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venerdì 26 febbraio 2021

Ex cementificio di San Francesco (Pelago). L’intervento di Italia Nostra

Ex cementificio di San Francesco (Pelago). Ascoltare le associazioni e i cittadini per una sua riconversione a centro di servizi culturali, sanitari e sociali, anziché a megastruttura commerciale

di Italia Nostra Onlus - Sezione di Firenze il 

Mentre il Comune di Pelago sta elaborando – insieme con le Amministrazioni Locali confinanti – il Piano Strutturale Intercomunale, Italia Nostra rivolge un caldo appello agli amministratori perché, in questa importante occasione di produzione di una nuova pianificazione territoriale, sia attivata una adeguata politica di partecipazione civica e siano adeguatamente valutate le proposte formulate il 7 agosto 2020, a firma Catia Pratesi, dalle associazioni Valdisieve in Transizione-Vivere in Valdisieve-Associazione Valdisieve. 

Come si legge nell’articolo di Leonardo Bartoletti, Centro Commerciale: il Comune lo vuole ma in duemila sono contro (“La Nazione” del 19 febbraio scorso) e nei commenti di Radiomugello, la popolazione della bassa Valdisieve e del vicino Valdarno si è chiaramente e massicciamente espressa, con oltre 2000 firme, contro nuovi interventi a vantaggio della speculazione, come la ventilata previsione dell’ennesimo grande centro commerciale da collocare nell’area industriale abbandonata: destinato ad aggravare le condizioni di inquinamento e di traffico e a determinare la crisi irreversibile del già gracile sistema dei negozi di vicinato.

Italia Nostra invita gli Amministratori a prendere atto della ragionevolezza delle richieste dei cittadini di considerare, nel nuovo strumento urbanistico, l’esigenza di riconvertire il grande stabilimento dismesso Italcementi – previa sua capillare bonifica – per costruirvi strutture di servizio per la popolazione, a partire da quelle sanitarie (pronto soccorso e ambulatorio), culturali (biblioteca e augurabilmente cinema-teatro) e didattiche e sociali (asilo, centro per anziani), e magari per collocarvi quel “centro per il riciclo” specificamente richiesto dalle associazioni, nella previsione dell’entrata “a pieno titolo nell’era dell’Economia Circolare”.

Firenze, 26 febbraio 2021

FONTE: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2021/02/26/ex-cementificio-di-san-francesco-pelago-lintervento-di-italia-nostra/ 

PETIZIONE: https://www.change.org/p/comune-di-pelago-ex-italcementi-basta-con-i-centri-commerciali-salviamo-l-economia-del-territorio?utm_source=share_petition&utm_medium=custom_url&recruited_by_id=c02ce390-45d5-11eb-87c9-6bf91892428e

martedì 11 agosto 2020

Le sorti dell'area EX Cementificio // lettera congiunta ai sindaci

Spett. Sindaci dei Comuni di Pontassieve, Pelago, Rignano sull’Arno e Rufina

Oggetto: Area ex cementificio di Pelago a San Francesco

Consultando il sito del comune di Pelago, alla pagina “Proposte di trasformazione urbanistica”, abbiamo notato che in questi ultimi tempi l’area in oggetto ha suscitato un certo interesse affinchè si facessero delle Varianti di destinazione d’uso. Una volta per costruirci abitazioni più centri commerciali, un’altra volta solo per centri commerciali, che però non fossero in contrapposizione con i negozi di vicinato già esistenti (lungimiranti, dopo le tante proteste avvenute anche durante la campagna elettorale delle ultime amministrative!).

Una volta senza tante compensazioni per il comune, l’altra con un bel parcheggio per le auto (vista la vicinanza della stazione ferroviaria di Pontassieve), un bel parco giochi inclusivo, per tutti i bambini, e questa particolare attenzione a non confliggere con i negozi di vicinato che già ci sono.

Tutte cose molto allettanti per un comune piccolo come Pelago, che si troverebbe ad avere l’area ristrutturata e bonificata. Dove per bonificata intendiamo una vera e propria bonifica (con caratterizzazione e progettazione) e non solo, eventualmente, tombare le opere attuali costruendoci sopra. Ciò per evitare che col tempo eventuali inquinanti finiscano comunque nelle falde acquifere e di conseguenza nel vicino fiume Arno.

Le varianti al RU e al PS, se non ci sono state proroghe alle tempistiche riportate con la LR 65/2014, dovrebbero essere state interrotte in quanto è in elaborazione il Piano Strutturale Intercomunale (PSI). Eventuali trasformazioni o destinazioni d’uso delle aree degradate è logico pensare che finiranno direttamente appunto nel PSI. Sarà quella la sede opportuna per far partecipare i cittadini a queste scelte (prima ancora della VAS e delle osservazioni, dove in genere tutto è, comunque, già deciso).  

Di recente l’Unione dei Comuni ha elaborato un questionario on line ai fini proprio del PSI. Nella domanda al settore B4, si legge:

“Per puntare ad una «Riqualificazione del sistema artigianale ed industriale esistente» quali sono per te gli obiettivi più importanti da raggiungere? (Indica i due obiettivi che reputi più rilevanti)*

1-Realizzazione di nuove aree produttive, in particolare nei fondovalle di Sieci, Pontassieve, Pelago e Rufina

2-Recupero e riconversione dei numerosi lotti produttivi già edificati ma totalmente o parzialmente dismessi

3-Riqualificazione ambientale delle aree industriali esistenti”

Se una delle tre risposte precompilate, da parte di chi ha elaborato il questionario, indica la possibilità di realizzare nuove aree produttive, si potrebbe pensare che l’amministrazione stia prendendo in considerazione anche questa opportunità? A tal proposito andrebbe ricordato che aree di questo tipo furono già definite più di 40 anni fa con i primi piani regolatori, e che oggi, su quelle aree che conosciamo bene, in tutti i comuni dell’Unione, ci sono diversi capannoni sfitti e/o in disuso. Secondo noi l’unica opzione possibile delle tre sopra, è quella della riqualificazione delle aree industriali esistenti, di cui fa parte anche l’ex-cementificio. Quindi per esempio perché non realizzare un centro del riciclo per entrare a pieno titolo nell’era dell’Economia Circolare? Ma non solo. Perché non immaginare un Polo Universitario (un distaccamento da Firenze) che porterebbe tanti giovani? Oppure perché non una casa della Salute, ancora molto lontana dall’essere costruita nell’ex area ferroviaria di Pontassieve?

Inoltre questa potrebbe essere un’occasione unica per dotarsi di spazi aggregativi per i cittadini dove poter sviluppare iniziative culturali (auditorium, ambienti a disposizione per associazioni no-profit ecc.). Per essere in sintonia con le Direttive dell'Unione Europea che finanzia progetti per la salvaguardia del territorio e per un consumo responsabile. Dove siano i cittadini a partecipare delle scelte collettive che li riguardano da vicino.

 

Abitazioni come sappiamo ce ne sono a sufficienza (compreso i lotti ancora da edificare, ma già autorizzati o previsti nei RU e PS attuali). I negozi e i commercianti o le attività di ristorazione ecc., soprattutto dopo il covid19, risentono delle minori entrate e alcuni o sono in procinto di chiudere l’attività o comunque sono in sofferenza.

Non sembrerebbe quindi una buona idea quella di inserire nuovi centri commerciali di qualsiasi natura essi siano (di vicinato o no) nell’area dell’ex cementificio di San Francesco. Sarebbe un bello smacco per tutti anche se si volesse puntare ad un commercio di prodotti di “nicchia”, magari di lusso, come già succede in parte a Leccio: Ma come Leccio ci insegna, ciò richiamerebbe sì forse un po’ di turisti, ma nessuno però si ferma sul territorio. Una volta fatto gli acquisti presso l’Outlet, tutti riprendono chi il treno chi i pullman e se ne tornano a Firenze e poi nelle loro nazioni.

E’ una cosa simile che vogliamo nel nostro territorio della Val di Sieve?

Secondo noi NO!

Ci uniamo quindi anche alle preoccupazioni dei commercianti dei comuni interessati che hanno più volte scritto alle amministrazioni ribadendo le loro motivazioni.

Pontassieve, 7 Agosto 2020

Catia Pratesi

A nome di:

Associazione “Vivere in Valdisieve”

Associazione Valdisieve

Comitato Valdisieve

Valdisieve in Transizione 

 

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