VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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venerdì 14 giugno 2024

ITALIA NOSTRA FIRENZE sul procedimento di VIA della SS67 Lotto 2A e 2B condivide le osservazioni di Vivere in Valdisieve

Il Presidente di ITALIA NOSTRA APS sezione di Firenze LEONARDO ROMBAI, che hanno condiviso le Osservazioni dell'Associazione "Vivere in Valdisieve".


1 Osservazioni Associazione "Vivere in Valdisieve"

DAL GRIG un sostegno al procedimento in corso sulla S.S. n. 67 “Tosco – Romagnola”, il progetto di adeguamento va sottoposto a procedura di VIA nella sua integrità.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), su segnalazione dell’Associazione Vivere in Val di Sieve, ha inoltrato (13 giugno 2024) uno specifico atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di adeguamento di un tratto di 3 chilometri della S.S. n. 67 “Tosco-Romagnola” da parte di ANAS s.p.a.

Per giurisprudenza comunitaria e nazionale, qualsiasi progetto – compreso quello in questione – deve essere considerato nella sua unitarietà (con eventuali opere connesse) e cumulativamente, comprendendo le opere già esistenti ovvero rientranti in diversi progetti, al fine di valutare l’impatto complessivo sull’ambiente e sulle relative componenti.

In questo caso, il procedimento di V.I.A. riguarda, invece, tunnel e viadotti per un tratto di soli 3 chilometri (variante di Rufina, lotto 2A – 2B) nei Comuni di Rufina e Pontassieve, presso la collina di Montebonello, in una zona ricca di vegetazione, coltivazioni (vigneti), dove sono presenti il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e ben tre aree rientranti nella Rete Natura 2000 (i SIC Vallombrosa e Bosco S. Antonio”, “Foreste a Alto Bacino dell’Arno”, “Poggio Ripanera e S. Brigida”).

Non risulta nemmeno presa in adeguata considerazione la c.d. alternativa zero, come invece richiede l’art. 22 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (Testo unico sull’ambiente).

Il GrIG auspica una dichiarazione di non compatibilità ambientale per le riscontrate carenze.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)


1 Osservazioni Associazione "Vivere in Valdisieve"

2 Ulteriori osservazioni Associazione "Vivere in Valdisieve"

martedì 4 giugno 2024

OSSERVAZIONI procedimento VIA E VINCA sul progetto SS 67 “Tosco Romagnola” per i lavori di adeguamento del tratto tra la località S. Francesco in Comune di Pelago e l’abitato di Dicomano. Variante di Rufina (FI). Lotto 2A - 2B.

Riportiamo l'informativa di Associazione "Vivere in Valdsieve" che ci è arrivata tramite MAIL


Abbiamo inviato Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica Direzione Generale Valutazioni Ambientali le OSSERVAZIONI relative al progetto SS 67 “Tosco Romagnola” per i lavori di adeguamento del tratto tra la località S. Francesco in Comune di Pelago e l’abitato di Dicomano. Variante di Rufina (FI). Lotto 2A - 2B (che come volevasi dimostrare, sono inerenti solo al tratto di Montebonello, tutto il resto del progetto da Stentatoio a Dicomano, non è stato considerato). 

CHIUNQUE volesse farle proprie, può inoltrare il pdf (scaricandolo QUI) tramite PEC: va@pec.mite.gov.it  oppure con SPID o CIE accedendo da questo portale, cliccando QUI. (l'oggetto lo trovate in basso).

ENTRO IL 14 GIUGNO 2024

Oppure tramite

 FAX FAX (+39) 0657223040

Posta POSTA via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma

Buona lettura e grazie se vorrete condividerle.

Associazione "Vivere in Valdisieve"

Oggetto da riportare nei campi appositi: Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, integrato ai sensi dell’art. 10, c.3 del D.Lgs. 152/2006 con la Valutazione di Incidenza di cui all'articolo 5 del D.P.R.357/1997, comprensivo dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 e della Verifica del Piano di Utilizzo delle Terre e Rocce da Scavo, D.P.R. 120/2017, art. 9, per il progetto: SS 67 “Tosco Romagnola” per i lavori di adeguamento del tratto tra la località S. Francesco in Comune di Pelago e l’abitato di Dicomano. Variante di Rufina (FI). Lotto 2A - 2B.

domenica 5 novembre 2023

VI RICORDATE DEL RISCHIO IDRAULICO SOLO DOPO CHE SUCCEDONO LE DISGRAZIE.

Ci riferiamo alle parole di Giani che commenta la situazione della Toscana di questi giorni sotto l'acqua. In praticolare per le situazioni più gravi a Campi ecc. Qui il video: https://www.tvl.it/it/notizie/maltempo-giani-logica-consumo-di-suolo-0-importante#read (in sintesi: "logica consumo di suolo 0 importante").

Dice anche "Che nessun sindaco mi venga a presentare piani urbanistici dove questa mattina ho visto l'acqua".

Bene, diciamo che le bombe d'acqua non si sa bene dove colpiscano, lo abbiamo già visto tante volte. L'acqua che ha visto in questi giorni su Campi e zone limitrofe, quindi, con i cambiamenti climatici in atto, che si ripetono anno dopo anno, stagione dopo stagione, potrà vederla, da ora in poi, anche da altre parti. 

Se è vero che consumo di suolo ZERO è più importante che mai.....allora noi in Valdisieve, ci chiediamo ma perchè volete fare a tutti i costi (tra l'altro siamo già oltre 38 MILIONI di euro, e senza finanziamento del PNRR), un BIODIGESTORE per rifiuti organici sulla SIEVE, dove prima c'era l'inceneritore?? 

Ma non ha già dato questo sito?? Sotto c'è anche una discarica di scorie e ceneri (in sicurezza). Avoglia ad alzar muri di contenimento......con catastrofi del genere, sarà comunque un bel problema. Poco distante c'è l'acquedotto di Pontassieve e un pozzo di Publiacqua per San Francesco. Bello immaginare i rifiuti organici e tutte le sostanze chimiche necessarie per la trasformazione del gas in biogas ecc. (oltre al BIOCHAR che sarà depositato su un piazzale soprastante la discarica, all'aperto, sotto una tettoia)....a spasso per il fiume! 

2017

E meno male appunto che c'è (ci sarebbe, perchè è pur sempre aggirabile anche questa) la legge regionale sul consumo di suolo ZERO: perchè per l'ennesima volta, a Selvapiana, si occuperà anche suolo agricolo/verde perchè l'impianto è bello grosso. 

E meno male che c'era anche la legge regionale sul rischio idraulico (nata dopo l'alluvione del 2012, la ex 66/2012- con Rossi, ma subito modificata), ma modificata più volte e convogliata in altre leggi..... a tal punto che alla fine, a forza di prescrivere che quasi tutto si può fare prescrivendo lavori di riomodellamento ecc. per diminuire o superare il rischio idraulico....è proprio come se non ci fosse!

Stentatoio

Nessuno vede, nessuno si rende conto del LUOGO, nessuno pensa al principio di precauzione, nessuno pensa all'aumento del traffico dai comuni del Mugello e Rignano e Figline/Incisa (serviti già da Alia e che hanno già dove conferire), e da STIA con mezzi anche di 18 metri che passeranno davanti alla scuola di Londa, Contea e Rufina! Nessuno pensa che l'organico fino a qualche mese fa si portava in Veneto e che ora si porta ad Arezzo (perchè è un rifiuto che può andare sul libero mercato). Nessuno si ricorda che a Montespertoli ce già un impianto per la Forsu (organico) da 160.000 t/anno. E che in Ato Toscana Centro ci sono già tanti altri impianti di questo tipo o di compostaggio che trattano la FORSU. Perchè un ulteriore impianto da 42.000 t/anno se ce ne sono già tanti? 


VI RICORDATE DEL RISCHIO IDRAULICO 
SOLO DOPO CHE SUCCEDONO LE DISGRAZIE.
BRAVI, APPLAUSI!

Osservazioni presentate in fase di Assoggettabilità alla VIA (che è stato deciso, con il parere negativo della Soprintendenza, che NON era necessaria.....ti pareva!): https://drive.google.com/file/d/1ONKanSf8IXvLO2hDST3oyyEh7z_Ze-vo/view?usp=sharing 

Osservazioni per la Conferenza dei Servizi per l'Autorizzaione Unica: https://drive.google.com/file/d/1X6eCSKYzzKP5oBgt-UkJfcciv_8jJ4PD/view?usp=sharing

giovedì 29 settembre 2022

Inoltrato ai comuni della Valdisieve, l'APPELLO sulla MultiUtility in consultazione pubblica

CONTRIBUTO ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA -COMMENTI, IDEE, PROPOSTE:                                                                                                                                                                               Facciamo nostro, sottoscrivendolo come Associazione “Vivere in Valdisieve” e Associazione Valdisieve, l’appello che riportiamo sotto, comprensivo della relazione citata e allegata alla presente:

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 “Spett.le Sindaco

Spett.li Gruppi Consiliari

APPELLO PER UN VOTO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONTRO LA MULTIUTILITY

Il vostro Comune si appresta a deliberare una fusione per incorporazione in una Multiutility delle società che gestiscono i servizi pubblici: servizio idrico e rifiuti urbani (monopoli naturali), distribuzione del gas e dell’energia (in regime di concorrenza). Per questa Multitutility è prevista la quotazione in Borsa.

Quel che sta accadendo ai prezzi del gas e dell’energia elettrica fa capire in modo chiaro quanto la quotazione in Borsa esponga a rischi speculativi.

I sindaci saranno espropriati dalla possibilità di garantire servizi pubblici efficienti ed a costi ragionevoli, poiché il Codice civile esclude gli azionisti dall’esercizio dei poteri di gestione ed amministrazione delle società. Saranno i manager del consiglio di amministrazione a gestire servizi socialmente fondamentali e beni collettivi non riproducibili e limitati, come l’acqua, le materie prime secondarie (i rifiuti), l’energia; anche la nomina degli amministratori e dei controllori delle società partecipate sarà di competenza degli amministratori e non dell'assemblea degli azionisti della Multiutility. I più danneggiati saranno i comuni medi e piccoli, che all’interno di questa holding finanziaria non avranno alcun potere, non potendo neppure accedere agli atti del Consiglio di Amministrazione. I sindaci di questi Comuni non potranno avere un ruolo attivo e significativo nella governance aziendale e nelle decisioni strategiche della Multiutility.

Riteniamo opportuno anche evidenziare le criticità emerse nel rapporto di cambio tra le società incorporate, rapporto che non è basato sullo stato patrimoniale delle aziende, ma sulla futura (teorica) capacità di produrre utili e risorse finanziarie da parte della Multiutility. È probabile che il concambio non rispecchi i reali valori delle singole società coinvolte: il calcolo è stato fatto sul valore dei flussi di cassa attualizzati in base ai business plan elaborati dalle singole società, ma non è chiaro quali controlli siano stati fatti per valutare la congruità e la plausibilità di tali stime. Secondo l’esperto nominato dal tribunale i business plan non sono stati sottoposti a due-diligence, vale a dire ad un controllo formale e documentale.

Si ipotizza inoltre un rinnovo della concessione del servizio idrico fino al 2031, ma tale ipotesi potrebbe non verificarsi: poiché la quotazione in Borsa è stata indicata come necessaria al fine di liquidare il socio privato, la possibile proroga della concessione è una conferma del fatto che le ragioni della scelta non sono quelle pretese da chi sostiene che la quotazione è l’unica via possibile per consolidare la gestione a titolarità pubblica dei servizi interessati (la contraddizione sarebbe palese). Sono anche in corso dei contenziosi, nei confronti sia dei comuni aderenti ad Acqua Toscana, sia di quelli che non hanno aderito: le valutazioni del rapporto di cambio non tengono conto dei rischi legali, di quali effetti tali rischi possano produrre sull’operazione in corso e di chi risarcirà gli eventuali esborsi a cui potrebbero essere chiamati i Comuni.

La Multiutility ha come scopo prevalente la crescita degli utili: investimenti, costi, tariffe e impiantistica saranno sottratti al controllo delle comunità e delle amministrazioni che quelle comunità dovrebbero rappresentare e tutelare. L’impossibilità di intervento da parte dei soci pubblici è dimostrata da quanto accaduto nelle ultime settimane con la tassa sugli extra-profitti. Gli utili saranno realizzati con l'aumento delle tariffe e delle bollette, come è successo per l'ingiustificato aumento dell'8% della TARI da parte di Alia e con gli aumenti continui delle tariffe del servizio idrico, anche a fronte della forte riduzione dei costi di produzione relativi agli oneri delle concessioni degli impianti, che pesavano sui costi per oltre il 13%, pari a circa 30 milioni di euro.  Affermare che la quotazione in Borsa serve ad accedere al credito per effettuare gli investimenti è un’invenzione: il ricorso all'indebitamento, come accade anche nelle attuali Multiutility quotate, è a servizio dei dividendi e non degli investimenti; il sistema tariffario predisposto dall’autorità nazionale ARERA prevede che tutti i costi di investimento, sia per i rifiuti che per il servizio idrico, siano pagati in tariffa.

Nel caso della gestione dei rifiuti urbani e assimilati, la raccolta di fondi attraverso le tariffe/bollette a carico degli abitanti-utenti, potrebbe servire, se il "Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche" lo rendesse possibile, per la realizzazione di impianti di "gassificazione"/combustione dei rifiuti per produrre energia (carburanti, combustibili) in aperto contrasto con le direttive dell'Unione Europea e con i princìpi più autentici dell'economia circolare. Impianti non necessari e costosissimi, che peserebbero sulle nostre bollette per decenni (interventi ipotizzati a Empoli, a Pontedera, a Rosignano Marittimo) e che riteniamo non debbano essere inseriti nel Piano regionale di gestione rifiuti e bonifiche. Auspichiamo che la Regione Toscana possa diventare la prima regione a rifiuti zero, impegnandosi nella direzione della riduzione e del riutilizzo dei rifiuti urbani, riciclando le materie prime seconde, nella visione di un’economia circolare orientata verso la giustizia e l’utilità sociale.

Per quanto concerne il settore idrico lo scenario degli investimenti previsti non risulta migliore, sia rispetto ai cambiamenti climatici in atto che rispetto alla necessità di preservare la risorsa dall’inquinamento (in Toscana molte fonti di approvvigionamento dell’acqua potabile sono in categoria sub A3, quindi in deroga). Il piano stralcio per la messa a norma degli scarichi fognari, che doveva concludersi al 2021, è stato prorogato al 2026; invece di ridurre le perdite nella rete idrica (in Toscana sono oltre il 40%) si utilizzeranno i fondi del PNRR in parte per i contatori intelligenti, che rileveranno solo le perdite nelle nostre case e non quelle dei gestori che aumentano di anno in anno. I prelievi dei gestori spesso privano fiumi e laghi del minimo flusso vitale, ma non si progettano reti duali per reflui fognari e acque piovane al fine di creare, con l’acqua piovana, piccoli invasi nei territori; si continua invece con la pratica di gettare l’acqua piovana in fognatura creando pure problemi al funzionamento dei depuratori. I piani strategici per il settore propongono, come soluzione, la creazione di autostrade dell’acqua, grandi opere che avranno un ulteriore impatto in un ambiente già messo a dura prova.

Infine, la gestione del servizio idrico da parte della Multiutility contraddice e stravolge l’esito del referendum del 2011, quando una forte maggioranza dei cittadini si pronunciò a favore della gestione pubblica dell’acqua e contro il suo utilizzo a scopo di profitto.

Inviamo in allegato una relazione tecnica, che abbiamo fatto nostra, di Remo Valsecchi.

TUTTO CIÒ SOPRA PREMESSO VI CHIEDIAMO DI NON VOTARE A FAVORE DELLA DELIBERA CHE APPRODERÀ IN CONSIGLIO COMUNALE PER LA COSTITUZIONE DELLA MULTIUTILITY. 

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

Associazione per i diritti dei cittadini Toscana

Atto Primo - Salute Ambiente Cultura

ABC – Associazione Beni Comuni Pistoia

Osservatorio Ambientale Prato

Comitato Ambientale Casale

Pro Bisenzio

Comitato Difendiamo la nostra salute Prato sud

Fridays for Future Prato

Comitato InMezzoAllAutostrada

Extinction Rebellion Prato

AlterPiana

Orto Collettivo

La Libellula Gruppo per l’ambiente – Valle del Serchio

La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero

AcquaBeneComune Pistoia e Valdinievole

Comitato Acqua Bene Comune Valdarno”

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Pontassieve, 29 Settembre 2022


Associazione “Vivere in Valdisieve” e Associazione Valdisieve



martedì 21 dicembre 2021

Nel progetto TOD'S, l'area del DEPURATORE di ASCHIETO... completamente VERDE! (notare i bimbi!)

 Nei documenti finali del Piano Attuativo di Lottizzazione TOD'S (a Sieci, in adiacenza agli altri immobili, con previsione urbanistica già esistente), l'area tra il DEPURATORE FOGNARIO (che ricordiamo essere a tutela degli abitanti proprio a causa dell'esistenza  dell'impianto di depurazione: impianto che sembra essere catalogato come Industria Insalubre di Prima Classe proprio per il trattamento di rifiuti solidi o liquami), e i nuovi volumi di Tod's, viene rappresentata come LIBERA adibita a PARCO VERDE.

Questa l'immagine del rendering (Elaborato 8 - link sopra)


Quale è il ragionamento per cui, una Scheda Norma già prevista (di TOD'S - Elaborato E.4.4- S-7-Castellare) prescrive come invariante strutturale e quindi la NON edificabilità all'interno dell'area di 100 metri a tutela del Depuratore, mentre nella NUOVA Scheda Norma per il Polo Agroalimentare, lo si può fare abbastanza palesemente purchè, ovviamente, si ottenga la deroga dall' Ente preposto (bla bla bla). Perchè di fatto, nella nuova scheda, sparisce ogni riferimento al divieto di costruire nei 100 metri della fascia di rispetto (che però sono rimasti nell'altra Scheda Norma che non è nemmeno interessata dalla questione)?
Ci viene anche il dubbio che i calcoli effettuali per gli studi geologici e idraulici, quanto  meno per Tod's, potrebbero essere viziati dalla non considerazione che l'aria ritenuta LIBERA invece sarà occupata da volumi e superfici? 

Eppure alla nostra Osservazione (la numero 16) a riguardo della incongruità delle due Schede Norma, ci viene risposto che: “sarà dimostrato al momento dell’adozione del Piano stesso, ovvero il completo coordinamento e relativa rispondenza dell’impianto urbanistico alle condizioni di trasformazione imposte dalla stessa scheda S7 approvata nel 2018 ed al Progetto Direttore del Polo Agroalimentare allegato al parere positivo della conferenza di copianificazione (2020) sul polo agroalimentare” (cfr. All. D controdeduzione osservazioni Associazione). 
Peccato che i documenti finali di Tod’s, del Piano di Lottizzazione, siano già stati pubblicati sull’ Albo Pretorio del comune di Pontassieve e riportino l’area di questa Variante (la S-10:  Polo Agroalimentare) appunto completamente libera, addirittura considerata come un parco verde come si può vedere dal rendering sopra! (interessante anche lo Studio di inserimento Paesaggistico).
In questo caso, ci sembra, che il coordinamento tra le due schede per quanto riguarda le condizioni di trasformazione, sia che: Tod's preveda l'area libera e verde, mentre il Polo Agroalimentare, no! Bel coordinamento!

lunedì 31 maggio 2021

𝐎𝐒𝐒𝐄𝐑𝐕𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈: CONSULTAZIONE PUBBLICA EX ART. 5 COMMA 2 DEL TUSP PER LA COSTITUZIONE DI UNA NEWCO PUBBLICA NELLA QUALE CONFERIRE LE AZIONI DI PUBLIACQUA SPA

CONTRIBUTO ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA - COMMENTI, IDEE, PROPOSTE:

Per conto anche di Associazione Valdisieve:

Nei prossimi giorni verrà sottoposta all’approvazione dei Consigli Comunali dei Comuni aderenti a Publiacqua un atto volto a far confluire le quote di Publiacqua, detenute dai Comuni, in una nuova società definita *_Newco_* . Quest’operazione non sarà neutra e solo apparentemente porterà alla ripubblicizzazione del servizio idrico, come reso obbligatorio dal referendum del 2011: infatti l’effetto ottenuto sarà quello di limitare al minimo la "partecipazione" dei piccoli Comuni, quindi dei cittadini di questi Comuni, alla gestione di Publiacqua, delegando di fatto tutte le decisioni strategiche ai comuni più grandi, Firenze in primis.

L'obiettivo ultimo *dichiarato* è quello di costruire un unico grande soggetto –

Multiutility Toscana SpA-  in grado di gestire Acqua, Rifiuti ed Energia, una SpA che, per la natura stessa di questa forma societaria, inserirà questi servizi all’interno della logica del profitto e allontanerà ancora di più i nostri Comuni, quindi i cittadini, dalla gestione dei servizi pubblici, ottenendo un effetto esattamente contrario di quanto sancito dall'esito referendario e sostenuto dagli amministratori regionali e comunali nelle campagne elettorali.

Prima hanno trasformato i cittadini in clienti di una società (Publiacqua) amministrata da Privato e dai Comuni, con tariffe altissime e dividendi di decine di milioni, ora stanno trasformando in clienti anche i Comuni stessi.

Cosa possiamo fare noi cittadini?

In questi giorni le nostre Amministrazioni Comunali hanno avviato, nel silenzio più totale, una consultazione popolare con sei giorni di tempo per fare osservazioni; attraverso questa consultazione possiamo esprimere il nostro parere nel merito di questa operazione inviando la mail, riportata sotto, a quest’indirizzo: info@comune.pelago.fi.it,  direzione.generale@comune.pontassieve.fi.it,  urp@comune.rufina.fi.it, urp@comune.dicomano.fi.it 

_Chiediamo che il servizio idrico torni ad essere totalmente pubblico e che la gestione del servizio non sia sottoposta a logiche aziendali di profitto, ma orientata ad offrire il miglior servizio ed al minor costo per i cittadini_


Pontassieve, 30 Maggio 2021
Fernando Romussi
Presidente Associazione Valdisieve

venerdì 16 aprile 2021

Ampliamento discarica Podere Rota (AR) - fasi finali dell'inchiesta pubblica

 Siamo alle fasi finali dell'inchiesta pubblica nell’ambito del procedimento finalizzato al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) relativo al progetto di “Adeguamento volumetrico della discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota, nel Comune di Terranuova Bracciolini (AR)”, proposto da Centro Servizi Ambiente Impianto S.p.A. (di seguito CSAI).

Oggi (16 aprile 2021, dalle ore 17), l'ultimo incontro on line.

Di recente ARPAT ha inviato 5 documenti (all'interno dell'iter di cui sopra, li trovate a questo LINK, contributi del 19 marzo 2021) che sono serviti al settore VIA della Regione Toscana per elaborare un atto di RICHIESTA DI INTEGRAZIONI, che potete leggere QUI.

In estrema sintesi, "si suggerisce .... al Proponente di valutare attentamente la possibilità di superare le suddette problematiche prima di procedere alla elaborazione e presentazione dell a sott o elencata documentazione integrativa". 

E quali sono le problematiche?

"In particolare si fa riferimento al tema dell’inquinamento della falda, per il quale ARPAT ha segnalato di non condividere le ipotesi di sussistenza di un fondo naturale (ad oggi mai quantificato) e l’asserita provenienza da monte idraulico di parte della contaminazione, non sufficientemente dimostrata, esprimendo quindi fondati dubbi su parte del modello geologico ed idrogeologico che la sottende e al tema degli odori, in relazione a quanto emerso dalla Valutazione dello studio diffusionale che evidenzia, per lo scenario attuale e per lo scenario di progetto, livelli non accettabili di potenziale disturbo con particolare riferimento all’abitato di San Giovanni."

Vedremo come finirà questa storia.

Intanto leggiamo, proprio oggi (16 aprile 2021) che sono arrivati ulteriori documenti dalla Regione, per i quali il Sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassi, scrive così sul suo profilo facebook (e come darle torto?):

‼SI FERMI L'AUTORIZZAZIONE ALL'AMPLIAMENTO DI PODERE ROTA‼
La nota pervenuta stamani da Arpat è scioccante per la gravità del contenuto. E’ necessario non perdere altro tempo. Le Istituzioni si muovano subito sospendendo l’autorizzazione all’ampliamento di Podere Rota per effettuare le verifiche sulla discarica, data la presenza, ancora una volta rimarcata, di elementi inquinanti e “cancerogeni” nelle acque sotterranee.
L’Arpat, rispondendo alla Regione sui chiarimenti per emettere l’ordinanza al responsabile della potenziale contaminazione, ha confermato il superamento della soglia di inquinamento delle acque, non dovuta a caratteristiche naturali, ma alla presenza di metalli, nitriti e solfati che, per l’ampiezza e la posizione dei punti di verifica, non può essere riconducibile a “fonti di pericolo esterne alla discarica”.
Il Cloruro di vinile e Tetracloroetilene- in particolare come rilevato da Arpat - sono contaminanti, la cui formazione non è dovuta a processi naturali, sono “cancerogeni” e inseriti nelle linee guida di prevenzione oncologica della Regione Toscana. Una contaminazione definita "pluriennale, rialimentata" e che non possa essere “diversa” dall’area della discarica. L’ impianto che risulta non essere compatibile con questa drammatica condizione è quello del trattamento meccanico e biologico di TB SPA, connesso alla compagine societaria di CSAI e solo in parte nell’attività della discarica.
La Regione Toscana che non risponde alla Provincia sulla competenza, proceda con l’ordinanza sul responsabile della potenziale contaminazione e bonifichi l’area di Podere Rota .
Si fermi l’autorizzazione all’ampliamento, si tuteli l’ambiente e la salute dei cittadini!

venerdì 26 febbraio 2021

Discarica per rifiuti non pericolosi Podere Rota (Terranuova Bracciolini). Italia Nostra contro l’ampliamento, a favore della sua chiusura

 Discarica per rifiuti non pericolosi Podere Rota (Terranuova Bracciolini). Contro l’ampliamento, a favore della sua chiusura

di Italia Nostra Onlus - Sezione di Firenze il 

Italia Nostra condivide e fa proprie le analitiche osservazioni presentate, nello scorso mese di gennaio, a firma Fausto Tenti del gruppo aretino del Forum Ambientalista, contro le previsioni di macroscopico ampliamento, approvate dalla Provincia di Arezzo, della megadiscarica valdarnese di Podere Rota, gestita dalla società CSA Impianti Spa. L’opposizione è del tutto giustificata per il fatto che l’impianto – attivo dal 1999 –, con il previsto ampliamento di ulteriori 71.450 metri quadri, assumerebbe le dimensioni di più grande discarica d’Italia dopo quella della Romagna, con 900.000 tonnellate in più di rifiuti non pericolosi da sotterrare nei prossimi anni 2022-27, per complessivi 5.200.000 tonnellate: rifiuti provenienti dalla Toscana non aretina e anche dalle altre regioni.

L’ampliamento – oltre ad aggravare le condizioni di inquinamento delle falde acquifere e dell’aria (quanto meno riguardo ai cattivi odori, più volte segnalati dalla cittadinanza), sui quali sono comunque in corso analisi dell’ARPAT – sottrarrebbe alla campagna e all’agricoltura quasi 5 ettari di terreno.

Per questi motivi, Italia Nostra fa appello perché l’ampliamento previsto per la discarica di Podere Rota non sia approvato, e sia invece programmata una sua prossima chiusura, in coerenza con i nuovi indirizzi ecologici e, in particolare, con il Progetto di Economia Circolare che punta alla riduzione dei rifiuti e al potenziamento degli impianti per il riciclo.

Firenze, 26 febbraio 2021

FONTE: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2021/02/26/discarica-per-rifiuti-non-pericolosi-podere-rota-terranuova-bracciolini-italia-nostra-contro-lampliamento-a-favore-della-sua-chiusura/


venerdì 19 febbraio 2021

Osservazioni: PAUR//Adeguamento volumetrico della discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota (AR).

L'Associazione Valdisieve con Associazione "Vivere in Valdisieve, hanno elaborato le Osservazioni nel procedimento in corso in Regione Toscana: Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR) su queste richieste di CSAI:

 Modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale n. 48/EC del 14.03.2011 e s.m.i.;  
 Permesso di costruire;  
 Variante  del  Piano  Strutturale,  del  Regolamento  Urbanistico  e  del  Piano  di  Classificazione  Comunale  Acustica del Comune di Terranuova Bracciolini;  
 Approvazione del Piano preliminare di utilizzo in sito delle  terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina  dei rifiuti;  
 Concessione idraulica;  
 Parere urbanistico‐edilizio;  
 Parere igienico‐sanitario.

Queste le nostre OSSERVAZIONI:

TUTTO IL DOCUMENTO LO POTETE VEDERE QUI
si riporta solo il primo punto

1-      1- Premessa: Fine vita MAI

Prima di tutto ripartiamo dalle nostre osservazioni del 10 Giugno del 2017, durante una modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati-PRB- (Del. N. 22 del 29.3.2017), in cui al punto 7 chiedevamo: Per quanto riguarda la Discarica di Podere Rota, ci uniamo alla richiesta degli amici del Valdarno, alle prese ormai da molti anni con le problematiche inerenti la discarica (in particolare per i cattivi odori), a considerare di inserire nella presente modifica al PRB la formalizzazione – in via ufficiale – della chiusura della Discarica di Podere Rota con cessazione dei conferimenti di rifiuti, sia trattati che non trattati, entro e non oltre la data prevista del 31.12.2021 (e comunque ad esaurimento dei volumi concessi con l’ultimo ampliamento), con conseguente immediato avvio della gestione post-mortem dell'impianto di smaltimento.

Dopo 30 anni di attività, ci sembrerebbe il minimo.

A dette osservazioni comunque ci fu risposto che la cosa non era inerente le modifiche in corso al PRB e quindi di fatto non risposero (ed era del tutto ovvio).

Ma adesso, questa richiesta la ribadiamo di nuovo, questa volta in un ambito corretto. Di questo si parla nell’iter in oggetto, invece di una chiusura dell’attuale discarica, la sua prosecuzione facendone una nuova. 

  •         Di questo passo, vorremmo far notare, che: se ogni volta che ci troviamo a “fine vita” di un impianto, e invece di attenderne la chiusura naturale e quindi poi anche la bonifica (di cui il Proponente ha già messo da parte una quota fin dalle ultime autorizzazioni, per legge), si cerca invece di chiedere AMPLIAMENTI con nuove autorizzazioni o modifiche delle esistenti, ecc., una fine CERTA di questi impianti NON avverrà MAI.
  •         E questo non è giusto per i cittadini, per i territori che magari hanno investito proprio con la prospettiva di risanare ferite di questo tipo, sotto tutti i punti di vista: dalla deturpazione del territorio, agli odori sgradevoli (vomitevoli anche solo passando dall’Autostrada), alle infiltrazioni delle falde acquifere (siamo nei pressi di fiumi e torrenti), all’incremento del traffico, al consumo di suolo verde e agricolo, ecc.). Facile è accanirsi con i soliti luoghi solo perché vi è situato un impianto esistente.
  •        Problemi di innalzamento delle concentrazioni dei solfati nel piezometro di versante TPZ18 sono emersi anche molto recentemente. A Settembre scorso era stato reso pubblico il rapporto dell’Arpat relativo agli anni 2018/2019 sullo stato di salute delle acque sotterranee. Ne era emerso un ulteriore innalzamento di questi valori. L’agenzia comunicava quindi la necessità, per Csai, di “procedere alla notifica di potenziale contaminazione” e il sindaco di San Giovanni dichiarava così: "l’avvio del procedimento da parte della Regione Toscana, perché la vicenda relativa alla potenziale contaminazione messa in evidenza dalla relazione di Arpat Arezzo nel settembre 2020 ancora non è stata chiarita. Stupisce che gli uffici della Regione Toscana abbiano comunque deciso di procedere con l’avvio del provvedimento autorizzatorio senza che questo delicato passaggio avesse avuto prima una spiegazione certa. Il principio di precauzione vuole che si chiuda una procedura prima di aprirne una nuova”. (fonte https://www.arezzonotizie.it/attualita/podere-rota-paur-inchiesta-pubblica.html).
  •          E’ il momento di attuare le azioni e gli obiettivi del PRB a livello regionale in cui si prevede che le discariche diminuiscano e che non sono previsti ampliamenti di quelle esistenti. Soprattutto se trattasi di discarica di tipo privatistico, come sembra essere quella di cui si chiede l’ampliamento (per RSNP).
  •          Interessante l’analisi anche sotto questo aspetto di “interessi privati”, che ne fa il Comitato Vittime di Podere Rota in un articolo su Valdarnopost.it, a questo link: http://valdarnopost.it/news/ampliamento-discarica-il-comitato-vittime-di-podere-rota-fa-il-puntio
  •         Infine vogliamo ricordare una Sentenza del 23 marzo 2015, N. 12019, della Corte di Cassazione, sez. III Penale, in cui in estrema sintesi si riconosce che: “gli odori molesti sono illeciti anche se provengono da impianti autorizzati. Il reato di cui all’art. 674 cod. pen. (Getto pericoloso di cose) è configurabile anche in presenza di “molestie olfattive” promananti da impianto munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera (e rispettoso dei relativi limiti, come nel caso di specie), e ciò perché non esiste una normativa statale che preveda disposizioni specifiche – e, quindi, valori soglia – in materia di odori.” [1] Ciò ad ulteriore dimostrazione che gli impatti odorigeni emessi dal Sito di Podere Rota, segnalati dai tanti cittadini in tutti questi anni (sia ad Arpat che all’Osservatorio sulla discarica di Podere Rota – da ora “Osservatorio”), sono dannosi per la salute e il quieto vivere delle persone, addirittura perseguibili.

TUTTO IL DOCUMENTO LO POTETE VEDERE QUI

mercoledì 2 settembre 2020

Eolico a Villore-Corella: la Regione chiede molti chiarimenti. È un mezzo stop al progetto

MUGELLO – “Si evidenzia fin da ora che da quanto emerge dal contributo tecnico istruttorio pervenuto da parte del Settore regionale competente, l’intervento non appare conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni relative alle Invarianti strutturali del PIT-PPR vigente e appare in netto contrasto con il progetto di fruizione lenta del paesaggio, creando una cesura nell’ecosistema e nel carattere dei percorsi presenti e della vocazione del territorio, oltre al probabile contrasto con le prescrizioni indicate nella disciplina delle aree di notevole interesse pubblico nella componente relativa alla visibilità da dette aree tutelate”.

Rendering di Corella

Parole pesanti, quelle scritte nella richiesta di integrazioni e chiarimenti dalla Regione Toscana, e indirizzata All’AGSM di Verona, la società pubblica che ha proposto di alzare sul crinale del Giogo di Villore e Corella, tra Vicchio e Dicomano, otto enormi areogeneratori: Una lettera inviata dalla responsabile del settore “Valutazione impatto ambientale Opere pubbliche di interesse strategico regionale”, arch. Carla Chiodini.

Quindici pagine di osservazioni e richieste, inviate per conoscenza anche a un lunghissimo elenco di enti e società, oltre 40, a dimostrazione della complessità del progetto e di quanti soggetti dovranno essere, eventualmente, messi d’accordo. La richiesta di integrazioni, che certo non blocca il progetto, ma pone davanti ai proponenti nuove e importanti difficoltà, è molto esigente, e spazia su numerosi aspetti.

Intanto, “preliminarmente, si chiede al proponente di dare conto del rispetto delle indicazioni contenute nelle Linee guida per le valutazioni di impatto degli impianti eolici della Regione Toscana del 2012, rispetto ad ogni singolo capitolo, ovvero di indicare le motivazioni per cui il proponente ha ritenuto di discostarsene”.

Poi si chiede “di integrare l’analisi delle alternative condotta nello Studio di Impatto Ambientale (SIA), prendendo in esame anche le alternative di localizzazione e di layout delle torri eoliche considerate e la cosiddetta “alternativa zero”, con l’indicazione delle ragioni principali alla base dell’opzione scelta e prendendo in considerazione anche i relativi impatti ambientali”, e di “chiarire se ha preso in considerazione anche l’alternativa del trasporto aereo degli aerogeneratori, oltre alle alternative già riportate nel SIA relative alla viabilità di accesso al sito”.

Le richieste sono numerose e molto dettagliate: si chiede degli alberi da tagliare e ripiantumare, si chiede un monitoraggio -preventivo e anche post-operam su uccelli -compreso il gufo reale-,  sui pipistrelli, su anfibi e rettili, si chiedono risposte alle criticità segnalate in merito alla pericolosità geomorfologica per le opere di viabilità previste, si chiedono garanzie per la tutela delle condotte del metanodotto, e numerose altre integrazioni ed elementi di dettaglio.

Ma soprattutto “si evidenzia fin da ora che da quanto emerge dal contributo tecnico istruttorio pervenuto da parte del Settore regionale competente, l’intervento non appare conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni relative alle Invarianti strutturali del PIT-PPR vigente e appare in netto contrasto con il progetto di fruizione lenta del paesaggio, creando una cesura nell’ecosistema e nel carattere dei percorsi presenti e della vocazione del territorio, oltre al probabile contrasto con le prescrizioni indicate nella disciplina delle aree di notevole interesse pubblico nella componente relativa alla visibilità da dette aree tutelate. Questo dato rappresenterebbe peraltro un criterio di esclusione alla localizzazione degli impianti indicato al punto 2.18 dell’Allegato 1b del PIT-PPR (Norme comuni energie rinnovabili impianti eolici – Aree non idonee e prescrizioni per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio). Se ne richiama il contenuto: aree di valore estetico percettivo la cui immagine è storicizzata ricadenti all’interno di coni e bacini visivi non sono ammessi impianti eolici.

Dopo questa premessa tranciante si richiede un approfondimento nel merito di:

  • soluzioni che rispettino la morfologia naturale del suolo e che non ne prevedano modificazioni significative con opere di movimento terra, ad esclusione di soluzioni che mitighino l’aspetto percettivo e comunque da valutare caso per caso, in quanto per alcune piazzole si effettueranno sensibili modifiche morfologiche del crinale e del versante che appaiono non compatibili con il PITPPR;
  • localizzazioni che limitino gli interventi di alterazione del patrimonio boschivo ,visto che dalla documentazione depositata si apprende che le aree boscate non saranno ripristinate, ma come opera di mitigazione finale, sono previsti solo rinverdimenti erbosi per scarpate e soprassuolo di aree esterne ai percorsi e alle piazzole recintate. L’approfondimento dovrà riguardare anche la verifica dell’interessamento dei boschi planiziali, come individuati in istruttoria;
  • in ambiti collinari e montuosi la disposizione degli aerogeneratori dovrà salvaguardare la permanenza delle visuali di interesse panoramico, gli scenari, i coni, i bersagli visivi e le linee di crinale e ne dovrà essere limitata la visibilità dalle principali vie di comunicazione; a tale proposito si ritengono necessarie nuove fotosimulazioni da più punti di vista e con dei punti di visuale individuati nelle aree vincolate.

Si chiede anche al proponente di analizzare quali siano le ricadute socio-economiche sulle attività presenti nella zona e sul turismo legate alla realizzazione del progetto, sia in fase di cantiere, sia in fase di esercizio;

Si dovranno poi dare risposte alle osservazioni della Sovrintendenza Paesaggio e Beni culturali, ma anche alle commissioni Paesaggio dei Comuni di Vicchio, Dicomano, Rufina, San Godenzo, così come a quelle dell’Unione montana dei Comuni del Mugello e dei Couni Valdarno e Valdisieve, dell’Autorità di Bacino distrettuale.

La lettera della Regione così termina: “Si ricorda che è facoltà del Proponente, su richiesta motivata, richiedere la sospensione dei termini per la presentazione della documentazione integrativa per un periodo non superiore a 180 giorni. Si avvisa che, qualora il Proponente non ottemperi alla richiesta di integrazioni e di chiarimenti entro il termine perentorio stabilito, non si procederà all’ulteriore corso della valutazione ed il procedimento in esame verrà archiviato”.

E una cosa è certa: i tempi nell’esame del progetto si allungheranno. Almeno di sei mesi.

FONTE ARTICOLO: https://www.ilfilo.net/eolico-a-villore-corella-la-regione-chiede-molti-chiarimenti-e-un-mezzo-stop-al-progetto/?fbclid=IwAR31Zcn9gFmN9ooJC7n1FI7ns24Z6jmlEgBCcv3ZiXsu7md6X9KaDTc-W24

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Un'estrapolazione delle Osservazioni che abbiamo presentato come Associazione Valdisieve e Associazione "Vivere in Valdisieve" (che trovate QUI nella versione integrale):



sabato 1 agosto 2020

Istruttoria eolico: finale di partita Ormai... - di Leonardo Romagnoli | Facebook

Istruttoria eolico : finale di partita
Ormai siamo alla fine dell'inchiesta pubblica sul progetto eolico di Villore-Corella dove si è discusso più dell'importanza delle energie rinnovabili in generale che della collocazione dell'intervento proposto da Agsm. Anche alcuni interventi accademici sulle valutazioni anemometriche e la produzione di energia eolica sono state fatte senza parlare di impatto ambientale. Insomma che l'impianto eolico produca energia è un fatto scontato, altrimenti bisognerebbe dubitare della sanità mentale dei proponenti, che però debba per forza essere localizzato in quel luogo non è invece scontato e continuare a presentare gli 8 aerogeneratori di 140 metri di Villore /Corella come la soluzione del riscaldamento globale è un'offesa all'intelligenza dei cittadini. L'impianto di Villore-Corella se riuscirà a produrre quanto indicato come livello massimo di energia contribuirà ai consumi dell' 0,15% della popolazione italiana.Le osservazioni molto negative e dettagliate del Parco delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna dimostrano che il progetto è localizzato in un'area non idonea perché la legge parla non solo di parchi ma anche di “ aree contigue” come in questo caso. Per questo anche il comune di San Godenzo insieme alle sue osservazioni ha espresso la sua contrarietà al progetto richiamandosi anche al “ Manifesto di Camaldoli per una nuova centralità della Montagna”. A questo proposito trovo abbastanza singolare che alcune associazioni firmatarie di quel manifesto poi si propongano sostenitrici di progetti di questo impatto proprio sulla montagna(forse perché progettate da società amiche?). La stessa relazione geologica inviata dal comune di Dicomano evidenzia situazioni molto critiche per alcuni interventi proposti per la elevata o molto elevata pericolosità geologica dei luoghi e anche nei sopralluoghi “effettuati su aree di intervento sono stati evidenziati forme di deformazione ed erosione attiva che interessano l'area”. Tra le tante osservazioni vorrei estrarre un brano da quella fondamentale presentata dalla direzione urbanistica, settore tutela, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio della Regione Toscana che da sola basterebbe ad emettere un parere negativo di VIA:
“Dall’analisi effettuata nella presente istruttoria, sulla base della documentazione depositata, l’intervento non appare conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni relative alle Invarianti strutturali e appare in netto contrasto con il progetto di fruizione lenta del paesaggio, creando una cesura nell’ecosistema e nel carattere dei percorsi presenti e della vocazione del territorio, oltre al probabile contrasto con le prescrizioni indicate nella disciplina delle aree di notevole interesse pubblico (art. 136 Dlgs 42/2004, n. 3 DM specifici, come sopra riportato) nella componente relativa alla visibilità da dette aree tutelate. Questo dato rappresenterebbe peraltro un criterio di esclusione alla localizzazione degli impianti indicato al punto 2.18 dell’Allegato 1b del PIT-PPR (Norme comuni energie rinnovabili impianti eolici - Aree non idonee e prescrizioni per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio). Se ne richiama il contenuto: aree di valore estetico percettivo la cui immagine è storicizzata ricadenti all’interno di coni e bacini visivi non sono ammessi impianti eolici. “
Per chiudere pubblico le mie modeste osservazioni che come consigliere dell'Unione ho presentato il 14 maggio scorso.
Leonardo Romagnoli
17.7.20
Ossservazioni sul progetto eolico Giogo di Villore- Corella
Il progetto presentato dalla società AGSM per un parco eolico composto da 8 areogeneratori di altezza superiore ai 100 metri sul crinale appeninico del Giogo di Villore – Corella nei comuni di Vicchio e Dicomano non può essere approvato in quanto in contrasto sia con le indicazioni della Carta Nazionale del Paesaggio, sia con le norme e prescrizioni del Piano di Indirizzo territoriale della Toscana, del Piano Energetico Regionale per gli impianti eolici e con gli obiettivi del Piano Strutturale intercomunale del Mugello.
Nelle norme collegate al Pit (allegato b1)vengono indicate le aree non idonee alla realizzazione di parchi eolici industriali con potenza superiore a 1MW ( come in questo caso) e tra queste ci sono le aree di notevole interesse pubblico indicate dal Codice dei Beni Culturali in cui parla della tutela del paesaggio (art.131-143).
In particolare l'art. 136 comma d) del Codice definisce che sono aree di notevole interesse pubblico “le bellezze panoramiche e così pure tutti i punti di vista o di belvedere ,accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze”. E' il caso del Giogo di Villore, un un'area percorsa da importanti sentieri trekking di valenza interregionale che verrebbero fortemente intaccati dal progetto come scritto nella relazione generale : “l’impianto, ed in particolare le piste e le piazzole lungo il crinale principale, interferiscono con la sentieristica esistente”.
Quindi il luogo scelto sul crinale Villore- Corella per l'installazione delle pale eoliche rientrando in questa classificazione non potrebbe ospitare nessun impianto per produzione di energia di queste dimensioni.
La produzione di energia elettri­ca da fonti rinnovabili non può rispondere solo a criteri economici e di riduzione delle emissioni , ma deve anche e soprattutto rispettare i principi costituzionalmente protetti della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio.
Anche nell'allegato 1b del Pit si afferma : “nelle aree di valore estetico percettivo la cui immagine è storicizzata ricadenti all’interno di coni e bacini visivi non sono ammessi impianti eolici ad eccezione di singoli generatori con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro”, cioè impianti di modestissime dimensioni per uso aziendale.
Inoltre il Pit nella scheda dedicata all’Ambito Mugello sezione 3 pone tra gli obiettivi di qualità del territorio “la Valorizzazione delle relazioni di carattere naturalistico presenti nell’ambito della montagna mugellana dall' Alpe di San Benedetto fino al passo della Futa che rappresentano elementi di specificità anche attraverso attività di carattere culturale favorendone l’inserimento all’interno di circuiti econaturalistici. Miglioramento della gestione delle masse boschive e mantenimento della relazione con le aree a pascolo o a seminativo e dei livelli di naturalità complessiva”.
Il sito prescelto per il parco eolico rientra in pieno nell’ambito descritto e quindi la presenza di 8 pale di oltre 100 metri (un palazzo di oltre 30 piani) e i necessari lavori di sbancamento e di nuova viabilità mal si conciliano con gli indirizzi del piano.
D’altra parte il PIT, “quale strumento di pianificazione con specifica considerazione dei valori paesaggistici, unitamente al riconoscimento, alla gestione, alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla riqualificazione del patrimonio territoriale della Regione, persegue la salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e la promozione dei valori paesaggistici coerentemente inseriti nel singoli contesti ambientali.(art 1 comma 3 delle finalità del Piano).
Se questi sono obiettivi condivisi trovo molto difficile sostenere che il crinale appenninico del Giogo Villore- Corella non presenti elementi di pregio paesaggistico e naturalistico.
Oltre all'impatto delle torri eoliche che necessitano di ampie basi in cemento che rischiano di compromettere l'assetto idrogeologico del crinale ( in un caso sono previsti anche micropali inseriti per 15 metri in profondità), ci sono anche le opere necessarie per permettere l'accesso ad un sito che non è servito da adeguata viabilità. Per stessa ammissione dei proponenti le ipotesi di viabilità individuate , se pur fattibili, comportano “ opere di impatto ambientale o sociale significativo” e presentano numerose criticità .
Oltre a questo dovrà essere realizzato in loco un impianto di betonaggio per la produzione di 10.000 mc di calcestruzzo viste le pendenze del 28% che impedirebbero il transito di mezzi a pieno carico. Il transito sarà comunque di centinaia di tir da 15 mc di portata. In fase di cantiere sarà occupata un'area di 124.385 mq superiore a 15 campi di calcio.
La zona prescelta si trova in zona sismica 2 interessata dal disastroso terremoto del giugno 1919 e l'area del Mugello è stata anche recentemente colpita da scosse superiori al 4° grado della scala Richter.
Troppo spesso nella relazione di progetto si fa riferimento all'impianto del monte Mesa a Rivoli in Veneto come esempio di sostenibilità. Purtroppo la localizzazione di Rivoli non è su un crinale montuoso ( come farebbe pensare il nome) ma su una collina tra 290 e 300 slm ben servita da viabilità rurale e coltivata a vite e a pochi chilometri dall'autostrada.
Anche l'esempio del Carpinaccio nel comune di Firenzuola non si trova in un “contesto analogo” come scrivono i proponenti sia per la copertura forestale, sia per la viabilità di accesso. A questo proposito trattandosi di generatori molto più piccoli e di minor potenza di quelli previsti a Villore le indicazioni ministeriali invitano a prendere in considerazione l'ammodernamento di parchi eolici ( con generatori di maggiore potenza) in siti già in funzione, con tutte le infrastrutture necessarie, invece di occupare nuovo suolo per realizzare nuove strutture che impattano sul paesaggio.
Non essendo l'area di Villore servita da una rete elettrica adeguata saranno anche necessarie ulteriori opere di scavo e taglio di piante molto consistenti per raggiungere le sottostazioni lungo la strada statale nei pressi di Dicomano.
Va anche aggiunto che nella scheda del Piano Strutturale intercomunale alcune delle aree previste per l'installazione del parco eolico sono definite “non idonee” e sono percorse da un ricco reticolo idraulico.
“Le tendenze attuali volte allo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro paese sembrano spesso scordare che il patrimonio paesaggistico nazionale contribuisce al progresso dell’umanità, all’economia e alla qualità della vita in misura maggiore, rispetto al contributo che le centrali eoliche possono dare alla soluzione del problema energetico e della mitigazione del riscaldamento climatico. Pertanto, fermo restando la necessità di trovare una soluzione ai problemi energetici, gli ambiziosi progetti di centrali eoliche portati avanti da Regioni con vasti patrimoni paesaggistici, dovrebbero tenere conto dell’impatto negativo sul patrimonio paesaggistico. È comunque sintomatico che gli studi che hanno promosso tali impianti, così come il fotovoltaico, non abbiano considerato il problema dell’impatto sul paesaggio”. (Primo rapporto sullo stato del paesaggio rurale settembre 2018)
Nel PAER della Regione Toscana vengono anche riportati criteri di priorità per la scelta di progetti per installazione di pale eoliche :
- il ricorso a criteri progettuali volti ad ottenere il minor consumo del territorio, sfruttando al meglio le risorse energetiche disponibili;
- il riutilizzo di aree già degradate da attività antropiche, pregresse o in atto, tra cui siti industriali, cave, discariche, siti contaminati, così come definite dalla l.r. 11/2011.
Inoltre nella loro localizzazione dovranno essere privilegiate “aree già dotate di grandi infrastrutture (linee elettriche, grandi vie di comunicazione, insediamenti industriali), favorendo l’integrazione con impianti industriali caratterizzati dalla presenza di strutture verticali , l’utilizzo di strade esistenti senza compromettere tracciati di viabilità storica, qualora presenti, e localizzazioni che limitino gli interventi di alterazione del patrimonio boschivo. “
Sono tutti criteri che il progetto del Giogo Villore – Corella non rispetta e per tali motivi dovrebbe essere respinto nella valutazione di impatto ambientale.
Infine il Piano Strutturale Intercomunale del Mugello, in fase di approvazione definitiva, che riguarda anche i comuni di Vicchio e Dicomano, punta sulla valorizzazione del territorio con l'incremento di un turismo sostenibile e la tutela dei crinali e dei percorsi escursionistici.
Tra le altre cose la Disciplina di piano del PSI persegue:
- la conservazione e la gestione del patrimonio territoriale, promuovendone la
valorizzazione in funzione di uno sviluppo locale sostenibile e durevole;
- la riduzione dei fattori di rischio connessi all'utilizzazione del territorio in funzione di maggiore sicurezza e qualità di vita delle persone;
- la valorizzazione di un sistema di città e insediamenti equilibrato e policentrico,
promuovendo altresì la massima sinergia e integrazione tra i diversi contesti territoriali contermini;
- lo sviluppo delle potenzialità multifunzionali delle aree agricole e forestali e della
montagna, coniugando funzioni produttive con funzioni di presidio idrogeologico,
ambientale e paesaggistico.
Come è scritto nella Carta Nazionale del paesaggio “La buona qualità del paesaggio è condizione per una buona qualità della vita, non solo per le popolazioni che vi abitano, ma anche per tutti coloro che possono fruirne. Questo risultato è raggiungibile combinando il modello dell’eccezione del patrimonio culturale, quale valore primario e assoluto, incentrato sulla bellezza, fonte di orgoglio di appartenenza, di ricchezza e attrazione turistica - e quindi volano di crescita economica -, con quello che, in linea con la Convenzione europea del paesaggio, definisce quest’ultimo come “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni” e come tale fondamentale per una strategia di sviluppo sostenibile.”
La proposta progettuale di Agsm sul crinale appennnico di Villore- Corella contrasta palesemente con queste indicazioni fondamentali per il futuro del territorio mugellano.
Leonardo Romagnoli
Consigliere dell'Unione dei Comuni Montani del Mugello