VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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martedì 14 ottobre 2014

No, Non avete nessun diritto di piangere! (ARTICOLO DEL 2011!!)

Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)
Voi che vi riempite la bocca di parole trite e ritrite: “crescita, sviluppo, competitività”. Ripetute come un mantra per nascondere il vuoto delle vostre idee. Dogmi imparati come scolaretti per essere promossi dalle maestrine di Confindustria e dei mercati finanziari.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che quando siete seduti sulle comode poltrone a Porta a Porta vi lanciate, l’uno contro l’altro le medesime ricette stantie: “Dobbiamo rilanciare le grandi opere, dobbiamo far ripartire l’edilizia, ci vuole un nuovo piano casa, forse anche un nuovo condono”.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che con il fazzoletto verde nel taschino avete chiesto il voto per difendere la pianura padana da invasioni di ogni genere e poi dagli assessorati comunali, provinciali e regionali avete vomitato sulle campagne padane la vostra porzione di metri cubi di cemento, insieme a tutti gli altri.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che avete giurato fedeltà alla Costituzione ma poi non ne rispettate l’art. 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, e approvate piani regolatori che hanno come unico obiettivo quello di svendere il territorio e di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che, con l’arroganza di chi non ha argomenti, denigrate chiunque si opponga alla vostra furia predatoria di saccheggiatori del territorio. Voi che, con il risolino di chi è sicuro del potere che detiene, ridicolizzate tutti i giorni i comitati, gli ambientalisti, le associazioni, i cittadini, che mettono in guardia dai pericoli e dal dissesto idrogeologico creati dalle vostre previsioni edificatorie.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che siete la concausa delle catastrofi alluvionali, dovute alla sigillatura e all’impermeabilizzazione della terra operate dalle vostre espansioni urbanistiche, dai vostri centri commerciali, dai vostri svincoli autostradali. Voi che avete costruito il vostro consenso grazie alle grandi speculazioni edilizie, ai grandi eventi, alle grandi opere o anche alla sola promessa di realizzarle.
Non avete nessun diritto di piangere. Nessun diritto di piangere le dieci vittime  dell’ennesima alluvione ligure. Né le vittime di tutte le precedenti catastrofi causate anche dalla vostra ideologia. Perché voi, iscritti e dirigenti del Partito del Cemento, siete i veri estremisti di questo paese.
Siete i veri barbari di questo nostro paese. Siete la vera causa del degrado ambientale, della violenza al paesaggio e dello sprofondamento del paese nel fango.
No. Non avete nessun diritto di piangere.
E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali. E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.
FONTE ARTICOLO  http://www.notav.info/top/no-non-avete-nessun-diritto-di-piangere/ DEL 7 novembre 2011 pubblicato sul sito http://www.notav.info/ .

sabato 13 settembre 2014

Presentazione del libro denuncia "8 mq al secondo" di Domenico Finiguerra


Scandicci, martedì 16 settembre alle ore 21, presentazione del libro denuncia "8 mq al secondo" di Domenico Finiguerra con la presenza dell'autore e con Tomaso Montanari.

L'iniziativa vuol essere anche occasione di incontro fra le associazioni aderenti dell'area fiorentina in vista dell'assemblea nazionale del Forum del prossimo 20 settembre.




lunedì 23 gennaio 2012

INTERVISTA A DOMENICO FINIGUERRA

La nostra Helena Gray questa volta, per la sua intervista, è dovuta andare fino a Cassinetta di Lugagnano dove ad attenderla c'era il Sindaco DOMENICO FINIGUERRA ( ricordate? Quello del piano di governo del territorio a "crescita zero"!!!Ossia, in Cassinetta non si possono costruire nuove abitazioni, ma si può solo recuperare l’esistente).
Il tema anche questa volta è ambientale e di gestione di rifiuti ma anche un diverso modo di fare politica.:

E’ il 14 dicembre 2011: il tempo è un po’ nuvoloso. Sono scesa dal treno che, da Milano, conduce ad Abbiategrasso.
Prendo il bus per Cassinetta di Lugagnano e, lì, una signora mi parla di come, quel paese, sia una delle più belle zone attorno a Milano.
Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta, a telefono è molto accogliente (anche se non ti conosce). E, quest’intervista, da tempo promessa, arriva in ritardo per colpa mia.
Il luogo, nonostante la pioggia, è davvero bello.
 Entro nel Palazzo del Comune e Finiguerra esce dal suo studio per salutarmi.
 Helena Gray: - Cosa l’ha spinta a fare politica?
Domenico Finiguerra : - Ero giovanissimo, avevo 19-20 anni:  ciò che mi ha spinto era la voglia di cambiar le cose. Volevo esser parte di un movimento, dare un contributo. Così mi sono iscritto al PDS, nel ’91,e ci sono rimasto fino al suo scioglimento…
H.G. : - Poi ha creato una lista civica.
D.F. : - Abbiamo creato una lista civica, e a Cassinetta di Lugagnano abbiamo vinto nel 2002, e rivinto nel 2007. Una lista civica che fa politica. Credo che oggi, nei partiti non si faccia più politica, ma tecnica e gestione dell’esistente. Mentre è fuori dai partiti che si fa politica: nei movimenti, nelle associazioni, nei comitati…
G.: - …basta che sia onesta
F. : - basta che sia onesta, sì.
G.: - Io non credo nell’anti-politica: che cosa significa?
F.: - Non significa niente. Anzi l’anti-politica maggiore la fanno i partiti: perché non hanno più nessuna ambizione al cambiamento.
G.: - Qualcuno dice che: sono tutti d’accordo per lasciare tutto uguale!
F.: - Sì, sì…
G.: - …almeno la maggior parte dei politici (perché ci sono sempre delle persone oneste che dobbiamo ringraziare).
E’vero che, in Italia, la speculazione edilizia è un fenomeno preoccupante? E gli italiani hanno case a sufficienza (anche se queste potrebbero esser meglio distribuite secondo le necessità)?
F.: - Sì. L’Italia ha un grosso problema: ci sono 2.000.000 di case vuote (adesso avremo la conferma con l’ultimo Censimento), decine di migliaia di capannoni sfitti, eppure si continua a costruire. Ci stiamo mangiando il territorio, il paesaggio, la terra che dovrebbe darci da mangiare. Il consumo del territorio è una cosa grave: la rendita fondiaria non è più considerata parassitaria, ma diviene l’unico luogo in cui fare gli investimenti.
G.: - Per aumentare il PIL… ma il Prodotto Interno Lordo non è un valore astratto?
F.: - Il PIL è una cosa astratta ma, al di là di questo: se io faccio girare l’economia soltanto attraverso il consumo di suolo non ho economia reale. Non produco beni da mangiare, servizi, cose realmente necessarie alla gente. Ma ho consumato una cosa che mi serve: il territorio. E’ un paradosso che la politica non affronta alla radice e si limita ad incassare oneri di urbanizzazione.
 G.: - Nella trasmissione “Report”, ho sentito che, spesso, queste imprese di costruzioni ricevono finanziamenti pubblici, oltre a farsi pagare le case dai privati, a prezzi esorbitanti (cosa che arricchisce anche le finanziarie che danno i mutui). Alla fine queste ditte hanno un guadagno totale!
Il commento lo lascio ai lettori…
Noi veniamo alla prossima domanda: conviene Sindaco, dal punto di vista economico, recuperare gli edifici antichi e fatiscenti?
F.: - Io penso di si, perché restaurare le case antiche significa recuperare un pezzo di storia, pensare al patrimonio, rispettare il paesaggio, non abbassare il valore territoriale. Nel momento in cui facciamo case tutte uguali a Cassinetta, come a Capannori, come ad Agrigento: abbiamo ucciso un paesaggio tipico, abbiamo fatto decadere il centro storico e quindi, dal punto di vista economico, ristrutturare conviene. Dal punto di vista economico del singolo, sembra costare di più (ma non è sempre così) e qui ci vorrebbe un investimento dello Stato: perché è suo interesse recuperare il patrimonio e non sprecare il suolo. Lo dice la Costituzione. Quindi lo Stato dovrebbe preferire queste opere, alle “grandi opere” che non vanno a migliorare la qualità della vita ed il valore economico generale.
Altrimenti ci si risveglia più poveri.
L’anno scorso abbiamo sprecato 500 km quadrati di terra.
Tornando ai beni immobili antichi: noi incoraggiammo la ristrutturazione di una villa del ‘600 (che stava cadendo a pezzi), e, al privato che ristrutturava, abbiamo permesso di fare appartamenti.