VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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martedì 26 ottobre 2021

Inceneritore di Scarlino (GR).......ADDIO!!!


✅Si chiude, questa volta per sempre, l'inceneritore di Scarlino (GR).
Ora in Toscana rimangono solo gli inceneritori di Montale (PT), Arezzo e Poggibonsi (SI).
Devono essere tutti chiusi per liberare il modello Rifiuti Zero!

✅La Regione, finalmente, dopo aver difeso a spada tratta l'inceneritore abbandona definitivamente questo vecchio arnese che più volte aveva fatto registrare emissioni oltre i limiti di legge.
Adesso gli inceneritori in Toscana (per RSU) sono rimasti tre: Arezzo, Poggibonsi e Montale (che dovrà essere dismesso a breve) mentre quello di Livorno sarà chiuso ad ottobre del 2023.
In Toscana alla fine degli anni '90 gli inceneritori erano nove come in Emilia Romagna, dove purtroppo sono stati tutti "revampati".
In Toscana, dove è nato il movimento “Non bruciamoci il futuro” e a partire dalla provincia di Lucca è partita la narrazione delle buone pratiche Rifiuti Zero, il modello inceneritorista è stato sconfitto in modo irreversibile.
Sono ormai ben 43 i comuni Rifiuti Zero in questa regione.
Adesso ci attendiamo che l'intera provincia di Grosseto a maggior ragione con la chiusura dell'inceneritore decolli nelle raccolte porta a porta, visto che questa provincia rappresenta un vero sasso al collo per lo sviluppo della differenziata in Toscana (attorno al 40%).
Ad attivisti un po' disillusi l'avevamo detto. L'inceneritore di Scarlino non ripartirà! Così è stato.
Ora ci attendiamo la convocazione di quel tavolo regionale promesso dall'Assessora Monia Monni con Zero Waste Italy per impostare un nuovo piano regionale basato sulle buone pratiche.

mercoledì 7 ottobre 2020

Sentenza del TAR Lazio sull'Art. 35 dello sblocca italia.....lo ricordate?? BOCCIATO! 😊

Dell'art 35 dello SBLOCCA ITALIA, che si soffermava a legiferare sugli inceneritori (presenti e futuri), prima si era espressa la Corte di Giustizia Europea (chiamata in causa proprio dal TAR LAZIO).

Adesso il TAR Lazio ha definitivamente emesso il suo giudizio, che in sintesi:

1- pur dichiarando che niente osta al fatto che nel Decreto attuativo dello Sblocca Italia, di preciso all'art. 35, si definissero gli impianti di incenerimento dei rifiuti (e solo questi impianti nell'ambito della gestione dei rifiuti, non tutti gli altri) come “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale” (tanto che alcuni, furono anche presidiati dall'esercito per evitare che le persone potessero manifestare pacificamente), purché tale normativa fosse comunque compatibile con le altre disposizioni delle direttiva che prevedono obblighi più specifici in materia di gestione dei rifiuti e senza per questo abdicare al principio di “gerarchia dei rifiuti”.

2- il fatto che il governo decidesse la capacità di trattamento (da ampliare per gli impianti esistenti, ma anche per i nuovi) e le modifiche delle autorizzazioni in essere, cambiando la sigla dell'attività svolta, da Smaltimento a Terra (D10), a recupero Energetico (R1) solo con un articolo........ secondo la tesi della Corte UE, sposata poi dal TAR Lazio, è esplicitamente da considerarsi un atto di PIANIFICAZIONE STATALE inmateria di gestione dei rifiuti. Come tale, deve essere sottoposto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (che ricordiamo si attua su "piani e programmi" e non sui singoli progetti - come le spiegazioni dei ministeri del decreto sblocca italia volevano sottintendere!). Cosa che non fu fatta!

3- La Corte e il TAR del Lazio, ribadiscono anche il fatto che se le motivazioni addotte a sostegno dell'allora "sblocca Italia" e in particolare l'art. 35, erano quelle che si doveva aumentare le capacità di funzionamento dei vari impianti di incenerimento per consentire di arrivare a coprire il fabbisogno di trattamento a livello statale......autorizzava anche a DUBITARE della sufficienza delle VALUTAZIONI precedentemente effettuate ai fini autorizzativi per la messa in funzione degli stessi. Valutazioni come la VIA e l' AIA (Valutazione di Impatto Ambientale e Autorizzazione Integrata Ambientale).

Il TAR si è espresso con SENTENZA N. 10088/2020 REG.PROV.COLL. N. 14990/2016 REG.RIC

ANNULLANDO, di fatto, l'art. 35 nella parte in cui doveva essere sottoposto a VAS (ovvero sulle capacità e le denominazioni/autorizzazioni di tali impianti).

Scarica anche uno dei documenti a sostegno del ricorso, ripresi nelle motivazioni della sentenza, relativo alle osservazioni Marco Caldiroli, presidente Nazionale di Medicina Democratica. A questo LINK https://drive.google.com/file/d/1qC3pdxumXOH65LWYqAZ7qGKWcVPGVMKl/view?usp=sharing 

ALTRI ARTICOLI SU QUESTO TEMA:

Approfondimento sui temi della sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’8 maggio 2019

Rifiuti: Corte di Giustizia Europea ferma inceneritori, anche in Abruzzo

lunedì 30 marzo 2020

Inceneritore Case Passerini: Consiglio di Stato conferma lo stop

Inceneritore Case Passerini, Consiglio di Stato conferma lo stop
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Inceneritore Case Passerini, Consiglio di Stato conferma lo stop
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Respinto il nuovo ricorso presentato da QThermo contro la sentenza che aveva annullato l’autorizzazione alla costruzione dell’inceneritore.“
Inceneritore Case Passerini, Consiglio di Stato conferma lo stop
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Redazione
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Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso per revocazione presentato da QThermo contro la sentenza con cui lo stesso Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione alla costruzione dell’inceneritore di Case Passerini. La sentenza è stata pubblicata nella mattinata di oggi, lunedì 30 marzo.
Nel mese di maggio 2018 il Consiglio di Stato aveva confermato la sentenza di annullamento dell’autorizzazione per la realizzazione dell’inceneritore pronunciata in precedenza dal Tar, ravvisando, tra gli altri elementi criticità, la mancata realizzazione dei boschi della Piana quale opera di mitigazione dell’impatto ambientale.
Secondo QThermo, nel pronunciare la sentenza che aveva di fatto bocciato l’inceneritore, i giudici non avrebbero tenuto conto dei boschi previsti dal masterplan del nuovo aeroporto di Firenze (nel frattempo anch’esso bocciato dal Consiglio di Stato) grazie ai quali sarebbe stata compensata la mancata realizzazione dei boschi della Piana. Da qui la richiesta di revocazione della sentenza.
Accogliendo pienamente le posizioni espresse dal Comune di Sesto Fiorentino, i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile, respingendo la richiesta di QThermo e ricordando come la questione sollevata dalla società fosse stata attentamente valutata e ritenuta ininfluente poiché si trattava di due progetti diversi con tempi di realizzazione diversi.
“Siamo impegnati a fronteggiare una situazione difficilissima, ma da questa ennesima vittoria arriva un’altra conferma della giustezza delle nostre posizioni - afferma il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi - I progetti dell’aeroporto e dell’inceneritore si confermano sbagliati nel merito e nel metodo e queste sentenze sono indicatori importanti della correttezza dell’operato e delle valutazioni del nostro Comune".
"Ringrazio i nostri legali per il lavoro e la professionalità che in questi anni hanno permesso di ristabilire, purtroppo per via giudiziaria, una visione coerente del futuro del nostro territorio - aggiunge Falchi - Al di là della cieca ostinazione di pochi, penso sia positivo che sulle infrastrutture si sia aperta anche tra noi sindaci una seria discussione. Passata questa drammatica emergenza, questi saranno alcuni dei fili da riannodare per primi con un’ottica di lungo periodo che metta al centro il futuro e l’interesse di tutti”.
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FONTE: http://www.firenzetoday.it/economia/inceneritore-case-passerini-stop-consiglio-stato.html?fbclid=IwAR0C9ZgGw-Bts_KqJYi0QwooqeoNtGtiGb53hjrVaGsxUvXnP5dPiQGfeAo
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lunedì 17 febbraio 2020

Una lettera d’addio all’aeroporto

C’è crisi dappertutto; soprattutto nella testa di chi voleva per forza un nuovo aeroporto a Peretola, e ora, dopo la doccia gelata della sentenza 1164/2020 del Consiglio di Stato, si abbandona in gramaglie alle reazioni più comiche. Si tratta di cazzate talmente puerili, che noialtre Menti francamente non ci saremmo prese la seccatura di tornare dalle nostre pensioni dorate con elevati vitalizi pubblici (seeeeh, ci piacerebbe!), se non fosse per il fatto che qualcuno dei nostri (ex)lettori potrebbe crederci davvero e spaventarsi. Quindi, eccezionalmente, rieccoci qui per spiegare un paio di cose sulla sentenza in modo semplice, in modo che anche gli sconfitti del Consiglio dello Stato possano capirla; o, almeno, provarci.
Cazzata numero 1: “in ogni caso andremo avanti”. Avanti dove? Verso il baratro? Ma per piacere!
Cazzata numero 2: “il Consiglio di Stato non ha bocciato il progetto della nuova pista, ma la procedura di Via”.  Questo è ovvio; i tribunali amministrativi hanno coconsigmpetenze sui provvedimenti della Pubblica Amministrazione, mica sui conti del salumaio. Quindi sia TAR della Toscana che Consiglio di Stato hanno fulminato il decreto di VIA emesso con parere positivo dal Ministero dell’Ambiente al Master Plan dell’aeroporto, perché è quell’atto che noi avevamo impugnato al TAR della Toscana. Ma poiché il parere era positivo sul Master Plan, bisogna vedere se la sentenza 1164/2020 dice qualcosa sulle manchevolezze del Master Plan e se proprio per quello il parere del Ministero era sbagliato e non poteva essere positivo. E, purtroppo per le vedove dell’aeroporto, è proprio questo il caso.
Cazzata numero 3: “bisogna aspettare le motivazioni” (questa purtroppo l’abbiamo sentita il 14 febbraio da un giornalista di Controradio): nella sentenza ci sono già i motivi della bocciatura della VIA, basterebbe leggersela (anche se… sono 95 pagine con un sacco di paroloni difficili… è fatica). Sennò poi per forza si dicono cazzate.
Insomma, c’è crisi dappertutto. Per capirci qualcosa bisogna rifarsi alla originaria sentenza del TAR 79/2019 riguardante il decreto positivo di VIA del Ministero dell’Ambiente che noi avevamo impugnato, e che ci vide stravittoriosi. E per facilitarvi la vita e accorciare questo pezzo, che altrimenti dovrebbe essere più lungo della sentenza, spiegheremo tutto con le sole parole della sentenza del Consiglio di Stato (a cui vanno riferiti tutti i numeri di pagina).
    1. Ciò che disse il TAR
Nella sentenza del TAR che fulminò il decreto di VIA stava scritto che “il progetto sottoposto a VIA “non conteneva quel grado di dettaglio minimo e sufficiente affinché il Ministero dell’Ambiente addivenisse ad una corretta valutazione di compatibilità ambientale, non essendosi individuate compiutamente le opere da realizzare”. E il TAR continuava: “in particolare per quanto concerne le opere idrauliche va evidenziato che la documentazione progettuale originariamente prodotta in sede di VIA non conteneva l’indicazione delle relazioni geologiche, sismiche ed idrologiche, nonché le verifiche geotecniche” (p. 24). In altri termini, il TAR aveva valutato quello che aveva fatto il Ministero dell’Ambiente nel decreto di VIA; poiché il progetto sottoposto a VIA (ossia il Master Plan dell’aeroporto) non conteneva nemmeno lontanamente il dettaglio delle opere da compiere per costruire l’infrastruttura, aveva rinviato tutto alla fase esecutiva dei lavori. Si sarebbe visto lì, a realizzazione in corso, quale fosse la valutazione da trarre. Il TAR ritenne che “se le opere da realizzare non sono state compiutamente definite è la stessa valutazione di compatibilità ambientale a risultare parziale, non essendo stato possibile verificare in che misura l’ambiente ne risulterebbe modificato”.
Con questo, il Ministero dell’Ambiente ritenne il progetto sufficiente e idoneo ai fini del giudizio di compatibilità ambientale (p. 53). Il TAR però non era d’accordo; se nel progetto manca la concreta indicazione delle opere da realizzare, come si fa a ritenere che siano sostenibili e adeguate dal punto di vista ambientale? Di qui la censura del TAR che ritenne “contraddittorio e illogico” l’esito positivo della VIA, peggiorato ancora dal fatto che al Master Plan mancava la fase dell’effettuazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). E perché la VAS non era stata effettuata? Non è che non fosse stata effettuata; era compresa nella variante al PIT approvata dalla Regione Toscana, atto che fu fulminato dal Tar della Toscana con sentenza 1310/2016 dopo che noi l’avevamo impugnato. Ma anche quella volta, nonostante la VAS non ci fosse più, si disse “Andremo avanti” (poi si è visto con che esito). E infatti nella sentenza che affossava la VIA, il TAR deliberò che “l’assenza di una valutazione strategica del piano territoriale che costituisce il “quadro di riferimento” per la relativa approvazione… doveva essere logicamente considerata non già un fattore neutro, come ritenuto dalla Commissione VIA, bensì un fattore obiettivamente critico, se non ostativo, ai fini dell’approvazione del Masterplan” (p. 83). Di qui la conclusione del TAR secondo cui l’emissione di un decreto positivo di VIA fosse dovuto all’irragionevolezza di un giudizio positivo espresso nonostante l’individuazione di “gravi carenze progettuali e/o dello studio di impatto ambientale” (p. 84), e il successivo fulmine sul decreto di VIA. Ma contro questa decisione del TAR della Toscana, gli aeroportuali si sono appellati al Consiglio di Stato, sostenendo che in realtà il progetto (ossia il Master Plan) conteneva invece puntualmente tutte le opere da realizzare “con livello di definizione progettuale tale da consentire, tra l’altro, l’univoca individuazione della localizzazione di tutte le opere di Masterplan, comprese quelle compensative o di mitigazione dell’impatto ambientale e sociale” (p. 30). Le soluzioni erano già presenti nel Master Plan (ad esempio spostamento e sottoattraversamento della nuova pista da parte del Fosso Reale); si tratta solo di “sviluppare  e risolvere”, in fase di progettazione esecutiva, le relative problematiche tecniche. Ma la valutazione di impatto ambientale c’è già stata, non è stata rimandata alla fase esecutiva, e l’ha fatta il Ministero che infatti ha rilasciato alcune (parecchie) prescrizioni.
     2. Ciò che dice il Consiglio di Stato
Ed è qui che casca l’asino; perché il Consiglio di Stato ha agevolmente osservato che sono proprio le prescrizioni del Ministero che dimostrano “l’irragionevolezza di un giudizio positivo espresso nonostante l’individuazione di gravi carenze progettuali” (p. 84). Infatti le prescrizioni contenute nel decreto di VIA non sono meri dettati di condizioni ambientali da rispettare ma impegni veri e propri di “ricerca e/o sviluppo di nuove soluzioni progettuali”, tra l’altro richiedendo “l’effettuazione e/o l’approfondimento di studi che avrebbe dovuto invece essere presenti ex ante ai fini dell’ottenimento della VIA e non semplicemente verificati ex post in sede di ottemperanza” (p. 84).
In altri termini: il TAR aveva ragione; nel progetto mancavano cose basilari che avrebbero dovuto essere valutate in sede di VIA e non richieste dopo, a VIA positiva e progetto già avviato. Sennò che si valuta? Tra l’altro, una delle cose che mancano era l’approfondimento del pericolo di bird strike, che non ci sembra poco; ma un disgraziato che vuole prendere un aereo, avrà almeno diritto a sapere se c’è il forte rischio che un gabbiano glielo tiri giù? Non sappiamo a voi; a noi piacerebbe parecchio. Magari anche a Rossi e Nardella.
Conclusione ovvia; il Consiglio di Stato conferma la giustezza della sentenza del TAR: il parere positivo di VIA è illogico e irragionevole (vulgo: per essere logico e ragionevole avrebbe dovuto essere negativo e il progetto bocciato) e respinge tutti i ricorsi degli aeroportuali. Non c’è più la VIA. E nemmeno la VAS. Dopo dieci anni e palate di soldi pubblici buttate via, non c’è più niente.
    3. Ciò che resta della vicenda dell’aeroporto
A questo punto vi dovrebbe essere essere chiaro perché parliamo di cazzate. Il problema non è la procedura di VIA sbagliata; il problema è proprio il progetto sottoposto a procedura di VIA che è pieno di buchi e lacune tanto che darne un parere favorevole equivale a esporsi a una censura di manifesta irragionevolezza. L’irragionevolezza però sta non nel procedimento di VIA in sé e per sé, quanto nell’approvare un progetto simile. E’ proprio il Master Plan che non va. Quindi è insensato dire, come fa qualcuno, che basta rifare la procedura di VIA; se non viene rifatto il progetto iniziale, ma rifatto bene, l’eventuale nuova procedura non può che concludersi allo stesso modo, ossia con una solenne bocciatura. Fin qui TAR e Consiglio di Stato.
Ci sarebbe però da uscire dall’ambito amministrativo e chiedersi perché autorità pubbliche hanno comunque approvato e voluto sottoporre a VIA un progetto che sapevano subito essere pieno di buchi e lacune. E lo sapevano perfettamente; non solo perché glielo avevamo detto noi (ma, dal momento che ritenevamo venissimo dalle spelonche e fossimo giunti sulle zattere con l’ultima piena, mica ci stavano a sentire… ma TAR e Consiglio di Stato ci hanno ascoltato eccome) ma perché glielo avevano detto persone al di sopra di ogni sospetto e meritevoli di essere ascoltate. Il dottor Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica, durante le audizioni in consiglio regionale di fronte alla Commissione ambiente (si era ai tempi della Variante al PIT) disse esplicitamente che un progetto dovrebbe essere qualcosa di più di un disegnino sulla carta -e c’è il verbale dell’audizione, di cui siamo in possesso, che lo dimostra. E nel parere del Nucleo di Valutazione della Regione Toscana n. 110/2015 era esplicitamente scritto che “il livello di definizione progettuale della documentazione complessivamente depositata dal proponente, anche a seguito delle integrazioni progettuali trasmesse, non permette di esprimere un parere compiuto relativamente a tutte le componenti ambientali interessate, e che conseguentemente rimangono ancora componenti non valutabili” . Quindi le criticità del Master Plan erano già venute perfettamente a galla ed erano note; ma anche allora, esattamente come qualcuno dice ora, si decise di “andare avanti lo stesso”.  L’esito finale era insomma prevedibile fin da allora, e si è puntualmente avverato. Resta però una domanda che TAR e Consiglio di Stato, rispettosi delle proprie competenze, non hanno potuto né voluto porsi, ma che i cittadini hanno il dovere di avanzare e il diritto di avere una risposta: perché autorità pubbliche hanno voluto comunque mandare avanti un progetto che sapevano già essere tanto sgangherato; in nome di quale interessi hanno forzato la situazione? Forse perché l’aeroporto era un interesse strategico della regione? Ma non era strategico quel Master Plan; se ne poteva tranquillamente fare un altro e magari migliore. Perché allora la mano pubblica si è legata mani e piedi alla realizzazione di quel progetto che si sapeva gravemente lacunoso ma che si è voluto accanitamente perseguire con ogni forzatura possibile (ad esempio ignorando il parere degli organismi tecnici che pur avevano compreso perfettamente la questione) fino a condividerne l’infelice destino finale? In nome di quali interessi?
E’ questo nodo, che ovviamente non poteva essere sciolto dal processo amministrativo conclusosi con la sentenza del Consiglio di Stato, che costituisce il frutto avvelenato della (conclusa) vicenda aeroportuale; un nodo che implica le responsabilità di una classe politica incapace e arrogante, nonché la qualità della rappresentanza politica in Toscana, e che senza dubbio coinvolgerà le ormai prossime elezioni regionali durante le quali preghiamo tutti coloro che ci leggono di ricordarsi di questa sventurata vicenda.
Post scriptum: alle cazzate delle vedove dell’aeroporto non si fa a tempo a stare dietro. Poco prima di uscire, ci giunge notizia dell’uscita del senatore di Scandicci di Italia Viva (in attesa di trasformarsi in Italia Morta) Renzi il quale ha preannunciato che chiederà un decreto legge per le infrastrutture bloccate da ricorsi assurdi. Tipo l’aeroporto di Firenze. E questa è la cazzata numero 4. Ammesso che questo qui conti ancora qualcosa (ci sa che dopo la visita di ieri del Presidente del Consiglio a quello della Repubblica non sia così), questa le batte tutte. E che dovrebbe fare il decreto legge, autorizzare per forza un progetto che è privo di VIA e VAS, previste espressamente dalla legge italiana oltre che dalla normativa europea? Ma davvero volete battere i denti al TAR un’altra volta? Tanto noi ormai ci divertiamo…
Le vostre Menti Locali.

Prato, 14 febbraio 2020 COMUNICATO STAMPA Che “dolce” notte ragazzi,

…….a essere onesto ….. ho dormito poco, mi sono ripassate nella mente e negli occhi 10 anni di battaglie. Ho letto velocemente e superficialmente la sentenza, che non mancherò di centellinare nei giorni a venire, ma mi sembra che il punto 4.5 sia “l’essenza” di tutto il nostro lavoro, già dall’impugnazione del procedimento di VAS Regionale, unico soggetto ad averlo impugnato e vinto. Successivamente sul procedimento di VIA si sono poi aggiunti i Sindaci della Piana e per questo pubblicamente li ringrazio per la loro coerenza. “”4.5 Detta modalità di procedere contrasta con la finalità primaria del procedimento di VIA, diretta com’è a dare concreta applicazione ai fondamentali principi di precauzione e prevenzione del diritto dell’ambiente””. 

Ovvero il principio di precauzione e prevenzione dell’ambiente e delle persone è primario e prioritario all’interesse anche economico pubblico e/o di terzi. A nulla è valso creare un Osservatorio ad hoc, con compiti di ottemperanza (unico caso in Italia) esautorando, di fatto, la Commissione Nazionale di VIA dal suo compito originario, creando un soggetto sostitutivo e parallelo facente funzione, architettato da direttori e funzionari che poi sono stati rimossi dai loro incarichi presso il Ministero dell’Ambiente. Di là dalla questione legale, oggi si pone la questione meramente politica per la quale auspichiamo un confronto aperto, leale, scevro da condizionamenti precostituiti e basato solo sul merito della materia. Infatti, il Segretario PD Zingaretti unitamente all’On. Morassut, ci dovrà spiegare qual è il PD buono e quello cattivo, è quello buono di Ciolini (Consigliere Regionale PD di Prato) a favore della pista, oppure quello di Bugetti (Consigliere Regionale PD di Prato) contraria alla pista? E’ quello di Giani candidato PD alla Presidenza della Regione oppure quello dei Sindaci PD della Piana i quali sostengono che l’opera non è ambientalmente sostenibile? 

Si “sponsorizzano” slogan di FridayForFuture e Gretha, perché ci si crede, oppure solo per ottenere consensi elettorali momentanei. ? 2 Nota a parte, la merita Rossi, (finito politicamente e quindi da pensione) il quale persevera nonostante le evidenze dei suoi fallimenti politici. E allora rammentiamo agli smemorati che Rossi inserì il Nuovo Aeroporto nel programma della prima legislatura regionale, senza aver ricevuto il consenso popolare visto che non era stato inserito nel suo programma elettorale. Nel 2013 minacciò i Consiglieri Regionali di far saltare la legislatura se non avessero approvato l’adozione della Variante PIT, trasformata in variante effettiva nel 2014 e cancellata poi dalla sentenza del TAR. Nel frattempo ha svenduto, a nostro parere le quote di SAT, per fare l’unione con ADF/TA. Ha poi proseguito nelle forzature per ottenere gli iter amministrativi, fino alla Delibera del CRT dello scorso fine anno (Art. 9 bis, comma 2 bis L.R. 65/2014) senza i requisiti di legittimità perché quell’articolo e comma non è utilizzabile per varianti con valenza paesaggistica come il PIT, ai sensi dell’art. 143,comma 1, lettere b/c/d della disciplina e del codice dei beni paesaggistici. 

Se a questo aggiungiamo poi i fallimenti della Tirrenica, della TAV Fiorentina, il buco dell’ASL di Massa, gli schiaffi del Consiglio di Stato sugli inceneritori di Case Passerini e Scarlino, in aggiunta a questa ultima “sberla” sull’Aeroporto, ….si può dire che il bilancio è in profondo rosso, per non parlare dei costi in termini di risorse economiche e umane utilizzate, con uffici tecnici (passivi e succubi) che si devono inventare soluzioni cervellotiche, poi bloccate dalle sentenze TAR, per esaudire tali desideri e smanie, come l’ultima annunciata, la “BIORAFFINERIA” Eni di Livorno. L’ultimo sassolino è per i media locali escluso un paio di eccezioni, i quali ci hanno sempre considerato dei MARZIANI, scegliendo apertamente una posizione che pur nella legittimità, non doveva far venire meno il diritto di cronaca, scevro da condizionamenti politici. Condizionamenti dai quali i media locali pubblicamente si auto assolvono, ma nei fatti, senza verificare “nel merito” le questioni, addirittura ci hanno anche impedito il diritto di replica quando siamo stati chiamati in causa da soggetti terzi, ultimo di una lunga serie quello di ieri dove a fronte di una pagina completa concessa su carta stampata e internet a un soggetto che equiparava le sentenze TAR a dei “cavilli” da buttare nel cestino, la nostra contro replica ha subito la stessa sorte. 

Perciò non sappiamo se questo comunicato stampa arriverà mai sui giornali, se sarà parzialmente cassato o cosa, l’importante è che arriverà a Voi cittadini della Piana, tramite i nostri social media e le nostre mailist che raggiungono oramai quasi 10.000 indirizzi, a Voi va la nostra riconoscenza per il supporto economico e morale, oltre al doveroso ringraziamento al nostro GRANDE Studio Legale Giovannelli ed i loro collaboratori, ai nostri FANTASTICI tecnici e a tutti Voi. …… prendendo a prestito la frase di Nardella all’uscita della Conferenza dei Servizi, Lui disse …..abbiamo visto noi, questa volta …………
ABBIAMO VINTO NOI (VOI) …. 
E in maniera definitiva senza repliche e/o appelli.!! 

Gianfranco Ciulli 
Presidente VAS Associazione Onlus   

giovedì 13 febbraio 2020

Firenze, no del Consiglio di Stato all'ampliamento dell'aeroporto

Respinto il ricorso di Toscana aeroporti. La società: "Verificheremo come fare potenziamento". Il sindaco di Sesto Falchi: "Giornata storica"

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Toscana aeroporti contro la decisione del Tar toscano sull'ampliamento dello scalo fiorentino. Il tribunale amministrativo l'anno scorso aveva annullato il decreto di Via per il masterplan di potenziamento dello scalo fiorentino.

Secondo il Consiglio di Stato, che sposa le conclusioni del Tar della Toscana, "sono infondati nel merito e debbono essere respinti" l'appello principale proposto da Toscana Aeroporti e gli appelli incidentali proposti da Comune di Firenze, Regione Toscana, Enac, ministero dell'Ambiente e ministero dei Beni culturali.

"La lettura congiunta delle valutazioni svolte dalla Commissione Via unitamente al contenuto delle correlate 'prescrizioni' denota la manifesta irragionevolezza del giudizio positivo da questa espresso, e quindi dell'impugnato decreto che lo recepisce", scrivono i magistrati nella sentenza, osservando che "appare quindi condivisibile la considerazione del Tar secondo cui le scelte progettuali, relative ad aspetti qualificanti del progetto, devono essere verificate in sede di Via, e non già in sede di verifica di ottemperanza alle prescrizioni".

Per il Consiglio di Stato "il raffronto tra le valutazioni della Commissione e il contenuto delle prescrizioni consente poi di concludere che essa non si è limitata a dettare condizioni ambientali ma, da un lato, ha imposto la ricerca e/o lo sviluppo di nuove soluzioni progettuali, dall'altro ha richiesto l'effettuazione e/o l'approfondimento di studi che avrebbero dovuto essere presentati ex ante ai fini dell'ottenimento della Via e non semplicemente verificati ex post in sede di ottemperanza".

Immediata la risposta di Toscana Aeroporti che "verificherà le condizioni e le azioni da intraprendere insieme agli enti competenti, in primis Enac, per portare avanti il progetto" di potenziamento dell'aeroporto di Firenze.  "Prendiamo atto della sentenza del Consiglio di Stato", dichiara la società, spiegando che verificherà le condizioni per il potenziamento dello scalo "nel pieno rispetto della sentenza odierna, ma al contempo nella ferma convinzione della necessità dell'aeroporto di Firenze di dotarsi di una nuova pista e di un nuovo terminal per rispondere alle evidenti criticità infrastrutturali". Il lavoro compiuto, ricorda Toscana Aeroporti, "è stato realizzato seguendo i pareri e le indicazioni dei ministeri competenti e della competente commissione Via, in virtù dei pareri positivi ottenuti dalla Commissione nazionale Via" oltre che dei ministeri dell'Ambiente, dei Beni culturali e delle Infrastrutture.  "Aspettiamo di leggere le carte e poi daremo una risposta circostanziata: in ogni caso andremo avanti" ha confermato il presidente della Regione Enrico Rossi.

Di "una giornata straordinaria, storica per Sesto e per tutta la Piana" ha parlato il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi che era stato tra i promotori del ricorso al Tar contro l'ampliamento. "Questa sentenza a lungo attesa - afferma Falchi - mette la parola fine ad una vicenda che si è protratta troppo a lungo e che ha visto la politica venire meno ai propri compiti. I giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni portate avanti da sei comuni e delle preoccupazioni di quasi 400 mila cittadini. Finalmente abbandoniamo un progetto incompatibile con il nostro territorio, in contraddizione con la sfida al cambiamento climatico, realizzato nell'interesse di pochi con tanti soldi pubblici. Ora è tempo di restituire la parola alle comunità, di aprire una nuova pagina nella gestione del nostro territorio, di normalizzare i rapporti tra enti che in questi anni si sono fatti coinvolgere in un conflitto senza precedenti". Da domani, ha concluso il sindaco, "dovremo essere capaci di ripartire, di restituire al Parco della Piana il suo ruolo di elemento ordinatore e da lì impostare una strategia di sviluppo sostenibile e lungimirante".

FONTE https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/02/13/news/aeroporto_di_firenze_no_del_consiglio_stato_al_ricorso_per_l_ampliamento-248515373/




Aeroporto, respinto il ricorso contro la sentenza del Tar. Falchi: “Giornata storica”

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Toscana Aeroporti contro la sentenza emessa dal TAR sul masterplan del nuovo aeroporto di Firenze.
La sentenza è stata notificata nel pomeriggio di giovedì 13 febbraio.


“È una giornata straordinaria, storica per Sesto e per tutta la Piana – afferma il sindaco Lorenzo Falchi – Questa sentenza, a lungo attesa, mette la parola fine ad una vicenda che si è protratta troppo a lungo e che ha visto la politica venire meno ai propri compiti. I giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni portate avanti da sei Comuni e delle preoccupazioni di quasi 400mila cittadini.
Finalmente abbandoniamo un progetto incompatibile con il nostro territorio, in contraddizione con la sfida al cambiamento climatico, realizzato nell’interesse di pochi con tanti soldi pubblici. Ora è tempo di restituire la parola alle comunità, di aprire una nuova pagina nella gestione del nostro territorio, di normalizzare i rapporti tra enti che in questi anni si sono fatti coinvolgere in un conflitto senza precedenti.
È l’anno zero per il nostro territorio, è il coronamento di un impegno che ci siamo presi in campagna elettorale e che abbiamo onorato fino in fondo, con serietà, disponibilità al dialogo, visione di lungo periodo. Oggi festeggiamo insieme ai cittadini e ai comitati, ma già da domani dovremo essere capaci di ripartire, di restituire al Parco della Piana il suo ruolo di elemento ordinatore e da lì impostare una strategia di sviluppo sostenibile e lungimirante”.
Comune di Sesto Fiorentino

venerdì 25 maggio 2018

25 MAGGIO ORE 20.30 FESTA IN PIAZZA SIGNORIA CON MAMME NO INCENERITORE


Festeggiamo insieme la vittoria di tutti per il definitivo NO all'inceneritore di Firenze.

Vi aspettiamo VENERDI' 25 MAGGIO alle ore 20.30 in Piazza Signoria 
per una festa itinerante nelle vie del centro.

Portate tutti gli strumenti musicali che la vostra fantasia vi suggerisce per far risuonare #solomusicanellaria ...

E ora spengiamoli tutti e avanti con il Porta A Porta a tariffazione puntuale a tappeto!


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IL PROGETTO dell'INCENERITORE è SALTATO! 
La società Qthermo NON ha autorizzazione a costruire, come sentenziato nel 2016 dal TAR Toscana 
e come confermato oggi dal Consiglio di Stato. 
Dovrebbero ripartire da ZERO, compreso conferenze dei servizi.
Diciamo che la pietra tombale si avrà solo quando l'inceneritore di Firenze uscirà dal piano regionale rifiuti 
(come è successo per Selvapiana). 
Ma oggi è veramente il giorno della VITTORIA




CONFERENZA STAMPA Forumambientalista- Italia Nostra e WWF

V'invitano alla conferenza stampa all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato 
che ha visto le 3 Associazioni nazionali vincere il ricorso contro l'inceneritore di Case Passerini 
  La CONFERENZA STAMPA è in programma:
domani, venerdì 25 maggio
alle 11.30
c/o Caffè Letterario Le Murate
Piazza Le Murate, Firenze

Interverranno:
Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio
Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino
Claudio Tamburini, legale delle associazioni ambientaliste
Mariarita Signorini, Italia Nostra ( anche per il Forumambientalista)
Roberto Marini, WWF