VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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mercoledì 29 luglio 2015

Ilva: è disastro ambientale

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Taranto ha accolto tutte le 47 richieste di rinvio a giudizio presentate dalla procura della Repubblica sul presunto disastro ambientale provocato dall’ Ilva.
Lorenzo Nicastro, ex assessore all’Ambiente è stato assolto dall’accusa di favoreggiamento personale nei confronti dell’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme a lui sfuggo alla condanna il carabiniere Giovanni Bardaro accusato di rivelazione di segreti d’ufficio e l’avvocato Donato Perrini, accusato di favoreggiamento. Il giudice ha condannato invece don Marco Gerardo a 10 mesi di reclusione e Roberto Primerano.
I rinvii a giudizio sono stati in totale 47; 44 riguardano persone fisiche, mentre gli altri 3 riguardano le società Ilva Spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici. Tra gli imputati rinviati a giudizio per il caso Ilva c’è anche lo stesso Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata in concorso.
Vendola avrebbe esercitato pressioni sul direttore generale di Arpa Puglia per “ammorbidire” la posizione dell’Agenzia regionale di protezione ambientale nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva. Era stata la stessa Arpa, nel giugno del 2010, ha stilare una campionatura dalla quale emergevano picchi di benzoapirene, sostanza molto cancerogena che va ad attaccare il DNA.
Vendola avrebbe consentito all’azienda Ilva di continuare a produrre senza riduzioni di emissioni inquinanti. I reati contestati agli indagati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale all’avvelenamento di sostanze alimentari, all’emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell’ambiente.

mercoledì 17 luglio 2013

COMUNICATO STAMPA: A Taranto si muore perché si è fumato troppo….

 
MEDICO O PADRONE NON FA DIFFERENZA  QUANDO LA SCIENZA DEL MEDICO E’ QUELLA DEL PADRONE!
- Giulio A. Maccacaro, 1972 –

La storia si ripete sempre due volte - è stato detto - prima come tragedia e poi come farsa.
E’ quello che si è reso ancora una volta evidente dopo avere letto le affermazioni del commissario all’ILVA Enrico Bondi, che ha attribuito i morti accertati per tumore di Taranto non a causa dei fumi e dell’inquinamento dell’ILVA, ma al fumo di sigaretta.
Al crimine perpetrato contro i lavoratori e i cittadini segue una giustificazione qualsiasi. 

Abbiamo letto che vi è una relazione scientifica di 44 pagine a firma (notizia da stampa) di 4 professori: Paolo Boffetta, Carlo La Vecchia, Marcello Lotti, Angelo Moretti, che demolirebbero quelle degli scienziati nominati dal Tribunale e pure i risultati dello studio Sentieri (Ist. Superiore di Sanità).
Saremmo lieti di poterla leggere e ci piacerebbe altrettanto sapere quanto hanno ricevuto gli esperti dell’ILVA al seguito di questo prezioso lavoro. 

In tanti processi, quali parti civili, come medicina Democratica, per malati e morti da lavoro o da inquinamento ambientale, ne abbiamo visti e sentiti tanti di scienziati che hanno scritto e detto di tutto pur di salvare i responsabili, ma, nella gran parte dei casi, le condanne non sono mancate.
per trovare scienziati che dicono qualunque cosa basta pagare, e più si paga e meglio si dice…, se del caso, anche il falso…. 

Vi è stata una gran levata di scudi al seguito delle affermazioni di Bondi, ma chiediamo: perché prendersela solo con Bondi e non, anche, con chi lo ha nominato?
Non vogliamo continuiamo a subire, e, per di più, passare per ingenui o per stupidi! 

Milano, 15 luglio 2013 

Fulvio Aurora
MEDICINA DEMOCRATICA NAZIONALE
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Fonte Articolo http://blog.libero.it/lavoroesalute/12193843.html e qui: http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=1100
Fonte Immagine http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=1100

martedì 28 agosto 2012

LA SALUTE NELLE MANI DELLA MAGISTRATURA


Ruggero Ridolfi – Oncologo Forlì – ISDE Italia
Solo nel 2010 l’Ilva di Taranto ha emesso oltre 4 mila tonnellate di polveri, 11 mila tonnellate di diossido di azoto, oltre 11 mila tonnellate di anidride solforosa, 7 tonnellate di acido cloridrico; più di 1 tonnellata di benzene; 338,5 chili di Idrocarburi Policiclici Aromatici; 52,5 grammi di benzo(a)pirene; ed infine ben 14,9 grammi di diossine: ovvero la quantità annua massima tollerabile per 290 milioni di persone del peso di 70 kg…. e, quindi, per circa un miliardo di bambini del peso di 15 Kg. Si aggiungono poi le emissioni “non convogliate”, ovvero quelle che non escono direttamente dai camini e che la stessa Ilva stima in ulteriori 2148 tonnellate di polveri. E’ un disastro ambientale ampiamente annunciato: dal 2004 al 2010 sono stati stimati mediamente 83 morti all’anno attribuibili ai superamenti di polveri sottili nell’aria ed i ricoveri per cause cardio-respiratorie sono stati 648 all’anno. Già negli anni 90 era denunciato un eccesso di mortalità per patologia tumorale (+11%) e per altre patologie: malattie neurologiche (+64%) e malattie cardiache (+14%), nei lavoratori dell’impianto. Ora l’Istituto Superiore di Sanità riporta, nella popolazione di Taranto, un aumento del 15 % di mortalità per tutti i tumori, che raggiunge il 30% per il cancro del polmone, rispetto al resto della popolazione italiana.
In  questi giorni vari personaggi politici e dirigenti di industria hanno rilasciato dichiarazioni e fatto  affermazioni che lasciano francamente perplessi. Hanno attaccato, anche pesantemente, la Magistratura quasi fosse Lei la causa del disastro. Ma è dovere assoluto del Magistrato intervenire di fronte all’evidenza di crimini, soprattutto se di proporzioni così vaste nei confronti dell’ambiente e della salute, con morti che si contano a centinaia e che si continueranno a contare per decenni. Già gli enti regolatori locali sono dovuti intervenire più volte a fronte di segnalazioni per lo più giunte da varie Associazioni: nel pecorino prodotto nei pascoli prossimi all'Ilva sono state trovate concentrazioni di diossina e PCB tre volte superiori ai limiti di legge e la ASL di Taranto ha abbattuto 1300 capi di bestiame. Nel 2010 un'ordinanza della Regione Puglia ha vietato il consumo di carni degli ovini e caprini cresciuti in un raggio di 20 km dall'area industriale di Taranto, per eccesso di diossina. La ASL di Taranto ha vietato il prelievo e la vendita di cozze allevate nel primo seno del Mar Piccolo: vi sono altissime concentrazioni di diossina e PCB. Uno studio di ricercatori dell'ARPA ha evidenziato un eccesso di piombo nelle urine dei Tarantini e così via.
Forse la Magistratura sarebbe dovuta intervenire prima, ma probabilmente non era facile districarsi fra schiere di Amministratori e Scienziati sempre pronti a dichiarare che “non vi sono prove certe di causa/effetto” e che i numeri di morti ed ammalati “non sono sufficienti”. E non è stata aiutata dalle norme vigenti che, invece di imporre controlli in continuo delle emissioni, lascia facoltà di controlli eseguiti 3-4 volte l’anno per 6-8 ore per essere “in regola” (lo stesso recente “Decreto Semplificazioni” parla, addirittura, di autocertificazioni “amichevoli” da parte dei titolari degli impianti). Né hanno aiutato i Magistrati gli organismi di controllo, evidentemente  incapaci o molto più probabilmente conniventi.  Così si è giunti di fronte ad un crimine contro la popolazione la cui proporzione potrà essere misurata solo con il passare di molti anni, fra dolore e sofferenza di ammalati e delle loro famiglie. Ben venga, quindi, l’azione della Magistratura: è un suo dovere istituzionale perché l’evidenza dei crimini commessi fra arroganza del potere economico, incuria, ignoranza, connivenza e cinismo è sotto gli occhi di tutti.
La Politica è ormai succube dell’Economia, deve incentivare la produzione a tutti i costi per compiacere le lobby ed i centri di potere, che però poi le chiedono il conto. In Italia ne conseguono, come detto, facilitazioni normative che, per esempio per quanto riguarda i controlli, rasentano la farsa. Per tacere del comportamento degli organi deputati ai controlli, i cui ruoli nevralgici sono di nomina politica, che tendono a non disturbare le lobby che ruotano intorno ai partiti e gli interessi economici. A tutto questo si aggiunge una corte di referenti scientifici, spesso anch’essi conniventi con la politica per clientelismo, che giustificano tutto e negando ogni nesso causale, ripropongono in continuo nuovi studi o monitoraggi che, sanno bene, si concluderanno dopo molti, troppi anni. Come se ci fosse bisogno di chissà quali dimostrazioni per affermare che a forza di spargere tonnellate di veleni e cancerogeni ci si ritrova un aumento del numero di morti per cancro o per altre malattie. Anche i Sindacati hanno taciuto per anni sul disastro ambientale, come se la difesa del posto di lavoro fosse merce di scambio con la vita dei lavoratori e dei propri familiari. E forse si è anche trattato di una connivenza moralmente discutibile, se è vero, ad esempio, che il Patron dell’Ilva ha contribuito sostanziosamente a sostenere le celebrazioni nazionali per i 150 anni della CGIL.
Ben venga dunque la Magistratura, e chi altri sennò? Se la Politica vuole dare un segnale forte di discontinuità legiferi in modo che i controlli siano gestiti dalla Magistratura o almeno da un soggetto arbitrale terzo, assolutamente estraneo ai giochi della politica stessa, altrimenti non se ne esce.
Ultimamente è stata coniata una sgradevole espressione per denunciare cattive leggi contro i lavoratori: “macelleria sociale”. Ora a Taranto questa sgradevole espressione sembra prendere corpo.

fonte:  http://isdepalermo.ning.com/profiles/blogs/5355895:BlogPost:31034