VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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martedì 27 agosto 2019

Mamme No Inceneritore: “Alia e il compostabile, una sconfitta figlia di 15 anni di arretratezza”

Grazie al lavoro giornalistico di Lady Radio abbiamo scoperto che ALIA non è in grado di gestire una importante quantità di prodotti venduti in commercio e correttamente dichiarati 100% compostabili.
In particolare ALIA, tramite il suo amministratore delegato Alessia Scappini, afferma che “le bioplastiche negli impianti di compostaggio vengono scartate oppure finiscono in frammenti che contaminano il compost finale, che a quel punto non potrà essere utilizzato in agricoltura ma dovrà essere trattato come un rifiuto!”.
Durante l’intervista ALIA si spinge oltre e arriva a dichiarare che “l’unica cosa che al momento possiamo indicare è che questo tipo di rifiuto venga messo nell’indifferenziato”.
Avete sentito bene, uno dei gestori di rifiuti piu’ grandi d’Italia, che copre le province di Firenze, Prato e Pistoia, con contratto ventennale per 5 Miliardi di euro, invece di attivarsi per operare bene come gestore, invita i cittadini a non differenziare bene i rifiuti!
Questo è troppo! L’unico appello corretto  che abbiamo sentito è quello di invitare a usare SOLO STOVIGLIE DUREVOLI o, in deroga, piatti e bicchieri di carta e forchettine di legno compostabili al 100% in tempi rapidi. Ma una grossa azienda come Alia  deve affrontare il problema. Le BIOPLASTICHE in commercio oggi non sono certamente perfette e non combattono la pratica nefasta per l’ambiente dell’USA E GETTA, ma sono un prodotto che esiste e rispetta le normative vigenti in tema di  biodegradabilita’ e compostabilita’ e quindi devono poter essere gestite nella filiera dell’organico.
Noi riteniamo che l’atteggiamento di ALIA sia completamente sbagliato. Studiando il modo di comportarsi di decine di gestori dei rifiuti in Italia (e dei comuni da loro coperti), abbiamo verificato che chi lavora bene ha tre regole semplici e basilari:
– la responsabilità delle buone pratiche è equamente divisa tra 3 attori: cittadini e aziende, amministrazioni locali e gestori dei rifiuti;
– al cittadino va chiesto di fare una buona raccolta differenziata, e per farlo il gestore deve offrire un buon servizio domiciliare e le amministrazioni devono premiare tramite un sistema di tariffazione puntuale;
– il gestore deve occuparsi della raccolta, dell’avvio a riciclo dei materiali differenziati e dello smaltimento dei rifiuti residui. Sta al gestore, insieme alle amministrazioni, decidere quali soluzioni adottare, se costruire impianti o affidare ad altre aziende alcune attività.
Fino ad oggi la quasi totalità dei comuni dell’ATO Toscana Centro, con Firenze in testa, ha impedito ad ALIA di dotarsi della impiantistica per una corretta gestione dei rifiuti. Fino a qualche mese fa  si era pronti a buttare via 170 Milioni di Euro per la costruzione di un nuovo inceneritore, e per questo non si è fatta ad esempio la ristrutturazione, nell’area di Sesto Fiorentino, dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, dotandolo di un migliore filtro anti-odori (vedere impiantistica del Consorzio Contarina nel trevigiano) o la costruzione di fabbriche del riciclo avanzate.
Alle amministrazioni e ad ALIA lanciamo un semplice appello:
– investire rapidamente in impiantistica in grado di selezionare il materiale bioplastico rigido nel percorso di gestione del rifiuto organico in modo da ottenere COMPOST di qualità da utilizzare in agricoltura e non un altro rifiuto.
–  nel medio termine costringere i produttori di bioplastiche ad investire in impiantistica in grado di recuperare i materiali da loro prodotto;
Suggeriamo inoltre di ELIMINARE tutti i cassonetti: con il sistema a cassonetto non si può avere una raccolta differenziata di qualità; nel cassonetto dell’organico ad esempio, oltre alle BIOPLASTICHE RIGIDE, ci vanno a finire tanti altri rifiuti non biodegradabili né compostabili!
In conclusione: concordiamo sul fatto che l’USA E GETTA deve essere bandito, sia in plastica che in bioplastica: è ambientalmente insostenibile. Un piatto/bicchiere/forchetta in bioplastica è sicuramente di difficile gestione in impianti industriali e, qualora abbandonato nell’ambiente, ha tempi di degradazione di alcuni anni. Ma questo non toglie la responsabilità alle amministrazioni e ad ALIA.
Ora sta al gestore, che è in ritardo di almeno 10 anni, dotarsi di impiantistiche o soluzioni che indirizzino questo tipo di rifiuti verso cicli virtuosi.
Mamme No Inceneritore

lunedì 7 novembre 2016

MONTEBONELLO: "UN’OCCASIONE PERSA"

Domenica 29 ottobre una bellissima serena giornata di sole ha fatto confluire in P.za Pertini  a Montebonello (Pontassieve) un gran numero di cittadini locali e non solo, per una manifestazione denominata SMARRONATA e organizzata dalla locale associazione La Compagnia della Torre .
La piazza circondata dai banchini del mercatino, il banco di distribuzione delle “bruciate” (con offerta libera) e quello con la “fettunta” e  il panino con il “bardiccio”.
I bimbi allegri a vociare e a divertirsi sui giochi del giardino. Un’atmosfera serena e, fortunatamente, un’occasione ancora fruibile in questo lungo periodo di depressione economica e non solo.
Gli altoparlanti diffondono gli interventi di un signore che intrattiene in modo molto cordiale i cittadini presenti: il tono è confidenziale e probabilmente è del luogo ed è abituato a parlare in pubblico.  
Tutto bene, direte........ e  invece no, a causa della situazione illustrata dalla foto che vedete qui sotto.
Montebonello – Smarronata – 29 ottobre 2016

La visione di quel raccoglitore di rifiuti che ostentava, in compagnia di altri due o tre bidoncini simili, la totale indifferenza degli organizzatori per l’aspetto ecologico di una Raccolta Differenziata (RD) dei rifiuti prodotti quel pomeriggio e la limpida dimostrazione di quanto si sia ancora in alto mare per una completa presa di coscienza collettiva del problema che stiamo spostando sulle spalle di quei bimbi che giocavano li vicino.

Mi sto già arrabbiando per questa indifferenza globale quando riconosco che il gentile Signore al microfono è il Vice Sindaco e Assessore all’ Ambiente del Comune di Pontassieve. L’ho conosciuto recentemente durante un Consiglio Comunale ove difendeva due mozioni sulla gestione dei rifiuti che come ambientalisti non condividevamo totalmente (una lunga storia di battaglie nostre contro un Inceneritore a Rufina e una gestione pluriennale molto deficiente dei rifiuti stessi).

E così realizzo in un colpo solo che non si può pretendere più di tanto da CHI, eletto in quella posizione importante per l’Amministrazione del Bene Pubblico, non abbia nella sua cultura la capacità di cogliere un’occasione come la “Smarronata” per organizzare una piccola Raccolta Differenziata abituando i cittadini presenti, più o meno consapevoli, al concetto di avvicinarsi il più possibile al recupero del 100% dei materiali oggetto di rifiuto in una simil “raccolta Porta a Porta” effettuata direttamente in quella piazza, in modo che questi eventi possano diventare un momento di educazione ed essere soprattutto sostenibili anche da questo punto di vista.
Era sufficiente fare installare nella piazza i contenitori che vedete più sotto per dividere:

- Pericarpo (bucce) delle castagne   – Organico MARRONE ; 
- Carta dei sacchetti                          – Carta GIALLO; 
- Piatti di Plastica  e Lattine Bibite  – Multimateriale BLU ;


E’ stata proprio un’OCCASIONE PERSA da parte dell’Assessore all’Ambiente di Pontassieve nel non utilizzare quell’iniziativa per fare un’ottima facile propaganda a COSTI ZERO a favore di una  politica di gestione responsabile dei rifiuti, con una dimostrazione sul campo di quanto ci si possa avvicinare davvero a una politica di RESIDUI ZERO (meglio conosciuta come RIFIUTI ZERO).

Al termine della giornata qualcuno avrà avuto il compito improbo di raccogliere TUTTI quei rifiuti, anche da terra, e li avrà gettati in un bel cassonetto di INDIFFERENZIATA.
E fortunatamente si era a Montebonello ove, come a Rufina, AER effettua la RD Porta a Porta e quindi non esistono nel centro abitato i cassonetti dell’Indifferenziata con “l’e-gate”; altrimenti si sarebbe guardato intorno e, non avendo con sé la famigerata chiavetta, li avrebbe potuti gettare, per esempio, nel cassonetto MARRONE dell’ Organico  facendo così un doppio danno.

E così il nostro Assessore anziché dimostrare che in quel giorno era possibile una RD al 100% ha lasciato fare e il tutto sarà finito al 100% nell’Indifferenziata che contribuirà, assieme a tanti altri episodi simili, a far crescere il costo della TARI!

Mentre mi sto dispiacendo per l’OCCASIONE PERSA e per la carenza di sensibilità del mio Assessore, mi trovo vicino a una giovane Signora che sta fumando: poco prima di terminare la sigaretta noto che tira fuori dalla borsetta un piccolo oggetto cilindrico. Lo apre ruotando il coperchio e vi spegne la sigaretta, inserendo la cicca al suo interno. Lo richiude e lo ripone in borsetta. Mi presento e le faccio i miei migliori complimenti e la ringrazio per i sette anni di inquinamento che il suo gesto ha risparmiato all’ambiente. Le faccio notare le contraddizioni di quanto sopra e quanto di quei rifiuti alimenterà il business che sta dietro all’ipocrisia criminale degli Inceneritori e lei gentilmente annuisce e concorda. Ci salutiamo sentendoci complici di una sensibilità, ahimè, minoritaria.


Fernando Romussi
Presidente Associazione Valdisieve  Presidente