FONTE ARTICOLO: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/02/caldo-estremo-mercalli-accordo-parigi-oggi/8046375/
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VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
CALENDARIO
mercoledì 2 luglio 2025
Caldo estremo, l’appello di Luca Mercalli: “Invece di costruire bombe, si applichi l’accordo di Parigi nella sua forma più drastica”
lunedì 14 aprile 2025
Il maltempo del 14 marzo, ha fatto riemergere una vecchia discarica sul torrente Argomenna (Pontassieve)
L'ondata di maltempo di 1 mese fa, che ha alluvionato alcune zone della Val di Sieve, tra cui Rufina, Montebonello e Contea, con la portata d'acqua abbondante che c'è stata anche sul torrente Argomenna (affluente del fiume Sieve in zona Montebonello - siamo nel comune di Pontassieve, adiacenti al comune di Rufina), ha fatto franare gli argini nel punto dove era collocata una vecchia discarica comunale.
Ora nel torrente, dal punto della discarica in Via Argomenna, fino a circa 700 m. a dove sfocia nel fiume Sieve, ci sono sacchetti, stoffe, e altri rifiuti che sono stati portati via dalla corrente il 14 marzo scorso.
E' un ex discarica comunale (FI079), già inserita nell'elenco dei siti da bonificare http://www.appenninosettentrionale.it/eis2/interventi.php?comune=09048033 pare, catagolata come Industria (ma i rifiuti che vengono fuori, sembrano più urbani e indifferenziati). Già conosciuta fin dal Piano Regionale dei Rifiuti del 1999 sui siti da bonificare. Anche il POI (Piano Operativo Intercomunale di Pontassieve e Pelago, che sta per essere approvato a giorni) la riporta nel Rapporto Ambientale a pag. 232 .
Forse però è arrivato il momento di ripulire e bonificarla per davvero?? E magari in tempi brevi? E magari di caratterizzare anche il tipo dei rifiuti in essere visto che gli abitanti più anziani della zona ci dicono che era consuetudine buttare lì i rifiuti e ogni tanto bruciarli (forse alcuni strati di terra più scura possono essere proprio le ceneri?). Se fossero stati rifiuti indifferenziati (come è logico pensare visto che in quegli anni non c'erano le raccolte differenziate come ora) e fossero stati davvero bruciati, forse in quel luogo c'è anche traccia di inquinanti pericolosi derivati dal bruciare le plastiche, come la diossina?
ALCUNE FOTO
| https://sira.arpat.toscana.it/app/f?p=55002:MAPPA Una cosa analoga è successa anche sul torrente Rovigo in alto Mugello, una frana fa riemergere una vecchia discarica. In questo caso si sono movimentati in tanti anche per ripulire. Qui alcuni articoli a riguardo.
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martedì 18 giugno 2024
LIPU: La Nature Restoration Law è stata approvata. Lipu: "Speranza concreta per la natura e il futuro dell'Europa"
Il Regolamento approvato è un programma senza precedenti: ora al lavoro per la grande impresa di attuazionefonte video qui
"Rammarica la posizione contraria dell'Italia, ma i governi sono più piccoli del disegno ecologico che dobbiamo realizzare. Ora al lavoro per la grande impresa di attuazione".
"Un giorno eccezionale per la natura, le istituzioni e i cittadini europei. La Nature Restoration Law è un provvedimento che può davvero cambiare il futuro".
Lo dichiara la Lipu-BirdLife Italia al termine della seduta di oggi del Consiglio ambientale dell'Ue che ha definitivamente approvato la legge europea (o regolamento) per il ripristino della natura.
Quando tutto sembrava compromesso a causa della sopraggiunta opposizione dell'Ungheria, i ministri dell'Ambiente dell'Unione europea si sono espressi a favore della Restoration Law garantendo la maggioranza qualificata necessaria all'approvazione definitiva del regolamento per il ripristino degli habitat del territorio europeo. 20 i voti a favore, un astenuto e 6 voti contro, tra cui l'Italia, che ha purtroppo confermato la sua opposizione alla legge nonostante le modifiche di compromesso adottate. Si è dunque chiuso il lunghissimo iter legislativo, passato da due voti in Parlamento e dagli accordi del Trilogo (il consesso che mette assieme la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Ue), che hanno dato al regolamento la sua forma definitiva.
La nuova legge prevede il ripristino di almeno il 30% degli habitat europei minacciati entro il 2030, di almeno il 60% entro il 2040 e di almeno il 90% entro il 2050. Le opere previste dal regolamento riguarderanno zone umide, fiumi, coste, mare, praterie, boschi, ambienti agricoli, verde urbano, con un programma di ripristino della natura europea tanto imponente quanto necessario.
“Siamo di fronte a un evento davvero senza precedenti per l'opera di conservazione della biodiversità europea - dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia - che apre un orizzonte di speranza concreta per la natura, il clima, il benessere delle società umane. Il ringraziamento della Lipu va ai suoi attivisti, a BirdLife International, alle istituzioni europee che hanno lavorato intensamente, ai milioni di cittadini italiani ed europei che hanno sostenuto questa azione e a tutte le associazioni ambientaliste, la cui prova di forza e intelligenza è stata decisiva anche grazie alla campagna #RestoreNature #WeAreNature.
“Questo è un giorno davvero eccezionale per la biodiversità – conclude il presidente della Lipu - Ora al lavoro per dare attuazione alla legge e nuova speranza alla natura”
martedì 12 dicembre 2023
VIDEOCONFERENZA: "DISASTRI IDROGEOLOGICI E CAMBIAMENTI CLIMATICI". Perchè l'entità dei disastri si è andata aggravando nel nostro paese?
GIOVEDI 30 NOVEMBRE 2023 SI E' SVOLTA LA CONFERENZA COME RIPORTATO SOTTO.
LA SI PUO' RIVEDERE REGISTRATA A QUESTO LINK: https://www.radioradicale.it/scheda/714571/disastri-idrogeologici-e-cambiamenti-climatici-perche-lentita-dei-disastri-si-e-andata
ore 18:00
"DISASTRI IDROGEOLOGICI E CAMBIAMENTI CLIMATICI"
Perchè l'entità dei disastri si è andata progressivamente ampliando ?
I cambiamenti climatici fanno vacillare le noste "certezze" sul nostro modello di sviluppo e di vita.
webinar tenuto da:
Climatologo e divulgatore scientifico
MICHELE MUNAFO'
Ricercatore ISPRA, esperto sul consumo di suolo.
GIOVANNI DAMIANI
Biologo, gia' direttore ANPA e presidente GUFI (Gruppo unitario foreste italiane)
PAOLO BERDINI
Urbanista
A cura di
ENRICO DEL VESCOVO
Consigliere nazionale di Italia Nostra e presidente della sezione Castelli Romani.
martedì 14 novembre 2023
LaNazione: Alluvione, il ministro Musumeci a Campi Bisenzio: “Scarso lavoro di prevenzione”
martedì 7 novembre 2023
Dal blog di GRIG: In Italia il suolo viene sbranato.
L’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (I.S.P.R.A.) è, ancora una volta, estremamente chiaro: la situazione ambientale in Italia peggiora.
E la colpa è nostra. Non degli alieni. Lo vogliamo capire una buona volta e vogliamo porre rimedio?
Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)
dal sito web istituzionale dell’I.S.P.R.A., 25 ottobre 2023
Non solo cambiamenti climatici: a rendere il suolo cittadino ancora più caldo, soprattutto nei periodi estivi, contribuisce in gran parte anche il consumo di suolo che, nel 2022, accelera arrivando alla velocità di 2,4 metri quadrati al secondo e avanzando, in soli dodici mesi, di altri 77 km2, oltre il 10% in più rispetto al 2021. Le città diventano sempre più calde: nei principali centri urbani italiani, la temperatura cresce all’aumentare della densità delle coperture artificiali, raggiungendo nei giorni più caldi valori compresi tra 43 e 46 °C nelle aree più sature e seguendo andamenti diversi a seconda delle caratteristiche del territorio circostante. In media, la differenza di temperatura del suolo nelle aree urbane di pianura rispetto al resto del territorio è di 4°C d’estate con massime di 6°C a Firenze e di oltre 8°C a Milano.
Ma il consumo di suolo incide anche sull’esposizione della popolazione al rischio idrogeologico, oltre 900 – in un solo anno – gli ettari di territorio nazionale reso impermeabile nelle aree a pericolosità idraulica media, e provoca la costante diminuzione della disponibilità di aree agricole eliminando in 12 mesi altri 4.500 ettari, il 63% del consumo di suolo nazionale.
Questi i costi nascosti ad oggi dovuti alla perdita dei servizi ecosistemici ricalcolati in base ai nuovi dati: 9 miliardi di euro ogni anno a causa della perdita di suolo rilevata tra il 2006 e il 2022.
Il Rapporto “Il consumo di suolo in Italia 2023”, pubblicato dall’ISPRA con cadenza annuale dal 2014, per la sua decima edizione diventa un prodotto SNPA. Pubblica le nuove stime sul suolo consumato per tutti i comuni italiani, ottenute grazie alla nuova cartografia che aggiorna e rivede l’intera serie storica sulla base delle nuove immagini satellitari ad alta risoluzione. Ad accompagnare il Rapporto anche il primo Atlante del consumo di suolo che riunisce le nuove mappe dettagliate del fenomeno a livello nazionale e locale.
Il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale. Al 2022 la copertura artificiale si estende per oltre 21.500 km2, il 7,14% del suolo italiano (7,25% al netto di fiumi e laghi). I cambiamenti dell’ultimo anno si concentrano in alcune aree del Paese: nella pianura Padana, nella parte lombarda e veneta e lungo la direttrice della via Emilia, tutta la costa adriatica, in particolare in alcuni tratti del litorale romagnolo, marchigiano e pugliese.
La perdita di suolo e di tutti i servizi ecosistemici che fornisce, compresa la capacità di assorbire l’acqua, non conosce battute d’arresto: il 13% del consumo di suolo totale (circa 900 ettari) ricade nelle aree a pericolosità idraulica media, dove il 9,3% di territorio è ormai impermeabilizzato, un valore sensibilmente superiore alla media nazionale (con un aumento medio percentuale dello 0,33%).
Considerando il consumo di suolo totale dell’ultimo anno, più del 35% (oltre 2.500 ettari) si trova poi in aree a pericolosità sismica alta o molta alta.
Infine, il 7,5% (quasi 530 ettari) è nelle aree a pericolosità da frana.
Tra i comuni virtuosi spiccano, tra i comuni grandi con più di 50 mila abitanti, Ercolano in Campania (solo 0,2 ettari consumati in più nel 2022), tra i comuni medi, Montale in Toscana (0 ettari in più) e San Martino Siccomario in Lombardia tra i comuni con meno di 10.000 abitanti (0,2 ettari in meno). Tra i capoluoghi delle città metropolitane risparmiano suolo Genova, Reggio Calabria e Firenze.
La logistica e la grande distribuzione organizzata, che rientrano tra le principali cause di consumo di suolo in Italia, nell’anno appena trascorso toccano il massimo dal 2006, con un picco di crescita superiore ai 506 ettari. Negli ultimi sedici anni il fenomeno si è concentrato nel Nord-Est del Paese, con oltre 1.670 ettari (il 5,8% del totale del consumo di suolo dell’area), seguito dal Nord-Ovest con 1.540 ettari (6.1%) e il Centro (940 ettari; 4,7%).
Le grandi infrastrutture rappresentano l’8,4% del consumo totale, mentre gli edifici realizzati negli ultimi 12 mesi su suoli che nel 2021 erano agricoli o naturali sfiorano i 1.000 ettari, il 14% delle nuove superfici artificiali. 948 ettari (il 13,4%) in più per piazzali, parcheggi e altre aree pavimentate, mentre le aree estrattive consumano 385 ettari di suolo in un anno, pari al 5,4% del totale. Per l’installazione a terra di impianti fotovoltaici si sono resi necessari quasi 500 ettari di terreno, 243 dei quali rientrano nella classificazione europea di consumo di suolo.
Genova, 25 ottobre 2023
UFFICIO STAMPA ISPRA
Cristina Pacciani – Tel: 329 0054756
Alessandra Lasco – Tel: 320 4306684
Sintesi del Report (Report SNPA n. 38/2023)
Atlante nazionale del consumo di suolo. Edizione 2023
Dati principali a livello regionale, provinciale e comunale
Schede di dettaglio sui dati regionali
domenica 5 novembre 2023
VI RICORDATE DEL RISCHIO IDRAULICO SOLO DOPO CHE SUCCEDONO LE DISGRAZIE.
Ci riferiamo alle parole di Giani che commenta la situazione della Toscana di questi giorni sotto l'acqua. In praticolare per le situazioni più gravi a Campi ecc. Qui il video: https://www.tvl.it/it/notizie/maltempo-giani-logica-consumo-di-suolo-0-importante#read (in sintesi: "logica consumo di suolo 0 importante").
Dice anche "Che nessun sindaco mi venga a presentare piani urbanistici dove questa mattina ho visto l'acqua".
Bene, diciamo che le bombe d'acqua non si sa bene dove colpiscano, lo abbiamo già visto tante volte. L'acqua che ha visto in questi giorni su Campi e zone limitrofe, quindi, con i cambiamenti climatici in atto, che si ripetono anno dopo anno, stagione dopo stagione, potrà vederla, da ora in poi, anche da altre parti.
Se è vero che consumo di suolo ZERO è più importante che mai.....allora noi in Valdisieve, ci chiediamo ma perchè volete fare a tutti i costi (tra l'altro siamo già oltre 38 MILIONI di euro, e senza finanziamento del PNRR), un BIODIGESTORE per rifiuti organici sulla SIEVE, dove prima c'era l'inceneritore??
Ma non ha già dato questo sito?? Sotto c'è anche una discarica di scorie e ceneri (in sicurezza). Avoglia ad alzar muri di contenimento......con catastrofi del genere, sarà comunque un bel problema. Poco distante c'è l'acquedotto di Pontassieve e un pozzo di Publiacqua per San Francesco. Bello immaginare i rifiuti organici e tutte le sostanze chimiche necessarie per la trasformazione del gas in biogas ecc. (oltre al BIOCHAR che sarà depositato su un piazzale soprastante la discarica, all'aperto, sotto una tettoia)....a spasso per il fiume!
E meno male appunto che c'è (ci sarebbe, perchè è pur sempre aggirabile anche questa) la legge regionale sul consumo di suolo ZERO: perchè per l'ennesima volta, a Selvapiana, si occuperà anche suolo agricolo/verde perchè l'impianto è bello grosso.
E meno male che c'era anche la legge regionale sul rischio idraulico (nata dopo l'alluvione del 2012, la ex 66/2012- con Rossi, ma subito modificata), ma modificata più volte e convogliata in altre leggi..... a tal punto che alla fine, a forza di prescrivere che quasi tutto si può fare prescrivendo lavori di riomodellamento ecc. per diminuire o superare il rischio idraulico....è proprio come se non ci fosse!
Nessuno vede, nessuno si rende conto del LUOGO, nessuno pensa al principio di precauzione, nessuno pensa all'aumento del traffico dai comuni del Mugello e Rignano e Figline/Incisa (serviti già da Alia e che hanno già dove conferire), e da STIA con mezzi anche di 18 metri che passeranno davanti alla scuola di Londa, Contea e Rufina! Nessuno pensa che l'organico fino a qualche mese fa si portava in Veneto e che ora si porta ad Arezzo (perchè è un rifiuto che può andare sul libero mercato). Nessuno si ricorda che a Montespertoli ce già un impianto per la Forsu (organico) da 160.000 t/anno. E che in Ato Toscana Centro ci sono già tanti altri impianti di questo tipo o di compostaggio che trattano la FORSU. Perchè un ulteriore impianto da 42.000 t/anno se ce ne sono già tanti?
Osservazioni presentate in fase di Assoggettabilità alla VIA (che è stato deciso, con il parere negativo della Soprintendenza, che NON era necessaria.....ti pareva!): https://drive.google.com/file/d/1ONKanSf8IXvLO2hDST3oyyEh7z_Ze-vo/view?usp=sharing
Osservazioni per la Conferenza dei Servizi per l'Autorizzaione Unica: https://drive.google.com/file/d/1X6eCSKYzzKP5oBgt-UkJfcciv_8jJ4PD/view?usp=sharing
INONDAZIONE DEL 2 NOVEMBRE - COMUNICATO STAMPA
Firenze, Prato, Campi Bisenzio, 4 novembre 2023
Evidentemente il 1966, di cui ricorre domani l’infausto ricordo, non ha insegnato nulla!
E’ vero che queste tempeste non sono assolutamente prevedibili per intensità e luogo di impatto, ma se si aiuta ad aumentare i rischi, facendo esattamente il contrario di quello che la logica, la precauzione e i piani di bacino prevedono, non possiamo poi lamentarci dei danni derivati.
Esistono leggi, promesse, pronunciamenti ufficiali sul consumo ZERO del suolo, evitando così ulteriori impermeabilizzazioni ed inquinamenti, ma poi chi amministra a partire dalla Giunta Regionale a quella Metropolitana di Firenze si comporta in maniera diametralmente opposta.
Valga l’esempio di Campi Bisenzio con la grande struttura di vendita in via Palagetta in un ambito agricolo di salvaguardia idraulica deliberata anni fa dal PD locale, di cui l’Assessore Monia Monni, era colonna portante e che ora pubblicamente piange .. la sua, … “la mia Campi”!
Assessore, oggi Regionale, che condivide in pieno il progetto del Nuovo Aeroporto che prevede una ulteriore impermeabilizzazione di suoli per oltre 140ha oltre ai 100ha esistenti, con ulteriori ed evidenti rischi idrogeologici proprio per “la sua Campi”!
C'è ben altro su cui dovrebbero concentrarsi Giani e la sua Giunta, investendo nella salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico su cui non si è fatto quasi nulla visto che vanno sott'acqua anche gli ospedali in Toscana, perché se è vero che questi eventi sono imprevedibili per la portata, è anche vero che “il principio di precauzione” prevedrebbe azioni diametralmente opposte a quelle effettuate dalla Giunta Regionale.
La tracimazione dell’Ombrone Pistoiese a Quarrata, dei torrenti Furba, Bardena, Stella, Bure,
Fermulla, oltre al Bisenzio esondando sia a Prato come a Campi Bisenzio sono il frutto della
mancata prevenzione e della “tolleranza” al continuo aumento dell’impermeabilizzazione dei
suoli.
La cosa più importante e allo stesso tempo pericolosa che ci è stata insegnata giovedì sera, è che i fiumi e torrenti NON hanno rotto, gli argini hanno tenuto e quindi hanno TRACIMATO!
Questo dovrebbe far pensare il Presidente GIANI che solo ora si è accorto del riscaldamento locale e globale con il conseguente Cambiamento Climatico, che i modelli probabilistici sui rischi idraulici/idrogeologici di 30 anni fa, non sono più adeguati alle situazioni attuali, ovvero alla violenza delle precipitazioni (Bombe d’Acqua).
Ciò impone una rivisitazione dei calcoli probabilistici, con l’ampliamento del “delta” per i T.R. (tempi di ritorno) decennali, trentennali e duecentennali Q(Tr200), con divagazione naturale dei fiumi e torrenti entro i propri alvei naturali, e limitrofi ambiti di rispetto, ovviamente con l’aggiunta di appropriate casse di espansione.
Se non bastano 3 ospedali allagati per capire tutto ciò, ci domandiamo di cosa altro necessita ancora la politica per non essere più subalterna alle lobby di interesse.
Quello che abbiamo visto nei giorni scorsi, con Campi Bisenzio e i Gigli allagati, con tutta la piana sotto l’acqua, specialmente sulla parte finale dell’ipotetica testata pista 11, con il previsto interramento di via dell’Osmannoro con un transito giornaliero di oltre 30.000 veicoli proprio in prossimità del Fosso Reale, che ovviamente risentirà delle due barriere cementificate (la Pista e la Duna Antirumore fronte Polo ed alta ben 12 metri) non potranno che essere il preludio a nuovi disastri.
LA POLITICA E’ AVVERTITA, NON POTRA’ PIU’ DIRE IO NON SAPEVO!
STOP CONSUMO SUOLO, STOP NUOVO AEROPORTO, SI’ ALLA TUTELA E
SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DEI FIUMI.
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Associazione VAS Onlus, Italia Nostra Firenze, Comitato Difendiamo la Nostra Salute PratoSud
Coordinamento Comitati per la Salute della Piana PO-PT, Comitato no aeroporto di Prato e
Provincia, Comitato Ambientale di Casale, Circolo Legambiente “di là d’Arno” Lastra a Signa,
Comitato Sorvolati Brozzi, Peretola, Quaracchi, Comitato Oltre Carmignano Poggio a Caiano,
Comitato Mente Locale della Piana – Campi Bisenzio, La Piana contro le nocività – Presidio No
Inceneritori No Aeroporto, Alterpiana Firenze Prato Pistoia / Alterlab, Associazione No Tunnel
TAV Firenze, Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve, Comitato Valdisieve,
Osservatorio Ambientale – Prato, Forum Toscano Movimenti per l’Acqua, ADiC Toscana Aps,
Comitato Acqua Bene Comune Valdarno, Associazione Acqua Bene Comune Pistoia e
Valdinievole Odv, Associazione Alleanza Beni comuni Pistoia Odv, Comitato Obiettivo Periferia
Pistoia, Comitato Trasparenza per Empoli, Comitato Acqua pubblica Arezzo, Confederazione
Cobas Pistoia; Atto Primo Salute Ambiente Cultura Odv,
sabato 27 maggio 2023
Sull'alluvione in E. Romagna...un pò di articoli da leggere!
- SU IL MANIFESTO: https://ilmanifesto.it/munafo-ispra-abbiamo-costruito-dove-non-dovevamo-e-sottovalutiamo-il-problema
Michele Munafò è il responsabile del Rapporto Nazionale sul Consumo di Suolo dell'ISPRA e coordina il team di ricerca che rende pubblico il dato relativo a quelli che sono definiti "costi nascosti".
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- Michele Munafò (Ispra): "Non solo climate change. L’Emilia-Romagna è prima per cemento nelle aree alluvionali"di Adalgisa Marrocco
https://www.huffingtonpost.it/cronaca/2023/05/18/news/emilia_romagna_maltempo_cementificazione_consumo_suolo_intervista_ispra-12151162/
- Pichetto Fratin ha ragione: è tutta colpa dei potentissimi ambientalisti! di Manlio Lilli https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/19/pichetto-fratin-ha-ragione-e-tutta-colpa-dei-potentissimi-ambientalisti/7166961/
- Danilo Selvaggi LIPU: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0nTNs9cLaD58PGU74YFdgsdJMDzsD8Tnp9x69upxatkpnqiinDk7PDQ8z6rYbwUXwl&id=100042794544235
- Franco Saponaro Geology for Drummes: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02EatNL2o5C8w2aXqggNxrb4o35eS4TeAq4Q8QsY8w9UryqSFVKWVmXrDMLPjWyGPNl&id=1601852539 (che rimanda al post di Grig sul tagliamento).
- E poi c'è il geologo Mario Tozzi:
venerdì 26 maggio 2023
DAL BLOG DI GRIG: Il Fiume Tagliamento non combina disastri, chissà perché…
Premessa: Solo 2 settimane fa riportavamo un altro post di GRIG sull'alluvione in Emilia-Romagna......per scoprire poi con un certo sconcerto.....che quella era solo la prima fase di un disastro annunciato....perchè a quegli eventi se ne sono aggiunti altri di estrema piovosotà in un territorio già messo a dura prova. Tanto per intenderci......stando alle immagini che girano nei TG.....molte zone, ancora oggi (26 maggio), sono sommerse dall'acqua, dopo giorni! Il Rapporto sul consumo di suolo 2022 del Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA) parla chiaro. Si veda per esempio la Tab. 91 di pag. 228 (sotto). Dove l'Emilia Romagna per consumo di suolo in ettari è quella con i numeri in assoluto più alti (anche se visto in percentuale sulle 3 colonne, tab a fianco, il record se lo prende l'Abruzzo - tra il 2020 e il 2021).
Da non sottovalutare nemmeno le altre tabelle riportate nel Rapporto (lo trovate cliccando sul link sopra in blu), dove l'E.R. proprio di arrivare ultima, nelle statistiche riguardo al consumo di suolo, non ne vuole sapere (le altre tabelle riportano i dati su zone sismiche, franose, xostiere, vicino ai fiumi ecc).
In televisione eppure dicono che hanno una legge regionale da 5 anni (similare a quella toscana??? dove si può costruire in prossimità della Sieve e dell'Arno?) sul consumo di suolo zero.....però (c'è sempre un però), tra deroghe, aggiramenti vari e permessi di costruire a chi aveva acquiastato un terreno costruibile precedentemente all'emanzaione della legge....... hanno continuato come gli pareva. Questi però sono i risultati!
Ecco invece il bell'articolo pubblicato sul sito di GRIG:
Il Fiume Tagliamento scorre dalle Alpi friulane al Mar Adriatico per circa 170 chilometri naturalmente.
Naturalmente, perché non è canalizzato, non è costretto entro argini troppo spesso in contrasto con la natura del corso d’acqua.
Ha un bacino di poco meno di 3 mila chilometri quadrati, ha carattere torrentizio e un letto fluviale largo fino a circa 2 chilometri.
E’ un fiume con struttura a canali intrecciati, cioè consistente in una rete di canali d’acqua intrecciati fra loro all’interno di un alveo ghiaioso molto profondo ed ampio.
E’ uno dei pochi fiumi in Europa ad aver mantenuto le sue caratteristiche naturali.
I centro urbani storici sono stati realizzati in siti sopraelevati, distanti dall’alveo del Fiume, che, in periodi di piena, può allargarsi sulle sponde con danni nettamente minori nelle aree golenali.
La pianura friulana è sedimentaria o alluvionale, cioè realizzata dai sedimenti del Fiume attraverso la sua divagazione da una parte all’altra del bacino alluvionale (pianura) in cui scorre, da millenni.
Il letto del Fiume si sposta, perché l’area che viene abbandonata dal corso d’acqua subduce, quindi si abbassa, mentre quella dove scorre, in virtù dei materiali che deposita, si alza. Naturalmente in tempi geologici.
Attualmente il Po e tutti gli altri fiumi della Pianura Padana sono costretti all’interno degli argini da 100/200 anni e le aree golenali (quelle di esondazione in caso di piena) sono occupate da case, strade e capannoni. Così, sistematicamente, gli argini devono essere alzati, in quanto il Fiume sedimenta materiali e, non potendo divagare, vede il suo letto crescere in altezza, mentre i terreni intorno sono sempre più in basso.
I Fiumi della Pianura Padana (e buona parte dei fiumi europei) oggi hanno un letto ben al di sopra del piano di campagna, con un rischio potenziale di grande devastazione per i terreni circostanti.
Un pericolo in crescita, anno dopo anno. Come l’altezza degli argini.
Il rischio nel caso del Fiume Tagliamento è molto minore, non da ennesima, calamità innaturale.
E non è un caso.
Altro che nuove dighe, altro che colpe degli Istrici…
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto Turismo FVG)




















