VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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lunedì 11 maggio 2026

Manifestazione 16 maggio. BASTA AEROPORTI IN CITTÁ! VOGLIAMO IL PARCO!

Sabato 16 maggio scendiamo in piazza per difendere la nostra Piana, Firenze e Prato dall'inquinamento e dalla cementificazione. Vogliamo un parco per tutti e tutte, non nuove piste!

Ma la nostra lotta è anche gioia e condivisione. Dopo il corteo, ci ritroviamo per un pomeriggio di musica, socialità e buon cibo.
🎸 IL GRAN FINALE CON I FISH BONES!
Nel tardo pomeriggio preparatevi a scatenarvi con la carica dei Fish Bones! La storica band fiorentina porterà sul palco il suo mix esplosivo di:
Funk & Hip Hop 🎤
Rock & Attitudine Punk 🤘
Ritmi in levare per ballare senza sosta!
Non ci si prende sul serio, ci si diverte e si balla per una giusta causa.
🍔 AREA RISTORO: NOI SIAM DIVERSI
Dalle 17:00 alle 20:00 sarà presente il food truck "Noi Siam Diversi".
Panini sfiziosi e opzioni per ogni esigenza (anche vegan) perché, come diciamo noi: "Gusti diversi, stessa lotta!".
📍 DOVE: Polo Scientifico, Via dell'Osmannoro, Sesto Fiorentino.
⏰ QUANDO: Sabato 16 Maggio, ritrovo ore 14:00 (Inizio corteo ore 15).
🎶 MUSICA & CIBO: Dalle ore 17:00.
Non mancare, portiamo la nostra voce e la nostra energia!


PROMOTORI:
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio Comitato No Aeroporto di Prato - Comitato No Tunnel TAV - Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI LE PIAGGE - CUB Firenze - FLC CGIL Università di Firenze - Grasp - Alterpiana Fi-Po-Pt - Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS Italia Nostra - Legambiente - Medicina Democratica Firenze - Orto Collettivo Natura È - Presidio No Inceneritori No Aeroporto - VAS Vita Ambiente Salute ODV
Realtà che hanno aderito all'Appello per il 16 maggio (in aggiornamento):
Associazione Alleanza beni comuni ODV, Pistoia
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana Aps)
Associazione Tutela Fauna Toscana
Associazione Vivere in Valdisieve
Atto Primo Salute Ambiente Cultura
Biodistretto del Montalbano
Circolo Arci ex Macelli Quinto basso
Coalizione ambientale interregionale TESS / Transizione energetica senza speculazione
Collettivo di Fabbrica ex Gkn
Comitato Alluvionati Campigiani
Comitato acqua bene comune Pistoia e Valdinievole
Comitato No Inceneritori Piana Fiorentina
Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina
Comunità delle Piagge
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Confederazione Cobas di Firenze e Pistoia
CSA Next Emerson
Ecolo' Fiesole Firenze Sesto Fiorentino
Federazione Cobas Firenze
Forum toscano dei Movimenti per l'Acqua
Friday For Future Firenze
Fuori binario
Il Binario-Gruppo Italiano Amici della Natura sez. Sesto Fiorentino
Laboratorio perUnaltracittà
Mondeggi bene Comune
Movimento Tutela Ambiente Territorio Montefoscoli Valdera Pi
No Comando NATO ne' a Firenze ne' altrove
No Valdera Avvelenata
Presidio Libera Sesto Fiorentino
Rete Toscana Tutela Beni Comuni
Rifiuti Zero Italia
Salviamo Firenze
Slow Food Scandicci/Firenze
Studenti di Sinistra Sudd Cobas Prato e Firenze
Trasparenza per Empoli
Gruppi politici:
Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
Movimento 5 Stelle Toscana - P. Carc Federazione Toscana
Partito Comunista Italiano - Federazione Ofelia Giugni - Prato
Partito Comunista Italiano - Federazione Elio Chianesi - Firenze
Potere al Popolo, Bagno a Ripoli FI Sud - Pistoia Rossa
Sinistra Italiana- Alleanza Verdi Sinistra Sesto Fiorentino
Sinistra Italiana Toscana - Alleanza verdi Sinistra Toscana
Sinistra Progetto Comune (Firenze)

venerdì 15 settembre 2023

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE di SABATO 30 SETTEMBRE 2023 alle Piagge


RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO AMBIENTE DI VITA!

L' ECOSISTEMA DELLA PIANA METROPOLITANA

NON PUÒ SOPPORTARE NÉ L’ATTUALE AEROPORTO

NÉ UN SUO QUALUNQUE SVILUPPO FUTURO

VOGLIAMO IL PARCO DELLA PIANA

**********

CORTEO APERTO A TUTTI I CITTADINI

SABATO 30 SETTEMBRE 2023

Concentramento alle Piagge, in Piazza Ilaria Alpi/Miran Hrovatin, alle ore 14.00

PROSEGUIREMO TUTTI ASSIEME NELLA COSTITUZIONE DI UNA NUOVA GEOGRAFIA ECOLOGICA, ECONOMICA, INSEDIATIVA, SOCIALE E SOLIDALE DELLA PIANA DI FIRENZE-PRATO-PISTOIA

SIAMO IN TANTE E IN TANTI. FACCIAMOCI VEDERE E SENTIRE

BASTA IPOCRISIE E IMBROGLI AI DANNI DEI CITTADINI!

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- Dobbiamo arrestare questa deriva verso il degrado e la distruzione degli ecosistemi naturali.

- Dobbiamo aggredire tutte le fonti d’inquinamento e nocività (sanitarie e ambientali) della Piana Firenze-Prato-Pistoia, vista la già grave alterazione dei suoi sistemi idraulici e idrogeologici.

- Dobbiamo fermare il consumo di suolo per mitigare gli effetti devastanti delle isole di calore.

- Dobbiamo combattere strenuamente contro la rendita fondiaria e la finanziarizzazione dell’economia, restituendo invece centralità ai bisogni essenziali dei cittadini.

- Dobbiamo lottare (tutti assieme e ciascuno col proprio approccio) per forme di lavoro più stabili e dignitose, entro una cornice sociale che abbatta finalmente discriminazioni e disuguaglianze.

PER QUESTO CHIEDIAMO IL BLOCCO:

• DI OGNI ULTERIORE ALTERAZIONE E COMPROMISSIONE DEGLI EQUILIBRI ECOLOGICI DELLA PIANA, GIÀ OGGI FORTEMENTE PRECARI

• DI OGNI EVENTUALE E ULTERIORE POTENZIAMENTO DELLO SCALO AEROPORTUALE DI PERETOLA, GIÀ INSOSTENIBILE ALLO STATO ATTUALE

LA MANIFESTAZIONE MIRA QUINDI A:

* RIDURRE drasticamente i voli dell'attuale aeroporto di Peretola, imponendo il rispetto (totale e immediato) di tutte le prescrizioni che gravano su di esso

* FERMARE ogni ipotesi di nuovo aeroporto, visto che il Masterplan 2035 è sostanzialmente identico al precedente proposto da Toscana Aeroporti e sonoramente bocciato nel 2020 dalla giustizia amministrativa

* TUTELARE il reddito di lavoratrici e lavoratori aeroportuali, iniziando a immaginare una riconversione delle loro posizioni nel trasporto pubblico locale, e in particolare in quello su rotaia

* POTENZIARE i collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Pisa (lo scalo intercontinentale della Toscana) di cui al contempo chiediamo la drastica riduzione delle servitù militari.

* RISANARE e bonificare dal punto di vista ambientale, sanitario e acustico le aree della Piana Metropolitana più fortemente compromesse da decenni di sviluppo iniquo e insostenibile

* REALIZZARE finalmente il Parco Agricolo della Piana – come da vigente Piano d’Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico della Regione Toscana.

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I TEMI CHE CI MOBILITANO VERSO IL 30 SETTEMBRE E ANCHE OLTRE

Abbiamo iniziato con la costruzione di un grande Dibattito Pubblico di Comunità, una risposta concreta al Dibattito Pubblico istituzionale, (obbligatorio per legge, a fronte della seconda proposta avanzata da Toscana Aeroporti sul nuovo scalo di Firenze). Un Dibattito Pubblico di Comunità che ha informato moltissimi abitanti della Piana, discutendo con loro dei rischi indotti sia dal nuovo scalo che da quello esistente. Abbiamo anche avvertito la necessità d’interconnettere le numerose mobilitazioni già presenti sul territorio, tutte indistintamente accomunate dal bisogno di proteggere i propri ambienti di vita. Ci siamo posti poi l’obbiettivo di redigere UNA PROPOSTA ALTERNATIVA di uso e rivitalizzazione dell'ecosistema metropolitano e delle sue acque, dalla pianura fino alle colline preappenniniche e al Montalbano.

L’ambientalismo progettuale (che propone mentre fa vertenza), a fronte di una situazione di rischio reale di collasso per le società umane, non è più, ormai, un’ipotesi di pianificazione, bensì l’unica percorribile. Perché invertire le cause strutturali che hanno prodotto l’attuale disastro ecologico, così come prendere finalmente coscienza del concetto di LIMITE (biologico ed eco/energetico), non sono più istanze procrastinabili per la nostra specie. E d’altra parte, scendendo di scala, al contesto locale, la visione territoriale dei Masterplan di Toscana Aeroporti ha il demerito storico di manomettere per sempre i fragili equilibri ecologici e biotici della Piana Metropolitana. Solo immaginare di spostare laghetti e aree umide, a piacimento, come se si trattasse di mobili domestici, ammantando tali scelte come lungimiranti compensazioni ambientali, è la negazione stessa di ogni possibile progettualità ecologica.

Le/gli abitanti costituiscono una comunità intenzionale non identitaria che vuole prendere il timone delle decisioni sul proprio ambiente di vita, locale e globale. Come cittadini, infatti, siamo ormai consapevoli che i beni comuni non esistono in sé, in quanto tali, ma solo in relazione a una comunità articolata e fondata su nessi coerenti con la natura e con l'ambiente costruito, dei quali intende prendersi cura e che mira a tutelare collettivamente perché esso possa resistere alla distruzione. Un ambiente di vita che incarna un bene comune di patrimonio demaniale e, per questo, indisponibile alle mere logiche del mercato.

In questo ambito, un asse strategico può essere la “ricostruzione” dell’alleanza Comuni/Comunità, a partire dalle amministrazioni più sensibili della Piana, ricordando ad essi che i Comuni sono Enti esponenziali rispetto alle Comunità di abitanti che, invece, rimangono la base di ogni convivenza tra le persone e la natura (Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 3, 9, 32 e 118, comma 4).

Da questo punto di vista, il corteo mira a dimostrare quanto siano obsoleti e fuori dal tempo sia l’attuale scalo che qualunque futuro progetto di nuovo aeroporto di Firenze, ricordando le priorità sancite dalla recente revisione degli Art. 9 e 41 della Carta Costituzionale, e l'approvazione da parte del Parlamento UE del Regolamento sul ripristino della natura (NATURE RESTORATION LAW). La novità decisiva di questo provvedimento è la consapevolezza che non basta più la protezione di parti specifiche dell'ambiente e della natura (anche nella proposta più evoluta di Rete Natura 2000) a fronte del degrado e della distruzione degli ecosistemi. In questo clima di cambiamento epocale, vogliamo ricordare il ritardo che nel settore natura ha accumulato la Regione Toscana, completamente in controtendenza con quanto prescriverebbe appunto l’Unione Europea.

PER QUESTO

È INDISPENSABILE E NON PIÙ RINVIABILE IL RIPRISTINO E LA RIGENERAZIONE DEGLI ECOSISTEMI

In modo che essi recuperino uno stato fisico-chimico compatibile con la vita umana. Tali norme riguardano anche il rispristino degli ecosistemi urbani, le frange periurbane, le aree dismesse, insomma la Piana nel suo complesso. Entro il 2030 la dimensione e la capacità ecologica, biologica degli ecosistemi deve aumentare del 3% e del 5% nel 2050. Di fondamentale importanza, infine, la rigenerazione degli ecosistemi agricoli (agroecosistemi) e dei sistemi idrografici (fiumi e falde).

PER QUESTO IL 30 SETTEMBRE:

È INDISPENSABILE PARTECIPARE E

PARTECIPARE NUMEROSI!

ORGANIZZANO:

🚩Presidio No Inc – No Aero 🚩Legambiente 🚩 Italia Nostra 🚩Associazione VAS Onlus,

🚩Fridays For Future Firenze e Prato, 🚩Comitato Sorvolati Brozzi-Peretola-Quaracchi, 🚩Comitato No Aeroporto Prato e provincia 🚩Flc-Cgil Università di Firenze, 🚩AlterPiana Fi-Po-Pt, 🚩Comunità di Base delle Piagge, 🚩Comitato Ambientale di Casale, 🚩Comitato Difendiamo la Nostra Salute Prato-Sud, 🚩Comitato Mente Locale della Piana, 🚩Associazione FareCittà Campi Bisenzio, 🚩Comitato Oltre Carmignano Poggio a Caiano, 🚩Orto Collettivo, 🚩ANPI Brozzi-Quaracchi-Le Piagge,

🚩Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, 🚩PerUnAltraCittà, 🚩Comitato No Tunnel Tav Firenze,

🚩Osservatorio Ambientale Prato, 🚩Collettivo di Polo Sesto F.no, 🚩Medicina Democratica, 🚩Cub Firenze

FONTE: https://www.facebook.com/photo/?fbid=665588532276770&set=a.551282763707348

mercoledì 9 giugno 2021

CS Mobilitazione nazionale decennale referendum 12 e 13 Giugno 2011-2021: "Beni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna!"

A 10 anni dal referendum, no alle privatizzazioni, per un Recovery Plan dei diritti e per un futuro ecocompatibile

10 anni fa una coalizione ampia e determinata ha sancito una vittoria storica nel nostro Paese: con 27 milioni di Sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare abbiamo costretto ad un passo indietro chi per decenni ha imposto privatizzazioni e estrattivismo.

10 anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e sull’affermazione dei diritti di tuttə sui profitti di pochi, ha un significato ancora più attuale.

Da dicembre 2020 l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa. Un passaggio epocale che apre alla speculazione dei grandi capitali e alla emarginazione di territori, popolazioni e costituisce una grave minaccia ai diritti umani fondamentali.
Inoltre, la cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan, così come aggiornato dal governo Draghi, punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione, in particolare nel Mezzogiorno.

L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni, un evidente vulnus democratico per il mancato rispetto della volontà popolare.
E' una risposta del tutto errata alla crisi sindemica, riproponendo le stesse ricette che hanno contribuito a crearla.

La crisi ecosistemica, climatica, economica, sociale e l’emergenza sanitaria impongono una radicale inversione di rotta che metta al centro la tutela dei beni comuni in quanto elementi fondanti le comunità e la società, che garantisca una reale transizione ecologica, un'efficace azione di contrasto ai cambiamenti climatici e una fuoriuscita dai combustibili fossili e che garantisca a tuttə i diritti fondamentali, a partire dal diritto all'accesso all'acqua, dal diritto alla salute, dal diritto ad un ambiente salubre, dal diritto ad un lavoro sicuro e non precario, dal diritto alla casa per uscire finalmente dall’emergenza abitativa.

Oggi più di ieri è importante riaffermare il valore universale dell'acqua come bene comune e la necessità di una sua gestione pubblica e partecipativa come argine alla messa sul mercato dei nostri territori e delle nostre vite, contrastare il rilancio dei processi di privatizzazione attuato mediante il PNRR e le riforme che lo accompagneranno.

Chiediamo di completare con il “deposito nazionale” il recesso da ciclo nucleare risolvendo in modo razionale e partecipato con le comunità locali l'eredità radioattiva di una stagione infausta.
Denunciamo l'ipotesi di rilancio del nucleare sotto ogni forma sia per la produzione di energia elettrica che della filiera dell’ idrogeno.
Continuiamo a batterci contro il nucleare civile e militare in ogni sede europea e internazionale.

Per rilanciare con forza e rimettere al centro del dibattito pubblico i temi paradigmatici e fortemente attuali emersi dalla campagna referendaria di 10 anni fa è stata organizzata un grande mobilitazione che si sviluppa tanto a livello locale quanto a livello nazionale secondo il seguente schema::

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Promuove:

Aderiscono:
ISDE Italia – Medici per l’Ambiente; Associazione Costituzione Beni Comuni di Milano; WWF Italia; Movimento Consumatori; Medicina Democratica Onlus; CCA dbr Coordinamento dei Comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico di Massa Carrara; Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana Aps; Partito della Rifondazione Comunista; Giuristi Democratici; Associazione Laudato Sì; ARCI; Unione Sindacale di Base – USB; Legambiente; Movimento per il diritto all’abitare

venerdì 20 dicembre 2019

Domenica 22 dicembre - MAGLIETTE BIANCHE ITALIANE a Firenze


22 Dicembre 2019.
Ci rivolgiamo al Governo Italiano, alla maggioranza ed alla opposizione di Camera e Senato, alle Regioni interessate ed alle Istituzioni competenti
Le Magliette Bianche rappresentano cittadini che hanno a cuore la tutela della salute e dell’ambiente in quanto vivono all’interno o in prossimità di territori gravemente inquinati, classificati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalle Regioni come S.I.N. o S.I.R (Siti Interesse Nazionale o Regionale per le bonifiche da effettuare), oppure in territori in cui gli standard di qualità ambientale comunitari per aria, acqua o suolo potrebbero non essere rispettati. Auspichiamo un’attuazione piena delle leggi esistenti e la creazione di nuove norme nell’ottica di un’efficace tutela della salute, con un ruolo operativo e di coordinamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Chiediamo inoltre procedimenti amministrativi e penali rapidi ed efficaci, affinché il principio “chi inquina paga” sia realmente rispettato e siano finanziate le bonifiche anche dalle aziende colpevoli, con ristoro dei danni subiti dalla collettività. L’iniziativa delle “Magliette Bianche” scaturisce dalla voglia di far rinascere i territori dove viviamo facendo leva sulla nostra sensibilità di cittadini colpiti da decenni dall’inquinamento industriale e desiderosi di vivere in ambienti salubri e bonificati, oggi ottenibili con le nuove tecnologie maturate dal progresso scientifico. Siamo semplici cittadini con indosso delle “Magliette Bianche”, prive di qualsiasi ulteriore segno distintivo, che presenziano pacificamente per i loro diritti in luoghi pubblici o a libero accesso ed ognuno può unirsi a noi!!!
Chiediamo:
1) CRONOPROGRAMMA NON DEROGABILE PER BONIFICHE, FINANZIAMENTI E
RESPONSABILITA’

• Avvio delle bonifiche ambientali in tutti i siti SIN d’Italia, senza compromessi o rinvii.
• Rafforzamento della struttura ministeriale dedicata ai SIN.
• Previsione di obiettivi di breve, medio e lungo periodo, chiari, pubblici, trasparenti e non derogabili in termini di aree bonificate/messe in sicurezza.
• Stanziamenti delle risorse pubbliche per garantire le bonifiche nei siti “orfani” (cioè dove non è possibile rintracciare chi ha inquinato) per lavori necessari e urgenti da realizzare “in danno” di chi sarà dichiarato colpevole dalla Magistratura.
• Competenza esclusiva nelle indagini dei NOE, dei Carabinieri-Forestali, delle Capitanerie di Porto se trattasi di aree marine.
2) SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA NEI LEA E CURE GRATUITE
• Effettuazione rapida dal Ministero della Salute, per il tramite dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) o dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), di studi epidemiologici di coorte per ogni sito SIN, finalizzati a stabilire eventuali possibili correlazioni tra “cause ed effetti”.
• Sorveglianza epidemiologica nei LEA anche per i Siti di Interesse Regionale per le bonifiche e nelle altre aree con criticità ambientali conclamate, che non rispettano gli standard comunitari.
• Tessera sanitaria denominata “Green Card SIN”, gratuita per tutti gli abitanti, pregressi o attuali, vicini od interni ad aree SIN, con screening sanitari a cadenze regolati, per rischi specifici, stabiliti da linee guida predisposte dal Ministero della Salute, specifiche per ogni area SIN.
3) VALUTAZIONE IMPATTO SANITARIO, VALUTAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE E SANITARIA
• Gruppo di lavoro congiunto dei ministeri Salute e Ambiente per verificare, con il supporto di organismi pubblici di ricerca ed entro un anno, la sommatoria delle emissioni degli stabilimenti produttivi, ad alto e medio impatto ambientale, presenti all’interno o nelle immediate vicinanze dei SIN.
• Valutazione effetto cumulo ed effetto sinergico delle emissioni e delle ricadute.
• VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) ed VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) per ogni procedura di autorizzazione ambientale.
• Procedure pubbliche sulle verifiche connesse agli impianti a Rischio di Incidente Rilevante e verbali pubblici dei CTR regionali, per Impianti a Rischio di Incidente Rilevante con possibilità di intervento e audizione dei cittadini.
4) COORDINAMENTO INTERFORZE PER CONTROLLI SUI REATI AMBIENTALI ED
INASPRIMENTO DELLE PENE

• Istituzione di Coordinamento Nazionale Interforze, tra NOE, Carabinieri-Forestali, Guardia di Finanza e Guardia Costiera per l’accertamento di reati ambientali.
• programma minimo nazionale di controlli e sorveglianza a campione sui SIN e sui SIR, con particolare riferimento alle bonifiche.
• verifica della corrispondenza tra prescrizioni contenute nei vari procedimenti di carattere ambientale (A.I.A., V.I.A., A.U.A.) ed attuazione dei piani per gli impianti a Rischio di Incidente Rilevante.
• Inasprimento delle pene per chi commette reati ambientali, frodi o falsificazioni alimentari, con ancora una maggiore tutela del Made in Italy ed una maggiore promozione e tutela delle eccellenze di biodiversità territoriali.
• Responsabilità penale per chi realizza opere e svolge attività in assenza di V.I.A. o V.Inc.A.
5) CREAZIONE DI UNA “DDA” DELL’AMBIENTE E SEMPLIFICAZIONE ALL’ACCESSO ALLA
GIUSTIZIA PER I CITTADINI

• Specializzazione delle Procure sui reati ambientali, connessi all’inquinamento, con creazione di una “Procura Speciale Ambientale”.
• Normativa “semplificata”, volta a favorire la tutela legale dei cittadini dei SIN.
6) CANCELLAZIONE L’ATTUALE ANALISI DI RISCHIO
• Abolizione dell’Analisi di Rischio, fissando soglie e limiti certi della Concentrazione Soglia di Contaminazione, adottando un approccio olistico ed ecosistemico, che non guardi esclusivamente all’esposizione umana.
7) CANCELLAZIONE DELL’ART. 242 BIS SULLE PROCEDURE SEMPLIFICATE ED ABOLIZIONE DELLA V.I.A. POSTUMA OD A SANATORIA
• Cancellazione art. 242 bis sulle procedure semplificate od in subordine, prevedere da parte delle ARPA regionali, almeno un elenco minimo di sostanze da ricercare con controlli a campione sul 20% dei siti nelle fasi preliminari.
• Abolizione della V.I.A. postuma ed in sanatoria, introdotta dal D. lgs. 104 del 2017.
8) RUOLO DEI COMUNI
• Ridefinizione della responsabilità dei Comuni per le procedure di bonifica nelle aree inquinate non SIN, con previsione di parametri minimi di personale esperto (geologi; biologi; ingegneri ambientali) per istruire i procedimenti, introducendo l’azione sostitutiva delle regioni per i comuni che non hanno le competenze minime.
9) TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE
• Accessibilità alla documentazione connessa alle procedure di bonifica nei SIN ed ai monitoraggi ambientali.
• Pubblicazione integrale e preventiva rispetto alla convocazione delle conferenze dei servizi.
• Incontri pubblici informativi sui SIN, sviluppo dei piani di comunicazione, sviluppo di siti WEB dedicati a SIN/SIR ed alle bonifiche almeno nelle città capoluogo.
• Finanziamento statale e regionale di programmi specifici per le scuole e per la cittadinanza dei territori SIN, SIR e dove non sono rispettati gli standard ambientali comunitari.
10) CAMBIAMENTO DELLE POLITICHE PRODUTTIVE
• Creazione di un piano industriale italiano volto al cambiamento delle politiche produttive, con una normativa che incentivi la realizzazione di prodotti ecosostenibili, venduti in imballaggi esclusivamente compostabili, con progettazione a priori del fine vita.

ALCUNI DEI NOSTRI SLOGAN:
Bianco Natal: l’Italia non SINquina!
Cosa si è fatto SINora?
La nostra vita, non è business!
Bonifichiamo la nostra Italia!
La nostra salute, viene prima del vostro profitto!
Le “Magliette Bianche” saranno presenti a:
Gela, Sulcis, Livorno, Augusta, Bacino del fiume Sacco, Massa Carrara, Biancavilla, Bari,
Manfredonia, Casale Monferrato, Val Basento, Orbetello, Taranto, Trieste, Falconara, Mantova,
Brescia, Crotone, Civitavecchia, Bussi, Firenze, Val Basento (Località Pisticci), Bologna, Piombino,
Milazzo, delegazione “all’Angelus” del S. Padre, Vaticano.

venerdì 13 dicembre 2019

Nella città che difende il pianeta - La Stampa

Nella grande sfida climatica globale Torino si presenta a te, Greta, come una città densa di pensiero e di azione. Non solo perché ti ha acclamato con entusiasmo nei due scioperi globali per il clima del 15 marzo e del 27 settembre, partecipati da decine di migliaia di studenti. Ma soprattutto per la sua eredità scientifica e intellettuale. Questa città severa e ordinata, che dalle sue vie inquadra le grandi Alpi innevate, ha iniziato nel 1753 a osservare l’atmosfera nella sua Università e oggi ha una delle serie di dati climatici più lunga al mondo, affiancata dal 1865 dall’Osservatorio di Moncalieri, primo nucleo delle reti meteo italiane fondato dal meteorologo padre Francesco Denza, e riconosciuto dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale delle Nazioni Unite come “Centennial Observing Station”. A queste si sono aggiunte negli ultimi trent’anni le 500 stazioni automatiche di Arpa Piemonte che continuano l’indispensabile monitoraggio climatico. 
Torino ti accoglie oggi sotto un cielo di neve, sappi che ogni fiocco non sfuggirà alla statistica della più lunga serie al mondo di osservazioni nivometriche, iniziata nel 1787, e che conferma gli effetti del riscaldamento globale: oggi cadono in media 19 centimetri per inverno mentre in passato la media era 50. Qui è anche nato nel 1895 il Comitato Glaciologico Italiano, che ha il compito di misurare i ghiacciai delle Alpi italiane e i cui documenti fotografici e topografici ci permettono ora di capire quanto le calde estati attuali abbiano infierito sui nostri ghiacci di montagna, dimezzatisi in un secolo. Torino ha dato i natali nel 1908 ad Aurelio Peccei, grande economista illuminato che nel 1968 fu il primo a chiedersi se una crescita infinita poteva essere sostenuta in un pianeta finito: è dalla cultura di questa città che è nato lo straordinario rapporto del Mit “I limiti alla crescita”, pubblicato nel 1972 dal Club di Roma e purtroppo non ascoltato. Aurelio Peccei, cara Greta, chiedeva al mondo ciò che chiedi tu oggi, ma era forse troppo avanti con i tempi. 
Quasi cinquant’anni di indifferenza e di ritardi che ora ci costano cari e ci costringono ad affrontare l’emergenza climatica. Chissà se sarai tu a riuscire là dove il nostro Peccei non poté? Nutriti dunque, sia pur per poche ore, di questo lascito così pionieristico. Oggi Torino ti offre nuove sensibilità ambientali nella sua Università e nel suo Politecnico, dove di recente è stato attivato un corso sui cambiamenti climatici. 
Ma è pure una città di concreta industriosità: all’Alenia si costruiscono raffinati satelliti incaricati di osservare dallo spazio lo stato di salute del nostro pianetino; all’Istituto di Metrologia (Inrim) si controlla la precisione degli strumenti meteorologici con il progetto MeteoMet all’avanguardia mondiale; ed è anche la città in Italia con la più estesa rete di teleriscaldamento. 
Torino ogni tanto si dimentica delle cose che ha fatto e che può fare, ma queste rimangono conservate nelle sue ricche biblioteche, nelle accademie scientifiche, negli archivi che sempre più si stanno aprendo al mondo digitale. 
A Torino nel 1989 si tenne la dimenticata conferenza “Atmosfera, clima e uomo” che annunciava ciò che sarebbe poi successo se non avessimo fatto nulla. Purtroppo è andata così, ora occorrono nuove energie, nuove passioni, tu e i milioni di ragazze e ragazzi colorati, vivaci e giustamente preoccupati che ti seguono potete farcela a svegliare una società ancora troppo distratta. 
Ma non scordate mai il lavoro di chi prima di voi ha pazientemente costruito quel sapere che oggi sostiene la vostra sacrosanta lotta civile e a cui Torino ha sempre silenziosamente contribuito.
Leggi l'articolo completo: Nella città che difende il pianeta - La

FONTE Estratto: https://www.glonaabot.it/articoli-correlati/nella-citta-che-difende-il-pianeta-la-stampa
Immagine e altri articoli sulla presenza di GRETA a Torino, li potete trovare qui: https://www.glonaabot.it/articoli-correlati/nella-citta-che-difende-il-pianeta-la-stampa

venerdì 24 maggio 2019

Firenze: 24 Maggio in piazza per il futuro!


Oggi, venerdì 24 maggio, siamo nuovamente in marcia per le strade della nostra città per ribadire quello che dovrebbe essere tanto scontato quanto prioritario: la nostra casa è in fiamme, le fiamme si stanno propagando rapidamente e tra poco non ci resterà più una via di fuga dall’incendio.

Quanto poco ci resta, sono stati gli scienziati dell’I.P.C.C. a dircelo: ci rimangono circa 10 anni per invertire la rotta e prevenire l’instaurarsi di stravolgimenti ambientali per noi incontrollabili che metterebbero a serio rischio la sopravvivenza della nostra stessa civiltà.

Il 12 dicembre 2015 sono stati firmati gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici. 195 delegazioni di governo si sono formalmente impegnate a contenere l’aumento delle temperature medie entro i 2 gradi, preferibilmente entro il grado e mezzo. A distanza di 3 anni il 2018 ha fatto registrare il picco di emissioni mondiali di gas serra mai registrato, a dimostrazione di quanto i nostri governi siano incapaci di mantenere gli impegni presi e di quanto poco credibili siano le loro promesse in campagna elettorale. 
Gli impegni presi possono essere disattesi così palesemente ed impunemente dai nostri politici solo se noi lo permettiamo. Oggi siamo qui per dirgli e per dirci che non glielo permetteremo più.
Oggi siamo qui per dimostrargli che siamo in tanti a voler un futuro diverso dal presente.

La nostra casa è in fiamme ma possiamo ancora spegnere l'incendio, abbiamo gli strumenti per farlo. Gli stessi scienziati che hanno lanciato l’allarme hanno anche evidenziato le soluzioni che abbiamo a disposizione per salvare il nostro pianeta. Le soluzioni ci sono e un futuro sostenibile per noi e tutti gli esseri viventi è possibile, anzi è il solo possibile! 

Quello che serve ora però è una classe politica che inizi metterle in atto e una società civile che lo pretenda con decisione. È per questo che abbiamo bisogno della mobilitazione globale dei Fridays For Future, è per questo che siamo qua oggi ed è per questo che il nostro movimento, a Firenze e nelle altre città del mondo, deve crescere. Le loro parole dette, gli accordi presi, i proclami sbandierati dai nostri politici devono trasformarsi in azioni concrete.

Per ottenere questo però serve l'aiuto di tutti voi in piazza oggi. Serve una partecipazione attiva non solo per gli appuntamenti grandi come quello di oggi o quello dello scorso 15 marzo. Le piazze piene spaventano i politici solo se restano piene! Serve una partecipazione attiva. Serve dialogo, serve confronto, servono idee, servono competenze, serve esperienza...servite tutti voi! Incontriamoci ogni venerdì in piazza Santissima Annunziata dalle 17 alle 19, uniamo le forze, facciamo vedere ai politici che noi non molliamo. Il contributo di ognuno di noi è importante, solo unendo le forze potremo salvare il nostro futuro e quello di tutti gli esseri viventi che abiteranno questo pianeta dopo di noi.




Fridays For Future Firenze










FONTE: https://www.facebook.com/FFFfirenze/photos/a.1973989499574452/2032002480439820/?type=3&theater

mercoledì 27 marzo 2019

30 MARZO: No Aeroporto basta nocività - Si al Parco per tutti e per tutte

QUI evento Facebook

No al progetto del nuovo aeroporto di Firenze
insieme ai movimenti, comitati e associazioni per la tutela della Piana Firenze Prato Pistoia


Le nostre motivazioni:

1) Il Nuovo Aeroporto opera incompatibile con il Parco Agricolo della Piana Firenze-Prato-Pistoia;
• per il pesante impatto sulla salute e sull’ambiente ormai già saturo di strutture inquinanti; come certificato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla stessa EASA nel recente rapporto;
• per la vicinanza al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, la Scuola dei Marescialli e l’Autostrada A/11.

2) Il Nuovo Aeroporto, un baricentro di interessi per pochi, che andrà a distruggere:
• l’unico polmone verde e la vita del complesso ecosistema rimasto nella piana metropolitana;
• l’attuale sistema viario;
• la stabilità idrogeologica (spostamento Fosso Reale e reticolo idrografico secondario);
• l’integrità del Parco agricolo annullando la sua funzione mitigatrice a verde residuale.

3) Una truffa lo spostamento degli ecosistemi palustri, (Podere la Querciola, Val di Rose ed il Lago di Peretola tutelati da Leggi Regionali, Nazionali e Internazionali, fra queste l’importante Direttiva 2009/147 EC. Annex 1), nella Vasca di Laminazione del Piano Manetti del Comune di Signa, dovuta alla realizzazione della nuova pista 12/30 e propagandata ad arte come “compensazione ambientale” pur nella consapevolezza che il luogo è biologicamente inadatto ad ospitare la vita floro-faunistica di un ambiente umido.


RITROVO ore 14,30 Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.
in via dell'Osmannoro.
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PERCORSO, dal Polo Scientifico, passando per l'Osmannoro e Via Pratese il corteo raggiungerà l'aeroporto di Peretola con arrivo al nuovo parcheggio scambiatore di viale Luder.
All'arrivo interventi e musica.
(Per il ritorno mezzi pubblici: Bus 30 per Campi, Tramvia per Firenze e l'organizzazione sta predisponendo un Bus navetta per il Polo Scientifico).



giovedì 21 marzo 2019

giovedì 14 marzo 2019

DOMANI 15 Marzo: Sciopero Mondiale per il Clima! Firenze #ClimateStrike


LA RETE VALDISIEVE/VERSO RIFIUTI ZERO ADERISCE ALLO SCIOPERO
Associazione Valdisieve - Associazione "Vivere in Valdisieve" - Comitato Valdisieve

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e testo

Il 15 marzo 2019 partecipa anche te allo sciopero/marcia per il clima che stiamo organizzando a Firenze, insieme a tutti gli studenti del mondo, contro il cambiamento climatico, sulla scia del movimento Fridays For Future e degli scioperi di Greta Thunberg. A breve pubblicheremo più informazioni sul percorso della manifestazione, ma per ora l'appuntamento è fissato in Piazza Santa Croce alle 9.00 del 15 marzo. #SAVETHEDATE #SaltaLaScuolaPerIlTuoFuturo #ClimateStrike

3 anni dopo la firma dell'Accordo di Parigi, le promesse che ci sono state fatte devono ancora trasformarsi in azioni. Dobbiamo accelerare la transizione verso un’Italia senza emissioni di gas serra.
Sono sempre più numerosi i cittadini che vogliono aria più pulita, meno plastica nei nostri oceani, più energia da fonti rinnovabili, un futuro sostenibile per i bambini, in breve più risolutezza politica per il pianeta!
Il 15 Marzo facciamo appello per una politica climatica più ambiziosa a livello globale, europeo e nazionale.  Gli scienziati sottolineano che il riscaldamento globale non deve superare 1,5°C, al fine di evitare grandi disastri. Ci resta poco tempo.
Un gran numero di Paesi e organizzazioni già richiede misure senza precedenti, in modo che questo limite possa essere rispettato. E questo attraverso una transizione socialmente giusta, su misura per tutte le persone. Scendiamo in piazza per la giustizia climatica, in Italia e nel mondo.
Sarà un evento storico, un evento per studenti e professori, un evento per famiglie, un evento pacifico e non violento. Saremo tutti uniti per il clima! Tutti uniti per garantire un futuro!
Fridays For Future Firenze https://www.facebook.com/FFFfirenze/