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A MONTALE: INCONTRO PUBBLICO GIOVEDI' 25 GIUGNO ORE 21. CHIUSURA INCENERITORE DI MONTALE e altre proposte.
martedì 17 maggio 2022
Dal blog di Valdisieve in Transizione: Inceneritore a roma: non ci resta che piangere
Una mattina mi son svegliato e ho trovato, come Benigni e Troisi, che si era in un’altra epoca.
Quella in cui si costruivano ancora quelle strutture inquinanti e distruttrici di risorse che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori. In realtà essi non termo-valorizzano proprio nulla. E’ infatti dimostrato che una selezione più raffinata del rifiuto residuo (RUR), finalizzata al recupero di materia, produrrebbe, tramite il riciclo dei materiali ripescati, un maggiore rendimento energetico di quanto se ne produrrebbe bruciandoli. E’ anche noto che il rendimento energetico lordo degli inceneritori è complessivamente di circa il 24%, e che questi abbisognano di immissione di metano per funzionare correttamente, un rendimento davvero molto basso, che non giustifica lo spreco di materia.
Gli inceneritori producono emissioni climalteranti di origine fossile in misura minore solo al carbone, in misura maggiore al metano, all’intero comparto termoelettrico e anche ai prodotti petroliferi. L’impronta di carbonio dell’incenerimento è tra i 650 e gli 800 grammi di anidride carbonica fossile per ogni kWh prodotto, quello medio di produzione energetica europea è oggi di circa 250. Dovremmo chiamarlo piuttosto “termoSvalorizzatore”.
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Inoltre, ancora prima di arrivare alla selezione del rifiuto residuo, la normativa UE indica una gerarchia ben precisa di azioni per la gestione dei rifiuti, che mette al primo posto: prevenzione alla produzione, riuso e riciclo, e solo agli ultimi due posti si trovano il recupero energetico e lo smaltimento. Cosa sta facendo, pensa di fare, farà Gualtieri riguardo alle azioni descritte ai primi tre?
L’inceneritore di Roma brucerà, irrimediabilmente, 600.000 tonnellate di rifiuto all’anno. Auguri ai residenti dei comuni limitrofi che si troveranno scaricate, in un’area molto densamente popolata, tonnellate di emissioni nocive, e non elencheremo qui tutti i veleni, ben conosciuti, e le loro conseguenze, altrettanto ben conosciute. Quasi un terzo di quelle 600.000 tonnellate ogni anno finirà in discarica come scorie e ceneri, in parte pericolose. Gualtieri sa già dove le metterà? Complimenti per una soluzione che avrebbe dovuto “diminuire” gli smaltimenti in discarica. Gli altri due terzi finiranno nell’aria, sui campi, negli orti, nei polmoni, sui panni del bucato. Lasciamo perdere i filtri. Non filtrano tutto. E ogni tanto vanno puliti, sostituiti e le scorie smaltite. In conclusione, se entrano 600.000 tonnellate, 600.000 ne escono. Non c’è alternativa. E non ci sfugge che dentro a quel rifiuto, non tanto residuo, ci sono tanti materiali, che, ora più che mai, sono diventati rari e preziosi.
Secondo i dati ISPRA 2020 il comune di Roma ha il 43,75% di raccolta differenziata (RD). Si può sicuramente fare meglio. Secondo il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) della Regione Lazio, approvato nel 2020, uno degli obiettivi da raggiungere è il 70% di RD per tutta la Regione nel 2025. Forse il Piano poteva essere un po’ più ambizioso, visto che che le Direttive Europee sull’Economia Circolare superano la raccolta differenziata fine a se stessa e per il 2030 chiedono l’effettivo riciclo del 70% per gli imballaggi e del 60% sui rifiuti urbani. E comunque, in quel Piano, già con quegli obiettivi, non si prevede un inceneritore per Roma.
La soluzione migliore per Roma, la più efficace per garantire un’effettiva riduzione e differenziazione dei rifiuti, rimane l’estensione, su tutto il territorio, della raccolta Porta a Porta, come fa una piccola città come Milano. AMA non ha nulla di meno di altri gestori e i romani hanno due mani come tutti gli altri e siamo certi che vorrebbero usarle per avere una città migliore.
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Fatte tutte le azioni sopra elencate rimarrebbe comunque del rifiuto residuo, ma in quantità più contenuta. E, come si diceva all’inizio, se ne potrebbe fare una selezione più raffinata. Nello stesso PRGR si dice in più punti che la dotazione di impianti per la selezione del rifiuto residuo (TMB) è ampiamente insufficiente per l’area di Roma Capitale, ma che la dotazione regionale è nel complesso sufficiente, solo che alcuni impianti sono sotto utilizzati. Quindi che si fa? Si bruciano materiali riciclabili, sempre più preziosi?
Gli impianti TMB esistenti sono attualmente finalizzati, alla stabilizzazione per la discarica o alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), la cui destinazione è l’incenerimento. Se venissero rinnovati, così come indicato dal PRGR, e trasformati in impianti di nuova generazione, basati su tecnologie avanzate di selezione e recupero di materiali, potrebbero ulteriormente ridurre il rifiuto romano residuo, la cui quantità, alla fine, potrebbe risultare inferiore a quella costituita dalle ceneri che l’inceneritore produrrà. E allora perché spendere tanti soldi per costruirlo e non utilizzarne molti meno per adeguare gli impianti di selezione? Costruire un inceneritore è una scelta, non una necessità. A favore di chi?
Una mattina mi sono svegliato e ho trovato che il nostro Presidente del Consiglio ha attribuito a un sindaco “poteri speciali” di aggirare il PRGR, poteri speciali che implicano di poter anche aggirare le leggi, le normative, i buoni propositi duramente sudati dal parlamento europeo, quello italiano e dai loro popoli negli ultimi anni in materia di gestione virtuosa dei rifiuti e di economia circolare. Tanto da suscitare la reazione indignata di sindaci, parlamentari e molte parti della società civile.
Infine occorre ricordare che le Linee Guida comunitarie per l’applicazione del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) ai Piani Nazionali di attuazione del Piano Next Generation EU, citano esplicitamente l’incenerimento dei rifiuti tra le attività che arrecano un danno significativo all’economia circolare.
Inoltre, una gestione dei rifiuti che non dà massima priorità a prevenzione e riciclo, contrasta con la recentissima Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, che ha introdotto non solo il principio fondamentale della tutela dell’ambiente, delle biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta Costituzionale, ma anche l’indicazione per cui l’iniziativa economica deve essere esercitata in modo da non arrecare danni all’ambiente e alla salute.
Rossano Ercolini ha detto che l’inceneritore non si farà mai. Che è un tentativo di gettare fumo negli occhi dei romani, ai quali invece è chiaro che il sindaco non riesce a risolvere il problema dei rifiuti. I tempi poi sono più lunghi di quelli vantati e gli iter di legge vanno rispettati. Ma insistere su soluzioni obsolete “consentirà solo di sprecare tempo a favore dell’attuazione di buone pratiche”.
Ciò detto, siccome non siamo a Frittole, non ci resta che fermare, non Cristoforo Colombo, come Benigni e Troisi, ma Gualtieri e il suo “vecchio” inceneritore.
FONTE ARTICOLO: https://valdisieveintransizione.org/notizia/inceneritore-a-roma-non-ci-resta-che-piangere/
sabato 7 maggio 2022
ROSSANO ERCOLINI: 🌿 “A Roma l’inceneritore non lo faranno mai!” - Ecco l' ultimo articolo per il Blog de Il Fatto Quotidiano. Buona lettura!
......Tutto è rimasto fermo o quasi alle discarica di Malagrotta e i porta a porta promessi in molti municipi e il trattamento del residuo nei tre impianti TMB di Roma è rimasto al palo… Fino alle novità di Calenda e di Gualtieri......
giovedì 13 agosto 2020
MINISTRO COSTA, PERCHÉ NON VUOLE AIUTARE LIVORNO?
Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno
Prima della grande manifestazione del mese scorso di fronte alla raffineria ENI, abbiamo fatto appello al ministro dell'ambiente Sergio Costa, perché si pronunciasse sul mostruoso mega-inceneritore di rifiuti che ENI e Regione Toscana vogliono costruire a Stagno, tra Livorno e Collesalvetti.Un "gassificatore" (classificato dalla legge come inceneritore) che dovrebbe distruggere fino a 400mila tonnellate l'anno di rifiuti provenienti da tutta la Toscana e da altre regioni, bruciandoli a 1.600 gradi, con emissioni inquinanti in atmosfera, acqua e terreno, in un'area severamente colpita da malattie e decessi per inquinamento (secondo gli studi del Ministero della salute) e interessata agli obblighi di bonifica SIN.
La Regione ha scritto un anno fa al Ministero dell'ambiente per avere il via libera, ma il ministro Costa non ha ancora detto una parola su questa vicenda, neanche in occasione della sua visita istituzionale nella nostra provincia. Cosa sta aspettando e perché?
Non siamo abituati a questo tipo di atteggiamento da parte di un ministro che si è sempre dimostrato molto determinato nel voler tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini:
1) nel 2018, per esempio, si oppose efficacemente al tentativo di rilancio degli inceneritori all'interno della stessa compagine di governo, ricordando che "realizzare nuovi inceneritori significa rinunciare all'economia circolare" e che "gli inceneritori non sono nel contratto di governo";
2) nel 2019, si oppose alle trivellazioni: "vogliamo puntare sulle fonti fossili, che impoveriscono il territorio e creano pochi posti di lavoro, o sulle energie rinnovabili, aiutando il clima e creando tanti posti di lavoro?" (un inceneritore come quello progettato da ENI è il trionfo delle fonti fossili: la plastica fatta col petrolio viene distrutta per ricavarne additivi ai carburanti, fatti col petrolio, favorendo l'estrazione di petrolio per produrre sempre nuova plastica da bruciare), poi aggiunse "non firmerò autorizzazioni a trivellare il paese, neanche se dovesse esserci il parere tecnico favorevole della commissione del mio Ministero. Mi farò dei nemici? Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei carabinieri, lo dico con franchezza";
3) nel giugno scorso, poche settimane fa, ha bloccato la Regione Sicilia che vorrebbe costruire nuovi inceneritori: in una lettera al governatore regionale, afferma che "occorre sviluppare soluzioni alternative", "il ministero dell'ambiente è contro gli inceneritori, non per motivi ideologici ma per ragioni tecniche", "una corretta applicazione dell'economia circolare comporta una drastica riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica e con l'incenerimento".
Ministro Costa, le chiediamo di mostrare la stessa determinazione e la stessa coerenza anche per difendere la nostra comunità ed il territorio livornese, non ci abbandoni al nostro destino di pattumiera d'Italia, prenda una posizione netta adesso, come ha fatto per molte altre questioni ambientali, senza attendere scadenze elettorali, senza nascondersi dietro equilibrismi politici o procedimenti burocratici.Fermi subito questa follia.
♻️ Condividiamo e diffondiamo questo messaggio al ministro Costa ♻️
lunedì 20 luglio 2020
INCREDIBILE CHE LO VADANO A DIRE PROPRIO A #Pietrasanta DOVE POCHI ANNI FA CI FU LO SCANDALO DEI DATI TAROCCATI DELL'IMPIANTO DEL #Pollino CHIUSO DALLA MAGISTRATURA CON INFAMIA
Mi auguro che la VERSILIANA ACCOLGA L'INVITO a ristabilire un minimo di #equilibrioinformativo.
giovedì 18 giugno 2020
BUONE NOTIZIE: Inceneritore di Scarlino, il consiglio regionale approva all’unanimità lo stop alla nuova Via

Soddisfatta Toscana a sinistra, che aveva presentato una mozione per bloccare la Valutazione di impatto ambientale.
Precedente Mozione N. 1677 (citata nell'attuale mozione 2290)
mercoledì 18 luglio 2018
Assemblea per la Piana contro le nocività//++ BASTA INCENERITORI E DISCARICHE! VOGLIAMO UN NUOVO PIANO DEI RIFIUTI!
E’ INCAPACE DI SVILUPPARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E VORREBBE CONTINUARE AD AVVELENARE LA PIANA FIORENTINA.
Ora il perdente Giannotti, dopo aver preso una batosta grazie all’opposizione di migliaia di abitanti, dopo che il suo Inceneritore è quasi cancellato, ha un unico pensiero, quello di far funzionare ancora meno la raccolta dei rifiuti, scatenare il caos e con la minaccia dell’emergenza rifiuti ricattare gli abitanti e far pressioni sulla politica per rilanciare il suo Inceneritore .
martedì 2 agosto 2016
PER ZERO WASTE ITALY LIVORNO E’ UN CASO NAZIONALE
Comunicato stampa
mercoledì 6 luglio 2016
NEWS DAI TERRITORI RESISTENTI CON PROGETTO DALLA PIANA DI MORTE AD ALTERPIANA AMBIENTE DI VITA
| Link fonte foto |
- inceneritore di Montale,
- inceneritore di Baciacavallo,
- inceneritore della ditta Faggi all' Osmannoro,
- previsto inceneritore a Case Passerini,
- inceneritore (in dismissione?) di Selvapina,
- discarica di Case Passerini,
- discarica del Cassero,
- discarica di Greti, chiusa ma con grossi problemi di inquinamento nella valle del Vincio, Pistoia.
- stoccaggio di rifiuti industriali e domestici, probabilmente accettati in deroga alle leggi di settore e sanitarie (pulper di cartiera + rifiuti indifferenziati + rifiuti da altre regioni: di quali codici si tratta ? L’ unica legge che domina è quella del mercato e dell' accumulazione da parte di poche agenzie e/o imprese di servizio di denaro pubblico e privato: inviare i rifiuti al Cassero costa molto, tanto che le scorie dell' inceneritore di Montale sono state a più riprese non conferite per le alte tariffe richieste da Pistoia Ambiente, e qualche volta inviate in Valdichiana, con procedimenti non chiari e sottoposti ad indagine da parte degli inquirenti (l' inceneritore di Montale è gestito dalla ditta LADURNER spa, Bozen, che ha vinto il bando per l' ampliamento e poi è rimasta per la gestione, in accordo con il CIS (di proprietà dei comuni di Agliana, Montale, Quarrata e Borgo a Buggiano: capitale pubblico, soldi nostri);
- inadeguatezza dei controlli in discarica : i fumi dell' incendio sono stati visti in ritardo;
- inadeguatezza delle strutture di intervento e di protezione civile e mancanza di un gruppo di coordinamento per intervenire celermente;
- -certezza sulla emissione di diossine. quali e quante?
- divieto di raccogliere e consumare verdure, frutti entro un' area non coerentemente definita intorno alla discarica (perché 2 Km? Perché non anche nei comuni di Lamporecchio e Larciano dove sono ricaduti i fumi?).
martedì 17 maggio 2016
14-5-2016 - MANIFESTAZIONE MAMME NO INCENERITORI #UNVISIFAFARE!
organizzato da Mamme No Inceneritori, Zero Waste Italy, Assemblea per la piana contro le nocività.
Anche la RETE AMBIENTALE VALDISIEVE ha aderito e partecipato alla manifestazione con:
COMITATO VALDISIEVE, ASSOCIAZIONE VALDISIEVE, ASSOCIAZIONE VIVERE IN VALDISIEVE.
Alcune foto:
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