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martedì 29 novembre 2022

GRIG: Casamicciola, ennesima calamità innaturale.

Casamicciola, ricostruzione della calamità innaturale
(fonte Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il Corriere della Sera)

26 novembre 2022, Casamicciola, sull’Isola d’Ischia, ennesima calamità innaturale nel povero Bel Paese.

Mentre l’ormai consueto Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, smentito inglorosiamente dal vero Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, affermava il ritrovamento di “otto morti nella frana di Ischia“, è rapidamente partita l’attività di soccorso.

Noi Italiani siamo molto bravi nelle attività di protezione civile, comprese quelle di soccorso.

Siamo molto meno bravi nelle attività di prevenzione e di risanamento del territorio.

rustico edilizio

Così Micla Pennetta, docente di Geomorfologia all’Università Federico II: «La colpa è del cemento. Lì c’è un terreno di natura vulcanica, ovvero poco compatto. In caso di piogge abbondanti l’acqua lo gonfia e tende a portarlo a valle. Gli alberi svolgono un ruolo fondamentale per prevenire questi fenomeni, ma ne sono stati eliminati molti per le attività antropiche. La cementificazione dei suoli ha ridotto la capacità di assorbimento delle acque, che scivolano a valle con una violenza devastante, trascinano fango ed altri materiali e creano disastri. Si è verificata una colata detritica».

Le sciagure del passato non hanno insegnato nulla.

Nel 2018, dopo il terremoto (2017) e le conseguenti distruzioni di tanti immobili, spesso abusivi, l’art. 25 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109 (Disposizioni urgenti per la citta’ di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze) con le marginali modifiche introdotte dalla legge di conversione derivante dall’approvazione definitiva (15 novembre 2018) del disegno di legge n. 909 dell’1 novembre 2018 (Governo giallo-verde Conte 1) ampliò le maglie del condono edilizio.

In tutta Ischia sarebbero 27mila le pratiche di condono presentate a vario titolo dagli abitanti in occasione delle tre leggi nazionali di sanatoria (1985, 1994, 2003): 8.530 istanze a Forio, 3.506 a Casamicciola e 1.910 a Lacco Ameno.

27 mila istanze di condono per 46 chilometri quadrati di estensione dell’isola, vuol dire 587 istanze per chilometro quadrato, vuol dire 5,87 istanze per ettaro. Un’enormità.

Per il condono del 2018 sono mille le ulteriori istanze presentate a Casamicciola: ai fini del condono, nessuna considerazione dei vincoli di inedificabilità, delle misure anti-sismiche, della disciplina di difesa idrogeologica.

Continuiamo così…e facciamo finta che il Vesuvio sia un vulcano spento.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)


Presidente Ordine dei Geologi della Toscana: " Fare Casamicciola "

“Fare Casamicciola”
è un modo di dire che sentivo spesso da mia nonna paterna, quando voleva indicare una grande confusione. Solo dopo molto anni ho scoperto che quel modo di dire derivava dal grande terremoto che aveva colpito l’isola di Ischia alla fine dell'ottocento, con la distruzione dell’abitato di Casamicciola e questo evento tragico era rimasto come eco nei modi di dire dell’Italia del secolo successivo.
Casamicciola ha fatto di nuovo Casamicciola nel 2017, col terremoto che si portò via due vite e ne segnò tante altre.
Oggi Casamicciola è di nuovo l'immagine di una tragedia e questa volta la causa non è un'onda sismica, ma un'onda di fango.
Sono in corso le operazioni di soccorso e la situazione è incerta nella sua drammaticità, con una vittima e tanti dispersi, al momento. Ora le emozioni solo alte, c’è la paura di chi è scampato alla tragedia, la rabbia di chi ha perso tutto o anche solo poche cose, l’incertezza per cosa accadrà da domani in avanti, e poi c’è l’instancabile impegno dei soccorritori. Domani inizieranno le prime ipotesi sulle cause, poi sarà la volta della ricerca dei colpevoli, e via e via, seguendo il copione che tutto conosciamo. Ma oggi non voglio scandire il tempo e gli eventi da ora in avanti, voglio fare un passo indietro, voglio tornare al 20 ottobre scorso, quando il Consiglio di Stato ha licenziato la bozza del nuovo codice degli appalti pubblici.
Cosa c’entra? C’entra perché ci dà la misura di quanto siamo schizofrenici in questo strano paese ed è questo il momento per chiederci ancora una volta se vogliamo continuare a prenderci in giro o ad iniziare finalmente ad affrontare le cose in modo serio.
Possibile che in Italia, nel 2022, riusciamo a rimanere attoniti di fronte a questi eventi e allo stesso tempo qualcuno vada a modificare il codice degli appalti eliminando, rispetto alla norma attuale, la conformità geologica, geomorfologia e idrogeologica dagli obiettivi della progettazione di opere pubbliche (e poi private in un secondo momento)?
Si perché, mentre assistiamo con occhi sgranati a cambiamenti climatici che ci mettono di fronte a fenomeni naturali di intensità maggiore rispetto al passato e con frequenze via via sempre maggiori, qualcuno pensa che sia sensato semplificare il processo progettuale togliendo proprio gli approfondimenti geologici, geomorfologici e idrogeologici, che ci consentono di comprendere gli effetti che quei fenomeni possono avere su ciò che stiamo progettando. Detta in altri termini, secondo il testo licenziato dal Consiglio di Stato, domani potremo progettare una scuola, un ponte, una strada senza verificare se questo è conforme alle condizioni geologiche idrogeologiche e idrauliche dell’area in cui viene realizzato. Ma davvero vogliamo questo? Ma non pensate anche voi che sia uno scandaloso passo indietro, proprio adesso che il clima sta dicendo che è necessario farne due in avanti e che tutti ormai ne sono pienamente coscienti? Tutti, a parte quelli che semplificano una normativa, tagliando fasi progettuali che garantiscono la sicurezza dei cittadini.
Abbiamo bisogno che il territorio ci sia amico e per renderlo amico dobbiamo armonizzare le nostre attività con esso e per farlo dobbiamo approfondire la nostra conoscenza. Togliere conoscenza significa condurre le nostre vite al buio, vivendo sempre di più il territorio come una minaccia.
Dunque ci auguriamo che il Governo disconosca il prima possibile il testo licenziato dal Consiglio di Stato, che in nome della semplificazione espone i cittadini ai rischi maggiori rispetto alla situazione data dal quadro normativo attuale, che non può permettersi arretramenti.
Via questo testo e si riparta dal fissare alcuni concetti fondamentali, come ad esempio che la conformità geologica, geomorfologica, idrogeologica, aggiungo sismica, debba essere sempre assicurata da tutti i livelli della progettazione delle opere pubbliche e private.
E’ il minimo che si possa fare a fronte di una catena ininterrotta di eventi tragici, che il nostro paese sopporta da troppo tempo.
Riccardo Martelli

Presidente Ordine dei Geologi della Toscana 

FONTE FACEBOOK: https://www.facebook.com/photo/?fbid=549015293900375&set=a.493835452751693

venerdì 3 luglio 2020

Torna la norma sul condono mascherato? In consiglio dei Ministri il DDL “Semplificazioni”

29 giugno 2020. Luigi De Falco (vice Presidente nazionale di Italia Nostra): un condono mascherato
Domani in Consiglio dei Ministri il DDL “Semplificazioni”. Il provvedimento torna all’esame, comprensivo della norma sul “condono mascherato” che permette con una domanda in sanatoria di regolarizzare immobili che all’epoca dell’abuso risultavano fuori norma ma che, per modifiche successive, non risulterebbero più abusivi. Un fatto di notevole importanza che condizionerà i piani urbanistici nonché le amministrazioni locali e la politica in generale affinché vengano cambiati i piani e messi a norma gli edifici abusivi secondo il caso.
Luigi De Falco, Vice presidente nazionale di Italia Nostra, interviene con osservazioni in merito all’introduzione dell’art. 36 bis al DPR 380/2001 e all’estensione dell’attuale art. 36 LEGGI
Il fatto quotidiano.it, 30 giugno 2020. Ebe Giacometti (Presidente nazionale di Italia Nostra): Italia Nostra esclusa dagli Stati Generali
Le nostre proposte sono state semplici e lineari e spesso hanno trovato riscontro e condivisione di contenuti con quelle di autorevoli personalità della scienza e della cultura accademica italiana. Da anni, abituati a essere descritti come i “grilli parlanti” dell’associazionismo, abbiano adottato la buona abitudine di coinvolgere competenze professionali e culturali capaci di aiutarci a disegnare quello che molti cittadini chiedono: ottenere un Paese con le scuole che funzionino, con le strade in sicurezza e prive di buche, dove i ponti non si sbriciolino. Un Paese dove la Cultura sia realmente un item strutturale riconosciuto per il valore costituzionale identitario che rappresenta (art 9) e per questo asse portante per le generazioni attuali e future, possibilmente finanziato dallo Stato, perché il diritto alla cultura è importante come quello all’Istruzione e alla Salute LEGGI TUTTO