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VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.
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CALENDARIO
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mercoledì 18 maggio 2022
lunedì 28 giugno 2021
ERCOLINI: IL M5S PRENDA LE DISTANZE DALLA NUOVA FRONTIERA DELL'INCENERIMENTO O SARÀ IL PARTITO DELL'INDUSTRIA SPORCA!
Riportiamo le dichiarazioni del presidente di Zero Waste Italy e garante del Coordinamento provinciale rifiuti-zero Livorno, Rossano Ercolini, a proposito della presa di posizione del deputato M5S Stefano Buffagni a favore del "riciclo chimico" della plastica e dei rifiuti indifferenziati:
"Eni più… Stefano Buffagni? Sembrerebbe di sì a leggere i suoi “peana” al riciclo chimico per produrre idrogeno dalla plastica.
Che tristezza: questo ennesimo scivolamento di coloro che erano contro tutto verso posizioni che interpretano la “transizione ecologica” come transizione politica, per stare in sella ripropone il male oscuro della democrazia italiana, il trasformismo.
Come si fa ad essere per Rifiuti Zero e contro gli inceneritori (come agitandosi, gridavano molti “portavoce” che ad ogni piè sospinto negli incontri pubblici ripetevano di essere paladini del professor Paul Connett e di Rifiuti Zero) e poi caldeggiare il riciclo chimico che rappresenta la nuova frontiera dei trattamenti termici? Come risaputo si tratta di processi di gassificazione catalitica che producono un’alta percentuale di ceneri, di acqua inquinata e di CO2.
Il Movimento 5 Stelle nelle sue espressioni parlamentari si assuma tutte le responsabilità di questa svolta improvvida. Essa avviene a pochi giorni dal 3 luglio, quando entrerà in vigore il bando europeo per le plastiche monouso. Le plastiche vanno ridotte e semmai riciclate. Se si sdoganano operazioni che rilegittimano la plastica usa e getta facendo passare la percezione che esse possono essere trasformate in idrogeno e/o metanolo (come vogliono Eni e Utilitalia), vuol dire che si “brucia” non solo l’approccio Zero Waste ma l’intero approccio “Cradle to Cradle” o di Economia circolare.
O il Movimento 5 Stelle prende le distanze da questa presa di posizione o per Zero Waste significherà ritenere questa formazione politica dalla parte del partito trasversale dell’industria sporca!"
mercoledì 24 aprile 2019
Stop incentivi agli inceneritori!
di Vilma Moronese –
Conoscete bene la posizione del MoVimento 5 Stelle sugli inceneritori, noi riteniamo non solo che siano dannosi per l’ambiente e per la salute dell’uomo ma anche economicamente non vantaggiosi. Noi puntiamo di certo sul riuso e sul riciclo dei rifiuti ed è per questo che lavoriamo costantemente per approvare norme che favoriscano una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti e l’attuazione di una reale economia circolare.
Ebbene l’Italia rischiava una nuova salatissima multa da parte dell’Europa per violazione del diritto europeo in materia di aiuti di Stato proprio per ciò che attiene gli inceneritori. Con l’approvazione di un emendamento del MoVimento 5 Stelle inserito nella Legge europea 2018 approvata in via definitiva nei giorni scorsi al Senato, abbiamo evitato che questo accadesse.
Abbiamo dovuto sanare, quindi, una situazione creata dal Governo Renzi e dal Partito Democratico, i quali, nella legge di bilancio 2016, inserirono una norma che prorogava di ulteriori 5 anni, quindi fino al 2021, gli incentivi agli inceneritori che ne avevano già beneficiato fino a gennaio 2016 o avrebbero cessato il percepimento entro il 31 dicembre 2018.
Tutto questo è stato giudicato illegittimo in base alle norme europee e, da mesi, era stata già aperta una procedura di pre-infrazione dall’Europa. L’approvazione dell’emendamento del MoVimento 5 Stelle, quindi, oltre a salvare l’Italia da una sicura nuova infrazione europea, dimostra che stiamo lavorando nell’interesse esclusivo dei cittadini e dell’ambiente.
giovedì 6 luglio 2017
Aeroporto, M5S interrogazione in Consiglio e esposto in Procura
“E’ sempre più evidente – prosegue la nota del M5S -che dietro ad i proclami del sindaco di Firenze sulle grandi opere del quadrante Nord-Ovest della città c’è una completa improvvisazione ed invenzione, almeno finché penseranno di mantenere un aeroporto in quella zona. Adesso sappiamo con certezza che l’aeroporto di Firenze, così com’è, non è sicuro e chi si doveva occupare di metterlo in sicurezza non l’ha fatto”.
Il Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia ha inviato, prosegue la nota, ai sindaci di Firenze e Sesto Fiorentino, compresi i consiglieri comunali, documenti “dai quali sorgono gravi dubbi sulla effettiva sicurezza dell’attuale aeroporto di Firenze”. Secondo i consiglieri del M5S sono due i punti più rilevanti: “il decreto VIA del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 2003 (n. 0676) che autorizza lo sviluppo dell’aeroporto Amerigo Vespucci nell’arco temporale 2005-2010 a patto che vengano attuate delle importanti opere di completamento dell’aerostazione per renderlo sicuro per i terzi sorvolati e trasportati” e “la risposta del Presidente di Toscana Aeroporti SpA Marco Carrai, al CCSPP da cui si apprende che nel 2004 è stato presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro questo Decreto del Ministro che è ancora pendente”.
“Dalla lettura dell’autorizzazione ministeriale – prosegue la nota del M5S – si scopre che erano previste delle importanti opere di completamento dell’aerostazione, delle necessarie opere di mitigazione per contenere l’inquinamento acustico e per prevenire il dissesto idrogeologico dell’area, nonché delle azioni di monitoraggio della qualità dell’aria”. I due consiglieri elencano le prescrizioni previste nel Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale “l’obbligo di interramento della parte finale della A/11 per questioni di sicurezza” e altre quali “una pista di rullaggio, un sistema air-side, il rinnovo di impianti tecnici, una barriera per il contenimento delle emissioni acustiche, la revisione delle volumetrie autorizzate dal PUE di Castello, l’impedimento a costruire nuovi fabbricati, espropri temporanei, la delocalizzazione delle abitazioni nelle zone più pericolose in altre gradite ai residenti, l’installazione di infissi antirumore, l’installazione di impianti di condizionamento nelle abitazioni e il pagamento delle spese di manutenzione, il contenimento delle attività di decollo e atterraggio nelle fasce orarie 7-22”.
I consiglieri, nella nota, sottolineano che “a distanza di 14 anni dalla VIA ministeriale il Capo Dello Stato non si sia ancora pronunciato.In questo periodo e fino a quando non interverrà un decreto del Presidente Della Repubblica il Decreto Ministeriale rimane valido a tutti gli effetti e con esso le sue prescrizioni” e si pongono alcune domande. In particolare, i consiglieri del M5S si chiedono: “come mai la società che gestisce l’aeroporto non ha provveduto in questi 14 anni ad eseguire quanto il Ministro raccomandava? I Comuni di Firenze e Sesto Fiorentino che dovevano necessariamente conoscere questo Decreto VIA come hanno potuto ignorare ed omettere nel loro regolamento urbanistico le prescrizioni che vi erano contenute? Come mai nel giugno 2016, dopo un esposto in Procura del M5S, i comuni hanno provveduto ad inserire nel Regolamento Urbanistico i piani di rischio ignorando completamente le prescrizioni del Decreto Ministeriale del 2003? Chi ha permesso l’incremento del 40% del traffico aereo di Peretola senza che venissero applicate le prescrizioni del Ministero? Chi doveva controllare (ENAC) perché non lo ha fatto? Perché non sono stati avvisati gli abitanti di Peretola che si trovano in una fascia di territorio ad altissimo rischio dove non dovrebbe esserci nient’altro che erba? Se le prescrizioni previste dal Ministero non sono state realizzate, come ha potuto ENAC rilasciare un’autorizzazione all’esercizio dell’attività aeroportuale che scade il prossimo 31 dicembre? Possiamo ipotizzare che per ovviare all’attuazione delle importanti prescrizioni del Decreto VIA del 2003 l’amministrazione comunale di Firenze e la società Toscana Aeroporti abbiano progettato di realizzare il nuovo aeroporto”.
Dopo aver letto tutti i documenti i consiglieri Cavallo e Noferini concludono che “è apparso subito chiaro che sono di difficilissima attuazione oltre che costosissime per i contribuenti (si parla di centinaia di milioni di euro) e che non risolverebbero i problemi della sicurezza per i terzi”.
mercoledì 15 giugno 2016
Piano inceneritori del Governo Renzi. Schiaffo della Commissione Europea a Ministero dell'Ambiente e ARTA.
Comunicato stampa dell'8/06/2016
Il Piano nazionale di incenerimento deve essere assoggettato a Valutazione Ambientale.
La conferma arriva direttamente dalla Commissione Europea che nella risposta all'interrogazione dell'europarlamentare del M5S Affronte ha chiarito che la procedura di Valutazione Ambientale Strategica è necessaria (alleghiamo interrogazione e risposta).
Il Forum dell'Acqua e Nuovo Senso Civico già lo scorso 15 aprile avevano sollevato il caso, inviando una lettera al Ministero e a tutte le regioni italiane in cui si contestava duramente l'escamotage con cui il Ministero cercava di evitare la fase delle osservazioni pubbliche per il famigerato piano di incenerimento che prevede oltre dieci nuovi inceneritori di cui uno in Abruzzo. Addirittura, il Ministero sosteneva di non riuscire a calcolare gli impatti del Piano sull'ambiente.
L'Espresso, con un'inchiesta curata da Paolo Fantauzzi, aveva dedicato un ampio articolo alla denuncia delle associazioni (http://espresso.repubblica. it/palazzo/2016/04/14/news/ arrivano-dodici-nuovi- inceneritori-ma-per-il- ministero-non-c-e-impatto- sull-ambiente-1.260449) e, oggi dedica il terzo articolo alla vicenda (http://espresso.repubblica. it/attualita/2016/06/08/news/ inceneritori-bruxelles- smentisce-il-ministero-ci- vogliono-analisi-piu- approfondite-1.270272?ref=HEF_ RULLO).
L'Espresso, con un'inchiesta curata da Paolo Fantauzzi, aveva dedicato un ampio articolo alla denuncia delle associazioni (http://espresso.repubblica.
In un paio di ore Forum Acqua e Nuovo Senso Civico erano infatti riuscite a calcolare le emissioni aggiuntive provenienti dall'incenerimento di 8 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno (di cui 1,8 da mandare ai nuovi inceneritori). Si veda la nota allegata per i particolari.
La maggioranza delle regioni, tra cui Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Veneto e Abruzzo, nel frattempo si sono schierate contro l'ipotesi ministeriale chiedendo di assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica il Piano ministeriale.
Inopinatamente l'ARTA si è schierata con il Ministero dell'Ambiente aprendo uno scontro con la Giunta Regionale e con gli uffici che si occupano dei rifiuti nella regione.
Ora arriva questa ennesima bocciatura direttamente da Bruxelles per Galletti e, in Abruzzo, Amicone.
Forum H2O e Nuovo Senso Civico ribadiscono che l'incenerimento produce solo nuovo inquinamento senza risolvere i problemi, visto che, oltre alle emissioni in atmosfera, rimangono anche le ceneri dei rifiuti bruciati da smaltire in discarica (pari al 20-30% della massa originaria).
Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua
3683188739
e-mail:segreteriah2oabruzzo@ gmail.com
3683188739
e-mail:segreteriah2oabruzzo@
mercoledì 4 maggio 2016
BRACCIO DI FERRO BRUXELLES-ITALIA SUL TAV: PUBBLICATE TUTTI I DOCUMENTI SEGRETI
I COSTI DEL TAV
La linea d'alta velocità Torino-Lione costerà 26,6 miliardi di Euro, sarà lunga 270 chilometri. Il buco nella montagna, da solo, comporta un esborso di 9 miliardi. Per avviare i cantieri del TAV (che non sono ancora in essere) si dovrebbero prima finire le opere ispettive, finanziate dall'UE. Parliamo di tunnel da 7,5 chilometri di lunghezza (per l'Italia, 9 per la Francia) costruiti solo per vedere come reagisce la montagna all'intrusione dell'uomo. Più banalmente sarebbe bello sapere: da dove vengono i soldi?Perché nessuno, ad oggi, sa rispondere a questa domanda. Nonostante si parli di soldi pubblici.
La linea d'alta velocità Torino-Lione costerà 26,6 miliardi di Euro, sarà lunga 270 chilometri. Il buco nella montagna, da solo, comporta un esborso di 9 miliardi. Per avviare i cantieri del TAV (che non sono ancora in essere) si dovrebbero prima finire le opere ispettive, finanziate dall'UE. Parliamo di tunnel da 7,5 chilometri di lunghezza (per l'Italia, 9 per la Francia) costruiti solo per vedere come reagisce la montagna all'intrusione dell'uomo. Più banalmente sarebbe bello sapere: da dove vengono i soldi?Perché nessuno, ad oggi, sa rispondere a questa domanda. Nonostante si parli di soldi pubblici.
L'ORGANIZZAZIONE DEL TAV
Non c'è nemmeno una tabella di marcia dei lavori o uno schema pubblico su come vengono gestiti appalti e subappalti. È già comprovata la presenza di aziende in palese conflitto d'interesse, che si affiancano a infiltrazioni mafiose documentate, condite da valutazioni temporali discordanti. Infatti, da una recente inchiesta giornalistica francese, si è scoperto che il TAV farebbe risparmiare solo 50 minuti sulla tratta, non le 3 ore propagandate. Inoltre, le merci coinvolte nel trasporto sono in netto calo. Il che non giustificherebbe l'opera nemmeno da un punto di vista logistico.
Non c'è nemmeno una tabella di marcia dei lavori o uno schema pubblico su come vengono gestiti appalti e subappalti. È già comprovata la presenza di aziende in palese conflitto d'interesse, che si affiancano a infiltrazioni mafiose documentate, condite da valutazioni temporali discordanti. Infatti, da una recente inchiesta giornalistica francese, si è scoperto che il TAV farebbe risparmiare solo 50 minuti sulla tratta, non le 3 ore propagandate. Inoltre, le merci coinvolte nel trasporto sono in netto calo. Il che non giustificherebbe l'opera nemmeno da un punto di vista logistico.
IL PROBLEMA LEGISLATIVO
Non si sa nemmeno con quale legge verrà trattata la "materia TAV". In Italia esiste una normativa che punisce le infiltrazioni mafiose in opere pubbliche. In Francia, invece, la parola mafia è assente dall'ordinamento giuridico. Un dato preoccupante considerate le dichiarazioni dell'autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone, che solo a fine 2014 affermava come non si potesse interdire un'azienda per infiltrazione mafiosa se la stessa è "registrata" in Francia.
Non si sa nemmeno con quale legge verrà trattata la "materia TAV". In Italia esiste una normativa che punisce le infiltrazioni mafiose in opere pubbliche. In Francia, invece, la parola mafia è assente dall'ordinamento giuridico. Un dato preoccupante considerate le dichiarazioni dell'autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone, che solo a fine 2014 affermava come non si potesse interdire un'azienda per infiltrazione mafiosa se la stessa è "registrata" in Francia.
LA COMMISSIONE FA ORECCHIE DA MERCANTE
Dal canto suo, la commissaria ai trasporti Violeta Bulc ha scelto di girare la frittata. Secondo l'esecutivo europeo non si potevano concedere informazioni aggiuntive sul TAV per "tutelare la sicurezza dei cantieri e gli interessi dei privati". Paradossalmente, la segretezza sarebbe figlia dei disordini generati dal Movimento No Tav. Incredibile anche solo pensarlo. Fortunatamente, pochi giorni fa - in audizione col Movimento 5 Stelle e alcuni esponenti No Tav -, il funzionario Olivier Onidi ha ammesso che è il veto di Italia e Francia a impedire la divulgazione delle informazioni.
Dal canto suo, la commissaria ai trasporti Violeta Bulc ha scelto di girare la frittata. Secondo l'esecutivo europeo non si potevano concedere informazioni aggiuntive sul TAV per "tutelare la sicurezza dei cantieri e gli interessi dei privati". Paradossalmente, la segretezza sarebbe figlia dei disordini generati dal Movimento No Tav. Incredibile anche solo pensarlo. Fortunatamente, pochi giorni fa - in audizione col Movimento 5 Stelle e alcuni esponenti No Tav -, il funzionario Olivier Onidi ha ammesso che è il veto di Italia e Francia a impedire la divulgazione delle informazioni.
IL GIOCO ITALIANO
Peccato che per Olivier Onidi la situazione italiana fosse sotto controllo. L'osservatorio sul TAV - quell'organo che ha il compito di riportare la posizione dei territori in Europa - ha sempre ribadito un semplice concetto: non ci sono voci discordanti dei cittadini. L'ex presidente si chiama Mario Virano ed è stato rinviato a giudizio per omissione di atti d'ufficio. Ha sempre silenziato il Movimento No Tav, così come tutte le voci contrarie all'opera, mentre la sua carica veniva definita incompatibile dall'anti-trust con quella di direttore della TELT. Insomma, la solita storia all'Italiana insabbiata dal Governo.
Peccato che per Olivier Onidi la situazione italiana fosse sotto controllo. L'osservatorio sul TAV - quell'organo che ha il compito di riportare la posizione dei territori in Europa - ha sempre ribadito un semplice concetto: non ci sono voci discordanti dei cittadini. L'ex presidente si chiama Mario Virano ed è stato rinviato a giudizio per omissione di atti d'ufficio. Ha sempre silenziato il Movimento No Tav, così come tutte le voci contrarie all'opera, mentre la sua carica veniva definita incompatibile dall'anti-trust con quella di direttore della TELT. Insomma, la solita storia all'Italiana insabbiata dal Governo.
LA PRESSIONE DEL M5S
La Commissione Europea sta pagando fatture che valgono centinaia di milioni di Euro nella più totale opacità. Lo sta facendo alimentando un'opera che la Corte dei Conti francese ha già giudicato priva di una valutazione esente da conflitti d'interesse. Abbiamo consegnato tutte le domande all'esecutivo europeo, che è ora obbligato dal Parlamento a rispondere. Continueremo a tenervi informati, aspettando le risposte (scritte) che Violeta Bulc ci dovrà fornire. Speriamo che per una volta Renzi faccia davvero l'interesse dei cittadini e la smetta di coprire la cupola degli appalti sulle grandi opere, che fa arricchire i soliti noti (e spesso la mafia) a scapito della collettività.
FONTE: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2016/05/braccio-di-ferro-bru.html
La Commissione Europea sta pagando fatture che valgono centinaia di milioni di Euro nella più totale opacità. Lo sta facendo alimentando un'opera che la Corte dei Conti francese ha già giudicato priva di una valutazione esente da conflitti d'interesse. Abbiamo consegnato tutte le domande all'esecutivo europeo, che è ora obbligato dal Parlamento a rispondere. Continueremo a tenervi informati, aspettando le risposte (scritte) che Violeta Bulc ci dovrà fornire. Speriamo che per una volta Renzi faccia davvero l'interesse dei cittadini e la smetta di coprire la cupola degli appalti sulle grandi opere, che fa arricchire i soliti noti (e spesso la mafia) a scapito della collettività.
FONTE: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2016/05/braccio-di-ferro-bru.html
Video archivio. La visita del M5S al tunnel ispettivo del TAV:
lunedì 14 dicembre 2015
Aeroporto di Firenze: la "manina" sistema la faccenda nottetempo
Le Grandi Opere sono sempre più inutili per il Paese, e sempre più utili solo a qualcuno. L'ultima in ordine di tempo è l'aeroporto di Firenze, che si vuole costruire a tutti i costi, forse per l'ubicazione così "strategica" per il governo in carica. Il M5S, pochi giorni fa, ha fatto un esposto alla Corte dei Conti ed una diffida al Ministero dell'Ambiente al riguardo alla valutazione di impatto ambientale: il progetto recentemente approvato dalla Regione Toscana non è neppure un progetto, ma appena un masterplan, insomma una bozza, ed è inoltre insostenibile dal punto di vista ambientale e con costi in costante lievitazione e non meglio specificati. Anche l'Università di Firenze la pensa allo stesso modo.
E sapete perché si vuole a tutti i costi costruire questo aeroporto? Perché le società coinvolte sono quelle che hanno finanziato Renzi in campagna elettorale. Hanno dato 50 milioni a Renzi, e ne ricevono così 150 (pubblici) in cambio. E chi è il Presidente della società che gestisce l'aeroporto? Il fido Marco Carrai, un braccio destro del premier e procacciatore di finanziamenti nelle campagne elettorali. Insomma: l'aeroporto di Firenze è uno dei tantissimi esempi non solo di governo delle lobby, ma della ormai indissolubile commistione tra business e politica.
La legge di stabilità, come abbiamo capito da tempo, è diventata ormai un mero strumento di questa commistione. Si fanno gli accordi do ut des sottobanco, e poi voilà la solita "manina" inserisce nella stabilità la norma che mette l'accordo nero su bianco e tutela i contraenti.
Questo è accaduto, proprio oggi, anche per l'aeroporto di Firenze. Leggete qui sopra l'emendamento messo online stanotte da uno dei portavoce M5S ancora al lavoro dentro Montecitorio, Diego De Lorenzis: poche righe che servono a blindare la costruzione dell'aeroporto, concedendo esoneri alla valutazione di impatto ambientale e bypassando ogni valutazione di conformità paesaggistica e urbanistica. La cosa più sconfortante è che per dare l'aiutino all'aeroporto di Firenze senza sembrare, si semplifica la costruzione di tutti gli aeroporti, così invece di un solo disastro ambientale ce ne ritroveremo chissà quanti.
Questo è accaduto, proprio oggi, anche per l'aeroporto di Firenze. Leggete qui sopra l'emendamento messo online stanotte da uno dei portavoce M5S ancora al lavoro dentro Montecitorio, Diego De Lorenzis: poche righe che servono a blindare la costruzione dell'aeroporto, concedendo esoneri alla valutazione di impatto ambientale e bypassando ogni valutazione di conformità paesaggistica e urbanistica. La cosa più sconfortante è che per dare l'aiutino all'aeroporto di Firenze senza sembrare, si semplifica la costruzione di tutti gli aeroporti, così invece di un solo disastro ambientale ce ne ritroveremo chissà quanti.
Non è politica, non è governo, questo è uso del Parlamento solo per fare business. E neanche da grandi geni: sono capaci tutti, a fare gli imprenditori così.
fonte articolo: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/12/aeroporto-di-firenze-ecco-come-la-manina-sistema-la-faccenda-nottetempo.html
ndr. per l'appunto, guarda caso, le modifiche si applicano anche alle procedure di VIA in corso di approvazione..........che ovviamente si riferisce in modo palese al procedimento dell'aeroporto di peretola!
QUI IL TESTO DELL'EMENDAMENTO
alla
Legge di stabilità, attualmente in discussione, con il quale si tenta
di far passare il progetto della nuova pista di Peretola: che
evidentemente non avrebbe superato le normali verifiche.
giovedì 10 dicembre 2015
M5S Firenze presenta esposto sul tema del nuovo aeroporto
Firenze -
Il Gruppo Consiliare fiorentino del M5S lunedì scorso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica sul tema del nuovo aeroporto di Firenze per chiedere che vengano valutate le affermazioni dell'Università di Firenze e di ENAC, che sebbene da parti e interessi opposti, evidenziano con parole chiare il mancato recepimento nel Regolamento Urbanistico delle zone di rischio laterali alla pista dell'attuale aeroporto.
Lo dichiara l'Università nelle sue osservazioni pubblicate sul sito del Ministero dell'Ambiente nella sezione riservata alla Valutazione Ambientale Strategica e lo dichiara ENAC nelle sue note a dette osservazioni.
I piani di rischio devono individuare le misure urbanistiche per la tutela del territorio, attraverso l'individuazione di opere e attività non compatibili nelle vicinanze di un aeroporto.
Il compito del piano di rischio è previsto dal Codice della Navigazione in capo ai Comuni territorialmente competenti che prima della loro adozione devono sottoporre i piani al parere di competenza dell'ENAC.
ENAC il 24 novembre 2015 ha scritto al Ministero che il Comune di Firenze non ha mai provveduto ad elaborare il piano di rischio nonostante i diversi solleciti.
Di contro l'Università di Firenze il 30 ottobre 2015 aveva denunciando l'approvazione tecnica del progetto da parte di ENAC senza dare minimamente conto della mancanza dei piani di rischio per tutelare l'incolumità pubblica in relazione alle attività di manovra aerea. Sembra il solito gioco dello scarica-barile.
Il Comune di Firenze al quale abbiamo inviato un'interrogazione precisa su questo argomento i primi di novembre, ha risposto inviandoci il riassunto di una relazione degli uffici tecnici in cui nemmeno una parola viene spesa sulla mancanza di questi piani di rischio nel nuovo Regolamento Urbanistico, come se non se ne conoscesse l'esistenza.
Possibile che nessuno si sia accorto che i piani di rischio della pista attuale 05-23 impattano lateralmente sull'area del PUE di Castello?
Queste zone di tutela C, introdotte da ENAC nel 2011, prevedono un ragionevole incremento della funzione residenziale, con indici di edificabilità medi, ma devono essere "evitati insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione, edilizia intensiva, costruzione di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili".
Quindi il fatto che nella zona ci sia già un aeroporto e che sulla base dell'art.707 del Codice della Navigazione e del Regolamento ENAC le zone laterali intorno alla pista debbano essere considerate zone di tutela a rischio C, dimostra che il PUE di Castello non è ammissibile.
Chi ha interesse che questo non venga reso noto? Chi preferisce mettere a rischio la popolazione favorendo gli interessi degli investimenti privati?
Ma non solo, nel caso del progetto del nuovo aeroporto (vedi Masterplan 2014-2029) i piani di rischio impattano sul PUE di Castello e sulla Scuola Marescialli con un indice di pericolosità molto più elevato, un rischio di tipo B, in cui è prevista una modesta funzione residenziale e permanenza di un numero limitato di persone.
In questo caso veramente dovrebbe essere verificata la compatibilità della nuova pista con le nuove urbanizzazioni (PUE di Castello) e con quelle già esistenti (Scuola Marescialli).
Per tutte queste ragioni e soprattutto per i dubbi che tutti questi "silenzi e omissioni" ci hanno procurato, noi del Gruppo Consiliare M5S di Firenze abbiamo sporto denuncia alla Procura. Vedremo nelle prossime settimane se il magistrato valuterà degni di considerazione i nostri dubbi.
Arianna Xekalos e Silvia Noferi
Movimento 5 Stelle
ENAC il 24 novembre 2015 ha scritto al Ministero che il Comune di Firenze non ha mai provveduto ad elaborare il piano di rischio nonostante i diversi solleciti.
Queste zone di tutela C, introdotte da ENAC nel 2011, prevedono un ragionevole incremento della funzione residenziale, con indici di edificabilità medi, ma devono essere "evitati insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione, edilizia intensiva, costruzione di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili".
In questo caso veramente dovrebbe essere verificata la compatibilità della nuova pista con le nuove urbanizzazioni (PUE di Castello) e con quelle già esistenti (Scuola Marescialli).
Arianna Xekalos e Silvia Noferi
Movimento 5 Stelle
mercoledì 21 ottobre 2015
SE CONOSCI IL PROGETTO TAV, ALLA FINE DIVENTI NOTAV - di Marco Affronte
Marco Affronte
Member of the European Parliament
M5S
-
Parlament européen
Bât. Altiero Spinelli
07H254
60, rue Wiertz / Wiertzstraat 60
B-1047 Bruxelles/Brussel
Tel +32(0)2 28 45711
Fax +32(0)2 28 49711
martedì 25 agosto 2015
LA NAZIONE: "IMPORTIAMO I RIFIUTI PER I NOSTRI ERRORI"
CLICCARE SOPRA PER INGRANDIRE IMMAGINE OPPURE:
giovedì 13 agosto 2015
IN TEMA DI INCENERIMENTO........COME TI INCENERISCO ANCHE GLI IMPIANTI ALTERNATIVI PER I RIFIUTI!!
#laguerradeirifiuti: in pochi mesi a fuoco 26 impianti di riciclo, compostaggio, trattamento meccanico
13 luglio 2015 - Si sviluppa un rogo nell'area di stoccaggio rifiuti della discarica di Marianna Mantovana (Mantova) .
La chiamano #laguerradeirifiuti.
Negli ultimi mesi ben 26 impianti di riciclo, compostaggio e trattamento meccanico-selezione , depositi e discariche di rifiuti sono andati a fuoco.
Su questi roghi il Movimento 5 Stelle vuole vederci chiaro. Stefano Vignaroli, vice presidente della Commissione d'inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti porterà all' attenzione della Commissione un dossier per verificare se esiste un nesso che lega questi incendi e l'eventuale dolo oppure si tratta di semplici incidenti.
Una verifica che è obbligatoria. Specialmente dopo l'approvazione del decreto attuativo dell'articolo 35 dello Sblocca Italia che favorisce l'incenerimento dei rifiuti e la costruzione di 12 nuovi impianti a discapito di riciclo, compostaggio e trattamenti e recupero di materia a 'freddo'.
Da anni infatti in Italia lobby di discariche e inceneritori ed ecomafie giocano una sporchissima guerra dei rifiuti senza esclusione di colpi.
Rifiuti, che sono materie post consumo che oggi potrebbero essere tutte riciclate e inviate a compostaggio, ma per sporchi interessi trovano altre strade come la combustione o il seppellimento, danneggiando oltre che la salute umana anche l'economia virtuosa.
Per renderci conto di quello di cui stiamo parlando ecco un elenco degli ultimi incendi a impianti di riciclo, compostaggio, trattamento a freddo e discariche.
-9 agosto 2015: a fuoco la discarica di Gaggio Montano (Bo) gestita da Cosea, che è l'unica società di servizi ambientali non inglobata ad Hera nel bolognese. I tecnici parlano di autocombustione.
-2 agosto 2015: ad Aviano (Pordenone) va a fuoco l' impianto Snua. ). L'incendio ha mandato in fumo plastica da riciclare. Si è trattato del secondo rogo in pochi mesi in questo impianto di trattamento rifiuti e compostaggio.
-In Campania a Giugliano negli ultimi mesi sono andate a fuoco 4 discariche su 5 gestite dal Commissario. Con il forte sospetto che dietro questi roghi ci sia la mano dei clan . In ballo ci sono le bonifiche di questi terreni inquinati della 'Terra dei Fuochi'.
13 luglio 2015 - Si sviluppa un rogo nell'area di stoccaggio rifiuti della discarica di Marianna Mantovana (Mantova) .
-10 luglio 2015: incendio all'impianto Cosmari di Macerata con rogo di materie plastiche e allarme diossina. E' stata aperta una indagine per disastro ambientale.
10 luglio 2015 a Limbiate sempre nel milanese, era andato a fuoco in un incendio doloso un impianto di trattamento rifiuti. .
A metà luglio in provincia di Milano si sono registrati altri due roghi: a
Novate all' impanto Rieco che si occupa di riciclo di rifiuti industriali in primo luogo carta da macero. Pochi giorni prima a Robechetto era stato distrutto da un incendio l'impianto della DPC che si occupa di produzione e stoccaggio di prodotti chimici per l'industria cosmetica.
Novate all' impanto Rieco che si occupa di riciclo di rifiuti industriali in primo luogo carta da macero. Pochi giorni prima a Robechetto era stato distrutto da un incendio l'impianto della DPC che si occupa di produzione e stoccaggio di prodotti chimici per l'industria cosmetica.
29 giugno 2015 a Chieti si è registrato il rogo della discarica di Chieti. Insieme ai rifiuti sono andati in fumo anche i documenti utili a inchieste sulla 'Terra dei Fuochi' campani e l'inceneritore di Acerra in quanto questa discarica era collegata alla gestione dei rifiuti della Campania. Documenti mai sequestrati ed ora andati in fumo!
28 maggio 2015 a Pontendera vanno a fuoco in un incendio doloso 70.000 pneumatici depositati presso l'impianto Mansider .
8 giugno 2015: incendio al deposito di rifiuti urbani Iren al Cornocchio alle porte di Parma.
5 Giugno 2015: ad Este (Padova) incendio nell'impianto di compostaggio Sesa uno dei più grandi d'Italia.
8 giugno 2015: incendio al deposito di rifiuti urbani Iren al Cornocchio alle porte di Parma.
5 Giugno 2015: ad Este (Padova) incendio nell'impianto di compostaggio Sesa uno dei più grandi d'Italia.
2 giugno 2015: a Perugia va a fuoco l'area adibita allo stoccaggio e riciclo del legno dell'impianto della Genesu .
2 giugno 2015 a Roma sulla Salaria va in fiamme l'impianto di trattamento meccanico biologico di Ama Spa .
Lo scorso anno il 28 luglio 2014 ad Albairate (Monza) erano stati colpiti in un incendio gli impianti di compostaggio della ditta che aveva vinto la gestione dell'appalto gestione rifiuti per Expo .
Lo scorso anno il 28 luglio 2014 ad Albairate (Monza) erano stati colpiti in un incendio gli impianti di compostaggio della ditta che aveva vinto la gestione dell'appalto gestione rifiuti per Expo .
Dopo la nostra denuncia, ripresa da Il Fatto Quotidiano, sono giunte altre segnalazioni importantissime dal territorio. Che raggiungono così il numero di 26 in tutta Italia.
In Piemonte e Umbria da aprile ad oggi si sono infatti registrati i seguenti incidendi sempre ad impianti rifiuti.
18 marzo 2015 - incendio alla ditta TRANSISTOR srl di Torino, della galassia di Libera, che si occupa di smaltimento di rifiuti elettronici
12 aprile 2015 - incendio - doloso - alla FARID INDUSTRIE spa di Vinovo (TO)
24 aprile 2015 - incendio alla ex PUBLIREC (ora AMIAT) di Collegno (TO)
4 giugno 2015 - incendio alla CMT di La Loggia (TO)
13 luglio 2015 - incendio in provincia di Cuneo nel deposito della ROSSO srl di Fossano; il materiale era destinato allo smaltimento.
13 luglio 2015 - incendio a Settimo Torinese (TO) in deposito di materiale plastico.
20 luglio 2015 - incendio presso il deposito del consorzio per i rifiuti COVAR 14 di Carignano (TO)
lunedì 27 luglio 2015
GREVE IN CHIANTI: M5S e Centrosinistra: "Il sindaco mette Greve fuori dai Comuni a Rifiuti Zero"
"Lo ha scritto in risposta a una nostra domanda. Non si dice no all'incenerimento"
GREVE IN CHIANTI - Il tema dei rifiuti e dell'incenerimento, con particolare riferimento al piano provinciale e agli impianti di Case Passerini e di Testi, fu uno di quelli che animarono la campagna elettorale alle amministrative 2014.
Oggi, Centrosinistra per Greve in Chianti e M5S, tornano all'attacco: "Nella risposta scritta del 21 luglio ai gruppi consiliari del MoVimento Cinque Stelle e del Centrosinistra per Greve - dicono - avente ad oggetto "Interrogazione incremento Porta a Porta nel Comune di Greve in Chianti”, a firma del sindaco Paolo Sottani, si dice di cercare di arrivare “al risultato Rifiuti zero", e nel capoverso successivo, si afferma testualmente: "L’Amministrazione Comunale di Greve in Chianti ritiene che allo stato attuale non sia possibile rinunciare all’impianto di Case Passerini"".
"Con questa risposta - argomentano - l’amministrazione comunale di Greve si mette automaticamente fuori dall’essere un Comune a Rifiuti Zero. Dissociazione, sindrome nimby, superficialità? Un coktail di tutte queste cose".
"Quando Greve in Chianti divenne Comune Rifiuti Zero - ricordano - il sindaco Sottani era vicesindaco e quindi dovrebbe sapere che la precondizione indispensabile per essere un Comune a Rifiuti Zero è essere contro, senza se e senza ma, agli inceneritori, poi viene il resto".
"Perché l’incenerimento dei rifiuti - spiegano - oggi è una pratica inutile, pericolosa, antiquata, dispendiosa, che non aumenta l’occupazione, che è anti-ecologica, che non chiude il ciclo dei rifiuti. Quindi o si è rifiuti zero o si è per gli inceneritori, se si pensa di poter essere tutte e due le cose si è dissociati".
"Oppure - rincarano - si è affetti dalla sindrome nimby, che tradotto vuol dire non fate l’inceneritore a Testi ma a Firenze sì, tanto non è "nel mio cortile". Oppure non si conosce a fondo l’argomento gestione dei rifiuti (cartina di tornasole per distinguere i falsi green-ecologisti) ed anche questa superficialità è grave per un’amministrazione comunale e noi ci faremo portatori di questa inversione di tendenza di Greve presso coloro che hanno ricevuto la cittadinanza onoraria nel nostro comune proprio grazie all’adesione al protocollo di Rifiuti Zero".
"Stiamo parlando - concludono - di Rossano Ercolini e Paul Connett (in foto la consegna delle cittadinanze onorarie ai tempi del sindaco Alberto Bencistà), due personaggi che non hanno bisogno di presentazioni. A Sesto Fiorentino giorni fa cadeva il sindaco Biagiotti, anche a causa dell’inceneritore di Case Passerini. A Greve in Chianti ci auguriamo succeda altrettanto!".
FONTE ARTICOLO: http://www.gazzettinodelchianti.it/articoli/primopiano/10369/notizie-su-greve-in-chianti/centrosinistra-m5s-rifiuti-zero.php#.VbYzHrPtlHw
martedì 15 luglio 2014
Rifondazione e Movimento 5 Stelle ai vertici di Aer Spa: "Chiarire i presunti conflitti d'interessi"
di Glenda Venturini
15 luglio 2014 - Tornando a chiedere l'azzeramento dei vertici della società che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti in Valdarno fiorentino, i consiglieri di Rifondazione Comunista e del Movimento 5 Stelle di Reggelo, Rignano e di Figline e Incisa chiedono al presidente di Aer Spa, Silvano Longini, di "rimuovere ogni dubbio sulla trasparenza e sull’equità degli atti della società mista". Sotto la lente d'ingrandimento componenti del CdA e dipendenti
La prima richiesta è di "rimuovere ogni dubbio sulla trasparenza e sull’equità degli atti della società mista, provvedendo al ritiro immediato degli incarichi assegnati ad alcuni componenti del consiglio di amministrazione e al direttore generale Giacomo Erci, in ragione della loro presenza in CdA e in ruoli dirigenziali di società partecipate, concorrenti o legate commercialmente ad Aer Spa".
Allo stesso tempo chiedono al Presidente, Silvano Longini, di "chiarire formalmente, senza alcun indugio, eventuali posizioni di conflitto d’interesse dei dipendenti che ricoprono incarichi politici nei Comuni azionisti di Aer". E sottolineano: "Non si tratta un problema normativo ma tutto politico-amministrativo. Alcune situazioni risultano incresciose, considerata la spartizione delle poltrone condotta negli anni, anche alla luce delle pesanti bollette pagate dai cittadini".
I consiglieri di Rifondazione e di M5S del Valdarno fiorentino puntano il dito in particolar modo sul CdA. "Nelle scorse settimane è stato nominato consigliere Emanuele Rappa che, leggendo il curriculum allegato alla sua nomina, risulta essere al contempo: consigliere di amministrazione di Revet, ad di Revet Recycling Presidente di Csa e consigliere di amministrazione di Sei Toscana, il gestore unico per la gestione dei rifiuti urbani dell'Ato Toscana Sud. Revet risulta essere cliente di Aer Spa, occupandosi del riciclo e smaltimento della plastica, ma anche nella compagine sociale di Sei Toscana srl e Crcm, società con sede a Terranuova che si occupa dello smaltimento e del riciclo della carta".
"Il direttore generale Giacomo Erci - prosegue il documento - è stato invece consigliere di Aer Impianti e nonché vicepresidente di Crcm, tra i quali soci risulta esserci Aer Spa, Csa Spa, Csai Spa, e Sta Spa, compagine presente anche in Aer Spa. Crcm è legata anche commercialmente ad Aer in quanto si occupa del riciclo e smaltimento della carta differenziata. In questi due casi è da chiarire come sia possibile che manager pubblici siedano contemporaneamente in società venditrici e in società acquirenti". Infine, chieste spiegazioni anche su alcuni dipendenti, come Vito Maida, che sono al contempo assessori o parenti di amministratori pubblici in Comuni soci di Aer Spa, in primis il Comune di Rufina.
"Il problema non è solo tecnico: la verità è che queste posizioni mettono in forte dubbio l’imparzialità di una società che opera sul mercato e viene pagata annualmente fior fiori di quattrini dai cittadini. Quell’imparzialità e trasparenza che dovrebbero essere i valori di Aer Spa, come sottolineato nell’inapplicato Codice Etico della società, ma che sono stati completamente disattesi".
"Infine stona notare nella sezione trasparenza del sito di Aer la mancanza del curriculum dello stesso Longini. Si tratta di un amministratore nominato dalla politica, e lui per primo dovrebbe rendere pubbliche le proprie competenze, se ne ha, in materia. Dai sindaci del Valdarno e della Valdisieve, i cittadini si attendono decisioni forti ed in controtendenza rispetto a quelle compiute negli ultimi dieci anni. L’azzeramento del CdA è solo il primo passo per dare una svolta alla pessima gestione dei rifiuti fin qui svolta da Aer Spa".
lunedì 23 giugno 2014
Aer Impianti, dopo le polemiche, pubblica i bilanci. M5S e Rifondazione: "Sorpresa, serve ricapitalizzazione dei soci. I Comuni si devono opporre: basta sperperi"
di Monica Campani
Dopo le polemiche sulla trasparenza, Aer Impianti pubblica i bilanci e attiva il sito internet. E dal bilancio consuntivo 2013 emerge la necessità di una ricapitalizzazione per far fronte alla mancanza di liquidità. Dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle e di Rifonfazione: "Basta sprechi. No alla ricapitalizzazione: la società venga liquidata". Il Collegio Sindacale: "Situazione delicata". Presentate interrogazioni e interpellanze urgenti a Figline e Incisa, Reggello e Rignano.
Dal consuntivo 2013 di Aer Impianti, e dai documenti allegati, emerge la necessità di una ricapitalizzazione da parte dei soci, quindi anche dei Comuni del Valdarno e della Valdisieve. “Il 24 giugno 2014 – sottolineano il Movimento 5 Stelle e Rifondazione - avrà luogo l’Assemblea dei soci AER impianti Srl per formalizzare le dimissioni del Cda e per individuare un probabile amministratore unico per liquidare la fallimentare società di scopo guidata da un ex amministratore del Pd, che si è vista sfumare l’affaire sulla costruzione del megainceneritore a Selvapiana – Rufina”.
“La società – che si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di termovalorizzazione, discariche e impianti energie rinnovabili nata nel 2009 – arriva in affanno a questo appuntamento, con una serie impressionante di pessime performance gestionali, con complicatissimi e poco chiari assetti dei vertici aziendali e con uno strutturato sbilancio economico mai chiarito ai vari Consigli Comunali. Inoltre, nell’abbandonare la nave che “affonda” come sappiamo, il Cda ha presentato un discutibile ricorso al TAR nei confronti di ATO Toscana Centro, della Regione Toscana e Provincia di Firenze”.
“Ma l’appuntamento del 24 giugno nasconde anche una pericolosissima insidia, appresa in queste ore, dopo che AER Impianti è stata obbligata dalle nostre proteste a ripristinare il proprio sito, rappresentata da una richiesta dell’ex Presidente del Cda a tutti i soci e contenuta nella relazione di bilancio consistente nella revisione dell’Accordo d’investimento e Pattuizioni Parasociali e in una inaccettabile richiesta di aumento del capitale sociale” sottolineano i gruppi consiliari di Figline e Incisa, Reggello e Rignano dei due schieramenti in una nota congiunta.
“A tal proposito – si legge nella nota - i gruppi consiliari del M5 Stelle di Figline e Incisa (Lorenzo Naimi e Piero Caramello) Reggello (Antonio Ortolani, Saverio Galardi) , di Rifondazione Comunista di Reggello (Andrea Calò) di Rignano sull’Arno (Federica Frondizzi) nel ribadire la più netta contrarietà ad una ricapitalizzazione di una costosa e inutile società di scopo hanno presentato interrogazioni ed interpellanze urgenti nei rispettivi comuni chiedendo ai primi cittadini di chiarire il motivo della revisione di accordi e patti, di relazionare sulla gestione e sui risultati conseguiti, sull’entità dei gravi sbilanci economici, il motivo per il quale viene richiesto un aumento del capitale sociale entro il mese di ottobre 2014, palesata l’impossibilità, dato il piano di ambito Ato Toscana Centro, di realizzare il mega inceneritore e del buco finanziario”.
Certo è che la società versa in una situazione non tranquilla, come sottolinea il Collegio Sindacale che nella relazione allegata al bilancio specifica: "Il collegio esaminando le dinamiche di bilancio invita a valutare attentamente le necessità finanziarie e di ricapitalizzazione della società. La situazione finanziaria risulta ancora più delicata rispetto al precedente esercizio in considerazione anche dei rilevanti fatti avvenuti successivamente al 31 dicembre 2013”.
FONTE ARTTICOLO: http://valdarnopost.it/news/aer
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