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giovedì 16 giugno 2022

Fabio Zita sul Rigassificatore a Piombino

https://it.wikipedia.org/wiki/
Rigassificatore_%28GNL%29
Asini al governo - 16 Giugno 2022

Quello dal titolo "un rigassificatore nel porto di Piombino", è stato
un tema che il Governo ha volto introducendo una impressionante
sequenza di gravi errori di ortografia politica (e non solo politica),
tutti da sottolineare con la matita blu.
Un testo che mette i brividi se si pensa che non esce dalla penna di
un analfabeta ignorante capace solo di storpiare verbi o di confondere senso e significato delle parole e dei termini, ma dalle menti delle migliori intelligenze oggi disponibili in Italia (o almeno così ci sono descritte quotidianamente da quasi tutta la stampa).
Ma non basta parlare di un "compitino" gravemente insufficiente, c'è pure l'aggravante: il componimento è stato COPIATO!
Già perché la scelta scellerata di cacciare un rigassificatore in un sito tra i più problematici d'Italia (su cui pendono da decenni irrisolti problemi ambientali, infrastrutturali, occupazionali e sociali; sito ove, ad ogni nuovo governo, i più alti rappresentanti della politica nazionale e regionale si sono sempre alternati sul palco del teatrino delle promesse mai mantenute, dichiarando soluzioni MAI ATTUATE), non è farina del sacco che pesa sulle spalle dal governo ma opzione senza alternativa imposta da SNAM, che non solo ha speso una bella cifra per acquistare la nave ma sa anche, con certezza, dove è (per lei) più conviene (sotto il profilo economico) far sbarcare a terra il metanodotto.
Cioè, per intendersi, il Ministro della Transizione ecogica, che certamente conosce ben poco (se non nulla) delle annose criticità piombinesi, si è affidato, per trovare le migliori soluzioni, a chi del territorio conosce ovviamente, per competenza, solo la natura geologica dei suoli e non gli altri aspetti che legano quello stesso territorio, la sua storia e il suo futuro ai destini di chi lo vive.
E così il risultato ottenuto, anche con il contributo del Presidente della Giunta regionale, è quello sotto gli occhi di tutti: una collettività, allargata ai Comuni della val di Cornia, di altri Comuni della costa e dell'isola d'Elba e delle associazioni di categoria che dice NO al rigassificatore.
Aggiungo quanto sia evidente l'imbarazzo di chi ha avuto l'onere di portare a termine l'obiettivo del Ministro (con prestigiosa nomina di Draghi) pensando di poter continuare ancora con la novella delle compensazioni (strade, forni elettrici, conversioni industriali, energie rinnovabili e bonifiche), ma accortosi che alle favole nessuno è più disposto a credere se ne è uscito con esilaranti e comiche soluzioni quali l'acqua di raffreddamento a circuito chiuso (chiuso dove?) ed il NO al terminale nel golfo di follonica.
Di grazia, Presidente Giani, ma allora dopo i tre anni a Piombino la nave dove dovrebbe rigassificare? in giro per il meditteraneo con un oleodotto in ogni porto come le donne dei marinai?
Asini al comando e piazzisti da bancherella sono quanto di meglio oggi offre il mercato della politica nostrale.

Fabio Zita
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Il valore della vita per il Ministro Cingolani - 6 Giugno 2022
Il sostantivo "valore" può essere accostato a due distinte condizioni: la prima, come misura non comune di doti morali ed intellettuali; la seconda (nell'ambito economico), la quantità di moneta pagabile od ottenibile per un bene.
Se qualcuno vuole comprendere per quale necessità accosto il termine "valore" al nome del Ministro della transizione ecologica (un tempo meno pomposamente chiamato Ministro dell'ambiente) deve avere la pazienza di continuare la lettura.
Il tema che pone il titolo del post è legato ad un argomento di stretta e rilevante attualità che sta riempiendo le pagine di tutti i quotidiani in questi giorni: le ipotesi di nuove modalità di approvvigionamento del gas al fine di affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia.
Tra le soluzioni individuate si parla del GLN (gas naturale liquefatto a meno 161 gradi centigradi che viene trasportato da navi e poi trasferito su altre navi in grado di riportarlo allo stato gassoso ed immetterlo nella rete di distribuzione nazionale.
Il processo di rigassificazione tramite nave gasiera, oltre a prevedere l'utilizzo di enormi quantità di acqua di mare addittivata chimicamente, è particolarmente attenzionato in merito alla sicurezza.
La Toscana, unica regione in Italia, ha già una nave che opera per rigassificare 3,75 miliardi di metri cubi anno di GLN a 12 miglia dalla costa di Livorno, ancorata su un fondale di 120 metri.
Per arrivare ad approvare tale particolarissimo è complicatissimo progetto ci sono voluti 2 anni per la Valutazione di Impatto Ambientale e ben altri 12 anni per l'autorizzazione definitiva (tramite il lavoro del nostro Comitato Tecnico Regionale) che ha riguardato, in particolare, la SICUREZZA dell'impianto, trattandosi di stoccaggi altamente pericolosi.
Il piano di sicurezza ha imposto intorno alla nave ben tre aree di interdizione, di cui la prima (per un raggio di due miglia marine) vieta a chiunque la navigazione.
Per la sicurezza si è trattato di valutare il progetto riguardo a terremoti e tsunami, alle operazioni di scarico, agli effetti di possibili incidenti rilevanti con impatto sulla popolazione, alla sicurezza dei dipendenti.
Detto tutto ciò mi risulta che ieri a Roma il Ministro Cingolani abbia incontrato alcuni parlamentari e i rappresentanti dell 'amministrazione comunale di Piombino per parlare di un'altra nave gasiera da ormeggiare per almeno 3 anni proprio nel porto di Piombino ove esiste un fondale idoneo di 20 metri.
Alle allarmate preoccupazioni espresse con riferimento agli argomenti fin qui trattati (ambiente Marino portuale compromesso dalla enorme quantità d'acqua recuperata nel porto e reimmessa con l'aggiunta di additivi chimici, che modificheranno - di fatto - le condizioni biologiche dello specchio acqueo; la sicurezza per l'incolumità della salute e della vita dell'intera comunità piombinese), l'amministrazione ha aggiunto il rischio di veder definitivamente compromessa l'ipotesi di riqualificazione dell'intera area che con così tante difficoltà e ritardi si sta forse finalmente avviando.
Il Ministro, al grido di allarme lanciato da chi è direttamente interessato da tale ipotesi, pare abbia risposto dicendo che Piombino è conveniente per la SNAM (che il gas lo deve distribuire) e che saranno individuate compensazioni economiche a ristoro dell'impatto generato.
Ed ecco che si torna al significato di "valore".
Per il Ministro il "valore" della vita è moneta pagabile, come per ogni transazione di business. Tutto ha un prezzo, anche la tranquillità e la sicurezza di una comunità.
Tutto si può comprare, basta sia conveniente, ed infatti il Ministro ha concluso con una minaccia, per cui se la comunità locale ostacolasse l'iniziativa fino a renderla irrealizzabile, la colpa poi della necessità di continuare ad avere rapporti con i russi ricadrebbe sui piombinesi.
Se questa è politica con la P maiuscola e se a parlare così è uno dei "migliori" credo ci sia poco da sperare per l'Italia, e a me - sinceramente - viene comunque da vomitare!

Fabio Zita
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Fonte Profilo facebook di Fabio Zita

2 articoli su FB di FABIO ZITA (ex dirigente settore VIA della Regione Toscana)

S.S.S. - 17 Maggio 2022

S.S.S. è l'acronimo di Soldi, Semplificazione e Servilismo, le tre condizioni che reggono il teorema su cui si fonda - oggi - tutta la forza propositiva della Politica (quella con la P maiuscola, e non quella estemporanea e naif di cui parla una moltitudine di sconosciuti obbligati ad occupare la maggior parte del proprio tempo per mantenere vivo questo paese).
Le tre condizioni uniscono in un indissolubile e perverso vincolo di potere rispettivamente la Finanza, l'Amministrazione e la Stampa (tutte sempre con la maiuscola).
Ammesso che si trovino i soldi (spesso togliendoli a bisogni primari), vista lo scarsa professionalità, una quasi nulla autonomia e una pericolosa sudditanza espressa dai tecnici oggi (per cui molti progetti saltano e con essi le aspirazioni di carriera anche di qualche burocrate), non resta che appellarsi alla SEMPLIFICAZIONE come ultima spiaggia per ottenere un' approvazione che altrimenti sarebbe fortemente a rischio.
Perché è bene essere chiari: la SEMPLIFICAZIONE altro non è che la contrazione dei tempi istruttori al fine di mettere in difficoltà le strutture tecniche costrette a valutazioni necessariamente frettolose e superficiali.
Ciò è dimostrato dal fatto che non è la prima volta che le semplificazioni vengono evocate e proposte; oltre i "migliori" di oggi, in precedenza anche Renzi è intervenuto su questo argomento, ma a quanto pare i risultati non sono stati all'altezza delle aspettative, e quindi a qualcuno è venuto in mente che per stroncare il ciuco bisogna aggiungergli ancora peso sul groppone.
Quando le competenti strutture tecniche avranno 24ore di tempo per dire sì o no ad un progetto si sarà definitivamente compiuta l'opera di smantellamento degli apparati di valutazione che tanta noia hanno fino ad oggi dato ai decisori politici.
L'informazione ha poi il compito di divulgare le scelte della politica magnificandone i ventilati risultati, e per questo è sempre sull'attenti in attesa di comandi.
Vedo in tutto ciò una pericolosa involuzione, un'impoverimento culturale ed una banalizzazione dei problemi che rischia di condurci verso un pericoloso declino in grado di allontanarci ancor più dai nostri partners storici, per i quali i temi dell'ambiente, dello sviluppo e delle nuove tecnologie sono di primaria importanza e non vengono banalizzati come si pensa di fare in patria.
Tutto comunque era già previsto. Scrive Orwell nella Fattoria degli animali: "l'ipocrisia di una classe dirigente che arriva a giustificare politiche scellerate e l'arricchimento personale con il fine del "benessere generale".

Fabio Zita
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PRESTO E BENE - 5 Maggio 2022

Se ci fate caso in politica - spesso - viene usata questa locuzione per dimostrare la volontà a realizzare un obiettivo su cui si è fortemente puntato.
A riguardo mi permetto però di ricordare che, a differenza del "distorto" uso coniugato dei due avverbi con cui si pensa di poter dimostrare capacità e forza decisionali, il loro abbinamento sta ad indicare l'esatto contrario.
Il proverbio di cui fanno parte dice infatti: "presto e bene raro avviene".
Le vicende che vedono affannosamente impegnata tutta la nostra classe politica (nazionale, regionale e locale) a garantire il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr ci dimostrano proprio come la variabile "tempo" sia l'argomento e lo spauracchio su cui si è concentrata tutta l'attenzione dei decisori. Ogni altra questione è oramai ritenuta (purtroppo) secondaria.
E' assolutamente comprensibile e giustificabile che i timori per un eventuale fallimento del Piano possano essere in massima parte legati ai tempi delle procedure, ma questo non giustifica il fatto che la soluzione la si vada sempre a cercare dove è più conveniente (per alcuni), e ciò è confermato dal lento ma inesorabile smantellamento, pezzo dopo pezzo, dei meccanismi di valutazione strategica e ambientale, abbinato alla limitazione della partecipazione pubblica ai processi decisionali ed alla perversa volontà di limitare l'espressione del giudizio tecnico di parti imprescindibili dei nostri organismi pubblici.
È oramai da tempo in atto, ad esempio, la revisione puntuale delle procedure di VIA, e non per migliorarne l'applicabilità, ma per renderle sempre più inefficaci, a partire dalla riduzione di tutti i tempi procedurali, il cui effetto è limitare l'approfondimento sui contenuti progettuali ed obbligare le strutture tecniche ad esprimersi sommariamente (cosa assai apprezzata da chi propone l'opera).
Mi permetto di sottolineare che tale scelta, abbinata alla "sporca e scorretta" delegittimazione delle strutture della Soprintendenza ed alla volontà di precludere ai cittadini la possibilità di partecipare ai processi decisionali (favorendo così solo una parte e, nell'immediato, la politica che potrà vantarsi del risultato rapidamente ottenuto), graverà poi sulla collettività, come ogni cosa fatta male, in modo superficiale e poco democratico.
Bisogna avere la memoria di un pesce rosso per non ricordare quali gravi e gravissime vicende su questi temi hanno coinvolto la Toscana felix ultimamente.
Dico ciò perché il Ministro della Transizione ecologica ha dichiarato - in pompa magna - che la sua soluzione per velocizzare la realizzazione dei progetti del Pnrr è (ancora) nella SEMPLIFICAZIONE delle procedure di VIA.
Ho purtroppo avuto rapporti di lavoro con tanti "Cingolani" durante la mia carriera, e non sono stati incontri piacevoli!

Fabio Zita

venerdì 4 dicembre 2020

di Fabio Zita: Mancano le autorizzazioni per volare, la grottesca verità sull’aeroporto di Firenze

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2020/12/04/mancano-le-autorizzazioni-per-volare-la-grottesca-verita-sullaeroporto-di-firenze/] con licenza BY-NC-SA 3.0.

Quando è uscita la sentenza del Consiglio di Stato (ndr. vedi QUIcon cui in modo netto, chiaro ed esemplare è stato bocciato il progetto del nuovo aeroporto di Firenze ho percepito, nelle parole di coloro che hanno in questi anni attivamente e con interesse seguito le complesse e spesso controverse vicende inerenti l’iter autorizzativo dell’infrastruttura, la consapevolezza di aver compreso tutto di quella iniziativa; che tutto fosse oramai esplicito e palese; che non vi fossero più punti oscuri in una vicenda che, a guardar bene, non è stata certo “trasparente” fin dalle sue origini.

C’è anche da considerare che forse, dopo 5 anni di un difficile percorso partecipato, fatto di manifestazioni pubbliche, di assemblee, di interventi attraverso la stampa, di ricorsi alla giustizia, chiunque avrebbe potuto ipotizzare che la travagliata storia dell’aeroporto di Peretola fosse finalmente arrivata al capolinea.

Tutti costoro, o almeno molti di essi, però non potevano sapere che invece c’è dell’altro; che la maggiore criticità di questo aeroporto non è negli atti contestati, ma incredibilmente (e qui diventa veramente difficile trovare le parole più adatte per definire una situazione così surreale) nella sua stessa attuale funzionalità.

Approfondendo la tematica relativa alle procedure autorizzative legate a questa infrastruttura, siamo partiti dagli esiti della VIA del 2003, con cui l’allora Ministro Matteoli decretò la compatibilità ambientale dell’attuale aeroporto di Firenze approvando la cosiddetta pista di rullaggio (mai realizzata) e le modalità di decollo ed atterraggio degli aerei allora in esercizio, il tutto subordinato al rispetto di una serie di prescrizioni imposte proprio al fine di garantire, ai sorvolati di Peretola, Brozzi e Quaracchi, la necessaria ed ineludibile tutela sanitaria ed ambientale rispetto ai limiti delle emissioni sonore, limiti ampiamente superati per colpa degli aerei in quelle zone densamente abitate.

Partendo dal fatto che queste stringenti prescrizioni (delocalizzazione delle abitazioni per le quali non era possibile trovare ristoro agli impatti conclamati, e messa in opera, per tutte le altre abitazioni poste in zona di rischio, di doppi vetri ed impianti di condizionamento), non sono mai state attuate, abbiamo avviato un intenso carteggio verso tutte le Istituzioni e gli organismi a vario titolo interessati all’opera chiedendo conto di tale inottemperanza.

In queste occasioni abbiamo anche richiesto copia delle autorizzazioni di cui l’infrastruttura deve avvalersi per gestire, come tale, lo scalo aeroportuale, autorizzazioni che nello specifico riguardano: la compatibilità urbanistica ai sensi del DPR 383/1994; la compatibilità ambientale; l’operatività per l’aeromobile Airbus A 319.

Se con riferimento alle prescrizioni impartite dal Ministro dell’Ambiente (per le quali è addirittura intervenuto il Presidente della Repubblica confermandone la natura precettiva e quindi imponendone la realizzazione) ancora non è dato sapere chi le realizzerà effettivamente e quando, riguardo le autorizzazioni di cui abbiamo chiesto copia siamo in una situazione paradossale: dalle risposte ottenute (siamo in attesa di conferma) appare plausibile che le autorizzazioni non siano mai state rilasciate, e che quindi le strutture aeroportuali di Firenze non possano continuare ad esercitare la propria attività come hanno fatto fino ad oggi.

Senza dilungarmi nello squallido rimpallo di responsabilità tra soggetti pubblici che ha caratterizzato questa vicenda negli ultimo due anni (e in particolare le inevase riposte alle reiterate richieste di copia delle autorizzazioni di cui sopra, richieste che hanno visto l’interesse anche della Prefettura di Firenze), la conferma che questa incredibile ipotesi potrebbe essere fondata è tutta in una lettera inviata dal Responsabile delle Prevenzione della Corruzione del Ministero delle Infrastrutture datata 19 novembre 2020 con cui, in riferimento all’aeroporto di Firenze, “si chiede di essere aggiornati in modo tempestivo riguardo alla mancata compatibilità urbanistica ai sensi del DPR 383/1994, […] e mancata compatibilità ambientale ed operatività per l’aeromobile Airbus A 319”.

A tale nota risponde il 23 novembre 2020 la Direzione Generale per gli Aeroporti ed il Trasporto Aereo del MIT, confermando che in merito alle “urgenti verifiche” richieste ha già inoltrato ad ENAC nota con cui chiede di “relazionare con ogni consentita urgenza”.

La missiva, che contiene un chiaro aut aut al soggetto individuato quale responsabile dei procedimenti autorizzativi (ENAC), chiude il cerchio intorno ad un deplorevole ed inammissibile comportamento delle Istituzioni pubbliche che, ben oltre il limite della decenza, per troppo tempo hanno risposto sempre in modo evasivo alle richieste presentate.

Qualora tale negligenza fosse confermata, oltre a pretendere la immediata chiusura dell’aeroporto, c’è da stabilire, fino in fondo, le responsabilità di tale impensabile e ingiustificabile comportamento che si trascina da oltre venti anni, senza che a nessuno, tra coloro che ne avevano facoltà e responsabilità, sia mai venuto in mente di avviare la necessaria verifica amministrativa.

Questa incredibile storia, se i fatti confermano le ipotesi espresse, renderebbe oltre mai grottesco il fatto che viaggiando alla guida delle nostre autovetture non potremmo esimerci dal possedere patente e libretto di circolazione, mentre un aereo in decollo da Firenze, non avrebbe necessità di altra autorizzazione, se non quella rilasciata dalla torre di controllo.

*Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.


venerdì 4 settembre 2020

DL semplificazioni: Pirro e 5stelle. Di FABIO ZITA*

  Per tutti coloro che non hanno ben chiaro quali novità introduce il DL semplificazioni riguardo all'aeroporto di Firenze fornisco la seguente ricapitolazione: nel rispetto delle "precedenti norme


nazionali" la Regione Toscana ha elaborato il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT), strumento con cui sono state studiate le caratteristiche di un vasto territorio compreso tra Firenze e Prato al fine di stabilirne le ipotesi di sviluppo, il tutto attraverso anche  il contributo delle comunità locali. 

Come prevedeva la legge (prima della semplificazione  proposta oggi), quello strumento DI COMPETENZA DELLA REGIONE, è stato sottoposto a Valutazione Strategica (VAS), SEMPRE DI COMPETENZA DELLA REGIONE, con cui  è stato valutato lo stato ambientale e infrastrutturale di quel territorio al fine di determinarne le ipotesi di uno sviluppo sostenibile e durevole.      

Il PIT con allegata la VAS ha portato a stabilire che in quel territorio, al fine di garantire la coesistenza della  infrastruttura aeroportuale con il previsto Parco della Piana, la pista dell'aeroporto non avrebbe potuto essere più lunga di 2.000 metri.

Le cose sono poi, già allora, andate diversamente. 

L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha presentato al Ministero dell'Ambiente, per la procedura di VIA NAZIONALE, un Masterplan con pista di 2.400 metri; la valutazione del Ministero, tra infinite polemiche, si è conclusa con una pronuncia positiva di compatibilità ambientale con 142 prescrizioni (una bocciatura mascherata); pur con tutti i tentativi fatti per difendere l'indifendibile (anche attraverso le indegne nomine nell'apposito Osservatorio Ambientale, nomine poi saltate a seguito di circostanziate denuncie su palesi conflitti di interesse), sia il PIT e la sua VAS, sia la VIA nazionale sul Masterplan aeroportuale sono stati irrimediabilmente BOCCIATI dalla giustizia.

Oggi, alla luce di questo decreto semplificazioni, PIÙ NIENTE DI QUELLO CHE È STATO POTRÀ ESSERE RIPRODOTTO:

1. La Regione non potrà avviare alcuna revisione del PIT (non avrà più competenza e con essa anche le amministrazioni locali non avranno più voce in capitolo);

2. Il nuovo masterplan aeroportuale, non solo avrà come interlocutore il solo Ministero dell'Ambiente ma dovrà essere valutato con un procedimento di  VIA con tempi ridotti del 50%; il pubblico poi, e tutti coloro che intendessero fare osservazioni, avranno a disposizione anziché i 60 giorni previsti della precedente legge i 45 del decreto semplificazioni (perché semplificare vuol anche dire togliersi possibilmente dalle palle tutti quelli che su quell'opera avrebbero qualcosa da eccepire).

3. Non è però finita perché Renzi ha voluto strafare sapendo chi aveva difronte, e ha anche previsto (per evitare eventuali sgambetti) che le elaborazioni tecniche facenti parte di una eventuale precedente VAS (e per l'appunto l'aeroporto di Firenze ha già tutto) fossero integralmente recuperate, così da evitare che a qualche buontempone potesse venire in mente di chiedere che sull'aeroporto si avviasse una nuova valutazione strategica (hai visto mai che poi arriva un giudice e mi riboccia il tutto?).

Morale:

Pirro re degli Epiri, ad  Eraclea vinse la sua battaglia contro i romani pur avendo pagato un prezzo altissimo  in uomini e animali; se i 5stelle cantano vittoria sul decreto semplificazione e lo fanno avendo ritirato il loro emendamento (?) mi chiedo dove è la vittoria visto quanto costerà alla collettività tutta questa folle norma, venduta ai creduloni come necessaria per garantire al paese il necessario rilancio economico.

FONTE FB https://www.facebook.com/fabio.zita.92/posts/749940272455606

Fabio Zita*

Fabio Zita
Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.  Collabora e scrive per la rivista "La città Invisibile" Sul sito di PerUnaltracittà.

giovedì 23 luglio 2020

La “grande porcata” del Decreto Semplificazioni. A goderne l’aeroporto di Firenze

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2020/07/16/la-grande-porcata-del-decreto-semplificazioni-a-goderne-laeroporto-di-firenze/] con licenza BY-NC-SA 3.0
Nella bozza del Decreto Semplificazioni c’era un articolo, il 37, che prevedeva il silenzio-assenso per i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Prevedeva, qualora l’amministrazione competente non riuscisse a concludere nei 90 giorni di legge il procedimento di compatibilità ambientale (e assai spesso la complessità del progetto o la sua scarsa definizione obbliga l’amministrazione stessa a richiedere approfondimenti andando quindi oltre i termini) la VIA sarebbe da intendersi come rilasciata con parere positivo.
Per esperienza direttamente vissuta in oltre 35 anni di lavoro nella pubblica amministrazione spiego sinteticamente le conseguenze di questa nefasta “semplificazione”.
Un qualsiasi politico a capo di una qualsiasi giunta che ha previsto nel proprio programma di governo la realizzazione di una certa opera (ad esempio: un aeroporto; un’autostrada; un inceneritore) vede in questa norma la soluzione tombale di tutti i suoi problemi (e di chi lo ha preceduto) avendo finalmente la possibilità di mantenere le promesse fatte a prescindere dalla verifica della loro sostenibilità.
Per essere il più chiaro possibile, visto come si sono conclusi tanti procedimenti di VIA, vedo già brillare gli occhi a chi prima chiedeva ai propri uffici di fare “presto e bene” nei procedimenti autorizzativi e invece, da domani (lui come TUTTI GLI ALTRI), suggerirà agli stessi uffici di riflettere prima di assumere la decisione, di approfondire, di leggere e rileggere le carte (SENZA FRETTA), perché le decisioni vanno ben ponderate (così si giustificheranno). E poi se il tempo sarà scaduto… vabbè, grazie comunque per l’impegno.
Il silenzio-assenso quando si parla di ambiente e salute umana è, oltre che illegittimo, inaccetabile, eppure periodicamente qualcuno tenta di scavalcare le norme.
Pensare che la crisi di un paese sia risolvibile anche con queste furbizie è deprimente.
Di male in peggio
Con l’articolo 37 pensavo di aver già visto tutto il male che era possibile immaginare messo a disposizione di chi non ama la tutela dell’ambiente, del paesaggio e, cosa quanto mai grave, della salute umana, ma mi sbagliavo: hanno fatto di peggio. Dall’articolo 37 della versione precedente siamo passati all’articolo 50 del nuovo testo “in progress”, dove scopro che una particolare novità è stata introdotta (probabilmente dalla solita indisturbata manina): si tratta dell’aver concesso ANCHE ai “Piani di sviluppo aeroportuale per i quali è prevista la VIA” la regola per cui “tutti gli elementi già valutati in sede di VAS costituiscono DATI ACQUISITI” e la VIA stessa, effettuata in modo integrato con la VAS, si conclude con un UNICO PROCEDIMENTO.
E’ opportuno ricordare che tale significativa semplificazione oggi è valida solo per i Piani portuali.
Questa modifica è tutt’altro che inspiegabile se si pensa all’aeroporto di Firenze che a tutt’oggi non ha avuto molta fortuna, né con la VAS (bocciata), tanto meno con la VIA (anch’essa bocciata), e che con questa furbata introdotta nel nuovo articolo 50 del decreto semplificazioni rinasce come l’Araba Fenice dalla sue ceneri.
Per capirsi: la VAS non dovrà essere rifatta, e nel procedimento di VIA “semplificato” confluiranno semplicemente tutti i dati della precedente Valutazione strategica finita come ricordiamo, eliminando così il rischio di ricadere nelle stesse contraddizioni che hanno portato la magistratura a bocciarne gli esiti.
Non si sono però fermati a questo e hanno avuto anche un pensiero gentile verso i cittadini riducendo da 60 a 45 giorni i tempi per presentare le eventuali osservazioni al progetto da parte del pubblico interessato.
Dato che l’ipocrisia è l’ottavo dei vizi capitali che affliggono gli uomini, perchè non smettere con questa pantomima della “semplificazione” e dichiarare, senza infingimenti, che le istruttorie si vorrebbero condotte direttamente dal proponente (lui si che sa bene come opportunamente concludere il procedimento!), sfoltendo così anche l’organico delle pubbliche amministrazioni, per molti “parcheggio” di nulla facenti.
Fabio Zita
Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

mercoledì 15 luglio 2020

FABIO ZITA: DI MALE IN PEGGIO (su art. 37 del decreto semplificazioni)

Dal profilo facebook di Fabio Zita 
QUI

Commentando precedentemente il contenuto dell'articolo 37 del "decreto semplificazioni" pensavo di aver già visto tutto il male che era possibile immaginare messo a disposizione di chi non ama la tutela dell'ambiente, del paesaggio e, cosa quanto mai grave, della salute umana, ma mi sbagliavo: hanno fatto di peggio.
Infatti dall'articolo 37 della versione precedente siamo passati all'articolo 50 del nuovo testo "in progress", dove scopro che una particolare novità è stata introdotta (probabilmente dalla solita indisturbata manina): si tratta dell'aver concesso ANCHE ai "Piani di sviluppo aeroportuale per i quali è prevista la VIA" la regola per cui "tutti gli elementi già valutati in sede di VAS costituiscono DATI ACQUISITI" e la VIA stessa, effettuata in modo integrato con la VAS, si conclude con un UNICO PROCEDIMENTO.
E' opportuno ricordare che tale significativa semplificazione oggi è valida solo per i Piani portuali.
Questa modifica è tutt'altro che inspiegabile se si pensa all'aeroporto di Firenze che a tutt'oggi non ha avuto molta fortuna, né con la VAS (bocciata), tanto meno con la VIA (anch'essa bocciata), e che con questa "furbata" introdotta nel nuovo articolo 50 del decreto semplificazioni rinasce come l'Araba Fenice dalla sue ceneri.
Per capirsi: la VAS non dovrà essere rifatta, e nel procedimento di VIA "semplificato" confluiranno semplicemente tutti i dati della precedente Valutazione strategica finita come ricordiamo, eliminando così il rischio di ricadere nelle stesse contraddizioni che hanno portato la magistratura a bocciarne gli esiti.
Non si sono però fermati a questo e hanno avuto anche un pensiero gentile verso i cittadini riducendo da 60 a 45 giorni i tempi per presentare le eventuali osservazioni al progetto da parte del pubblico interessato.
Dato che l'ipocrisia è l'ottavo dei vizi capitali che affliggono gli uomini, perchè non smettere con questa pantomima della "semplificazione" e dichiarare, senza infingimenti, che le istruttorie si vorrebbero condotte direttamente dal proponente (lui si che sa bene come opportunamente concludere il procedimento!), sfoltendo così anche l'organico delle pubbliche amministrazioni, per molti "parcheggio" di nulla facenti.

FONTE: profilo fb di Fabio Zita https://www.facebook.com/fabio.zita.92?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAShaD8tHfq8Wq3_s6xyJdz94CssxIf4jTwFHW9v18N_zBcGTZpYYLOsYX68E8FyIoVkYTCtG5f4f2a&hc_ref=ARSJsjLdLRJ5Dm3UcvCiSmhXGLN9IZBruDZEJamDMHtIfrMP7LRfaa4LYe69SMWMOjc&fref=nf

Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

sabato 11 luglio 2020

FABIO ZITA: Decreto semplificazioni - cassare l'intero articolo 37 che è strumentale accanimento contro le procedure di VIA

Dal profilo facebook di Fabio Zita 
QUI: https://www.facebook.com/fabio.zita.92/posts/706811156768518
E come dargli torto???
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Confermo: è una porcata!
Ero studente di architettura nel 1975 quando sentii parlare, per la prima volta, della " variante stradale di Grassina" che avrebbe dovuto liberare la frazione di Bagno a Ripoli dal traffico veicolare (l'opera non é ancora realizzata).
Ero funzionario della regione negli anni '90 quando dovetti occuparmi del TAV inteso come stazione e sottoattraversamento in tunnel di Firenze (le opere non sono ancora realizzate).
Ero sempre in Regione quando arrivò nel 1999 il progetto della Tirrenica, prima come superstrada, poi, con un cambio totale di strategia, come autostrada, successivamente di nuovo ipotizzata come strada a 4 corsie (ovviamente anch'essa rigorosamente ad oggi non realizzata).
Tutte queste opere, come centinaia di altre simili, sono state sottoposte a procedure di VIA concluse almeno 20 anni or sono con esito positivo.
Si può quindi facilmente dedurre che se ancora tante infrastrutture, dopo quasi 50 anni, non ci sono, non può essere imputato alle procedure di VIA i cronici ritardi nella loro realizzazione.
E allora perché nel decreto semplificazione c'è un articolo 37 che si preoccupa di dimezzare tutti i tempi delle procedure di compatibilità ambientale?
Perché addirittura si é scelto per le procedure di Verifica (quelle necessarie a capire se un'opera deve essere sottoposta a VIA oppure può andare spedita verso la sua definitiva apporovazione) di dare alla pubblica amministrazione, dal deposito del progetto, SOLO CINQUE GIORNI per verificare la completezza dei documenti, escludendo la possibilità di chiedere, durante l'istruttoria, integrazioni necessarie a comprenderne i reali impatti ambientali?
Pensate cosa accadrà se, come devo immaginare, molti presenteranno furbescamente i documenti il venerdì e l'amministrazione entro il mercoledì successivo dovra' aver già letto tutto, giudicandone i contenuti e chiedendo eventualmente integrazioni atte ad approfondire gli eventuali impatti procurati dall'opera.
Perché, in ultimo, si sono compressi in modo esagerato i tempi per l'espressione del necessario parere delle Soprintendenze?
Non ci vuole né una laurea, né una specializzazione per capire che a qualcuno queste procedure non piacciono e non sono mai piaciute, considerato che il ventilato "silenzio- assenso" era già stato bocciato nel 2015 dal Consiglio di Stato, e che quindi non potendo ripresentarlo bisognava trovare un altro sistema per togliersi dai " gabbasisi" definitivamente ciò che certa politica ritiene un impedimento all'attuazione delle proprie volontà.
Ciò vale anche per le " famigerate" soprintendenze, ritenute pubblicamente da qualcuno la palla al piede dello sviluppo di questo paese.
E' bene avere consapevolezza che la " manina" che ha lavorato al testo dell'articolo 37 del decreto semplificazione è di persona esperta, preparata, che ha avuto ben chiari i propri obiettivi e i risultati che avrebbe ottenuto.
Lascio ai lettori la ricostruzione temporale delle dichiarazioni e dei comportamenti precedenti al decreto semplificazione, ricostruzione necessaria a chiarire chi è l'autore di ciò che mi permetto confermare come una gran PORCATA.

Fonte facebook: https://www.facebook.com/fabio.zita.92/posts/706811156768518


Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

giovedì 4 luglio 2019

Aeroporto Firenze - La Regione ha applicato lo stesso modus operandi utilizzato per la TAV Fiorentina!!

Al Segretario Nazionale PD Nicola Zingaretti
All' On. Roberto Morassut

Dopo la presa di posizione del PD di Sesto Fiorentino, che ha letteralmente spiazzato, come si legge oggi su tutti i quotidiani locali, sia il PD Fiorentino come quello Regionale, vogliamo portare alla vostra conoscenza anche quanto è avvenuto ieri sulla questione della TAV Fiorentina, che ripropone una metodologia.

L'articolo è eloquente sul modus operandi della Giunta PD Regionale, e guarda caso si ripropone proprio anche per la questione aeroporto.
Pdf 
Infatti proprio ieri parlavamo del NURV e della Commissione Regionale di VIA, dove con documento 1168/2015 il Dott. Barretta ratificava una delibera di Giunta dove i "problemi ambientali" del Nuovo Aeroporto sarebbero stati risolti durante la procedura di VIA.  Ovvero come si dice da queste parti "mangiare l'uovo in culo alla gallina".   Cosa che NON poteva avvenire perché il parere 110/2015 dichiarava l' INCOMPATIBILITA' dell' opera!!

Tale concetto "veniva espresso anche dal Presidente Rossi" durante una seduta del Consiglio Regionale di fine maggio 2018, dove in sintesi confermava:
... se i tecnici danno parere negativo, NON si può procedere, c'è il penale, està claro!!"

Ora qualcuno ci dovrebbe spiegare come vedendo il modus operandi adottato dalla Regione nell'articolo odierno, quello adottato dalla Regione con il parere 1168/2015 (dove il TAR ha statuito che le valutazioni ambientali NON potevano essere posposte alla fase successiva), inficiando quindi anche la Delibera citata, gli schiaffi che il Consiglio di Stato ha dato ai tecnici della Regione sull'Inceneritore di Scarlino, quello sull'Inceneritore di Case Passerini e gli ultimi in ordine di tempo sull'Aeroporto, dimostrano a nostro avviso il "delirio di onnipotenza" della Giunta Rossi, .... che quando poi è chiamato nei tribunali non ne becca una!

Quindi ci vuole proprio una bella faccia tosta nel costituirsi pure parte civile nel procedimento TAV,  dopo il comportamento citato nell'articolo.... ma noi ne siamo ben consci!

E tale ipocrisia Segretario ed Onorevole, è ulteriormente dimostrata dai documenti di cui siamo appena entrati in possesso, dove organi di controllo notificavano da diverso tempo le illegettimità acustiche perpetrate sulla attuale pista, dove Regione e Comune di Firenze si sono voltati dall'altra parte senza imporre la prescrizioni derivanti dal Decreto di VIA 0676/2003, perché a quanto è dato sapere NON è mai stato chiesto se l'Airbus 319 avesse i titoli ambientali (incluso il rumore) per poter operare, ..... cosa di cui oggi Noi siamo certi, visto che neppure ENAC obbietta e risponde, perciò ""SILENZIO/ASSENSO""!!!

La commissione Aeroportuale Rumore con obbligo riunione biennale (come da Decreto) che si è riunita per la prima volta a Maggio 2015, (ben 12 anni dopo) comminando nel frattempo forse solo qualche multa da quattro soldi e nulla più!!

A questo punto visto che il PD di Sesto F.no, ... parla di lacerazioni e di perdita di “credibilità Politica”, le domandiamo se il PD, questo PD Toscano, che dovrebbe proteggere le classi economiche più deboli, i diritti dei Cittadini che vengono abitualmente disattesi, che doveva tutelare la salute,ambiente e vivibilità dei Cittadini di Peretola, Quaracchi e Brozzi, .... lo ha fatto e lo sta facendo??, oppure si è girata dall'altra parte, (perdendo la credibilità Politica)  strumentalizzando il disagio di quest'ultimi per il solo intento di voler fare una NUOVA PISTA che a detta di tutti, che piano piano escono allo scoperta ..... NON CI STA E NON PUO' ESSERE IMPOSTA PER FORZA !!! (Giunta R. Toscana Docet)

VAS Vita, Ambiente e Salute Onlus
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giovedì 30 maggio 2019

Nel blu dipinto di blu (DI FABIO ZITA)

Era il 1958 quando Modugno cantava Volare interpretando, con quella canzone straordinaria divenuta famosa in tutto il mondo, la volontà di materializzare un sogno.

A parte l’utopica possibilità per l’uomo di spiccare il volo semplicemente allargando le braccia, dalle recenti notizie apparse sulla stampa sembrerebbe che a Firenze nemmeno il sogno di volare con dei semplici aerei possa realizzarsi.

La vicenda è arcinota e quindi non mi dilungo a descriverne gli accadimenti, salvo constatare che da come riportato sui giornali lo scontro sul nuovo aeroporto di Peretola sembrerebbe nato da una semplice contrapposizione tra favorevoli e contrari. Dove i favorevoli sono tre ministeri, tre direttori generali con tre governi diversi, una cinquantina di esperti di chiara fama, tre università, decine di professionisti con curricula chilometrici che hanno prodotto 146 elaborati progettuali, 399 elaborati tecnici ambientali e come se non bastasse un Governatore, un sindaco (riconfermato) di una delle più famose città al MONDO e i rappresentanti di tutte le categorie imprenditoriali della Toscana. I contrari sono 6 sindaci sfigati “ammorbati dal grillismo” e qualche non meglio identificata associazione ambientalista, di quelle che dicono sempre di NO a tutto “a prescindere”.

In questa impari lotta che si trascina oramai da 4 anni, come insalutato ospite si è inserito un giudice del TAR che, come si è affrettato a riportare il Corriere fiorentino, in una sola ora e senza nemmeno l’ausilio di un consulente ha bocciato la VIA sul master plan aeroportuale. Roba da matti! Qualcuno è giustamente arrivato a dichiarare che trattasi di sentenza “ideologica” e così hanno sistemato anche il Tribunale Amministrativo di Firenze.

Ora, siccome dai “giornaloni” non c’è possibilità di avere una informazione corretta, aggiornata e super partes fornisco io qualche elemento in più utile a comprendere che cosa veramente è successo.

Per farlo devo tornare indietro nel tempo: al novembre del 2015 quando il sottoscritto, in occasione della riunione del Nucleo di VIA della Regione toscana per l’espressione del parere al Ministro dell’Ambiente, dichiarò che tutta la procedura era da considerare illegittima in quanto la legge obbligava il proponente a presentare un progetto definitivo dell’aeroporto e non un master plan, aggiungendo inoltre che la documentazione era così carente da non consentire la necessaria valutazione degli effetti ambientali dell’opera. Nel parere si suggeriva alla Giunta regionale di informare il Ministro dell’Ambiente in merito a tali rilevanti criticità.

La giunta regionale, senza minimamente preoccuparsi di quanto da noi evidenziato, espresse il proprio assenso al progetto, e così spiegò – implicitamente - anche quale sarebbe stata - da allora – la considerazione dei propri tecnici.

La Commissione VIA del Ministro dell’Ambiente (di cui ho fatto parte per almeno 15 anni e di cui ne conosco perfettamente i meccanismi) dopo una controversa istruttoria, espresse un parere positivo alla realizzazione dell’opera arricchito di ben 142 prescrizioni. Per capirsi, quando un progetto è “di grande interesse”, e nei quartieri alti – diciamo – non risulterebbe gradita una sua bocciatura, la cosa viene “gestita” attraverso un parere di VIA positivo, indicando però tutte le carenze anche progettuali riscontrate e demandando alle successive fasi autorizzative la definizione e la soluzione delle medesime carenze che in sede di valutazione non si sono potute/volute risolvere. Il progetto può andare così avanti e chi, per legge, avrebbe dovuto giudicarne gli affetti ambientali lascia ad altri l’eventuale compito, lavandosene le mani. E con questo si è chiarito definitivamente anche il ruolo della Commissione VIA del Ministro dell’Ambiente.

Rimaneva però lo scoglio della procedura illegittima (ci voleva per legge un progetto definitivo e non un master plan) che pur in presenza di un parere di VIA positivo rischiava di annullare tutto in caso di ricorso. Problema risolto con una semplice modifica di legge (norma scandalosamente “ad operam”), legge che non solo ha consentito di mantenere il master plan al posto di un progetto definitivo, ma ha anche previsto che ciò valesse per le procedure avviate prima dell’entrata in vigore della norma “salva peretola”, garantendo quindi al progetto dell’aeroporto di Firenze (unico in Italia ad aver approfittato di tale favor) la possibilità di proseguire l’iter amministrativo fino alla conclusiva autorizzazione presso il Ministro dei trasporti. E così ci siamo fatti anche un’idea di come e per chi lavorano il parlamento e le strutture dei competenti ministeri.

Rimane per ultimo l’Osservatorio ambientale su cui, per decenza, evito di fare commenti, e del quale però voglio dare qualche breve informazione.

Il presidente di questo organismo (istituito per garantire ai cittadini il controllo rigoroso in merito a tutte le questioni inerenti il progetto) è stato il coordinatore della VIA sull’aeroporto presso il Ministro dell’Ambiente, ha partecipato alla scrittura di della norma (ad operam) di cui accennavo prima, ha determinato la modifica della composizione dell’Osservatorio escludendo la partecipazione dei comuni di Sesto Fiorentino e di Campi Bisenzio precedentemente inseriti tra i componenti di diritto, ed è pagato per esercitare il ruolo di presidente con un rimborso spese di 3mila euro al mese assegnatogli dallo stesso proponente l’opera. Gli altri membri hanno una così spiccata professionalità tecnica (come d’altronde richiesto per tali organismi) che il Ministro, al fine di garantire la necessaria istruttoria (di cui nessuno conosce gli esiti), ha dovuto nominare ulteriori 5 esperti sempre pagati dal proponente. E così abbiamo anche compreso il vero scopo e l’utilità dell’Osservatorio Ambientale.

Cosa rimane da dire dopo questa desolante descrizione se non che noi anime belle possiamo confidare solo nella Giustizia con la G maiuscola, lasciando a chi è favorevole all’aeroporto la possibilità di dipingersi le mani e la faccia di blu e di continuare a sognare di volare felice più in alto del sole ed ancora più su

Fabio Zita
Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.