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mercoledì 13 gennaio 2021

La ricostruzione puntualissima di Antonio Massi: "Sul viadotto di Vallina non stavano scherzando"

 Scritto da  Antonio MASSI On: 11 Gennaio 2021

Dopo un quarto di secolo dai primi protocolli sembra quasi arrivato il momento del taglio del nastro per la posa della prima pietra. Un lungo iter che a raccontarlo sembra uno scherzo, tra mirabolanti promesse, improbabili protagonisti, arresti per corruzione e ricorsi tra enti pubblici. 

Il doppio ponte di Vallina

Il concorso

È l’anno 2005 quando Anas, in occasione del suo 75° anniversario, indice un concorso internazionale di progettazione denominato “Il tunnel, il ponte e la storia”. Sono tre infatti i temi oggetto della gara: un tunnel autostradale a Mestre, un museo sulla Salerno-Reggio Calabria e un ponte (anzi due) sull’Arno. Sembra un esercizio finalizzato alle pagine delle riviste patinate più che ad una vera realizzazione, tanto che lo stesso Presidente della giuria dichiarava che l’obiettivo era dare “un contributo creativo alla cultura disciplinare e interdisciplinare delle infrastrutture”. Nessuna delle altre opere infatti avrà séguito, né i 10 membri della giuria internazionale (tra cui un giapponese, un americano, un argentino e un francese) si dovevano preoccupare di conoscere la valle dell’Arno se non dalle cartografie. 

Il concorso è presieduto da due consiglieri Anas, Giovan Battista Papello e Mario Virano. Ma proprio nei giorni del concorso iniziano i guai giudiziari di Papello con il ritrovamento nel suo appartamento romano – durante una perquisizione ordinata dal pm De Magistris nell’inchiesta Poseidone – di oggetti di valore, documenti di trasporto di una partita di diamanti e libretti d’assegni di conti italiani ed esteri, uno dei quali intestato ad Alleanza Nazionale... poi un grembiulino massonico e un biglietto con numeri di telefono riservati dell’intelligence della Guardia di Finanza… e infine le trascrizioni di intercettazioni telefoniche illegali, aventi oggetto vicende relative ad Anas: “il binomio Papello/Barilà – si legge in una interpellanza parlamentare dell’aprile 2005* – ha curato l'affidamento di incarichi di progettazione a seguito di procedure concorsuali che solo formalmente appaiono rispettare i requisiti di oggettività richiesti dalla legge ma che in sostanza consentono alla Commissione di gara la più ampia discrezionalità...”

Svanito un presidente di giuria, a guidare il concorso rimane solo Mario Virano, che ha così mano libera nel far emergere le sue visioni architettoniche dove il suolo è mero supporto all’azione antropica: solo un anno prima (2004) aveva dispiegato il suo talento visionario per disegnare sullo Stretto di Messina un Ponte-Grattacielo che trasformava i due piloni di 376 metri in torri abitate, con Scilla e Cariddi che “divengono due grattacieli in cui insediare quelle attività d’eccellenza che il Ponte non può non generare...”

Gli antefatti

Facciamo un passo indietro. Già negli anni ’80, durante i lavori di ristrutturazione della SP34 di Rosano, era apparso evidente che rimaneva un problema nell’attraversamento dell’abitato ottocentesco di Vallina dove la strada curva e si restringe. Nel 1997 a seguito di un Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Pontassieve e la Provincia di Firenze nasce un Gruppo tecnico per studiare una soluzione. Ma bloccati ciascuno nei propri localismi non si arriva ad un progetto condiviso: chi non vuole ponti ma una galleria nella collina a monte di Vallina (Fiesole), chi chiede un ponte solo sull’Arno (Pontassieve e la Provincia), chi ne farebbe due (Bagno a Ripoli). Tutti d’accordo così nel passare la patata bollente ad Anas, che dopo 3 anni di lunghi e sudati studi (arriviamo al 2000) tira fuori dal cilindro non una variante per Vallina, ma un’intera superstrada a 4 corsie da Pontassieve a Firenze che attraversa in varie gallerie le colline ripolesi. Grande stupore tra le popolazioni soprattutto quando si arriva ai costi: 500 miliardi delle vecchie Lire...

Chi troppo vuole nulla stringe, si decide con modestia di ripiegare sulla soluzione con un ponte solo prima di Vallina (venendo da Pontassieve) e allargare la SS67 che corre in riva destra d’Arno. Ma fermo al semaforo (con strettoia) del Girone c’è Dietrich Braess, matematico tedesco, con aria perplessa. Sta ragionando sul paradosso che porta il suo nome** e che noi potremmo riassumere così: più le auto arrivano velocemente ai colli di bottiglia, più rapidamente si imbottigliano. Al Girone non c’è spazio per allargare la strada.

uno svincolo a quadrifoglioPiù si creano strade grandi e veloci, più le auto arrivano velocemente e in maggior numero presso i colli di bottiglia. Nella rete autostradale, gli svincoli a quadrifoglio non sono “un modo veloce” per uscire, ma un modo per rallentare le auto che stanno affrontando un incrocio.

Esasperati, nel 2003 i cittadini di Vallina, Compiobbi, Sieci... della Val d’Arno tutta e anche della Val di Sieve, riuniti in un convegno ad Ellera, raccolgono oltre 2600 firme in una petizione rivolta a Regione Toscana, Provincia, Comuni (e Anas):  “Sessanta anni fa – si legge nella petizione – ogni frazione aveva il suo traghetto, il fiume univa non divideva, bisognerebbe ritrovare civilmente quella dimensione con collegamenti anche solo pedonali fra le due sponde”. Lo spirito è chiaro, unire e non dividere; la soluzione suggerita sono due nuovi ponti prima e dopo Vallina (con raccordo tra SP34 e SS67 a Quintole). 

La petizione ha effetto, e il 30 ottobre del 2003 viene firmato un nuovo Protocollo di Intesa fra i vari enti. Il Protocollo è la Bibbia della mobilità tra Firenze e la Val di Sieve, descrive la Terra promessa in cui scorre latte e miele: si va dal potenziamento della mobilità alternativa in particolare ferroviaria (il metro-treno!) alle nuove stazioni al Girone e ai Veroni; dal miglioramento dei servizi di stazione all’integrazione oraria e tariffaria con i trasporti urbani; dalla variante di Vallina (tra le righe si leggono i due ponti***) a quelle di Ellera e Anchetta; dalla declassificazione a provinciale della 67 alla posa di asfalto fonoassorbente e ad una nuova illuminazione; dal Parco fluviale sull’Arno alla sicurezza idraulica del territorio fino alla sostenibilità ambientale delle infrastrutture... il tutto – si legge – per “contribuire a riunificare due territori che, se pur posti uno di fronte all’altro, sono divisi dal fiume che in questi ultimi tempi è cesura e non luogo di socialità”. 

È su queste premesse che Anas indice nel 2005 il nostro concorso, “Il tunnel, il ponte e la storia”. 

Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità ...

Per Mario Virano – capace di convertire il ponte sullo stretto in due grattacieli con alberghi – trasformare due ponti in un viadotto è un gioco da ragazzi. Anzi di parole. Così alla richiesta di due ponti si aggiunge “e il tratto stradale compreso fra essi”, e il tutto diventa un’unica infrastruttura in fuga sull’Arno per bypassare Vallina. Casomai non fosse chiaro, viene fornita una planimetria con il tracciato rettilineo già segnato, mentre le Raccomandazioni del bando suggeriscono come “nello studio si dovrà analizzare anche l’eventuale collegamento tra la variante e la S.S.67 attuale anche al fine di non considerarlo” (ma non si dovevano riunificare due territori?)

tracciato del doppio ponte di VallinaLa planimetria con il tracciato già segnato consegnato ai partecipanti al concorso Anas.


Rendering del doppio ponte di Vallina“Il tratto dell’Architetto 188” – progetto vincitore del concorso – in alto a sinistra nella sua prima versione non prevedeva collegamenti con la SS67, interpretando letteralmente il bando del concorso, ma tradendo lo spirito del Protocollo di intesa.

Su 51 progetti candidati vince “Il tratto dell’Architetto 188” di un gruppo francese capitanato da Francis Soler e Michel Desvigne. Una linea diritta che piace subito ad Anas per la visione “superstradale”, che conquista i Sindaci con i rendering senza auto ma pieni di festanti famigliole a piedi, e che si lascia condividere sui social grazie alla scenografica illuminazione notturna ("perfetta per il taglio del nastro", avrà pensato qualche futuro Sindaco...). Poco importa se la geometria rigidamente rettilinea appare totalmente avulsa dalla topografia del luogo; se più che unire gli abitati delle due sponde li separa anche da un punto di vista percettivo. Quello che conta è il “contributo creativo”, che però non sembra convincere tutti... 

Contour 290 di Richard Serra e Valley Curtain di Christo e Jeanne-ClaudeUn muro di acciaio corten (Contour 290 di Richard Serra, 2004) e la chiusura di una valle con un sipario (Valley Curtain, di Christo e Jeanne-Claude, Colorado 1970-72) sono due delle ispirazioni dichiarate dai progettisti per il doppio ponte di Vallina.

Quando nel 2009 Anas deposita il progetto preliminare – elaborato sulla base del disegno vincitore del concorso –, sia la Soprintendenza che la Direzione Ambiente della Provincia richiedono chiarimenti sulle “motivazioni sottendenti le scelte progettuali”, studi approfonditi sull’impatto ambientale e paesaggistico, e di “analizzare le alternative strategiche e di localizzazione dell'opera”. Anche il Comune di Bagno a Ripoli esprime riserve in merito all'impatto delle rotatorie nei pressi dell’immobile storico Il Mulinaccio.

La bocciatura passa comunque quasi inosservata perché nel frattempo arrivano problemi di finanziamento e il progetto viene chiuso in un cassetto per qualche anno. 

Chi va via perde il posto all’osteria

L’ultimo capitolo della nostra storia è il più triste di tutti, quando il confronto sui contenuti viene sostituito da una battaglia legale tra Enti pubblici: Ministero dei Beni Culturali e Soprintendenza contro Regione Toscana, Comuni di Fiesole, Pontassieve e Bagno a Ripoli, e Anas. Al TAR la spunterà la Regione+Anas, e un progetto bocciato nella sostanza verrà approvato. 

Questi i fatti: trovati i 58 milioni di euro necessari alla realizzazione dell’opera, il 1 febbraio 2017 Anas presenta istanza di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto definitivo, ma il parere negativo della Soprintendenza non cambia. Il contrasto è da attribuire fondamentalmente alla “geometria rigidamente rettilinea del nuovo segmento viario, che appare totalmente avulsa dalla specifica topografia del contesto locale, all'invadenza dimensionale di raccordi, rotatorie ed intersezioni stradali, alla violazione spaziale degli ambiti pertinenziali di testimonianze antropiche di notevole rilevanza testimoniale e documentale, quali le Gualchiere di Quintole e i pregevoli complessi edilizi di matrice storica, di Grignano e del Mulinaccio”.

tracciato del doppio ponte di VallinaRispetto alla soluzione uscita dal concorso, il progetto definitivo introduce delle rotatorie agli innesti con la SP34 e viene ampliato lo svincolo centrale.

Il braccio di ferro va comunque avanti, e dopo numerosi incontri, pareri tecnici istruttori, osservazioni con controdeduzioni, e anche un parere del Comitato Tecnico-scientifico per il Paesaggio del Mibac – che conferma la valutazione della Soprintendenza (il progetto, si legge, risulta “fortemente impattante da un punto di vista paesaggistico, sia per la scelta di un lungo asse rettilineo che per gli svincoli necessari al raccordo con la viabilità esistente”) –, alla Conferenza dei servizi del 27 marzo 2019 la Soprintendenza non si presenta, dovendo il funzionario incaricato presenziare ad altro incontro, e manda un contributo scritto in cui ribadisce, nonostante le integrazioni apportate da Anas, l’incompatibilità paesaggistica dell’opera. 

Ma Regione e Comuni non si lasciano scappare l’occasione offerta da un cavillo burocratico, il famoso principio secondo cui chi va via perde il posto all’osteria: approfittano dell’assenza fisica del funzionario e in solitudine approvano il progetto definitivamente. La Soprintendenza ricorre al TAR e al Consiglio di Stato che respingono però il ricorso, “non potendo tale partecipazione essere sostituta dalla trasmissione per iscritto del parere” e “per non avere la Soprintendenza esperito l’opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri entro 10 giorni”. Il progetto, dunque, è approvato.

Il futuro

Fermo davanti al grande ingorgo di Candeli c’è Dietrich Braess, il nostro amico matematico. Stavolta ha l’aria sicura, nessun paradosso lo attanaglia: attraverserà la passerella ciclopedonale di Vallina-Compiobbi e prenderà il treno. Speriamo non debba aspettarlo troppo...

_____

NOTE: 

* Interpellanza 2/00698 presentata da Paolo Brutti (DS-Ulivo) in data 12/04/2005 (http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic2_00698_14_S). I guai per Papello sono proseguiti fino a febbraio 2020, quando è finito in carcere per custodia cautelare per ipotesi di corruzione e di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale (“responsabile di una pluralità di condotte delittuose tutt’altro che occasionali, poste in essere senza soluzione di continuità, per un considerevole intervallo di tempo...”, scrive il gip Daniela Caramico D’Auria).

** https://www.youtube.com/watch?v=u1Gx-9AqNdg

*** Nel Protocollo di intesa si indica “un adeguamento dell’attuale viabilità attraverso una variante alla strada provinciale di Rosano da realizzarsi nel comune di Fiesole per evitare l’attraversamento dell’abitato di Vallina, limitandone le intersezioni con l’attuale tracciato della statale 67 in modo da migliorare le condizioni di traffico nei centri abitati”.

FONTE ARTICOLO: https://www.bathontheriver.it/it/it/politiche/item/1989-sul-viadotto-di-vallina-non-stavano-scherzando.html

giovedì 13 giugno 2019

Finanziamento ricorso TAR contro questo progetto della Variante di Vallina

RACCOLTA FONDI:
https://www.gofundme.com/finanziamento-ricorso-tar-contro-variante-vallina?fbclid=IwAR08SdCK9bQ1Vv6HdaYv6hm8sBzt_M6fSwTzFHMqctKeS9_ZHDhEb9eII1k
Il nostro comitato di cittadini promuove questa raccolta fondi per ricorrere al TAR di Firenze contro la realizzazione di un enorme viadotto  di 1,25 km in metallo e cemento nella valle dell'Arno, in provincia di Firenze.

La zona dove vogliono localizzare la nuova opera è sottoposta a vincoli paesaggistici, archeologici, idrogeologici ed è di particolare pregio naturalistico ed avifaunistico. 
Il viadotto si posizionerebbe di traverso al fiume passando a 17 metri di altezza, compromettendo per sempre i panorami della valle adesso incontaminata.

I proponenti hanno ottenuto con prepotenza la autorizzazione paesaggistica da parte della Regione Toscana, ed il ricorso al TAR è l'unica opportunità che abbiamo per bloccare i lavori e lo scempio del paesaggio di questi luoghi. 

Abbiamo meno di un mese per poter ricorrere.
https://www.facebook.com/NoDoppioPonteDiVallina/

Grazie per la vostra attenzione e per il supporto.
Comitato Mulinaccio Bagno a Ripoli

Altre notizie e alternative: 
https://www.bathontheriver.it/it/it/politiche/itemlist/tag/Viadotto%20di%20Vallina.html

giovedì 9 maggio 2019

Parere favorevole, ma la Soprintendenza non si presenta alla Conferenza dei Servizi (*).

Bypass di Vallina, parere favorevole dalla Regione

Scritto da Pamela Pucci

FIRENZE - Si conclude con il parere favorevole della Regione Toscana il procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) per la costruzione del bypass di Vallina, infrastruttura lungamente attesa dai Comuni a sud di Firenze ed essenziale per snellire e fluidificare il traffico in ingresso in città.

Il progetto, che interessa fisicamente i Comuni di Bagno a Ripoli e Fiesole (e, indirettamente,  anche Firenze, Pontassieve e le aree limitrofe), si presenta come una variante dell'abitato di Vallina sulla SS.67 Tosco-Romagnola e prevede la  realizzazione di due ponti sull'Arno per collegare la località di Vallina, nel Comune di Bagno a Ripoli, con la località di Quintole, nel Comune di Fiesole.

Attualmente tra il confine di Firenze e il centro abitato di Pontassieve non ci sono ponti che consentano di passare da una riva all'altra del fiume senza attraversare centri abitati, con conseguenti forti disagi, sia in termini di sicurezza stradale che per profili di salute pubblica riguardo la popolazione insediata. L'opera, del valore complessivo di 55 milioni di euro, è finalizzata a un complessivo decongestionamento del traffico nella zona di interesse e prevede un viadotto per l'attraversamento del fiume ed un sistema di tre rotatorie (due situate nel Comune di Bagno a Ripoli ed una nel Comune di Fiesole). E' inoltre prevista la realizzazione di un pista ciclabile e di un parco fluviale agricolo dell'Arno (lungo l'ansa del fiume sul lato Fiesole).

Per la realizzazione dell'opera si stimano necessari 31 mesi dalla consegna dei lavori.

Già nel 2003 era stato sottoscritto un Protocollo d'Intesa tra la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, i Comuni di Firenze, Fiesole, Pontassieve, Bagno a Ripoli, l'Autorità di Bacino del Fiume Arno, ANAS e la Società TO.RO. Scrl evidenziando la necessità di risolvere il problema della mobilità tra la Valdisieve e il Valdarno e la città, con l'obiettivo di migliorare sicurezza stradale, qualità dell'aria, rumore e fluidità del traffico lungo la SS 67 e la SP 34.

Il parere positivo della Regione Toscana segue ed adotta la determinazione positiva della Conferenza di servizi relativa a quest'opera, che si è espressa il 27/03/2019. I pareri tengono conto dell'istruttoria svolta dal Nucleo di valutazione regionale, che ha preso in considerazione le motivazioni alla base del progetto dell'infrastruttura e le integrazioni e modifiche richieste in seduta unificata dalle Commissioni del paesaggio dei Comuni interessati, oltre ai pareri, ai contributi ed alle osservazioni pervenuti nell'ambito del procedimento.


 (*) Gli atti sul sito della regione QUI.
Delibera di Giunta N. 574/del 06-05-2019

mercoledì 30 gennaio 2019

COMUNICATO STAMPA: TAV, AEROPORTI, TERZE CORSIE AUTOSTRADALI E AUTOSTRADE, PONTI, STADI, INCENERITORI E ALTRE OPERE: NON SUFFICIENTI LE VALUTAZIONI TRADIZIONALI PER DECIDERNE LA FATTIBILITA’

IL PIANETA
 Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,
del Patrimonio Storico e Paesaggistico.
Rignano sull’Arno (Firenze)
In prima analisi l’Italia, come paese industrializzato, sfora abitualmente i parametri indicati dall’IMPRONTA ECOLOGICA e quindi il bilancio è in perdita: questo designa una economia NON sostenibile; segnala che utilizziamo più risorse di quelle che il nostro territorio e le nostre acque possono fornire e rigenerare.
Già la valutazione di questo parametro dovrebbe, ai responsabili delle istituzioni e dell’economia, fornire chiare indicazioni sulle scelte da fare in merito a molte opere.
L’Italia, assieme alle altre grandi nazioni industrializzate, contribuisce nella quota parte, al debito ecologico sul pianeta Terra.
In secondo luogo, la ratifica degli accordi per il contenimento del riscaldamento climatico, dove contenimento si traduce in “ritardo sui provvedimenti necessari e non più procrastinabili”, impone un adeguamento IMMEDIATO delle economie nazionali affinché si abbattano le emissioni serra (e tutti i problemi locali collegati alle produzioni industriali e allo stile di vita, come produzione rifiuti, eccetera).
Pertanto qualsiasi grande opera, di dubbia funzionalità e utilità immediata e futura, se non negatività, NON deve costruirsi a fronte anche e non solo delle emissioni serra immediate che comporta, oltre agli impatti sul territorio e per chi lo abita.
(Più sotto riportiamo un documento diffuso recentemente in merito alla Tav, sottoscritto da ricercatori e tecnici, il cui valore si estende oltre la specifica opera in questione)
In alternativa sarebbe estremamente opportuno lavorare per mettere, in Italia, su strada ferrata a velocità normale, tutte le merci trasportate oggi su lunga distanza su gomma che è una follia energetica e logistica: cosa che comporterebbe molte meno emissioni, meno traffico autostradale pesante e la non necessità di terze corsie. Imperativi paralleli il produrre meglio e duraturo, produrre meno e utile, riparabile. Migliorare quindi il trasporto collettivo e rendere meno necessaria la costruzione di nuove arterie stradali e autostradali o ponti (dalla tirrenica alla follia del ponte doppio, quest’ultimo per 55 milioni di spesa tra Pontassieve e Firenze, per esempio!). Parallelamente, sarebbe opportuno accelerare la costruzione di automezzi elettrici e ibridi, per colmare il gap con l’industria orientale dovuto alla povertà progettuale e mancanza di lungimiranza da parte dei nostri manager e politici: minori consumi e minori emissioni serra e inquinanti, minore rumore. Agire insomma sull’economia utile e sostenibile con immediati riflessi positivi, mantenendo costantemente presenti i gravi problemi legati alle mutazioni climatiche: aumento livello mare, estremi climatici con danni all’agricoltura e disastri territoriali, conseguenze sui bilanci nazionali, eccetera.
Lungimiranza e cultura dei rischi oggettivi, consapevolezza e principio precauzionale contro gli interessi di bottega, gli egoismi personali, l’ignoranza.
Leonardo Mastragostino pres. IL PIANETA, socio Italia Nostra, già insegnante, g. pubblicista e scrittore.

giovedì 13 dicembre 2018

Le grandi invenzioni - di Cittadinanza Attiva

La ruota, la tramvia, il treno.

                               
Più o meno sta andando così con la tramvia a Bagno a Ripoli: è una grande invenzione, ma sta per sbattere contro un muro (di auto). Ci sarà infatti un parcheggio scambiatore di 5 ettari (2000 posti) sul viale Europa, dove dovranno confluire tutte le auto provenienti dalla Valdisieve, dal Valdarno, dal Chianti e – se realizzeranno il doppio ponte di Vallina – anche dalla sponda destra dell’Arno (Compiobbi, Ellera, Le Sieci...). Qua sembra che sia stato inventato il trasporto pubblico per usare di più l’auto...
           
I flussi di traffico verso i parcheggi scambiatori previsti sul viale Europa.
Ora, le cose da fare sarebbero tante... ad esempio integrare la tramvia con un sistema di trasporto ferroviario metropolitano (avete presente la RER a Parigi?)...
                               
Queste cose da fare abbiamo provato a metterle tutte in un foglio A4. Si intitola Tramvia sì... ma non così. Se avete voglia di leggerlo lo trovate QUI. E pensavamo di consegnarlo al nostro Sindaco. Perché lui è buono e dice a tutti di sì, ma la mela che la strega-Nardella gli offrirà (domani, giovedì 13 dicembre, alle 18:15 nella sala consiliare del palazzo comunale di Bagno a Ripoli) è avvelenata. 
Domani, se venite, raccogliamo anche le firme per la campagna: Tramvia sì... ma non così.
PS: tra le grandi invenzioni della Storia, dopo la ruota, abbiamo trovato il tram e il treno. Non risultano i parcheggi scambiatori.

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Tramvia sì, ......ma non così!!

lunedì 22 gennaio 2018

COMUNICATO STAMPA: TRE SINDACI: due NIMBY e uno PIMBY

Nei giorni scorsi abbiamo appreso della trasferta dei tre Sindaci di Bagno a Ripoli, Fiesole e Pontassieve a Roma, per incontrare il Sottosegretario Nencini sui finanziamenti concessi per le opere toscane. In merito alle loro trionfalistiche dichiarazioni, per l’“opera strategica” del bypass di Vallina, prefigurano già l’ottenimento della VIA e le date di inizio lavori. Verrebbe da dire che forse fanno i conti senza l’oste!

Innanzitutto, va chiarito che si tratta di un viadotto di 1240 metri, costituito da due ponti sopraelevati a 12 metri, che taglierà la vallata incontaminata dell’Arno a Quintole, con tre rotatorie divoratrici di terreno agricolo e con un impatto devastante sulla bellezza di quei luoghi.
Ma è la loro euforica soddisfazione che ci lascia ancor più perplessi. Le posizioni dei Sindaci di Pontassieve e di Fiesole sono espressione di un vero atteggiamento “NIMBY” (Not In My Back Yard): infatti, appoggiano il progetto esplicitamente per ridurre il traffico automobilistico nelle frazioni di Sieci (Pontassieve) e Compiobbi (Fiesole), scaricandolo sull’attuale provinciale di Rosano. E, dato che le due strade hanno un’intensità pari di auto che le percorrono, si creerebbe la congestione nell’imbuto Candeli – Viale Europa, come abbiamo potuto vedere l’estate scorsa con la chiusura per lavori della SS 67.

Il Sindaco di Bagno a Ripoli, da parte sua, si comporta da “PIMBY” (Please In My Back Yard), citando i vantaggi per la frazione di Vallina, non rendendosi conto delle conseguenze nefaste che un viadotto nella valle dell'Arno e l'incremento di traffico automobilistico avranno sull'identità del territorio, un tempo definito “il giardino più delizioso…”, compromettendone anche lo sviluppo economico (agricolo e turistico).

Tutti e tre, certo, non si curano del costo assurdo (58 milioni e mezzo di euro, costo previsto, se non ci saranno aumenti in corso d’opera, e di cui circa la metà figurano come compensazione per Bagno a Ripoli per l’ampliamento a tre corsie della autostrada A1) in quanto il loro atteggiamento è il solito: se non li usiamo per quest’opera non saranno utilizzati per altre opere del territorio (si dimenticano, però, del recente “spostamento” del finanziamento per la variante di Anchetta nella messa in sicurezza dell’attuale tracciato).

E nessuno dei tre prova ad andare contro questa logica perversa di spendere il denaro pubblico per opere inutili e dannose, anziché allearsi e chiedere, con la stessa insistenza messa finora, al loro mentore Nencini, di andare a fare una passeggiata di quattro minuti a Roma, fino alla vicina sede di Ferrovie dello Stato Italiane: lo scopo sarebbe quello di presentare all’ing. Mazzoncini, quale AD di FSI e ora anche di ANAS, la situazione drammatica della mancanza di un Piano della Mobilità e quindi della carenza del TPL nella Città Metropolitana di Firenze. Potrebbe essere l’occasione per chiedergli di soprassedere sia al progetto dei Ponti di Vallina sia a quello per bypassare l’abitato di Rufina (tratto di circa 3,5 km, che è stato scorporato dall’intero progetto Stentatoio-Dicomano, probabilmente con l’intento di “facilitare” la VIA).
Visto che ora c’è un soggetto unico FSI-ANAS, che dovrebbe avere una visione progettuale unitaria, tutte quelle risorse (più di 58 milioni per Vallina, 75 per Rufina) potrebbero, infatti, essere dirottate sulla riqualificazione della Rete Ferroviaria del Mugello e della Valdisieve, accorpandole (con l’avallo sempre di Nencini) ai 47 milioni già stanziati per lavori a stazioni e ai passaggi a livello del Mugello e della Val di Sieve. Vorremmo ricordare che almeno 31, dei 47 milioni, erano quelli promessi 20 anni fa e destinati al Mugello per le compensazioni e i danni subiti dai lavori dell’AV. Quello che realmente serve alla popolazione è l’elettrificazione dell’anello ferroviario già esistente, per fornire servizi efficienti e a costi contenuti con l’intento di “ridurre” il traffico su gomma.

In più, i Sindaci, volutamente e colpevolmente, non dicono che questo progetto non piace alla Soprintendenza, ad Arpat e ad altri Enti, per le lacune progettuali, l’incompatibilità paesaggistica e gli impatti ambientali dell’intervento.

Non sono, perciò, i Comitati o le Associazioni ad avere la sindrome NIMBY, perché fanno di tutto per portare l’attenzione su soluzioni alternative, di minore impatto ambientale e costi, a vantaggio di un TPL funzionale, efficiente e con costi abbordabili.
Queste opere, invece, di utile non hanno nulla. Forse servono per prendere i voti in campagna elettorale o sono solo favori clientelari, ma non hanno certamente come loro obiettivo il Bene Comune.

Associazione Valdisieve 
Associazione Vivere in Valdisieve 
Italia Nostra Firenze
Lista civica “Per una Cittadinanza Attiva  Bagno a Ripoli”  
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio


mercoledì 19 aprile 2017

PETIZIONE: Doppio ponte di Vallina: per un progetto sostenibile e compatibile con la Valle dell'Arno

Diretta a Regione Toscana Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e ai Sindaci di Bagno a Ripoli e di Fiesole
Petizione promossa da: • Italia Nostra Toscana  •  WWF Italia – Delegazione toscana  •  Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio (Toscana) • Associazione Valdisieve • Associazione Vivere in Valdisieve • Comitato Padulevillamagnasentilellecedri • Comitato il Mulinaccio  •  Per una Cittadinanza Attiva – Bagno a Ripoli •   Movimento Cinque Stelle – Bagno a Ripoli.
Le associazioni e i comitati proponenti, e i cittadini firmatari, esprimono contrarietà assoluta al Progetto “S.S. 67 “Tosco-Romagnola”. Variante dell’abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull’Arno e riclassificazione della S.P. 34” - Proponente ANAS Spa (progetto sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale presso la Regione), a causa della presenza di innumerevoli leggi e normative di tutela nell’area interessata, che con la realizzazione della pesante infrastruttura di comunicazione verrebbero brutalmente calpestate.
L’area fluviale – “a pericolosità idraulica molto elevata ed a pericolosità elevata” – è protetta, infatti, sulla carta, da così innumerevoli forme di tutela derivanti da leggi statali e da prescrizioni urbanistiche regionali, provinciali e comunali, da fare apparire aberrante – alle associazioni, ai comitati e ai cittadini ricorrenti – il fatto che sia possibile, da parte delle Pubbliche Istituzioni, non osservarle. E ciò, nonostante le motivate preoccupazioni circa “la significatività dell’impatto” espresse da Soprintendenza, Direzione Ambiente della Provincia e Comune di Bagno a Ripoli.
I medesimi ricorrenti fanno appello alle Amministrazioni competenti perché l’intervento infrastrutturale in progetto sia annullato. Questo comporta un tracciato stradale di circa 1250 m, si sviluppa in viadotto e in rilevato, con il lungo ponte obliquo sul fiume e le tre grandi rotatorie – di collegamento con la SS 67 (Grignano di Quintole) e di innesto con la SP 34 (ad ovest Mulinaccio e ad est Poggimoro-Zona Industriale di Vallina) – e investe il fiume Arno tra le due anse di Quintole a nord e di Vallina a sud: aree di pregio paesaggistico e di delicato equilibrio idrogeologico, occupate da argini, vegetazione ripariale e campi ad uso agrario, punteggiate di architetture storiche e di beni archeologici, e con previsione di costituzione del Parco fluviale dell’Arno.
Le associazioni, i comitati e i cittadini sottolineano la logica sbagliata, non condivisibile, che sottende alla realizzazione dell’infrastruttura: quella di evitare il traffico di attraversamento al piccolo borgo di Vallina (come se si dovessero costruire tanti altri bypass alle borgate allineate su strade trafficate quali la stessa SS 67 che, tra Pontassieve e Firenze, incrocia gli abitati di Le Sieci, Compiobbi e Quintole, Anchetta e Girone) e di deviare il traffico che abitualmente percorre tale strada nella SP 34. Ciò significherebbe convogliare migliaia di auto in più, in orario mattiniero e pomeridiano-serale dei pendolari, in Viale Europa-Viale Giannotti, unico asse di scorrimento a doppio senso per l’area Firenze Sud, già di per sé ingorgato e non in grado di ricevere ulteriori flussi. Evidentemente, non si è tenuto presente che la direttrice Viale Europa-Viale Giannotti è oggetto di progettazione della tramvia che dovrà collegare il centro cittadino a Bagno a Ripoli.
I ricorrenti ribadiscono l’assoluta contrarietà alla nuova infrastruttura che incoraggerebbe gli utenti a rafforzare l’uso dei mezzi privati, con impatti negativi sul traffico e sulla qualità dell’aria e con spreco di tempo e danaro, mentre si continua a calpestare la logica virtuosa dell’adeguamento dei servizi pubblici su ferro – prospettiva enunciata nel Piano Strutturale del Comune di Fiesole – con modalità di trasporto metropolitano: “utilizzando la linea ferroviaria Firenze-Pontassieve e realizzando nuove fermate a Girone ed Ellera con annessi parcheggi scambiatori”.
Questa petizione sarà consegnata a:
  • Regione Toscana
    Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e ai Sindaci di Bagno a Ripoli e di Fiesole

lunedì 3 aprile 2017

PRESENTATE LE OSSERVAZIONE SUL PROGETTO "PONTI DI VALLINA"



Spett.li:
                                                                                                   Regione Toscana
Settore VIA – VAS – Opere pubbliche
Di interesse strategico regionale
Piazza dell’Unità Italiana, 1 – 50123 Firenze (Fi)

e p.c.
ANAS  S.p.A.
Direzione Progettazione e Realizzazione Lavori
Via Luigi Pianciani 16 – 00195 Roma (Rm)
ANAS  S.p.A.
Progettazione e realizzazione Lavori Ingegneria e
Sviluppo Rete Ambiente
Via Monzambano, 10 – 00185 Roma (Rm)
ANAS  S.p.A.
Ufficio per le espropriazioni del Compartimento per
la viabilità della Toscana
Viale di Mille, 36 – 50131 Firenze (Fi)

Autorità regionale per la garanzia e la promozione
della partecipazione via Cavour, 18 - 50129 Firenze (Fi)

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
per la città metropolitana di Firenze e per le
province di Pistoia e Prato
Palazzo Pitti, Piazza Pitti, 1 - 50125 Firenze (Fi)

Autorità di Bacino del Fiume Arno
Via de’ Servi, 15 - 50122 Firenze (Fi)

Comune di Bagno a Ripoli
Settore Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici
Piazza della Vittoria, 1 – 50012 Bagno a Ripoli (Fi)


Comune di Fiesole
Settore Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici
Via Portigiani 24/27 - 50014 Fiesole (Fi)

Comune di Firenze
Settore Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici
Piazza San Martino 2 - 50122 Firenze (Fi)

Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilita'
Via Mannelli 119/i - 50132 Firenze (Fi)

Città Metropolitana di Firenze
Via Cavour 1 - 50129 Firenze (Fi)

Oggetto: OSSERVAZIONI CONGIUNTE ASSOCIAZIONE VALDISIEVE E ASSOCIAZIONE  “VIVERE IN VALDISIEVE” sul Progetto “S.S. 67 “Tosco-Romagnola”. Variante dell'abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull'Arno e riclassificazione della S.P. 34” - Proponente ANAS  Spa.

I sottoscritti
- Fernando Romussi, ......................................
In qualità di Presidente pro tempore dell’Associazione Valdisieve (CF: 94135290487),
con sede legale in Rufina, Loc. Selvapiana, 45 -50068- (FI);

- Roberta Vigna, ...............................................
In qualità di Presidente pro tempore della “Associazione Vivere in Valdisieve “  (CF: 94178730840)
con sede legale c/c Avv. Duccio Sebastiani, Firenze in Viale E. Torricelli n. 15 – CAP-50125 (FI).

Osservano e trasmettono le seguenti OSSERVAZIONI:
1    -      PREMESSA:
Le nostre Associazioni si occupano ormai da molti anni di temi ambientali e agiscono in prevalenza nei territori della Valdisieve. In diverse occasioni abbiamo però contribuito con osservazioni e quanto altro ci era possibile fare, ad altre istanze anche fuori dal nostro territorio, purché sempre temi ambientali improntati alla tutela del territorio, del paesaggio e della salute.
La questione dei doppi ponti di Vallina, si raccorda bene ai nostri scopi statutari in quanto si tratta di una strada che si ricollega anche alla Valdisieve e quindi a tutto ciò che di migliorativo o peggiorativo ne possa scaturire. Se vogliamo è il precursore del prossimo progetto insensato del Bypass di Rufina, per certi versi similare al progetto in oggetto, che interessa di nuovo la SS67.
Ovviamente non ci possiamo esimere dall’esprimere anche in questa occasione, la cosa che più ci sta a cuore e cioè una mobilità sostenibile che affronti principalmente i disagi che i pendolari (ma non solo) vivono sulle loro spalle ogni giorno per non poter disporre di un efficiente trasporto pubblico locale (TPL).
Riteniamo infatti che prima di ogni altra NUOVA strada si debba investire nel TPL, rendendolo efficiente, moderno, economicamente vantaggioso, con corse più frequenti in modo che si possa attrarre sempre più persone al suo utilizzo, e nel fare ciò diminuire il numero delle auto da e verso la città per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio.
Eventuali investimenti dovrebbero essere utilizzati per migliorare con Piccole Opere, le strade già presenti adeguandole dove possibile. Nelle quali adottare quelle strategie che mettano in sicurezza i pedoni, i ciclisti e gli automobilisti. Ovviamente se il grosso dei finanziamenti viene riversato su Grandi Opere, anche se riguardanti piccoli tratti in chilometri, rimarrà sempre meno da investire per tutto il resto.
A fine anno 2014 abbiamo organizzato a Pontassieve un convegno dal titolo: “CON IL TRENO SI PUO’”. Promossa da Associazione “Vivere in Valdisieve e organizzata da: AMT - Associazione per gli studi sulla mobilità in Toscana, Legambiente Toscana, Università di Firenze – Unità di ricerca “Sostenibilità urbana progetti e ricerche” (Dipartimento di Architettura); con i contributi di: Francesco Alberti (Università Firenze), Fausto Ferruzza (Presidente Legambiente Toscana), Maria Rita Gisotti (Università Firenze), Tommaso Tiberti (Sindaco di Marradi), Giovanni Mantovani e Alessandro Fantechi (AMT Toscana), Massimiliano Pescini (delegato città Metropolitana)[1].
Un convegno che in estrema sintesi cercava di mettere in discussione il modello di investimenti per nuove opere infrastrutturali (in molti casi non necessarie, ma con il consumo di altro territorio), a discapito di altri tipi di investimenti che, come si evince dal titolo stesso, dovrebbero essere dirottati in modo massiccio su interventi per migliorare la mobilità su Ferro.
In un momento storico in cui Firenze è impegnata con i lavori per fare la Tramvia (di cui una linea è prevista anche su Bagno a Ripoli), ci si aspetterebbe maggiore coerenza su tutte le scelte di viabilità. Ci si aspetterebbero infatti investimenti volti a valorizzare i binari che già  collegano Firenze con i paesi che si trovano lungo la SS67 e SP34 (e non solo) attraverso la trasformazione dell’attuale servizio di trasporto pubblico locale (a servizio regionale) in una metropolitana di superficie, che potrebbe costituire un naturale prolungamento della tramvia. La ferrovia esistente, come rivelavamo nel convegno, si presta a collegare anche il Mugello attraverso l’”Anello Naturale” che si crea tra la Valdisieve-Borgo San Lorenzo-Firenze nei due sensi di marcia (via Faentina/via Pontassieve). Invece si investe in nuove strade, sempre più costose (anche per il loro mantenimento), che vanno ad intaccare  gli scorci di paesaggio più caratteristici che si trovano lungo i fiumi e che sono arrivati fino a noi grazie alle tutele che spesso sono scritte sulle carte, ma che vengono puntualmente aggirate o superate con le cosiddette COMPENSAZIONI.
Ci pare importante riportare un estratto del video dell’intervento del Prof. Alberti durante il convegno a Pontassieve[2] che dimostra quanto poco si sia fatto in questi anni per quella che noi definiamo una mobilità sostenibile su ferro invece che su gomma: “Abbiamo le infrastrutture[…] il sistema ferroviario, che abbiamo in gran parte ereditato dal passato, ricalca ancora esattamente le direttrici degli spostamenti dei cittadini (foto 1). L’infrastruttura c’è (foto 2). C’è il servizio? […] C’è un servizio regionale, che non è tra i peggiori a livello nazionale, […] non è un servizio metropolitano, semplicemente. E’ un servizio regionale che funziona un po’, in certe fasce orarie ecc. Proviamo ad immaginare se su questo sistema  circolassero dei mezzi (utilizzando quegli investimenti che vengono dirottati su altre risorse) con cadenzamenti regolari e con mezzi paragonabili a quelli delle Esmart Tedesche […]. Su questo tema si sta parlando da moltissimi anni […] dagli anni 70 che si parla di utilizzare le ferrovie esistenti per attivare dei servizi di tipo metropolitano. Un punto fermo apparentemente […] si era raggiunto alla fine degli anni 90 nell’ambito del pacchetto delle iniziative legate all’Alta Velocità Ferroviaria. E all’interno di questo pacchetto c’era già la prefigurazione del servizio ferroviario metropolitano per il nodo di Firenze con anche un abbozzo di quella che avrebbe potuto essere la mappa del servizio ferroviario (foto 3). […] Questa ipotesi di servizio era stata anche accompagnata da delle ipotesi di cadenzamento, che per la verità ad uno step iniziale non erano eccezionali. […] Ma il punto di rottura rispetto comunque ad un ragionamento che era stato portato avanti per molti anni, è dato dall’Accordo tra RFI, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze del 3/9/2011. Che sostanzialmente […] dirotta delle risorse che erano già state previste nel pacchetto dell’AV per le fermate e i servizi metropolitani, ad altri interventi di mobilità. E la cosa abbastanza incredibile, leggendo questo documento, è l’ammissione di un vuoto di programmazione sul tema […], << si prende atto che la realizzazione del Servizio Ferroviario Metropolitano ad alta frequenza ed accessibilità>> era uno dei punti chiave dell’Accordo, dall’altra parte (2011) <ad oggi
non è stato ancora elaborata e condivisa nessuna ipotesi di “Servizio Ferroviario Metropolitano” coerente con i livelli di servizio attesi degli Enti sottoscrittori>>. Allora cosa si dice: non è stato fatto niente fino ora? Allora tolgo le risorse. Invece di dire mettiamo il turbo e cerchiamo di recuperare il tempo perduto, si tolgono le risorse e si mettono  su altri comparti. Il documento va avanti dicendo però che <> […] A me risulta, è passato molto più di  8 mesi, che non c’è un’idea ancora di cosa fare per questo servizio ferroviario metropolitano (SFM)”. […] A sancire che in realtà ormai questo SFM, che era uno degli elementi fondamentali della contrattazione tra RFI e Enti territoriali sul tema Alta Velocità (AV), sia andato un po’ nel dimenticatoio, lo dimostra l’ultimo Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità (Le strategie del PRIIM-2014). Che quando parla degli interventi strategici per l’area fiorentina, parla soltanto delle tramvie extraurbane. Non cita tra gli interventi strategici il Servizio Ferroviario Metropolitano. Che fine ha fatto il SFM? Lo ritroviamo in un paragrafo, in cui si parla di opere  di interesse nazionale e regionale, e dice che << l’insieme degli interventi previsti nell’ambito del nodo di Firenze consentirà di utilizzare, oltre ai due nuovi binari sotterranei e la relativa stazione, le nuove fermate metropolitane>>. Come dire siamo ancora nell’aleatorietà più totale. Non c’è un programma. Sono passati gli 8 mesi. E addirittura si dice….quando…. entrerà in servizio…. forse.…. vediamo. […]”.
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[2] Video Prof. Francesco Alberti, Dipartimento di Architettura Università di Firenze, coordinatore UdR “Sostenibilità urbana progetto e ricerca” https://youtu.be/rIVlDfhwyfk