VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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venerdì 22 marzo 2013

Legge sul rischio idraulico: altra modifica ad hoc?

Sul blog di Andrea Balli- Notizie su "Quarrata e dintorni", leggiamo un articolo su una nuova modifica apportata alla LR 21/2012 (quella che ha permesso all'iter di AIA, per l'inceneritore di Selvapiana, di concludersi nel migliore dei modi senza far ircadere i costi delle opere di messa in sicurezza - ammesso che di sicurezza in circostanze tali si possa chiamare - sul comune di Rufina ma su tutti noi). Ne abbiamo parlato anche QUI.

In poche parole un impianto della Repower, per la produzione di energia,  era rimasto tagliato fuori, e per farcelo rientrare hanno aggiunto 3 parole:
--> A Maggio l'art. 2, comma, lettera b, recitava: " ....la produzione ed il
trasporto di energia da fonti rinnovabili...
"

--> Solo a Novembre invece si aggingono 2 paroline e diventa:  "....la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili e gas naturali ....".

Noi ci chiediamo: MA tutte queste attente, scrupolose, puntuali modifiche ad una legge regionale che doveva TUTELARE le aree a rischio idraulico molto elevato,  sono così legittime?

Perchè il dubbio ci sfiora: come mai se un area, in futuro, non sarà più costruibile perchè il rischio è tale da VIETARE edificazioni, OGGI si autorizzano questi impianti specifici (NON ANCORA FATTI, pianificati o meno)?
Ma se ricadono in aree NON IDONEE, cosa si aspetta a dire che lì non si possono fare?


Ma vi lasciamo all'articolo:

"Sulla legge 21 e sulla Repower a Pistoia il consigliere regionale Venturi si prende il merito di una modifica che invece aveva avversato". SeL Pistoia: "Diffidiamo delle decisioni della politica che usa le mezze verità per giustificare le proprie scelte".

PISTOIA_ Come ricevuto volentieri pubblichiamo:
SEL Pistoia, per trasparenza e rispetto dei cittadini e degli elettori, ritiene necessario offrire alcuni elementi di chiarezza in relazione a quanto affermato dal consigliere regionale Venturi, nell’articolo apparso sulla stampa sabato 22 dicembre, che recitava: “Noi ci siamo trovati una proposta che prevedeva in queste zone impianti che producevano qualsiasi tipo di energia - spiega il consigliere regionale Gianfranco Venturi, che fa parte della commissione che si è occupata della modifica - Abbiamo limitato la proposta al gas naturale perché ci sembrava più attinente alle energie rinnovabili, condizione preesistente nella legge. Non è assolutamente stata una modifica dettata dalle esigenze dell’azienda».”
La proposta di emendamento, la prima a cui allude la frase, che consentiva la realizzazione impianti per la produzione di energia da qualsiasi fonte, è stata proposta e firmata dallo stesso consigliere Venturi e dalla consigliera Caterina Bini.

Nella commissione di cui parla Venturi, ovvero la Commissione Controllo, è stato il consigliere Mauro Romanelli (di SEL) che ha sollevato il problema che questa modifica avrebbe aperto a tutti gli impianti di energia indiscriminatamente; non è stato Venturi, anzi lo stesso Venturi ha contrastato le argomentazioni di Romanelli sostenendo che ai fini dell'impatto idraulico poco importa se la fonte di energia sia rinnovabile o meno. Sorprende quindi che adesso Venturi si prenda il merito di una modifica che invece aveva avversato.
In Commissione, Sel, unica forza della maggioranza, non ha quindi votato il provvedimento contenente la prima versione dell'emendamento, allarmata per le conseguenze che questo avrebbe avuto sull’ambiente.

Esattamente abbiamo non partecipato al voto, il che politicamente equivale ad un'astensione, e non abbiamo invece votato contro, solo perchè Marco Manneschi, il Presidente della Prima Commissione (che avrebbe dovuto tenere l'esame definitivo della Legge prima di inviarla in Consiglio), si è impegnato a far modificare quel punto che, nella versione originale, (quella appunto firmata Bini e Venturi), avrebbe eliminato ogni vincolo anche per le centrali a carbone, che potevano così essere localizzate anche nelle zone a massima pericolosità idraulica.
La legge, in Prima Commissione (come promesso da Manneschi), è stato modificata, ma non riportata alla dicitura iniziale che prevedeva solo le rinnovabili, ma aggiungendo comunque la specifica a “gas naturale”, per cui la deroga prevista dalla legge 21 (esclusivamente per gli impianti energetici da fonti rinnovabili) dà ora il via libera anche alle centrali a metano.
Senza questo emendamento, infatti, la normativa regionale avrebbe impedito la realizzazione dell’impianto nell’area ex Radicifil per i vincoli posti dalla legge 21, fatta a tutela dei nostri territori e della nostra incolumità dopo le alluvioni che hanno devastato la provincia di Massa.
Diffidiamo delle decisioni della politica che usa le mezze verità per giustificare le proprie scelte, siamo preoccupati quando i nostri rappresentanti non possono usare parole di verità per motivare le ragioni del loro agire.
Riflettiamo sulla necessità di rimettere al centro della politica i valori di verità e giustizia, che sembrano dimenticati dai nostri rappresentanti ma che sono i fondamenti imprescindibili di democrazia e partecipazione. Dove c’è opacità e menzogna nessuna garanzia di tutela democratica può trovare luogo.
Stiamo attraversando una crisi profonda che riguarda la politica, le Istituzioni, il nostro sistema economico, la nostra storia; possiamo uscirne solo anteponendo ciò che è giusto a ciò che conviene, reinterpretando la politica come luogo di verità e servizio e non come luogo di conquista per ambizioni personali; “si rimetta in onore il culto della verità e della giustizia, si formi un blocco di volenterosi disposti ad operare nell’esclusivo interesse della collettività, ed allora si vedrà che la nostra diletta Pistoia tornerà a risorgere piena di vita e pulsante di energia” così recitava Emilio Nanni, primo sindaco di Pistoia nella prima giunta comunale nominata dal Comitato di Liberazioni il 23 settembre 1944.

Sinistra Ecologia Libertà - Federazione di Pistoia
Mauro Romanelli, Consigliere regionale di Sel in Toscana
Simone Morosi, Eugenio Baronti, Marisa Nicchi, Candidati nelle Primarie di SEL in Toscana per le prossime elezioni politiche.
Fonte: Comunicato Stampa Sel Pistoia
Pubblicato da

Read more: http://andreaballi.blogspot.com/2012/12/sulla-legge-21-e-sulla-repower-pistoia.html#ixzz2OHK2EAbY

REPOWER PISTOIA, “L' ESONDAZIONE Dell'OMBRONE PISTOIESE DIMOSTRA LA PERICOLOSITÀ DELL’IMPIANTO”

UN PROBLEMA CHE SI POTREBBE VERIFICARE ANCHE A SELVAPIANA:
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COMUNICATO STAMPA Congiunto Italia Nostra e Gruppo Misto regionale
REPOWER PISTOIA, “L' ESONDAZIONE Dell'OMBRONE PISTOIESE DIMOSTRA  LA PERICOLOSITÀ DELL’IMPIANTO”
Staccioli, “Il fiume è tracimato proprio nell’area dove dovrebbe nascere la centrale”
Italia Nostra: si fermi il progetto devastante della mega centrale a gas
FIRENZE, 20 MARZO 2013
“L’esondazione dell’Ombrone è la prova provata della pericolosità dell’impianto Repower in progetto alle porte di Pistoia”. A dichiararlo è la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), che ha sottoscritto, tra l’altro, l’esposto presentato in Procura da Italia Nostra, in merito alla centrale a gas naturale da 245 MW.
“Il terreno è ad alto rischio idraulico – afferma Marina Staccioli insieme a Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra – come è stato dimostrato proprio in questi giorni. Diversi vivai della zona sono finiti sott’acqua, con ingenti danni per gli agricoltori. Non possiamo permetterci di insistere in una zona così delicata, costruendo un impianto invasivo e per di più di forte impatto sull’ambiente circostante”. “La centrale – aggiungono - emetterebbe infatti ingenti quantitativi di sostanze tossiche in una zona già ad alto tasso di inquinamento atmosferico”.
“Il Presidente Rossi faccia marcia indietro – conclude la consigliera Staccioli – prima di ritrovarsi a una nuova inevitabile conta dei danni”.
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PS. Repower è la stessa ditta che vuole costruire l'impianto eolico a Pontremoli: aerogeneratori di 165 m sui nostri crinali appenninici a rischio idrogeologico!

 

venerdì 4 gennaio 2013

Legge Rischio Idraulico: ad hoc, ad aziendam, ad personam, scegliete Voi!

Dopo le modifiche di maggio 2012 per SALVARE l'inceneritore di Selvapiana (vari articoli qui  http://assovaldisieve.blogspot.it/search/label/LR%2066%2F2011), un'ulteriore MODIFICA apportata con l.r. 26 novembre 2012, n. 64 , art. 9 , di fatto garantisce la costruzione dell'impianto a gas naturale nel Pistoiese!


Questa la modifica che senza ombra di dubbio è fatta appositamente (per ora!) per questo impianto:
--> A Maggio l'art. 2, comma, lettera b, recitava: " ....la produzione ed il
trasporto di energia da fonti rinnovabili...
"
--> Solo a Novembre invece si aggingono 2 paroline e diventa:  "....la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili e gas naturali ....".

SCEGLIETE UN PO' VOI COME CHIAMARE QUESTE MODIFICHE, SE AD HOC, AD AZIENDAM O AD PERSONAM, A  NOI CI SEMBREREBBE IL CASO CHE QUALCUNO POTESSE INDAGARE PER VERIFICARE SE QUESTE MODIFICHE SONO STATE FATTE PER IL BENE DELLA REGIONE TOSCANA O SOLO PER RISOLVERE LE PROBLEMATICHE DI QUESTA O QUELL' AZIENDA, DI QUESTO O DI QUEL COMUNE!

Questi i link che rimandano alla questione dell'impianto del pistoiese della Repower:

giovedì 13 dicembre 2012

Selvapiana: noi che rimarremo col cerino in mano!

L'inceneritore in VALDISIEVE rischia di rimanere l'unico impianto di incenerimento dell'Ato Toscana Centro:
  • sappiamo che il PIANO (PIR) ha fermato in parte TESTI fino al 2015 quando si dovrà stabilire se la produzione dei rifiuti è tale da dover ricorrere anche a questo impianto.
  • E' notizia di questi giorni che il Sindaco di Sesto Fiorentino, Gianassi, ha deliberato per sospendere le procedure connesse alla realizzazione dell'inceneritore di Case Passerini (leggi qui la DECISIONE di GIUNTA).
QUINDI 
al di là dell'ampliamento di Montale (ancora tutto da vedere visto che ci sono anche dei processi in corso) 
L'UNICO CHE POTREBBE AVERE LE CARTE IN REGOLA PER PARTIRE  E' PROPRIO SELVAPIANA!! 
(ovviamente grazie alle peripezie di nuovi iter di VIA e di AIA mentre è ancora in sospeso il Consiglio di Stato sulle prime autorizzazioni, grazie alle modifiche di leggi ad hoc sul rischio idraulico, grazie al nuovo parere positivo con riserva (quindi ancora ambiguo!!), della Soprintendenza, grazie all'Autorità di Bacino che non ci trova niente di strano a farglielo fare in quel posto nonostante il rischio idraulico, l'area esondabile, l'area di pertinenza fluviale e golenale, grazie anche ad ARPAT che nonostante la Valdisieve sia una zona caratteristica per inversione termica (e che non sia molto adatta a far disperdere gli inquinanti in modo normale lo si vede anche dalle foto http://assovaldisieve.blogspot.it/2012/12/quasi-tutto-lanno-eccetto-i-mesi-estivi.html )....
  GRAZIE VERAMENTE DI CUORE!

giovedì 6 dicembre 2012

La Bozza che COZZA con la LR 21/2012!

Come fa ad asserire Rossi che VIETA "con la legge n. 21/2012 ogni forma di intervento edificatorio in oltre 1000 km quadrati di territorio, pari al 7% della superficie pianeggiante della regione. Insieme al divieto di edificazione negli alvei, nelle golene, sugli argini e nelle fasce laterali per una larghezza di 10 metri dall’esterno dell’argine," quando poi in Valdisieve si autorizza l'inceneritore  sulla Sieve ,7 volte più grande e in aree a rischio idraulico MOLTO elevato ed elevato, a Sarzana (sul Magra a cavallo del confine Tosco-Ligure) si autorizza tutta una serie di costruzioni, a Casale si autorizza un digestore anaerobico e in Maremma (anche  nelle aree che sono state allagate qualche settimana fa) si continua a costruire (tanto che la spinta maggiore per modificare gli articoli sembra sia partita proprio dagli amministratori di quelle zone)????????????????????????????

E come la mettiamo con la bozza (sotto)  del ministro che dice che in attesa della revisione del PAI sono vietati anche insediamenti produttivi o per servizi o infrastrutture????????
Si farà una modifica ad hoc anche alla bozza, visto che è solo una bozza??


Il  Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare


BOZZA DI DELIBERA DEL CIPE

“LINEE STRATEGICHE
PER L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI,
LA GESTIONE SOSTENIBILE E LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO ”

IL CIPE
VISTA la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ratificata con legge nazionale n. 65 del 15 gennaio 1994;

VISTE le decisioni 1/CP.15 e 1/CP.16 della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che hanno riconosciuto l’importanza di conferire alle misure di adattamento la stessa priorità conferita alle misure per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra;

VISTI gli articoli 63  e 64 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, che dispongono la ripartizione del territorio nazionale in otto distretti idrografici e l’istituzione di un’ Autorità di Bacino Distrettuale per ogni distretto idrografico;

VISTO il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 che prevede che i piani di gestione dei bacini idrografici tengano conto degli impatti dei cambiamenti climatici in  recepimento della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE;

VISTO il decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 di attuazione della direttiva 2007/60/CE in materia di  valutazione e  gestione dei rischi di alluvioni, che evidenzia la necessità di integrare l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle strategie per ridurre il rischio di alluvioni;

VISTA la Strategia Nazionale per la Biodiversità, adottata d’intesa con la  Conferenza Stato-Regioni del 7 ottobre 2010, che include tra gli obiettivi strategici l’adozione  di  misure  per l’adattamento il  rafforzamento della  resilienza degli ecosistemi naturali e seminaturali ai cambiamenti climatici

VISTO il decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190,  di recepimento  della direttiva 2008/56/CE che prevede come misura prioritaria delle politiche per l’ambiente marino l’adattamento ai cambiamenti climatici;

VISTO il Libro Bianco della Commissione Europea (CE) "Adattarsi ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo", che  esorta i Paesi Membri  a  dotarsi entro la fine del 2012 di una Strategia di Adattamento Nazionale;

CONSIDERATO che, come risulta dalla serie storica degli eventi climatici estremi, a partire dagli anni ottanta l’Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi/anno  con effetti significativi per l’economia nazionale;

PRESO ATTO che sulla base dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI),  previsti dalle leggi 267/1998 e 365/2000,  le aree ad elevata vulnerabilità per i rischi di frane ed alluvioni rappresentano circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei comuni (6.631).

CONSIDERATO che le evidenze delle modificazioni del clima richiedono  prioritariamente l’aggiornamento dei PAI, nell’ambito di una più estesa valutazione della vulnerabilità del territorio nazionale ai cambiamenti climatici;

VISTO il Rapporto preliminare sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici elaborato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

CONSIDERATO inoltre che, l’amplificarsi in intensità e frequenza degli eventi estremi richiede  azioni immediate per  mettere in sicurezza il territorio;

CONSIDERATO che l’attuazione di azioni/misure di adattamento  coinvolge  settori socio-economici particolarmente dipendenti dalle condizioni meteo-climatiche, e che pertanto è necessario  avviare un dialogo strutturato con le parti interessate;

CONSIDERATO che il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 24 settembre ha avviato la prima consultazione pubblica sugli elementi di base per l’elaborazione della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e che tale consultazione si è conclusa il 15 novembre;
DELIBERA
Articolo 1
(Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici,
 la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio )

Entro il 1 marzo 2013  il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i Ministri delle politiche agricole e forestali, delle infrastrutture e dell’economia e finanze, sentita la Conferenza unificata, presenta al CIPE  la Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici sulla base dei seguenti indirizzi :
1.       Il Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici predisposto dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare è la premessa alla strategia, e viene aggiornato ogni 4 anni;
2.       Sulla base del Rapporto, ed in attuazione della direttiva  “alluvioni” 2007/60/CE,   sono aggiornati entro il 31.12.2013 dalle Autorità di Bacino dei distretti idrografici  i Piani di Assetto Idrogeologico (PAI);
3.       La Strategia tiene conto delle seguenti priorità di intervento :
a)                   limitazione degli usi a fini urbani e produttivi delle zone individuate ad alta vulnerabilità dai PAI;
b)                   contenimento del consumo del suolo, anche in  coerenza con  il  disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento dei suoli;
c)                   manutenzione dei corsi d’acqua attraverso interventi di regimazione idraulica, di ricalibratura e di pulizia degli alvei;
d)                   gestione delle acque reflue al fine di accrescere la resilienza dei centri urbani;
e)                     recupero di terreni degradati e dismessi, privilegiando la promozione  di attività agricole di qualità, misure di riforestazione con specie autoctone e di valorizzazione degli  ecosistemi,
f)                     ripristino  della gestione dei suoli nelle aree più esposte al rischio di frane (terrazzamenti e coltivazioni dedicate);
g)                   estensione delle disposizioni relative alla manutenzione dei boschi di cui all’articolo 3 della Legge 353/2000, anche per finalità connesse alla sicurezza idrogeologica;
h)                   miglioramento della gestione dei boschi demaniali, considerati quali primarie infrastrutture verdi, attraverso
Ø     conversione dei cedui in fustaie ed utilizzo della biomassa a fini energetici senza intaccare le funzionalità di assorbimento di carbonio,
Ø     conversioni dei rimboschimenti con conifere alloctone a latifoglie autoctone;
Ø     tutela dagli incendi boschivi con diradamenti e ripuliture e conseguente  impiego delle biomasse di risulta per produzione di energia e/o chimica verde;
Ø     protezione della biodiversità e aumento della resilienza dei boschi all’impatto dei cambiamenti climatici;
i)                           identificazione delle misure più appropriate per ridurre la vulnerabilità delle coste, aumentare la resilienza delle aree costiere ai cambiamenti climatici e proteggere le infrastrutture e gli ambienti costieri;
j)                       Impiego delle informazioni climatiche nella programmazione territoriale e delle infrastrutture strategiche per il Paese.

4.  Ai fini dell’attuazione della strategia sono individuate le seguenti azioni prioritarie :

a)              l’approvazione da parte del CIPE, entro il 1 marzo di ogni anno  a partire dal 2014, di un piano annuale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza del territorio predisposto dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i Ministeri delle  politiche agricole e forestali, delle infrastrutture e dell’economia e finanze, sentita la Conferenza unificata, sulla base dei PAI di cui al precedente punto 2  ;
b)           ai fini del finanziamento del piano di cui al comma precedente, la  costituzione – per il periodo 2013- 2020- di un fondo nazionale  alimentato con
Ø     il 40% dei proventi derivanti dalle aste dei permessi di emissione di cui alla direttiva europea 2009/29/CE;
Ø     un prelievo, determinato annualmente, su ogni litro di carburante consumato fino al raggiungimento di 2000 milioni € all’anno;
c)              l’approvazione da parte del Governo, entro il 31 marzo 2013, di un disegno di legge per l’introduzione  di un’assicurazione obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi a carico di beni e strutture di proprietà pubblica e privata.
 Art.2
(Misure urgenti di salvaguardia)


1.                 Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro della Funzione Pubblica, sentita la Conferenza permanente Stato-regioni si provvede alla costituzione delle Autorità di Bacino Distrettuali ai sensi dell’art.63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
2.                In attesa della revisione dei PAI, di cui al precedente art.1, è vietato  l’uso ai fini residenziali, produttivi o per servizi e infrastrutture, delle zone già classificate  “R4- Aree a rischio idrogeologico molto elevato”, fino alla adozione da parte delle amministrazioni competenti delle misure di prevenzione.


novembre 2012

lunedì 3 dicembre 2012

Piano Interprovinciale --> comunicato Stampa di Rifondazione Comunista



Comunicato stampa

Piano Interprovinciale dei Rifiuti per il PD avanti tutta: il processo di partecipazione bruciato dalla smania inceneritorista. Rifondazione Comunista: “continuare la mobilitazione per bloccare un Piano devastante”.

Alla luce della seduta odierna della commissione Ambiente della Provincia la maggioranza PD-IDV-SEL ha confermato le proprie strategie sulla gestione dei rifiuti e quindi tutta la rete impiantistica e il binomio inceneritori-discariche. 
Il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze Prato e Pistoia  e la rete Coordinamento Valdarno Aretino / Fiorentino e Valdisieve , auditi in commissione su richiesta di Rifondazione Comunista, hanno ricevuto conferma della bocciatura di tutte le loro osservazioni presentate.
Nessuna disponibilità concreta da parte del centro-sinistra a rivedere la strada della combustione, completamente ignorate le normative europee, cui i comitati hanno fatto più volte riferimento, che mettono al primo posto gli obiettivi di prevenzione, riutilizzo, trattamento e riciclaggio che perseguono la finalità della protezione della salute umana e dell’ambiente.
Paradossale che i criteri di scelta impiantistica siano fondati sulle linee guida regionali del 1998, quando la stessa Regione si appresta ad emanare nuovi orientamenti e parametri. Inoltre le risposte date da parte del Nucleo Interprovinciale di Valutazione alle osservazioni nostre e delle associazioni e comitati sono state di basso profilo, elusive e non rispondenti al merito, tutte orientate a confermare scelte già prese e dalla volontà di non metterle in discussione, vedi Case Passerini, Testi ecc.
 Lievitati i costi degli impianti che sono stati tutti confermati, compreso l’ampliamento dell’inceneritore di Selvapiana a prescindere dalle questioni legate al rischio idrogeologico e della strategica realizzazione della discarica de Le Borra in cui verranno conferite ceneri e rosticci altamente inquinanti e tossici.
Se il piano Interprovinciale dei rifiuti è stato blindato nel suo impianto inceneritorista non ha fatto una bella fine il percorso democratico-partecipativo esaltato dal centro-sinistra in questi anni poiché le proposte alternative, quali “Alterpiano a combustione zero” e “Un altro piano”, sono stati trasformati in carta straccia.
In Commissione Ambiente oggi non è stato percepita la protesta dei sindaci di San Giovanni Valdarno, Cavriglia e Figline Valdarno né tantomeno le grida manzoniane della Provincia di Arezzo trattate a pesci in faccia dalla maggioranza di Palazzo Medici Riccardi.
Rimangono ancora sospese le posizioni ufficiali di IDV e SEL, presentatrici insieme a noi di alcune osservazioni, e che ora dovranno esprimersi nel merito di un Piano che non accoglie nessuna delle modifiche anche da loro richieste.
Rifondazione Comunista, nel confermare la netta contrarietà al piano Interprovinciale dei rifiuti, poiché dannoso alla salute, costoso e ambientalmente non sostenibile, invita alla ripresa della mobilitazione popolare per impedire che un siffatto Piano venga approvato.


Firenze, 3 dicembre 2012

Andrea Calò, Lorenzo Verdi (Rifondazione Comunista-Provincia di Firenze)

giovedì 29 novembre 2012

«Graziati dall’Arno solo per miracolo».....per ora!!!




Situazione alle 17.40 del 28 Novembre 2012
Se si dice che, ancora oggi, tante cose per ridurre il rischio non sono state fatte (vedi art. sotto sull'Arno)........ com'è che anche l'Autorità di Bacino ha dato parere positivo per costruire quello schifo di INCENERITORE 7 volte più grande dello schifo che c'è adesso a Selvapiana???  
Eppure, anche con Bilancino, la situazione dopo 1 giorno di pioggia (no bomba d'acqua!) è quella della foto !!
(idem alle altre piene degli anni precedenti).
Anche se le NORME del PAI permettono ciò, la cosa NON quadra!
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«Graziati dall’Arno solo per miracolo»
Checcucci: il fiume non è mai stato messo in sicurezza
Sandro Bennucci
FIRENZE
«ORA CREDO che il cielo, quello con la ‘c’ minuscola, abbia mandato segnali sufficienti per spingerci a mettere in sicurezza davvero Firenze e due terzi della Toscana».
Ha passato ore davanti ai computer, Gaia Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino dell’Arno. Sussultando ogni volta che il diagramma schizzava in alto, facendo superare il livello di guardia ai minacciosi «fratellini» dell’Arno: Sieve, Ombrone, Pistoiese, Bisenzio, Elsa. Per non parlare delle aritmie che ha subìto ieri l’altro, alle impennate del Mugnone e dell’Ema, rigagnoli diventati gonfi e violenti.
Dottoressa Checcucci, l’ha fatta sussultare anche l’Arno, arrivato a tre centimetri dal livello di guardia agli Uffizi?
«No, perchè la piena è stata contenuta, così come non dovrebbero esserci problemi nelle prossime ore. Il fatto è che non possiamo più vivere col fiato sospeso. Negli ultimi 46 anni, l’Arno si è mantenuto tranquillo, ma a quanti miracoli abbiamo diritto?».
Per l’Arno, paradossalmente, le bombe d’acqua sono meno pericolose delle piogge estese: nel ’66 caddero, in media 220, millimetri sull’intero bacino e fu l’alluvione...
«Il rischio è se il cielo, sempre con la ‘c’ minuscola, scarica la bomba d’acqua sul Pratomagno o sul Casentino. Sarebbero problemi anche senza piogge estese». 
Come si fa a bloccare 200 milioni di metri cubi d’acqua a monte di Firenze?
«Intanto provando a tenerne 50 mila attraverso le casse d’espansione del Valdarno e l’innalzamento della diga di Levane».
Con il «pianino» da 200 milioni del suo predecessore, professor Menduni?
 
«Sì, quello che firmarono nel 2005 l’allora ministro Altero Matteoli e l’allora governatore, Claudio Martini. Ma è un piano ritoccato: servono 270-300 milioni».
Ci sono?
«In parte sì, ma bisogna vincere resistenze locali e burocratiche. Mi pare che il governatore, Rossi, ora sia molto determinato».
Se ricapitasse un disastro come quello del ’66, quanto ci costerebbe, senza contare le perdite di vite umane?
«Nel 1999, Raffaello Nardi, altro mio predecessore, parlò di 30 mila miliardi di vecchie, lire, cioè 15 miliardi di euro. Ma è una valutazione impossibile. Ricordi che nel bacino ci sono Firenze e Pisa, città-vetrina che custodiscono patrimoni d’arte e cultura».
Anche i «fratellini» dell’Arno le hanno provocato fibrillazioni...
«Soprattutto il Mugnone, ma per via di lavori Tav non completati. Il resto della rete ha tenuto. In particolare hanno funzionato le casse d’espansione del Vingone, a Scandicci, e dell’Ema, a Capannuccia. Dove s’interviene si vede».
Che cosa farà oggi?

 «Scriverò al Governo e alla Regione. Si deve sapere che il cielo, con la ‘c’ minuscola, può far paura».  
sandro.bennucci@lanazione.net

Tratto da: La Nazione Edizione di Viareggio Giovedì 29 Novembre 2012

giovedì 22 novembre 2012

LR sul rischio Idraulico: 56° puntata!

Gif Animate Acqua (10)Gif Animate Acqua (10)Gif Animate Acqua (10)
Riassunto delle puntate precedenti.............. no scherziamo non ve lo rifacciamo!!!!
Potete leggere comunque gli altri post alla categoria LR 66/2011 (o pericolosità idraulica molto elevata).
PERO' C'E' UN AGGIORNAMENTO FRESCO FRESCO che arriva dal Gruppo Misto in Regione:

Comunicati stampa

ALLUVIONI, “LEGGE AD AZIENDAM MANDA IN FUMO LA DIFESA DEL SUOLO”

Staccioli, “Una ‘piccola’ modifica alla finanziaria 2012 rimuove il divieto di edificazione nelle aree ad alto rischio idraulico per fare spazio a un impianto a gas naturale”
“Nella stessa seduta in cui approviamo una legge per assegnare fondi straordinari alle aree alluvionali, diamo il via libera ad un’altra legge che manda in fumo la difesa del suolo”. Così la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) interviene nella discussione odierna in Aula.

“Con una ‘piccola’ (grammaticalmente parlando) modifica alla finanziaria 2012 – spiega Staccioli – si rimuove il divieto di edificazione per impianti di produzione energia nelle aree ad alto rischio idraulico, approvata l’anno scorso all’indomani della disgrazia di Aulla”.

“Questa legge era già stata modificata una prima volta a maggio 2012, solo cinque mesi dopo l’entrata in vigore – ricorda la consigliera – per consentire la realizzazione dell’impianto di stoccaggio di rifiuti di Selvapiana. Adesso, all’indomani di una nuova drammatica alluvione, si interviene per consentire l’apertura di un impianto di produzione energia nel Pistoiese, a gas naturale. Una nuova legge ad aziendam”.

Ma la legge di modifica alla finanziaria 2012 contiene altri aspetti controversi, secondo Staccioli. “In un momento di crisi come questo si tolgono 4,5 milioni di euro dal capitolo sostegno alle imprese – commenta – per farli confluire sulla viabilità di Lucca e Piombino. Perché non dirottarli sulle aziende così altamente colpite dal maltempo?”.

“Infine ci siamo accorti solo a fine anno che l’Autorità portuale regionale non è attiva – aggiunge Staccioli – era l’ora: peccato che i porti di Viareggio, Porto Santo Stefano, Giglio e Marina di Campo, siano bloccati da tutto l’anno dal vuoto amministrativo che si è venuto a creare con l’istituzione dell’Authority regionale”.
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SIAMO ALLA FOLLIA:
NON PIù LEGGE AD HOC MA AD AZIENDAM!!!!
di questo passo le puntate non finiranno mai, alla faccia delle belle parole del Presidente della Regione che ci vuol far credere che la Toscana è attenta a questi temi perchè prima a fare una legge che vieta - a suo dire- costruzioni in aree così rischiose (che però viene disattesa o aggirata con opere di messa in sicurezza)!

mercoledì 21 novembre 2012

Legge Regionale sul rischio idraulico: VIETA, NON VIETA O "AGGIUSTA"????

Estratto pai area di progettoIn questi giorni, dopo le ultime, e ribadiamo ennesime,  alluvioni nel grossetano, Lucca e Massa, i giornali hanno straboccato di articoli sul tema, riportando ora le dichiarazioni dell'Ass. regionale Marson, ora quelle di Rossi o di altri esperti. Tutti concordi nel dire che occorre pianificare il territorio in modo diverso da come è stato trattato negli ultimi decenni (dove per esempio si è tombato dei corsi d'acqua, causa oggi anche di eventi alluvionali importanti!). Siribadisce l'importanza di una pianificazione che renda gli  spazi (che erano già suoi!!) ai fiumi, alla manutenzione del territorio in modo da non peggiorare le situazioni, o destinare ad uso agricolo molte aree ancora non costruite (già agricole e  ricadenti in zone a richio idraulico elevato/molto elevato) per evitare ulteriore cementificazione  e nel frattempo beneficiare del lavoro agricolo per  mantenere  i corsi d'acqua, i canali, il terrreno, in modo da non peggiorare i danni causati da future esondazioni  (se questi terreni fossero già cementificati, queste costruzioni, oltre all'impermeabilizzazione del terreno, produrrebbero gravi danni!).
Tutto GIUSTO! (ci verrebbe da domandarci: cos' altro aspettavamo??)
In realtà però, nel leggere i vari articoli, ci accorgiamo che DIETRO alle belle parole si "potrebbe" nascondere dell'altro!
La frase che più ci colpisce è la determinatezza con cui il Presidente della Regione Rossi (ma non solo)  dice che la legge regionale  VIETA costruzioni in aree ad alto rischio idraulico  (stiamo parlando della LR 21/2012  che prende vita dagli articoli 141 e 142 della LR 66/2011 - articoli aggiuunti in estremis dopo le alluvioni del 2011!!).
Prendiamo un articolo tra i tanti, quello di Greenreport, in cui Rossi spiega cosa hanno fatto e  ".... A tutto questo aggiungo altre due svolte non meno radicali: il divieto a costruire nelle zone ad alto rischio idraulico, che costituiscono il 7% del territorio pianeggiante della Toscana,....".
Noi a tal proposito abbiamo già fatto come associazioni della Valdisieve, insieme ad Italia Nostra Firenze,  un comunicato stampa per ribadire alcuni dubbi che abbiamo sulla legge 21/2012 (leggi) e sulle parole così tassative del Presidente Rossi, che ci riportano poi anche alla questione dell'inceneritore di Selvapiana (questo sicuramente ha avuto un comma ad hoc per poter essere svincolato!!).
In un altro articolo di Greenreport si riporta una riflessione di Legambiente Carrara, che, come noi, solleva la questione di aggiramento della normativa e dei vincoli attraverso quello che loro chiamano "Cavallo di Troia che trasforma una norma ispirata alla prudenza in un tragico gioco d'azzardo: si costruisce un argine ed ecco che nell'area così "messa in sicurezza" i vincoli edificatori decadono" . 
Questi infatti sono  i nostri dubbi e il nostro timore, in quanto la LR per prima ( i piani strutturali poi) consente, è vero, soltanto una certa tipologia di edificazioni già pianificate o con progetto presentato e/o approvato alla data di entrata in vigore della legge stessa (in particolare consente:  inceneritori o impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, o altri impianti per la produzione e il trasporto delle energie rinnovabili, ed edificazioni nuove o ristrutturazioni, ampliamenti, addizioni, di edifici ad uso rurale), ma è anche vero che le preoccupazioni maggiori non saranno date certo dalle edificazioni  future - visto che si dice, appunto, che siano state stoppate dalla legge - o da quelle  già esistenti (che ormai ci sono e in casi particolarmente gravi non rimarrà che delocalizzare o proteggerle, per modo di dire, con le famose opere idrauliche), ma semmai da quelle che devono essere ancora costruite ....... pur avendo tutte le approvazioni richieste dalla legge e pur garantendo  le "opere di messa in sicurezza"  (opere che anche l'Ass. Marson dichiara che non eliminano il rischio, ma lo possono solo ridurre), come il caso di Selvapiana.
Sempre Legambiente dice: "Il buonsenso suggerisce di proteggere l'area per ridurre la frequenza d'inondazione degli edifici già esistenti, ma di non costruirvene altri per evitare l'aumento dei danni. Ma per troppi amministratori il fine ultimo delle opere di messa in sicurezza è proprio il via libera all'urba­nizzazione delle aree a rischio".  Purtroppo questo "espediente"  è puntualmente CONFERMATO  dalle parole della stessa Marson:  "Appena pochi mesi fa molti amministratori maremmani hanno osteggiato la norma che tenta di salvaguardare gli spazi dei corsi d’acqua, dal sindaco Pd di Grosseto a quello di Castiglione della Pescaia. L’hanno considerata troppo aggressiva". 
Non solo  gli amministratori del grossetano dovrebbero essere richiamati alle LORO responsabilità, ma  secondo noi anche la Regione perchè invece di sovrintendere - in questo caso- subisce le logiche locali! Non dimentichiamoci POI che questi "giochi" economici e di potere purtroppo generano perdite di vite umane, feriti e danni -costosissimi- al territorio.
A sostenere i nostri  dubbi anche il caso (tra Toscana e Liguria) evidenziato dal  "comitato Sarzana, che Botta!", in cui si racconta che "il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, un organismo spurio che vede la commistione di politici e tecnici, ha bloccato la proposta del Comitato Tecnico della stessa autority di congelare da uno a tre anni le nuove edificazioni e la realizzazione di parcheggi a raso nelle “zone rosse”, cioè nelle aree soggette a esondazioni con periodicità trentennale"........ La proposta di congelare tutte le costruzioni, anche quelle già previste da strumenti urbanistici vigenti, è stata approvata dal Comitato Tecnico il 24 luglio scorso.........Il 27 luglio la proposta del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del Magra [ndr. Liguria, in questo caso ed eccetto i sindaci, più rigida della Toscana!!] è stata portata all’esame del Comitato Istituzionale, l’organismo tecnico-politico ligure-toscano (oltre ai sindaci e alla Provincia c’è anche Claudio Burlando) che ha il vero potere decisionale. Ebbene la Regione Toscana, che ha adottato con legge regionale la sospensione di tutte le costruzioni nelle nuove aree esondate, ha sollevato un dubbio di natura giuridica, incontrando subito il convinto sostegno dei sindaci del Magra, parte ligure. Per colmo di paradosso da novembre in Liguria, se non interviene qualche norma di salvaguardia come quella proposta dal Comitato Tecnico, si potrà ricominciare a costruire anche nelle nuove aree esondate un anno fa." (leggi tutto l'articolo QUI).
Ovviamente si sta parlando di costruzioni già previste nei piani urbanistici, nelle varianti, negli strumenti attuativi o addirittura già autorizzate dai Comuni (quelle che la legge NON BLOCCAVA e NON BLOCCA!!). Inoltre si chiedono giustamente i nostri amici di Sarzana, e ce lo chiediamo anche noi, quali sono i dubbi “giuridici” dei nostri politici?  Forse "temono possibili ricorsi con richieste di risarcimento di danni ai Comuni da parte dei proprietari dei terreni delle zone rosse, che erano riusciti negli anni passati a strappare scellerate previsioni di edificare in aree a rischio"?. Sarebbero  "gli stessi imprenditori che ad alluvione avvenuta strillano per chiedere i danni delle esondazioni. E che i contribuenti pagano con le accise sui carburanti.
Ma siamo così sicuri che di fronte alla catastrofe di un anno fa gli speculatori delle “zone rosse” troverebbero qualche giudice che bocci un blocco delle costruzioni per uno o tre anni per motivi di pubblica incolumità?".
Gli amici di Sarzana, dopo aver letto il caso dell'inceneritore di Selvapiana, sembrano avere un un ulteriore dubbio. Forse i motivi per cui la Regiona Toscana ha ostacolato il "congelamento da 1 a 3 anni di tutte le costruzioni" (richiesto non da cincirinella, ma dal Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del Magra),  derivano non tanto da problemi di natura giuridica, ma dal fatto che poi avrebbe dovuto garantire la stessa regola in tutta la regione. Infatti se l'avessero approvata, doveva valere per il Magra, ma anche per tutte le costruzioni vicino ai fiumi........e qui si arriva all'Inceneritore di Selvapiana che, dopo le "modifiche a puntino" apportate alla legge per aggiungere la possibilità di costruire inceneritori & C. ci si sarebbe COMUNQUE dovuti fermare per 1/3 anni  (oltre alle lamentele degli amministratopri maremmani che anche loro scalpitavano per progetti rimasti fermi!!).
QUESTO MODO DI PROCEDERE, COSI' TORTUOSO E AMBIGUO, E' NORMALE???

E ORA CI SI METTE ANCHE CLINI CON LE ASSICURAZIONI OBBLIGATORIE??? 
Leggi la notizia su Greenreport.
Così si creano ancora differenze tra chi potrà pagare di più e chi meno e chi per nulla!!! 
Oltre al fatto che occorre ANCHE trovare le assicurazioni (!!) che se la sentiranno di imbarcarsi in questa cosa perchè dovranno coprire i danni procurati dal fatto che l'abitazione/azienda è in un area a rischio idraulico molto elevato/elevato o zona rossa che dir si voglia. Se qualuno ha dato le autorizzazioni ....molto probabilmente dovrebbe anche predersene le responsabilità (almeno quelle rilascaite negli ultimi anni).
Mha!!!