VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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mercoledì 10 settembre 2014

VIDEO: MUGELLO TERRA DEI FUOCHI?

12 Settembre dalle ore 20.00 

Alle ore 20.00 cena popolare
Proiezione video a seguire "Mugello terra dei fuochi toscana" .
Organizzato dal comitato ambientale di Vaglia

 ( link volantino https://drive.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwcWd4TkVRNVJCN2s/edit?usp=sharing )

martedì 26 agosto 2014

Ex-cava Paterno, CfS e Arpat: “Quei rifiuti sono pericolosi”


discarica-vaglia

scritto da Redazione  martedì 26 agosto, 2014 su STAMP Toscana
Vaglia (Firenze ) – Ormai il cartellino è anche formalmente scritto, sui rifiuti trovati nella ex-cava di Paterno, nel territorio di Vaglia,  Mugello: rifiuti pericolosi, a rischio almeno potenziale ambiente e salute della comunità che vi risiede. Ci sono voluti gli accertamenti predisposti dalla procura di Firenze sui materiali sequestrati lo scorso febbraio nello stabilimento della “ex calce Paterno” dal Corpo forestale dello Stato e dagli operatori dell’Arpat per giungere a questo risultato.
L’operazione denominata “500” era partita nel febbraio scorso, e aveva prodotto il sequestro, su ordine della procura fiorentina ed eseguito da Arpat e CfS, di cinque siti di stoccaggio di rifiuti nelle Province di Firenze, Massa Carrara, Prato e Biella. Oggetto dell’operazione, un particolare tipo di rifiuto chiamato “polverino 500 mesh”: un residuo di lavorazione che, invece di essere correttamente smaltito, è stato venduto come un sottoprodotto, accompagnato da una scheda tecnica contenente informazioni non rispondenti alla vera natura e composizione del rifiuto. Il rifiuto in questione proveniva da un impianto di una ditta di Aulla, la Med Link, la quale recuperava sabbie provenienti da attività di taglio di metalli, vetro e pietra nonché sabbiatura di metalli verniciati. E fra i siti di stoccaggio del materiale in questione vi è proprio lo stabilimento della “ex calce Paterno” di Vaglia. Qui sono stati infatti rinvenuti 1.300 ‘big bags’ di ‘polverino 500 mesh’. Nel luglio scorso nella cava sono stati sequestrati altri rifiuti.
“Questo dato – affermano CfS e Arpat in una nota – da un lato corrobora l’allarme ambientale sul sito, dall’altro non conforta chiaramente quanti sono preoccupati per le possibili ricadute sulla salute”.
Ma quanto è pericoloso il “500 mesh”? A dirlo, la stessa azienda produttrice, la Med Link, che, in una nota, scriveva: “…… In relazione ai succitati esiti analitici, tenuto conto del giudizio espresso cautelativamente vista l’impossibilità di determinare il composto che ne può causare la pericolosità (nello specifico ossidi di Nichel), il rifiuto verrà classificato speciale pericoloso”. Nel rapporto si indicava una presenza nel rifiuto di un quantitativo di nichel pari a 799 mg/kg. Conclusioni condivise sia da Arpat che dal Corpo forestale dello Stato. Infine, un’annotazione riguarda i tempi per la rimozione e lo smaltimento di big bags e 500 mesh, che deve essere effettuato il più rapidamente possibile, per evitare, si legge nella nota, che gli agenti atmosferici continuino nella loro opera di deterioramento dei contenitori, finendo per disperdere i rifiuti tossici sul terreno e continuando così  la potenziale attività di contaminazione del sito
Fonte notizia: http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/ex-cava-paterno-cfs-arpat-quei-rifiuti-pericolosi#sthash.olzhbenb.dpuf 

venerdì 8 agosto 2014

COMUNICATO STAMPA: Lo scandalo della discarica nel Mugello raccontato per immagini e con una timeline



Comunicato stampa
perUnaltracittà -laboratorio politico
Comunità delle Piagge - l'Altracittà

Tra i contenuti il verbale segreto del Pd e gli intrecci societari dietro la proprietà
Online il video "Paterno. La Terra dei fuochi toscana"
Lo scandalo della discarica nel Mugello raccontato per immagini e con una timeline 


Un video e una timeline multimediale per raccontare nel modo più semplice possibile la scandalosa vicenda della ex cava di Paterno, frazione del comune mugellano di Vaglia, trasformata in una discarica di rifiuti pericolosi nell'indifferenza delle istituzioni preposte al controllo. Lo hanno prodotto La Città invisibile e l'Altracittà come anticipazione dei numeri di settembre.

A parlare nel video a nome del Comitato ambientale di Vaglia sono Francesca Chemeri e David Kessler. Abitano a Paterno e seguono da sempre i traffici intorno alla cava. Le loro denunce sono rimaste per anni inascoltate nonostante le tante ricadute negative sulla salute dei cittadini. Francesca ha perso i genitori per patologie oncologiche. Nel febbraio scorso la Procura di Firenze ha finalmente sequestrato la discarica e indagato 11 persone per stabilire di chi è la responsabilità del deposito di 1.300 tonnellate di sabbia finissima contenente metalli pesanti (cromo, rame, ferro, piombo, nichel) che per la legge deve essere invece trattata e smaltita come rifiuto speciale e non lasciata a se stessa, libera di inquinare l'ambiente, falde d'acqua e torrenti inclusi.

"La paura", dice Francesca Chemeri, "è che la pubblica amministrazione abbia tentato di fare una sanatoria. E questa è la cosa peggiore in assoluto perché quando si fa una sanatoria si fa un piacere a qualcuno. Oggi vorrei capire chi è questo qualcuno e perché gli si fa un piacere visto che da anni gli abitanti di Paterno denunciano una quantità di cose strane intorno alla cava". Sua mamma negli anni Novanta fece un lungo e dettagliato esposto sull'allora cementificio in cui ipotizzava ​che le presunte omissioni dei soggetti deputati al controllo avessero origine negli interessi di gruppi societari, pubblici e privati, legati al Partito Democratico di Sinistra. Tra queste anche Produrre Pulito spa che solo dallo scorso anno con l'acquisto della cava appare ufficialmente sulla scena.

E il video approfondisce proprio l'intreccio proprietario della cava: tra le società più note che posseggono un numero più o meno alto di quote della "Industriale Vaglia", troviamo Lanciotto Ottaviani (condannato nel processo per l'alta velocità e indagato per rapporti con la camorra), Produrre Pulito spa (citata 20 anni fa dalla madre di Francesca) e a cascata, tra le altre, Consiag, Cna, Quadrifoglio, Infrastrutture Leggere, Cooplat, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Mps, Iren Ambiente. È quindi evidente l'interesse che questa cava ha saputo sollevare in tanti soggetti diversi tra loro ma legati da un comune interesse e come oggi serva la massima trasparenza su tutta la vicenda.

Il Comitato nel video cita inoltre un verbale del direttivo del Partito Democratico di Vaglia, datato 4 ottobre 2010 e poi secretato, in cui il sindaco di allora, Fabio Pieri, afferma la necessità di trasformare la cava in discarica. Si discute anche sull'opportunità o meno di utilizzare i rifiuti dell'industria conciaria per riempire la discarica. Da allora passano quattro anni e oggi, grazie alle notizie riportate dalla stampa dopo i sopralluoghi dell'Arpat voluti dalla Procura di Firenze, si legge che molto probabilmente tra i rifiuti della cava ci sono proprio i fanghi conciari. Strana coincidenza, tenuto conto che solo recentemente i cittadini di Vaglia e di Paterno hanno scoperto la volontà della vecchia amministrazione comunale di "arricchire" il territorio con una discarica del genere.

Oltre al video la timeline raccoglie le notizie emerse nelle ultime settimane grazie alle denunce dei cittadini organizzati in Comitato, alla rinnovata amministrazione comunale di Vaglia e alla stampa. Il video è stato realizzato da Ginger, 5, Francesca Conti e Riccardo Capucci e prodotto da perUnaltracittà, il laboratorio politico fiorentino, e da l'Altracittà, il giornale della Comunità delle Piagge.​