alimentate a gas metano degli stabilimenti di Porcari e di Castelnuovo di Garfagnana, che coprono interamente il fabbisogno energetico e generano un surplus che viene immesso in rete, unitamente ad altri interventi di riduzione dell’utilizzo di gas metano e vapore, hanno permesso di evitare 6.300 tCO2 in atmosfera.
Tutti gli interventi sopramenzionati, unitamente alle altre azioni, hanno scongiurato l’immissione in atmosfera di oltre 7.500 tCO2.
A dimostrazione del sistema di economia circolare adottato, il Rapporto di Sostenibilità mette inoltre in evidenza anche il progetto Fiberpack® che ha permesso di evitare 28.715 t di CO2 in atmosfera e 164.175 alberi non tagliati.
Fiberpack®, l’innovativo processo di trattamento, messo a punto nel 2011 da Lucart Group, grazie alla collaborazione con Tetra Pak®, che separa con precisione le fibre di cellulosa dal resto dei materiali, utilizzando una tecnologia pulita e a rifiuti zero che permette il recupero del 100% dei componenti dei cartoni per bevande. Questa tecnologia ha consentito di recuperare 995 milioni di cartoni per bevande (da 1 litro) in un anno, evitando più di 68.356 metri cubi di discarica.
Lucart Group
Lucart Group, gruppo industriale italiano di respiro multinazionale, nato in provincia di Lucca nel 1953, è tra i principali produttori a livello europeo di carte monolucide e prodotti tissue (articoli in carta destinati al consumo quotidiano quali carta igienica, carta per cucina, tovaglioli, tovaglie, fazzoletti etc.). Gli oltre 60 anni di attività hanno permesso all’azienda di sviluppare il know-how, l’esperienza e la tecnologia necessari per realizzare prodotti di qualità in grado di rispondere al meglio alle esigenze della clientela. Gli impianti produttivi nei vari stabilimenti del Gruppo consentono di realizzare un’ampia gamma di prodotti avendo il controllo su tutte le fasi del processo produttivo, dalla scelta delle materie prime sino alla definizione delle caratteristiche del prodotto finito. La capacità produttiva di Lucart Group è di 300.000 tonnellate/anno di carta, ripartita su 10 macchine continue (di cui una per carta airlaid) e 54 linee di converting. Le attività produttive dell’azienda sono distribuite su 3 Business Unit (Business to Business, Professional e Consumer), impegnate nello sviluppo e nella vendita di diversi prodotti con brand distintivi tra cui Tenderly, Tutto, Grazie Natural e Smile (area Consumer), Lucart Professional, Tenderly Professional, Fato e Velo (area Professional). Le gamme includono prodotti nati per soddisfare le esigenze di diverse tipologie di utenza, dalla grande impresa al consumatore finale. Il fatturato consolidato è di circa 400 milioni di euro e le persone impiegate sono 1.200, 6 gli stabilimenti produttivi (5 in Italia e 1 in Francia) con una superficie totale di 750.000 m2. Lo stabilimento di Diecimo (LU) è uno dei più grandi stabilimenti europei dedicati alla produzione e trasformazione di carta tissue. Lucart rappresenta da sempre una realtà fortemente orientata all’innovazione, ad esempio è stata la prima azienda italiana ad aver sviluppato la tecnica della disinchiostrazione dei maceri per la produzione di carta tissue e monolucida sottile per imballaggi flessibili. Lucart ha sviluppato il primo impianto in Italia in grado di recuperare le fibre di cellulosa presenti nei contenitori Tetra Pak®, un progetto eco-rivoluzionario che ha permesso di ottenere una carta di ottima qualità nel pieno rispetto dell’ambiente. La qualità dei prodotti ed il rispetto dell’ambiente sono da sempre alla base delle scelte strategiche del Gruppo, ne sono esempio le varie certificazioni conseguite come Ecolabel (prima azienda italiana certificata), PEFCTM, FSC®, UNI EN ISO 9001 e 14001 ecc. Lo stabilimento di Diecimo rappresenta una delle prime strutture industriali integrate, cartiera e converting nello stesso sito, a livello europeo per la produzione di carta tissue ad aver ottenuto la registrazione ambientale EMAS.
Ufficio Stampa Lucart Group
Encanto public relations
+39 0266983707 – Maria Amendolagine; m.amendolagine@encanto.biz