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L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
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venerdì 2 ottobre 2020

Sinistra per Pelago: dopo l'interrogazione in consiglio, altre perplessità sul MOSTRO della Massolina

foto di utente fb

Nei giorni scorsi il gruppo di Sinistra per Pelago ha depositato, in vista del Consiglio comunale del 30/09, una interrogazione all’assessore all’urbanistica del Comune di Pelago sul capannone in costruzione alla Massolina.
L’interrogazione, motivata dalle numerose perplessità e contrarietà rispetto a quest’opera, manifestate dalla popolazione e da noi espresse già in sede di approvazione della variante, verteva su tre aspetti:
1. Qual è il reale utilizzo del capannone?
Come si sa, in occasione della riunione della commissione urbanistica, l’architetto che cura il progetto per conto dell’investitore, aveva esplicitamente detto che il capannone sarebbe stato utilizzato come base logistica per un grosso produttore di vini locale. Nessun produttore ha confermato questa notizia per cui viene meno l’utilità dichiarata in fase di presentazione.
2. Se sia possibile revocare l’autorizzazione alla edificazione del secondo lotto
3. Se sia possibile imporre al costruttore delle opere di mitigazione dell’impatto visivo del capannone che possano “ingentilirne” da subito l’aspetto, anticipando quindi il risultato che dovrà ottenere, fra svariati anni, il bosco la cui piantumazione è prevista intorno a questo edificio.
Nelle giornate di lunedì e martedì sono inoltre apparsi due articoli, sulla Nazione e sul Corriere Fiorentino, che trattavano del capannone oggetto della interrogazione.
Questi articoli riportavano alcune dichiarazioni, attribuite al Sindaco, che abbiamo ritenuto di dover chiarire durante la presentazione della nostra interrogazione, poiché alterano notevolmente gli elementi al contorno di questa vicenda.
  • La ditta De Georgio non è “una tra le principali a livello nazionale” come riportato dai giornali, essendo la 156ª nella classifica delle aziende di autotrasporto italiane (dato Confetra 2016). Oggi, bilanci depositati del 2019, l’intero gruppo fattura alcune decine di milioni di euro, mentre la Savino del Bene, azienda italiana prima per fatturato in Italia, fattura 1,480 miliardi di euro. Questo tanto per inquadrare correttamente le dimensioni dell’investitore.
  • Il permesso a costruire autorizza l’edificazione di due capannoni, in uno dei due articoli si parla di un solo capannone.
  • Nella documentazione fornita dal committente dell’opera per la valutazione di impatto (ndr. verifica di assoggettabilità alla VAS, conclusa con l'esclusione dalla VAS-Valutazione Ambientale Strategica), si dice con estrema chiarezza che gli occupati a regime saranno 25 e non 70 come riportato dall’articolo.
  • Un’altra considerazione è d’obbligo: un centro logistico di 14.000 metri quadrati, 12 metri di altezza utile quanto traffico può generare? Consideriamo che un autotreno caricato con materiale leggero (voluminoso) porta circa 70 metri cubi di materiale e in questo capannone c’è un volume disponibile di 168.000 metri cubi! Nonostante questo, si è accettata la dichiarazione del committente secondo la quale l’incremento di traffico sulle nostre strade sarà di 3/4 autotreni a settimana e 6/7 furgoni al giorno. Quindi i 25 dipendenti dovranno caricare e scaricare 7/8 furgoni al giorno e 3/4 autotreni a settimana? Si torna alla prima domanda della nostra interrogazione all’assessore: cosa faranno in questo centro logistico?
  • Funzionerà veramente come centro logistico, verrà sfruttata a pieno tutta la struttura che stanno edificando? In questo caso il numero riportato nei documenti non è corretto e avremo decine di autotreni e furgoni ogni giorno che percorreranno le strade del nostro territorio, attraversando le aree abitate come Carbonile e S. Ellero, Leccio e Incisa, Vallina e Bagno a Ripoli, le frazioni di Fiesole sulla sponda dell’Arno…. Negli articoli, citando il Sindaco, si dice che il problema del traffico sarà risolto con la costruzione di una rotonda all’immissione della strada d’accesso al capannone. Ma in che modo una rotonda può essere risolutiva per volumi di traffico di questo genere?
  • Sempre nell’articolo si riporta la notizia, sempre attribuita al Sindaco, che la costruzione della rotonda sarà a spese del committente. Purtroppo, non è così: il costo della rotatoria è scomputato dagli oneri che dovranno essere versati dalla società al Comune, quindi realizzata con i soldi che avrebbe dovuto incassare il comune, quindi con i soldi dei cittadini.
  • Ma c’è una domanda alla quale proprio non troviamo risposta: può un’impresa del settore costruire un centro logistico, investendo molti milioni, in mezzo al nulla (né produzioni da cui ritirare materiali ne consumatori a cui consegnare merci), sul fianco di una collina che frana in modo inarrestabile, distante circa 20 km dai caselli autostradali, 20 km di curve, strade strette e code
    ?
Comunque la si giri questa operazione è incomprensibile!
Probabilmente dovremo aspettare l’entrata in attività di questa struttura per capire cosa faranno e come lo faranno; certo è che è inquietante rendersi conto che un ente pubblico che amministra un territorio non ha ritenuto doveroso approfondire questi punti, non facendosi le elementari domande che ci siamo fatti noi. L’unica certezza che rimane è che questo intervento è stato mal valutato, mal gestito su cui nessuno, di chi era deputato a farlo (Regione, Città Metropolitana, Unione dei Comuni, Comune di Pelago), ha speso un po’ di attenzione per comprenderne a fondo il vero impatto.
Cercare di ridurre tutto questo ad una schermaglia paesana su un orribile capannone che deturperà per sempre una porzione importante di territorio è estremamente riduttivo e cercare di acquietare gli animi parlando di assunzioni e rotatorie è un’offesa all’intelligenza delle persone.


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giovedì 2 aprile 2020

COMUNICATO STAMPA: Aeroporto di Firenze, Fattori: “nel bel mezzo dell’emergenza Coronavirus la giunta regionale porta avanti il progetto di pista parallela”

Firenze, 1 aprile 202o

Aeroporto di Firenze, Fattori: “nel bel mezzo dell’emergenza Coronavirus la giunta regionale porta avanti il progetto di pista parallela”
“Quel che sta accadendo è molto grave: neppure l’emergenza coronavirus è riuscita a distogliere la Giunta regionale dall’intento di realizzare a tutti i costi il nuovo aeroporto di Firenze, un progetto contrario all’interesse pubblico e bocciato più volte dalla giustizia amministrativa”, è quanto denuncia Tommaso Fattori, candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra. “Evidentemente non ci sono solo i provvedimenti balneari, quelli presi dai governi a ferragosto, ma anche i provvedimenti da quarantena, presi quando siamo tutti siamo concentrati sull’emergenza sanitaria”. “Ce ne siamo accorti quasi per caso, essendo tutti assorbiti dall’elaborazione di proposte e soluzioni sul fronte dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ma il 23 marzo la Giunta ha avviato il procedimento di una nuova variante al Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) per lo scalo di Peretola”. “Sono sbalordito - continua Fattori - del fatto che, nel pieno di questa emergenza, la Giunta trovi il tempo di approvare in tutta fretta l’avvio dell’iter di una nuova valutazione ambientale strategica nel tentativo di superare le settanta prescrizioni indicate dal Consiglio di Stato nella sentenza del 13 febbraio scorso”. “L’atto della Giunta non ha avuto alcun risalto mediatico, anzi, è stato approvato nel più assoluto riserbo, a conferma della precisa volontà del governo regionale di realizzare l’opera a tutti i costi. Un’opera considerata talmente imprescindibile da non poter essere fermata neppure di fronte ad una pandemia di dimensioni epocali”.
L’informativa preliminare della nuova variante al PIT per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze contiene anche un corposo allegato che ribadisce la necessità dell’ampliamento dell’aeroporto di Firenze secondo lo schema della pista parallela-convergente rispetto all’autostrada, “un’impostazione progettuale già bocciata dal Tar della Toscana nel 2016”, commenta Fattori. Lo stesso allegato definisce anche il cronoprogramma del procedimento, che prevede l’approvazione della proposta finale da parte del Consiglio regionale nel 2021. “Ci eravamo illusi che dopo la definitiva bocciatura da parte Consiglio di Stato la pianificazione territoriale della Regione Toscana avrebbe cambiato segno, accantonando definitivamente il nuovo aeroporto, puntando sul Parco agricolo della piana e su scelte condivise con i sindaci e con la popolazione. Invece la Giunta sta preparando il terreno a uno dei punti fondamentali del programma elettorale del candidato presidente Giani, punto peraltro pienamente condiviso anche dalla destra, senza risparmiarsi nuove forzature in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo”.
Gruppo Consiliare Toscana a Sinistra
Regione Toscana

giovedì 20 giugno 2019

La Toscana sarà la prima regione a dichiarare l’emergenza climatica

Immagine da Consorzio LAMMA
Immagine da Consorzio LAMMA

12 giugno 2019

Approvata a grande maggioranza mozione di Sì -Toscana a Sinistra. Le iniziative di contrasto al cambiamento climatico dovranno essere “una priorità trasversale”

La Toscana sarà la prima Regione italiana a dichiarare l’emergenza climatica. E’ stata approvata oggi 12 giugno la mozione presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a Sinistra. La Regione Toscana è chiamata a “dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale”, come “assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, coordinando e rafforzando ulteriormente politiche, azioni e iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire”.
“La politica si assuma la propria responsabilità” ha detto il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori illustrando l’atto in aula, “serve un cambio di mentalità” dinanzi alla “principale emergenza planetaria che dobbiamo fronteggiare: la dichiarazione dello stato di emergenza è il primo passo nella direzione giusta e la Toscana apre la strada, prima Regione in Italia a farlo”.

Più nel dettaglio, con l’approvazione della mozione la Giunta regionale è impegnata a sostenere, in attuazione dell’accordo di Parigi, “obiettivi più ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia”; ad attivarsi affinché siano adottate “opportune forme di fiscalità ambientale, rivedendo le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali a favore della sostenibilità, anche attraverso la revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”; a favorire e incrementare gli investimenti sulla ricerca e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, sul risparmio energetico e sull’efficiente produzione dell’energia”; ad assumere “ogni idonea iniziativa finalizzata a sollecitare la partecipazione degli enti locali alla definizione del nuovo quadro energetico e ambientale determinato dalla dichiarazione di emergenza climatica”.

Infine la mozione impegna anche la Giunta toscana a richiedere “l’esclusione dal patto di stabilità delle spese e degli investimenti delle Regioni e degli Enti locali volti alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento al cambiamento climatico, con particolare riguardo alle risorse finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio per la prevenzione dal dissesto idrogeologico e dalla siccità”.

Accolto anche un emendamento del PD “affinché il governo nazionale riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l’esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volte a non compromettere il futuro delle nuove generazioni”.

giovedì 13 giugno 2019

A proposito di Osservatorio Regionale del Paesaggio

Osservatorio del paesaggio, Fattori e Sarti (Sì): “Presidente Osservatorio, preoccupante conflitto di interessi e nessuna relazione prodotta. Insisteremo per la revoca dell’incarico”. 
 A nostro giudizio la presidenza dell’Osservatorio del paesaggio regionale, carica ricoperta dal professor Agnoletti, professore associato dell’Università di Firenze, è assolutamente inadeguata ed è oltretutto in conflitto di interesse, dato che il presidente svolge anche attività professionale privata”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.
Da un lato l’Osservatorio non sta producendo le relazioni annuali che sarebbe invece tenuto ad elaborare: non ha comunicato alla Giunta e al Consiglio regionale alcun rapporto sull’attuazione del piano paesaggistico, pur previsto dalla legge regionale 65, e questa omissione vanifica gran parte della funzione dell’Osservatorio stesso. Non ci è chiaro quale sia stato, in questi anni, il ruolo del presidente a sostegno del lavoro dei tecnici e dei dirigenti regionali nel promuovere la raccolta dei dati necessari per valutare gli effetti del Piano Paesaggistico”.
Dall’altro lato il presidente ha un palese conflitto di interessi, dato che firma, come professionista privato, atti utilizzati per far ricorso contro la Regione su controversie giudiziarie relative proprio all’ osservanza del PIT e alla tutela del paesaggio”, continuano i consiglieri Fattori e Sarti.  “Proprio fra le recenti vicende urbanistiche, in relazione all’efficacia del Piano paesaggistico, c’è il caso di Poggio al Crino, a Punta Ala, dove un pesante progetto di lottizzazione, che prevedeva la costruzione di undici ville di 300 mq ciascuna, è stato respinto in sede di Conferenza paesaggistica lo scorso autunno. La Società Riopalma S.r.l. ha presentato subito ricorso al TAR della Toscana contro il Comune di Castiglione della Pescaia, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto e il MIBAC sostenendo i propri argomenti anche sulla base di una relazione redatta proprio dal professor Agnoletti testualmente citato come ‘presidente dell’Osservatorio sul Paesaggio’. Piano di lottizzazione poi definitivamente bocciato dal Tar, che ha confermato le misure previste dal Piano paesaggistico”.
Siamo stupefatti dall’imbarazzato silenzio e dalla mancanza di motivazioni con cui la maggioranza ha bocciato la nostra mozione oggi in aula. Chiedevamo di sapere per quale motivo l’Osservatorio del paesaggio non abbia a tutt’oggi prodotto alcun monitoraggio sull’attuazione del piano paesaggistico, chiedendo che si provvedesse urgentemente. Chiedevamo anche una relazione dettagliata delle attività svolte nel 2018, per conoscere quale sia stato il ruolo del presidente a sostegno del lavoro dei tecnici e dei dirigenti regionali nel promuovere la raccolta dei dati necessari per valutare gli effetti del piano. E sollecitavamo la giunta ad intervenire per revocare al professor Agnoletti la carica di presidente, in considerazione della sostanziale inattività dell’Osservatorio e del conflitto di interessi derivante dall’attività professionale che svolge privatamente. Non ci fermeremo qui e insisteremo perchè sia fatta chiarezza e affinché sia revocata la sua carica”.

giovedì 10 gennaio 2019

Case Passerini: Comunicato stampa del Gruppo Consiliare Firenze riparte a Sinistra

Inceneritore Case Passerini, Grassi, Alberici e Verdi: "Moretti come l'ultimo moicano è rimasto a difendere la barca, che sta affondando. Parla dei finanziamenti come se non fossero coperti da soldi pubblici."
Complimenti alle Mamme No Inceneritore per aver svelato la cancellazione dei finanziamenti.
"Altro colpo duro per gli inceneritoristi incalliti del nostro territorio. Revocati il finanziamento della Banca Europea degli Investimenti per l'inceneritore di Case Passerini. Facciamo i nostri complimenti alle Mamme No Inceneritore per aver svelato questa importante novità. - commentano dal gruppo Firenze riparte a sinistra, il capogruppo Tommaso Grassi
e le Consigliere Adriana Alberici e Donella Verdi - Il presidente di Q-Thermo, Giorgio Moretti, è rimasto come l'ultimo moicano a difendere la barca, che sta affondando, e inanella figuracce ogni volta che apre bocca. E' successo recentemente quando abbiamo reso pubblica la nuova richiesta di autorizzazione inviata da Q-Thermo alla Regione. La risposta di Moretti ci è parsa smentire l'evidenza: chi ci crede che l'atto inviato era meramente tecnico? E che non aveva alcuna finalità di aggirare la sentenza del Consiglio di Stato? E dovremmo persino credere che non si tentava di mantenere in essere la corsia preferenziale per l'inceneritore di Case Passerini concessa dal Governo Renzi con lo Sblocca-Italia? E cosa dire del maldestro tentativo di prorogare i fondi pubblici, adesso aboliti, che assimilavano l'incenerimento a fonti rinnovabili, confermando che l'impianto era autorizzato, quando invece l'autorizzazione era stata annullata in Tribunale? La stessa cosa succede oggi quando afferma che rinunciare al finanziamento della BEI si tradurrà in poche centinaia di euro all'anno in più di costi, che le amministrazioni socie di ALIA dovranno sostenere."
"Parla dei finanziamenti tramite la banca europea degli investimenti e del costo maggiore del mutuo se assunto da altre banche, come se non si parlasse di soldi pubblici che si tolgono dalle tasche della cittadinanza e che gonfieranno le bollette dei prossimi anni. Certo, noi ci auguriamo che quel mutuo non venga assunto da nessuna banca e che l'inceneritore non si faccia né ora né mai: però di fronte a tali dichiarazioni non possiamo certo stare in silenzio. Piuttosto prima di perdere i finanziamenti della BEI si poteva chiedere uno spostamento della loro finalizzazione: non mancano certo opere da realizzare in materia di differenziazione dei rifiuti e di impiantistica per il recupero e il riutilizzo. Tante proposte sono state avanzate in questi anni dai comitati e dalla cittadinanza ma ALIA, all'epoca Quadrifoglio, ha sempre fatto finta di nulla."

mercoledì 30 maggio 2018

Comunicato stampa - Inceneritore, Grassi, Verdi e Trombi


"Partito lo scaricabarile. Il Pd usa l'ATO per dare la colpa alla Regione che adesso dovrà decidere se riavviare l'iter autorizzativo o metterci una pietra sopra."

Mossa politica del Comune di Firenze che esprime la presidente dell'ATO Toscana Centro.

"Il Pd pare abbia trovato il miglior modo anche per perdere i voti in Toscana. Mentre il sindaco Nardella era in via Cavour ad arringare le folle dei simpatizzanti del Pd a difesa del Presidente Mattarella e dello stato di diritto, qualcuno invece era impegnata ad aggirare la sentenza del Consiglio di Stato: ci riferiamo al direttivo dell'assemblea dell'ATO rifiuti Toscana Centro, presieduto dall'assessora fiorentina Bettini, che ha deciso di chiedere alla Regione di riavviare l'iter autorizzativo dell'inceneritore di Case Passerini dopo la bocciatura anche davanti al secondo grado di giudizio dell'autorizzazione rilasciata - affermano i Consiglieri comunali di Firenze riparte a sinistra, Grassi e Trombi, insieme alla Consigliera Verdi - la politica e i propri tecnici scelti e nominati quando sbaglia a fare gli atti e viene bocciata merita di andare a casa e non è in alcun modo accettabile che tenti di sanare i propri errori, riavviando procedure e cambiando regolamenti, leggi e norme. Ci siamo abituati, ma mai smetteremo di farlo notare e di opporci, sia che si tratti dell'aeroporto o dell'inceneritore o di qualunque altra opera sul nostro territorio che avesse una opposizione nella cittadinanza e la cui realizzazione sia voluta da parte di pochi."

"Partito lo scaricabarile. Il Pd usa l'ATO per dare la colpa alla Regione che adesso dovrà decidere se riavviare l'iter autorizzativo o metterci una pietra sopra. Speriamo che Rossi, la sua Giunta e gli uffici, che certo non possono essere chiamati ad operare senza un input politico, decidano per la seconda opzione e che questo non sia l'ennesima pantomima della peggior politica in cui ognuno scarica la responsabilità sul vicino e nessuno è responsabile delle decisioni. Nè tantomeno speriamo che il Presidente Rossi venga mosso in questa sua personale e recentissima lotta contro l'inceneritore dal sentimento di voler garantire più facilmente la realizzazione dell'ampliamento dell'aeroporto. dopo aver eliminato una delle opere che dovrebbero finire nel territorio della Piana. Una mossa politica, dove è fin troppo facile vedere lo zampino del Comune di Firenze che esprime la presidente dell'ATO Toscana Centro."

"Dispiace che dietro a queste mosse della politica ci siano segni inconfondibili degli interessi privati portati avanti anche e persino dai nominati del Comune nelle società coinvolte: fin troppo facile pensare ad una coincidenza la presenza, poche ore dopo la sentenza del Consiglio di Stato, di Giorgio Moretti, ex presidente di Quadrifoglio ma che dirige ancora la società QThermo che avrebbe dovuto gestire l'inceneritore di Case Passerini, al primo piano di Palazzo Vecchio. Aveva quindi ragione chi proprio nel giorno della bocciatura davanti al Consiglio nazionale aveva gridato che non sarebbe stata messa ancora la parola fine alla costruzione dell'inceneritore. Chi ha forti interessi e difende gli affari in questo Paese ha sempre ragione e sa sempre come finiranno le cose, anche quando, come in questo caso, sembrava davvero una partita chiusa."



giovedì 25 maggio 2017

Comunicato stampa Sì Toscana a Sinistra – 24 maggio ’17

Alta Velocità a Firenze, tunnel e stazione Foster. Fattori, Sarti e Grassi: "Rossi e il PD insistono con un progetto sempre più inutile, illogico, costoso e pericoloso. Pagheranno loro i danni a centinaia di edifici? Bocciata la nostra proposta di mettere a confronto due progetti alternativi”.
Nella comunicazione di ieri pomeriggio la Giunta regionale ha ripetuto di volere la realizzazione del sottoattraversamento Alta Velocità a Firenze e della stazione passante “Foster” nell’area di Belfiore.

“Siamo sempre più allibiti per l'irrazionale insistenza su progetti illogici e costosissimi, a questo punto non sappiamo se si tratta di follia o di sottomissione a interessi economici che nulla hanno a che fare con l’utilità pubblica”, dichiarano i consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, insieme al consigliere comunale di Firenze riparte a Sinistra Tommaso Grassi.

“Eppure le stesse Ferrovie dello Stato avevano chiarito che è possibile rinunciare facilmente al sottoattraversamento, dato che l'applicazione delle nuove tecnologie disponibili consentirebbe già oggi di raddoppiare il traffico sulle linee ferroviarie di superficie fiorentine, e che il progetto di stazione sotterranea Foster sarebbe da abbandonare, anche alla luce del fallimento economico della stazione Tiburtina. Proprio l’A.D. Mazzoncini ha descritto il progetto Foster come troppo costoso in relazione al numero assai ridotto di treni interessati, oltre che scomodo per i viaggiatori, poiché ci vorrebbe almeno mezz’ora per collegarsi alla centrale Santa Maria Novella, aggiungendo che la cancellazione di questo progetto non avrebbe effetti dal punto di vista di maturazione di danni o di diritti”.

“Parole al vento visto che la politica, il presidente Rossi e il Partito Democratico, ha deciso non solo di voler continuare a scavare sotto terra, ma anche di realizzare intorno al cratere dei Macelli un “hub intermodale” per treni, bus e pullman. Peccato che si tratti di una presa in giro con conseguente sperpero di denaro pubblico, denaro che potrebbe essere utilizzato molto meglio per il trasporto pendolare, per case popolari, per ospedali e scuole pubbliche”.

“La Foster non sarà un hub “treno/gomma”, intanto perché vi fermeranno pochissimi treni. Quindi che senso ha fare i tunnel se la Foster sarà una specie di grande fermata di bus? Quali sarebbero i risparmi annunciati, dato che si continua a scavare i tunnel? Come sarà gestito il milione e mezzo di metri cubi di materiale terroso contaminato dagli additivi delle macchine da scavo, equivalente a una collina alta 35 metri con una superficie di 30 campi di calcio? Avendo scelto di scavare con una sola fresa anziché due, vi è consapevolezza del fatto che i rischi per gli edifici aumenteranno esponenzialmente? Perché tutto questo non è comunicato alla cittadinanza? Coloro che avranno le case rovinate per decine di migliaia di euro saranno abbandonati a lunghissimi contenziosi legali?”. “Tutte domande, le nostre, cui nessuno risponde nel merito. 
 
"Oggi in Consiglio regionale Sì Toscana a Sinistra ha chiesto di percorrere la strada più ragionevole: la Regione domandi a Ferrovie di presentare uno studio di fattibilità rispetto a un attraversamento Alta Velocità totalmente in superficie, ossia la soluzione che le stesse Ferrovie considerano la più razionale, studio da mettere poi a confronto con il progetto attuale che prevede invece il sottoattraversamento e la nuova stazione Foster. E' forse un tabù la soluzione di superficie? Perché si ha paura anche di un razionale confronto fra due progetti alternativi? Per non dire del rifiuto a coinvolgere la cittadinanza su scelte così importanti? Il nostro atto è stato bocciato dalla maggioranza".
 
"Il Re è nudo ma nessuno vuole vederlo, si rischia un’altra terribile storia all’italiana dove a perdere sono gli abitanti di Firenze e la collettività tutta”, terminano Fattori, Sarti e Grassi.
 
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Consiglio Regionale della Toscana
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venerdì 13 maggio 2016

No Inceneritore, Firenze riparte a sinistra: “Al fianco di chi si batte contro l’inceneritore di Case Passerini e questa politica dei rifiuti, e si impegna per un futuro diverso.”

sesto_fiorentino_case_passerini_rendering__2Il gruppo Firenze riparte a sinistra aderisce alla manifestazione del 14 maggio prossimo. 
Ci preoccupano le molte problematiche riguardanti la costruzione del nuovo inceneritore nell’area urbana fiorentina. Ci domandiamo ancora adesso, dopo anni passati ad opporsi alla sua costruzione, quali siano i motivi e quali siano gli interessi che hanno spinto i sostenitori dell’inceneritore a proporre con così tanta caparbietà una simile scelta, vecchia ed obsoleta rispetto alla tecnologia e alla diffusione di una diversa gestione dei rifiuti.”
“Riteniamo che la costruzione di un’opera come l’inceneritore avrà ripercussioni negative sulla nostra salute e sull’ambiente circostante in cui viviamo ed emetterà sostanze inquinanti che si espanderanno su tutto il territorio fiorentino, ed infine l’inceneritore costerà troppo e non porterà a nessun guadagno per le amministrazioni, nessun nuovo posto di lavoro che invece sarebbe garantito dalla raccolta porta a porta, o ad un risparmio per i cittadini.”
“Riteniamo che vivere in un ambiente pulito e sostenibile sia fondamentale, farselo rovinare da un’opera inquinante e pericolosa lo consideriamo inaccettabile. Riteniamo che la costruzione di un’opera dal così alto impatto ambientale ignori le condizioni di benessere territoriale e la salute dei propri cittadini. – concludono i Consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra - Aderiamo alla manifestazione del 14 maggio a Firenze contro l’inceneritore di Case Passerini e questa politica dei rifiuti perché consideriamo gli inceneritori, una tecnologia sorpassata senza nessun miglioramento futuro e perché alternative reali ci sono, considerare il rifiuto come una risorsa rinnovabile con più cicli di vita e non più come uno scarto è possibile."

Fonte: http://www.gonews.it/2016/05/12/no-inceneritore-firenze-riparte-sinistra-al-fianco-si-batte-linceneritore-case-passerini/


lunedì 12 ottobre 2015

L'imbarazzante e disonorevole Raccolta Differenziata dell'ATO Rifiuti Toscana Sud...

 E così - mentre l'ATO Rifiuti Toscana Sud passa da una Raccolta Differenziata 2013 grottesca (37,62%) ad una 2014 altrettanto grottesca (38,89%) e raggiunge, come sempre, il peggior risultato della regione – il sub- ambito della provincia di Arezzo si supera, oltrepassando la soglia del ridicolo...Riesce addirittura a retrocedere dal 36,6% del 2013 al poco più del 35% del 2014: con la ciliegina sulla torta del Comune di Arezzo, dove il trio Fanfani-Gasperini-Dringoli riesce nell'impresa titanica di passare dal quasi 41% del 2013 al poco più del 39% del 2014, nonostante le fanfare suonate dall'amministrazione sull'attivazione progressiva del porta-a-porta in città...Una Caporetto, una vergogna per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti nelle tre ( ex) Province di Arezzo, Siena e Grosseto, a dimostrazione lampante del fatto che l'unico vero sonante interesse del “sistema” è quello dello smaltimento finale tramite l'impiantistica pesante, inceneritori e discariche, dove girano fior di quattrini (nostri)...
L'unico dato positivo (positivo per modo di dire, visto che è dovuto esclusivamente alla crisi economica, e non a politiche attive di riduzione della produzione) è appunto la diminuzione dei rifiuti urbani. Gli “scienziati” dell'ex ATO 7 di Arezzo e l'esperto Presidente Nannini, ad agosto 2007, avevano previsto a fine 2014 una quantità di rifiuti – per il subambito aretino – pari a circa 237.000 tonn. (e su tale quota avevano calibrato gli scenari impiantistici del futuro, compreso il “nuovo” S. Zeno...): la realtà parla invece di 190.000 t. (inferiori rispetto anche al 2013) cioè 47.000 t/annue in meno rispetto alla simulazione...
Quindi, non dovrebbe passare per l'anticamera del cervello di nessuna entità fisica e/o giuridica che sia minimamente razionale l'intenzione di ampliare – neanche di 1 kg – la potenzialità termovalorizzatrice dell'attuale S. Zeno...buttando dalla finestra soldi (nostri) per svariate decine di milioni di euro. Ma di questo parlerò a breve in relazione alle puntuali osservazioni – riguardanti proprio la volutamente sovrastimata produzione di rifiuti per il futuro – fatte al Piano Interprovinciale Rifiuti di Arezzo, Siena e Grosseto, che dovrebbe andare a breve in approvazione nei 3 consigli provinciali...

scritto da   

giovedì 24 settembre 2015

Gruppo Sì Toscana a Sinistra/Comunicato stampa-Nuova pista a Peretola: cosa dice Enrico Rossi

aeroporto-progetto-pianta-pista-definitiva-1024x76822-24 settembre: dal comunicato dei consiglieri di Sì Toscana alle dichiarazioni del presidente della Regione

FONTE QUI

Gruppo Sì Toscana a Sinistra/Comunicato stampa

Firenze, 22 settembre 2015
Aeroporto Firenze. Fattori e Sarti (Sì): “Le scelte di Rossi sono indifendibili” “Si sono traditi tutti gli impegni presi in ossequio al Governo Renzi e alla società di Carrai” “Il progetto va fermato e sottoposto a un dibattito pubblico”.
Si è svolta stamani la comunicazione della Giunta Regionale toscana in merito alla richiesta d’integrazione, da parte del Ministero dell’ambiente, sul Master Plan dell’Aeroporto di Firenze. Durante il dibattito il Presidente Rossi ha anche risposto a un’interrogazione del gruppo Sì Toscana a Sinistra Sistema sul Parere del Nucleo Regionale di Valutazione d’Impatto Ambientale.
“Ascoltata la comunicazione e la risposta del Presidente Rossi sull’Aeroporto fiorentino – dichiarano i Consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti – siamo sinceramente esterrefatti, ci si arrampica sugli specchi per difendere l’indifendibile”.
“Per Rossi e la sua Giunta va tutto bene, ma non si può discutere senza un progetto definitivo, con in mano soltanto un master plan in via di definizione, una bozza così vaga che il Ministero dell’ambiente ha chiesto di riscrivere tutto, rilevando i problemi aperti: l’impatto idrogeologico, l’impatto atmosferico, la mancata comparazione di opzioni alternative, la qualità dei dati utilizzati a supporto dell’ipotesi progettuale privilegiata, l’attendibilità cartografica e documentale, la compatibilità con le previsioni del Piano d’indirizzo territoriale della Regione”. ”Non si tratta di questioni nominalistiche, come sostiene il PD, ma del rispetto della legge e dell’assurdità della situazione con il Nucleo Regionale di V.I.A., che prima afferma di non potere dare un parere informato sul progetto a causa delle carenze progettuali, poi dispone comunque delle prescrizioni, non si sa su quali basi”.
“Così come è grave che la Regione ci dica che i costi del nuovo progetto non sono ad oggi quantificabili, quando è scontato che lieviteranno enormemente a spese dei contribuenti”. “E non si pensa che gli ingenti lavori che saranno necessari per deviare il Fosso Reale, pagato con soldi pubblici e finora ottimo strumento per la messa in sicurezza da eventi alluvionali, possano configurarsi come un danno erariale?”
“Venendo poi alla questione centrale, ovvero il rispetto di basilari principi democratici, ricordiamo che la precedente Legislatura regionale aveva deciso per una pista di 2000 metri, non di 2400, e che vi sarebbe stato un serio dibattito pubblico”. “Il processo partecipativo è richiesto dalla normativa europea, ad Amsterdam, per esempio, per l’allargamento dello scalo hanno dibattuto approfonditamente, coinvolgendo tutte le Istituzioni, i sindacati, i cittadini, le associazioni ambientaliste”. “In Toscana invece si sostiene che il parere dell’Autorità della partecipazione, organo di sole tre persone nominate, possa essere sovraordinato a un’assemblea eletta”. “Il Presidente Rossi tradisce quanto aveva promesso, la decisione di avviare un dibattito pubblico presa dal consiglio regionale viene cancellata, il tutto in ossequio agli interessi del Governo Renzi e della Società presieduta da Carrai”.
“Così come la vicenda della rimozione dall’incarico del dirigente dell’ufficio Valutazioni d’impatto ambientale Fabio Zita sembra tradire quanto oggi affermato in aula, che gli uffici tecnici devono lavorare senza pressioni e interferenze politiche”.
“Oggi, quindi, come Sì Toscana a Sinistra chiediamo con forza un atto di trasparenza e di serietà, siamo ancora in tempo per avviare un serio processo partecipativo pubblico sull’opera, si eviterà così di perdere tempo con un progetto da riscrivere di mese in mese e si terrà finalmente conto della complessità territoriale”. “E magari si capirà che nella Piana fiorentina è più utile investire sul Parco e lo sviluppo del Polo Scientifico, riconoscendo in Pisa lo scalo più adatto per nuovi sviluppi”.
“Chi deciderà di andare avanti a tutti i costi, sempre che ci riesca, si assumerà grandi responsabilità, della salute dei cittadini della Piana, già pesantemente compromessa dall’autostrada e minacciata dal nuovo inceneritore, e della pericolosità dei non evitabili sorvoli sulla città di Firenze, con tutti i rischi e i disagi che comporteranno”.
Segreteria Sì Toscana a Sinistra. Consiglio Regionale delle Toscana

Ufficio stampa del Consiglio Regionale

Comunicato n. 733 del 23 settembre 2015. Trasporti e Infrastrutture

Aeroporto Peretola: entro 90 giorni l’istruttoria e la delibera della Giunta

Il presidente Enrico Rossi ha tenuto stamattina in aula una comunicazione. “Fornite le integrazioni richieste. Siamo per procedere in maniera spedita”

Firenze –“Siamo per procedere in maniera spedita, non si può a questo punto chiedere di tornare indietro su una questione già così ampiamente dibattuta. L’istruttoria degli uffici regionali si concluderà entro l’anno; ovviamente gli uffici devono poter lavorare in piena autonomia e libertà e deve essere garantito il massimo rispetto della delibera”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale Enrico Rossi, il quale questa mattina in Consiglio regionale è tornato sulla questione dell’aeroporto di Peretola. Rossi ha infatti tenuto in aula una comunicazione “in merito alla richiesta di integrazione da parte del ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, aeroporto di Firenze – Master plan 2014-2019. Procedura di Via”.

Rossi ha spiegato che il procedimento di valutazione di impatto ambientale sull’aeroporto di Firenze, di competenza del ministero dell’Ambiente, è stato avviato il 24 marzo 2015. Nell’ambito di tale procedimento la Regione Toscana è chiamata ad esprimere parere. “Il Nucleo di valutazione regionale – ha detto il presidente – ha messo in evidenza carenze documentali significative, che non consentono l’espressione di un parere informato circa i possibili impatti ambientali, paesaggistici e sanitari negativi. Sono emersi tra l’altro profili di contrasto con l’integrazione al Pit”. Ma, ha proseguito Rossi, in data 4 settembre scorso, entro il termine di 45 giorni previsto per legge, “Enac ha fornito le integrazioni richieste. Su tale materiale è ad oggi in corso un’istruttoria regionale, che dovrà concludersi entro 90 giorni con una specifica deliberazione della Giunta regionale”. (cem) (segue dibattito).

Le dichiarazioni del presidente Rossi riportate dai giornali del 24 settembre:

24 settembre CORR FIOR. Aeroporto, Rossi. il Pit non lo cambio La pista per me resta di 2.000 metri

24 settembre NAZ FI. Aeroporto, decollo nel 2015

24 settembre NAZ PO. Rossi «Nuova pista di 2mila metri Voli su Prato»

24 settembre TIRRENO. Rossi su Peretola, decolli e atterraggi solo sulla direttrice di Prato

lunedì 27 luglio 2015

GREVE IN CHIANTI: M5S e Centrosinistra: "Il sindaco mette Greve fuori dai Comuni a Rifiuti Zero"


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"Lo ha scritto in risposta a una nostra domanda. Non si dice no all'incenerimento"
GREVE IN CHIANTI - Il tema dei rifiuti e dell'incenerimento, con particolare riferimento al piano provinciale e agli impianti di Case Passerini e di Testi, fu uno di quelli che animarono la campagna elettorale alle amministrative 2014.

Oggi, Centrosinistra per Greve in Chianti e M5S, tornano all'attacco: "Nella risposta scritta del 21 luglio ai gruppi consiliari del MoVimento Cinque Stelle e del Centrosinistra per Greve - dicono - avente ad oggetto "Interrogazione incremento Porta a Porta nel Comune di Greve in Chianti”, a firma del sindaco Paolo Sottani, si dice di cercare di arrivare “al risultato Rifiuti zero", e nel capoverso successivo, si afferma testualmente: "L’Amministrazione Comunale di Greve in Chianti ritiene che allo stato attuale non sia possibile rinunciare all’impianto di Case Passerini"".

"Con questa risposta - argomentano - l’amministrazione comunale di Greve si mette automaticamente fuori dall’essere un Comune a Rifiuti Zero. Dissociazione, sindrome nimby, superficialità? Un coktail di tutte queste cose".

"Quando Greve in Chianti divenne Comune Rifiuti Zero - ricordano - il sindaco Sottani era vicesindaco e quindi dovrebbe sapere che la precondizione indispensabile per essere un Comune a Rifiuti Zero è essere contro, senza se e senza ma, agli inceneritori, poi viene il resto".

"Perché l’incenerimento dei rifiuti - spiegano - oggi è una pratica inutile, pericolosa, antiquata, dispendiosa, che non aumenta l’occupazione, che è anti-ecologica, che non chiude il ciclo dei rifiuti. Quindi o si è rifiuti zero o si è per gli inceneritori, se si pensa di poter essere tutte e due le cose si è dissociati".

"Oppure - rincarano - si è affetti dalla sindrome nimby, che tradotto vuol dire non fate l’inceneritore a Testi ma a Firenze sì, tanto non è "nel mio cortile". Oppure non si conosce a fondo  l’argomento gestione dei rifiuti (cartina di tornasole per distinguere i falsi green-ecologisti) ed anche questa superficialità è grave per un’amministrazione comunale e noi ci faremo portatori di questa inversione di tendenza di Greve presso coloro che hanno ricevuto la cittadinanza onoraria nel nostro comune proprio grazie all’adesione al protocollo di Rifiuti Zero".

"Stiamo parlando - concludono - di Rossano Ercolini Paul Connett (in foto la consegna delle cittadinanze onorarie ai tempi del sindaco Alberto Bencistà), due personaggi che non hanno bisogno di presentazioni. A Sesto Fiorentino giorni fa  cadeva il sindaco Biagiotti, anche a causa dell’inceneritore di Case Passerini. A Greve in Chianti ci auguriamo succeda altrettanto!".


mercoledì 22 maggio 2013

GRUPPO CONSILIARE “FED. DELLA SINISTRA – VERDI” - COMUNICATO STAMPA -RIFIUTI-

ScreenHunter_01 May. 22 11.40CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI” 
 
Rifiuti. Sgherri:”strategia rifiuti zero necessaria e possibile. Puntare ad un nuovo modello che faccia dell’ambiente la leva per lo sviluppo. Obbiettivi possibili in tempi brevi, basta volerlo” 

Firenze, 21 maggio. Un nuovo piano regionale dei rifiuti che contribuisca a segnare una discontinuità col passato, e quindi capace di pensare le questioni ambientali non come limiti bensì come vera e propria leva per un nuovo modello di sviluppo. Questo l’obbiettivo di fondo, che significa mettere in atto politiche e buone pratiche capaci di ridurre sensibilmente la produzione  dei rifiuti, aumentare velocemente la raccolta differenziata, dare impulso al riciclo e riuso dei materiali ecc, verso – aggiungiamo - quella strategia di “Rifiuti Zero” che abbiamo sempre sostenuto, così come la omonima legge di iniziativa popolare per la quale è partita la raccolta firme. 

Se di discontinuità dovrà trattarsi sono certamente apprezzabili le dichiarazioni degli ultimi giorni del presidente Rossi e dell’assessore Bramerini sul cambio di paradigma e, nel merito, in particolare sulla partita della riduzione della produzione dei rifiuti, come riconfermato sabato scorso nel convegno a Capannori. Si è parlato molto in questi giorni del “modello Capannori” (il primo a raggiungere e superare di gran lunga la soglia del 65 % della raccolta differenziata e ridurre sensibilmente la produzione dei rifiuti, seguito in Toscana da oltre venti comuni fra cui fra i più virtuosi Montespertoli, Larciano, Lamporecchio). Tale esperienza ci insegna molte cose: che questa strada è possibile ed è quella da seguire se si vuol far bene all’ambiente, alla salute ma anche alla creazione di posti di lavoro e raggiungere risultati a costi contenuti, tutto il contrario della scelta basata su inceneritori e discariche. Strada inceneritorista che si dimostra quindi inutile oltre che dannosa! 

Se il modello è Capannori, la risposta sul reale fabbisogno impiantistico è, infatti, scontata.  Esso ci dice che si possono raggiungere questi risultati in poco tempo, ciò che ne consegue è che non possono essere quindi rimandati al 2020. 

Mentre infatti apprezziamo la volontà del presidente Rossi di un cambio di strategia non capiamo perché, nel contempo, voler rimandare al 2020 il raggiungimento del 65 % di raccolta differenziata., previsto dalla legge nazionale addirittura alla fine del 2012. Rimandare quest’obbiettivo al 2020 significherebbe  di fatto dimensionare le soluzioni impiantistiche in maniera esagerata e quindi sbagliata; insomma sarebbe un sì alla proliferazione di inceneritori e discariche.
Un importante compagine di cittadini, associazioni ambientaliste, forze politiche, hanno lo scorso anno presentato puntuali osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro nelle quali veniva denunciata appunto la strumentalità di porre obbiettivi alti di raccolta differenziata ma di dilatarli fortemente nel tempo. E infatti proprio i nuovi piani interprovinciali dei rifiuti sono l’altro corno del problema, già “vecchi” perché continuano a basarsi nella sostanza sull’incremento o il potenziamento dell’impiantistica inceneritorista. 

La dichiarata volontà di fare della Toscana una regione europea d’avanguardia va declinata quindi ponendo il massimo impegno per raggiungere in tempi ristrettissimi gli obbiettivi e non rimandarli alle prossime legislature. Significa cambiare marcia su raccolta differenziata, riciclo e sviluppo di nuove tecnologie e pratiche per l’abbattimento della produzione dei rifiuti, ecc. Tutto questo vuol dire non accettare, fra l’altro, il piano interprovinciale adottato nell’Ato Centro, altrimenti da una buona  volontà si passerebbe alla solita cattiva pratica.

La Capogruppo Monica Sgherri