VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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mercoledì 16 settembre 2015

Dalle luci a vapore ai chip per i rifiuti le idee dei Comuni più virtuosi d’Italia

L’illuminazione pubblica di Mogoro, la raccolta differenziata di Parma e Malnate, la mobilità di Rivalta. E, ancora, le idee di autofinanziamento di San Salvatore Ma soprattutto, l’eccellenza (in tutte le categorie) raggiunta da Seravezza.



Dalle luci a vapore ai chip per i rifiuti le idee dei Comuni più virtuosi d’ItaliaC’ È quello che ha sostituito le luminarie pubbliche con lampade a vapore, quello che ha messo le facce dei cittadini sull’album delle figurine, quello che ha dotato i bidoni della spazzatura di microchip o che ha ricavato un hotel diffuso da 50 stalle abbandonate.  

Benvenuti in un mondo parallelo: l’Italia dei Comuni virtuosi. Dove le cose funzionano e lasciano a bocca aperta. Piccole eccellenze, sette in tutto, in cui abitanti e istituzioni collaborano, trasformando in valore le risorse del territorio, riducendo il traffico e aumentando l’attenzione per l’ambiente. A loro, sembra affidata l’italica speranza di risalire la china. I “migliori comuni” saranno premiati il 19 settembre dopo una selezione dell’Associazione dei Comuni Virtuosi con il patrocinio di Anci e ministero dell’Ambiente. La costellazione dei premi varia dalla gestione del territorio ai nuovi stili di vita.
 
Vincitore assoluto è Seravezza, provincia di Lucca. Qui, nell’entroterra della Versilia, le notti trascorrono serene grazie a una campagna contro alcol e droghe. E la raccolta differenziata la fanno al 75 per cento, le mense sono bio, c’è una casetta dell’acqua e una del sapone con detersivi alla spina. «Abbiamo puntato sulle politiche ambientali spiegando che la differenziata è un valore per tutti — dice il sindaco Ettore Neri — e i cittadini possono rivolgersi allo sportello energia per avere informazioni sul risparmio energetico». Riuscire a trasformare 50 stalle in un albergo diffuso, e convertire un mini comune da 350 abitanti in località turistica, è invece la scommessa di Castel Del Giudice, in Molise. Si entusiasma il sindaco Lino Gentile: «Abbiamo convinto i proprietari a partecipare alla creazione di un albergo che è nato senza aumento degli spazi».
Sostituire l’illuminazione pubblica con lampadine a vapore di sodio, ma anche ridurre la plastica nelle mense e introdurre acqua pubblica filtrata, è valso la stelletta ecologica a Mogoro, provincia di Oristano.
 
Mettere i cittadini in un album delle figurine modello Panini ha fruttato una menzione al comune di San Salvatore Monferrato. «Per realizzare un gigantesco selfie della comunità abbiamo suddiviso le categorie, sportivi, medici, negozianti, professori. Le figurine si comprano in edicola e con il ricavato ogni associazione ha un piccolo sostegno economico ». Il problema del traffico è stato aggredito a Rivalta, comune della cintura torinese, con un rosario di soluzioni diverse. Spiega l’assessore ai trasporti Marilena Lavagno: «Siamo partiti da un potenziamento della pista ciclabile che ora è di 80 centimetri con un incremento del percorso pari al 30 per cento. Ma il punto di forza sta diventando quello del
carpooling che permette una condivisione dell’auto, facendo risparmiare sulla benzina. Grazie a una app controlliamo le garanzie degli iscritti».

Niente più rifiuti abbandonati a Parma e Malnate (Varese). Qui i cittadini hanno ricevuto sacchi dotati di un tag che consente, tramite un sistema di rilevamento, di abbinarlo ai singoli e mantenere la tracciabilità aumentando la consapevolezza. A Parma, invece, si punta «al risparmio sulla bolletta — spiega l’assessore all’ambiente Gabriele Foli — chi non riesce a partecipare alla raccolta porta a porta può recarsi nelle ecostation con una tessera. Questo per premiare o penalizzare chi produce meno residuo».
Ma il vero segreto per far funzionare le cose, secondo Marco Boschini, coordinatore dell’associazione Comuni Virtuosi, «È la sinergia tra cittadini e istituzioni, l’esperienza più bella si realizza quando c’è contaminazione tra amministrazioni e privati per lavorare in accordo per il bene della comunità».
 

mercoledì 29 luglio 2015

INCENERITORE DI PARMA: stoppata la richiesta di Iren di ampliamento, ora spetta alla Regione mettere nero su bianco


 


Fritelli: “Nessun inciucio con Pizzarotti. Ma, piaccia o non piaccia, con lui bisogna dialogare”

Intervista al Presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli.   - Pubblicato il 29 luglio 2015

Le recenti nomine degli amministratori di Tep e Smtp sono state oggetto di polemiche da parte di taluni. Si è parlato di “inciucio” tra Provincia e Comune di Parma…
E’ prassi che quando si vuole sostenere che una cosa è negativa si usi la parola “inciucio”. In realtà, nei casi citati, si è trattato semplicemente di un accordo tra due soci (Provincia di Parma e Comune di Parma) che detengono ciascuno il 50% delle quote della società. Senza l’intesa tra Provincia e Comune mai nella storia si è raggiunta la quadra nè in Tep nè in Smtp. L’accordo sta scritto nella natura della società e dei patti parasociali.

Che soluzione avete trovato?
Alla Provincia è spettata la nomina del presidente di Tep e al Comune quella del vicepresidente. Concordemente abbiamo poi ridotto il consiglio di amministrazione da cinque a tre membri. In Smtp abbiamo deciso di confermare Pierdomenico Belli (che ha già fatto due mandati da presidente) considerata la gara imminente e soprattutto la prossima unificazione con l’agenzia di Piacenza. In questo contesto procedere in continuità era la soluzione più equilibrata.
In più sono convinto che in questa fase storica, anche in conseguenza dei vincoli normativi connessi alle incompatibilità, fosse giusto scegliere dei profili tecnici che conoscessero la materia. Abbiamo rispettato lo spirito dei tempi. Le nomine partitiche o para-partitiche, oltre che incompatibili, non sarebbero state giustificate.
Con queste parole credo di rispondere alle critiche di “Prima Repubblica”, “inciuci”, “spartizioni” che ci sono state rivolte… l’inciucio e le spartizioni sarebbero avvenute nel caso di nomine col Manuale Cencelli sulla base dell’appartenenza ad un partito o ad una sua corrente, senza tenere conto delle esigenze dell’azienda. Tengo infine a dire che questa discussione sui rinnovi in Tep e Smtp è iniziata in modo trasparente ad aprile e di proposte tecniche vere non me ne sono arrivate molte.

Con Pizzarotti che rapporti hai?
Abbiamo costruito un rapporto di correttezza istituzionale tra chi deve collaborare su alcuni temi. Ad esempio sulla politica ambientale dove abbiamo mediato una posizione comune sui rifiuti in Assemblea dei Sindaci. Oggi la Provincia è nei fatti un’unione di Comuni e, piaccia o non piaccia, il Comune di Parma ne è parte importantissima. E quindi col Comune capoluogo bisogna dialogare.

L’altro tema importante che hai sulla scrivania è quello dell’ampliamento dell’inceneritore di Ugozzolo. Puoi dire parole definitive a riguardo?
Sì.. Abbiamo fatto diversi passaggi dentro il Pd, Consiglio comunale di Parma, Consiglio provinciale e Assemblea dei Sindaci. La linea è quella di bloccare la richiesta di Iren di ampliamento dell’inceneritore. Il tutto finalizzato al superamento dell’attuale piano provinciale dei rifiuti per aderire a quello nuovo regionale che sarà approvato in autunno.
Il tema del forno è delicato e sentito a Parma, e di ciò bisogna tenere conto. Se le promesse sono quelle dichiarate dalla Regione, una soluzione di area vasta si troverà.

La soluzione sarà il no al potenziamento dell’impianto e il sì ai rifiuti da Reggio Emilia?
Sì. Abbiamo stoppato la richiesta di Iren di portare l’impianto da 130.000 a 190.000 tonnellate (come del resto aveva già fatto la Regione in un incontro con i gestori Iren e Hera).

E poi modificherete all’autorizzazione dell’inceneritore, consentendo di bruciare i rifiuti prodotti da fuori provincia…
Sì, ma l’autorizzazione la darà la Regione che nella nuova legge di riordino assumerà quella competenza. La funzione Ambiente della Provincia, infatti, verrà assorbita dalla Regione e quindi sarà la Regione a doversi esprimere. Credo saprà trovare nella soluzione di area vasta quella migliore. In merito alle tariffe, il nostro obiettivo è quello di diminuire in qualche anno l’attuale costo di smaltimento di 154 euro a tonnellata e andare incontro alle esigenze dei cittadini.

Oltre ad essere Presidente della Provincia sei anche sindaco di Salsomaggiore. Nei giorni scorsi è arrivata la notizia della vendita del Centro Termale Baistrocchi. Che giudizio esprimi?
E’ stato un percorso lungo, non scontato, che alla fine ha portato ad un buon risultato. Nell’ultimo bando è stata depositata l’offerta di tre imprenditori solidi e seri che si sono uniti e hanno intenzione di presentare un progetto di investimento. Il Baistrocchi è un’attività che funziona ma che necessita di investimenti, di promozione, di essere riqualificata. Con la fine dell’estate la nuova compagine avrà la possibilità di partire.
Anche sulle Terme Berzieri è avviato un percorso di affittanza e poi di privatizzazione.
Stiamo, pertanto, cominciando a variare la compagine di Salsomaggiore che fino ad ora è stata completamente pubblica, ma che tale non può più potuto essere perchè economicamente insostenibile.

Andrea Marsiletti

FONTE ARTICOLO:  http://www.parmadaily.it/229678/fritelli-nessun-inciucio-con-pizzarotti-ma-piaccia-o-non-piaccia-con-lui-bisogna-dialogare/

martedì 14 luglio 2015

Con Parma nel cuore per Rifiuti Zero!



Con almeno un migliaio di partecipanti si è svolta a Parma sabato 11 luglio la manifestazione contro il potenziamento dell'inceneritore di Ugozzolo e l'art.35 dello Sblocca Italia che consentirebbe di fare affluire a Parma rifiuti da tutta Italia. La manifestazione organizzata dal comune ha visto l'adesione di molte delegazioni e associazioni prevenienti non solo dal centro nord ma anche dal sud Italia. La delegazione più numerosa è stata quella proveniente dalla Toscana e in particolar modo da Firenze animata dalle "Mamme contro l'inceneritore" ma anche altre delegazioni importanti sono intervenute dalla Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia e ovviamente da tutta l'Emilia Romagna.
Zero Waste Italy esprime piena soddisfazione per aver contribuito a connettere ancora una volta tre battaglie decisive per il destino dell'incenerimento e delle sue alternative: Parma, Firenze e Torino. Da Torino ed in particolare da Rivalta è intervenuto il sindaco, alla fine della manifestazione, sul palco di piazza della Pace, che ha solidarizzato con la battaglia di Parma esprimendo netto dissenso nei confronti dell'inceneritore di Torino.
A suggellare il carattere unitario e nazionale dell'iniziativa anche la partecipazione di Legambiente Nazionale e dell'ass. Comuni Virtuosi.
Un plauso ai cittadini di Parma e alla loro amministrazione guidata da Federico Pizzarotti per non aver mai accettato l'inceneritore che pur imposto senza consenso è stato isolato da una raccolta differenziata di eccellenza che superando il 70% sta affamando l'impianto per mancanza di rifiuti.
Iren la multiutility è stata così costretta a chiedere di importare rifiuti gettando la maschera della propria arroganza e esponendo la Food Valley al pericolo di divenire un sito di industria sporca in aperta contraddizione con le eccellenze alimentari che attualmente contraddistinguono Parma.
Ora attendiamo le mosse successive sapendo che sarà un'estate molto calda. Prossimo focus il 6 agosto quando a Firenze si dovrebbe svolgere la conferenza dei servizi per approvare l'inceneritore di Case Passerini anche li Zero Waste Italy ci sarà.
Un ringraziamento speciale agli amici della comunità Rifiuti Zero di Parma ma non solo.

Per Zero Waste Italy
Rossano Ercolini
Patrizia Lo Sciuto
--
ZERO WASTE ITALY
FB: Zero Waste Italy



venerdì 3 luglio 2015

PARMA: Legambiente: "L'11 luglio in piazza, ci sia tutta la città"

L'associazione aderisce alla manifestazione contro l'ampliamento del termovalorizzatore. "Nessun pericolo di strumentalizzazione". E va all'attacco di Iren: "Piani per far arrivare rifiuti da Genova e La Spezia?". Promossa la tariffa puntuale.

 Legambiente sarà in piazza l'11 luglio. 

L'associazione ha deciso di aderire alla manifestazione lanciata dall'Amministrazione contro l'ampliamento del termovalorizzatore e il conseguente arrivo di rifiuti da altri territori. "Partecipiamo - spiega il presidente Francesco Dradi - sulla base della mozione del Consiglio comunale, un atto politico importante, una delle poche volte che tutte le forze politiche marciano insieme. Non è una questione semplicemente locale, è un grosso vulnus nei rapporti dei cittadini, determinato dall'articolo 35 - quello che autorizza l'ampliamento degli inceneritori - dello Sblocca Italia".
L'associazione è pronta ad appoggiare a tutti i livelli la campagna per indurre Iren a rinunciare alla richiesta di ampliamento. "Stiamo lavorando - prosegue Dradi alle osservazioni da presentare in Provincia. È importante che siano avanzati rilievi sugli aspetti tecnici, perché senza, l'ente non avrebbe sollecitazioni. Noi e il Wwf li faremo. Ci auguriamo che anche gli altri Consigli comunali replichino la mozione unitaria di Parma. Altrimenti, se un sindaco ritiene che vada bene ampliare l'impianto, lo dica pubblicamente".
Un appello dunque a combattere, tanto più che secondo l'associazione Iren starebbe già pianificando di far convergere su Parma rifiuti dalle province di La Spezia e Genova.

LA TARIFFA PUNTUALE - Per Legambiente la tariffa puntuale che partirà il prossimo primo luglio è un ulteriore tassello della strategia per ridurre i rifiuti. "Il sistema del porta porta spinto a Parma, pur con tutti gli errori fatti, è avanzato, ed è la direzione giusta quella di trasformare i rifiuti in risorse". L'associazione, che ha ricevuto già diverse segnalazioni di protesta dei cittadini, tiene a rassicurare, spiegando, sull'esempio di quanto avviene a Felino, Colorno, Montechiarugolo, Busseto e San Secondo, che si può stare nel range del numero minimo e massimo di vuotature. Ma a Comune e Iren chiede un ulteriore sforzo di comunicazione per spiegare al meglio il meccanismo, rilevando come "sarebbe stato meglio che il Consiglio comunale, che dovrà votare tariffe e risparmi, si fosse espresso prima della partenza della tariffazione puntuale". Dradi conclude con l'appello a mettere da parte le divisioni e a marciare uniti l'11: "È una visione di prospettiva. Non è questione di colore politico. Invitiamo anche altre forze, sarebbe bello ci fosse la città, non vediamo rischio di strumentalizzazione".
L'associazione Gestione Corretta Rifiuti aderisce alla manifestazione del 11 luglio indetta dal Comune di Parma contro la richiesta di aumento della capacità di incenerimento dell'impianto IREN di Ugozzolo.
Contrari da anni a qualsiasi tipo di soluzione con incenerimento dei rifiuti, siamo in questo momento al fianco di chiunque voglia dire no ad un inevitabile aumento delle emissioni e quindi di inquinamento del nostro territorio. Portare il potenziale di trattamento rifiuti da 130000 t/a a 195000 è il passo che temevamo successivo alla realizzazione di un impianto industriale di questo tipo. Temiamo che questo passaggio possa aprire la porta non solo all'arrivo di rifiuti da fuori ma allo smaltimento sempre maggiore anche di rifiuti speciali e ad un ampliamento del numero delle linee di incenerimento. Per questo siamo al fianco di tutti, associazioni e liberi cittadini per contrastare questa eventualità.

Il futuro sostenibile resta sempre la raccolta differenziata porta a porta spinta, la tariffazione puntuale che a breve entrerà in vigore. Tutte prospettive positive che fanno già Parma territorio virtuoso. I rifiuti li ha creati l'uomo; l'uomo stesso pu e deve risolvere il problema senza portare ulteriore aggravamento del già instabile e fragile equilibrio dei sistemi naturali.
Chi, come il nostro territorio, si è impegnato nel raggiungere un traguardo di qualità e virtuoso merita altro che vedersi aumentare la quantità di rifiuti in entrata all'inceneritore di Parma. I sindaci e amministratori che sono invece a favore dell'ulteriore aumento della capacità di incenerimento lo dichiarino pubblicamente Chiediamo a tutti i cittadini di scendere in piazza al fianco delle associazioni che aderiscono in questo obiettivo comune.

Manrico Guerra
Presidente associazione GCR Parma Associazione Gestione Corretta Rifiuti - Parma
ore 19.8 del 25 giugno 2015  
 
FONTE ARTICOLO:  http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/parma/cronaca/2015/06/25/news/legambiente_l_11_luglio_in_piazza_ci_sia_tutta_la_citta_-117659097/

martedì 30 giugno 2015

11 GIUGNO A PARMA NO INCENERITORE - Nessun Dorma, Parma chiama italia

La manifestazione Nessun Dorma è stata fissata per sabato 11 luglio 2015
Raduno alle ore 18 presso piazzale Santa Croce | Parma
Percorso corteo: via D'Azeglio, via Mazzini, via Garibaldi, raduno finale in piazzale della Pace (Palazzo della Pilotta)

           Il progetto dell'inceneritore di Parma, a lungo contestato da associazioni ambientaliste e cittadini, è stato portato avanti sulla base della pianificazione provinciale e con il principio dell'autosufficienza territoriale.
           L’autorizzazione concessa dalla Provincia di Parma nel 2008 limita l’incenerimento di rifiuti urbani e speciali a quelli prodotti nell’ambito provinciale, con una capacità massima di 130.000 tonnellate/anno (70.000 rifiuti urbani e 60.000 rifiuti speciali).
          Queste prescrizioni, oltre che scritte nero su bianco nei documenti ufficiali, sono  state più volte ribadite nel dibattito mediatico locale sia dagli enti competenti che dai massimi organi dirigenti di Iren (allora Enia).
           Il Comune di Parma ha  avviato da maggio 2012 un percorso virtuoso per la trasformazione del modello di raccolta dei rifiuti, da prettamente stradale ad un sistema porta a porta con tariffazione puntuale, che ha coinvolto tutti i 190.000 cittadini di Parma.
           Dal 48% di raccolta differenziata si è arrivati al 70% ma ancora più importanti sono stati i risultati di riduzione del rifiuto urbano totale (-9%) e del rifiuto residuo a smaltimento pro capite (143 kg/ab/anno contro una media dei capoluoghi in regione di 300-350 kg).
            Questi  hanno portato di fatto ad affamare l’inceneritore, che nel 2014 ha bruciato “solo” 44.000 tonnellate di rifiuti urbani a fronte delle 70.000 autorizzate, con future previsioni di progressive e significative riduzioni di materia da bruciare.
            Il decreto Sblocca Italia viene di fatto in aiuto al gestore dell’impianto che ha avanzato richiesta di adeguamento dell’autorizzazione per l’incremento della capacità totale a 195.000 tonnellate e la possibilità di ricevere rifiuti da tutta Italia, deprimendo lo sforzo e la responsabilità con cui il territorio si sta avviando verso una gestione più sostenibile dei rifiuti e delle risorse.
           Sabato 11 luglio a partire dalle 18 si svolgerà il corteo che chiama a raccolta tutte le parti politiche, associazioni, semplici cittadini che vogliono manifestare il proprio dissenso a questo disegno scellerato.
           E’ una battaglia che ora riguarda Parma ma che purtroppo accomunerà a breve tutti quei comuni che ospitano impianti di incenerimento ed è importante che vi sia un segnale forte ed unitario contro questa visione malsana di trattare uno dei temi centrali dei nostri tempi.




venerdì 12 giugno 2015

PARMA: Inceneritore, il dietro front del Pd



Striscione del Pd?
La segreteria provinciale contro Iren: stop incremento al forno

Possiamo affermare senza timore di smentita che l'inceneritore di Parma sia targato Pd dalle fondamenta al colmo del camino.
Pd il governo della Provincia che approvò il progetto, Pd la firma al piano provinciale che indicava il forno futuro, Pd gli strenui pasdaran Bernazzoli e Castellani, dei quali il primo, su quella decisione, ci ha anche rimesso la poltrona di sindaco.
Il forno inceneritore è stata per il Pd la panacea di tutti i mali, il deus ex machina che avrebbe risolto in una nuvoletta innocente tutti i problemi legati alla gestione dei nostri rifiuti: un fiammifero e via verso nuovi strepitosi traguardi.
Ne erano tanto convinti che coinvolsero nel loro ardore anche l'allora sindaco di Parma Ubaldi (centro destra), che non solo sposò il progetto nella sua doppia veste di primo cittadino e presidente di Ato, ma chiese di costruirlo doppio, perché sarebbe diventato il vanto della città.
Insomma ponti d'oro ci avrebbero condotto in quella meravigliosa valle di Ugozzolo, dove i bambini correvano gioiosi sotto il camino, al centro di un bosco lussureggiante di fronde.
Di quel libretto color verde natura ne avevano stampate decine, forse centinaia di migliaia di copie (naturalmente a nostre spese), perché nulla mancasse al lieto fine.
Passata la sbornia la dura realtà è tornata prepotente a bussare alle porte della città.
Un Paip costruito solo a metà, che brucia ancora meno perché è sempre in riserva, con costi imponenti che hanno fatto schizzare l'asticella a 180 euro alla tonnellata per il 2014, quando a Brescia la stessa quantità di “rudo” te la bruciano a 80 euro.
Un controsenso di una evidenza talmente stridente da gridar vendetta.
Anche perché i nostri amici del forno avevano fatto leva proprio sull'aspetto economico della vicenda, insistendo sul fatto che una volta acceso, il “nostro” avrebbe fatto calare in modo deciso i costi della gestione dei rifiuti, portandoli a pareggiare i corrispettivi applicati a Reggio e Piacenza, 105 e 117 euro.
Ma tutto questo è il passato.
Perché oggi il Pd ha svoltato.
La direzione provinciale ha preso la decisione storica di opporsi al forno.
La decisione unanime chiede a Iren il ritiro della richiesta di incremento della potenzialità e apertura dei cancelli all'Italia intera.
La presa di posizione dei piddini arriva dopo la decisione del Comune di Parma di indire una manifestazione contro il rischio di fare di Parma la pattumiera d'Italia e di fatto si pone in contrasto anche contro lo Sblocca Italia di Renzi, dal quale trae origine il deposito della richiesta del gestore presso la Provincia di Parma.
Provincia che, ancora Pd, dovrà ora decidere il da farsi.
Noi ovviamente plaudiamo alla decisione, pur in ritardo di anni, di opporsi al camino e diamo il benvenuto al Pd tra gli oppositori del forno.
Insieme si possono fare tante cose positive per il territorio.


FONTE ARTICOLI: Sporco Diario   http://aldocaffagnini.blogspot.it/
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Inceneritore di Parma, no rifiuti da fuori

Delle due l'una: o ci avevano preso in giro, o chi ha progettato questo percorso era un incapace che non sapeva (o non voleva) vedere aldilà del proprio naso

In piazzale Santa Croce è apparso domenica mattina un enorme striscione con un breve quanto eloquente slogan a caratteri cubitali: “No rifiuti da fuori”.
E' il no alla richiesta di Iren di portare la capacità di incenerimento del camino di Ugozzolo da 130 mila tonnellate a 195 mila e soprattutto è il no alla richiesta della stessa di ampliare il bacino d'utenza a tutta Italia.
E' la prima risposta di una città che ha raggiunto importantissimi traguardi nelle raccolta differenziata (70% in pochi mesi) e non vuole gettare alle ortiche lo sforzo di tutti coloro che si impegnano a gestire correttamente i propri scarti, ogni giorno.

“No rifiuti da fuori” deve diventare la risposta corale alla richiesta di Iren di trasformare l'inceneritore di Ugozzolo in una ingorda boccaingoiatutto, facendo diventare Parma una pattumiera dell'Italia intera.
“No rifiuti da fuori” era scritto nei patti, è stato ribadito in molteplici e ufficiali incontri e convegni dalla Provincia di Parma, presidente Bernazzoli, assessore Castellani, e dalla stessa multiutility, per bocca del suo presidente, che aveva tranquillizzato i parmigiani sulle intenzioni del gestore e sulla vigilanza che l'ente non avrebbe mai mancato di mantenere.
L'inceneritore è stato tarato, secondo le rassicurazioni degli addetti ai lavori, per le esigenze del territorio e non si comprende quindi questo improvviso cambio delle carte in tavola.
Nessuno ha costretto Iren a costruire il camino che svetta a pochi chilometri dal centro città.
Nessuno le aveva imposto di costruire un forno di due linee invece che una sola.
Il problema rifiuti ci era stato presentato come una emergenza assoluta e immediata.
Ora l'emergenza consiste nella scarsità degli stessi.
Delle due l'una: o ci avevano preso in giro prima, o chi ha progettato questo percorso era un incapace che non sapeva (o non voleva) vedere aldilà del proprio naso.
E' bastato applicare al capoluogo di provincia il sistema porta a porta per mandare in crisi il sistema di smaltimento con l'inceneritore.
Sono bastati pochi mesi per far emergere l'errore progettuale che mina ora il futuro del forno.
A Ugozzolo da più di un mese l'impianto funziona sotto il 50% per mancanza di materia prima.
Il sistema porta a porta intercetta gli stessi materiali appetiti dalla fornace: carta, plastica, legno.

Ovvio che i due sistemi siano apertamente in concorrenza e la vittoria dell'uno comporti la sconfitta certa dell'altro.





venerdì 22 maggio 2015

Inceneritore di Parma

Sembrava una bella notizia quella che il Porta a Porta stesse togliendo rifiuti all'inceneritore di PARMA che, quindi, è di nuovo spento ormai da 4 giorni, come si legge nell'articolo 1 sotto. Peccato poi che ricercando in rete si scopre che, il Fatto Quotidiano (sempre in data 22 Maggio) scrive un articolo in cui si dice che IREN (che lo gestisce) sta chiedendo l'ok per importare i rifiuti da fuori regione proprio come autorizza lo "Sblocca Italia".
Ecco i due articoli:
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Inceneritore | Gcr: 'Stop da 4 giorni, il porta a porta è un cecchino infallibile'
„
Aldo Caffagnini sul suo blog Sporco Diario afferma che la linea 1 dell'inceneritore di Parma sarebbe stata messa in fermata il 18 maggio mentre la linea 2 era già spenta dal 4 maggio. "L'inceneritore - scrive Caffagnini- procede con pause di riflessione sempre più intense e prolungate".“

Potrebbe interessarti: http://www.parmatoday.it/cronaca/inceneritore-spento-polemiche.html
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Inceneritore | Gcr: 'Stop da 4 giorni, il porta a porta è un cecchino infallibile'
„
LA NOTA DI ALDO CAFFAGNINI - "La linea 2 era già stata spenta il 4 maggio, 18 giorni fa, ma il 18 maggio anche la linea 1 è stata messa in fermata e la situazione dura ormai da 4 giorni. E' il languore di rifiuti che sta diventando vera e propria fame? Il camino a singhiozzo, forse un unicum nel panorama italiano degli inceneritori, continua nel suo incerto procedere, con pause di riflessione sempre più intense e prolungate. La vorace fornace, affetta da famelica necessità di rifiuti da bruciare, non trova sfogo nel sistema di raccolta impostato a Parma dal Movimento 5 Stelle e dall'assessore all'ambiente Folli, irrisoluti portatori sani del porta a porta, che a regime riduce drasticamente la necessità di queste macchine infernali che sparano in aria centinaia di migliaia di metri cubi di aria sporca ogni ora. Così a Ugozzolo la fossa del residuo è sempre più vuota e visto l'avanzare della differenziata porta a porta in tutto il territorio di Parma e Provincia, non si profilano radiosi futuri ricchi di sacchi neri da attizzare. L'inceneritore di Parma è grande almeno il doppio delle previsioni elaborate nel 2005, ma oggi risulta oltremodo ipertrofico rispetto ai piccoli numeri che rimangono dopo il tornado porta a porta. Il gestore risponderà a questo nuovo stop con le questione tecniche, la manutenzione, il controllo. Ma il problema rimane l'organizzazione della raccolta degli scarti, che con il sistema domiciliare va contro come concezione stessa ad ogni tipo di smaltimento, discarica o inceneritore che sia. E non potrà che peggiorare, per il forno. Il sistema porta a porta ha altre frecce al suo arco. L'obiettivo ora va oltre i numeri ormai alla portata (80%) e sposta la sua attenzione sul rifiuto residuo, che rappresenta ancora un terreno fertile di caccia per il sistema. Si tratta di ampliare i materiali oggetto di riciclo e di ridurre gli stessi nell'ormai limitato recinto dell'indifferenziato. Ad esempio si può lavorare sui pannolini, che ancora rappresentano un problema di non facile gestione, ma che oggi con l'avanzare della tecnologia trovano varchi virtuosi di risoluzione. L'adozione di pannolini lavabili nei nidi darebbe una scossa ai numeri, sia quelli della montagna di usa e getta che sparirebbe, sia per l'impatto ambientale drasticamente ridotto, sia per il risparmio economico per le casse comunali. Questo è solo un esempio delle ulteriori mosse che il sistema porta a porta può implementare. Il Pap è un raffinato cecchino che non sbaglia un colpo, e in questo caso nel mirino cadrebbero vittima l'inquinamento e lo spreco, a favore di salute, risparmio e consapevolezza".“


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Aldo Caffagnini

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In breve, come prevede il decreto sblocca Italia del governo Renzi, per gli inceneritori di ultima generazione che producono energia (come quella di Parma) è possibile richiedere un incremento del carico di rifiuti autorizzato. L'inceneritore di Ugozzolo punta alla saturazione termica, che non potrebbe neppure essere raggiunta se venisse smaltito il massimo di rifiuti attualmente consentito di 130mila tonnellate all'anno.

Iren ha presentato una corposa documentazione, consultabile anche online, tra cui uno studio di impatto ambientale redatto dalla Oikos Progetti di Milano. Nel 2014 sono state conferite al termovalorizzatore, ancora non in fase di piena funzionalità, 120.900 tonnellate di rifiuti provenienti dal territorio di Parma, con massimo consentito 130mila. Lo studio prevede di aumentare la quantità della metà per 2020, più 65mila tonnellate per un massimo di 195mila.

"In base alle stime effettuate - si legge nella relazione - la saturazione del carico termico del TVC comporta un incremento dei flussi a trattamento termico dalle attuali 130.000 t/a autorizzate a 195.000 t/a. Ciò conseguentemente comporta una movimentazione di flussi di materia in ingresso/uscita dal comparto C3A di circa 60.000 t/a in più rispetto a quanto prospettato nella vigente AIA, pari a circa +20% in seguito alle modifiche di rifiuti in ingresso, reagenti in ingresso, rifiuti da preselezione,  rifiuti da trattamento termico.

La movimentazione di tali flussi aggiuntivi rispetto all'attuale autorizzato comporta un incremento di mezzi pesanti in ingresso e in uscita dal sito e quindi un incremento delle emissioni legate ai trasporti".

La stima è un incremento di 16 mezzi al giorno che conferiranno i rifiuti al Paip: "Per valutare l'incidenza del traffico aggiuntivo, questa quantificazione dei mezzi va comparata con il numero di mezzi oggi transitanti nelle arterie contermini: l'incremento di traffico e quindi delle connesse emissioni inquinanti risulta trascurabile".

Allo stesso modo lo studio ritiene che anche l'aumento delle emissioni per il 2020 sarà trascurabile in quanto rientrerà nei limiti imposti dalla legge: "Le emissioni dell'impianto sono legate alla portata dei fumi emessi dal camino e alla concentrazione degli inquinanti negli stessi. Il progetto in esame prevede, non una modifica in termini impiantistici, ma una variazione nelle quantità e qualità di rifiuti immessi al trattamento del TVC esistente. (...) Le valutazioni sviluppate mostrano come la portata dei fumi dal camino non aumenti confermandosi quindi al di sotto del limite massimo già autorizzato. Analogamente non si stima un aumento della concentrazione degli inquinanti emessi, poiché a questa portata di fumi sono applicabili i limiti alle emissioni in base all'AIA vigente. Possiamo quindi assumere che dal punto di vista delle emissioni in atmosfera il funzionamento previsto al 2020 risulterà invariante rispetto alla situazione attuale".

Unico dato negativo, rileva Oikos Progetti, sarebbe l'incremento del traffico in autostrada e nelle arterie limitrofe al Paip, mentre gli impatti inquinanti su atmosfera, risorse idriche suolo e sottosuolo rimarrebbero invariate rispetto a quanto già autorizzato.

Tutti i documenti sono disponibili per la visione pubblica per 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna del 20 maggio 2015 e disponibili a questo link.

Sulla possibilità di incenerire rifiuti da tutta Italia a Parma la politica locale è spaccata. C'è chi, come il consigliere 5 Stelle Fabrizio Savani, parla di una sorta di presa in giro ai cittadini di Parma che stanno facendo sacrifici con la differenziata proprio per "affamare" l'inceneritore. All'assemblea dei sindaci in Provincia, invece, si sono viste posizioni differenti. Ora l'iter farà il suo corso.

Folli: colpa del Pd di Renzi - "Come previsto,  grazie alle leggi nazionali ed ai piani regionali voluti dal PD, si vogliono cambiare le carte in tavola venendo in soccorso ad un impianto privato che già a 2 anni dalla partenza vede calare le previsioni di produzione rifiuti per la Provincia di Parma, ambito per cui è stato progettato. Ai cittadini fu detto che l'impianto era necessario per abbassare i costi ed anche questa è stata una promessa non mantenuta" commenta l'assessore comunale all'Ambiente Gabriele Folli.
"Ora si vuole ricattare il territorio agitando lo spauracchio dell'incremento dei costi di smaltimento, se l'impianto funzionerà a basso regime, tacendo sul fatto che i costi comunque resteranno più alti del previsto a dimostrazione della scelta strategica completamente sbagliata fatta allora".

"Il Comune di Parma non ci sta al ricatto e ritiene che il costo di smaltimento diventerà elemento sempre meno rilevante per quei territori che incrementano la raccolta differenziata, quindi proporrà una delibera all'assemblea dei sindaci della Provincia che opponga un netto no alla richiesta fatta da Iren di stracciare gli accordi presi ed allargare i confini di operatività dell'impianto,  nonché di aumentarne la capacità a 180.000 tonnellate/anno.
Registriamo però che, mentre in  Lombardia e Veneto si stanno opponendo agli effetti nefasti dell'art. 35 dello Sblocca Italia, nella nostra Regione a tutti i livelli vi è sostanziale allineamento agli ordini di scuderia voluti dal governo Renzi".

Pizzarotti: le multitutility non vogliono il modello Parma - Il sindaco Federico Pizzarotti su facebook scrive: "Oggi con l'inceneritore stanno facendo entrare dalla finestra ciò che noi abbiamo fatto uscire dalla porta. Mentre L'Associazione Nazionale dei Comuni presenterà nel salone internazionale di Johannesburg il Modello ?Parma? della differenziata, ormai riconosciuto come modello di eccellenza italiano da esportare negli altri Paesi, il Governo sta aprendo l'inceneritore ai rifiuti da tutta Italia, grazie allo Sblocca Italia".

"Perché? Perché la nostra differenziata ha tolto carburante all'inceneritore, lo sta lentamente spegnendo, e questo non va giù a chi l'inceneritore lo vuole, come l'opposizione in Consiglio Comunale, che ha sempre fatto finta di essere ambientalista ed ecologista. Sono balle: le multiutility vogliono moltiplicare la possibilità di smaltimento negli inceneritori, anche in quello di Parma, ma a questo noi ci opporremo, perché con i fatti abbiamo dimostrato che il modello Parma, è il modello in grado di chiudere definitivamente gli inceneritori italiani. Se i comuni dell'Emilia Romagna attuassero la nostra raccolta differenziata, entro il 2020 potrebbero chiudere 6/7 inceneritori su 8 presenti in regione. Se i loro piani economici si basano su un numero di tonnellate del passato, vuole dire che hanno sbagliato i conti e non devono essere i cittadini a pagare il conto".

"Ci dicono che più l'inceneritore brucerà, più si abbasserà la tariffa di smaltimento. Lo ritenete un motivo sufficiente? Quanto vale la qualità dell'aria di un territorio? Sono convinto che valga molto di più

di qualche decina di euro risparmiati".

"In questa battaglia di civiltà Parma sta combattendo da sola. Da anni, ormai, stiamo combattendo da soli. Ma è una battaglia di civiltà che va combattuta, perché porta con sé un principio sostanziale: possiamo ambire ad una città migliore e ad un Paese migliore. Abbiamo tutti gli elementi concreti per raggiungere questo risultato. Non lasciamocelo scappare". (m.c.p.)

fonte: http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/05/22/news/inceneritore_avviato_l_iter_per_bruciare_rifiuti_da_tutta_italia_iren_nessun_impatto_sull_ambiente_-114978447/

lunedì 24 novembre 2014

Rifiuti, a Parma tariffazione puntuale: “Ognuno paghi solo ciò che consuma”

raph PARMADa novembre 2014 partirà la fase sperimentale del nuovo metodo di calcolo e misurazione, che consentirà ai cittadini di pagare una tariffa calibrata a seconda della quantità di indifferenziata prodotta
Nella Parma Cinque stelle di Federico Pizzarotti la raccolta porta a porta va avanti a passo spedito e si avvia verso il traguardo della tariffazione puntuale. Da novembre 2014 partirà la fase sperimentale del nuovo metodo di calcolo e misurazione, che consentirà ai cittadini di pagare una tariffa dei rifiuti calibrata a seconda della quantità di indifferenziata prodotta. Parma è la prima città capoluogo in Regione ad adottare la tariffa puntuale e una delle primissime in Italia dopo Trento e Treviso, dove il sistema ha già portato a risultati confortanti, con un significativo ulteriore aumento della raccolta differenziata rispetto al semplice porta a porta.
Anche nella città ducale, dove tra i Cinque stelle brucia ancora la sconfitta dell’inceneritore di Ugozzolo acceso a fine estate 2013, Pizzarotti e i suoi cercano soluzioni alternative e continuano nel percorso cominciato nel 2012, che in poco più di due anni ha portato le percentuali di raccolta differenziata a una media del 70 per cento in tutto l’abitato diminuendo la quantità di rifiuti da smaltire conferiti nel forno. La tariffazione puntuale è un’altra tappa verso il cambiamento di strategia sul trattamento dei rifiuti, che potrebbe contribuire quindi ad abbassare ancora di più il livello dell’indifferenziata da bruciare. “Stiamo lavorando per portare a compimento un’operazione di equità – ha detto il sindaco, che ha presentato l’iniziativa insieme al consulente della multiutility Iren Raphael Rossi – affinché ognuno paghi in rapporto a ciò che consuma. Con il lavoro che stiamo facendo nel settore rifiuti e l’applicazione di questo nuovo sistema di misurazione diventeremo una realtà rappresentativa in Italia”.
Il nuovo sistema richiederà la collaborazione dei cittadini, che dovranno rispettare gli orari di esposizione dell’immondizia utilizzando i sacchi giusti, a cui è stato applicato un microchip che verrà letto da appositi macchinari, attraverso i quali sarà determinata la tariffa puntuale per ogni famiglia. Le polemiche sono dietro l’angolo, visto che già il porta a porta spinto ha provocato malumori in molti quartieri per situazioni di degrado dovute a discariche a cielo aperto o conferimenti errati dei rifiuti. Ma il Comune sta già correndo ai ripari con strumenti per sorvegliare sulle irregolarità. “Ci stiamo dotando degli strumenti utili a limitare conferimenti sbagliati – continua Pizzarotti – quali telecamere, una nuova squadra di controllo, adesivi sui rifiuti collocati in modo scorretto, ma stiamo anche lavorando per migliorare il servizio, soprattutto riducendo i tempi di esposizione nella città storica. E’ un programma ambizioso, ma stiamo facendo tutti i passi previsti dal progetto”.
I cittadini avranno tempo per abituarsi al nuovo sistema, che sarà avviato a novembre a partire dal centro storico ed entrerà in vigore a gennaio 2015. Il lettore misurerà il numero di conferimenti dei sacchi dotati di microchip per l’indifferenziato, consentendo agli utenti di risparmiare o spendere a seconda della quantità di rifiuti prodotti. Banditi invece tutti i sacchi senza microchip e quelli esposti in orari o giorni diversi da quelli definiti, che non saranno più ritirati dagli operatori di Iren, ma che saranno lasciati agli utenti con un avviso ad adottare i comportamenti adeguati. Da gennaio 2015 ci sarà un primo semestre di prova, per dare tempo ai cittadini di calcolare i propri svuotamenti e calibrare il comportamento per il calcolo puntuale della bolletta, che partirà concretamente a luglio. Se tutto funzionerà al meglio, l’esempio di Parma è destinato a fare scuola in Regione, e non solo. “Oggi la tariffa rifiuti di Parma è la più bassa dell’Emilia Romagna e la tariffazione puntuale consentirà di far pagare a ciascuno in rapporto a quanti rifiuti indistinti produce – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli – I nostri modelli sono stati approvati anche dall’Agenzia regionale e probabilmente verranno presto adottati anche in altre città capoluogo quali Piacenza e Reggio Emilia”.
di Silvia Bia – Il Fatto

martedì 30 settembre 2014

Iren sull'orlo di una crisi di nervi

Il 15 ottobre 2008, con la delibera 938, la Provincia di Parma dava il via al progetto dell'inceneritore di Parma.
Sono praticamente passati 6 anni e il bilancio è disastroso.
A Ugozzolo troneggia soltanto l'inceneritore, mentre il progetto prevedeva la realizzazione di altri edifici con impianti di trattamento dei rifiuti urbani che permettessero lo smantellamento completo della vecchia sede dell'inceneritore, al Cornocchio.
Invece, agli impianti obsoleti del Cornocchio, continuano ad andare i rifiuti indifferenziati e le raccolte differenziate.
Il teleriscaldamento è stato collegato al camino ma l'estensione prevista della rete è molto lontana dagli obiettivi (e obblighi) di Enìa/Iren, determinando un surplus dei flussi emissivi “autorizzati” alla messa a regime dell’impianto.
E’ scaduta la delibera di VIA e di AIA (anche dopo la proroga di 4 mesi) e la nuova AIA non è stata ancora emessa per la documentazione carente presentata da Iren, per continue richieste di modifiche “in corso d’opera” e per i ritardi alla presentazione delle integrazioni richieste.
Si potrebbe affermare che ora sia tutto da rifare, anche perché rispetto al 2008 è cambiato il mondo e i “numeri” del progetto non rappresentano più la reale situazione del territorio provinciale di Parma.
Con il capoluogo al 70% di raccolta differenziata verranno a mancare nel 2014 15 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, che caleranno ancora nel 2015.
Il boschetto mangiapolvere, fantasmagorico “must” del progetto, è stato piantumato con essenze a foglia caduca.
Significa che per metà dell'anno gli manca lo strumento (le foglie) per intercettare le polveri.
E' inoltre una specie di distesa di rami secchi, con esemplari ancora giovanissimi che, se non sono morti, sono talmente esigui che non raggiungeranno alcun effetto per anni come ammesso dalla stessa Iren (è previsto il raggiungimento degli obiettivi di “assorbimento” dell’inquinamento tra 10 anni).
Iren è sotto diffida perché all’impianto del Cornocchio, visto che l'autorizzazione lo consente, arrivano anche rifiuti speciali da fuori provincia, poi avviati all'inceneritore nonostante il vincolo autorizzativo di accogliere solo rifiuti originati nella provincia di Parma..
Il mancato completamento e attivazione della rete di teleriscaldamento ha comportato quindi il mancato rispetto delle prescrizioni dell'Aia del 2008, così come la non realizzazione degli edifici di completamento del Paip, che ha addirittura chiesto un differimento di 5 anni (!), che è stato respinto dalla Provincia e dal Comune.
Iren si trova a dover rifare la procedura di valutazione di impatto ambientale per questi aspetti e dovrà ripartire da capo per gli aspetti edilizio/urbanistici per le parti non realizzate.
La crisi è evidente e come Iren intende uscirne è ancora indefinito.
L'impianto non garantisce come promesso l'autosufficienza territoriale.
La raccolta dell'organico finisce a Carpi per il trattamento a la trasformazione in compost, idem per quanto riguardo la Forsu, la frazione putrescibile derivante dalla selezione dell'indifferenziato, con costi ovviamente pesanti per le casse pubbliche.
L'impianto di compostaggio di Malcantone giace, nonostante i progetti di revamping, senza un futuro.
Le ceneri e le polveri dai sistemi di abbattimento prendono destinazioni extraprovinciali, e costituiscono quella necessità di discarica sempre negata dai fautori del forno.
Nessun progetto di riciclo delle plastiche miste, che in Toscana diventano un business milionario alla Revet di Pontedera e da noi un costo per il Comune e quindi per i cittadini.
Il teleriscaldamento non ha clienti che consentano di spegnere caldaie, quindi il mancato risparmio di inquinanti risulta evidente.
Le centrali in centro dovranno continuare a bruciare per garantire l'acqua surriscaldata del circuito oggi attivo.
Iren è in evidente difficoltà anche per l'ormai vicinissima scadenza del contratto per la raccolta dei rifiuti (31 dicembre 2014) con una gara europea che dovrà seguire e che non è detto sia di facile conquista.
Potrebbe capitare che ci si ritrovasse un impianto che non ha rifiuti da bruciare, irrimediabilmente spento e inattivo.
I costi alla tonnellata per incenerire i rifiuti a Parma sono proibitivi e assolutamente fuori mercato (Brescia 90 euro, Parma 160), per cui converrebbe perfino a Iren (sic!) portare i rifiuti altrove e probabilmente risparmierebbe qualcosa.
Il mancato varo del nuovo piano regionale rifiuti ha gelato le speranze di Iren di poter fare affluire rifiuti da fuori provincia.
Le indicazioni europee indicano al 2020 il divieto di incenerire rifiuti riciclabili e/o compostabili.
La recentissima sentenza del Tar ha dato ragione alla Provincia che aveva diffidato Iren dall'utilizzo al Paip di rifiuti provenienti da fuori territorio come da prescrizione del 2008 tuttora vigente.

Fossimo nei panni dei dirigenti di Iren, ordineremmo qualche lotto di analgesici.
 

Boom Pm10, Parma è fuori legge

Le polveri sottili tornano a soffocare i centri urbani

Il taglio del nastro è avvenuto il 20 settembre, ma nessuno se n'è accorto.
In quella data Parma ha raggiunto il numero di sforamenti (35) consentiti per legge per un intero anno solare.
Ed oggi siamo arrivati a 37 sforamenti, mentre restano ancora 3 mesi da conteggiare.
E come al solito è Parma che primeggia in tutta l'Emilia Romagna, aggiudicandosi il peggior risultato in termini di concentrazione di inquinanti.
Se la soglia da non superare è 50 microgrammi di particelle per metro cubo di aria, il nostro capoluogo ha dato il meglio di sé collocando sabato scorso l'asticella a 70 microgrammi.
Fuori limite anche domenica (64 µg/m3), e lunedì con 52 microgrammi.
Il mix di inquinanti è il solito che attanaglia le città e la pianura padana: traffico veicolare in particolare, ma anche impianti industriali troppo impattanti per un territorio morfologicamente inadatto a difendersi dallo smog.
La pianura padana è un'enorme conca dove a causa della scarsa ventilazione gli strati di aria tendono a mantenersi stabili, con un lento ricambio delle masse atmosferiche.
E' la cosiddetta inversione termica, che complice l'alta pressione, comprime l'atmosfera a terra.
Il risultato è quindi una massa di aria che circola con lentezza più o meno sempre nella stessa area, arrotolandosi su sé stessa in una specie di ricciolo che assomiglia a zucchero filato di carbone, sempre più intricato, denso, scuro, velenoso.
Tutti noi respiriamo questa miscela inquinata e la fasce deboli della popolazione, bambini, anziani, malati, ne subiscono le conseguenze maggiori.
I dati dei Pronto Soccorso seguono con coerenza i ritmi delle polveri sottili: bronchiti, affezioni respiratorie la classica infiammazione delle vie aeree che diventa cronica.
Non ci sono alternative se non nella sostituzione delle emissioni attuali con altre meno inquinanti.
L'unico antidoto alla situazione sempre più grave della nostra aria è il calo della pressione ambientale.
Se la pancia cresce si deve smettere di mangiare, se aumenta la tachicardia deve calare il numero di caffè, se non si vuole soffocare, non si può fumare in una stanza chiusa ma, soprattutto, non si devo fumare.
Il fronte di attacco all'inquinamento è quindi concentrato sulle manovre per ridurre le emissioni.
Controlli serrati alla qualità dell'inquinamento dei medi e grandi insediamenti industriali, compresi gli scarichi in acqua, ma soprattutto riduzione della circolazione di mezzi privati all'interno delle cerchie urbane.
La soluzione è quella di creare un efficiente, puntuale, conveniente sistema di trasporto urbano pubblico che consenta di accedere ai centri città con frequenza e velocità, lasciando le auto nei parcheggi esterni.
Un altro importante progetto, questa sì che sarebbe una grande utile opera da finanziare, è quella di creare une rete provinciale su rotaia che consenta ai pendolari di giungere in città in velocità, puntualità, comfort. Altro che autostrade senza senso né senno.
Decisive sarebbero le metropolitane leggere e frequenti che colleghino i paesi satellite al capoluogo, l'ossatura di un trasporto moderno e non impattante, che darebbe anche l'occasione di ripensare anche il luogo di residenza, favorendo il calo della pressione abitativa sui maggiori centri urbani a favore del vivere in periferia o in collina con evidenti vantaggi economici per le famiglie.
Soluzioni che guardano avanti, consapevoli del danno che stiamo causando.

Nel frattempo, tratteniamo il respiro.
 
sul blog SPORCO DIARIO http://aldocaffagnini.blogspot.it/ 

giovedì 6 febbraio 2014

INCENERITORE DI PARMA: ATTUALMENTE FERMO PERCHE' RISULTATO NON AGIBILE


Inceneritore Parma inagibile: la vittoria di Pizzarotti e dei 5 Stelle
Scritto da Viviana Pizzi
pizzarotti inceneritore non si fa FILEminimizer
È stato il suo cavallo di battaglia per tutta la campagna elettorale. Quando l’inceneritore è stato realizzato tutti gli ambientalisti che avevano dato fiducia al sindaco di Parma Federico Pizzarotti erano rimasti delusi. Ora però è arrivato il tempo della rivincita perché il sito dell’opera è stato bloccato. Per il Comune era privo di agibilità parziale.

L’IMPIANTO È INAGIBILE - Il primo a dichiarare che l’impianto era inagibile è stato il Comune di Parma il quale ha reso notoche l’istruttoria avviata all’indomani dell'accensione dell’Inceneritore, si è conclusa con parere negativo circa la richiesta del rilascio dell’agibilità parziale.
Secondo la normativa, infatti, l’agibilità parziale introdotta perdecreto legge il 21-06-2013 dall’articolo 30, e non prevista dalla Legge Regionale 31/2002, non è ancora una norma di legge, in quanto “tale modifica sarà applicabile dalla data di entrata in vigore della legge di conversione”. Per questi motivi si ritiene improcedibile la domanda di Certificato di Conformità Edilizia e di Agibilità Parziale presentata da Iren.
Cosa ha fatto la Provincia allora? Ha preso atto della comunicazione del Comune e, in coerenza con quanto previsto dal nulla osta del 27/6/2013, ha immediatamente comunicato ad Iren l’obbligo di sospendere l’attività di smaltimento rifiuti nell’impianto. Tale sospensione ovviamene perdurerà fino al  conseguimento dell’agibilità, come già disposto.
LA REAZIONE DI IREN - Iren ambiente, dopo aver ricevuto il provvedimento dirigenziale del Comune di Parma ha provveduto al fermo del sistema impiantistico e ha avviato le procedure per impugnare davanti all’autorità giudiziaria competente i provvedimenti citati, ritenendoli illegittimi e gravemente pregiudizievoli anche dal punto di vista economico.
La battaglia sarà sicuramente lunga ma per ora il sito è fermo e l’inceneritore rimane fermo. Si tratterà di certo di una guerra di carte bollate e di studi ambientali approfonditi.
BEPPE GRILLO ESULTA - La soddisfazione di Beppe Grillo sul suo blog è evidente. Quella sull’inceneritore, che sembrava una battaglia persa, sembra invece essere vinta almeno per il momento.
“L’impianto fortemente voluto dal manager di Iren Spa Andrea Viero – ha dichiarato-  uomo di fiducia dell'ex sindaco di Reggio e oggi ministro Graziano Delrio, sembra avvitato in un vortice senza fine. Un buco nero di mancate prescrizioni, di norme e leggi non rispettate con procedimenti penali e non solo in corso. E’ ora che Iren Spa invece di minacciare richieste di risarcimenti contro il Comune di Parma prenda atto della situazione ed inizi ad operare in linea con le norme italiane ed europee. L'alternativa c'è: la soluzione nella nostra interrogazione del 2 aprile 2013. I capigruppo M5S Nicola Morra (Senato) e Riccardo Nuti (Camera)”.
Il sindaco Federico Pizzarotti ha fatto parlare le carte e ha preferito non esultare troppo pubblicamente. Evidentemente vuole attendere che la battaglia con la Iren Ambiente sia definitivamente conclusa.  

Inceneritore Parma inagibile: la vittoria di Pizzarotti e dei 5 Stelle - See more at: http://www.infiltrato.it/politica/inceneritore-parma-inagibile-la-vittoria-di-pizzarotti-e-dei-5-stelle#sthash.Mr1fBWue.kzAg428C.dpuf
pizzarotti inceneritore non si fa FILEminimizer

È stato il suo cavallo di battaglia per tutta la campagna elettorale. Quando l’inceneritore è stato realizzato tutti gli ambientalisti che avevano dato fiducia al sindaco di Parma Federico Pizzarotti erano rimasti delusi. Ora però è arrivato il tempo della rivincita perché il sito dell’opera è stato bloccato. Per il Comune era privo di agibilità parziale.


L’IMPIANTO È INAGIBILE - Il primo a dichiarare che l’impianto era inagibile è stato il Comune di Parma il quale ha reso notoche l’istruttoria avviata all’indomani dell'accensione dell’Inceneritore, si è conclusa conparere negativocirca la richiesta del rilascio dell’agibilità parziale.
Secondo la normativa, infatti, l’agibilità parziale introdotta perdecreto legge il 21-06-2013 dall’articolo 30,e non prevista dallaLegge Regionale 31/2002, non è ancora una norma di legge, in quanto “tale modifica sarà applicabile dalla data di entrata in vigore della legge di conversione”. Per questi motivi si ritiene improcedibile la domanda di Certificato di Conformità Edilizia e di Agibilità Parziale presentata da Iren.
Cosa ha fatto la Provincia allora? Ha preso atto della comunicazione del Comune e, in coerenza con quanto previsto dal nulla osta del 27/6/2013, ha immediatamente comunicato ad Iren l’obbligo di sospendere l’attività di smaltimento rifiuti nell’impianto. Tale sospensione ovviamene perdurerà fino al  conseguimento dell’agibilità, come già disposto.
LA REAZIONE DI IREN - Iren ambiente, dopo aver ricevuto il provvedimento dirigenziale del Comune di Parma ha provveduto al fermo del sistema impiantistico e ha avviato le procedure per impugnare davanti all’autorità giudiziaria competente i provvedimenti citati, ritenendoli illegittimi e gravemente pregiudizievoli anche dal punto di vista economico.
La battaglia sarà sicuramente lunga ma per ora il sito è fermo e l’inceneritore rimane fermo. Si tratterà di certo di una guerra di carte bollate e di studi ambientali approfonditi.
BEPPE GRILLO ESULTA - La soddisfazione di Beppe Grillo sul suo blog è evidente. Quella sull’inceneritore, che sembrava una battaglia persa, sembra invece essere vinta almeno per il momento.
“L’impianto fortemente voluto dal manager di Iren Spa Andrea Viero – ha dichiarato-  uomo di fiducia dell'ex sindaco di Reggio e oggi ministro Graziano Delrio, sembra avvitato in un vortice senza fine. Un buco nero di mancate prescrizioni, di norme e leggi non rispettate con procedimenti penali e non solo in corso. E’ ora che Iren Spa invece di minacciare richieste di risarcimenti contro il Comune di Parma prenda atto della situazione ed inizi ad operare in linea con le norme italiane ed europee. L'alternativa c'è: la soluzione nella nostra interrogazione del 2 aprile 2013. I capigruppo M5S Nicola Morra (Senato) e Riccardo Nuti (Camera)”.
Il sindaco Federico Pizzarotti ha fatto parlare le carte e ha preferito non esultare troppo pubblicamente. Evidentemente vuole attendere che la battaglia con la Iren Ambiente sia definitivamente conclusa.  
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pizzarotti inceneritore non si fa FILEminimizer

È stato il suo cavallo di battaglia per tutta la campagna elettorale. Quando l’inceneritore è stato realizzato tutti gli ambientalisti che avevano dato fiducia al sindaco di Parma Federico Pizzarotti erano rimasti delusi. Ora però è arrivato il tempo della rivincita perché il sito dell’opera è stato bloccato. Per il Comune era privo di agibilità parziale.


L’IMPIANTO È INAGIBILE - Il primo a dichiarare che l’impianto era inagibile è stato il Comune di Parma il quale ha reso notoche l’istruttoria avviata all’indomani dell'accensione dell’Inceneritore, si è conclusa conparere negativocirca la richiesta del rilascio dell’agibilità parziale.
Secondo la normativa, infatti, l’agibilità parziale introdotta perdecreto legge il 21-06-2013 dall’articolo 30,e non prevista dallaLegge Regionale 31/2002, non è ancora una norma di legge, in quanto “tale modifica sarà applicabile dalla data di entrata in vigore della legge di conversione”. Per questi motivi si ritiene improcedibile la domanda di Certificato di Conformità Edilizia e di Agibilità Parziale presentata da Iren.
Cosa ha fatto la Provincia allora? Ha preso atto della comunicazione del Comune e, in coerenza con quanto previsto dal nulla osta del 27/6/2013, ha immediatamente comunicato ad Iren l’obbligo di sospendere l’attività di smaltimento rifiuti nell’impianto. Tale sospensione ovviamene perdurerà fino al  conseguimento dell’agibilità, come già disposto.
LA REAZIONE DI IREN - Iren ambiente, dopo aver ricevuto il provvedimento dirigenziale del Comune di Parma ha provveduto al fermo del sistema impiantistico e ha avviato le procedure per impugnare davanti all’autorità giudiziaria competente i provvedimenti citati, ritenendoli illegittimi e gravemente pregiudizievoli anche dal punto di vista economico.
La battaglia sarà sicuramente lunga ma per ora il sito è fermo e l’inceneritore rimane fermo. Si tratterà di certo di una guerra di carte bollate e di studi ambientali approfonditi.
BEPPE GRILLO ESULTA - La soddisfazione di Beppe Grillo sul suo blog è evidente. Quella sull’inceneritore, che sembrava una battaglia persa, sembra invece essere vinta almeno per il momento.
“L’impianto fortemente voluto dal manager di Iren Spa Andrea Viero – ha dichiarato-  uomo di fiducia dell'ex sindaco di Reggio e oggi ministro Graziano Delrio, sembra avvitato in un vortice senza fine. Un buco nero di mancate prescrizioni, di norme e leggi non rispettate con procedimenti penali e non solo in corso. E’ ora che Iren Spa invece di minacciare richieste di risarcimenti contro il Comune di Parma prenda atto della situazione ed inizi ad operare in linea con le norme italiane ed europee. L'alternativa c'è: la soluzione nella nostra interrogazione del 2 aprile 2013. I capigruppo M5S Nicola Morra (Senato) e Riccardo Nuti (Camera)”.
Il sindaco Federico Pizzarotti ha fatto parlare le carte e ha preferito non esultare troppo pubblicamente. Evidentemente vuole attendere che la battaglia con la Iren Ambiente sia definitivamente conclusa.  
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