GRAZIE ALLA LEGGE SUL RISCHIO IDRAULICO,
ALL'AUTORITà DI BACINO, AD ARPAT ECC, NELL'AREA DAVANTI ALL'ATTUALE
INCENERITORE POTRà ESSERE FATTO IL NUOVO INCENERITORE (più grosso!)!!
C'E' DA DIRE CHE L'AREA E' PROPRIO ADATTAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!
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Pagine
VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.
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domenica 2 dicembre 2012
PIENA_28 novembre 2012_Inceneritore Selvapiana
giovedì 29 novembre 2012
«Graziati dall’Arno solo per miracolo».....per ora!!!
| Situazione alle 17.40 del 28 Novembre 2012 |
Se si dice che, ancora oggi, tante cose per ridurre il rischio non sono state fatte (vedi art. sotto sull'Arno)........ com'è che anche l'Autorità di Bacino ha dato parere positivo per costruire quello schifo di INCENERITORE 7 volte più grande dello schifo che c'è adesso a Selvapiana???
Eppure, anche con Bilancino, la situazione dopo 1 giorno di pioggia (no bomba d'acqua!) è quella della foto !!
(idem alle altre piene degli anni precedenti).
(idem alle altre piene degli anni precedenti).
Anche se le NORME del PAI permettono ciò, la cosa NON quadra!
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«Graziati
dall’Arno solo per miracolo»
Checcucci:
il fiume non è mai stato messo in sicurezza
Sandro
Bennucci
FIRENZE
«ORA CREDO che il cielo, quello con la ‘c’ minuscola, abbia mandato segnali sufficienti per spingerci a mettere in sicurezza davvero Firenze e due terzi della Toscana».
Ha passato ore davanti ai computer, Gaia Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino dell’Arno. Sussultando ogni volta che il diagramma schizzava in alto, facendo superare il livello di guardia ai minacciosi «fratellini» dell’Arno: Sieve, Ombrone, Pistoiese, Bisenzio, Elsa. Per non parlare delle aritmie che ha subìto ieri l’altro, alle impennate del Mugnone e dell’Ema, rigagnoli diventati gonfi e violenti.
Dottoressa Checcucci, l’ha fatta sussultare anche l’Arno, arrivato a tre centimetri dal livello di guardia agli Uffizi?
«No, perchè la piena è stata contenuta, così come non dovrebbero esserci problemi nelle prossime ore. Il fatto è che non possiamo più vivere col fiato sospeso. Negli ultimi 46 anni, l’Arno si è mantenuto tranquillo, ma a quanti miracoli abbiamo diritto?».
Per l’Arno, paradossalmente, le bombe d’acqua sono meno pericolose delle piogge estese: nel ’66 caddero, in media 220, millimetri sull’intero bacino e fu l’alluvione...«Il rischio è se il cielo, sempre con la ‘c’ minuscola, scarica la bomba d’acqua sul Pratomagno o sul Casentino. Sarebbero problemi anche senza piogge estese».
Come si fa a bloccare 200 milioni di metri cubi d’acqua a monte di Firenze?
«Intanto provando a tenerne 50 mila attraverso le casse d’espansione del Valdarno e l’innalzamento della diga di Levane».
Con il «pianino» da 200 milioni del suo predecessore, professor Menduni?
«Sì, quello che firmarono nel 2005 l’allora ministro Altero Matteoli e l’allora governatore, Claudio Martini. Ma è un piano ritoccato: servono 270-300 milioni».
Ci sono?«In parte sì, ma bisogna vincere resistenze locali e burocratiche. Mi pare che il governatore, Rossi, ora sia molto determinato».
Se ricapitasse un disastro come quello del ’66, quanto ci costerebbe, senza contare le perdite di vite umane?«Nel 1999, Raffaello Nardi, altro mio predecessore, parlò di 30 mila miliardi di vecchie, lire, cioè 15 miliardi di euro. Ma è una valutazione impossibile. Ricordi che nel bacino ci sono Firenze e Pisa, città-vetrina che custodiscono patrimoni d’arte e cultura».
Anche i «fratellini» dell’Arno le hanno provocato fibrillazioni...«Soprattutto il Mugnone, ma per via di lavori Tav non completati. Il resto della rete ha tenuto. In particolare hanno funzionato le casse d’espansione del Vingone, a Scandicci, e dell’Ema, a Capannuccia. Dove s’interviene si vede».
Che cosa farà oggi?
«Scriverò al Governo e alla Regione. Si deve sapere che il cielo, con la ‘c’ minuscola, può far paura».
sandro.bennucci@lanazione.net
Tratto da: La Nazione Edizione di Viareggio Giovedì 29 Novembre 2012
FIRENZE
«ORA CREDO che il cielo, quello con la ‘c’ minuscola, abbia mandato segnali sufficienti per spingerci a mettere in sicurezza davvero Firenze e due terzi della Toscana».
Ha passato ore davanti ai computer, Gaia Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino dell’Arno. Sussultando ogni volta che il diagramma schizzava in alto, facendo superare il livello di guardia ai minacciosi «fratellini» dell’Arno: Sieve, Ombrone, Pistoiese, Bisenzio, Elsa. Per non parlare delle aritmie che ha subìto ieri l’altro, alle impennate del Mugnone e dell’Ema, rigagnoli diventati gonfi e violenti.
Dottoressa Checcucci, l’ha fatta sussultare anche l’Arno, arrivato a tre centimetri dal livello di guardia agli Uffizi?
«No, perchè la piena è stata contenuta, così come non dovrebbero esserci problemi nelle prossime ore. Il fatto è che non possiamo più vivere col fiato sospeso. Negli ultimi 46 anni, l’Arno si è mantenuto tranquillo, ma a quanti miracoli abbiamo diritto?».
Per l’Arno, paradossalmente, le bombe d’acqua sono meno pericolose delle piogge estese: nel ’66 caddero, in media 220, millimetri sull’intero bacino e fu l’alluvione...«Il rischio è se il cielo, sempre con la ‘c’ minuscola, scarica la bomba d’acqua sul Pratomagno o sul Casentino. Sarebbero problemi anche senza piogge estese».
Come si fa a bloccare 200 milioni di metri cubi d’acqua a monte di Firenze?
«Intanto provando a tenerne 50 mila attraverso le casse d’espansione del Valdarno e l’innalzamento della diga di Levane».
Con il «pianino» da 200 milioni del suo predecessore, professor Menduni?
«Sì, quello che firmarono nel 2005 l’allora ministro Altero Matteoli e l’allora governatore, Claudio Martini. Ma è un piano ritoccato: servono 270-300 milioni».
Ci sono?«In parte sì, ma bisogna vincere resistenze locali e burocratiche. Mi pare che il governatore, Rossi, ora sia molto determinato».
Se ricapitasse un disastro come quello del ’66, quanto ci costerebbe, senza contare le perdite di vite umane?«Nel 1999, Raffaello Nardi, altro mio predecessore, parlò di 30 mila miliardi di vecchie, lire, cioè 15 miliardi di euro. Ma è una valutazione impossibile. Ricordi che nel bacino ci sono Firenze e Pisa, città-vetrina che custodiscono patrimoni d’arte e cultura».
Anche i «fratellini» dell’Arno le hanno provocato fibrillazioni...«Soprattutto il Mugnone, ma per via di lavori Tav non completati. Il resto della rete ha tenuto. In particolare hanno funzionato le casse d’espansione del Vingone, a Scandicci, e dell’Ema, a Capannuccia. Dove s’interviene si vede».
Che cosa farà oggi?
«Scriverò al Governo e alla Regione. Si deve sapere che il cielo, con la ‘c’ minuscola, può far paura».
sandro.bennucci@lanazione.net
Tratto da: La Nazione Edizione di Viareggio Giovedì 29 Novembre 2012
mercoledì 14 novembre 2012
Comunicato stampa alluvioni in Toscana
Firenze 2012-11-14
Comunicato stampa alluvioni in Toscana
Italia Nostra
Firenze - Associazione‘Vivere in Valdisieve’-
AssoValdisieve - Comitato Valdisieve
Mentre
l’Italia è divisa in due proprio a causa delle alluvioni in Toscana, che è
sommersa dall’acqua per le ultime piogge di portata eccezionale, mentre si registrano
di nuovo la perdita di vite umane e danni ingenti al territorio, mentre si
mette ancora a dura prova la resistenza delle popolazioni coinvolte in questi
disastri in cui protezione civile, esercito e volontari si rimboccano le
maniche per aiutare e attenuare i disagi, in Toscana ci si fa belli dato che “ abbiamo” - come dichiara il Presidente Rossi
– “unici in Italia, una legge regionale che, blocca l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto
rischio idraulico”.Da ricordare che questa tematica è già disciplinata, oltre che da Leggi nazionali anche dalle Norme dell’Autorità di Bacino (ci mancherebbe altro che si consentisse di costruire ANCHE nei letti e negli alvei dei fiumi o golene che siano! Purtroppo però oltre i 10 metri si può fare).
Per precisare: le costruzioni negli alvei sono regolamentate dall’art. 1della LR 21/2012, che è rimasto quasi invariato rispetto al precedente della LR 66/2011 (approvata d’urgenza dopo le alluvioni dell’autunno scorso) un articolo che riguarda al massimo una distanza di 10 metri dalle sponde del fiume.
Ma le costruzioni in aree a pericolosità idraulica molto elevata cioè oltre i 10 metri, sono invece descritte nell’art.2 della stessa LR 21/2012, un articolo, che nella prima redazione era un utile baluardo nella difesa dal rischio idrogeologico (art. 142, LR 66/2011) e che risulta completamente ‘stravolto’ nella legge successiva, solo di pochi mesi, a quella che sarebbe stata davvero risolutiva.
Abbiamo seguito l’iter e modifiche di questa legge, perché riguardavano da vicino l’iter autorizzativo per il nuovo inceneritore di Selvapiana che è situato a pochi metri dal fiume Sieve nel Comune di Rufina (dove c’è già un piccolo vecchio impianto, CHIUSO da oltre 2 anni).
Nel seguire la vicenda delle “modifiche ad hoc” ci siamo resi conto che i vecchi articoli 141 e 142 della LR 66/2011 (finanziaria 2012) avrebbero quasi BLOCCATO tutta una serie di interventi tra cui, l’inceneritore di Rufina e una cementificazione imponente di 200 ettari nel grossetano, in aree che si allagano ogni anno, come avviene oggi. Avrebbero ‘quasi’ bloccato perché, alla RUFINA, l’inceneritore si sarebbe potuto fare lo stesso, se il Comune si fosse accollato i costi di milioni di euro per fare opere di messa in sicurezza idraulica e permettere all’Autorità di Bacino di “declassare” l’area da “pericolosità idraulica molto elevata” (PI4) a “pericolosità idraulica elevata” (PI3).
Ma questa non era una via percorribile dall’AC di Rufina a causa dei costi elevati.E l’Autorità di Bacino non avrebbe potuto declassare l’area senza queste opere, il cui costo sarà poi a nostro carico, attraverso la TIA e altre tasse comunali, provinciali e regionali, dato che ora, grazie alle modifiche di legge approvate, c’è l’autorizzazione per il nuovo inceneritore.
La società interessata dal progetto: AER Impianti Srl, essendo in parte pubblica, non rischierà gli esorbitanti costi senza la sicurezza del rientro economico.
Rimaniamo sbigottiti di fronte alle affermazioni del Presidente Rossi, responsabile delle modifiche ad hoc della legge toscana, che si accorge di nuovo che queste alluvioni “sono un ulteriore campanello di allarme che chiama in causa le responsabilità di tutti e impone svolte radicali nell’uso del territorio, nelle politiche d’investimento e nel modello di sviluppo”. E aggiunge: “La Regione con la legge che ha bloccato l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto rischio idraulico (“unico caso in Italia”) e con gli interventi che stiamo facendo sul territorio, sta lavorando seriamente, ma solo con le scarsissime risorse di cui disponiamo” (dal Corriere Fiorentino 11Nov.2012). Il Governatore richiede inoltre l'intervento dell'esercito per fare fronte alla situazione determinata dal maltempo in Toscana (meteogiornale.it). Sic!
Come al solito ci si accorge del problema solo a disastro avvenuto, e si proclamano di nuovo buoni propositi e “svolte radicali” (quali?).
Una “Svolta radicale” poteva essere d’ impedire definitivamente le costruzioni in aree golenali o paludose, e di pensare anche a una delocalizzazione delle opere esistenti in tali aree, senza ricorrere all’espediente delle “opere di cosiddetta messa in sicurezza” per “aggirare” vincoli e norme (affermazioni tratte dalla prefazione di Rossi all' E-Book "Cosa INSEGNA il fiume: Le alluvioni in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la difesa del territorio in Toscana").
INVECE non ci si è accorti che le modifiche alla legge (in primis dell’art.2) l’hanno di fatto “svuotata” dei buoni presupposti di salvaguardia del territorio, dopo le devastanti alluvioni dell’autunno 2011.
QUANTI DISASTRI
DOVREMO SOPPORTARE ANCORA
PER RENDERCI CONTO
CHE OCCORRONO LEGGI
PIU’ INCISIVE E CORAGGIOSE?
martedì 24 aprile 2012
COMUNICATO STAMPA: Lo sdoganamento dell'iter di AIA dell'inceneritore di Rufina
Ai componenti della VI Commissione Regionale
Oggetto: Proposta di modifiche agli articoli 141 e 142 della LR 66/2011; Lo strano caso della modifica ad hoc per l’inceneritore di Rufina.
Abbiamo avuto notizia di una grave marcia indietro su una legge che era stata salutata dai più come una concreta risposta alle tragiche vicende accadute in Lunigiana che sarà illustrata in Commissione, domani, 24 aprile 2012.
Il presidente Rossi, forse cercando di cavalcare l’onda dell’emozione che avevano suscitato le numerose morti delle recenti alluvioni, al ritorno da Aulla aveva affermato perentoriamente:
“c’è poco da fare nel passato si è costruito male e dove non si doveva. A me interessa che tutti insieme si riesca a cambiare questa politica. Proprio per dare concretezza a questa scelta, abbiamo fatto una legge regionale con cui si bloccano le costruzioni in tutte le aree a rischio idraulico. È una scelta di buon senso, un intervento di prevenzione del rischio. Lo dico con franchezza ci sono già proteste contro questa decisione, che io definisco di buon senso. Dico subito che non cambierò idea e finché sarò presidente questo provvedimento resterà in vigore.”
Se anche la legge fosse nata sull’onda di una emergenza adesso “l’urgenza” con cui si vogliono approvare le modifiche è quanto meno sospetta.
Che siano necessari degli aggiustamenti o apporti interpretativi è plausibile, che si voglia stravolgerne l’impianto per concedere un salvacondotto alla realizzazione del nuovo inceneritore di Selvapiana , altrimenti irrealizzabile, è vergognoso.
Per un solo impianto, già insensato per la localizzazione e i presupposti che lo dovrebbero giustificare, si crea un precedente pericoloso per la tutela dei corsi d’acqua in generale.
Tenete presente che non è con un aggiustamento di legge partorito in poche settimane che le costruzioni e i manufatti magicamente diventano compatibili con le esigenze di espansione dei corsi d’acqua.
Caso mai la legge dovrebbe prevedere un percorso virtuoso che restituisca progressivamente ai corsi d’acqua gli spazi che sono stati sottratti in tanti anni di costruzioni dissennate.
Le ricorrenti catastrofi non sono punizioni divine o arrivano per caso ma derivano dall’incuria legislativa e la superficialità con cui si accordano deroghe ed eccezioni per realizzare opere che devono essere localizzate altrove.
A livello statale per la tutela dei corsi d’acqua esistono già il RD n.523/1904 (testo unico sulle opere idrauliche), RD 1775/33, il DPR n. 380/2001 oltre alla Legge 481/85 (la cosiddetta legge Galasso), il D. Lgs. 42/2004, si è proprio sicuri di non contravvenire allo spirito delle leggi suddette?
Confidiamo in una attenta e profonda riflessione sugli effetti delle scelte su cui siete chiamati a pronunciarVi, scelte a cui certamente sarà data la massima visibilità.
Per darVi un’idea più precisa Vi informiamo che con la modifica proposta permetterete la costruzione di un manufatto su un’area golenale, di pertinenza fluviale e soggetta ad esondazioni ricorrenti, classificata dal PAI come “area a pericolosità idraulica molto elevata ed elevata” (PI4 – PI3).
NON VENITE A DIRCI CHE NON LO SAPEVATE O CHE L’EVENTO NON ERA PREVEDIBILE.
Associazione Valdiseve Associazione Vivere in Valdisieve
scarica originale: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwTzBhYk1IbEZxTHc
venerdì 13 aprile 2012
A TUTTA PALAFITTA!!!
Purchè si facciano costruzioni stile "palafitte" ( la storia insegna!!), e si spendano una marea di quattrini (nel caso di progetti per la gestione dei rifiuti: soldi NOSTRI) per fare le opere di riduzione del rischio idraulico come casse espansione, laminazione, risagomature degli alvei, ecc ecc, strada spianata per impianti di stoccaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Tho!! Guarda, guarda!! L'inceneritore di Selvapiana è proprio tra questi!!
Alla trasmissione di Tele Iride ( del 12 aprile 2012) l'ex sindaco di Pelago Marcello Ulivieri ( attuale presidente di AER Impianti Srl) afferma che anche l'attuale inceneritore è in sicurezza idraulica. Infatti dalle cartografie del PAI risulta fuori dalle varie fasce del rischio. OVVIO, è stato rialzato di un tot. di metri come sarà fatto per quello nuovo. Sta di fatto che per il PAI può anche essere fuori dal rischio ma se dovesse esserci un' esondazione quel COSO rimarrà - forse- fuori dall'acqua perchè sfrutta la caratteristica della palafitta!
Per assurdo potremo vedere tutto allagato con l'inceneritore che emerge come Mont San Michelle!!
Bel modo di costruire e di TUTELARE i corsi d'acqua!
Sempre in trasmissione ( link sopra) l'assessore all'ambiente della Provincia di Firenze Crescioli, tenta di precisare che anche se ci saranno delle modifiche alla legge, c'è comunque l'art. 141 che tutela i corsi d' acqua e che impedirà per esempio "di mettere in pari una scogliera, neanche un'opera idraulica" ( già inserito nel RD 523/1904).
Peccato che il 141 si riferisca in particolare ai 10 metri dal piede esterno dell'argine o, in mancanza, dal ciglio di sponda dei
corsi d'acqua. Ci mancherebbe anche che l'inceneritore fosse costruito sul letto del fiume o dentro alla fascia dei 10 metri!!! Si rimane alla distanza di 30!!!
CHE L'AREA NON FOSSE IDONEA, E' DALL'INIZIO CHE LO DICIAMO. NON ABBIAMO CERTO ASPETTATO LA LR 66/2011 O LE MODIFICHE IN CORSO!
Queste le caratteristiche dell'area:
• E’ in “area di pertinenza fluviale”, stralcio n. 54 degli elaborati cartografici per la
“Riduzione del Rischio Idraulico” carta di pertinenza fluviale dell’Arno e dei suoi
affluenti, ed è soggetta a vincolo dalla ex legge Galasso oggi T.U.Codice dei Beni
Culturali e del Paesaggio.
• L’area e’ completamente compresa nella “fascia di rispetto del fiume Sieve” corrispondente a 150 metri dalle rispettive sponde
• E’ in “Area Golenale” Carta degli interventi strutturali per la riduzione del Rischio Idraulico
• E’ in “area interessata da inondazioni ricorrenti” Carta guida della aree allagate
• E’ interamente in “Pericolosità Idraulica Molto Elevata” (P.I.4) Elevata (P.I.3) e media (P.I.2). “Piano di Stralcio: Assetto Idrogeologico”, stralcio n. 238 – livello di dettaglio
• A monte dell’acquedotto comunale di Pontassieve e in prossimità di altri punti di derivazione e pozzi ad uso domestico e di altri usi -
• E’ interamente su un’area a “ Vulnerabilità Elevata degli acquiferi all’inquinamento”
• Il Fiume Sieve è in “Ambito AB”;
inoltre osa essere:
• In un territorio con “Produzioni Agricole” di particolare qualita' e tipicità - come da Art. 21 del D. Lgs. 228/2001 - e che per tanto dovrebbe essere “soggetta a TUTELA”, inoltre tali aree sono definite non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.
• In area D.O.C. - D.O.C.G. – Al centro del CHIANTI RUFINA.
• In “Zone protezione del piano faunistico Provinciale” e “zona di frega”
• In un’ area di conca naturale per cui le emissioni degli inquinanti verrano spinte verso i vicini centri abitati Stentatoio (a 750 m. dall’impianto), Masseto (a 1125 m.), San Francesco (a 1730 m.), Rufina (a 2030 m) e Pontassieve (a 2184 m);
• Tali emissioni subiscono inoltre “fenomeni di inversione termica” che non fanno disperdere gli inquinanti nell’aria in modo corretto.
• All’interno della “fascia di rispetto della Strada Statale 67”; senza adeguata viabilità di servizio.
• In area sottoposta a “Tutela Paesaggistica ed Ambientale del territorio aperto”, abitati minori ed edifici sparsi
• In “area sensibile”, art. 3 delle Norme di Attuazione del PTCP, che è, dallo stesso, considerata Invariante Strutturale
Tho!! Guarda, guarda!! L'inceneritore di Selvapiana è proprio tra questi!!
Alla trasmissione di Tele Iride ( del 12 aprile 2012) l'ex sindaco di Pelago Marcello Ulivieri ( attuale presidente di AER Impianti Srl) afferma che anche l'attuale inceneritore è in sicurezza idraulica. Infatti dalle cartografie del PAI risulta fuori dalle varie fasce del rischio. OVVIO, è stato rialzato di un tot. di metri come sarà fatto per quello nuovo. Sta di fatto che per il PAI può anche essere fuori dal rischio ma se dovesse esserci un' esondazione quel COSO rimarrà - forse- fuori dall'acqua perchè sfrutta la caratteristica della palafitta!
Per assurdo potremo vedere tutto allagato con l'inceneritore che emerge come Mont San Michelle!!
Bel modo di costruire e di TUTELARE i corsi d'acqua! Sempre in trasmissione ( link sopra) l'assessore all'ambiente della Provincia di Firenze Crescioli, tenta di precisare che anche se ci saranno delle modifiche alla legge, c'è comunque l'art. 141 che tutela i corsi d' acqua e che impedirà per esempio "di mettere in pari una scogliera, neanche un'opera idraulica" ( già inserito nel RD 523/1904).
Peccato che il 141 si riferisca in particolare ai 10 metri dal piede esterno dell'argine o, in mancanza, dal ciglio di sponda dei
corsi d'acqua. Ci mancherebbe anche che l'inceneritore fosse costruito sul letto del fiume o dentro alla fascia dei 10 metri!!! Si rimane alla distanza di 30!!!
CHE L'AREA NON FOSSE IDONEA, E' DALL'INIZIO CHE LO DICIAMO. NON ABBIAMO CERTO ASPETTATO LA LR 66/2011 O LE MODIFICHE IN CORSO!
Queste le caratteristiche dell'area:
• E’ in “area di pertinenza fluviale”, stralcio n. 54 degli elaborati cartografici per la
“Riduzione del Rischio Idraulico” carta di pertinenza fluviale dell’Arno e dei suoi
affluenti, ed è soggetta a vincolo dalla ex legge Galasso oggi T.U.Codice dei Beni
Culturali e del Paesaggio.
• L’area e’ completamente compresa nella “fascia di rispetto del fiume Sieve” corrispondente a 150 metri dalle rispettive sponde
• E’ in “Area Golenale” Carta degli interventi strutturali per la riduzione del Rischio Idraulico
• E’ in “area interessata da inondazioni ricorrenti” Carta guida della aree allagate
• E’ interamente in “Pericolosità Idraulica Molto Elevata” (P.I.4) Elevata (P.I.3) e media (P.I.2). “Piano di Stralcio: Assetto Idrogeologico”, stralcio n. 238 – livello di dettaglio
• A monte dell’acquedotto comunale di Pontassieve e in prossimità di altri punti di derivazione e pozzi ad uso domestico e di altri usi -
• E’ interamente su un’area a “ Vulnerabilità Elevata degli acquiferi all’inquinamento”
• Il Fiume Sieve è in “Ambito AB”;
inoltre osa essere:
• In un territorio con “Produzioni Agricole” di particolare qualita' e tipicità - come da Art. 21 del D. Lgs. 228/2001 - e che per tanto dovrebbe essere “soggetta a TUTELA”, inoltre tali aree sono definite non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.
• In area D.O.C. - D.O.C.G. – Al centro del CHIANTI RUFINA.
• In “Zone protezione del piano faunistico Provinciale” e “zona di frega”
• In un’ area di conca naturale per cui le emissioni degli inquinanti verrano spinte verso i vicini centri abitati Stentatoio (a 750 m. dall’impianto), Masseto (a 1125 m.), San Francesco (a 1730 m.), Rufina (a 2030 m) e Pontassieve (a 2184 m);
• Tali emissioni subiscono inoltre “fenomeni di inversione termica” che non fanno disperdere gli inquinanti nell’aria in modo corretto.
• All’interno della “fascia di rispetto della Strada Statale 67”; senza adeguata viabilità di servizio.
• In area sottoposta a “Tutela Paesaggistica ed Ambientale del territorio aperto”, abitati minori ed edifici sparsi
• In “area sensibile”, art. 3 delle Norme di Attuazione del PTCP, che è, dallo stesso, considerata Invariante Strutturale
E SE TUTTO QUESTO VI SEMBRA RAGIONEVOLE....
FATE VOI!
Legge Antialluvione, RETROMARCIA di Rossi per l'inceneritore di Selvapiana
Scarica articolo: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwem5RdVVBbVh2djA
giovedì 12 aprile 2012
Là dove non si poteva.....ora si può! Alla faccia della TUTELA!!!
Vogliamo condividere con Voi tutti una riflessione sulla questione delle modifiche alla LR 66/2011 in cui 2 articoli ( 141 e 142) regolano oltre alla tutela dei corsi d'acqua, le costruzioni in "Aree in Pericolosità Idraulica MOLTO ELEVATA". Gli articoli in questione furono inseriti nella Legge finanziaria del 2012 pubblicata a dicembre 2011 ( dopo quindi gli eventi alluvionali della Lunigiana ecc). Si tenga anche presente che i vincoli riguardavano solo il 4% del territorio della regione ( e il 7% delle zone pianeggianti)!!!
Questi articoli di fatto impedivano la costruzione dell'inceneritore di Selvapiana se prima non si fosse declassato l'area da Pericolosità Idraulica Molto Elevata (PI4) a -soltanto- elevata (PI3) (ex art. 142, comma 6 lettera d). Cosa che comunque richiedeva un pò di tempo e la disponibilità dell'Autorità di Bacino dell'Arno a declassarla.
Le modifiche proposte in questi giorni invece superano questo "vincolo" dichiarando esplicitamente che in queste aree è consentito, "a condizione che siano preventivamente realizzate le opere per la loro messa in sicurezza per tempo di ritorno duecentennale, comprensive degli interventi necessari per non aggravare la pericolosità idraulica al contorno:
a) ampliamento e adeguamento di opere pubbliche;
b) nuovi impianti e relative opere per la raccolta e la distribuzione della risorsa idrica, il convogliamento e la depurazione degli scarichi idrici, lo stoccaggio, il trattamento, lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti, la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili, previsti dagli strumenti di pianificazione e programmazione regionali, provinciali e comunali vigenti al momento di entrata in vigore del presente articolo, non diversamente localizzabili, oppure ampliamento o adeguamento di quelli esistenti;" (art. 142, comma 2 lettere a e b).
Che vuol dire: avanti tutta per l'inceneritore in Valdisieve anche se sarà in aree a pericolosità idraulica molto elevata ed elevata !!!!!!!!!!!!!!!!
BASTA SPENDERE UN SACCO DI SOLDI IN PIU' PER LE OPERE NECESSARIE A "RIDURRE" IL RISCHIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ( ah, non dimentichiamo che questi soldi poi sono i nostri attraverso la TIA!!!!!).
Nei documenti delle modifiche alla LR sopra, nella Relazione (che spiega le motivazioni delle modifiche) si legge che essenzialmente erano stati riscontrati "problemi interpretativi" e che in merito all'art. 142 erano emersi "aspetti problematici dei procedimenti amministrativi connessi all'attuazione della norma dovuti anche ai diversi approcci delle Autorità di Bacino nazionali e non", quindi per questo e in base alle osservazioni degli enti locali si è ritenuto di procedere ad alcune modifiche per "dettagliare meglio la casistica delle fattispecie alle quali non si applica l’articolo 142".
Che i dettagli riguardassero in particolare così esplicitamente gli impianti di trattamento dei rifiuti........ci pare costruito ad hoc per il problema di Selvapiana ( sempre che in Toscana non ci siano così tanti inceneritori, discariche ecc, che stanno per essere costruiti in altrettante aree PI4!!!!!).
In rete riguardo a questo argomento è emerso che, in seguito all'entrata in vigore di questi 2 articoli, sono sorte particolari problematiche nel grossetano (QUI 1 - QUI 2 -- QUI 3).
Analizzando il primo link sopra è palesemente evidente che, almeno per quanto riguarda il territorio a nord del Comune (Braccagni-Madonnino - GR), il problema non fosse di interpretazione della legge o di chissà cos'altro, MA la questione era l'incongruenza del Regolamento Urbanistico (RU) rispetto SIA al Piano Strutturale (PS) che alla cartografia del PAI dell'Autorità di Bacino dell'Ombrone.
Infatti leggiamo che nell'elaborazione del RU è stata prodotta una nuova cartografia che di fatto perimetrava MOLTE aree in PI4 che nel PS e nel PAI non lo erano ( e che probabilmente non ne aveva neanche la competenza), andando a vincolare così l'80% dell'intero territorio!
Questa diversa classificazione ha di fatto bloccato diversi progetti andando a "bloccare lo sviluppo urbanistico ed edilizio ed “ingessato” il territorio agricolo".
Se quello che è successo in questi comuni fosse IL problema di tutto il grossetano, non si capisce perchè si vada a modificare una legge regionale invece che andare a modificare il Regolamento Urbanistico che è l'atto difforme rispetto a PS e al PAI!
Tra l'altro l'art. 142 si riferisce agli interventi nelle aree PI4 così classificate dal PRG ( o PS) e dal PAI, non fa alcun riferimento ( e giustamente) al RU ( che di fatto dovrebbe "regolare" non individuare nuove perimetrazioni che è di competenza del PS).
Abbiamo la SENSAZIONE che una legge corretta, dal punto di vista della tutela dei corsi d'acqua e delle aree in pericolosità idraulica molto elevata ( ed ogni anno sappiamo cosa significa in termini di emergenze!!), possa essere modificata per favorire per esempio la costruzione dell'inceneritore di Selvapiana VISTO che non si è pensato -prima- di andare a modificare i regolamenti urbanistici non conformi!
Questa sensazione ce la devono aver avuta anche i Capigruppo di SEL, FdS e IDV della Regione visto il comunicato stampa che hanno prodotto (https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwRWo2ZWVrT0hfdE0).
E meno male che ROSSI (promotore delle modifiche e Presidente della Regione Toscana), tornando ad Aulla (allagata nel 2011), come si legge in un articolo di GREENREPORT ribadisce che: «C'é poco da fare nel passato si é costruito male e dove non si doveva. A me interessa che tutti insieme si riesca a cambiare questa politica. Proprio per dare concretezza a questa scelta, abbiamo fatto una legge regionale con cui si bloccano le costruzioni in tutte le aree a rischio idraulico. È una scelta di buon senso, un intervento di prevenzione del rischio. Lo dico con franchezza - ha aggiunto Rossi - ci sono già proteste contro questa decisione, che io definisco di buon senso. Dico subito che non cambierò idea e finche sarò presidente questo provvedimento resterà in vigore».
Forse si era dimenticato di dire: resterà in vigore con tutte le modifiche del caso ( giuste e non giuste!)!
documenti modifiche alla LR 66/2011:
Questi articoli di fatto impedivano la costruzione dell'inceneritore di Selvapiana se prima non si fosse declassato l'area da Pericolosità Idraulica Molto Elevata (PI4) a -soltanto- elevata (PI3) (ex art. 142, comma 6 lettera d). Cosa che comunque richiedeva un pò di tempo e la disponibilità dell'Autorità di Bacino dell'Arno a declassarla.
Le modifiche proposte in questi giorni invece superano questo "vincolo" dichiarando esplicitamente che in queste aree è consentito, "a condizione che siano preventivamente realizzate le opere per la loro messa in sicurezza per tempo di ritorno duecentennale, comprensive degli interventi necessari per non aggravare la pericolosità idraulica al contorno:
a) ampliamento e adeguamento di opere pubbliche;
b) nuovi impianti e relative opere per la raccolta e la distribuzione della risorsa idrica, il convogliamento e la depurazione degli scarichi idrici, lo stoccaggio, il trattamento, lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti, la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili, previsti dagli strumenti di pianificazione e programmazione regionali, provinciali e comunali vigenti al momento di entrata in vigore del presente articolo, non diversamente localizzabili, oppure ampliamento o adeguamento di quelli esistenti;" (art. 142, comma 2 lettere a e b).
Che vuol dire: avanti tutta per l'inceneritore in Valdisieve anche se sarà in aree a pericolosità idraulica molto elevata ed elevata !!!!!!!!!!!!!!!!
BASTA SPENDERE UN SACCO DI SOLDI IN PIU' PER LE OPERE NECESSARIE A "RIDURRE" IL RISCHIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ( ah, non dimentichiamo che questi soldi poi sono i nostri attraverso la TIA!!!!!).
Nei documenti delle modifiche alla LR sopra, nella Relazione (che spiega le motivazioni delle modifiche) si legge che essenzialmente erano stati riscontrati "problemi interpretativi" e che in merito all'art. 142 erano emersi "aspetti problematici dei procedimenti amministrativi connessi all'attuazione della norma dovuti anche ai diversi approcci delle Autorità di Bacino nazionali e non", quindi per questo e in base alle osservazioni degli enti locali si è ritenuto di procedere ad alcune modifiche per "dettagliare meglio la casistica delle fattispecie alle quali non si applica l’articolo 142".
Che i dettagli riguardassero in particolare così esplicitamente gli impianti di trattamento dei rifiuti........ci pare costruito ad hoc per il problema di Selvapiana ( sempre che in Toscana non ci siano così tanti inceneritori, discariche ecc, che stanno per essere costruiti in altrettante aree PI4!!!!!).
In rete riguardo a questo argomento è emerso che, in seguito all'entrata in vigore di questi 2 articoli, sono sorte particolari problematiche nel grossetano (QUI 1 - QUI 2 -- QUI 3).
Analizzando il primo link sopra è palesemente evidente che, almeno per quanto riguarda il territorio a nord del Comune (Braccagni-Madonnino - GR), il problema non fosse di interpretazione della legge o di chissà cos'altro, MA la questione era l'incongruenza del Regolamento Urbanistico (RU) rispetto SIA al Piano Strutturale (PS) che alla cartografia del PAI dell'Autorità di Bacino dell'Ombrone.
Infatti leggiamo che nell'elaborazione del RU è stata prodotta una nuova cartografia che di fatto perimetrava MOLTE aree in PI4 che nel PS e nel PAI non lo erano ( e che probabilmente non ne aveva neanche la competenza), andando a vincolare così l'80% dell'intero territorio!
Questa diversa classificazione ha di fatto bloccato diversi progetti andando a "bloccare lo sviluppo urbanistico ed edilizio ed “ingessato” il territorio agricolo".
Se quello che è successo in questi comuni fosse IL problema di tutto il grossetano, non si capisce perchè si vada a modificare una legge regionale invece che andare a modificare il Regolamento Urbanistico che è l'atto difforme rispetto a PS e al PAI!
Tra l'altro l'art. 142 si riferisce agli interventi nelle aree PI4 così classificate dal PRG ( o PS) e dal PAI, non fa alcun riferimento ( e giustamente) al RU ( che di fatto dovrebbe "regolare" non individuare nuove perimetrazioni che è di competenza del PS).
Abbiamo la SENSAZIONE che una legge corretta, dal punto di vista della tutela dei corsi d'acqua e delle aree in pericolosità idraulica molto elevata ( ed ogni anno sappiamo cosa significa in termini di emergenze!!), possa essere modificata per favorire per esempio la costruzione dell'inceneritore di Selvapiana VISTO che non si è pensato -prima- di andare a modificare i regolamenti urbanistici non conformi!
Questa sensazione ce la devono aver avuta anche i Capigruppo di SEL, FdS e IDV della Regione visto il comunicato stampa che hanno prodotto (https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwRWo2ZWVrT0hfdE0).
E meno male che ROSSI (promotore delle modifiche e Presidente della Regione Toscana), tornando ad Aulla (allagata nel 2011), come si legge in un articolo di GREENREPORT ribadisce che: «C'é poco da fare nel passato si é costruito male e dove non si doveva. A me interessa che tutti insieme si riesca a cambiare questa politica. Proprio per dare concretezza a questa scelta, abbiamo fatto una legge regionale con cui si bloccano le costruzioni in tutte le aree a rischio idraulico. È una scelta di buon senso, un intervento di prevenzione del rischio. Lo dico con franchezza - ha aggiunto Rossi - ci sono già proteste contro questa decisione, che io definisco di buon senso. Dico subito che non cambierò idea e finche sarò presidente questo provvedimento resterà in vigore».
Forse si era dimenticato di dire: resterà in vigore con tutte le modifiche del caso ( giuste e non giuste!)!
documenti modifiche alla LR 66/2011:
- testo coordinato https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwU19OWEhHSk9nM0U/edit
- articolato testo integrale https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwVDBaWXhsR3VBNjg/edit
- relazione illustrativa https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwQXFjX2d2Rk45MWs/edit
- relazione tecnico-normativa https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwalVsbEN0T1I2bjg/edit
- link: https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwNTJWTkFaMWRGSG8/edit
martedì 27 marzo 2012
Selvapiana a rischio, le norme anti-alluvione frenano l'inceneritore
CORRIERE FIORENTINO
Domenica 25 Marzo, 2012
Articolo di Giulio Gori
RUFINA — Le norme «anti alluvione» approvate dalla Regione all'indomani dell'inondazione in Lunigiana potrebbero assestare un duro colpo al progetto dell'inceneritore di Selvapiana.
Dopo un primo stop, due anni fa, con la bocciatura da parte del Tar dell'iter per la costruzione dell'impianto, la Provincia di Firenze era stata costretta a rifare daccapo le pratiche di autorizzazione ambientale; ma ora è la Legge Regionale 66/2011 a minacciare il futuro dell'inceneritore: l'area in cui è previsto l'impianto è classificata a «pericolosità idraulica molto elevata», perché si trova per buona parte nella piana alluvionale della Sieve, e la nuova norma impedisce di costruire edifici in prossimità di fiumi a rischio di
tracimazione. Sono stati Genio Civile e Arpat a segnalare l'incongruità in Conferenza dei Servizi e a far saltare l'approvazione dell'autorizzazione integrata ambientale, l'ultima pratica prima del via libera all'operazione. Ora, o la Regione modificherà le norme in vigore da pochi mesi, oppure il comune di Rufina sarà costretto a inventarsi un progetto per mettere in sicurezza gli argini della Sieve; sempre che l'Autorità di Bacino approvi. La vicenda di Selvapiana si fa quindi sempre più intricata, visto che anche il Consiglio di Stato si dovrà esprimere sulla vicenda: l'inceneritore, che dovrebbe smaltire 68 mila tonnellate di rifiuti all'anno, secondo la Provincia è un semplice allargamento dell'impianto già esistente,
mentre secondo Italia Nostra, Asso Valdisieve e i residenti è da considerarsi un'opera nuova in tutto e per tutto: se il Consiglio di Stato dovesse condividere il punto di vista dei comitati, l'iter fin qui approvato sarebbe carta straccia; col definitivo addio al progetto Selvapiana.
Articolo di Giulio Gori
fonte: http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/25_03_12_CorriereFI_Le_norme_anti_alluvione_frenano_l_inceneritore_di_Selvapiana.pdf
Domenica 25 Marzo, 2012
Articolo di Giulio Gori
RUFINA — Le norme «anti alluvione» approvate dalla Regione all'indomani dell'inondazione in Lunigiana potrebbero assestare un duro colpo al progetto dell'inceneritore di Selvapiana.
Dopo un primo stop, due anni fa, con la bocciatura da parte del Tar dell'iter per la costruzione dell'impianto, la Provincia di Firenze era stata costretta a rifare daccapo le pratiche di autorizzazione ambientale; ma ora è la Legge Regionale 66/2011 a minacciare il futuro dell'inceneritore: l'area in cui è previsto l'impianto è classificata a «pericolosità idraulica molto elevata», perché si trova per buona parte nella piana alluvionale della Sieve, e la nuova norma impedisce di costruire edifici in prossimità di fiumi a rischio di
tracimazione. Sono stati Genio Civile e Arpat a segnalare l'incongruità in Conferenza dei Servizi e a far saltare l'approvazione dell'autorizzazione integrata ambientale, l'ultima pratica prima del via libera all'operazione. Ora, o la Regione modificherà le norme in vigore da pochi mesi, oppure il comune di Rufina sarà costretto a inventarsi un progetto per mettere in sicurezza gli argini della Sieve; sempre che l'Autorità di Bacino approvi. La vicenda di Selvapiana si fa quindi sempre più intricata, visto che anche il Consiglio di Stato si dovrà esprimere sulla vicenda: l'inceneritore, che dovrebbe smaltire 68 mila tonnellate di rifiuti all'anno, secondo la Provincia è un semplice allargamento dell'impianto già esistente,
mentre secondo Italia Nostra, Asso Valdisieve e i residenti è da considerarsi un'opera nuova in tutto e per tutto: se il Consiglio di Stato dovesse condividere il punto di vista dei comitati, l'iter fin qui approvato sarebbe carta straccia; col definitivo addio al progetto Selvapiana.
Articolo di Giulio Gori
fonte: http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/25_03_12_CorriereFI_Le_norme_anti_alluvione_frenano_l_inceneritore_di_Selvapiana.pdf
venerdì 23 marzo 2012
La REGIONE TOSCANA "SPIANA" la strada e cambia la LEGGE da poco approvata??????
CLAMOROSO!!!
Nell'ultima conferenza dei servizi dell'8 marzo scorso, gli enti non hanno rilasciato le autorizzazioni (AIA) per costruire l'inceneritore di Selvapiana a RUFINA....rimandando ancora di 30 giorni la decisione.La decisione è stata presa perchè sia il GENIO CIVILE della Regione Toscana che ARPAT hanno evidenziato una incongruità con la nuova LR 66/2011 che è susseguita alle alluvioni in Lunigiana.
Secondo questi ENTI la fattibilità dell'impianto è (era?) subordinata alla DEPERIMETRAZIONE delle aree a rischio idraulico molto elevato (PI4) a aree a rischio idraulico elevato (PI3).
Cosa che l'Autorità di Bacino ( stando all'articolo di Metropoli) non dava per "scontato"!
INVECE niente di tutto questo!
E' probabile che la REGIONE TOSCANA ritoccherà la legge, o lo ha già fatto, o cercherà di aggirarla in qualche modo dato che molti progetti erano rimasti "bloccati" (nota 1) a causa del RISCHIO IDRAULICO MOLTO ELEVATO!!!!!
Se così fosse ci fa piacere constatare che il RISCHIO IDRAULICO MOLTO ELEVATO (PI4-dove ricade parte anche dell'inceneritore di Selvapiana), dopo le alluvioni, era considerato un PROBLEMA e le aree in PI4 da tutelare, e che oggi a distanza di qualche mese NON LO SIA PIU'!!!!!!!!!!!!!!!!
Vi terremo aggiornati!
Scarica Articolo di Metropoli: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwUHV1R2ZpS0VSUU93dXgtR0RTbkc1QQ
nota 1:
http://sos-braccagni-net.blogspot.it/
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2012/02/04/news/le-nostre-proposte-in-30-giorni-1.3146483
http://www.0564news.it/notizia.asp?idn=22112
lunedì 13 febbraio 2012
"Rischio Idraulico"? A quanto pare NON sempre!!
Abbiamo letto sui giornali la risposta del Presidente Rossi al presidente della Commissione Ue, Barroso, riguardo al caso IKEA che doveva sorgere a Migliarino, nel comune di Vecchiano, che è durato 6 anni e che poi è stato spostato molto probabilmente in altra area a sud di Pisa ( Navicelli).
Sembra che oltre a delle incompatibilità urbanistiche presenti sull'area scelta vi fossero anche dei problemi di RISCHIO IDRAULICO (vedi video).
Soprattutto dopo l' alluvione del 2009 proprio nell'area del Comune di Vecchiano. Infatti da quel giorno sono state anche aggiornate le cartografie del PAI dell'Autorità di Bacino del Serchio.
Prima l'area di Vecchiano ricadeva in "Area a Moderata Probabilità di inondazione" (celeste - nel cerchio l'area di progetto del centro commerciale = immagine tratta dalle cartograife del PAI dell'A.d.B. del Serchio al link http://www.autorita.bacinoserchio.it/files/cartografie/idraulico/pericolosita_idraulica.pdf )
Legenda >
Poi nel corso degli ultimi anni la cartografia è cambiata ed è cambiato anche il grado di rischio andando da rischio moderato ad ALTA PROBABILITA' DI INONDAZIONE! ! ! (Area gialla, e nel cerchio l'area in cui era ipotizzato il progetto ikea = immagine tratta dalle cartograife del PAI dell'A.d.B. del Serchio al link http://www.autorita.bacinoserchio.it/files/cartografie/variante_pai/idraulico/allagate/Tav_5_03_04_CI.pdf ) [ Il Progetto lo puoi visionare anche QUI ]
Proprio per tutte queste esondazioni ( anche dell'autunno del 2011) la Regione Toscana ha inserito un articolo nella PdL finanziaria per l'anno 2012 dal titolo: " Disposizioni in materia di governo del territorio e difesa dal rischio idraulico" in cui si legge: " I recenti, tragici eventi calamitosi che hanno colpito duramente il territorio toscano, hanno acuito l'urgenza di un intervento normativo volto a conseguire obiettivi di maggiore sicurezza sul piano idrogeologico. In particolare, in ragione delle caratteristiche degli eventi meteorologici che colpiscono con sempre maggiore frequenza il territorio regionale amplificandone le condizioni di fragilità, anche in relazione alle diverse dinamiche d’alveo, ivi compreso il trasporto solido, è indispensabile adeguare le vigenti disposizioni in materia di governo del territorio e di difesa del suolo al fine di individuare metodologie di analisi e valutazione relative alla sicurezza idrogeologica rispetto a tali fenomeni, nonché criteri per la verifica di efficacia degli interventi connessi e, nelle more dell’approvazione delle nuove disposizioni, dettare norme che consentano di soddisfare le esigenze di massima sicurezza per le costruzioni e assicurare, nel contempo, il mantenimento, la gestione e la riqualificazione ambientale delle aree di pertinenza fluviale. A tali fini concorrono le disposizioni di cui agli articoli 137 e 138.
Con l'articolo 139 si modifica la legge regionale in materia di bonifica, al fine di prevedere
procedure più rapide per l’erogazione di finanziamenti da destinare alla realizzazione di interventi
urgenti per la funzionalità delle opere di bonifica a seguito del verificarsi di eventi imprevedibili."
Tutela dei corsi d’acqua
1. Non sono consentite nuove edificazioni, manufatti di qualsiasi natura o trasformazioni
morfologiche negli alvei, nelle golene, sugli argini e nelle aree comprendenti la due fasce di
larghezza di dieci metri dal piede esterno dell’argine o, in mancanza, dal ciglio di sponda dei corsi
d’acqua di cui al quadro conoscitivo del piano di indirizzo territoriale previsto dall’articolo 48 della
legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio), come aggiornato dai
piani di assetto idrogeologico (PAI).
2. Oltre a quelli di cui comma 1, sono vietati gli interventi che comportino il restringimento della
sezione dell’alveo, nuove inalveazioni o rettificazioni dell’alveo dei corsi d’acqua,
impermeabilizzazioni sostanzialmente continue del fondo degli alvei nonché trasformazioni
morfologiche del degli alvei e delle golene che possono costituire ostacolalo al deflusso delle acque.
3. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle opere idrauliche, agli interventi trasversali di
captazione e restituzione delle acque e, limitatamente alla fascia dei dieci metri, alle reti dei servizi
essenziali non diversamente localizzabili.
4. Oltre a quanto previsto dal comma 3, il divieto di cui al comma 1 non si applica alle opere
sovrappassanti il corso d’acqua che soddisfino le seguenti condizioni:
a) non interferiscano con esigenze di regimazione idraulica, di ampliamento e di manutenzione
del corso d’acqua;
b) non costituiscano ostacolo al deflusso delle acque in caso di esondazione per tempi di
ritorno duecentennali;
c) non siano in contrasto con le disposizioni di cui all’articolo 96 del regio decreto 523/1904.
5. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle opere sottopassanti il corso d’acqua, a condizione
che sia valutata:
a) la compatibilità con la presenza delle opere idrauliche esistenti ed in particolare dei rilevati
arginali;
b) la stabilità del fondo e delle sponde.
6. Sono vietati i tombamenti dei corsi d’acqua di cui al comma 1, consistenti in qualsiasi intervento
di copertura del corso d’acqua diverso dalle opere di cui ai commi 3 e 4.
7. Il rispetto delle condizioni di cui ai commi 4 e 5 è asseverato dai progettisti.
Art. 138
Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata
1. Nelle aree classificate dai piani strutturali, dai piani regolatori generali (PRG) o dai PAI di cui
alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del
suolo) come aree a pericolosità idraulica molto elevata è consentita esclusivamente la realizzazione
di infrastrutture di tipo lineare non diversamente localizzabili, a condizione che sia garantita la
preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza per tempo di ritorno
duecentennale, senza aggravare la pericolosità idraulica a monte e a valle.
2. Nelle more della messa in sicurezza complessiva, nelle aree edificate situate nelle aree di cui al
comma 1 sono consentiti:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
b) gli interventi di restauro e risanamento conservativo.
file con immagini e link: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwM2Q0MjlhN2UtZDAxZS00OTg5LWIyMWItMzc5ZTNiMzk3MWUw
relazione illustrativa PdL finanziaria 2012 Regione Toscana: http://www.consiglio.regione.toscana.it/leggi-e-banche-dati/proposte-di-legge/testi/2011/pdl122_rel.pdf
Sembra che oltre a delle incompatibilità urbanistiche presenti sull'area scelta vi fossero anche dei problemi di RISCHIO IDRAULICO (vedi video).
Soprattutto dopo l' alluvione del 2009 proprio nell'area del Comune di Vecchiano. Infatti da quel giorno sono state anche aggiornate le cartografie del PAI dell'Autorità di Bacino del Serchio.
Prima l'area di Vecchiano ricadeva in "Area a Moderata Probabilità di inondazione" (celeste - nel cerchio l'area di progetto del centro commerciale = immagine tratta dalle cartograife del PAI dell'A.d.B. del Serchio al link http://www.autorita.bacinoserchio.it/files/cartografie/idraulico/pericolosita_idraulica.pdf )
Legenda >Poi nel corso degli ultimi anni la cartografia è cambiata ed è cambiato anche il grado di rischio andando da rischio moderato ad ALTA PROBABILITA' DI INONDAZIONE! ! ! (Area gialla, e nel cerchio l'area in cui era ipotizzato il progetto ikea = immagine tratta dalle cartograife del PAI dell'A.d.B. del Serchio al link http://www.autorita.bacinoserchio.it/files/cartografie/variante_pai/idraulico/allagate/Tav_5_03_04_CI.pdf ) [ Il Progetto lo puoi visionare anche QUI ]
Proprio per tutte queste esondazioni ( anche dell'autunno del 2011) la Regione Toscana ha inserito un articolo nella PdL finanziaria per l'anno 2012 dal titolo: " Disposizioni in materia di governo del territorio e difesa dal rischio idraulico" in cui si legge: " I recenti, tragici eventi calamitosi che hanno colpito duramente il territorio toscano, hanno acuito l'urgenza di un intervento normativo volto a conseguire obiettivi di maggiore sicurezza sul piano idrogeologico. In particolare, in ragione delle caratteristiche degli eventi meteorologici che colpiscono con sempre maggiore frequenza il territorio regionale amplificandone le condizioni di fragilità, anche in relazione alle diverse dinamiche d’alveo, ivi compreso il trasporto solido, è indispensabile adeguare le vigenti disposizioni in materia di governo del territorio e di difesa del suolo al fine di individuare metodologie di analisi e valutazione relative alla sicurezza idrogeologica rispetto a tali fenomeni, nonché criteri per la verifica di efficacia degli interventi connessi e, nelle more dell’approvazione delle nuove disposizioni, dettare norme che consentano di soddisfare le esigenze di massima sicurezza per le costruzioni e assicurare, nel contempo, il mantenimento, la gestione e la riqualificazione ambientale delle aree di pertinenza fluviale. A tali fini concorrono le disposizioni di cui agli articoli 137 e 138.
Con l'articolo 139 si modifica la legge regionale in materia di bonifica, al fine di prevedere
procedure più rapide per l’erogazione di finanziamenti da destinare alla realizzazione di interventi
urgenti per la funzionalità delle opere di bonifica a seguito del verificarsi di eventi imprevedibili."
RIPORTIAMO PER ESTESO I DUE ARTICOLI CITATI E CI CHIEDIAMO ANCHE PERCHE' SI INSISTA NEL VOLER REALIZZARE UN NUOVO INCENERITORE 7 VOLTE PIU' GRANDE DELL'ATTUALE IN AREA A RISCHIO IDROGEOLOGICO MOLTO ELEVATO, IN AREA GOLENALE E DI PERTINENZA FLUVIALE, IN AREA SOGGETTA A INONDAZIONI COME IL SITO DI SELVAPIANA!!!!!!!!!!!
A QUANTO PARE IL RISCHIO NON E' UGUALE DA PER TUTTO!
Art. 137Tutela dei corsi d’acqua
1. Non sono consentite nuove edificazioni, manufatti di qualsiasi natura o trasformazioni
morfologiche negli alvei, nelle golene, sugli argini e nelle aree comprendenti la due fasce di
larghezza di dieci metri dal piede esterno dell’argine o, in mancanza, dal ciglio di sponda dei corsi
d’acqua di cui al quadro conoscitivo del piano di indirizzo territoriale previsto dall’articolo 48 della
legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio), come aggiornato dai
piani di assetto idrogeologico (PAI).
2. Oltre a quelli di cui comma 1, sono vietati gli interventi che comportino il restringimento della
sezione dell’alveo, nuove inalveazioni o rettificazioni dell’alveo dei corsi d’acqua,
impermeabilizzazioni sostanzialmente continue del fondo degli alvei nonché trasformazioni
morfologiche del degli alvei e delle golene che possono costituire ostacolalo al deflusso delle acque.
3. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle opere idrauliche, agli interventi trasversali di
captazione e restituzione delle acque e, limitatamente alla fascia dei dieci metri, alle reti dei servizi
essenziali non diversamente localizzabili.
4. Oltre a quanto previsto dal comma 3, il divieto di cui al comma 1 non si applica alle opere
sovrappassanti il corso d’acqua che soddisfino le seguenti condizioni:
a) non interferiscano con esigenze di regimazione idraulica, di ampliamento e di manutenzione
del corso d’acqua;
b) non costituiscano ostacolo al deflusso delle acque in caso di esondazione per tempi di
ritorno duecentennali;
c) non siano in contrasto con le disposizioni di cui all’articolo 96 del regio decreto 523/1904.
5. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle opere sottopassanti il corso d’acqua, a condizione
che sia valutata:
a) la compatibilità con la presenza delle opere idrauliche esistenti ed in particolare dei rilevati
arginali;
b) la stabilità del fondo e delle sponde.
6. Sono vietati i tombamenti dei corsi d’acqua di cui al comma 1, consistenti in qualsiasi intervento
di copertura del corso d’acqua diverso dalle opere di cui ai commi 3 e 4.
7. Il rispetto delle condizioni di cui ai commi 4 e 5 è asseverato dai progettisti.
Art. 138
Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata
1. Nelle aree classificate dai piani strutturali, dai piani regolatori generali (PRG) o dai PAI di cui
alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del
suolo) come aree a pericolosità idraulica molto elevata è consentita esclusivamente la realizzazione
di infrastrutture di tipo lineare non diversamente localizzabili, a condizione che sia garantita la
preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza per tempo di ritorno
duecentennale, senza aggravare la pericolosità idraulica a monte e a valle.
2. Nelle more della messa in sicurezza complessiva, nelle aree edificate situate nelle aree di cui al
comma 1 sono consentiti:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
b) gli interventi di restauro e risanamento conservativo.
file con immagini e link: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwM2Q0MjlhN2UtZDAxZS00OTg5LWIyMWItMzc5ZTNiMzk3MWUw
relazione illustrativa PdL finanziaria 2012 Regione Toscana: http://www.consiglio.regione.toscana.it/leggi-e-banche-dati/proposte-di-legge/testi/2011/pdl122_rel.pdf
lunedì 21 novembre 2011
"Non un mattone nelle zone a rischio"
Spett. Presidente Regione Toscana
Enrico Rossi
Spett. Segretario Generale Autorità di Bacino Arno
Gaia Checcucci
Spett. Amministratori, Dirigenti e Tecnici
dei vari Enti interessati*
è nostro dovere, come cittadini attivi, opporsi per primi agli scempi ambientali che mettono a rischio la vita dei concittadini e concordiamo con le parole sull’essere inflessibili nel costruire in zone a rischio pronunciate dalla Giunta dopo i tragici eventi accaduti in Lunigiana, alle Cinque Terre ed in Liguria.
Sappiamo anche che in simili circostanze l’eventuale coinvolgimento di impianti insalubri costituisce un aggravante imperdonabile dovuto al reiterarsi di scelte troppo superficiali nel consentire la costruzione in luoghi non idonei. Infatti ai danni diretti si assommano quelli indiretti prodotti da inquinanti più o meno nocivi, più o meno irreparabili a seconda dell’impianto. Per un esempio non casuale ci si immagini il contenuto di rifiuti altamente tossici in un inceneritore. Ciò premesso
CHIEDIAMO
anche per tale motivo DI PREVENIRE a livello pianificatorio ulteriori disastri ambientali BOCCIANDO con “Somma Urgenza”, in questa fase di discussione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti di Firenze, Prato e Pistoia (e del Piano Regionale di Gestione Rifiuti ), la previsione di realizzazione del nuovo INCENERITORE (definito come ampliamento negli iter procedurali - foto 2) “I Cipressi” in loc. Selvapiana in comune di Rufina progettato IN AREA con queste caratteristiche:
- E’ in “area di pertinenza fluviale”, stralcio n. 54 degli elaborati cartografici per la “Riduzione del Rischio Idraulico”
, ed è soggetta a vincolo dalla ex legge Galasso oggi T.U.Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (foto 6). - L’area e’ completamente compresa nella “fascia di rispetto del fiume Sieve” corrispondente a 150 metri dalle rispettive sponde (foto 3).
- E’ in “Area Golenale” Carta degli interventi strutturali per la riduzione del Rischio Idraulico (foto 5).
- E’ in “area interessata da inondazioni ricorrenti”. Carta guida della aree allagate.
- E’ interamente in “Pericolosità Idraulica Molto Elevata” (P.I.4), Elevata (P.I.3) e media (P.I.2). “Piano di Stralcio: Assetto Idrogeologico”, stralcio n. 238 – livello di dettaglio (foto 4).
- A monte dell’acquedotto comunale di Pontassieve e in prossimità di altri punti di derivazione e pozzi ad uso domestico e di altri usi- foto 1.
- E’ interamente su un’area a “ Vulnerabilità Elevata degli acquiferi all’inquinamento”.
- Il Fiume Sieve è in “Ambito AB” .
- In un territorio con “Produzioni Agricole” di particolare qualita' e tipicità - come da Art. 21 del D. Lgs. 228/2001 - e che per tanto dovrebbe essere “soggetta a TUTELA”, inoltre tali aree sono definite non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.
- In area D.O.C. - D.O.C.G. – Al centro del CHIANTI RUFINA.
- In “Zone protezione del piano faunistico Provinciale” e “zona di frega”
- In un’ area di "conca naturale" per cui le emissioni degli inquinanti verrano spinte verso i vicini centri abitati Stentatoio (a 750 m. dall’impianto), Masseto (a 1125 m.), San Francesco (a 1730 m.), Rufina (a 2030 m) e Pontassieve (a 2184 m);
- Tali emissioni subiscono inoltre “fenomeni di inversione termica” che non fanno disperdere gli inquinanti nell’aria in modo corretto.
- All’interno della “fascia di rispetto della Strada Statale 67” senza adeguata viabilità di servizio.
- In area sottoposta a “Tutela Paesaggistica ed Ambientale del territorio aperto”, abitati minori ed edifici sparsi.In “area sensibile”, art. 3 delle Norme di Attuazione del PTCP, che è, dallo stesso, considerata Invariante Strutturale.
Conterà sul nostro appoggio e gratitudine.
Distinti Saluti
11 Novembre 2011 Associazione Valdisieve
Link ai video delle piene del 5 marzo 2009 e dicembre 2010
Link Album FotoDistinti Saluti
11 Novembre 2011 Associazione Valdisieve
Link ai video delle piene del 5 marzo 2009 e dicembre 2010
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| foto 3 |
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• Dirigenti e Tecnici dell’Autorità di Bacino dell’Arno;
• Presidente, Assessori, Consiglieri Dirigenti e Tecnici della Regione Toscana;
• Presidente, Assessori, Consiglieri Dirigenti e Tecnici della Provincia di Firenze;
• Sindaci, Assessori e Consiglieri dei comuni serviti da AER Spa e AER Impianti Srl;
• Dirigenti e Responsabili di Ispra;
• Unione dei Comuni Valdarno-Valdisieve;
• Direttore, Dirigenti e Responsabili di ARPAT;
• Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: AL Ministro, ai Dirigenti della Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche e della Direzione generale per le valutazioni ambientali e ai componenti della Commissione Valutazione Impatto Ambientale - VIA e VAS;
• Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente
• Comandi Regionale e Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, responsabili Divisione 1°,3° e 7°;
• Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana
• Soprintendenza BAPSAE di Firenze Pistoia e Prato, al Soprintendente e al responsabile dell’ Ufficio Opertativo Territoriale III
• Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana
• Garante della Comunicazione
• Difensore Civico della Regione Toscana
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