VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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lunedì 22 giugno 2026

A MONTALE: INCONTRO PUBBLICO GIOVEDI' 25 GIUGNO ORE 21. CHIUSURA INCENERITORE DI MONTALE e altre proposte.

Intervento della dott.ssa Patrizia Gentilini per Atto Primo: Salute Ambiente Cultura

Iniziativa importante per la salute di tutti i Toscani
Per approfondimenti
INVITO ALL' INCONTRO PUBBLICO GIOVEDI' 25 GIUGNO ORE 21 presso la
CASA DEL POPOLO MONTALE - CIRCOLO ARCI Via Martiri della Libertà angolo via Amendola
PROMUOVONO: IononCISto Montale e Agliana - RIFIUTI ZERO ITALIA - MEDICINA DEMOCRATICA, Firenze- ASSOCIAZIONE ALLEANZA BENI COMUNI ODV, Pistoia - ASSOCIAZIONE ATTIVA PRATO - TAT Montefoscoli (Pi).

1. I conclamati effetti dannosi per la salute umana e per l' ambiente nei lunghi anni di esercizio, ampliati dagli effetti di bioaccumulo nella catena alimentare, impongono la chiusura dell' impianto di incenerimento di via Tobagi (Montale Stazione) e la sua dismissione in tempi certi, accompagnata dalla bonifica ambientale e territoriale. Per la dismissione e la bonifica, i gestori dell' impianto erano obbligati ad accantonare le risorse monetarie necessarie. DOVE SONO ?

2. L' Aato (Ambito territoriale Ottimale ) Toscana Centro propone oggi, come una opzione possibile, il raddoppio delle quantità di rifiuti e residui che verrebbero inceneriti nell' impianto di Via Tobagi, ed essendo impossibile a detta del CIS un ampliamento, ciò vorrebbe dire smantellamento, bonifica e costruzione di un inceneritore più grande. Una scelta nociva e costosa che dilaterebbe i tempi di gestione virtuosa dei residui, con inutile spreco di denaro dei cittadini, gli unici a fornire il capitale monetario attraverso il pagamento delle tariffe.

3. La proposta di raddoppiare le quantità di rifiuti da incenerire a Montale, rientra nella decisione della Regione e della giunta Giani, di rilanciare pesantemente la filera della combustione dei rifiuti con impianti di incenerimento e con tecnologie analoghe, come l' ossicombustione. Una decisione in aperta violazione della stessa legge regionale di gestione dei rifiuti e di economia circolare. Economia circolare che sta diventando ogni giorno di più una foglia di fico per coprire pratiche nocive e costose, processi produttivi lineari, in aperto contrasto con le norme e le direttive dell' Unione Europea che puntano sul riutilizzo dei materiali, delle materie scarse e delle terre rare ( vedi il riutilizzo dei RAEE, per fare un solo esempio). Norme europee basate sulla logica Do Not Significant Harm ( Non arrecare danni significativi ). L' ampliamento e l' estensione della filiera della combustione dei rifiuti riguarda : l' inceneritore di Montale, quello di Poggibonsi / San Gimignano, San Zeno (Ar), il possibile riavvio dell' incenerimento di fanghi a Baciacavallo (Po). E infine la realizzazione dell' Ossicombustore nell' area della discarica Belvedere SpA di Legoli/Peccioli. Un impianto non provato a livello industriale.

4. L' inceneritore di via Tobagi è in proprietà pubblica dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata (azienda CIS). Le proprietà pubbliche sono state truffaldinamente trasformate in SpA e quindi agiscono nell' ambito del diritto privato, e sono finalizzate al profitto, in violazione della Costituzione repubblicana che le riferisce a quello che valenti costituzionalisti indicano come Stato Comunità ai sensi degli articoli 2,3,4, 41, 42, 43, 44 della Costituzione. Sono in possesso ed in uso degli abitanti attuali e futuri. Spetta quindi agli abitanti - anche a tutela delle generazioni future, dell' insieme degli esseri viventi e dell' ambiente - decidere sulla proroga o sulla chiusura dell' inceneritore. Questo il senso reale e costitutivo della partecipazione ai sensi degli articoli 2, 3 e 118 comma 4 della Cost. Rep. e di numerose esperienze emergenti e consolidate, di lotta e di proposte alternative sui servizi e sui beni comuni, non solo relative al Codice del Terzo Settore. Per la regione Toscana, il riferimento normativo può essere alla legge regionale 71/2020 ( Governo collaborativo dei beni comuni e del territorio, per la promozione della sussidiarietà sociale ). NOI ABITANTI SIAMO GLI UNICI AVENTI TITOLO A DECIDERE. VOGLIAMO DIFENDERE LA NOSTRA SALUTE E L' AMBIENTE. PER QUESTO SIAMO CONTRARI ALLA COMBUSTIONE E ALL' INCENERIMENTO DEI RIFIUTI. E NON SIAMO DISPOSTI A PAGARE ATTRAVERSO TARIFFE SEMPRE PIU' ALTE PER GESTIONI E IMPIANTISTICHE DELLE QUALI SI PUO' FARE A MENO.

5. La convenzione tra Aato Toscana Centro e Aato Toscana Costa - ed in particolare con l' area pisana e la Valdera che sono diventate la pattumiera della Toscana - definisce in Aato Centro come impianti minimi ( quelli che dovrebbero chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti ) : l' inceneritore di Montale, la discarica di Fossetto, Monsummano; e la discarica Belvedere di Legoli/Peccioli che si trova in Valdera! LA LOGICA DI QUESTA CONVENZIONE E' ESTRANEA ALLA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI, DEL RIUTILIZZO, DEL RICICLAGGIO E DERIVA ANCHE DALLA INSOPPORTABILE INADEMPIENZA DI ALCUNI COMUNI DELLA TOSCANA CENTRALE IN PARTICOLARE FIRENZE E PISTOIA CHE SONO FUORI LEGGE RISPETTO ALLE RACCOLTE DIFFERENZIATE E ALL' AVVIO AL RIUTILIZZO/RICICLO, IMPEDENDO COSI' PER L'ATO CENTRO LA RIDUZIONE DELLE QUANTITA' DI RUR (Rifiuto Urbano Residuo).

6. Gli incendi che si verificano sempre più spesso in diverse aziende di stoccaggio e trattamento rifiuti o in discariche : Scapigliato, Capannori-Porcari, e più di recente alla azienda Delca Energy di Vicopisano con danni ambientali e sanitari di cui ancora non abbiamo i contorni in termini di nocività e che hanno portato alla formazione di diossine e furani, hanno al centro a) la esorbitante produzione di plastiche; b) il loro stoccaggio in quantità troppo grandi per una corretta gestione e con il rischio di combustione; c) il rapporto con la filiera della combustione dei rifiuti : alla Delca Energy veniva prodotto CSS (Combustibile Solido Secondario) da rifiuti plastici e multimateriale che vengono utilizzati per essere bruciati in cementifici, inceneritori, centrali termiche. Una filiera di economia linerare nociva/pericolosa.
7. La filiera della combustione può essere abbandonata attraverso pratiche già mature e certificate di riutilizzo, riuso e riciclaggio e con una impiantistica a freddo in un' ottica di reale e socialmente virtuosa economia circolare.

RILANCIAMO LE NOSTRE PROPOSTE ALTERNATIVE ALLA COMBUSTIONE E ALL' INCENERIMENTO E LE MOBILITAZIONI

* Riorientamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti a valenza ecoenergetica e senza combustione;
* Costruzione dei singoli piani d'ambito anche con una partecipazione alla elaborazione e alle decisioni degli abitanti e delle realtà di base;
* Moratoria delle fabbriche nocive legate alla gestione e alla produzione dei rifiuti (inceneritori e impianti tipo Delca Energy);
* Informazione e mobilitazione in Aato Toscana Centro e negli altri territori anche con la costruzione di una Mappa concettuale con varie tematiche e dati.
COSTRUIRE INSIEME una grande manifestazione regionale probabilmente in area pisana/Valdera PER SETTEMBRE.
Giovedì 25 ore 21 ne parliamo con IO NONCISTO (attivista), Rifiuti Zero (Bertini, Ercolini, Seghetti), Attiva Prato (Sergio Benvenuti), Associazione Alleanza Beni Comuni Pistoia (Rosanna Crocini), Medicina Democratica (Marco Paganini), TAT Montefoscoli (Andrea Calloni), e con comitati, associazioni, consiglieri comunali (Montale, Agliana, Quarrata, Montemurlo, Pistoia) con assessori e sindaci interessati.

Atto Primo: Salute Ambiente Cultura

La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero

martedì 17 maggio 2022

Dal blog di Valdisieve in Transizione: Inceneritore a roma: non ci resta che piangere

 

Una mattina mi son svegliato e ho trovato, come Benigni e Troisi, che si era in un’altra epoca.

Quella in cui si costruivano ancora quelle strutture inquinanti e distruttrici di risorse che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori. In realtà essi non termo-valorizzano proprio nulla. E’ infatti dimostrato che una selezione più raffinata del rifiuto residuo (RUR), finalizzata al recupero di materia, produrrebbe, tramite il riciclo dei materiali ripescati, un maggiore rendimento energetico di quanto se ne produrrebbe bruciandoli. E’ anche noto che il rendimento energetico lordo degli inceneritori è complessivamente di circa il 24%, e che questi abbisognano di immissione di metano per funzionare correttamente, un rendimento davvero molto basso, che non giustifica lo spreco di materia.

Gli inceneritori producono emissioni climalteranti di origine fossile in misura minore solo al carbone, in misura maggiore al metano, all’intero comparto termoelettrico e anche ai prodotti petroliferi. L’impronta di carbonio dell’incenerimento è tra i 650 e gli 800 grammi di anidride carbonica fossile per ogni kWh prodotto, quello medio di produzione energetica europea è oggi di circa 250. Dovremmo chiamarlo piuttosto “termoSvalorizzatore”.

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Inoltre, ancora prima di arrivare alla selezione del rifiuto residuo, la normativa UE indica una gerarchia ben precisa di azioni per la gestione dei rifiuti, che mette al primo posto: prevenzione alla produzione, riuso e riciclo, e solo agli ultimi due posti si trovano il recupero energetico e lo smaltimento. Cosa sta facendo, pensa di fare, farà Gualtieri riguardo alle azioni descritte ai primi tre?

L’inceneritore di Roma brucerà, irrimediabilmente, 600.000 tonnellate di rifiuto all’anno. Auguri ai residenti dei comuni limitrofi che si troveranno scaricate, in un’area molto densamente popolata, tonnellate di emissioni nocive, e non elencheremo qui tutti i veleni, ben conosciuti, e le loro conseguenze, altrettanto ben conosciute. Quasi un terzo di quelle 600.000 tonnellate ogni anno finirà in discarica come scorie e ceneri, in parte pericolose. Gualtieri sa già dove le metterà? Complimenti per una soluzione che avrebbe dovuto “diminuire” gli smaltimenti in discarica. Gli altri due terzi finiranno nell’aria, sui campi, negli orti, nei polmoni, sui panni del bucato. Lasciamo perdere i filtri. Non filtrano tutto. E ogni tanto vanno puliti, sostituiti e le scorie smaltite. In conclusione, se entrano 600.000 tonnellate, 600.000 ne escono. Non c’è alternativa. E non ci sfugge che dentro a quel rifiuto, non tanto residuo, ci sono tanti materiali, che, ora più che mai, sono diventati rari e preziosi. 

Secondo i dati ISPRA 2020 il comune di Roma ha il 43,75% di raccolta differenziata (RD). Si può sicuramente fare meglio. Secondo il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) della Regione Lazio, approvato nel 2020, uno degli obiettivi da raggiungere è il 70% di RD per tutta la Regione nel 2025. Forse il Piano poteva essere un po’ più ambizioso, visto che che le Direttive Europee sull’Economia Circolare superano la raccolta differenziata fine a se stessa e per il 2030 chiedono l’effettivo riciclo del 70% per gli imballaggi e del 60% sui rifiuti urbani. E comunque, in quel Piano, già con quegli obiettivi, non si prevede un inceneritore per Roma.

La soluzione migliore per Roma, la più efficace per garantire un’effettiva riduzione e differenziazione dei rifiuti, rimane l’estensione, su tutto il territorio, della raccolta  Porta a Porta, come fa una piccola città come Milano. AMA non ha nulla di meno di altri gestori e i romani hanno  due mani come tutti gli altri e siamo certi che vorrebbero usarle per avere una città migliore.

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Fatte tutte le azioni sopra elencate rimarrebbe comunque del rifiuto residuo, ma in quantità più contenuta. E, come si diceva all’inizio, se ne potrebbe fare una selezione più raffinata. Nello stesso PRGR si dice in più punti che la dotazione di impianti per la selezione del rifiuto residuo (TMB) è ampiamente insufficiente per l’area di Roma Capitale, ma che la dotazione regionale è nel complesso sufficiente, solo che alcuni impianti sono sotto utilizzati. Quindi che si fa? Si bruciano materiali riciclabili, sempre più preziosi?

Gli impianti TMB esistenti sono attualmente finalizzati, alla stabilizzazione per la discarica o alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), la cui destinazione è l’incenerimento.  Se venissero rinnovati, così come indicato dal PRGR, e trasformati in impianti di nuova generazione, basati su tecnologie avanzate di selezione e recupero di materiali, potrebbero ulteriormente ridurre il rifiuto romano residuo, la cui quantità, alla fine, potrebbe risultare inferiore a quella costituita dalle ceneri che l’inceneritore produrrà. E allora perché spendere tanti soldi per costruirlo e non utilizzarne molti meno per adeguare gli impianti di selezione? Costruire un inceneritore è una scelta, non una necessità. A favore di chi?

Una mattina mi sono svegliato e ho trovato che il nostro Presidente del Consiglio ha attribuito a un sindaco “poteri speciali” di aggirare il PRGR, poteri speciali che implicano di poter anche aggirare le leggi, le normative, i buoni propositi duramente sudati dal parlamento europeo, quello italiano e dai loro popoli negli ultimi anni in materia di gestione virtuosa dei rifiuti e di economia circolare. Tanto da suscitare la reazione indignata di sindaci, parlamentari e molte parti della società civile.  

Infine occorre ricordare che le Linee Guida comunitarie per l’applicazione del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) ai Piani Nazionali di attuazione del Piano Next Generation EU, citano esplicitamente l’incenerimento dei rifiuti tra le attività che arrecano un danno significativo all’economia circolare.

Inoltre, una gestione dei rifiuti che non dà massima priorità a prevenzione e riciclo, contrasta con la recentissima Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, che ha introdotto non solo il principio fondamentale della tutela dell’ambiente, delle biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta Costituzionale, ma anche  l’indicazione per cui l’iniziativa economica deve essere esercitata in modo da non arrecare danni all’ambiente e alla salute.

Rossano Ercolini ha detto che l’inceneritore non si farà mai. Che è un tentativo di gettare fumo negli occhi dei romani, ai quali invece è chiaro che il sindaco non riesce a risolvere il problema dei rifiuti. I tempi poi sono più  lunghi di quelli vantati e gli iter di legge vanno rispettati. Ma insistere su soluzioni obsolete “consentirà solo di sprecare tempo a favore dell’attuazione di buone pratiche”.

Ciò detto, siccome non siamo a Frittole, non ci resta che fermare, non Cristoforo Colombo, come Benigni e Troisi, ma Gualtieri e il suo “vecchio” inceneritore.

Valdisieve in Transizione

FONTE ARTICOLO: https://valdisieveintransizione.org/notizia/inceneritore-a-roma-non-ci-resta-che-piangere/

FONTI FOTO: 

giovedì 13 agosto 2020

MINISTRO COSTA, PERCHÉ NON VUOLE AIUTARE LIVORNO?

Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno

Prima della grande manifestazione del mese scorso di fronte alla raffineria ENI, abbiamo fatto appello al ministro dell'ambiente Sergio Costa, perché si pronunciasse sul mostruoso mega-inceneritore di rifiuti che ENI e Regione Toscana vogliono costruire a Stagno, tra Livorno e Collesalvetti.

Un "gassificatore" (classificato dalla legge come inceneritore) che dovrebbe distruggere fino a 400mila tonnellate l'anno di rifiuti provenienti da tutta la Toscana e da altre regioni, bruciandoli a 1.600 gradi, con emissioni inquinanti in atmosfera, acqua e terreno, in un'area severamente colpita da malattie e decessi per inquinamento (secondo gli studi del Ministero della salute) e interessata agli obblighi di bonifica SIN.

La Regione ha scritto un anno fa al Ministero dell'ambiente per avere il via libera, ma il ministro Costa non ha ancora detto una parola su questa vicenda, neanche in occasione della sua visita istituzionale nella nostra provincia. Cosa sta aspettando e perché?

Non siamo abituati a questo tipo di atteggiamento da parte di un ministro che si è sempre dimostrato molto determinato nel voler tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini:

1) nel 2018, per esempio, si oppose efficacemente al tentativo di rilancio degli inceneritori all'interno della stessa compagine di governo, ricordando che "realizzare nuovi inceneritori significa rinunciare all'economia circolare" e che "gli inceneritori non sono nel contratto di governo";

2) nel 2019, si oppose alle trivellazioni: "vogliamo puntare sulle fonti fossili, che impoveriscono il territorio e creano pochi posti di lavoro, o sulle energie rinnovabili, aiutando il clima e creando tanti posti di lavoro?" (un inceneritore come quello progettato da ENI è il trionfo delle fonti fossili: la plastica fatta col petrolio viene distrutta per ricavarne additivi ai carburanti, fatti col petrolio, favorendo l'estrazione di petrolio per produrre sempre nuova plastica da bruciare), poi aggiunse "non firmerò autorizzazioni a trivellare il paese, neanche se dovesse esserci il parere tecnico favorevole della commissione del mio Ministero. Mi farò dei nemici? Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei carabinieri, lo dico con franchezza";

3) nel giugno scorso, poche settimane fa, ha bloccato la Regione Sicilia che vorrebbe costruire nuovi inceneritori: in una lettera al governatore regionale, afferma che "occorre sviluppare soluzioni alternative", "il ministero dell'ambiente è contro gli inceneritori, non per motivi ideologici ma per ragioni tecniche", "una corretta applicazione dell'economia circolare comporta una drastica riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica e con l'incenerimento".

Ministro Costa, le chiediamo di mostrare la stessa determinazione e la stessa coerenza anche per difendere la nostra comunità ed il territorio livornese, non ci abbandoni al nostro destino di pattumiera d'Italia, prenda una posizione netta adesso, come ha fatto per molte altre questioni ambientali, senza attendere scadenze elettorali, senza nascondersi dietro equilibrismi politici o procedimenti burocratici.


Fermi subito questa follia.


♻️ Condividiamo e diffondiamo questo messaggio al ministro Costa ♻️





lunedì 20 luglio 2020

INCREDIBILE CHE LO VADANO A DIRE PROPRIO A #Pietrasanta DOVE POCHI ANNI FA CI FU LO SCANDALO DEI DATI TAROCCATI DELL'IMPIANTO DEL #Pollino CHIUSO DALLA MAGISTRATURA CON INFAMIA

I PIAZZISTI DELL'INCENERITORE DOMANI 20 LUGLIO (ndr. oggi) A La Versiliana a "VENDERE" L'INCENERITORE-FERROVECCHIO DI #SanZeno (AR):
INCREDIBILE CHE LO VADANO A DIRE PROPRIO A #Pietrasanta DOVE POCHI ANNI FA CI FU LO SCANDALO DEI DATI TAROCCATI DELL'IMPIANTO DEL #Pollino CHIUSO DALLA MAGISTRATURA CON INFAMIA.
Non se ne può più di questo attivismo ben pagato di cordate trasversali di politici inetti e di "imprenditori" (con i soldi di quegli altri, pagati cioè con le bollette di noi cittadini!). 
Incredibile, apprendiamo che domani un certo Fabrizio diolaiuti (speriamo di no!) presenterà un libro che magnifica l' #inceneritorediCopenaghen "dove sopra si scia" ed addirittura osanna un inceneritore vecchio come il cucco come quello di Arezzo. 
Per la "ghiotta" occasione, ovviamente tutta a senso unico, ci saranno il sindaco di quel comune a cui chiediamo di spiegare perchè ad Arezzo la percentuale di raccolta differenziata arrivi appena al 40% e l'immancabile #AlfredoDiGirolamo di #CISPEL toscana (la confindustria delle aziende rifiuti) e il presidente dell'inceneritore #AISA #GiacomoCherici (al quale rinnovo l'invito da parte mia a visitare il "suo" impianto visto ad oggi che con mille scuse me lo hanno respinto!). 
Ovviamente, il tutto, SENZA #CONTRADDITTORIO come si conviene nei "REGIMI" dove vige il "pensiero unico". 
DISDICEVOLE CHE La Versiliana SI PRESTI A QUESTA PARATA tanto più ricordando la storia dell'inceneritore di Pietrasanta costruito a forza e poi chiuso con infamia in quanto i gestori furono "beccati" a taroccare i dati come la magistratura ha documentato.

CHIEDO A La Versiliana per par condicio di OSPITARE UN SUCCESSIVO INCONTRO SULL'ARGOMENTO. 
Io non chiedo un analogo "incontro a senso unico" ma un #CONTRADDITTORIO APERTO ANCHE A CHI DIFENDE l'INCENERIMENTO!

Mi auguro che la VERSILIANA ACCOLGA L'INVITO a ristabilire un minimo di #equilibrioinformativo.


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giovedì 18 giugno 2020

BUONE NOTIZIE: Inceneritore di Scarlino, il consiglio regionale approva all’unanimità lo stop alla nuova Via



Soddisfatta Toscana a sinistra, che aveva presentato una mozione per bloccare la Valutazione di impatto ambientale.
SCARLINO. Approvata all’unanimità, nella seduta di oggi, mercoledì 17 giugno, la mozione di Toscana a Sinistra che impegna la Giunta della Regione Toscana a interrompere immediatamente la nuova procedura di valutazione di impatto ambientale dell’inceneritore di Scarlino e a mettere una pietra tombale sull’impianto.
Risale al 20 dicembre 2019 l'ultimo tentativo di Scarlino Energia di riaccende l'inceneritore di Scarlino, impianto contestatissimo dalle associazioni ambientaliste (Forum ambientalista in testa), ma anche dalle amministrazioni comunali, più volte bocciato dai giudici per le sue carenze tecniche. L'ultima pronuncia è quella del tribunale di Grosseto che ha imposto di fermare l’attività dell’inceneritore a causa dei potenziali danni alla salute della popolazione.
La società proprietaria, tuttavia, aveva presentato prima di Natale all’ente regionale un’istanza per chiedere di riaccendere le camere di combustione, impegnandosi a costruire una nuova linea "più performante dal punto di vista ambientale". Si era dunque aperta una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale.
Soddisfatto Tommaso Fattori, consigliere regionale e candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, il quale aveva chiesto una discussione urgente dell’atto per fermare il nuovo procedimento autorizzativo.
“E’ grave che la Giunta abbia ignorato la sentenza del tribunale di Grosseto che imponeva di fermare l’attività dell’inceneritore a causa dei potenziali danni alla salute della popolazione _ dice Fattori _. L’impianto era già stato dichiarato fuori legge dal Consiglio di Stato, con una sentenza inappellabile. La pervicacia con cui si vuol andare avanti a tutti i costi, ignorando le sentenze della magistratura, è criminale ed oggi il Consiglio regionale ha ribadito con fermezza che l’impianto deve essere fermato per sempre. La nostra assemblea si era già espressa chiaramente un anno fa, votando una mozione che avevamo definito in accordo con i comitati, in cui impegnavamo la Giunta a prendere atto della Sentenza del Consiglio di Stato e della CTU depositata presso il Tribunale di Grosseto, poi confermata con sentenza definitiva, non avviando un nuovo procedimento autorizzativo per l’inceneritore. È inconcepibile che la Giunta non abbia tenuto conto di quell’indirizzo nettissimo dato dall’assemblea eletta dal popolo toscano apprestandosi a rilasciare agli stessi impianti una sesta autorizzazione”.
Per Fattori, "la scelta dell’incenerimento è sempre la peggiore tra le soluzioni possibili perché non chiude affatto il ciclo dei rifiuti ma anzi trasforma l’atmosfera in una discarica avvelenata priva di confini. Ma nel caso di Scarlino si tratta anche di una scelta tecnologicamente pericolosissima dato che l’impianto non ha mai rispettato le caratteristiche strutturali previste dalla normativa nazionale per abbattere le diossine in uscita dalle camere di post-combustione. Al posto dell’inceneritore deve sorgere una ‘fabbrica dei materiali’ per il recupero di materia dai rifiuti, una soluzione razionale e in grado di dare molta più occupazione e reddito dell’incenerimento. È questa la nuova filiera circolare da costruire, le cui basi e precondizioni sono la raccolta porta a porta e la tariffa puntuale. L’inceneritore deve essere chiuso per sempre, programmando, al suo posto, impianti per il recupero di materia dai rifiuti differenziati, in un’ottica di economia circolare”.
Clicca qui per il Comunicato Toscana a Sinistra
Precedente Mozione N. 1677 (citata nell'attuale mozione 2290)

mercoledì 18 luglio 2018

Assemblea per la Piana contro le nocività//++ BASTA INCENERITORI E DISCARICHE! VOGLIAMO UN NUOVO PIANO DEI RIFIUTI!

GIANNOTTI (Ad Alia spa), INSISTE SULL’INCENERITORE,
E’ INCAPACE DI SVILUPPARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E VORREBBE CONTINUARE AD AVVELENARE LA PIANA FIORENTINA.
Per lui, dominus dei rifiuti a Firenze, da oltre 15 anni amministratore delegato di Quadifoglio spa, ora di Alia spa, si può insistere con l’inceneritore e perchè no anche con il mega aeroporto, per Giannotti la Piana si può inquinare all'infinito, chi se ne frega della salute della gente, chi se ne frega della legge che prevedeva la raccolta differenziata al 65% nel 2012, chi se ne frega se “grazie” alla sua incapacità di amministratore i cittadini hanno già pagato 58 Milioni di euro di multe per il mancato raggiungimento di Raccolta Differenziata minima.
Ora il perdente Giannotti, dopo aver preso una batosta grazie all’opposizione di migliaia di abitanti, dopo che il suo Inceneritore è quasi cancellato, ha un unico pensiero, quello di far funzionare ancora meno la raccolta dei rifiuti, scatenare il caos e con la minaccia dell’emergenza rifiuti ricattare gli abitanti e far pressioni sulla politica per rilanciare il suo Inceneritore .
Non esiste nessuna emergenza, esiste solo l’urgenza di un nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, ambientalmente compatibile, con una raccolta differenziata spinta, un piano che guardi al futuro, al riciclo, alla diminuzione dei rifiuti, che vieti materiali usa e getta, che vieti Inceneritori e discariche.
Per attuarlo c’è urgente bisogno di una dirigenza seria, nuova, che pensa all'interesse collettivo, non i soliti che da 20 anni pensano solo ad Incenerire la Piana, che non riescono a organizzare la raccolta differenziata, che ricattano il territorio con una finta emergenza, come sta facendo Giannotti.
Vogliamo subito un nuovo Piano dei Rifiuti, senza Inceneritori ne nuove discariche, ne Giannotti, pretendiamo una nuova dirigenza che sia in grado di promuovere e gestire un cambiamento drastico e necessario nel ciclo dei rifiuti.
Presidio Noinc-Noaero

martedì 2 agosto 2016

PER ZERO WASTE ITALY LIVORNO E’ UN CASO NAZIONALE

da Patrizia Lo Sciuto | Ago 2, 2016 | NEWS | 0 Comments
Comunicato stampa

Il presidente di Zero Waste Italy e coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero, Rossano Ercolini, parteciperà ad una conferenza stampa giovedì 4 agosto alle ore 16.00 presso l’Emporio solidale in via S. Francesco n. 30, per esaminare le criticità del piano industriale di Aamps legato al concordato, così come emerse nelle linee guida diffuse nei giorni scorsi dall’azienda, e proporre alternative nell’ottica della strategia Rifiuti Zero.
Livorno rappresenta infatti un caso unico in Italia: da una parte si chiede ai cittadini un impegno costante nella raccolta differenziata, programmando l’estensione del sistema porta a porta in tutta la città entro pochi mesi, e dall’altra si intende sfruttare la conseguente diminuzione dei conferimenti di rifiuti indifferenziati all’inceneritore raddoppiando le tonnellate da incenerire provenienti da fuori città, annullando così ogni vantaggio ambientale e a favore della salute della popolazione.
L’operazione non sembra giustificabile neanche dal punto di vista finanziario, visto che gli incassi dall’incenerimento, anche se raddoppiati, non basterebbero a coprire i costi sostenuti per il suo funzionamento, quindi non produrrebbero gli ipotetici ricavi con cui sostenere il piano di concordato.
Zero Waste Italy conferma la propria disponibilità a collaborare gratuitamente con il Comune di Livorno e l’Aamps per la formulazione di un progetto, finanziariamente sostenibile, di progressivo spegnimento dell’inceneritore, da iniziare entro la fine del mandato amministrativo.
Gli organi di informazione, le associazioni, le forze politiche e la cittadinanza sono invitate a partecipare.
Zero Waste Italy

mercoledì 6 luglio 2016

NEWS DAI TERRITORI RESISTENTI CON PROGETTO DALLA PIANA DI MORTE AD ALTERPIANA AMBIENTE DI VITA

Link fonte foto
04 LUGLIO 2016 - 
INCENDIO  ALLA DISCARICA  DEL CASSERO (vallecola pedecollinare del Montalbano), CANTAGRILLO, Comune di SERRAVALLE PISTOIESE, in fondo a sinistra nella piana FIRENZE PRATO PISTOIA

SELVAPIANA – CASE PASSERINI – AEROPORTO PERETOLA - BACIACAVALLO – MONTALE – DISCARICA DEL CASSERO: LA STESSA RABBIA § LA STESSA VOLONTA’

Le sostanze chimiche di sintesi immesse nell' ambiente dai fumi della combustione di parti significative della discarica del Cassero, durante l’ incendio durato ininterrottamente dalle 18 di lunedì 04  alle 08 di martedì 05 luglio, sono portatori  di tossicità, inquinamento persistente, danni per la salute.

D' altro canto, se nella discarica del Cassero – come accade anche per  altre discariche  che  a norma di legge dovrebbero contenere solo residui inerti - vengono stoccati: 
- pulper di cartiera (in massima parte della lucchesia) e quindi lignina; 
- plastiche di vario genere; rifiuti indifferenziati con materiale organico; 
- rifiuti speciali (industriali) ospedalieri; 
- oltre alle scorie dell' inceneritore di Montale (PT), 
- oltre teli in plastica e copertoni di ruote, 
le polveri e i fumi della combustione non possono non contenere una qualche tipologia di diossine.

Il problema è la COMBUSTIONE. 
La gestione dei rifiuti va concepita, come sostengono anche le norme comunitarie, senza alcun trattamento termico in quanto l’incenerimento è sconsigliato e considerato l’ultimo e residuale anello di una gerarchia che parte dalla riduzione e dal riutilizzo; senza alcuna combustione: né la combustione  innescata da processi che avvengono nel corpo in decomposizione di una discarica, né  quella indotta dalla macchina termodistruttrice dell' inceneritore. 
Macchina termodistruttrice di materia, energia ed informazione contenute nei prodotti/residui, oltre che delle forme di vita, del bios, dei territori contaminati dai fumi e dalle emissioni). 
Il nostro NO è pertanto riferito alla combustione, e quindi sia agli inceneritori che alle discariche.

Va, senza doverlo ricordare, che ad ogni inceneritore - o a più inceneritori - è legata una discarica di rifermento dove vengono stoccate le scorie ed i sovvalli dei residui del processo di incenerimento. Per queste ragioni, è assolutamente destituita di fondamento, falsa e molto “pelosa” la contrapposizione inceneritore/discarica: bisogna costruire l' inceneritore, altrimenti ci vogliono le discariche, dicono. Le discariche ci vogliono anche dove c'è un inceneritore.

A questo proposito: dove è prevista la discarica di riferimento del progettato inceneritore di Case Passerini? 
Non è prevista. 
Quindi il progetto è monco e inadeguato (è ovvio che noi non vogliamo né inceneritori né discariche: ma chi pretende di governarci è incompetente, lestofante, e mente sapendo di mentire).

La proposta Rifiuti Zero deve pertanto essere legata intimamente  a Combustione Zero dovunque e all' avvio di economie locali del risparmio di materia e del riutilizzo, a base non monetaria, ma fondate su scambi materia-energia-informazione  incorporate in oggetti e prodotti che abbiano un lungo ciclo di vita.

La piana Firenze Prato Pistoia che abitanti e attivisti intendono e desiderano trasformare in una ALTERPIANA di vita opposta a quella attuale di morte, è colma di impianti dannosi. 
Anche riferendoci solo al ciclo dei rifiuti:     
  • inceneritore di Montale, 
  • inceneritore di Baciacavallo, 
  • inceneritore della ditta Faggi all' Osmannoro, 
  • previsto inceneritore a Case Passerini, 
  • inceneritore (in dismissione?) di Selvapina, 
  • discarica di Case Passerini, 
  • discarica del Cassero, 
  • discarica di Greti, chiusa ma con grossi problemi di inquinamento nella valle del Vincio, Pistoia.
Dal caso dell’ incendio  della discarica del Cassero, emergono alcuni aspetti da sottolineare:
  • stoccaggio di  rifiuti industriali e domestici, probabilmente accettati in deroga alle leggi di settore e sanitarie (pulper di cartiera + rifiuti indifferenziati + rifiuti da altre regioni: di  quali codici si tratta ? L’ unica  legge che domina è quella del mercato e dell' accumulazione da parte di poche agenzie e/o imprese di servizio  di denaro pubblico e privato: inviare i rifiuti al Cassero costa molto, tanto che le scorie dell' inceneritore di Montale sono state a più riprese non conferite per  le alte tariffe  richieste da Pistoia Ambiente, e qualche volta inviate in Valdichiana, con procedimenti non chiari e sottoposti ad indagine da parte degli inquirenti (l' inceneritore di Montale è gestito dalla ditta LADURNER spa, Bozen, che ha  vinto il bando per l' ampliamento e poi è rimasta per la gestione, in accordo con il   CIS (di proprietà dei comuni di Agliana, Montale, Quarrata e Borgo a Buggiano: capitale pubblico, soldi nostri);
  • inadeguatezza dei controlli in discarica : i fumi dell' incendio sono stati visti in ritardo;
  • inadeguatezza delle strutture di intervento e di protezione civile e mancanza di un gruppo di coordinamento per intervenire celermente;
  • -certezza sulla emissione di diossine. quali e quante?
  • divieto di raccogliere e consumare verdure, frutti entro un' area non coerentemente definita intorno alla discarica (perché 2 Km? Perché non anche nei comuni di Lamporecchio e Larciano dove sono ricaduti i fumi?).
Va ricordato che le diossine, come  molti altri inquinanti persistenti, vengono assunte attraverso l' alimentazione; che la concentrazione delle diossine cresce esponenzialmente lungo la catena alimentare: vegetali, altri animali, uomo. le diossine si concentrano nei grassi e non vengono espulse dall' organismo umano, nel caso dei maschi. Le femmine possono disfarsene passandole ai figli durante l' allattamento.


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martedì 17 maggio 2016

14-5-2016 - MANIFESTAZIONE MAMME NO INCENERITORI #UNVISIFAFARE!

Grande MANIFESTAZIONE sabato a firenze contro tutti gli inceneritori e per le alternative! ‪#‎unvisifafare
organizzato da Mamme No Inceneritori, Zero Waste Italy, Assemblea per la piana contro le nocività.

Anche la RETE AMBIENTALE VALDISIEVE ha aderito e partecipato alla manifestazione con:
COMITATO VALDISIEVE, ASSOCIAZIONE VALDISIEVE, ASSOCIAZIONE VIVERE IN VALDISIEVE.
Alcune foto:

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