Intervento della dott.ssa Patrizia Gentilini per Atto Primo: Salute Ambiente Cultura
ASSOCIAZIONE VALDISIEVE
Pagine
VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
CALENDARIO
lunedì 22 giugno 2026
A MONTALE: INCONTRO PUBBLICO GIOVEDI' 25 GIUGNO ORE 21. CHIUSURA INCENERITORE DI MONTALE e altre proposte.
lunedì 11 maggio 2026
Manifestazione 16 maggio. BASTA AEROPORTI IN CITTÁ! VOGLIAMO IL PARCO!
Sabato 16 maggio scendiamo in piazza per difendere la nostra Piana, Firenze e Prato dall'inquinamento e dalla cementificazione. Vogliamo un parco per tutti e tutte, non nuove piste!
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio Comitato No Aeroporto di Prato - Comitato No Tunnel TAV - Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI LE PIAGGE - CUB Firenze - FLC CGIL Università di Firenze - Grasp - Alterpiana Fi-Po-Pt - Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS Italia Nostra - Legambiente - Medicina Democratica Firenze - Orto Collettivo Natura È - Presidio No Inceneritori No Aeroporto - VAS Vita Ambiente Salute ODV
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana Aps)
Associazione Tutela Fauna Toscana
Associazione Vivere in Valdisieve
Atto Primo Salute Ambiente Cultura
Biodistretto del Montalbano
Circolo Arci ex Macelli Quinto basso
Coalizione ambientale interregionale TESS / Transizione energetica senza speculazione
Collettivo di Fabbrica ex Gkn
Comitato Alluvionati Campigiani
Comitato acqua bene comune Pistoia e Valdinievole
Comitato No Inceneritori Piana Fiorentina
Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina
Comunità delle Piagge
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Confederazione Cobas di Firenze e Pistoia
CSA Next Emerson
Ecolo' Fiesole Firenze Sesto Fiorentino
Federazione Cobas Firenze
Forum toscano dei Movimenti per l'Acqua
Friday For Future Firenze
Fuori binario
Il Binario-Gruppo Italiano Amici della Natura sez. Sesto Fiorentino
Laboratorio perUnaltracittà
Mondeggi bene Comune
Movimento Tutela Ambiente Territorio Montefoscoli Valdera Pi
No Comando NATO ne' a Firenze ne' altrove
No Valdera Avvelenata
Presidio Libera Sesto Fiorentino
Rete Toscana Tutela Beni Comuni
Rifiuti Zero Italia
Salviamo Firenze
Slow Food Scandicci/Firenze
Studenti di Sinistra Sudd Cobas Prato e Firenze
Trasparenza per Empoli
Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
Movimento 5 Stelle Toscana - P. Carc Federazione Toscana
Partito Comunista Italiano - Federazione Ofelia Giugni - Prato
Partito Comunista Italiano - Federazione Elio Chianesi - Firenze
Potere al Popolo, Bagno a Ripoli FI Sud - Pistoia Rossa
Sinistra Italiana- Alleanza Verdi Sinistra Sesto Fiorentino
Sinistra Italiana Toscana - Alleanza verdi Sinistra Toscana
Sinistra Progetto Comune (Firenze)
mercoledì 11 marzo 2026
Comunicato Stampa Rete Toscana Beni comuni e Zero PFAS Toscana
Ebbene, la USL Sud Est ci ha risposto in modo esaustivo e solerte inviandoci anche il cronoprogramma di controllo delle acque INFORMANDOCI purtroppo che il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, incaricato di svolgere le analisi, non ha ancora dato disponibilità alla ricezione di tali campioni.
L’USL Nord Ovest ha confermato di non essere attualmente in grado di effettuare le analisi sui PFAS, nonostante la legge imponga la ricerca di tali parametri. Ha inoltre comunicato che è stata espletata una gara per l’acquisizione della strumentazione necessaria (senza indicazioni sui tempi) e che per tali analisi si stanno predisponendo convenzioni con ARPA Veneto, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Toscana Lazio e ulteriori analoghe convenzioni con laboratori esterni accreditati (che contesteremo se dovessero coincidere con quelli dei gestori del servizio idrico).
L’USL Centro, ad oggi, non ha fornito alcun riscontro.
“Chiediamo – commentano le Associazioni – quando entreranno pienamente in funzione tutte le procedure previste per effettuare le analisi disposte e, risposte formali dall’ex Assessore alla Sanità Bezzini, sulle ragioni che hanno determinato un ritardo così significativo, nonché all’attuale Assessore Monni su come intenda recuperarlo. Riteniamo infatti grave che, a distanza di due mesi dall’entrata in vigore della legge che limita la presenza di PFAS nelle acque potabili, non sia ancora possibile disporre di alcuna analisi”.
Sorge inoltre un interrogativo che non può essere ignorato, anche alla luce di una risposta rilasciata al giornale Avvenire, in cui l’allora assessore all’Ambiente dichiarò che i PFAS non rappresentavano una sua priorità: oggi, nel ruolo di assessore alla Sanità, come si concilia tale posizione con l’assenza dei controlli previsti dalla legge?
ARPAT ci ha risposto – proseguono le associazioni – informandoci di aver avviato dal 2017 il monitoraggio di 6 PFAS nelle acque destinate alla potabilizzazione e che tale rete è attualmente oggetto di revisione nell’ambito di un tavolo con Regione Toscana e Servizio Idrico Integrato. Inoltre, pur non avendo competenze dirette sulle 30 molecole per le quali sono previste analisi nell’acqua potabile, ha condotto con successo prove su 14 di queste e sta ampliando le analisi alle 30 che costituiscono la Somma PFAS.
Ha infine riferito di svolgere analisi sulle acque di scarico, sui sedimenti e sulle polveri derivanti dai controlli della qualità dell’aria. Ci AUSPICHIAMO che sia avviato un confronto continuo con ARPA Veneto e Piemonte sulle metodologie già da loro adottate.
“Gli aspetti da approfondire sono ancora tanti e i ritardi che emergono inaccettabili, – proseguono le associazioni – continueremo a vigilare e a chiedere chiarimenti come sulle procedure di infrazione commisurate all’Italia per quanto di competenza regionale”
L’ infrazione n° INFR 2207/2025 concerne il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque, direttiva 2000/60/CE, quindi l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche (programmi che devono comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l’estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento).
Dato che le autorizzazioni ai prelievi vengono rilasciate da organi regionali e un DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE (21 APRILE 2015, n. 51/R) disciplina proprio gli obblighi di misurazione delle portate, dei volumi dei prelievi, delle restituzioni di acqua pubblica e delle modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni.
- chiediamo il motivo per cui, nell’adozione del nuovo Piano di Tutela delle Acque (iniziato nel 2024 con l’allora Assessore all’Ambiente Monni, con una procedura ad oggi non conclusa), non troviamo traccia dei prelievi da acque superficiali e di falda da agricoltura e industria (risultano disponibili dati soltanto sui prelievi del Servizio Idrico Integrato sul sito dell’Autorità Idrica Toscana), né di come vengano restituite le acque dalle attività produttive dopo l’uso.
mercoledì 4 marzo 2026
Nuove VARIANTI alla pianificazione per nuovo consumo di suolo alla Pievecchia, sul Sentiero della Memoria!
Al Comune di Pontassieve – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Città Metropolitana di Firenze – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Regione Toscana - All’Assessore all’UrbanisticaAlla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato
Oggetto: Variante POI con speculazione edilizia, consumo di suolo agricolo e impatto paesaggistico per il nuovo resort turistico di lusso a Villa Tesei (Pievecchia), nella campagna collinare di Pontassieve e sul Sentiero della Memoria
La Giunta Comunale di Pontassieve il 28 novembre 2025 ha deliberato favorevolmente sulla previsione di un nuovo complesso o resort turistico “elevato” a Pievecchia e il 24 febbraio 2026 il Consiglio Comunale ha approvato l’avvio dell’assoggettabilità alla VAS-Valutazione Ambientale Strategica “Nuova previsione turistico ricettiva in località Pievecchia nel Comune di Pontassieve con recupero delle volumetrie di Villa Tesei e nuovo consumo di suolo non urbanizzato nel territorio rurale – Variante ordinaria al PSI Valdisieve ed al POI Pontassieve e Pelago”. Il luogo si trova sulle colline del versante occidentale della Valdisieve, a circa 250 m s.l.m.
Da sottolineare che l’amministrazione comunale ha approvato di recente il Piano Operativo intercomunale (pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana - BURT - N. 36 del 3 settembre 2025), mentre il Piano Strutturale Intercomunale era già entrato da tempo in vigore perché pubblicato sul BURT n. 35 parte II del 28/8/2024, con tanto di rimodulazione dell’ambito di pertinenza del centro storico Pievecchia. Come si legge dai documenti (diventati ufficiali dal 24 febbraio e che dovrebbero essere pubblicati sul sito del Comune in albo pretorio), la Nima-Demetz & Fattoria di Grignano hanno presentato la richiesta di variante il 28/11/2025.
Con la previsione nella forma di ‘variante ordinaria’ si dovrebbe consentire alla società Nima-Demetz e alla Fattoria di Grignano non solo di ristrutturare il complesso in stato di abbandono della Villa Tesei di Pievecchia (operazione condivisibile) ma anche, insieme – all’evidente fine di ‘ottimizzare i profitti’ di detta società, che si occupa principalmente del settore turistico –, di realizzare, sulla collina coltivata a oliveto adiacente al complesso della Villa turrita (circoscritto da un muraglione), un vero e proprio resort con nuovi edifici disposti su almeno tre strisce a ventaglio con “camere ipogee”, con piscina e laghetto: una operazione immobiliare che richiederebbe altri interventi complessivamente assai impattanti, come i ragguardevoli sbancamenti della collina con abbattimento di non pochi olivi, la costruzione di un parcheggio e la installazione – pare sul suolo – di innumerevoli pannelli fotovoltaici per usi energetici del nuovo villaggio turistico.
Purtroppo, al di là dei pregi paesaggistici dell'area e della storicità dell’edificio signorile, sulla Villa Tesei e dintorni non vi sono "vincoli" paesaggistici, né culturali. La Villa dispone però di una chiesetta che non risulta "vincolata" culturalmente, ma che potrebbe esserlo in quanto di proprietà di ente senza fini di lucro ed avente più di 70 anni, la quale ha una fisionomia molto rara: appare infatti composta da quattro volumi convessi che sembrano absidi quasi di forme ortodosseggianti, i quali racchiudono una sorta di torretta-campanile centrale.
Per chi non lo sapesse la Villa Tesei di Pievecchia è il luogo dove vennero trucidati 13 partigiani dai nazisti l’8 giugno 1943: una porzione del muraglione di cinta conserva ancora i fori dei proiettili dei nazisti e dispone di specifica targa, in ricordo della strage. E ovviamente la Villa rientra nel Sentiero della Memoria, un percorso escursionistico che collega Pontassieve alla Consuma passando per Rufina e tre luoghi segnati da tragici eventi: le stragi di civili avvenute nel 1943-44. Come si legge in rete, “il sentiero, pensato anche per chi lo voglia percorrere a cavallo o in mountain bike (con apposite varianti dedicate), è stato fortemente voluto dai Comuni di Pelago, Pontassieve e Rufina, insieme alla Comunità Montana della Montagna Fiorentina. La sua realizzazione è stata curata dal Gruppo Escursionisti Organizzati di Sieci e dalla Sottosezione CAI di Pontassieve. L’inaugurazione si è tenuta il 25 aprile 2009”.
Nella pagina “FAI – I luoghi del cuore” si legge riguardo a Pievecchia di Pontassieve: “Un museo a cielo aperto dove il viaggiatore attento si sofferma, tra vigneti e oliveti, tra tipicità e sapori, a gustare un po’ di questa terra. La villa di Pievecchia, edificio che rappresenta le tendenze dominanti dell’architettura fiorentina della seconda metà dell’Ottocento, è annessa alla Fattoria di Grignano dal 1999 e prende il nome dalla Pieve medievale che le sorge accanto. Dalla metà del '600 alla metà del '700 il corpo centrale della villa è in mano agli abati di Vallombrosa, per passare poi all’Arcivescovado di Firenze. Dopo il 1860 la villa viene confiscata dallo Stato italiano e messa in vendita, acquistata da Agostino Tesei, Generale di marina elbano alla cui famiglia la fattoria resterà fino al 1916, anno in cui inizia a passare di mano in mano. fino all’attuale proprietà che ormai da anni ne ha avviato il recupero riportandola all’antico splendore. L' 8 giugno 1944 un gruppo di Partigiani proveniente da Monte Giovi, penetrato nella caserma della guardia nazionale repubblichina di Pontassieve, s'impossessa di armi e munizioni e si ritira a bordo di un camion. Alcuni carabinieri colgono l'occasione per disertare e si uniscono alla pattuglia partigiana. Lungo la strada del ritorno i partigiani si fermano alla Pievecchia. In una delle case vi trovano due soldati tedeschi e ne segue uno scontro in cui un soldato muore, mentre l'altro riesce a fuggire. Nella rappresaglia che segue i tedeschi rastrellano tutti gli uomini che possono trovare a Pievecchia e li uccidono a colpi di mitra nel giardino della villa del paese. 14 persone perdono la vita”.
Per questi tragici eventi, con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 2005, è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Comune di Pontassieve (Firenze), con la seguente motivazione: "Piccolo centro partecipò generosamente alla lotta partigiana, subendo devastanti bombardamenti ed una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente quattordici suoi concittadini. Ammirevole esempio di spirito di libertà e di amor patrio."
1943 - 1944/Pontassieve (Firenze).
Il Sindaco ha sostenuto in sede di Consiglio Comunale del 24 febbraio che il luogo di Pievecchia per gli abitanti di Pontassieve è un luogo sacro (per i tragici eventi accaduti), ma non ha avvertito la preoccupazione del consumo di suolo agricolo e del significato del tutto nuovo che Pievecchia assumerebbe con l’approvazione della variante e l’urbanizzazione dell’area collinare olivata: da simbolo della memoria e luogo sacro della lotta partigiana (come detto dal Sindaco) a resort e luogo di svago turistico di élite!
Per le ragioni sopra addotte, Italia Nostra e l’Associazione “Vivere in Valdisieve” fanno istanza alle Istituzioni in indirizzo perché nell’occasione dovuta della conferenza di copianificazione la variante non sia approvata, e si preveda un progetto di solo restauro e adeguamento della Villa (che dispone di dimensioni piuttosto grandi).
Italia Nostra Aps Sezione di Firenze
Laura Manganaro
Associazione “Vivere in Valdisieve"
Catia Pratesi
lunedì 19 gennaio 2026
𝙁𝙐𝙉𝙕𝙄𝙊𝙉𝘼𝙍𝙄 𝘽𝙊𝙉𝙄 𝙑𝙄𝙍𝙄, 𝙎𝙊𝙋𝙍𝙄𝙉𝙏𝙀𝙉𝘿𝙀𝙉𝙕𝘼 𝘼𝙐𝙏𝙀𝙈 𝙈𝘼𝙇𝘼 𝘽𝙀𝙎𝙏𝙄𝘼
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| Palazzina Cementificio |
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| Uffici e Silos |
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| Interno cementificio |
mercoledì 24 dicembre 2025
venerdì 21 novembre 2025
Comunicato Stampa: Verso la piena ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico nella Conferenza Territoriale 3 Medio Valdarno: cambiare direzione di marcia è possibile!
COMUNICATO STAMPA
mercoledì 29 ottobre 2025
Comuinicato Stampa - Il caso Publiacqua e la proposta Funaro: così si impedisce l’acqua davvero pubblica
Un’idea che, dietro l’apparenza di una
“ripubblicizzazione”, rischia in realtà di rendere impossibile qualsiasi
futura gestione pubblica in-house, l’unica forma che la legge riconosce
come realmente pubblica e controllata dai Comuni.
Se le quote venissero acquisite da Alia-Plures, la
società risulterebbe sì interamente pubblica nella composizione azionaria, ma non
nella natura: si tratta infatti di una holding finanziaria
strutturalmente incompatibile con la gestione in-house e tuttora orientata
alla quotazione in Borsa dopo il 2029, come dichiarato dallo stesso
management di Alia.
Si tratterebbe dunque di un passaggio solo formale,
funzionale non alla ripubblicizzazione, ma al rafforzamento della
Multiutility in vista della futura quotazione, operazione contraria rispetto
alle dichiarazioni del presidente Giani che si è recentemente dichiarato favorevole
alla fuoriuscita dell’acqua dalla società Plures per la realizzazione di
gestioni in house.
È invece chiaro che devono essere i Comuni,
come previsto dal mandato della società, a procedere alla liquidazione del
socio privato.
Solo una volta conclusa questa fase e verificati i
valori reali, i Comuni – riuniti nell’Autorità Idrica Toscana – potranno finanziare
direttamente l’operazione, utilizzando i fondi provenienti dagli utili
della gestione idrica, senza alcun impatto sulle bollette.
Non si tratta di un’operazione impossibile: Publiacqua
ha distribuito negli anni oltre 400 milioni di euro di dividendi, e
questo dimostra che la società e la futura gestione pubblica dell’acqua avranno
tutta la solidità economica necessaria per sostenere la liquidazione del
socio privato.
Prima però è indispensabile una valutazione
indipendente e trasparente, una vera due diligence che consenta di
accertare il valore effettivo delle quote.
Le cifre oggi circolate – con differenze di circa 50
milioni di euro tra una stima e l’altra – dimostrano che siamo di fronte a
valutazioni fatte “a braccio”, non a un’analisi seria e documentata.
E proporre ai cittadini un’operazione così confusa e
contraddittoria, spacciandola per un passo verso l’acqua pubblica, è un’offesa
per tutti coloro che da anni chiedono trasparenza e continuano a pagare le
bollette tra le più alte d’Italia.
La verità è che la proposta Funaro riprende alla
lettera i passaggi previsti dal piano industriale di Alia-Plures fin dal
momento della sua costituzione: prima acquisire la proprietà diretta delle
società che gestiscono acqua, rifiuti ed energia, e poi procedere alla quotazione
in Borsa.
È esattamente questo il percorso che si sta portando
avanti, e che non ha nulla a che vedere con la ripubblicizzazione dell’acqua,
ma piuttosto con la sua piena integrazione nella Multiutility.
Per questo, la proposta della sindaca Funaro non
può essere né accettata né appoggiata da chi ha realmente a cuore la
gestione pubblica del servizio idrico.
Non è un’operazione seria, né sul piano economico né
su quello politico: è un passaggio funzionale a consolidare il controllo della
Multiutility e impedire per sempre la gestione in-house dell’acqua,
l’unica che garantirebbe un controllo diretto, pubblico e trasparente da parte
dei Comuni e dei cittadini.
Rete toscana per la tutela dei beni comuni
INTERVISTA di Marco Cardone (Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni e Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua): La posizione della Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni in merito alle dichiarazioni della sindaca di Firenze sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
“Devono essere i Comuni, come previsto dal mandato della società, a procedere alla liquidazione del socio privato”. ASCOLA A QUESTO LINK: https://www.controradio.it/podcast/il-caso-publiacqua-e-la-proposta-funaro-cosi-si-impedisce-lacqua-davvero-pubblica/
venerdì 8 agosto 2025
Se ne va il "Padre" della Legge Quadro sui Parchi Nazionali e sulle altre Aree Naturali protette, l'Avv. Gianluigi Ceruti.
Gianluigi Ceruti lo abbiamo conosciuto durante le varie fasi dei ricorsi al TAR per l'inceneritore di Selvapiana, assieme a tutto il team di avvocati di Firenze. Da allora siamo riusciti a portare avanti dei progetti a lui cari, come, in vista dei finanziamenti del PNRR, questa PROPOSTA AL GOVERNO ITALIANO DI PIANO PLURIENNALE DI MANUTENZIONE DEI BENI PUBBLICI , DEI BENI AMBIENTALI E CULTURALI ANCHE PRIVATI AI FINI DEL RECOVERY PLAN. Con contributi di importanti relatori sui temi a lui cari, sull'Ambiente. Questa raccolta di pensieri la trovate in PDF QUI.
Nel 2019 invece avevamo contribuito nel raccontare la nostra vicenda sull'inceneritore di Selvapiana, poi inserita in un suo libro insieme ad altre storie che, in qualche modo, rappresentano anche le sue VITTORIE sul piano ambientale.
Il libro si intitola: "L'Avevamo detto", con presentazione del giornalista Salvatore Giannella, e fu presentato a Villa Poggio Reale a Rufina il 28 settembre 2019 (qui le foto e il video integrale su youtube).
Solo qualche giorno fa ci eravamo sentiti perchè interessato a far avere un libro, a cui teneva molto, ad una libreria di Firenze, in quanto, come direttore di una collana editoriale della casa editrice Agorà Factory, stava per pubblicare questo libro monografico su Castagneto Carducci recante firme importanti e temi di grandissimo interesse.
Le Associazioni Valdisieve e Vivere in Valdisieve si stringono in un caloroso abbraccio ai familiari e ai suoi collaboratori, porgendo le nostre più sentite condoglianze.
Un grazie invece a Gianluigi Ceruti per il suo contributo sulle tematiche in difesa dell'Ambiente e del Paesaggio che lo hanno accompagnato dagli anni 80 fino ai giorni nostri.
* La foto lo ritrae, con alle spalle Maria Rita Signorini (di Italia Nostra, della quale associazione è stato anche Vice Presidente nel decennio 1980/90), durante la presentazione del suo libro a Villa Poggio Reale a Rufina.
martedì 29 luglio 2025
RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITÀ TOSCANA
DIFFONDIAMO LA NOTIZIA SULLA RACCOLTA DI FIRME. DAL BLOG DI ALTERNATIVA COMUNE DI PONTASSIEVE. (https://alternativacomunepontassieveblog.blogspot.com/2025/07/raccolta-firme-per-il-referendum.html)
Occorrono 35.000 firme entro l'ultima settimana di SETTEMBRE
I MODULI sono stati consegnati in comune a Pontassieve.
PER FIRMARE BASTA RECARSI ALL'UFFICIO URP DI PONTASSIEVE
- TUTTE LE MATTINE DAL LUNEDI' AL SABATO,
DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 12.30
- MARTEDI' E GIOVEDI'
ANCHE DI POMERIGGIO DALLE ORE 15.15 ALLE ORE 17.45.
Qualche informazione sul Referendum.
Comunicato ufficiale dei promotori:
Sono passati 10 anni da quando fu approvata la RIFORMA del Servizio Sanitario Regionale in TOSCANA, legge 84/2015 (da noi definita SCHIFORMA).
Quella Riforma noi la contestammo democraticamente e fortemente e mai avremmo pensato che la partecipazione dei Cittadini venisse offesa e vituperata impedendo lo svolgimento del REFERENDUM Abrogativo. In Toscana, già patria della civiltà democratica, subimmo e vivemmo la stagione buia dello strapotere politico.
Eppure non occorreva essere profeti per prevedere le sventure che si sarebbero verificate. Purtroppo.
Da subito contestammo l’idea fondante e cioè che “riducendo il numero delle Asl e concentrando in poche mani i livelli di programmazione, direzione e gestione si potessero ottenere risparmi economici, miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi”. Questa idea non trovava riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e internazionali dimostravanono che – nove volte su dieci – le macrofusioni organizzative in sanità producevano l’effetto contrario: facevano aumentare i costi e riducevano l’efficienza e la qualità dei servizi”.
Altra critica formulata riguardava “il gigantismo organizzativo” che in sanità non paga: aumenta la complessità organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali.
Nel complesso lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente costosi “producono migrazioni di massa verso il settore privato, soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche questo era un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del definanziamento del servizio sanitario pubblico. ll mix che porta alla privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta”.
Ed oggi purtroppo, ripeto, purtroppo il sistema è andato in progressiva sofferenza. Lunghi tempi di attesa, liste chiuse, difficoltà di accesso per motivi economici o di residenza. Desta vergogna pensare che 220.000 cittadini toscani rinunciano alle cure per motivi economici.
Dopo 10 anni è tempo di verificare l’attuazione della legge di riforma del 2015. Chiediamo e ci chiediamo:
- Ha migliorato il Servizio Sanitario Regionale?
- Le AUSL di Area Vasta hanno semplificato o complicato la gestione?
- I Presidi Ospedalieri hanno migliorato o peggiorato la capacità di ricovero?
- I tempi di attesa per un ricovero programmato sono aumentati o diminuiti?
- Il numero dei posti letto ospedalieri sono aumentati o diminuiti?
- I tempi di attesa per prestazioni di diagnostica e specialistica sono aumentati o ridotti?
- Gli Ospedali periferici/zone disagiate/di zona sono stati potenziati o ridimensionati?
- Il Pronto Soccorso dei Presidi Ospedalieri garantisce una migliore risposta o è peggiorato?
- Sono state attivate le Case della Salute/Comunità con tutti i servizi socio-sanitari previsti?
- Le posizioni dirigenziali/ dipartimentali/struttura/professionali sono aumentate o ridotte?
- Il territorio è stato valorizzato?
- Le risorse sono state redistribuite tenendo conto delle realtà periferiche?
- I Sindaci riescono a indirizzare la programmazione socio-sanitaria in area vasta?
- II Bilancio regionale della sanità dal 2015 ad oggi ha registrato economie di scala oppure disavanzi con obbligo di tassazione aggiuntiva?
- Le prestazioni richieste in libera professione sono aumentate o ridotte?
- Il ricorso al Privato è aumentato o ridotto?
- Il ricorso a rapporti atipici (tipo a gettoni) ha influito nella qualità assistenziale?
- Nel campo della Prevenzione (Igiene e sicurezza luoghi di lavoro, Alimenti, veterinaria ecc.) ci sono stati miglioramenti?
A nostro modo di vedere, complessivamente, il SERVIZIO SANITARIO REGIONALE è peggiorato. La Legge che ha imposto le Aree Vaste ha fallito. Non c’è giorno che non vengano denunciate carenze organizzative:
1) Elba. Forse è anche un optional avere all’Elba un cardiologo fisso che in caso di urgenza potrebbe salvare la vita?
2) Massa. “devo prenotare un esame per mio padre per il prossimo Settembre/Ottobre presso il NOA di Massa ma la lista è chiusa.
3) Livorno. “Siamo alla follia nel mese di gennaio all'ospedale di Cecina è stato sospeso il servizio ambulatoriale della terapia del dolore, i malati non riescono ad avere appuntamenti nei tempi previsti per rinnovare piani terapeutici”
4) Empoli. Peggiora la situazione del Pronto Soccorso
5) Lucca. Pronto Soccorso Odissea nello strazio. Turni infernali
6) Grosseto. Si sente male in Ospedale: mezz’ora per soccorrerla
7) Prato. Caos Emergenza, Per CGIL il sistema è sbagliato
8) Pistoia. Ospedale Caos. Ricoveri Impossibili
9) Arezzo. I Sindaci sulla nomina del D.G. “Non possiamo esprimere alla Conferenza nessun parere perché il messaggio che la Regione ci ha dato è stato chiaro: nella sostanza il nostro consenso è irrilevante.”
Quando interpelli gli Operatori Sanitari ricevi conferme del disastro provocato dalla SCHIFORMA:
- l’accorpamento ha allungato eccessivamente le linee gestionali, emarginando i territori;
- la creazione di dipartimenti multi provinciali ha creato strutture così grandi da influire negativamente sulla gestione rendendo impossibile una reale partecipazione degli operatori;
- alla fine gli organismi di partecipazione dei professionisti (consiglio dei sanitari, ufficio di direzione) sono stati esautorati ed il potere è stato concentrato nella triade di vertice, escludendo rappresentanti dei territori e dei professionisti;
- Sotto il profilo economico i presunti risparmi derivanti dalla concentrazione sono stati riassorbiti dalle strutture di controllo necessarie alla gestione di macroaziende.
Per questo siamo tornati
e proponiamo un REFERENDUM CONSULTIVO per dare ai Cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente.
QUESITO REFERENDARIO
“Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015 (“Riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla l.r. 40/2005”), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”
Ciò al fine di garantire un piu’ efficace coinvolgimento delle comunità locali necessario per una migliore analisi dei bisogni e delle esigenze dei cittadini toscani, nonché una piu’ adeguata e coerente risposta organizzativa, gestionale e socio- assistenziale in particolare sulle liste di attesa, ricoveri e accesso al pronto soccorso.
Per il Comitato Promotore
Giuseppe Ricci - Eva Giuliani - Oreste Giommoni
QUI elenco aggiornato di tutti i comuni dove si può firmare
QUI, RELAZIONE ILLUSTRATIVA per saperne di più.







