VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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venerdì 18 maggio 2018

Presidio alla Corte dei Conti! Raccolta Differenziata fuorilegge


NON DIFFERENZIATE I RIFIUTI E NOI ABITANTI PAGHIAMO IL COSTO! Che fine ha fatto il nostro esposto?

Andiamo alla Corte dei Conti per chieder che fine hanno fatto i nostri esposti che ipotizzano un danno erariale di ben 58 Milioni di Euro per il mancato raggiungimento dell'obbiettivo minimo del 65% di Raccolta Differenziata al 2012!

24 Maggio Viale G.Mazzini 80, Firenze
Dalle 10.00 alle 13.00!
______________________________________
La Raccolta Differenziata è ferma da anni sotto i limiti di legge (65%), gli Amministratori non sono stati capaci o non hanno voluto incrementarla, Nardella e gli altri Sindaci con Giannotti direttore da un ventennio di Quadrifoglio e ora di Alia spa, scaricano i costi e le multe su Noi abitanti. ORA BASTA! 
Abbiamo presentato 2 Esposti alla Corte dei Conti (nov. 2016 e Dic. 2017) quantificando un danno erariale di ben 58 Milioni di euro per gli anni 2008-2016. 
Chiediamo che a pagare siano i responsabili di questo fallimento nella gestione delle risorse collettive! 

Mamme No Inceneritore
Presidio Noinc-NoAero
( Assemblea per la Piana contro le nocività )


lunedì 20 novembre 2017

GESTIONE RIFIUTI: ATO SUD e SEI TOSCANA

E' la terza iniziativa giudiziaria in un anno che farà giustizia e che darà ragione ai vari comitati quando denunciavano che in Toscana bisognava cambiare per ottenere:

1- un organismo terzo di verifica delle attività dei Gestori;
2- dimensioni degli ATO più gestibili, a livello provinciale.

venerdì 18 dicembre 2015

Rifiuti, arriva la tariffa: la Tari volta pagina, deciderà l'Authority

Il ministro dell'Ambiente Galletti: nuova strategia e aggregazioni contro i ritardi del Mezzogiorno
di LUCA PAGNI
MILANO. Dopo l'acqua, arriva anche la competenza sui rifiuti. L'Autorità - nata oramai vent'anni fa - per regolare le attività dell'energia elettrica e del gas dovrebbe, a breve, assumere un nuovo onere. Esattamente come è avvenuto nel 2013 per il settore idrico, l'Authority si vedrà assegnato l'incarico di provvedere al settore dello smaltimento rifiuti. In modo da guidare il passaggio dalla tassa attuale a una tariffa per il servizio reso ai cittadini. E per ridefinire la normativa, in modo che sia uniforme per tutto il territorio nazionale e per equipararla a tutti gli effetti a una attività "regolata", proprio come ora avviene per l'elettricità, il gas e l'acqua.

Per uno dei più problematici servizi pubblici, spesso a rischio di infiltrazione malavitosa e che per qualità media e risultati cambia molto da regione a regione, si prospetta una sorta di rivoluzione. L'annuncio è arrivato l'altro giorno a Bologna dal ministro per l'Ambiente Gian Luca Galletti. Il quale ha preso un impegno davanti alla platea di operatori che si sono ritrovati per un convegno organizzato dal gruppo Hera, leader del settore in Italia. "Opportunamente rafforzata - ha detto Galletti - l'Autorità per l'Energia dovrà arrivare a definire una tariffa, per avere certezza normativa e finanziaria, senza le quali ben si capiscono le difficoltà delle imprese a partecipare alle gare di appalto indette in certe Regioni".

Il riferimento è alla differenza di risultati tra Nord e Sud Italia. Veneto, Lombardia e Emilia, con medie attorno al 60-65 per cento di rifiuti riciclati, hanno già raggiunto gli obiettivi che l'Europa ha previsto per il 2020; mentre Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia restano sotto il 20 per cento.

La necessità del passaggio sotto la regolazione dell'Autorità viene richiesto da tempo dalle imprese, in particolare dalle utility pubbliche. Anche perché favorirebbe la creazione di campioni nazionali. Come ha spiegato al convegno il presidente del gruppo Hera Tomaso Tommasi. "Lo smaltimento dei rifiuti è un processo industriale che necessita di investimenti che difficilmente si possono trovare sul mercato senza una regolazione come si deve. In questo modo - ha argomentato il manager - le aziende saranno incentivate a partecipare alle gare che saranno indette nei prossimi anni, contribuendo così alla riduzione del numero degli operatori che in Italia è ancora eccessivo e con dimensioni ben al di sotto della media europea".

Su questo punto, i numeri li ha forniti una ricerca di Bain Company. A fronte di un fatturato complessivo del settore pari a 23 miliardi di euro all'anno, con 170 milioni di tonnellate trattate e 140mila persone impiegate, i costi di gestione del servizio sono in media del 15% superiori alla media europea. Una forbice che si spiega anche con l'eccessiva frammentazione (oltre 2mila società): i primi quattro operatori in Italia (Hera, Lgh, A2a e Iren) hanno una quota di mercato che non va oltre il 23 per cento, mentre i primi quattro operatori in Germania,
Regno Unito e Spagna detengono tra il 47 e il 43 per cento. Lo stesso vale per le quantità di rifiuti raccolti: il primo operatore francese è il gruppo Veolia, con 33 milioni di tonnellate annue, mentre in Italia i quattro leader di mercato si fermano a 6 milioni di tonnellate.

martedì 1 dicembre 2015

“DE GIROLAMO E I TRIONFALISMI SUL RICICLAGGIO DEI RIFIUTI..”

Insieme Possiamo: "i cittadini dell'ATO Sud saranno costretti a pagare altri 2 milioni aggiuntivi"

“Non condividiamo per niente l’enfasi – non del tutto disinteressata, viste le lobbies del settore che legittimamente rappresenta – con la quale il Presidente di Cispel Toscana, De Girolamo, esalta la presunta eccellenza regionale nel campo del riciclaggio dei rifiuti e dell’economia circolare, almeno per quanto riguarda l’ATO Toscana Sud: a parte la percentuale del 38,89% raggiunta dal nostro ambito nel 2014 – a dir poco ridicola, sia per quantità che per qualità, rapportata al 55,79% del Centro e al 48,92% della Costa – c’è di peggio, ma molto peggio”.
“Prima di tutto, i cittadini dell’ATO Sud devono sapere che saranno costretti a pagare – con riferimento al 2014, oltre ai circa 100 milioni di euro del corrispettivo annuo – altri 2 milioni circa di euro aggiuntivi, necessari a conguagliare il minore conferimento di rifiuti indifferenziati (rispetto ai preventivati) presso l’impianto di selezione delle Strillaie nel grossetano. Sì, avete capito bene: siamo stati bravi cittadini perché abbiamo prodotto una minore quantità di rifiuti indifferenziati da conferire a quell’impianto, ma veniamo puniti perché qualche “entità” ha firmato contratti capestro con la proprietà, cioè le famigerate convenzioni che prevedono “il vuoto per pieno””.
“In poche parole e con un semplice esempio: una qualche “entità” firma una convenzione-forca con la proprietà dell’impianto di smaltimento, che prevede – anzi obbliga – che all’impianto X vengano conferite 100 mila t/a, per 25 anni, dei rifiuti “peggiori”, quelli che andrebbero ridotti sempre di più, cioè gli indifferenziati. Se i cittadini sono però virtuosi, rispettano le leggi europee, nazionali e regionali e raggiungono livelli tali di RD che all’impianto X vengono conferite 50 mila t/a anziché 100 mila, la proprietà vuole comunque (dalle nostre bollette, ovvio) la differenza di soldi per le 50 mila t. mancanti. Che meraviglia, non è vero? In relazione a quanto suddetto, c’è l’art. 45.5 della convenzione che riporta in maniera esplicita un incentivo tariffario per la massimizzazione del conferimento a quell’impianto di rifiuti indifferenziati”.
Come si può puntare sulla RD e sul riciclo di cui parla De Girolamo finché esiste un patto del genere?
“C’è anche la questione del bonus riconosciuto sulla RD, che giustamente i comuni più virtuosi (quelli sopra il 60%) vorrebbero portare dall’1% al 3%, al fine di premiare i cittadini che s’impegnano. Purtroppo, però, non c’è niente da fare: i comuni che raggiungono percentuali grottesche sono la maggioranza e quindi, per adesso, non se ne parla nemmeno”.
Che ne pensa De Girolamo di questa assurdità?
“Aggiungiamo, poi, l’argomento – posto correttamente dai comuni che sono riusciti a ridurre la produzione di rifiuti nel proprio territorio – della mancata riduzione dei costi in rapporto alla diminuzione dei rifiuti. Anche qui non si sfonda”.
De Girolamo non ha nulla da dire in proposito?
“Chiediamo, inoltre, che il Presidente di Cispel, prima di diffondere ancora comunicati trionfalistici sulle magnifiche sorti e progressive del riciclaggio e dell’economica circolare in Toscana, convinca l’ATO Sud, i Comuni e il gestore Seitoscana ad investire risorse sul serio – e non per finta – sulla quantità ma soprattutto sulla qualità della RD; e anche sull’impiantistica leggera di recupero e, appunto, di riciclaggio dei rifiuti da RD, anziché puntare sull’impiantistica pesante di smaltimento (inceneritori e discariche) e sui selettori di rifiuti indifferenziati.
Invitiamo, infine, Seitoscana – lo diciamo con rispetto – a moderare l’attività di comunicazione, il cui costo, sempre a carico dei cittadini, è obiettivamente esorbitante e fuori mercato”.s

giovedì 4 luglio 2013

LEGAMBIENTE: Petizione--> Chi inquina paga - Chi produce meno rifiuti deve risparmiare

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Al Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta
Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando
Al Ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni

Chi produce meno rifiuti deve essere premiato. La nuova tassazione a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi. La nuova tassa sui rifiuti, la Tares, rischia invece di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani. È un’ingiustizia. Il Governo deve rivedere il nuovo tributo sui rifiuti, che deve rispettare il principio europeo “chi inquina paga” e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno.

Leggi tutto il testo della petizione

FIRMA QUI --> http://www.legambiente.it/italiarifiutifree/petizione#.UdVdEayFXyQ

mercoledì 13 marzo 2013

L’Iva sulla Tia è illegittima Viareggio Patrimonio condannata



Il Tirreno Pagina 15 -

Viareggio L’Iva sulla Tia è illegittima Viareggio Patrimonio condannata La sentenza del giudice di pace dà ragione al ricorso presentato da un gruppo di cittadini Rimborsi dal 2009 al 2012 e se la società non paga gli interessi aumentano fino alla restituzione 

di Donatella Francesconi -- VIAREGGIO - Nuova "botta" per la Viareggio Patrimonio, la società interamente partecipata dal Comune, sul fronte Tia e relativa Iva ancora presente sulle bollette del costo smaltimento rifiuti. Il giudice di pace Maria Assunta Grillai ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di cittadini che hanno scelto di farsi assistere dall'avvocato Fabrizio Miracolo. «Accertato e dichiarato che la Viareggio Patrimonio ha illegittimamente applicato l'Iva sulla Tariffa di igiene ambientale» la società è stata condanna a restituire cifre che vanno da 408,05 euro a 89,10 euro «oltre la rivalutazione monetaria secondo gli indici Istat di anno in anno vigenti e oltre gli interessi moratori compensativi da computarsi su ciascun importo annualmente risultante, dalla data dei singoli versamenti a quelli dell’effettivo rimborso». Un passaggio da non sottovalutare, quest’ultimo: significa che più la Viareggio Patrimonio attenderà nell’adempiere alla sentenza e agire nel senso indicato dalla sentenze, e maggiore sarà quanto dovrà sborsare ai cittadini che hanno vinto il ricorso. La società presieduta da Stefano Lazzeri è stata anche condannata al pagamento delle spese legali sostenute dai cittadini, spese liquidate complessivamente in 1.275 euro oltre le spese generali come da legge. Il giudice di pace, nell’accogliere il ricorso relativo agli anni dal 2009 al 2012, ha voluto sottolineare come risultasse che i richiedenti avessero fatto domanda alla Viareggio patrimonio per ottenere il rimborso «di quanto versato e non dovuto», ma «tali domande sono rimaste prive di riscontro». Nel motivare la propria decisione, il giudice di pace sottolinea anche «come quanto pagato in eccesso dai contribuenti costituisce indebito oggettivo ai sensi dell’articolo 2023 del codice civile». A stabilire che l’Iva sulla Tia non è dovuta è stata, nel 2009, la Corte Costituzionale. Nel 2012 è poi arrivata la sentenza della Cassazione (numero 3756 del 9 marzo) a dire la parola definitiva. Le società che gestiscono la riscossione della Tia per i Comune, però, per la maggior parte continuano a richiederla. A Viareggio, nei mesi scorsi, era stato l’ex sindaco Carlo Alberto Ferrari a rivolgersi alla commissione tributaria provinciale, vincendo il ricorso. Presentato il ricorso, la Viareggio Patrimonio si è vista dare torto. Ora, per i cittadini ai quali il giudice di pace ha appena dato ragione, si apre l’ardua strada per arrivare ad ottenere davvero quanto disposto dalla sentenza ottenuta dall’avvocato Miracolo.

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2013/03/12/news/l-iva-sulla-tia-e-illegittima-il-giudice-di-pace-condanna-la-viareggio-patrimonio-1.6680635



martedì 4 dicembre 2012

Chi ricicla di più paga di meno (strano.....da noi vorrebbero bruciare e si paga di più!!).

A Felino (PR), in campo gli informatori ambientali per spiegare ai cittadini la nuova tariffa puntuale dei rifiuti.

A Felino (PR) dal 1° gennaio 2013, anno nuovo e tariffa nuova! L’Amministrazione Comunale, la Provincia di Parma ed Iren Emilia hanno deciso di premiare i cittadini virtuosi mettendo loro a disposizione una tariffa basata su un nuovo sistema di calcolo più preciso e più equo, una tariffa rifiuti davvero “su misura”. In pratica, ogni famiglia ed ogni attività nel territorio felinese avrà a disposizione un contenitore grigio per il rifiuto residuo “intelligente” che, grazie ad un microchip, potrà essere letto dall’operatore ogni volta che viene esposto e vuotato. In sintesi, più si differenzia, più si riducono i rifiuti residui, più si può risparmiare.
Per spiegare a tutti i cittadini quest’importante novità, sono in questi giorni in campo per Iren gli informatori ambientali di Consorzio Concerto e la lumaca. È infatti importante affidarsi a un team di informatori ambientali professionisti, per comunicare in modo chiaro come funziona il nuovo sistema di calcolo della tariffa rifiuti e quali sono le azioni virtuose a disposizione dei cittadini per risparmiare.
Gli informatori, riconoscibili dalla pettorina gialla e dal tesserino Iren, consegnano anche i calendari delle raccolte, gli opuscoli informativi, oltre alla dotazione annuale dei sacchi gialli e di quelli in materiale biodegradabile per la raccolta del rifiuti organico, e rimangono a disposizione dei cittadini per rispondere ad ogni eventuale dubbio o perplessità.
Informatori ambientali per il passaggio a tariffa puntuale a Felino
Il passaggio a tariffa puntuale è un ulteriore passo avanti sulla strada della sostenibilità ambientale, intrapresa dall’Amministrazione Comunale di Felino e Iren negli ultimi tre anni, che vuole premiare chi ogni giorno si impegna nella tutela del nostro ambiente con la raccolta differenziata.
 FONTE: http://www.lalumaca.org/stampa/archivio/chi-ricicla-di-piu-paga-di-meno

lunedì 15 ottobre 2012

A PROPOSITO DI TIA!

Tanto per tornare nel  merito della questione dell'IVA da pagare o meno o addirittura da essere restituita  perchè non dovuta!
Alcune cose certe ci sono già, come per esempio le ultime sentenze ( come quella della Cassazione) in cui si RIBADISCE che che l'IVA è illegittima in quanto la TIA ha natura tributaria e non tarifarria ( come vorrebero farci credere solo perchè la chiamano tariffa e non tassa - come era la tarsu, per esempio- !!).
Nonostante ciò l'IVA continua ad essere messa nelle nostre bollette. Quanto meno potevano non aggiungerla in questi ultimi anni, visto che in mancanza di ulteriori leggi che mettano a posto questa ambiguità (e le modifiche ad hoc sono il pane quotidiano di politici, amministratori e tecnici), la Cassazione ha detto che non è legittima!
Alcuni comuni infatti l'hanno tolta, alcuni invece stanno aspettando che sia deciso dall'alto che si possa continuare a mantenerla e di renderla legale anche per le bollette precedenti.  Alcune aziende di gestione ( come la nostra AER) oltre che a mantenerla nelle bollette attuali, ci avvertono che non possono restituirla perchè ormai già versata allo Stato (quindi semmai andrebbe richiesta a loro). Oddio, più che versata, forse in parte sarà andata a detrazione delle spese!!! Comunque sia la continuano a mettere nelle bollette (e in futuro peserà per l'11% e non più per il 10%!!).
In questo quadro si esprime anche il DIFENSORE CIVICO della Regione Toscana Lucia Franchini.  Questo il  comunicato (che trovate anche QUI):
"Tassa rifiuti: Difensore civico, i problemi non riguardano solo l’Iva

Secondo Lucia Franchini occorre fare chiarezza su numerose questioni per tutelare davvero i cittadini. “Comportamenti disomogenei non sono giustificabili”

Firenze - I problemi che riguardano la tassa sui rifiuti sono numerosi e complessi, e non possono essere ridotti solo ai minimi termini di “Iva sì o Iva no”. Occorre fare chiarezza sulle scelte a monte, per tutelare davvero i cittadini. Ad affermarlo è il Difensore civico della Toscana, Lucia Franchini, la quale interviene di nuovo sull’argomento a fronte delle tante richieste di intervento da parte dei cittadini e di alcuni articoli di stampa usciti in questi giorni. “Ci sono tre questioni da chiarire – spiega Franchini –: la competenza giurisdizionale sulle controversie; l’applicazione dell’Iva; la forma e il contenuto necessario dell’atto con cui si chiede il pagamento della tariffa”.

Per quanto riguarda il primo punto, stando a recenti decisioni della Corte Costituzionale, il contenzioso in materia di tasse sui rifiuti dovrebbe essere devoluto esclusivamente alla competenza del giudice tributario. Invece in alcuni casi continua a esser coinvolta la giustizia ordinaria. “La questione per i cittadini che fanno ricorso è molto rilevante – afferma Franchini - perché ricorrere al giudice ordinario o a quello tributario comporta notevoli differenze in termini di costi e di tempi di attesa: per il ricorso in Commissione tributaria basta una marca da bollo ordinaria e sono previsti 60 giorni tassativi; i ricorsi presso il Giudice di Pace hanno tempi più lunghi a seconda del diritto da far valere, anche 5 anni”.

Si arriva poi alle questione dell’Iva: l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto alle fatture relative alla Tia è l’aspetto che ha maggiormente catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mezzi di comunicazione. Spiega ancora il Difensore civico regionale: “E’ noto il ragionamento della Corte Costituzionale secondo cui se la Tia ha natura tributaria e rappresenta una variante della Tarsu, allora ne consegue che ad essa risulta inapplicabile l’Iva con l’abbattimento del 10% del costo da pagare. Da qui la richiesta avanzata da parte di molti utenti, da un lato, di non pagare più l’Iva sulle fatture di prossima emissione, dall’altro, di avere il rimborso su quanto, negli anni addietro, indebitamente pagato”. Ma se da un punto di vista giuridico il ragionamento della Suprema Corte risulta molto chiaro e lineare, altrettanto non si può dire per la sua concreta applicazione al di fuori delle aule giudiziarie: “Finché non ci saranno novità legislative o regolamentari – avverte Franchini - i Gestori non potranno che continuare ad emettere fatture contenenti l’Iva e non restituire niente di quanto hanno con quel titolo incassato. In altri termini, soltanto impugnando davanti al giudice tributario le fatture che via via arriveranno, gli utenti potranno ottenere di non pagare quanto non dovuto oppure di riavere quanto già pagato”. Tuttavia secondo il Difensore civico regionale, il vero nocciolo del problema sta nel “chiarire, in primo luogo, le nuove modalità di definizione dei rapporti giuridici ed economici tra contribuenti, ente impositore e società affidataria dello svolgimento del servizio”.

Da un punto di vista pratico, infatti, si è assistito ad una varietà di comportamenti tenuti dai Comuni in quanto alcuni hanno deciso di eliminare la riscossione diretta dell’Iva , mentre altri no. E questa situazione si è verificata anche in Toscana pure tra Comuni che avevano il medesimo Gestore che ha tenuto comportamenti diversi e distinti in base alla residenza dell’utenza. Inoltre il mancato assoggettamento della tariffa all’Iva “non ha comportato per il contribuente un vantaggio economico, nel momento in cui quei Comuni che hanno deciso di eliminarla hanno, contestualmente, deciso un aumento della tariffa tale da coprire i costi. E nei costi è ricompreso anche l’Iva che lo stesso Comune paga direttamente al Gestore che fornisce il servizio di smaltimento”.

Arrivando al contenuto dell’atto, prosegue il Difensore, “il punto centrale della vicenda è scegliere se davvero si vorrà far pagare gli utenti in base al consumo effettivo di rifiuti prodotto alla stessa stregua degli altri servizi pubblici essenziali (acqua, luce e gas) oppure prendere atto dell’impossibilità materiale di ciò e considerare il ciclo dei rifiuti nell’alveo del prelievo tributario. E’ questa scelta da fare ‘a monte’ che definisce il rapporto tra Comune o Ente gestore e il cittadino. Risulta evidente la differenza sostanziale tra le due impostazioni che vede l’applicazione di regole e concetti giuridici diametralmente diversi tra di loro: da un lato, la predisposizione di atti amministrativi aventi natura tributaria redatti secondo le regole canoniche del diritto amministrativo e tributario; dall’altra l’emanazione di un semplice documento commerciale redatto da un soggetto privato con cui si chiede conto di quanto effettivamente consumato”. Infatti “nel caso, come confermato dall’attuale giurisprudenza, di tributo, gli atti con cui verranno richieste le prestazioni ai contribuenti non potranno più essere quelli usati finora, ma  bensì ad esempio l’identificazione dell’immobile, la categoria tariffaria in funzione dell’attività svolta, il numero degli occupanti.

Nel caso che si riconosca, come fino ad adesso, servizio, il cittadino paga esclusivamente l’uso che fa del servizio e quindi la quantità di sacchetti di rifiuti prodotti con le agevolazioni previste per la raccolta differenziata, in modo da incentivare comportamenti virtuosi”. In definitiva, conclude Franchini, “è un problema di politica del diritto orientarsi verso una scelta invece che verso un’altra e naturalmente la scelta adottata ha conseguenze rilevanti sul piano socioeconomico. Quindi, sotto questo aspetto, il cambiamento riguarda tutti, cittadini ed istituzioni, e, di fronte ad esso, risulta difficile giustificare comportamenti diversi e disomogenei”. (cem)"

giovedì 12 luglio 2012

CARO INCENERITORE, MA QUANTO CI COSTI ?


Abbiamo già notato come la TIA, almeno per quanto ne sappiamo, sia già aumentata a Rufina dell'11,2% (ovviamente seguiranno tutti gli altri comuni).

Certo che coprire i circa 55-60 milioni di EURO (se basteranno..... siamo in Italia!! aggiornamento 2013: siamo arrivati, infatti, a circa 90 milioni, sembre se basteranno!) per costruire il NUOVO impianto di incenerimento a Selvapiana......ce ne vogliono di aumenti!!!

Non solo dovremo ripagare i costi di costruzione ( e di gestione poi!!!), ma stiamo già pagando da qualche anno gli stipendi anche ai componenti della nuova società di AER, la AER Impianti Srl costituita nel 2009 appositamente per la costruzione dell'inceneritore ( si potevano risparmiare facendo presentare il progetto ad AER Spa, come già avvenuto in precedenza, e poi fare la consueta VOLTURAZIONE in favore di aer impianti srl!).
  • Dal  sito del comune di Rufina si può vedere che ogni anno AER Impianti SRL ci costa, solo di compensi, circa 72.000 EURO/anno (aggiornamento 2013: adesso al link sopra si vede che i compensi dei componenti del consiglio di aminstrazione, ECCETTO IL PRESIDENTE a cui vanno sempre 22.000 €, sono stati azzerati):

  • Da un articolo del PDL [clicca QUI, pag. 7 - NB: ci dissociamo dal resto dei contenuti che sembrano sminuire il porta a porta, ovviamente dipende anche da chi gestisce il servizio e lo fa funzionare - si veda per esempio Capannori e gli altri comuni virtuosi, ma anche San Francisco!!!], tra l'altro, scopriamo che AER Impianti Srl ha chiuso il bilancio 2011 in negativo per oltre 90.000 euro. Anche questi andranno sicuramente sulle tasche dei cittadini (il rischio di impresa in questo caso...premia chi commette errori di valutazione!). 

  • Nell'articolo sopra si manifestano oltretutto dei dubbi sulle percentuali di RD, in questo caso del comune di Londa, in quanto nel 2011 si era arrivati ad una percentuale del 65% che nel 2012 - per ora- è calata al 60%. Anche se non siamo a fine anno, si comincia a temere di non raggiungere  il 65% entro dicembre 2012 e di vedersi applicata un'addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autorità d'ambito, istituito dall'articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l'onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste (art. 205, comma 3 - d. lgs. 152/2006). Questo ovviamente si riperquoterà su tutti i comuni che non raggiungeranno la percentuale stabilita per legge!

  • Poi ci sono i 250.000 EURO che la provincia ha stanziato sempre al comune di Rufina per elaborare le linee guida per l'inserimento paesaggistico del MOSTRO! ( e anche se vengono dalla Provincia, sono sempre soldi nostri!)
  • Poi c'è la fidejussione per la future operazioni  del nuovo impianto e precisamente per D13 e D15 che ammonta a circa 1.063.240 EURO ( e al momento non abbiamo la cifra per l'attività di D10, cioè l'incenerimento, e se è considerata). Non sappiamo dove abbia questa cifra la società AER Impianti Srl ( forse da qui gli aumenti della TIA??).

  • Poi c'è una nuova richiesta di finanziamento aggiuntivo rispetto a quello già previsto per legge (quello stabilito per legge avrà un valore del 7% del costo dell'investimento), da chiedere alla Regione Toscana da parte del "Patto di Sindacato dei Soci Pubblici di AER Impianti Srl" avvenuto il 25 giugno 2012 ( rintracciabile sul sito del comune di Pontassieve all'Albo Pretorio) . Queste non sono quantificabili al momento, ma serviranno sempre per le mitigazioni ambientali.




  • Oltre ai costi aggiuntivi per la realizzazione di un accesso più funzionale dalla STATALE 67 ( che ovviamente ricadranno in TIA)!!

  • A proposito..... è bene sapere anche che l'indennizzo per DISAGIO AMBIENTALE - ma allora anche i Sindaci riconoscono che ci sarà un disagio dalla costruzione di questo COSO?- sarà probabilmente ridistribuito annualmente per il 60% a Rufina, il 30% a Pontassieve e solo il 10% a Pelago - forse in virtù dell'esposizione agli inquinanti per gli abitanti di San Francesco  (anche questo può far gola???), come si vede dall'immmagine sotto al punto c.


  • Poi ci saranno da aggiungere i costi per la cassa di esondazione, risagomautra dell'alveo e tutti quegli interventi di messa in sicurezza dal fiume SIEVE che ancora non sono quantificabili, ma non saranno certamente pochi EURO!!!!  Messa in sicurezza OBBLIGATORIA per poter costruire!!

  • Più il costo della gestione di AER Spa.

O   INCENERITORE ...............MA  

QUANTO  CI  COSTI  e  COSTERAI ?????