VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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giovedì 12 dicembre 2024

Sabato 21 Dicembre, ore 10:00 Presidio in Piazza del Duomo 10, di fronte alla Regione Toscana

EVENTO FB https://fb.me/e/77BaNTIvd

SALVIAMO la Piana e Firenze per un futuro vivibile !!

Sabato 21 Dicembre, ore 10:00 Presidio in Piazza del Duomo 10, di fronte alla Regione Toscana
Dall’inizio del 2024 la Regione Toscana ha incaricato l'Università di Firenze di dare gambe operative al Parco Agricolo della Piana, ma contemporaneamente mantenendo la scelta del nuovo aeroporto.
È condivisibile la scelta di realizzare concretamente il Parco agrecologico della Piana, ma è assolutamente inaccettabile relegarlo, nei fatti a “solo oggetto subalterno” del nuovo aeroporto.
Noi - il vivente della piana: ecosistema, ambiente collettivo di vita, popolazione umana - non vogliamo un parco di PSEUDO compensazione ambientale di un'opera insostenibile come il nuovo aeroporto.
Le politiche territoriali per la Piana e l’ecosistema metropolitano – la ‘ colmata’ over edificatoria - caro Giani, cara Monni sono un fallimento che l'aeroporto rende ancora più grande e non più sopportabile e le precedenti sentenze di TAR e Consiglio di Stato lo dimostrano.
Per questi motivi vogliamo sostenere il percorso di Regione e Università che crea le condizioni in cui i Comuni e la partecipazione degli Abitanti potranno giocare un ruolo da protagonisti, e non da semplici “comparse, prese poi anche in giro” come accaduto in precedenza. Questa volta vogliamo incidere sulle scelte (partecipazione deliberativa), con processi come l’ “Alleanza per l’ ecosistema metropolitano " tra Comunità e Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Carmignano, con la speranza che altri si aggreghino.
Noi abbiamo questa responsabilità collettiva:
SALVARE L' AMBIENTE DI VITA DELLA PIANA E QUINDI ANCHE DI FIRENZE.
La crisi energetica ed ecologica si manifesta con il cambiamento climatico anche locale e il gravissimo stato idrogeologico della piana ormai fuori controllo e oberato da addizioni urbanistiche insostenibili, come ci raccontano le due recenti alluvioni a danno della popolazione e dell'economia;
La "saturazione" edilizia e la caotica programmazione infrastrutturale della piana da tempo hanno superato ogni limite di carico, e ISPRA nell’annuale Report (7-11-24) sul consumo del Suolo, mette proprio Firenze ai primi posti della “sciagurata” graduatoria.
È obbligo di tutti rigenerare la qualità dell'aria e mitigare le temperature metropolitane causa di inquinanti e calore nell'aria, infatti, sono entrambi fattori principali che contribuiscono al raggiungimento delle soglie critiche per la Salute proprio nelle aree centrali e nodali della piana.
È obbligo di tutti prevenire i rischi idraulici e idrogeologici, e non inventarsi soluzioni pindariche per modificare i corsi dei reticoli minori, pensando di poter “piegare la natura” pur di approvare opere incompatibili con il territorio.
Poche balle: il territorio e l’ambiente di vita non possono sopportare altro consumo di suolo e un ulteriore impoverimento dell’ecosistema naturale, insediativo e sociale.
E non è più accettabile per gli abitanti di Peretola, Quaracchi e Le Piagge il flusso inquinante del traffico aereo lasciato crescere a dismisura oltre i limiti e senza controlli, prospettando il nuovo aeroporto non risolverà e cercando così di spostare il problema altrove.
Tutto ciò a maggior ragione in una situazione di crisi dei sistemi produttivi, di disoccupazione e precarietà del lavoro, che reclama una non più rinviabile conversione ecologica dei processi di produzione di beni essenziali (vedi come esempio lungimirante le proposte del collettivo lavoratrici e lavoratori GKN).
In questo quadro va arrestato il processo di overtourism direttamente legato alle proposte T.A. per un nuovo aeroporto che vuole triplicare l’attuale volume di passeggeri, in un abbraccio mortale per l'ambiente di vita, che espelle gli abitanti da Firenze, fa aumentare il costo della vita, delle abitazioni e degli affitti, riducendo i servizi pubblici alla persona e le residenze sociali.
La nostra è una chiamata alla responsabilità collettiva. Un invito a riflettere, a immaginare, a costruire insieme un futuro dove Firenze torni ad essere abitata, non solo visitata, contro i danni di un overtourism già ben visibili e che saranno ampliati con il nuovo aeroporto riducendo a semplice parco ornamentale della
Piana quel territorio che invece dovrebbe avere SOLO le funzioni di riequilibrio delle emissioni climalteranti e potenzialità rigenerative dell'ecosistema che non posso essere svolte collocando un nuovo aeroporto in un Parco.
Vi aspettiamo per gridare insieme il nostro NO a un progetto che mortifica l'ambiente, e il nostro SÌ a una visione che restituisca cuore e anima a tutto il territorio.
Insieme, possiamo salvare Firenze e tutti i comuni della Piana
Sabato 21 Dicembre, ore 10:00 Presidio in Piazza del Duomo 10, di fronte alla Regione Toscana
Promotori
Alterpiana, Comitato No Aeroporto di Prato, Grasp, Italia Nostra,
Legambiente, MuovitiToscana! , Presidio No Inceneritori No Aeroporto, SI Parco No Aeroporto, VAS Onlus

venerdì 15 novembre 2024

INCENERITORI: NON NE PARLIAMO PIU'

In questi giorni abbiamo voltato 2 pagine

📖📖 Finalmente.
❌Inceneritore di Firenze Case Passerini = Caso Chiuso
🎯🏆 2 Importanti vittorie contro il trattamento termico dei rifiuti nei nostri territori dove sono ancora attivi gli inceneritori di:
🏭 Poggibonsi
🏭 Arezzo - San Zeno
🏭 Pistoia - Montale
🚶🏽‍♂️🚶‍♀️ Come Movimenti, Comitati, Associazioni e Comuni Rifiuti Zero abbiamo fatto molta strada in questi anni; ottenendo vittorie importanti e non scontate contro un sistema di potere apparentemente ben oliato e invincibile che connette politica, grandi imprese e troppo spesso la stessa criminalità organizzata.
💪🏻🛣️C'è ancora tanta strada da percorrere, animo!
non ci siamo mai fermati e ripartiamo tutti/e dalla Manifestazione Regionale di Pontedera ⤵️ https://www.facebook.com/pianacontronocivita/posts/pfbid031LTiGpXnYJ8o2nTL7uzdWfiuwgzNzmKAxChYvTRFZHHojvvGWrzdFMau7M6jVrGFl?locale=it_IT
🫱🏼‍🫲🏽♻️ con le sue connessioni, i suoi obiettivi, la sua critica al GreeenWashing ed ai "nuovi inceneritori" mascherati da nuovi combustori, gassificatori, bioraffinerie⤵️ https://www.facebook.com/pianacontronocivita/posts/pfbid031LTiGpXnYJ8o2nTL7uzdWfiuwgzNzmKAxChYvTRFZHHojvvGWrzdFMau7M6jVrGFl?locale=it_IT


venerdì 15 settembre 2023

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE di SABATO 30 SETTEMBRE 2023 alle Piagge


RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO AMBIENTE DI VITA!

L' ECOSISTEMA DELLA PIANA METROPOLITANA

NON PUÒ SOPPORTARE NÉ L’ATTUALE AEROPORTO

NÉ UN SUO QUALUNQUE SVILUPPO FUTURO

VOGLIAMO IL PARCO DELLA PIANA

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CORTEO APERTO A TUTTI I CITTADINI

SABATO 30 SETTEMBRE 2023

Concentramento alle Piagge, in Piazza Ilaria Alpi/Miran Hrovatin, alle ore 14.00

PROSEGUIREMO TUTTI ASSIEME NELLA COSTITUZIONE DI UNA NUOVA GEOGRAFIA ECOLOGICA, ECONOMICA, INSEDIATIVA, SOCIALE E SOLIDALE DELLA PIANA DI FIRENZE-PRATO-PISTOIA

SIAMO IN TANTE E IN TANTI. FACCIAMOCI VEDERE E SENTIRE

BASTA IPOCRISIE E IMBROGLI AI DANNI DEI CITTADINI!

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- Dobbiamo arrestare questa deriva verso il degrado e la distruzione degli ecosistemi naturali.

- Dobbiamo aggredire tutte le fonti d’inquinamento e nocività (sanitarie e ambientali) della Piana Firenze-Prato-Pistoia, vista la già grave alterazione dei suoi sistemi idraulici e idrogeologici.

- Dobbiamo fermare il consumo di suolo per mitigare gli effetti devastanti delle isole di calore.

- Dobbiamo combattere strenuamente contro la rendita fondiaria e la finanziarizzazione dell’economia, restituendo invece centralità ai bisogni essenziali dei cittadini.

- Dobbiamo lottare (tutti assieme e ciascuno col proprio approccio) per forme di lavoro più stabili e dignitose, entro una cornice sociale che abbatta finalmente discriminazioni e disuguaglianze.

PER QUESTO CHIEDIAMO IL BLOCCO:

• DI OGNI ULTERIORE ALTERAZIONE E COMPROMISSIONE DEGLI EQUILIBRI ECOLOGICI DELLA PIANA, GIÀ OGGI FORTEMENTE PRECARI

• DI OGNI EVENTUALE E ULTERIORE POTENZIAMENTO DELLO SCALO AEROPORTUALE DI PERETOLA, GIÀ INSOSTENIBILE ALLO STATO ATTUALE

LA MANIFESTAZIONE MIRA QUINDI A:

* RIDURRE drasticamente i voli dell'attuale aeroporto di Peretola, imponendo il rispetto (totale e immediato) di tutte le prescrizioni che gravano su di esso

* FERMARE ogni ipotesi di nuovo aeroporto, visto che il Masterplan 2035 è sostanzialmente identico al precedente proposto da Toscana Aeroporti e sonoramente bocciato nel 2020 dalla giustizia amministrativa

* TUTELARE il reddito di lavoratrici e lavoratori aeroportuali, iniziando a immaginare una riconversione delle loro posizioni nel trasporto pubblico locale, e in particolare in quello su rotaia

* POTENZIARE i collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Pisa (lo scalo intercontinentale della Toscana) di cui al contempo chiediamo la drastica riduzione delle servitù militari.

* RISANARE e bonificare dal punto di vista ambientale, sanitario e acustico le aree della Piana Metropolitana più fortemente compromesse da decenni di sviluppo iniquo e insostenibile

* REALIZZARE finalmente il Parco Agricolo della Piana – come da vigente Piano d’Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico della Regione Toscana.

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I TEMI CHE CI MOBILITANO VERSO IL 30 SETTEMBRE E ANCHE OLTRE

Abbiamo iniziato con la costruzione di un grande Dibattito Pubblico di Comunità, una risposta concreta al Dibattito Pubblico istituzionale, (obbligatorio per legge, a fronte della seconda proposta avanzata da Toscana Aeroporti sul nuovo scalo di Firenze). Un Dibattito Pubblico di Comunità che ha informato moltissimi abitanti della Piana, discutendo con loro dei rischi indotti sia dal nuovo scalo che da quello esistente. Abbiamo anche avvertito la necessità d’interconnettere le numerose mobilitazioni già presenti sul territorio, tutte indistintamente accomunate dal bisogno di proteggere i propri ambienti di vita. Ci siamo posti poi l’obbiettivo di redigere UNA PROPOSTA ALTERNATIVA di uso e rivitalizzazione dell'ecosistema metropolitano e delle sue acque, dalla pianura fino alle colline preappenniniche e al Montalbano.

L’ambientalismo progettuale (che propone mentre fa vertenza), a fronte di una situazione di rischio reale di collasso per le società umane, non è più, ormai, un’ipotesi di pianificazione, bensì l’unica percorribile. Perché invertire le cause strutturali che hanno prodotto l’attuale disastro ecologico, così come prendere finalmente coscienza del concetto di LIMITE (biologico ed eco/energetico), non sono più istanze procrastinabili per la nostra specie. E d’altra parte, scendendo di scala, al contesto locale, la visione territoriale dei Masterplan di Toscana Aeroporti ha il demerito storico di manomettere per sempre i fragili equilibri ecologici e biotici della Piana Metropolitana. Solo immaginare di spostare laghetti e aree umide, a piacimento, come se si trattasse di mobili domestici, ammantando tali scelte come lungimiranti compensazioni ambientali, è la negazione stessa di ogni possibile progettualità ecologica.

Le/gli abitanti costituiscono una comunità intenzionale non identitaria che vuole prendere il timone delle decisioni sul proprio ambiente di vita, locale e globale. Come cittadini, infatti, siamo ormai consapevoli che i beni comuni non esistono in sé, in quanto tali, ma solo in relazione a una comunità articolata e fondata su nessi coerenti con la natura e con l'ambiente costruito, dei quali intende prendersi cura e che mira a tutelare collettivamente perché esso possa resistere alla distruzione. Un ambiente di vita che incarna un bene comune di patrimonio demaniale e, per questo, indisponibile alle mere logiche del mercato.

In questo ambito, un asse strategico può essere la “ricostruzione” dell’alleanza Comuni/Comunità, a partire dalle amministrazioni più sensibili della Piana, ricordando ad essi che i Comuni sono Enti esponenziali rispetto alle Comunità di abitanti che, invece, rimangono la base di ogni convivenza tra le persone e la natura (Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 3, 9, 32 e 118, comma 4).

Da questo punto di vista, il corteo mira a dimostrare quanto siano obsoleti e fuori dal tempo sia l’attuale scalo che qualunque futuro progetto di nuovo aeroporto di Firenze, ricordando le priorità sancite dalla recente revisione degli Art. 9 e 41 della Carta Costituzionale, e l'approvazione da parte del Parlamento UE del Regolamento sul ripristino della natura (NATURE RESTORATION LAW). La novità decisiva di questo provvedimento è la consapevolezza che non basta più la protezione di parti specifiche dell'ambiente e della natura (anche nella proposta più evoluta di Rete Natura 2000) a fronte del degrado e della distruzione degli ecosistemi. In questo clima di cambiamento epocale, vogliamo ricordare il ritardo che nel settore natura ha accumulato la Regione Toscana, completamente in controtendenza con quanto prescriverebbe appunto l’Unione Europea.

PER QUESTO

È INDISPENSABILE E NON PIÙ RINVIABILE IL RIPRISTINO E LA RIGENERAZIONE DEGLI ECOSISTEMI

In modo che essi recuperino uno stato fisico-chimico compatibile con la vita umana. Tali norme riguardano anche il rispristino degli ecosistemi urbani, le frange periurbane, le aree dismesse, insomma la Piana nel suo complesso. Entro il 2030 la dimensione e la capacità ecologica, biologica degli ecosistemi deve aumentare del 3% e del 5% nel 2050. Di fondamentale importanza, infine, la rigenerazione degli ecosistemi agricoli (agroecosistemi) e dei sistemi idrografici (fiumi e falde).

PER QUESTO IL 30 SETTEMBRE:

È INDISPENSABILE PARTECIPARE E

PARTECIPARE NUMEROSI!

ORGANIZZANO:

🚩Presidio No Inc – No Aero 🚩Legambiente 🚩 Italia Nostra 🚩Associazione VAS Onlus,

🚩Fridays For Future Firenze e Prato, 🚩Comitato Sorvolati Brozzi-Peretola-Quaracchi, 🚩Comitato No Aeroporto Prato e provincia 🚩Flc-Cgil Università di Firenze, 🚩AlterPiana Fi-Po-Pt, 🚩Comunità di Base delle Piagge, 🚩Comitato Ambientale di Casale, 🚩Comitato Difendiamo la Nostra Salute Prato-Sud, 🚩Comitato Mente Locale della Piana, 🚩Associazione FareCittà Campi Bisenzio, 🚩Comitato Oltre Carmignano Poggio a Caiano, 🚩Orto Collettivo, 🚩ANPI Brozzi-Quaracchi-Le Piagge,

🚩Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, 🚩PerUnAltraCittà, 🚩Comitato No Tunnel Tav Firenze,

🚩Osservatorio Ambientale Prato, 🚩Collettivo di Polo Sesto F.no, 🚩Medicina Democratica, 🚩Cub Firenze

FONTE: https://www.facebook.com/photo/?fbid=665588532276770&set=a.551282763707348

domenica 12 marzo 2023

Eugenio Giani “..Il PD toscano non ha mai smesso di ascoltare i propri elettori.”

L’esito delle elezioni primarie testimonia un palese scollamento fra l’apparato di quel Partito e i suoi elettori, ma non spetta a noi misurare il tasso di ascolto del PD toscano verso le istanze dei suoi elettori.

Possiamo però constatare come la politica al governo della Regione, negli ultimi dodici anni, sia stata subalterna e acquiescente a scelte di programmazione infrastrutturale rivolte a soddisfare aziende private e lobbies, che tuttora ne condizionano i processi decisionali, piegandoli per il soddisfacimento dei propri interessi. Ne è riprova l’ostinazione nel promuovere grandi opere inutili, pericolose e ambientalmente insostenibili, come ad esempio:
- il nuovo aeroporto di Peretola, il cui progetto è stato bocciato a tutti i livelli, e giustamente osteggiato da sette Comuni della Piana fiorentino-pratese;
- il collocamento della nave rigassificatrice all’interno del porto di Piombino, decisione presa senza alcuna consultazione e condivisione con l’Amministrazione Comunale e i cittadini, che tra l’altro ne rivelano la pericolosità per eventuali incidenti, tutti rientranti e previsti dalla legge Direttiva 2012/18/UE Seveso III. Anche quest’opera risulta essere ambientalmente insostenibile, collocata in un territorio già fortemente inquinato, tutto da bonificare, con possibilità non remota di possibili sversamenti in mare con formazione di schiume con l’alto rischio di una sterilizzazione generalizzata, prima del porto e poi del Golfo di Follonica.
Allora ci piace ricordare al Presidente Giani la saggezza di Piero Angela, grande personaggio che recentemente ci ha lasciato: “I rigassificatori nascondono un rischio enorme, possibili decine di migliaia di vittime”. Non vorremmo che questa fosse una profezia per Piombino con il suo benestare.
La sua metodologia di “gestione decisionale”, come evidenzia l’intervista, equivoca su infrastrutture di trasporto collettivo della Piana già previste nel programma, che sono all’occorrenza da Lei blandite come merce di scambio: “infrastrutture compensative e finanziamenti” in favore di quelle Amministrazioni comunali che accettassero di soprassedere allo scempio ambientale della Piana, con cementificazione, distruzione della biodiversità esistente, dell’avifauna e di eccellenze Universitarie come il Polo Scientifico di Sesto F.no
Un simile comportamento è stato adottato con il Comune di Signa nella Conferenza dei Servizi del precedente masterplan aeroportuale, dove il Comune ritirò il ricorso al TAR previo frettoloso “accordo di Programma”, che ancora oggi fa rabbrividire per i suoi contenuti.
Abbiamo usato due grandi opere come esempio del Suo “modus operandi”, che tutela l’interesse di pochi a discapito dell’interesse di un’intera Comunità, ma dovremmo aggiungere anche la Multiutility decisa fra le 4 mura e senza aver mai interpellato gli stessi Cittadini/Utenti, e non ultimo l'assurdo progetto del Sottoattraversamento AV di Firenze: con gli 830 milioni già spesi e un nuovo appalto di 1,150 MILIARDI! , con un rischio incredibile con migliaia di famiglie che abitano in 249 edifici sotto ai quali passeranno due tunnel di 7 Km. Con la Fortezza da Basso da rinforzarne le fondamenta ( un anno di cantieri) e il Ponte al Pino, con traffico già limitato da mesi per rischio fittiziamente attribuito alla sua vetustà mentre, in effetti, il primo tunnel gli passerebbe a meno di 4 metri a fianco delle fondazioni e quindi necessità di rinforzarle o di sostituirlo.
Con quale ritegno si dice pubblicamente “…di non aver mai smesso di ascoltare i propri elettori” ?
Democrazia e Partecipazione sono la Grande Opera Utile che continueremo a costruire nei movimenti e nei comitati anche attraverso iniziative importanti come la Manifestazione di Sabato 11 Marzo a Piombino.

Territori in Cammino - No al rigassificatore

La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero 


ITALIA NOSTRA: Aeroporto di Firenze: proseguono i dibattiti di Comunità.

Un nuovo intervento di IN a Settimello e un video su storia e paesaggio della Piana di Firenze

I dibattiti di Comunità sul progettato ampliamento dell’aeroporto di Firenze, ospitati di volta in volta, nei diversi Comuni della Piana, continuano ad arricchirsi di spunti critici importanti, da cui emergono, in maniera sempre più netta, gli inevitabili effetti devastanti che quest’opera arrecherebbe a tutto il territorio circostante, compromettendo ulteriormente la qualità di vita di tutti coloro che nella Piana ( Firenze compresa) vivono e lavorano.

Esemplare, sotto questo profilo, appare l’intervento della prof.ssa A. Guarducci, nell’ultimo incontro del 3 marzo scorso, svoltosi a Settimello, soprattutto se messo a confronto con le immagini ed il racconto di quel che è stata, e di ciò che ha rappresentato la Piana, con la sua ricca vitalità ambientale ed economica, attraverso i secoli e fino a pochi decenni fa!

I dibattiti di comunità non si sono conclusi ed è in fase di definizione la loro calendarizzazione.


domenica 3 gennaio 2021

RICHIESTA …. la chiusura dell’ aeroporto di firenze

RICHIESTA …. la chiusura dell’ aeroporto di firenze


Abbiamo fatto accesso atti per tutti i documenti autorizzativi ma nessuno ce li fornisce, allora non possiamo non pensare ……. che ne siano sprovvisti e/o non esistano.

D’altra parte se facciamo un esempio “immobiliare” per far meglio capire alla gente quello che sembra sia successo, potremmo dire che forse l’attuale aeroporto è come un edificio ha avuto la licenza a costruire, …. ma non ha l’abitabilità, i quindi proprietari non lo possono vendere e/o utilizzare.

Parimenti se un aeroporto non ottempera un decreto interministeriale di VIA (la Regione Toscana era deputata alla verifica dello 0676/2003), se non ha la conformità urbanistica (DPR 383/1994) come ENAC stessa dichiara al MIT, come fa ad operare, ma soprattutto chi ha autorizzato la gestione di questo aeroporto, con queste modalità.??

Giorni orsono abbiamo letto su un quotidiano a tiratura nazionale che il ribattezzato “Airforce Renzi” non avrebbe/aveva le abilitazioni per volare, quindi ci domandiamo anche Noi con quali autorizzazioni vola oggi l’Airbus A 319 sulla pista di Firenze, visto che nessuno ce le fornisce.!!

Sembra che per operare su questa pista sia stato predisposto per tale aeromobile un kit speciale …… il “Florence Service Pack” che risulterebbe essere un pacchetto tecnico e di procedure per atterrare su questa pista, protocollo che sicuramente dovrebbe essere stato autorizzato da un ente/soggetto supervisore tecnico che ha autorizzato tale operatività, con quali documenti e a quale titolo però ancora non è dato sapere.

Basta leggere tutti i documenti sottostanti per farsi un quadro, …. ben esaustivo e porsi qualche inevitabile domanda.!!

lunedì 27 luglio 2020

IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI E' UN REGALO AGLI INQUINATORI

La difesa di Ambiente, Salute, Lavoro e Territori non la abbiamo MAI DELEGATA alla sola Politica.
Movimenti, Associazioni e Realtà di base sanno da sempre che il mondo della politica non può essere ignorato e il contributo di forze politiche e partiti ha avuto e può avere un ruolo determinante nel vincere le nostre battaglie.
In questo senso i PARLAMENTARI sensibili alle lotte ambientali devono ELIMINARE i regali a inquinatori e speculatori nel momento in cui il decreto andrà in parlamento per la CONVERSIONE IN LEGGE.
In questo senso sosteniamo l'APPELLO di Medicina Democratica
https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=10256
che ha il merito di allargare lo sguardo alla lunga lista di problematiche che si aprirebbero dalle mancate Bonifiche alla assenza di democrazia.
Su Firenze e la Piana Il Decreto nasconde "LA SERPE" che "LA MANINA" ha introdotto per il solito AEROPORTONE che RENZI ha PROMESSO ad uno dei sui massimi FINANZIATORI, il tycoon argentino EURNEKIAN.
Ancora una volta, come ai tempi del famoso "Decreto Galletti", è all'opera il tentativo di forzare norme e regolamenti in un gioco al massacro sempre più sporco e difficile viste le BATOSTE subite da un PROCEDIMENTO AUTORIZZATIVO farlocco e artefatto come dimostrato da TAR e CONSIGLIO DI STATO.
Una pista più lunga di 2400m che vuole servire la CRESCITA:
- del TRAFFICO AEREO (da 35MILA voli l'anno ad oltre 50MILA)
- dei PASSEGGERI (da circa 3MLN l'anno a oltre 5MLN)
- del TRAFFICO AUTOMOBILISTICO collegato ( di circa il 20%)
- delle EMISSIONI INQUINANTI in una piana già satura
Con IMPATTI DISTRUTTIVI su OASI, ACQUE, SUOLI e COMUNITA'
ci troverà sempre pronti ad opporci progettando un futuro diverso e possibile.
Proprio come Ieri.
Ancora una volta al Presidio.
Per l'assemblea Regionale sui Rifiuti - No Discariche No Inceneritori
Dalla parte delle lotte che si collegano consapevolezza che NON ESISTE UN PIANETA B e che l'unico che abbiamo non siamo disposti a farcelo bruciare!
LA PIANA NON SI FA SEMPLIFICARE !
SI AL PARCO - NO AEROPORTO

FONTE: 
La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero

sabato 13 giugno 2020

Tramvia, slitta la consegna dei progetti al ministero



12 Giugno 2020 16:08

Il cronoprogramma per procedere nella realizzazione dei progetti per realizzare la tramvia nella tratta Piagge Campi Bisenzio è slittato di circa 5 mesi. E’ questo quanto emerso durante l’ultimo consiglio comunale in seguito all’interrogazione presentata da Paolo Gandola, capogruppo di Forza Italia a Campi Bisenzio. Visto il particolare momento che stiamo vivendo dopo la diffusione del coronavirus e l’esplodere della crisi economica, spiega Gandola, noi di Forza Italia abbiamo chiesto rassicurazioni in merito ai progetti tramviari già ipotizzati per collegare Firenze con Campi Bisenzio, anche e soprattutto dopo l’appello promosso dal gruppo di lavoro per una mobilità sostenibile dell’area metropolitana che chiedeva di congelare i progetti di collegamento tramviario anche verso Campi Bisenzio. A rispondere all’atto è stato il vicesindaco Giovanni Di Fede il quale ha ritenuto importante l’interrogazione visto che nelle ultime settimane si è assistito ad un profluvio di dichiarazioni spesso l’una contraria dell’altra.

Il vicesindaco, precisa il capogruppo azzurro, ha affermato che il gruppo dei tecnici dei vari comuni che si sta occupando dell’estensione delle linee tramviarie ha lavorato anche durante il lockdown e ad oggi il progetto di fattibilità della linea 4 della tramvia nella tratta Piagge –San Donnino – Campi Bisenzio si è concluso. La novità, tuttavia, è che la consegna dei progetti al ministero dei trasporti per l’ottenimento dei finanziamenti europei necessari ha subito uno slittamento dal 31 maggio scorso al 31 ottobre, uno slittamento motivato dall’emergenza sanitaria che ha coinvolto il nostro paese. Allo stesso tempo la Regione Toscana ha ribadito ancora una volta nella documentazione che le linee di Sesto e di Campi rappresentano una priorità per lo sviluppo del sistema tramviario fiorentino e saranno presentate al tavolo per ottenere finanziarmi europei 2021-2027. Al riguardo – ha dunque confermato Di Fede - non c’è nessun congelamento ma solo uno slittamento del cronoprogramma già definito. Per quanto riguarda, invece, la possibilità di estendere fino a Campi Bisenzio, l’ipotetica linea tramviaria che potrebbe arrivare da Peretola alla zona industriale dell’Osmannoro, così come richiesto dalla Camera di Commercio, l’amministrazione comunale ha precisato che il Comune di Campi è ben disponibile a valutare l’estensione della linea 2 ed ha già invitato il comune di Firenze e quello di Sesto a fare tutte le valutazioni conseguenti. Al riguardo, commenta Gandola, occorre procedere spediti per dare finalmente a Campi Bisenzio quel collegamento infrastrutturale atteso e richiesto dai cittadini da moltissimi anni. Occorre dunque colmare il ritardo fin qui accumulato perché l’iter ancora da sviluppare risulta tortuoso e ricolmo di ostacoli da superare. Fonte: Forza Italia Campi


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venerdì 5 giugno 2020

L’inceneritore non si farà più, al suo posto un impianto di riciclo

Case Passerini, addio al progetto

di LISA CIARDI
Il rendering di come sarebbe stato l'inceneritore
Il rendering di come sarebbe stato l'inceneritore
Firenze, 5 giugno 2020 - Inceneritore addio. Dopo anni di tira e molla, guerre a suon di carte bollate, tensioni fra enti locali, proteste di piazza, comitati, ricorsi e controricorsi, ora l’addio all’impianto di Case Passerini, a Sesto Fiorentino, è stato messo nero su bianco. Lo sancisce un protocollo d’intesa fra Regione Toscana, Ato Toscana Centro e Alia Servizi Ambientali firmato nelle scorse settimane e recepito anche in una delibera regionale. Un atto cruciale, ma passato sotto silenzio in questi giorni di attenzione totale all’emergenza Coronavirus. Nel documento, le parti dichiarano di aver "preso atto che l’impianto di Case Passerini non è stato realizzato nella tempistica prevista dal Piano regionale rifiuti e bonifiche, lasciando insoddisfatte le esigenze di interesse pubblico sottese alla pianificazione e localizzazione dell’impianto, quali la realizzazione di un sistema impiantistico d’ambito efficiente e adeguato all’autosufficienza dell’Ato nella gestione dei rifiuti urbani non pericolosi; l’efficienza economica; il rispetto delle condizioni del conferimento in discarica". Alla luce di questi presupposti, prosegue la delibera "Regione, Ato Centro ed Alia Spa, sono tutti chiamati a soluzioni industriali e tecnologiche alternative allo smaltimento in termovalorizzazione, riducendo i quantitativi di Rsu da trattare tali e quali".

Cosa significa in concreto? In parole più semplici, al posto dell’inceneritore dovrebbe nascere un impianto di trattamento e recupero dei rifiuti, i cui dettagli sono in via di definizione, ma che si inserirebbe nell’ottica dell’economia circolare, recentemente sancita anche da una legge ad hoc approvata dal consiglio regionale toscano. L’obbiettivo è fare in modo che un numero sempre maggiore di scarti torni a essere materia prima inseribile all’interno delle filiere produttive. Non a caso, il progetto sottoscritto tra Regione, Ato Centro ed Alia Spa parla di "sviluppo di progetti di economia circolare per la valorizzazione e il recupero/riciclo dei rifiuti". Insomma si passerebbe da un inceneritore che doveva bruciare gli scarti per creare energia, a una "fabbrica di materiali", in grado di ricavarli dagli scarti. Le conseguenze pratiche sul futuro dell’area, ma anche sugli assetti di Q.Thermo (la società nata per costruire il termovalorizzatore) sono importanti.

«La Regione – si legge nel documento - si impegna a adottare tutti i provvedimenti necessari a portare a compimento le procedure di modifica degli atti di pianificazione di settore o territoriali, per individuare le alternative industriali e di filiera alla realizzazione del termovalorizzatore" ma anche a "individuare interventi di sostegno finanziario ed economico da riconoscere ad Ato, finalizzati a investimenti pubblici". Ato, da parte sua, deve "effettuare un’analisi dei costi/benefici conseguenti alle strategie alternative allo scopo di assicurare che queste non determinino costi aggiuntivi" ma dovrà anche "indicare la possibilità di procedere al superamento della convenzione 17 ottobre 2016 per la realizzazione del termovalorizzatore, destinando ad Alia i contributi finalizzati a investimenti pubblici". Alia infine dovrà "rilevare con oneri a proprio carico la partecipazione societaria del privato Q.Thermo e valutarne la riconversione produttiva". Q.Thermo, società pubblico-privata creata per costruire e gestire l’inceneritore, è infatti partecipata al 60% da Alia e al 40% dal Gruppo Hera, società a partecipazione pubblica quotata in borsa, che gestisce impianti di termovalorizzazione in tutta Italia.

lunedì 4 maggio 2020

Mettiamo a frutto la crisi. Manifesto per la riconquista popolare della città

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2020/05/04/mettiamo-a-frutto-la-crisi-manifesto-per-la-riconquista-popolare-della-citta/] con licenza BY-NC-SA 3.0 

Alla fine della “fabbrica del turismo” resta una Firenze esangue. Esito (inimmaginabile, per come si è manifestato) di un’economia di rapina che ha sfruttato i corpi, il lavoro, il quotidiano, lo spazio. Una città per decenni depredata in nome della competitività e dell’attrattività globale, della rendita immobiliare e dei profitti privati, mai redistribuiti.
La crisi del ciclo economico rende ineludibile la riappropriazione sociale e politica della città.
Un passaggio epocale che libera gli spazi urbani, emancipandoli dal vincolo mercantile. La dimensione “pubblica” della città ridiviene, allora, terreno di scontro e di nuova progettualità.
La riappropriazione passa attraverso alcune, imprescindibili, tappe: riconquista dello spazio pubblico, di vie, piazze, giardini ed edifici collettivi, ambito precipuo della politica e della socialità; ripubblicizzazione dei servizi: trasporti, rifiuti e acqua in primis; liberazione del Comune dalla colpa del debito, anche tramite il depennamento delle grandi opere, inghiottitoio di denaro pubblico ben altrimenti impiegabile; revoca del Piano delle alienazioni del patrimonio immobiliare pubblico.
Nella Firenze del dopo-virus gli abitanti hanno il potere di immaginare e pianificare i luoghi di vita.
È perciò ineludibile procedere verso un’abbondanza immaginativa e desiderante, e lasciarsi alle spalle il cappio dell’austerità. Quell’austerità, causa suprema di impoverimento delle città dove gli edifici pubblici si svendono al massimo ribasso. Dove le pubbliche piazze si gestiscono e si disciplinano come cosa privata. Dove il governo delle trasformazioni urbane è affidato alle multinazionali e risiede – ben saldo – in mano privata.
È perciò ineludibile, innanzitutto, il rifiuto del modello urbano, securitario e segregante, fondato su recinti, zone rosse, Daspo.
È il tempo di mettere in opera le alternative elaborate negli anni dalle realtà attive sul territorio, divenute oggi largamente desiderabili.
Tali alternative sono state sistematicamente ignorate dai governanti, il cui vuoto immaginativo ha portato la città allo sfascio economico. I piani urbanistici che essi hanno partorito, modellati per sostenere la speculazione immobiliare e finanziaria, sono da gettare al macero.
Firenze non è sana, se la Piana è malata.
La nuova configurazione della città e della sua bioregione avviene nel segno della conversione ecologica. È urgente rivitalizzare le relazioni ecologiche, garanzia di salute ambientale e potenza rigenerativa. La prospettiva ecosistemica implica: conferire fertilità agli ambiti agricoli periurbani e urbanità alle aree periferiche; sopprimere la gerarchia centro-periferica tramite il riordino territoriale incardinato sui sistemi naturalistici; costellare la conurbazione di luoghi centrali ad alta vocazione civile e sociale, e di aree ad alta vocazione rigenerativa dell’ecosistema, connesse da un ripensato sistema di mobilità pubblica e adeguata ai luoghi.
Gli edifici pubblici, fulcro della riorganizzazione urbana a partire dai rioni.
Inalienabili, i grandi complessi pubblici sono da ritenere inseparabili dal corpo della città, che ne trae vitalità. Tali complessi, rimodellati per molteplici esigenze collettive, fanno sponda a nuove relazioni e a nuovi bisogni. Forniscono metri cubi di compensazione a fronte della mancanza di spazi, di alloggi e dell’esiguità strutturale dello spazio privato.
E come un organismo – in cui le parti svolgono all’occorrenza diverse e molteplici funzioni – la città diviene ridondante.
In caso di nuova pandemia, i grandi ambienti delle ex caserme, trasformati per destinarvi funzioni culturali o sociali, sono facilmente riconvertibili in locali ospedalieri o di supporto alle scuole. I corpi dell’edificio già destinati ad alloggi militari accoglieranno “alloggi volàno” per chi vive il disagio abitativo, o, se necessario, per contagiati pandemici.
Nuove “maisons du peuple” possono trovare posto in edifici collettivi. Per la loro configurazione architettonica, le Poste di via Pietrapiana, ad esempio, sono atte a fungere da casa della cultura, con sale per assemblee ad uso della cittadinanza, tanto ricercate nell’avara Firenze.
Case popolari a contrasto della rendita.
Le case popolari sono un caposaldo nel riequilibrio delle disparità socio-economiche. Nel centro imborghesito e desertificato, e nelle periferie, ex conventi, ex caserme, ex ospedali possono essere riconvertiti in alloggi pubblici, frammisti ad attrezzature di servizio.
L’ex ospedale militare di San Gallo si confà per posizione e conformazione ad accogliere alloggi residenziali pubblici: un’occasione per sperimentare modalità di autocostruzione e autogestione del processo edilizio. È imprescindibile bloccarne la vendita.
La riconquista procede per progetti e conflitti.
La riappropriazione urbana è accompagnata da un dispiegarsi di “micropolitiche”, procede per conflitti e progetti, provocati da soggetti collettivi e plurali. Avanza per pratiche sperimentali messe in atto da soggettività di movimento, di cui Firenze è stata un esempio storico con i “comitati di quartiere” del post-alluvione 1966.
Laboratori spontanei, collettivi di autogestione e altre forme autorganizzate metteranno al lavoro gli spazi comuni, poiché è inevitabile che la riappropriazione sociale riparta proprio dai beni pubblici e comuni, dalla base materiale, dal territorio.
Costruire un’alternativa ecosistemica per Firenze – urbana e rurale, ma anche locale e globale – significa mettere in opera desideri, alimentare l’immaginazione. Inventare e riscoprire nuovi e antichi modelli di relazione tra i viventi. Tra l’umano, il non umano, e i luoghi che contengono la vita.

*Gruppo Urbanistica perUnaltracittà