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giovedì 28 marzo 2013

"Baciacavallo" che l'erba NON cresce!!

Allarme tumori all’inceneritore di Baciacavallo, livelli diossina 12 volte superiori al consentito

16 Marzo 2013
E’ di nuovo allarme tumori per le ricadute ambientali e sanitarie derivanti dall’attività di trattamento di fanghi industriali dell’inceneritore di Baciacavallo,. Un nuovo studio commissionato ad un pool di esperti universitari di Mestre, promosso dall’associazione Vita, ambiente e Salute onlus, ha rilevato nel raggio di due chilometri intorno all’impianto di Baciacavallo, livelli di diossina superiori fino a 12 volte rispetto a quanto consentito dalla legge. In particolare l’analisi è stata svolta su tre campioni, due polli ed una anatra, allevati nell’area di ricaduta di Baciacavallo. Tutti e tre i campioni sono risultati gravemente contaminati per la presenza di diossine e Pcb (Policlorobifenili). Sostanze quest’ultime messe al bando dalla convenzione di Stoccolma del 2001 che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste molecole. Dalle varie analisi effettuate in tutta Italia è emerso che nel raggio di 10 chilometri da questi impianti aumenta il rischio malformazioni, mentre nel raggio di tre chilometri aumentano le probabilità di essere colpiti da tumori allo stomaco, al fegato o da linfomi. Nel caso specifico dell’inceneritore di Baciacavallo il rischio maggiore è quello di essere colpiti dal cancro ai polmoni. “Questi sono dati che non ci stupiscono – spiega il medico oncologo Patrizia Gentilini, che ha collaborato alla stesura del documento – Già nel 2007 era emerso dalle indagini dell’Asl di Pistoia sull’inceneritore di Montale, che il livello più alto di diossine, superiore di 11 volte al consentito, si trovava in un territorio “bianco”, proprio quello nell’area di Baciacavallo. Nonostante tutto ciò l’inceneritore di Baciacavallo continua indisturbato nella sua attività”. “Noi diciamo basta ad opere dannose, inutili e costose – commenta Gabriele Pecchioli, vicepresidente di Vas – il rischio è quello che a rimetterci non saremo solo noi ma anche le generazioni future”.

Stefano De Biase

Fonte Articolo: http://www.notiziediprato.it/2013/03/allarme-tumori-allinceneritore-di-baciacavallo-livelli-diossina-12-volte-superiori-al-consentito/

FONTE FOTO CON DOCUMENTAZIONE QUI

martedì 19 marzo 2013

Polli alla diossina nella zona di Baciacavallo

"L'inceneritore va chiuso, lo dicono i dati"

 Studio indipendente dei comitati ambientali su tre animali

Prato, 17 marzo 2013 - «L’INCENERITORE di Baciacavallo produce diossine e sostanze tossiche, che aumentano il rischio di tumore. E’ pericoloso e dannoso per la salute. Bisogna chiuderlo. Meglio la discarica per i fanghi industriali». Il coro di protesta del coordinamento comitati della piana, dell’associazione onlus «Vita, Ambiente e Salute» e del movimento «Medicina Democratica» è sempre lo stesso, ormai da anni. A renderlo più forte, ieri mattina, è arrivata la presentazione ufficiale di uno studio, fatto realizzare dai cittadini grazie anche ai fondi raccolti in tutta Italia dal Movimento 5 Stelle e commissionato ad un istituto universitario di Mestre, su tre campioni animali allevati nella zona di ricaduta dei fumi dell’inceneritore. Secondo i dati, nel raggio di due chilometri intorno all’impianto di Baciacavallo, i due polli e l’anatra presi in esame presentano tutti livelli di diossina abbondantemente superiori rispetto a quanto consentito dalle norme di legge (si va da 4 a ben 12 volte il limite massimo tollerato). In particolare tutti e tre i campioni sono risultati gravemente contaminati per la presenza di diossine e Pcb (Policlorobifenili). In tutti gli animali, inoltre, è stata riscontrata una abbondante e preoccupante presenza di esaclorobenzene (Hcb), dato che confermerebbe un recente rapporto dell’Ispra, che individuava Baciacavallo come la più importante fonte emissiva nazionale di tale molecola nociva. Diossine, Policlorobifenili e esaclorobenzene fanno tutti parte dei cosiddetti Pop’s, sostanze messe al bando dalla convenzione di Stoccolma del 2001, che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste molecole. «Visto che non sono bastate le varie analisi effettuate in tutta Italia, dalle quali è emerso che nelle vicinanze degli inceneritori aumentano notevolmente le probabilità di essere colpiti da tumori, malformazioni e malattie ereditarie di vario tipo, che interessano purtroppo anche le madri ingravidanza e i loro feti — commenta Adriana Pagliai, del coordinamento comitati della piana — abbiamo deciso di avvalorare ulteriormente la nostra protesta e le nostre preoccupazioni con questo studio. I risultati hanno confermato quello che già sapevamo. Baciacavallo è un impianto da chiudere: Gida e le istituzioni non possono più fare spallucce». L’accusa lanciata a Gida, in particolare, sarebbe quella di avere, negli anni, sempre disatteso le varie prescrizioni ambientali, chiedendo e ottenendo dalla Provincia il permesso di non misurare il parametro dell’acido cloridrico, inquinante di minore entità, ma precursore diretto dell’esaclorobenzene. «Già nel 2007 alcune indagini dell’Asl di Pistoia sull’inceneritore di Montale avevano rilevato casualmente, in un territorio considerato neutro per quella struttura, un livello di diossine, superiore di 11 volte al consentito — aggiunge Patrizia Gentilini, medico oncologo che ha collaborato alla sintesi dei dati — Peccat che quell’area fosse proprio nella zona di ricaduta dei fumi di Baciacavallo, che nonostante tutto ciò continua indisturbato la sua attività. Il rischio non è solo per noi, ma anche per le generazioni future, visto che queste sostanze tossiche si insinuano nell’organismo e nella catena alimentare. Il problema andrebbe risolto a monte, agendo sulle fabbriche che producono i fanghi, ma nel frattempo baciacavallo va chiuso. Una discarica sarebbe meno nociva».
In prima fila fra i presenti Baldi e Barosco, rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle, che da sempre fanno della battaglia agli inceneritori un loro caposaldo e che a breve, visti gli ultimi risvolti, dirameranno un comunicato nazionale.

FONTE:  http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2013/03/17/859989-polli-diossina.shtml