VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

Visualizzazione post con etichetta Buone Notizie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Buone Notizie. Mostra tutti i post

martedì 1 dicembre 2020

Gli inceneritori si attaccano al tram: l’U.E taglia i fondi

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2020/11/27/gli-inceneritori-si-attaccano-al-tram-lu-e-taglia-i-fondi/] con licenza BY-NC-SA 3.0.

Di Gianluca Garetti - 27/11/2020

Enzo Favoino, Coordinatore Scientifico di Zero Waste Europe, ci trasmette le ultime ottime notizie, da Bruxelles. Sono stati approvati i testi finali sui criteri di impiego sia del JTF (Just Transition Fund) che dei nuovi Cohesion Funds (fondi regionali).

Tutti i fondi andranno ai livelli superiori della gerarchia del ciclo rifiuti: riduzione, riuso, riciclo e compostaggio, in quanto investimenti atti a incentivare l’economia circolare: ‘investments in enhancing the circular economy, including through waste prevention, reduction, resource efficiency, reuse, repair and recycling’.

Nessun fondo andrà agli inceneritori, e questi, che in passato assorbivano il 70% delle risorse, si attaccano al proverbiale tram:

‘ However, activities included in the lower hierarchy of circular economy, such as waste incineration, shall not be included.’

Investimenti andranno anche agli approcci per il recupero di materiali dal RUR ( rifiuto urbano residuo), in completa sintonia con la Strategia Rifiuti Zero: ‘investment in technologies to recover materials from residual waste for circular economy purposes’.

‘Con buona pace di chi diceva che solo l’incenerimento va bene per il RUR, e continua a proporre la formuletta 100-65-10 per calcolare la “necessità di incenerimento”’, chiosa Enzo Favoino.

Pur di costruire inceneritori, si attaccavano come mosche a questo RUR, che chiamavano ‘scarto per il recupero energetico’. ‘Per il restante 20% di rifiuti [il RUR] non c’è altra soluzione che l’incenerimento con produzione di energia’, diceva Giorgio Moretti, Presidente di Q.Thermo, società costruita per fare l’inceneritore di Firenze (dal libro, Inceneritore SI o No, Apice libri).

Nel documento UE si parla anche di investimenti di supporto alle economie locali, sostenibili nel lungo termine, nel rispetto delle priorità climatiche ed ambientali dell’Unione, verso gli obiettivi del Green Deal, si parla anche di riduzione di energia dalle fonti fossili, di investimenti per l’innovazione, ma di questo parleremo in altra occasione.

Un’altra grande vittoria per la Strategia Rifiuti zero, per Rossano Ercolini, per chi come noi da tanti anni si è battuto, contro il potente partito trasversale degli inceneritori, contro la costruzione dell’inceneritore di Firenze.

Pensiamo a quando Matteo Renzi, da primo Ministro aveva lanciato un Piano che prevedeva 12 nuovi inceneritori in Italia (2 in Toscana da 150.000 t/anno), con uno schema di decreto ai sensi dell’art.35 dello “Sblocca italia”, https://www.perunaltracitta.org/2015/08/20/le-dieci-cose-da-sapere-sul-nuovo-inceneritore-di-firenze/

Oppure ricordiamo le parole con cui il sindaco di Firenze e presidente della Città metropolitana, Dario Nardella, il  7 agosto 2015, benediceva l’ inceneritore (mai nato) di Firenze, come ‘utile per l’ambiente’’:  «Andiamo avanti. Penso che l’inceneritore sia un’opera utile, non farà male ai cittadini, ma sarà utile anche all’ambiente https://www.perunaltracitta.org/2015/08/20/le-dieci-cose-da-sapere-sul-nuovo-inceneritore-di-firenze/

*Gian Luca Garetti

mercoledì 7 ottobre 2020

Tar Lazio: ricadute positive anche per l'inceneritore di CASE PASSERINI!!!!!

Piana Fiorentina, 06 Ottobre 2020 ore 16:25Il Comune di Sesto Fiorentino esulta per la sentenza del Tar del Lazio che accoglie il ricorso contro Case Passerini: l'inceneritore, adesso, non può più essere ritenuto "strategico".


Decisione arrivata in giornata, martedì 6 ottobre 2020, che ridisegna il sistema di incenerimento della piana fiorentina: accolto il ricorso presentato dal Comune di Sesto Fiorentino contro il Dpcm del 10 agosto 2016.

“Case Passerini” non è più strategico

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso del Comune di Sesto Fiorentino contro il Dpcm del 10 agosto 2016, attuativo dello “Sblocca Italia”, che qualificava l’inceneritore di “Case Passerini” come strategico.

Accogliendo il ricorso, i giudici amministrativi hanno dichiarato l’annullamento della parte del decreto in cui viene individuato il fabbisogno nazionale degli impianti di incenerimento (tra cui quello di Case Passerini), qualificandoli come strategici, in quanto adottato in assoluta mancanza di VAS.

“Ancora una volta la giustizia amministrativa è stata chiamata a sanare l’ennesima forzatura tentata da chi, a tutti i costi, voleva imporre un’opera inutile e dannosa al nostro territorio – afferma il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi – Anche a distanza di tempo continua a trovare conferma la bontà delle nostre posizioni, contrarie nel merito e nel metodo. Per opere così impattanti non si può pensare di agire per decreto, come fece l’allora Governo Renzi, scavalcando Enti locali e comunità”.

FONTE ARTICOLO https://primafirenze.it/cronaca/tar-lazio-ragione-comune-sesto-fiorentino-case-passerini/?fbclid=IwAR0_fp_MwUMNCXj35mwxfZ_JOA9j8hl6DQAw0KxU24BR-I0mMkLgnFz1HYY

vedi post precedente:

Sentenza del TAR Lazio sull'Art. 35 dello sblocca italia.....lo ricordate?? BOCCIATO! 😊

Dell'art 35 dello SBLOCCA ITALIA, che si soffermava a legiferare sugli inceneritori (presenti e futuri), prima si era espressa la Corte di Giustizia Europea (chiamata in causa proprio dal TAR LAZIO).

Adesso il TAR Lazio ha definitivamente emesso il suo giudizio, che in sintesi:

1- pur dichiarando che niente osta al fatto che nel Decreto attuativo dello Sblocca Italia, di preciso all'art. 35, si definissero gli impianti di incenerimento dei rifiuti (e solo questi impianti nell'ambito della gestione dei rifiuti, non tutti gli altri) come “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale” (tanto che alcuni, furono anche presidiati dall'esercito per evitare che le persone potessero manifestare pacificamente), purché tale normativa fosse comunque compatibile con le altre disposizioni delle direttiva che prevedono obblighi più specifici in materia di gestione dei rifiuti e senza per questo abdicare al principio di “gerarchia dei rifiuti”.

2- il fatto che il governo decidesse la capacità di trattamento (da ampliare per gli impianti esistenti, ma anche per i nuovi) e le modifiche delle autorizzazioni in essere, cambiando la sigla dell'attività svolta, da Smaltimento a Terra (D10), a recupero Energetico (R1) solo con un articolo........ secondo la tesi della Corte UE, sposata poi dal TAR Lazio, è esplicitamente da considerarsi un atto di PIANIFICAZIONE STATALE inmateria di gestione dei rifiuti. Come tale, deve essere sottoposto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (che ricordiamo si attua su "piani e programmi" e non sui singoli progetti - come le spiegazioni dei ministeri del decreto sblocca italia volevano sottintendere!). Cosa che non fu fatta!

3- La Corte e il TAR del Lazio, ribadiscono anche il fatto che se le motivazioni addotte a sostegno dell'allora "sblocca Italia" e in particolare l'art. 35, erano quelle che si doveva aumentare le capacità di funzionamento dei vari impianti di incenerimento per consentire di arrivare a coprire il fabbisogno di trattamento a livello statale......autorizzava anche a DUBITARE della sufficienza delle VALUTAZIONI precedentemente effettuate ai fini autorizzativi per la messa in funzione degli stessi. Valutazioni come la VIA e l' AIA (Valutazione di Impatto Ambientale e Autorizzazione Integrata Ambientale).

Il TAR si è espresso con SENTENZA N. 10088/2020 REG.PROV.COLL. N. 14990/2016 REG.RIC

ANNULLANDO, di fatto, l'art. 35 nella parte in cui doveva essere sottoposto a VAS (ovvero sulle capacità e le denominazioni/autorizzazioni di tali impianti).

Scarica anche uno dei documenti a sostegno del ricorso, ripresi nelle motivazioni della sentenza, relativo alle osservazioni Marco Caldiroli, presidente Nazionale di Medicina Democratica. A questo LINK https://drive.google.com/file/d/1qC3pdxumXOH65LWYqAZ7qGKWcVPGVMKl/view?usp=sharing 

ALTRI ARTICOLI SU QUESTO TEMA:

Approfondimento sui temi della sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’8 maggio 2019

Rifiuti: Corte di Giustizia Europea ferma inceneritori, anche in Abruzzo

giovedì 18 giugno 2020

BUONE NOTIZIE: Inceneritore di Scarlino, il consiglio regionale approva all’unanimità lo stop alla nuova Via



Soddisfatta Toscana a sinistra, che aveva presentato una mozione per bloccare la Valutazione di impatto ambientale.
SCARLINO. Approvata all’unanimità, nella seduta di oggi, mercoledì 17 giugno, la mozione di Toscana a Sinistra che impegna la Giunta della Regione Toscana a interrompere immediatamente la nuova procedura di valutazione di impatto ambientale dell’inceneritore di Scarlino e a mettere una pietra tombale sull’impianto.
Risale al 20 dicembre 2019 l'ultimo tentativo di Scarlino Energia di riaccende l'inceneritore di Scarlino, impianto contestatissimo dalle associazioni ambientaliste (Forum ambientalista in testa), ma anche dalle amministrazioni comunali, più volte bocciato dai giudici per le sue carenze tecniche. L'ultima pronuncia è quella del tribunale di Grosseto che ha imposto di fermare l’attività dell’inceneritore a causa dei potenziali danni alla salute della popolazione.
La società proprietaria, tuttavia, aveva presentato prima di Natale all’ente regionale un’istanza per chiedere di riaccendere le camere di combustione, impegnandosi a costruire una nuova linea "più performante dal punto di vista ambientale". Si era dunque aperta una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale.
Soddisfatto Tommaso Fattori, consigliere regionale e candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, il quale aveva chiesto una discussione urgente dell’atto per fermare il nuovo procedimento autorizzativo.
“E’ grave che la Giunta abbia ignorato la sentenza del tribunale di Grosseto che imponeva di fermare l’attività dell’inceneritore a causa dei potenziali danni alla salute della popolazione _ dice Fattori _. L’impianto era già stato dichiarato fuori legge dal Consiglio di Stato, con una sentenza inappellabile. La pervicacia con cui si vuol andare avanti a tutti i costi, ignorando le sentenze della magistratura, è criminale ed oggi il Consiglio regionale ha ribadito con fermezza che l’impianto deve essere fermato per sempre. La nostra assemblea si era già espressa chiaramente un anno fa, votando una mozione che avevamo definito in accordo con i comitati, in cui impegnavamo la Giunta a prendere atto della Sentenza del Consiglio di Stato e della CTU depositata presso il Tribunale di Grosseto, poi confermata con sentenza definitiva, non avviando un nuovo procedimento autorizzativo per l’inceneritore. È inconcepibile che la Giunta non abbia tenuto conto di quell’indirizzo nettissimo dato dall’assemblea eletta dal popolo toscano apprestandosi a rilasciare agli stessi impianti una sesta autorizzazione”.
Per Fattori, "la scelta dell’incenerimento è sempre la peggiore tra le soluzioni possibili perché non chiude affatto il ciclo dei rifiuti ma anzi trasforma l’atmosfera in una discarica avvelenata priva di confini. Ma nel caso di Scarlino si tratta anche di una scelta tecnologicamente pericolosissima dato che l’impianto non ha mai rispettato le caratteristiche strutturali previste dalla normativa nazionale per abbattere le diossine in uscita dalle camere di post-combustione. Al posto dell’inceneritore deve sorgere una ‘fabbrica dei materiali’ per il recupero di materia dai rifiuti, una soluzione razionale e in grado di dare molta più occupazione e reddito dell’incenerimento. È questa la nuova filiera circolare da costruire, le cui basi e precondizioni sono la raccolta porta a porta e la tariffa puntuale. L’inceneritore deve essere chiuso per sempre, programmando, al suo posto, impianti per il recupero di materia dai rifiuti differenziati, in un’ottica di economia circolare”.
Clicca qui per il Comunicato Toscana a Sinistra
Precedente Mozione N. 1677 (citata nell'attuale mozione 2290)

mercoledì 22 aprile 2020

RIFIUTI ZERO: Mascherine Generiche MA riciclabili e compostabili!

Pubblichiamo volentieri la notizia della nuova mascherina (non chirurgica, solo generica, al pari di tante altre che però finiscono nell'indifferenziato.....se va bene, altrimenti le troviamo per terra), che è nata da una collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e @grafica77.


Questo il post di Rossano Ercolini sulla sua pagina facebook:

Eccola: mascherina in cellulosa mista a cotone #riciclabile e/o #compostabile prodotta da @grafica77 e oggetto di una collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori - www.rifiutizerocapannori.it usabile non per scopi specialistici (in ospedale e sul lavoro) ma per fare spesa ed andare in giro. Bello poterla battezzare nella #GiornatamondialedellaTerra

Segue il comunicato Stampa:

mercoledì 8 aprile 2020

Nasce Sieve Delivery: un servizio utile ai cittadini, un supporto per gli esercenti che consegnano a domicilio.

Botteghe, alimentari, ristoranti ma anche farmaci e tabacchi: l'elenco a portata di click di chi consegna a domicilio in Valdisieve durante l'emergenza Coronavirus


Nasce Sieve Delivery (www.sieveonline.it/delivery) una Web App gratuita che ha il compito di facilitare la ricerca di negozi, ristoranti e altre attività della Valdisieve che hanno recentemente attivato il servizio di consegna a domicilio a seguito delle misure per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus.

Con queste restrizioni, che obbligano i cittadini a limitare al minimo l’uscita dalle proprie abitazioni e hanno costretto i commercianti a chiudere al pubblico, i servizi di consegna a domicilio di spesa alimentare e beni di prima necessità, ma anche delivery ristoranti e pizzerie, stanno diventando sempre più importanti.

Moltissime sono le persone che cercano alternative alla grande distribuzione (sia per evitare il contatto con altre persone, sia per le lunghe file, sia per supportare le attività locali) e molti negozi, botteghe e ristoranti del territorio si sono organizzati per offrire la consegna dei loro prodotti e continuare a lavorare in sicurezza.

Insieme agli stessi esercenti e alle testate locali, anche i Comuni di Pontassieve, Rufina e Pelago si sono prontamente attivati per rendere fruibili queste liste. Le informazioni però, dislocate su diversi siti, canali social e pagine in aggiornamento, non sono sempre facili da consultare. Sieve Delivery nasce proprio per raccogliere tutte le informazioni e i contatti in un unico “luogo”.

La Web App, compatibile con tutti i dispositivi mobili, è molto semplice da utilizzare. Visitando la pagina www.sieveonline.it/delivery si accede alla lista completa degli gli esercenti, dove è possibile filtrare in base alla categoria di servizio (alimentari, ristoranti, pizzerie, ma anche farmacie e tabacchi), alla zona di consegna (comuni e frazioni) e alle keywords principali (vegetariano, gluten free, km 0). Una volta individuato il servizio desiderato si possono vedere orari, disponibilità e informazioni aggiuntive, procedere a contattare l’esercente (anche tramite WhatsApp o Facebook) oppure tornare indietro e farsi ispirare dall’offerta.

Il rischio di contagio si potrebbe insidiare anche attraverso la consegna a domicilio, per questo Sieve Delivery, basandosi su informazioni tratte dal sito di FIPE e Assodelivery, ha inserito anche un vademecum di semplici azioni utili sia agli utenti che agli esercenti, per limitare al massimo questa possibilità.

Per aggiungere la propria attività su Sieve Delivery è sufficiente compilare il modulo di registrazione dalla pagina https://www.sieveonline.it/delivery/registrazione/ con i contatti e le informazioni sul servizio svolto. Le schede verranno aggiornate costantemente in base alle segnalazioni degli esercenti e monitorando le liste condivise dai Comuni.

Il progetto, gratuito sia per gli esercenti che per gli utenti, è realizzato da SieveOnLine Network, portale di valorizzazione del territorio e InterMedia Communication, agenzia di comunicazione, che come forma di "solidarietà digitale" hanno messo a disposizione le proprie competenze e i propri canali per dare un piccolo contributo alle attività del territorio e alla comunità.

----------------------------------------------------------------------
InterMEDIA Communications Snc
SieveOnLine Network

Piazza Cairoli, 7 - Galleria Cairoli
50065 Pontassieve (FI) - P.iva: 05313840489

Telefono: 
0558314721 - Email: info@sieveonline.it

martedì 31 marzo 2020

La protezione dell'ambiente e del clima è importante per oltre il 90% dei cittadini europei

Secondo una nuova indagine dell'Eurobarometro
La protezione dell'ambiente e del clima è importante per oltre il 90% dei cittadini europei
Secondo una nuova indagine Eurobarometro, il 94% dei cittadini di tutti gli Stati membri concorda sul fatto che la protezione dell'ambiente è importante. Inoltre, il 91% dei cittadini ha dichiarato che i cambiamenti climatici costituiscono un problema grave nell'UE. A giudizio dell'83% degli intervistati, la legislazione europea è necessaria per proteggere l'ambiente.
Dall'indagine eurobarometro emerge che i cittadini vogliono che si faccia di più per proteggere l'ambiente e ritengono che la responsabilità sia condivisa, oltre che da loro stessi, anche dalle grandi imprese e dall'industria, dai governi nazionali e dall'UE. I cittadini intervistati ritengono che per affrontare più efficacemente i problemi ambientali occorra "cambiare i nostri modelli di consumo" e "cambiare il nostro modo di produrre e commercializzare i prodotti".
Il commissario per l'Ambiente, Virginijus Sinkevičius, ha dichiarato:"I risultati di questa indagine non ci sorprendono. Sono esattamente le preoccupazioni dei cittadini che noi vogliamo affrontare con il Green Deal europeo. Mi rincuora constatare che esiste un sostegno a favore di quei cambiamenti fondamentali che ci apprestiamo ad apportare alla nostra società e alla nostra economia e che i cittadini intendono svolgere un ruolo attivo in questo cambiamento."
Stando ai risultati dell'indagine i cambiamenti climatici, l'inquinamento atmosferico e i rifiuti sono i tre problemi più gravi che riguardano l'ambiente. Più di tre quarti degli intervistati (78%) ritiene che le questioni ambientali abbiano ricadute dirette sulla loro vita di tutti i giorni e sulla loro salute. Più di otto cittadini su dieci sono preoccupati per l'impatto delle sostanze chimiche presenti in prodotti di uso quotidiano e riconoscono che potrebbero essere necessari dei cambiamenti radicali.
Gli oltre 27.000 intervistati esprimono un forte sostegno per le misure proposte volte a ridurre la quantità dei rifiuti di plastica e la loro dispersione nell'ambiente. I risultati indicano anche che i cittadini ritengono che i prodotti dovrebbero essere concepiti in modo da facilitare il riciclaggio di questo materiale; industriali e commercianti dovrebbero sforzarsi di ridurre gli imballaggi di plastica; si dovrebbero prevedere interventi educativi rivolti ai cittadini su come ridurre i loro rifiuti di plastica; le autorità locali, infine, dovrebbero mettere a disposizione strutture migliori per la raccolta di questo tipo di rifiuti e prevederne in numero più elevato.
L'indagine prende in esame anche gli atteggiamenti nei confronti dell'industria dell'abbigliamento, riscontrando forti preoccupazioni per le questioni ambientali e le condizioni di lavoro. Gli intervistati vorrebbero indumenti in grado di durare più a lungo e fabbricati con materiali riciclabili.
È infine emerso un sostegno a favore di altre misure, tra cui gli investimenti nella ricerca e sviluppo, una maggior attività di informazione e di educazione, un incoraggiamento alle imprese ad impegnarsi in attività sostenibili e un controllo legislativo più rigoroso.
I dati sono disponibili anche in modo differenziato per i cittadini italiani (1.020) che hanno risposto al questionario.
Contenuti correlati

giovedì 13 febbraio 2020

Firenze, no del Consiglio di Stato all'ampliamento dell'aeroporto

Respinto il ricorso di Toscana aeroporti. La società: "Verificheremo come fare potenziamento". Il sindaco di Sesto Falchi: "Giornata storica"

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Toscana aeroporti contro la decisione del Tar toscano sull'ampliamento dello scalo fiorentino. Il tribunale amministrativo l'anno scorso aveva annullato il decreto di Via per il masterplan di potenziamento dello scalo fiorentino.

Secondo il Consiglio di Stato, che sposa le conclusioni del Tar della Toscana, "sono infondati nel merito e debbono essere respinti" l'appello principale proposto da Toscana Aeroporti e gli appelli incidentali proposti da Comune di Firenze, Regione Toscana, Enac, ministero dell'Ambiente e ministero dei Beni culturali.

"La lettura congiunta delle valutazioni svolte dalla Commissione Via unitamente al contenuto delle correlate 'prescrizioni' denota la manifesta irragionevolezza del giudizio positivo da questa espresso, e quindi dell'impugnato decreto che lo recepisce", scrivono i magistrati nella sentenza, osservando che "appare quindi condivisibile la considerazione del Tar secondo cui le scelte progettuali, relative ad aspetti qualificanti del progetto, devono essere verificate in sede di Via, e non già in sede di verifica di ottemperanza alle prescrizioni".

Per il Consiglio di Stato "il raffronto tra le valutazioni della Commissione e il contenuto delle prescrizioni consente poi di concludere che essa non si è limitata a dettare condizioni ambientali ma, da un lato, ha imposto la ricerca e/o lo sviluppo di nuove soluzioni progettuali, dall'altro ha richiesto l'effettuazione e/o l'approfondimento di studi che avrebbero dovuto essere presentati ex ante ai fini dell'ottenimento della Via e non semplicemente verificati ex post in sede di ottemperanza".

Immediata la risposta di Toscana Aeroporti che "verificherà le condizioni e le azioni da intraprendere insieme agli enti competenti, in primis Enac, per portare avanti il progetto" di potenziamento dell'aeroporto di Firenze.  "Prendiamo atto della sentenza del Consiglio di Stato", dichiara la società, spiegando che verificherà le condizioni per il potenziamento dello scalo "nel pieno rispetto della sentenza odierna, ma al contempo nella ferma convinzione della necessità dell'aeroporto di Firenze di dotarsi di una nuova pista e di un nuovo terminal per rispondere alle evidenti criticità infrastrutturali". Il lavoro compiuto, ricorda Toscana Aeroporti, "è stato realizzato seguendo i pareri e le indicazioni dei ministeri competenti e della competente commissione Via, in virtù dei pareri positivi ottenuti dalla Commissione nazionale Via" oltre che dei ministeri dell'Ambiente, dei Beni culturali e delle Infrastrutture.  "Aspettiamo di leggere le carte e poi daremo una risposta circostanziata: in ogni caso andremo avanti" ha confermato il presidente della Regione Enrico Rossi.

Di "una giornata straordinaria, storica per Sesto e per tutta la Piana" ha parlato il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi che era stato tra i promotori del ricorso al Tar contro l'ampliamento. "Questa sentenza a lungo attesa - afferma Falchi - mette la parola fine ad una vicenda che si è protratta troppo a lungo e che ha visto la politica venire meno ai propri compiti. I giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni portate avanti da sei comuni e delle preoccupazioni di quasi 400 mila cittadini. Finalmente abbandoniamo un progetto incompatibile con il nostro territorio, in contraddizione con la sfida al cambiamento climatico, realizzato nell'interesse di pochi con tanti soldi pubblici. Ora è tempo di restituire la parola alle comunità, di aprire una nuova pagina nella gestione del nostro territorio, di normalizzare i rapporti tra enti che in questi anni si sono fatti coinvolgere in un conflitto senza precedenti". Da domani, ha concluso il sindaco, "dovremo essere capaci di ripartire, di restituire al Parco della Piana il suo ruolo di elemento ordinatore e da lì impostare una strategia di sviluppo sostenibile e lungimirante".

FONTE https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/02/13/news/aeroporto_di_firenze_no_del_consiglio_stato_al_ricorso_per_l_ampliamento-248515373/




Aeroporto, respinto il ricorso contro la sentenza del Tar. Falchi: “Giornata storica”

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Toscana Aeroporti contro la sentenza emessa dal TAR sul masterplan del nuovo aeroporto di Firenze.
La sentenza è stata notificata nel pomeriggio di giovedì 13 febbraio.


“È una giornata straordinaria, storica per Sesto e per tutta la Piana – afferma il sindaco Lorenzo Falchi – Questa sentenza, a lungo attesa, mette la parola fine ad una vicenda che si è protratta troppo a lungo e che ha visto la politica venire meno ai propri compiti. I giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni portate avanti da sei Comuni e delle preoccupazioni di quasi 400mila cittadini.
Finalmente abbandoniamo un progetto incompatibile con il nostro territorio, in contraddizione con la sfida al cambiamento climatico, realizzato nell’interesse di pochi con tanti soldi pubblici. Ora è tempo di restituire la parola alle comunità, di aprire una nuova pagina nella gestione del nostro territorio, di normalizzare i rapporti tra enti che in questi anni si sono fatti coinvolgere in un conflitto senza precedenti.
È l’anno zero per il nostro territorio, è il coronamento di un impegno che ci siamo presi in campagna elettorale e che abbiamo onorato fino in fondo, con serietà, disponibilità al dialogo, visione di lungo periodo. Oggi festeggiamo insieme ai cittadini e ai comitati, ma già da domani dovremo essere capaci di ripartire, di restituire al Parco della Piana il suo ruolo di elemento ordinatore e da lì impostare una strategia di sviluppo sostenibile e lungimirante”.
Comune di Sesto Fiorentino

venerdì 1 febbraio 2019

Italia Nostra: Comunicato stampa: Una vittoria dell’ambientalismo e della cittadinanza consapevole INCENERITORE DI FIRENZE Regione Toscana dice NO a nuova Autorizzazione a Q.tHermo. ENNESIMO STOP ALLA SUA COSTRUZIONE



Salvo sorprese dell’ultimo minuto, con la Conferenza dei Servizi dello scorso 28 gennaio il procedimento avviato a Dicembre 2018 dalla Direzione Ambiente ed Energia della Regione Toscana (http://www.regione.toscana.it/documents/10180/14995673/avviso_Aia.pdf/51847525-c45d-485a-8e7e-caecc6deff81) porta un altro NO netto all’inceneritore di Firenze .
Q.tHermo, società partecipata dal gestore toscano dei rifiuti Alia SpA e da Sviluppo Ambiente Toscana del gruppo emiliano Hera, infatti aveva fatto istanza di rinnovo parziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto. Tale richiesta di rinnovo parziale ci era suonata alquanto grottesca e non possiamo che plaudere davanti alla scelta della Regione Toscana di rigettare l’istanza. Q.tHermo chiedeva di ottenere una nuova Autorizzazione tralasciando il motivo che aveva determinato l’annullamento definitivo della Autorizzazione in Consiglio di Stato, ossia la questione della mancata realizzazione delle opere di compensazione ambientali (i cosiddetti Boschi della Piana).
La direzione Ambiente ed Energia ha affermato che l’istanza non può essere accolta in quanto
“il progetto presentato non contiene, in relazione a quanto eccepito dal Consiglio di Stato, un progetto per la realizzazione in tempi e modi certi delle opere di mitigazione che determino gli effetti auspicati dalla VIS (Valutazione di Incidenza Sanitaria) del 2005, né una rivalutazione complessiva della situazione ambientale e sanitaria della Piana che tenga conto degli effettivi cumulati derivanti dall’eventuale sviluppo infrastrutturale nell’area.”
Aggiungiamo noi che non si tengono nemmeno in conto gli effetti cumulati che già ci sono stati a causa di un enorme sviluppo infrastrutturale nell’area nei 14 anni trascorsi tra la VIS e oggi.
La direzione Ambiente ed Energia afferma inoltre che una nuova istanza dovrà prevedere, oltre ad una nuova VIS, un piano per un bosco vero e proprio già in grado all’accensione dell’impianto di assorbire le emissioni; un bosco adulto, quindi, che necessita di molti anni di accrescimento.
Dopo lo STOP giudiziario e lo STOP dei finanziatori, arriva quindi anche lo STOP tecnico/autorizzativo. A questo punto manca solo lo STOP politico, ossia lo stralcio dell’inceneritore di Firenze dalla programmazione regionale e di ambito. Come abbiamo già richiesto più volte, ribadiamo che per noi l’inceneritore di Firenze deve uscire dal Piano Regionale dei Rifiuti e dal Piano di Ambito di Ato Toscana Centro.
E non ci sfuggono certo le intenzioni di Q.tHermo, d’altronde già preannunciate nella nota integrativa abbreviata al bilancio della società al 31 dicembre 2017:
“Si sottolinea come, in caso di esito negativo del contenzioso, nel momento in cui si venisse a prefigurare la fattispecie dell’anticipata risoluzione della concessione per fatti non imputabili al concessionario medesimo,  la Società, così come oltretutto espressamente previsto della Convenzione trilaterale sottoscritta fra Q.tHermo, ex Quadrifoglio S.p.A. ed ATO Toscana Centro il 18 Ottobre 2016, procederà alla richiesta di indennizzo  nei confronti di ATO Toscana Centro”.
Dopo questo ennesimo stop, chiediamo a tutti i Comuni dell’ATO Toscana Centro di attivarsi per SCIOGLIERE la convenzione tra Ato Toscana Centro, Quadrifoglio (ora Alia) e Q.tHermo, visto che essa non possiede il requisito principale, ossia il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto. Ricordiamo che la Convenzione era nata per dare, tramite la Tari pagata dai cittadini, la piena e forzata copertura economica alla gestione dell’impianto di incenerimento GIA’ AVVIATO e che adesso può quindi essere dichiarata carta straccia dall’assemblea dei sindaci.
È giunto il momento che la politica si prenda le proprie responsabilità e faccia il passo deciso verso una gestione dei rifiuti improntata davvero sull’economia circolare, sul riciclo, sulla raccolta differenziata e sulla tariffazione puntuale. Abbiamo già perso soldi e tempo, ora è il momento di dare il via alle buone pratiche.
Comitato Mamme NO Inceneritore ONLUS
Forum Ambientalista
Italia Nostra
WWF Italia