VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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giovedì 9 dicembre 2021

L'unione fa la forza: Sindaci della Valdasieve unitevi ai sindaci della Faentina per protestare!

Pubblichiamo la richiesta che arriva dall'Associazione "Vivere in Valdisieve" ai sindaci interessati alla linea ferroviaria della Valdisieve, a cui ci uniamo anche noi.

Clicca QUI per andare all'articolo 

L'associazione "Vivere in Valdisieve"

chiede ai sindaci dei comuni della Valdisieve (Rufina, Dicomano, Pelago, Pontassieve, Londa e San Godenzo) di unirsi all'appello dei sindaci Paolo Omoboni, Tommaso Triberti, Federico Ignesti, Leonardo Borchi, Anna Ravoni, che manifesteranno il 10 Dicembre sulla situazione ferroviaria della Faentina (si allega articolo in questione), e non sarebbe male unire gli sforzi per entrambe le direttrici attenzionando sia la Regione che Trenitalia.

Nel nostro caso si tratta infatti di aggiungere alla protesta, la linea della Valdisieve, in quanto anche tra Pontassieve e Borgo San Lorenzo, si riscontrano le medesime problematiche a danno dei pendolari della linea stessa.

Per rendersi conto della situazione basta andare a leggere le pubblicazioni social dei vari gruppi di pendolari, nel caso specifico in quello "Pendolari linea Valdisieve e Mugello - Firenze".

Tutti i pendolari (e non solo) che usufruiscono quotidianamente della linea ad "anello", già esistente, che collega la Valdisieve, alla Faentina, a Firenze, gliene saranno grati.

Solo a titolo informativo, ricordiamo sulla questione dell'anello il nostro filmato: LA BUONA STRADA FERRATA visionabile su youtube al link: https://youtu.be/fQ4XeS3k5Nc (che ovviamente e a scapito di equivoci, puntualizziamo che debba essere mantenuto a doppio senso di circolazione).

 
Pontassieve, 9 dicembre 2021

Paolo Rosini

Associazione "Vivere in Valdisieve"

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e-mail: vivereinvaldisieve@libero.it - vivereinvaldisieve@gmail.com - Sede legale c/c Avv. Duccio Sebastiani, Viale E.Torricelli,15 – 50125 Firenze - CF: 94178730480 - Tel.055/221072 - FAX: 0552280605 - e-mail: d.sebastiani@studiolegalesebastiani.it  
Pagina Facecbook:  https://www.facebook.com/vivereinvaldisieve1?ref=bookmarks
Twitter: http://twitter.com/#!/ViValdisieve 
Blog: http://associazionevivereinvaldisieve.blogspot.it/

domenica 16 maggio 2021

Sul FQ: Viadotto chiuso ai tir per ragioni di sicurezza, viaggio sulla A12 tra cantieri infiniti e disservizi: “Perché dobbiamo pagare Aspi?”

 | 16 MAGGIO 2021 - Sul FATTO QUOTIDIANO

Proseguono i disservizi sulla martoriata rete autostradale ligure, tra gallerie e viadotti puntellati da cantieri e tratte in corsia unica per evitare il sovraccarico in attesa del consolidamento di infrastrutture datate che presentano in molti casi diversi livelli di criticità, generati da anni di incuria abbondantemente documentati nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018. Davide Trimarchi è uno dei tantissimi autotrasportatori che ogni giorno, per lavoro, fanno spola tra i porti di Savona, Genova, La Spezia e Livorno. Trimarchi lavora sui camion da oltre 20 anni, e assieme al Comitato “Autostrade Chiare” riassume le ragioni di chiunque si sia trovato imbottigliato nelle frequenti code o abbia potuto notare come la maggior parte dei cantieri che restringono le carreggiate non siano presidiate da operai né è facile scorgere interventi di manutenzione: “Non possiamo pagare il pedaggio per un servizio dimezzato a causa di anni di incuria da parte di chi doveva garantire la nostra sicurezza e non l’ha fatto e ora, in ritardo, per correre ai ripari ci fa perdere delle ore in autostrada senza garantire minimamente livelli di servizio degni di una rete autostradale”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/12/autostrada-a12-il-viadotto-valle-ragone-chiude-ai-mezzi-pesanti-traffico-in-tilt-nel-tigullio-il-mit-frenate-tir-possono-deformare-le-pile/6195803/

La scorsa settimana, improvvisamente, Autostrade ha comunicato la chiusura ai mezzi pesanti del viadotto Valle Ragone, costringendo chiunque non sia al volante di un auto, dai camionisti ai furgoncini privati, a scegliere se allungare il tragitto di tre ore passando da Tortona, o transitare sulla viabilità ordinaria in mezzo al traffico di paesi come Chiavari, Lavagna, Cavi, Sestri Levante, in mezzo a motorini, pedoni e biciclette di località turistiche. Il viadotto sarà riaperto al traffico già entro questa domenica, eppure la chiusura del tratto autostradale ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle categorie. I cittadini riuniti nel Comitato “Autostrade Chiare” hanno aderito alla petizione lanciata da Trimarchi per chiedere l’eliminazione dei pedaggi in Liguria (https://www.change.org/Basta_AutostraGe), che in pochi giorni ha superato le 5mila firme, Assoutenti ha chiesto un tavolo ad Aspi per ottenere degli indennizzi sui disagi subiti.

“Da quando sono iniziati i monitoraggi a tappeto sulle nostre autostrade è emersa l’assoluta incapacità di programmare l’emergenza nelle emergenze, con la conseguenza di enormi danni economici e personali per i cittadini e per le imprese del nostro territorio – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Genova, Luigi Attanasio, mentre tutte le associazioni dell’autotrasporto ligure, da Cna-Fita a Confartigianato passando per Fai, Fiap, Legacooperative e Trasportounito, hanno proclamato cinque giorni di fermo totale a livello regionale dal 15 al 19 giugno. L’iniziativa riguarderà anche tutti i porti della Regione, tutte le piattaforme logistiche e il confine di Stato, saranno coinvolti anche i corrieri e la distribuzione a livello locale.

Tre le richieste sul tavolo: conoscere la reale situazione dello stato delle infrastrutture e avere un’evidenza veritiera dell’impatto dei lavori previsti, ottenere una programmazione dei cantieri che garantisca la sicurezza stradale e la produttività per gli operatori dell’autotrasporto, vedersi riconosciuti i ristori per l’emergenza viabilità di questi anni in linea con i valori stabiliti dal decreto Genova fino al 2020 per il crollo del ponte Morandi, adottando gli stessi criteri. Intanto, considerando i maggiori costi comportati dall’imponderabile durata dei cantieri e dei ritardi, molte aziende e spedizionieri si stanno organizzando per evitare la rete autostradale ligure, stando a quanto dichiarato da Spediporto Genova. All’elenco delle categorie che si ritengono colpite dalla situazione in cui versano le Autostrade liguri anche l’UIL Turismo Commercio e Servizi, che temendo il crollo degli afflussi turistici si unisce alla richiesta di esenzione dal pagamento del pedaggio perché al disagio dei rallentamenti non si aggiunga la beffa del pagamento di costi autostradali tra i più alti d’Italia e “non vengano messi in discussione migliaia di posti di lavoro del settore turistico e l’esistenza di molte imprese del comparto”.

FONTE QUI (CON VIDEO): https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/16/viadotto-chiuso-ai-tir-per-ragioni-di-sicurezza-viaggio-sulla-a12-tra-cantieri-infiniti-e-disservizi-perche-dobbiamo-pagare-aspi-video/6199098/

Termini di utilizzo ad uso personale riportando fonti ecc, non a scopo commerciale.

venerdì 9 ottobre 2020

Il treno dei desideri - anno 2020 AC!


In Valdisieve, utlimamente (ma anche no!), sulla linea ferroviaria Firenze-Pontassieve-Borgo San Lorenzo, assistiamo a numerosi disagi per i pendolari (ma non solo!) che si ripetono quasi quotidianamente.

Basta andare sui vari gruppi social di Facebook (nota 1) per rendersene conto (chi deve spostarsi in treno per lavoro o studio, se ne accorge sulla sua pelle!).

Oltre a riscontrare che nelle ore di punta degli spostamenti (mattino e pomeriggio) ci possano essere, oltre ai guasti meccanici o meno, sui convogli, sulla linea e infrastrutture, anche dei problemi di sicurezza sanitaria (in tempi di Covid) dovuta alla vicinanza dei viaggiatori che, se pur con mascherina, non garantiscono il metro di distanza gli uni dagli altri. Anche se la regola, si legge in un commento in uno di questi gruppi fb, è che "...per ogni treno la capienza massima sia l'80% del totale omologato, posti a sedere e in piedi. Quindi in pratica tutti i posti a sedere e alcuni posti in piedi".  (nota 2).

Intanto l'ultimo episodio è accaduto proprio ieri dalla prima mattina (i pendolari sono rimasti fermi fin dalle 5,30 circa!). Per un guasto ad un passaggio a livello a Rufina (probabilmente quello in corrispondenza del mobilificio Bigozzi), sono rimasti fermi i treni e si è intasato il traffico sulla statale 67, con ripercussioni ovvie anche sul servizio pubblico su gomma. Insomma iniziare la giornata con ritardi al lavoro (e ore da recuperare o decurtate dallo stipendio), lezioni perse ecc, non deve essere troppo piacevole.

Eppure, veramente, non siamo nel 2020 avanti cristo! Ma, a volte, la realtà dei fatti, ci fa sembrare all'età della pietra! 

Come è possibile che non ci sia un modo per rendere efficienti i vari passaggi a livello utilizzando tecnologie moderne? Siamo contornati da migliaia di satelliti intorno alla terra, possibile che non ce ne siano a disposizione alcuni per mandare segnali in tempo reale ai dispositivi elettronici dei passaggi a livello? Manca la manutenzione di queste infrastrutture? Mancano i soldi? 

Come possiamo leggere dal profilo del Sindaco di Rufina, Vito Maida, la Regione nel rispondergli, dichiara esplicitamente che ".... riceviamo quotidiane segnalazioni dei pendolari che lamentano ritardi e soppressioni di treni, con un servizio sempre più irregolare ed inaffidabile, legato in particolare a problemi infrastrutturali...". E meno male che dovrebbe arrivare un nuovo treno regionale a doppia trazione, elettrica e diesel, che dal 2022 arricchirà e ammodernerà ulteriormente la flotta dedicata ai pendolari della linea Faentina e Valdisieve (articolo QUI).

Forse, per evitare tutte le varie problematiche (come dice la Regione, QUOTIDIANE), occorrerebbero ANCHE più finanziamenti per la cura e MANUTENZIONE delle linee e delle infrastrutture a corredo nonchè degli altri convogli che rimarranno?


nota 2

 




















Il commento di Angela Dondoli (Funzionario programmazione esperto
Struttura: Trasporto pubblico locale su ferro e marittimo - mobilita' sostenibile) lo si può vedere sul gruppo pubblico Pendolari linea Valdisieve e Mugello - Firenze - scorrendo tra i vari post.

lunedì 6 agosto 2018

Bus Ataf, l’estate delle corse saltate


I sindacati: colpa del riassetto dovuto al tram. L’assessore Giorgetti: disservizi dell’azienda







«Il solito Vietnam». La Rappresentanza sindacale unitaria, Rsa, di Ataf, descrivono così l’attuale situazione del trasporto pubblico locale a Firenze. Indiziato principale, il riassetto che — dopo la messa in esercizio della tramvia sul nuovo tratto della T1 «Leonardo» — avrebbe dovuto «secondo Palazzo Vecchio» risolvere tutti i problemi di traffico. Almeno in teoria. Perché, come riporta l’Rsu, le promesse del Comune su un servizio bus da «vissero tutti felici e contenti» si sarebbero rivelate un bluff.

«La tramvia — si legge nella nota — è partita chiudendo il servizio alle 23,30», lasciando così i bus nelle stesse condizioni di disservizio precedenti all’inaugurazione della linea di Careggi. Ce n’è per tutti, nel comunicato di Rsu: dalla «pessima programmazione dei cantieri che ha mandato in tilt il servizio su gomma», con sarcasmo per la transenna di piazza Savonarola ormai «patrimonio Unesco», fino agli orari del servizio estivo scelti da Ataf, forse pensati per «essere effettuati a bordo della Mercedes F1 di Hamilton». Insomma: una Caporetto, con particolari criticità per le linee 11, 17, 20, 23, 25 e 35. E dire che siamo ad agosto… «Inutile promettere l’aumento del servizio — conclude Rsu — se poi i km da effettuare diventano virtuali, a causa del salto delle corse».

Una conferma arriva dal nostro test sul campo di ieri in piazza San Marco dove, per il rifacimento della pavimentazione, la fermata in uscita dal centro storico è stata spostata in via La Pira, tra auto Ncc parcheggiate in sosta vietata e pullman turistici a rendere difficilissima la viabilità. E intanto gli utenti attendevano nello stretto marciapiede, sotto al sole, mentre sul tabellone elettronico all’altra fermata della piazza, lato chiesa, il display sapeva di beffa: «Codice rosso, limitare l’attività all’aperto nelle ore più calde». Oltre a non essere riportato nessun orario delle corse, alla fermata provvisoria di via La Pira di bus se ne vedono davvero pochi. Un esempio: il 14, tra le 13,12 e le 13,51, avrebbe cinque corse previste, ma se ne riscontrano solo tre. Idem per il 17: 5 bus in programma, 3 in orario. Niente in confronto, però, alla linea 11, quasi una specie in via d’estinzione: tra le 13,54 e le 15,43 dovrebbero passarne sette, ma ne arrivano soltanto 3. Non va meglio alla fermata in prossimità della basilica: il 23, tra le 15 e le 15,54, si vede 3 volte su cinque, il 6 tre su sei. Giustificata, allora, la rabbia degli utenti. Come alle 13,30 circa, quando una giovane mamma con il figlio viene fatta scendere da un 20 con troppo ritardo accumulato: «Hanno cancellato all’improvviso la corsa e ci hanno detto di scendere senza avvisarci prima». Firenze, del resto, è la seconda città più lenta in Toscana per i bus: 17,8 Km/h la velocità media, sotto a città come Arezzo (22,6 km/h), Siena (22 km/h) e Pistoia (20,3 km/h). Unica, piccola consolazione, Grosseto, fanalino di coda con 15 km/h, conferma uno studio di Econometrica. Per giunta senza cantieri per la tramvia, che in ogni caso, dal 20 di agosto, dovrebbe prolungare il proprio servizio fino alle 24,30.