VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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martedì 27 luglio 2021

Quanto è green perseverare nella sostituzione sociale in Oltrarno? Le parole di Pancho Pardi spingono a riflettere: anche gli ultimi mohicani resistenti dovranno sloggiare?

Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

Tel. 055.22.39.92, 320.053.52.58

idrafir@gmail.com, idraonlus@pec.it; http://www.idraonlus.it, https://www.facebook.com/idra.firenze

FONTE: http://www.idraonlus.it/2021/07/27/quanto-green-perseverare-nella-sostituzione-sociale-oltrarno/

COMUNICATO STAMPA, 27.7.’21 

Ventiduesima lettera alla giunta di Firenze che accompagna le note arrivate a Idra a corredo dell’adesione al Manifesto Boboli-Belvedere. Oggi, le parole di Francesco ‘Pancho’ Pardi, già senatore della Repubblica nel corso della XVI legislatura (2008-2013) e professore associato di Urbanistica all’Università di Firenze, studioso dei processi di trasformazione territoriale, in particolare dei temi legati all’ambiente e al paesaggio, su cui ha pubblicato numerosi articoli e saggi.

Su cosa ci invita a riflettere il prof. Pardi?

Intanto, sui limiti oggettivi che pone, alla mera praticabilità del piano di azione avallato da Palazzo Vecchio, la concessione di un 86% di turistico-ricettivo in quel fazzoletto proibitivo di città, in un’area fragile come il ‘Poggio delle Rovinate’: “Aprire in quel contesto l'enorme cavità ipogea immaginata per il parcheggio sotterraneo è scelta irresponsabile”.

In secondo luogo, Pardi segnala la drammatica perdita di valore cui andrebbe incontro uno spazio di qualità del vivere amato dalla popolazione: per effetto della trasformazione accordata, la collettività “sarà costretta ad assistere impotente allo snaturamento di un luogo urbano caratterizzato soprattutto dalla presenza umana rarefatta, dal riserbo e dal silenzio”.

Inoltre, le caratteristiche del destinatario che beneficerebbe del generoso avallo urbanistico prospettato aggiungerebbero allo spopolamento del centro storico causato dalla resa al ‘turismo mordi e fuggi‘ un’ulteriore sgradevolissima nota di selezione sociale: “Firenze ha già sperimentato i danni ormai irrimediabili del turismo mordi e fuggi e vuole ora assaggiare la tentazione del turismo per soli ricchi.” Come osservava nel suo contributo Maria Cristina François, la massiva turistificazione d’élite di Costa San Giorgio assesterebbe un ulteriore colpo all’identità dell’Oltrarno.

Pancho Pardi propone quindi un’impietosa chiave di lettura del diniego che la Giunta ha fin qui opposto alla domanda di partecipazione proveniente (com’è del tutto naturale) dal basso, dagli ultimi mohicani resistenti nelle loro case del Centro storico. Ignorati e respinti. E ne deduce una conclusione amara, che difficilmente si potrà archiviare come si trattasse di una semplice boutade: “Non stupisce che le autorità politiche cittadine pratichino la più ipocrita negazione delle esigenze partecipative”.

“Davvero niente di nuovo sotto il sole dell’urbanistica a Firenze, nonostante le copiose promesse di cambio di paradigma?”, continua a chiedere Idra a sindaco e assessori!

 

Seguirà l’intervento di Andrea DE MARCHI, professore ordinario di Storia dell’arte medioevale all’Università degli studi di Firenze.

Il contributo di Pancho PARDI

 

Qualche motivo per non approvare la variante proposta per il complesso di Costa San Giorgio.

Un rilievo essenziale è stato espresso dai geologi. Le bancate arenacee del substrato hanno giacitura a franapoggio e immergono verso l'Arno. Il luogo ha subito franosità storica messa in evidenza anche da divieti granducali a costruire. Aprire in quel contesto l'enorme cavità ipogea immaginata per il parcheggio sotterraneo è scelta irresponsabile.

La vendita del bene pubblico a privati affinché ne facciano ciò che vogliono unicamente in vista del proprio guadagno è l'ennesima sconfitta nella difesa dei beni culturali comuni. L'alienazione è tutta a favore del privato, la collettività non riceve alcuna compensazione per il danno subito. Anzi sarà costretta ad assistere impotente allo snaturamento di un luogo urbano caratterizzato soprattutto dalla presenza umana rarefatta, dal riserbo e dal silenzio.

Il progetto della teleferica che vorrebbe concedere al nuovo paradiso del capitale privato  il godimento di un suo personale legame con il Forte Belvedere è più che scandaloso. Sorvola abusivamente il giardino di Boboli per offrire all'utente privato la scenografia di lusso stupefacente per irretire clienti danarosi alla ricerca di emozioni esclusive. Firenze ha già sperimentato i danni ormai irrimediabili del turismo mordi e fuggi e vuole ora assaggiare la tentazione del turismo per soli ricchi.

Non stupisce che le autorità politiche cittadine pratichino la più ipocrita negazione delle esigenze partecipative. La partecipazione, inutilmente formalizzata con legge regionale, va bene solo se è rigorosamente finta. Costruita ad hoc con interlocutori compiacenti, come i commensali manzoniani che si limitavano ad annuire.

Sotto questo profilo l'operazione Costa San Giorgio si iscrive nella stessa logica che guida lo smantellamento delle Alpi Apuane fino al consumo definitivo del suo patrimonio marmifero. La Regione Toscana con la retorica della sua incomparabile personalità storica, paesistica e culturale nasconde invece proprio la demolizione dei suoi caratteri originali.

 

Post scriptum: se i soldi guadagnati con l'alienazione del bene pubblico saranno spesi con questa logica c'è da tremare.

 

Pancho PARDI

già professore associato di Urbanistica all’Università di Firenze e senatore nella XVI legislatura


mercoledì 16 dicembre 2020

di Sergio Staino: NARDELLA E MONTANARI

- 16 Dicembre 2020 -

Sergio Staino nel 2010 sul palco 
con i 
Têtes de Bois per la 
Festa dei lavoratori a Trento -fonte wikipedia.

“Firenze è una città in svendita, all’incanto, una città che se la piglia chi offre di più e gli amministratori comunali 
sono al servizio di questi capitali stranieri”

Queste dure affermazioni sono state fatte da Tomaso Montanari durante un servizio di Report su Rai3 nel giugno scorso. In questi giorni è scattata una querela del sindaco e dell’intera giunta di Firenze contro il noto professore e agitatore politico con richiesta di 165 000 euro di danni. La cosa mi ha turbato molto ed ho subito manifestato il mio dissenso al nostro sindaco Nardella. Nella lettera aperta che indirizzo a lui e che riporto qui sotto cerco di spiegare più ampiamente il mio pensiero.

Caro Dario,

scusami se ritorno sulla querela che tu e la tua Giunta avete fatto a Montanari ma lo faccio perché credo che in questo nostro confronto ci siano componenti di metodologia politica su cui riflettere.

Innanzitutto vorrei chiarire subito qual è il mio pensiero su Tomaso Montanari in modo che non ci sia ombra di partigianeria politica nella mia difesa di fatto sulla correttezza del suo operato. Per definire ciò userò una frase che Giuliano Ferrara usò per me all’epoca di Tango: “Tomaso Montanari, che culturalmente rasenta il genio, in politica è un vero idiota”. Con Tomaso siamo amici da molto tempo, lui sa come la penso e sono tranquillo perché mai mi querelerà. Quello che invece non mi fa star tranquillo è questa querela facile a cui hanno aderito tutti i componenti della Giunta: neanche nella Bulgaria dei bei tempi avremmo raggiunto un risultato simile. Mi meraviglio perché sono amico di molti di voi, vi conosco bene e so che, a parte te che ogni tanto, come si dice a Firenze, “ti prende il grullo”, sono presenti nella Giunta persone molto più calme e serene nell’affrontare i tantissimi problemi politici in cui siete ovviamente impelagati.

La sofferenza deriva dal fatto che questa sia la prova, l’ennesima prova, di come non ci riesca ancora, dopo tanti anni, di sottrarci al tentativo di risolvere per via giudiziaria problemi che sono soltanto problemi politici. Quanto danno abbiamo fatto noi della sinistra a lasciare il passo alla magistratura perché ci liberasse dall’egoismo e l’ideologia del profitto di un Berlusconi o dall’altezzosistà offensiva di un Craxi? Eppure non abbiamo imparato la lezione e ancora tentiamo anche qui, nella piccola città di Firenze, in uno dei centri più importanti della cultura mondiale, di disturbare la procura per denunciare un violento ma legittimo attacco politico. Dario, tu vieni dal Partito Comunista, spero che ti ricorderai tutte le manifestazioni fatte in piazza dove ogni governo a noi alternativo diventava immediatamente “servo dei padroni”, “al servizio degli americani”, “complice degli assassini” etc. Ci hanno mai querelati? Al massimo Scelba o qualche altro Ministro degli Interni ci ha fatto sparare addosso ma querelarci mai.

E Montanari cosa ha fatto? Ha fatto oggi quello che noi facevamo tanti anni fa perché è rimasto indietro con i tempi, perché ha una visione antica della politica, una visione che non potremo mai battere in pretura ma solo nei fatti, nella stessa politica. Se non usciamo da questa logica finiremo per trasformarci in un partito e in una coalizione di avvocaticchi d’altri tempi, di persone senza un vero ideale, un sogno e soprattutto un progetto per lo sviluppo di questa nostra città e questo territorio. Montanari fa il suo lavoro, fa delle lezioni splendide sulla storia dell’arte e quando parla della Firenze storica ci apre il cervello e ci fa capire tante cose che noi, non lui, possiamo e dobbiamo usare per il futuro.

Quindi ti prego e vi prego, non fate come D’Alema capo del Governo fece con Forattini, non copritevi di ridicolo con questa querela per poi arrivare massimo tra due mesi a doverla vergognosamente ritirare. Ritiratela subito. E’ un errore che vi perdono, a patto che vi mettiate a studiare con più attenzione come si fa politica. Doveste andare a sentenza Tomaso verrebbe assolto con le congratulazioni del giudice perché il reato non sussiste e ve lo vedreste in piazza della Signoria a festeggiare, magari con me al suo fianco. In pratica quel che stiamo facendo con la denuncia votata al Senato con Salvini. Tornate quindi alla politica e finiamola con queste scemenze.

Con molto affetto e spero stima

Sergio Staino

 FONTE BLOG DI SERGIO STAINO: https://www.sergiostaino.it/blog/nardella-e-montanari/


Solidarietà a Tomaso Montanari querelato dalla Giunta comunale Associazioni, comitati, gruppi politici e ambientalisti scrivono a Nardella

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 16 dicembre 2020

Un gruppo di associazioni, comitati, gruppi politici e ambientalisti hanno scritto una lettera al sindaco Dario Nardella e agli assessori della Giunta che hanno querelato lo storico dell’arte Tomaso Montanari per le sue dichiarazioni rilasciate in una trasmissione di Report dell’8 giugno 2020.

La frase che ha scatenato l’ira degli amministratori è stata questa: “Firenze è una città in svendita. È una città all’incanto, è una città che se la piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”.

Per i firmatari della lettera i motivi della querela sono inesistenti in quanto le dichiarazioni stigmatizzate descrivono realmente ed efficacemente gli effetti delle politiche di chi ha guidato Firenze. Comitati e associazioni si dichiarano totalmente d’accordo con le parole di Montanari.

Una querela per questi motivi è un atto intimidatorio per tacitare la voce di chi non condivide le politiche di Palazzo Vecchio, un esercizio di negata democrazia che non fa onore ai querelanti e pone una macchia sulla tradizione fiorentina di città medaglia d’oro della resistenza e dalle tradizioni democratiche che risalgono al medioevo.

Con le giunte di Renzi prima e Nardella dopo, c’è stata una accelerazione nel mettere in vendita pezzi pregiati e di grande valore del patrimonio immobiliare e storico fiorentino. Il progetto Investire a Firenze vide addirittura il Sindaco recarsi a New York a presentare a grandi società immobiliari i gioielli da mettere a disposizione del mercato; un lungo elenco del patrimonio della città sottratto ai cittadini per metterlo a disposizione degli investitori internazionali.

Un altro aspetto che non fa onore a sindaco e assessori è che la querela non è stata fatta come rappresentanti delle istituzioni, ma come privati cittadini chiedendo per le loro persone i risarcimenti pretesi.

No, questa vicenda non fa onore a nessuno.

Info 339 8382390 - 334 1990488

mappa degli immobili in vendita - a cura Lab. Urbanistica PUC

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Lettera aperta al Sindaco e alla Giunta del Comune di Firenze

Firenze, 15 dicembre 2020

Egregio signor Sindaco, egregi Assessori,

siamo a conoscenza della querela che avete messo in atto verso lo storico dell'arte Tomaso Montanari chiedendogli un risarcimento assai pesante.

Il motivo sarebbero alcune sue dichiarazioni rilasciate in una trasmissione televisiva, Report, dell'8 giugno scorso, in particolare la frase “Firenze è una città in svendita. È una città all’incanto, è una città che se la piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”.

Con questa lettera siamo a dichiararvi che condividiamo appieno la dichiarazione di Montanari che ci pare di una evidenza lapalissiana; le azioni di codesta giunta ed anche di quelle precedenti sono state sempre caratterizzate da un progetto politico di svendita del patrimonio immobiliare fiorentino, spesso caratterizzato da beni di grande pregio artistico e storico.

Signor Sindaco, le ricordiamo i suoi viaggi nel mondo, in particolare a New York nel 2015, quando presentò a investitori immobiliari internazionali i gioielli che metteva a loro disposizione col progetto "Investire a Firenze", precisando sempre la disponibilità delle sue giunte a tutte le varianti urbanistiche necessarie per soddisfare i desideri delle società interessate.

Concludiamo osservando la " stranezza" d'aver agito non come rappresentanti delle istituzioni, ma come privati cittadini e quindi caricando con una rivalsa privatistica (che porterebbe ad un vostro ristoro personale) un operato che è stato istituzionale.

Se ritenete falso e diffamatorio dire che il cielo sereno è azzurro, che in Arno scorre l'acqua, che state svendendo pezzi pregiati della città, vi preghiamo, querelateci tutte/i.

Porgiamo i nostri distinti saluti, augurandoci un netto cambiamento delle vostre politiche cittadine.

  • AlterPiana FIPOPT
  • Assemblea Beni Comuni/Diritti Firenze
  • Associazione Atto Primo
  • Associazione Piazza della Vittoria
  • Circolo ARCI "Fra i lavoratori di Porta al Prato"
  • Comitato Cittadino Tutela Alberi
  • Cittadini di Bagno a Ripoli per una Cittadinanza Attiva
  • Comitato “Fermiamo la guerra”
  • Comitato manoiquandosidorme
  • Comitato No Tunnel TAV Firenze
  • Comitato San Salvi chi può
  • Comitato Tutela Ex Manifattura Tabacchi Firenze
  • Coordinamento Salvare San Salvi
  • Extintion Rebellion Firenze
  • Firenze Città Aperta
  • Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua
  • Fucina per la Nonviolenza
  • Gruppo urbanistica perUnaltracittà
  • Laboratorio per la Laicità
  • Laboratorio perUnaltracittà
  • Libere Tutte
  • Mamme No Inceneritori
  • Medicina Democratica Firenze
  • Movimento Tutela Alberi Firenze
  • Officina dei Saperi
  • Q2 Stop Taglio Alberi
  • Per Sesto Bene Comune
  • Presidio No Inceneritori No Aeroporto
  • Redazione Toscana di Pressenza
  • Rete Antifascista di San Jacopino-Puccini-Porta al Prato
  • Rete Antirazzista Fiorentina
  • Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio

venerdì 7 luglio 2017

REMOLE: Comunicato stampa del Gruppo Vie Nuove

Spett.le Redazione
cronaca/ politica / territorio


ALCUNE PROPOSTE CONCRETE DOPO L’ASTA DESERTA PER LE GUALCHIERE DI REMOLE

Il gruppo “Vie Nuove per le Gualchiere” ritiene che la sensibilizzazione sulle Gualchiere di Remole, culminata con l’affollata Assemblea del 26 giugno scorso presso il Circolo Vie Nuove, possa aver influito sull’esito dell’asta che riteniamo positivo per due motivi:
-     Primo perché le Gualchiere non sono state vendute;
-     Secondo perché c’è tempo per riaprire un nuovo percorso sulla strada
del recupero del Bene nel quale il nostro gruppo può svolgere un ruolo di attenzione attiva.

Adesso chiediamo, infatti, soprattutto al Comune di Firenze proprietario delle Gualchiere, delle case e dei terreni adiacenti, assieme ai Comuni di Bagno a Ripoli, di Fiesole e Pontassieve, di sviluppare una riflessione complessiva sul contesto territoriale, fluviale, paesistico di questa parte di Arno che include l'antico opificio, valorizzandone l'importanza storica e culturale, cercando di individuare gli ambiti su cui puntare per il recupero (ambiente, cultura, arte, artigianato, turismo, moda, tessuti), tenendo nella dovuta considerazione le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale e del Regolamento del Comune di Bagno a Ripoli e integrando organicamente questo ambito territoriale con altri interventi, come per esempio quelli previsti dal progetto “Ad Arnum”.

A tal proposito riprendiamo dalla dichiarazione congiunta dei sindaci di Rignano, Pontassieve, Bagno a Ripoli e Fiesole del 30 dicembre 2016:

“L’accordo nasce dalla volontà di sviluppare progetti comuni e di ricerca di finanziamenti per interventi lungo quei territori che si affacciano sul fiume Arno, elemento naturale, storico, culturale ed economico di grande rilievo per l'intera Toscana... Tra gli interventi di valorizzazione ambientale, l’accordo mira a trovare fondi per progetti di salvaguardia della biodiversità ed interventi di rinaturalizzazione del fiume, uso sostenibile del suolo, sistemazione rete idraulica minore e ripristino arenili. Sul versante della mobilità e percorribilità sostenibile andranno i progetti di realizzazione di piste ciclopedonali, attraversamenti dell'Arno, micro navigabilità del fiume, poli di interconnessione e interscambio della mobilità tra servizi pubblici e mezzi privati, con lo sviluppo delle reti di trasporto pubblico lungo l’asta dell’Arno verso la Città Metropolitana”.

Siamo convinti che l’approdo possa essere un progetto che preveda la presenza pubblica e privata al fine di garantire il recupero e l’uso di tutto l’ecosistema che ruota attorno all’Arno e all’opificio; ma sottolineiamo anche il fatto che si debba raggiungere l’obiettivo attraverso un progetto di iniziativa pubblica. Si ritiene che debba essere riconsiderato il percorso già intrapreso con il Principe Carlo del Galles realizzando veramente quella Task-Force di cui parlava il Sindaco Dario Nardella nella lettera invitagli mesi fa.

Non quindi subito un nuovo bando, ma semmai un “concorso di idee”
partecipato sia a livello nazionale, che a carattere internazionale, come già avvenuto per cose simili altrove nel mondo, da cui poi costruire il  futuro bando con l’impegno politico di ricercare anche fondi pubblici dal Ministero per i Beni Culturali e dall’Europa.

Il gruppo chiede a tutti coloro che hanno dimostrato di sostenere una positiva soluzione per questa emergenza culturale, di continuare insieme questo percorso che trae forza proprio dalla partecipazione di quelle persone e/o soggetti giuridici che mettono i beni culturali alienabili al centro di percorsi di recupero che non ne valorizzino solo l’aspetto economico, ma che ne vadano ad esaltare l'inestimabile valore culturale e storico.


Il gruppo “Vie Nuove per le Gualchiere” manterrà informati su eventuali novità tutti i partecipanti all’assemblea del 26 giugno scorso che hanno lasciato i loro riferimenti. Chi volesse essere inserito in questa lista per ricevere i costanti aggiornamenti, può ancora farlo richiedendolo esplicitamente all'indirizzo mail:  vienuove@vienuove.it


Firenze, 05.07.2017

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per le redazioni,
eventuali ulteriori dettagli ai contatti 393.9190534 / 320.4317638 cordialmente, per circolo "Vie Nuove", Daniele Sordi

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martedì 4 luglio 2017

Le Gualchiere di Remole, una risorsa paesistica primaria

Delle Gualchiere si esalta generalmente lo straordinario valore del Complesso, sia in sé che in rapporto alla storia di Firenze. Ma vi è un altro aspetto importante delle Gualchiere, che è rimasto anche recentemente in ombra, quello del suo valore di nodo paesistico di tutta la valle dell’Arno, a monte e a valle di Firenze.
Qui le direttrici antropico paesistiche si intrecciano, da quella del Fiume, della sua Valle, della stretta collinare, con quella di attraversamento della direttrice della via Maremmana, con il suo guado prima etrusco e poi della transumanza, dando origine proprio alle Gualchiere, ad un nodo territoriale che si ripercuote su un vasto contesto e su direttrici relazionali di straordinaria interesse.
Tutto questo è stato ignorato dagli estensori del bando di vendita perché avrebbe messo in discussione, insieme al rispetto del Piano Paesaggistico (PIT), il bando stesso.
Tutto questo era noto fin dagli anni ‘80 ed era alla base del progetto di Parco Fluviale del comune di Bagno a Ripoli e del suo PRG.   
Ma questo potrebbe essere ancora alla base delle vertenze e delle contestazioni all’operato della Città Metropolitana e del Comune di Bagno a Ripoli, insieme con il loro colpevole abbandono dell’edificio storico e delle sue pertinenze, in particolare quelle idrauliche storiche. Non solo ma potrebbe divenire la parte più stimolante di una ripresa di interesse da parte della popolazione urbana e locale, anche in una forma di Controprogetto che richiami gli interessi degli abitanti, lungo tutta la riva dell’Arno, dall’Anconella, alle Gualchiere, e fino a Rosano, prima che il furto territoriale e paesistico sia perpetrato.
E allora perché non lanciare, per difendere le Gualchiere e i suoi paesaggi, e per riproporne i
valori contemporanei, un coordinamento dei comitati intorno ad un’iniziativa e a un movimento che potremmo chiamare l’ “AltrArno” (dell’Altracittà)?
Magari a partire, (criticamente) dalla proposta di Parco Fluviale dell’Arno già pubblicata su Parametro 186 in cui  era prospettata una dimensione “progettuale”, nuova e diversa, che unificasse urbanistica ed ambiente, ”materiali” urbani a materiali “naturali”: la sperimentazione di un innovativo “PROGETTO AMBIENTALE”, inteso come “assetto (e ‘accadimento’) spazio-temporale di azioni umane riproducibili in un ambiente rinnovabile”, ovvero come nuovi possibili equilibri dinamici tra sistema naturale e sistema antropico, omologicamente tra loro rapportati e rapportabili.
*Giorgio Pizziolo, Rita Micarelli

Il video

Nel 2006 questa intervista a Giorgio Pizziolo e Rita Micarelli completava la documentazione audio visiva che Sergio Morozzi, per i comitati di difesa del territorio di Bagno a Ripoli, aveva iniziato a produrre con il precedente video dedicato solo alle Gualchiere di Remole in collaborazione con Italia Nostra.
Questo è forse l’unico documento audiovisivo esistente sull’avveniristico e rigenerante progetto che i due architetti svolsero, non senza l’aiuto di altri validi collaboratori, intorno all’anno 1986 quando questo lavoro fu pubblicato sulla rivista internazionale di architettura “Parametro”

Giorgio Pizziolo

Urbanista, insegna all’Università degli Studi di Firenze. Fa parte del gruppo urbanistica di perUnaltracittà

La neolingua per svendere? “Cultural Real Estate”: il caso delle Gualchiere di Firenze

La vendita del patrimonio edilizio pubblico sembra essere diventata l’occupazione prevalente degli amministratori. È un patrimonio che la collettività eredita dal passato, organizzato e stratificato sulla base dell’operosità delle comunità, nel quale queste si riconoscono e sul quale fondano lo spessore e la consapevolezza storica della propria convivenza.
Con grande impudenza, ministri e amministratori locali fanno a gara nel cercare di sbarazzarsene, nel più totale disinteresse del suo portato storico e sociale. Si mostrano pertanto indifferenti alle sollecitazioni espresse dai cittadini, dal mondo della cultura e dal mondo accademico per la conservazione della sua proprietà pubblica, per la tutela, il recupero e la riattivazione funzionale del patrimonio in chiave storica e culturale.
Niente di tutto ciò. L’Italia diventa quindi terra di rapina da parte dei nuovi ricchi, dei fondi di investimento internazionali sempre in agguato alla ricerca delle migliori occasioni. Coloro che dovrebbero rappresentare gli interessi collettivi non se lo fanno ripetere due volte, e, trasformandosi in piazzisti, pongono servilmente una parte di noi stessi, della nostra ricchezza e delle nostre potenzialità future, a disposizione della nuova business class.
Cultural Real Estate è l’espressione che la neolingua del consumo totalitario ha coniato per individuare il saccheggio del patrimonio storico e la sua trasformazione nel principio motore di una nuova fase di rilancio della redditività immobiliare ed economica.
La Toscana è terra di eccellenza della privatizzazione del patrimonio pubblico, per di più in una regione, ironia della sorte, il cui presidente ama definirsi socialista, esponendosi però alla pubblica ilarità.Non stiamo a ricordare la recente vendita della tenuta medicea di Cafaggiolo, la desertificazione patrimoniale di Firenze e di tante altre belle città e luoghi, di tanti ambiti del paesaggio storico ormai sottratti alla pubblica fruizione.
È in questo quadro che si inserisce l’ennesimo episodio del saccheggio del nostro patrimonio, quello della vendita delle Gualchiere di Remole, proprietà del Comune di Firenze nel territorio del Comune di Bagno a Ripoli. Si tratta di uno straordinario esempio di manifattura, definito dallo storico Fernand Braudel “Il maggior impianto industriale dell’Europa preindustriale”.
Non siamo di fronte a un monumento, ma, come sostiene il prof. Vannini, siamo di fronte ad un vero e proprio “ecosistema culturale”, un’autentica struttura della società fiorentina nel suo Medio Evo maturo. È uno di quei capisaldi intorno al quale si struttura il territorio che da Pontassieve e Bagno a Ripoli arriva a Firenze. Si tratta di una rete di manifatture che collega le Gualchiere di Remole con quelle di Quintole, del Girone, di Rovezzano e del Mulino Galleggiante, sino a Firenze. Tale intima relazione strutturale è suggellata anche dal fatto che i fondi per la costruzione della cupola del Brunelleschi maturano proprio in questo ambito territoriale ad opera della corporazione dell’Arte della Lana.
Cosa se ne vuol fare? Il sindaco Nardella vuol vendere, vola al MIPIM di Cannes per piazzare il suo ricco carnet, mentre l’ultima parola spetta all’amministrazione di Bagno a Ripoli cui compete la definizione dei contorni della vicenda. Il Regolamento Urbanistico, pur recependo le istanze del recentissimo vincolo della Soprintendenza (risale solo al 2013!), evita di scegliere, proponendo una generica struttura polifunzionale, in cui tutto diviene possibile purché siano salvaguardate “le relazioni tra le suddette destinazioni d’uso e la coerenza con il business plan”. Poi sarà possibile occuparsi della vendita di prodotti locali presentati e venduti (alimentari, enologici, artigianali, industriali, turistici, ecc.), di convegni e attività formative, di relazioni tra ristorazione e filiera corta locale, di relazioni tra il territorio e attività ricettive.
È la fiera dell’incultura storica, del provincialismo e della sottomissione al deus ex machina salvifico, invocato ma per fortuna ancora latitante.
Cittadini, comitati e associazioni, con grande senso di responsabilità e in maniera provocatoria, hanno partecipato alla recente asta con la quale le Gualchiere sono state messe in vendita, offrendo simbolicamente un euro affinché la proprietà restasse pubblica, ma la proposta è stata snobbata e non accettata dall’amministrazione comunale che comunque preferisce dilapidare un patrimonio di 55 milioni per la realizzazione di un ponte in acciaio a Vallina, a pochi chilometri di distanza, invece di restaurare le Gualchiere.
E dire che in questi decenni non sono mancati interessanti progetti di recupero paesaggistico ed edilizio, a partire da quello del Parco Fluviale dell’Arno presentato nel 1986 da Pizziolo e Micarelli, alla creazione proposta dal Principe Carlo d’Inghilterra di una “task force” dedicata a ricercare insieme ai Comuni interessati un’idonea soluzione di recupero, alla recente proposta Laureano di istituzione della sede del Centro internazionale dei saperi sotto l’egida Unesco.
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e questo caso lo dimostra ampiamente.
A questo punto ci chiediamo se la convergenza dei comportamenti manifestata dai decisori non sia un caso, o invece possa essere determinata dalla loro insipienza, inesperienza, corruzione, da tutte queste cose assieme o da qualcos’altro.
Certo il taglio dei trasferimenti agli enti locali è un fattore che condiziona, con ingiustificabile miopia dicono che “mancano i soldi e dobbiamo vendere per rimpinguare le magre casse comunali”. Ma il tutto, forse anche in maniera inconsapevole, si inscrive in quello che è diventato lo spirito del nostro tempo, ampiamente dominato dalla incultura neoliberista e che sembra essere diventato una prima natura dell’umanità. Il progetto neoliberista, altamente compatibile con la degenerazione corruttiva e mafiosa dei rapporti, investe la civiltà nel suo complesso. Tende a presentarsi come l’unica forma possibile di interazione tra gli esseri umani distruggendo l’autonomia delle sfere della cultura, della scienza, dell’arte, della religione e della politica e ponendosi quindi come l’unico paradigma possibile.
La politica attuale nelle sue varie espressioni formalizzate, compresi gli atti degli amministratori locali, è un potente artefice della costruzione neoliberista della nostra società.
La politica che verrà avrà il compito di liberare il campo dalle metastasi economicistiche, dalla logica del do ut des che intossica i rapporti, dai tentativi di distruzione e di banalizzazione della nostra storia, del nostro territorio e del nostro ambiente per impedirne il saccheggio e affermare progetti costruttivi di nuove possibili relazioni ed equilibri tra gli uomini, il loro ambiente di vita e il loro passato.
video 
*Antonio Fiorentino

Antonio Fiorentino

Architetto, vive e lavora tra Pistoia e Firenze dove rischia la pelle girando in bici tra bus, auto e cantieri. E’ un esponente del Gruppo Urbanistica di perUnaltracittà di Firenze, partecipa alle attività di Comitati di Cittadini e Associazioni ambientaliste.

giovedì 29 giugno 2017

Gualchiere di Remole, asta deserta: e adesso?

Il complesso di straordinario valore storico è stato lasciato andare in malora: dove trovare adesso i soldi per ristrutturarlo



Il Comune di Firenze non riesce a vendere le Gualchiere di Remole per 2,2 milioni di Euro. Asta  deserta, nessuna offerta di interesse a rilevare il complesso sull'Arno tra Bagno a Ripoli e Firenze. Esultano i cittadini. "Si lavori per salvarle e mantenerle pubbliche” si affrettano a chiedere le opposizioni di Palazzo Vecchio.

Una ristrutturazione costerebbe 5 milioni di Euro, questa la stima capitolato alla mano. Un privato potrebbe convertire il rudere abbandonato in un resort di lusso full optional, dalla rendita assicurata. L'alternativa è l'uso pubblico, ma si tratterebbe poi di curarne la manutenzione.
Solo un privato sembrerebbe avere oggi i fondi per rimetterlo in sesto e ricavarne un ritorno economico. Quale sarebbe il ritorno per l'uso pubblico, a patto che i comuni trovino le risorse?
Fino ad oggi non ci sono stati neppure i soldi per la manutenzione dell'antico borgo con torri merlate, 3mila metri di superficie utile e 38 mila metri quadrati di parco, tanto che il Bando recita: "Un immobile individuato al Catasto Fabbricati urbano da 49 distinte unità immobiliari, già adibite per la gran parte ad Opificio e solo in parte a destinazione abitativa, per lo più in pessimo stato di conservazione ed in parte dirute, per una superficie lorda ragguagliata di circa 3.129,10 mq nonchè da aree agricole, inclusive delle gore a servizio dell’originario Opificio idraulico, rappresentate al Catasto Terreni per una superficie catastale complessiva di mq 38.160". 
I consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra Giacomo Trombi e Tommaso Grassi commentano "Nonostante il prezzo ridicolo anche quest’ultima asta per svendere le Gualchiere di Remole è andata tecnicamente deserta. Tecnicamente perché in realtà una domanda è stata presentata, inammissibile certo, ma di alto valore simbolico: l’offerta di un euro lanciata da associazioni e comitati fiorentini e non quali il Coordinamento 20 Gennaio, Comitato Oltrarno Futuro, Comitato per Piazza Brunelleschi, Comitato tutela ex Manifattura Tabacchi, Associazione Valdisieve, Associazione vivere in Valdisieve, Cittadini Area fiorentina".
Le Gualchiere di Remole restano in mano pubblica, ma restano anche nel piano delle alienazioni e dunque nel Bilancio come una entrata sfumata. Una occasione persa per la cassa comune?

 "Ricordiamo che si parla di un complesso unico - sottolineano Trombi e Grassi - a livello europeo, di archeologia paleo-industriale, con un immenso parco (oltre 38mila metri quadrati), un corpo centrale che risale al 1300 e una storia profondamente legata alle principali famiglie fiorentine nel corso dei secoli, al punto che il nostro Cupolone è stato costruito anche grazie ai soldi provenienti dalla fiorente attività delle Gualchiere stesse. Per non parlare delle sistemazioni idrauliche di grande valore storico e del borghetto più recente, sempre facenti parte del complesso, nel quale peraltro ha lo studio lo scultore fiorentino di rilievo internazionale, Piero Gensini".

Le responsabilità. "In passato è stato fatto andare in malora un bene di valore inestimabile - accusano Trombi e Grassi - si radunino le forze, si coinvolgano i comuni vicini, soprattutto Bagno a Ripoli, si coinvolgano le istituzioni di tutti i livelli, si spremano le migliori menti e si trovino i fondi per riportare al loro splendore le Gualchiere. Poi, le possibilità saranno davvero molte per un complesso di quella tipologia e di quel valore: culturali, museali, di cittadinanza".

Un question time sarà presentato in aula lunedì prossimo dai consiglieri "l’amministrazione ha la possibilità non solo di rimediare agli errori passati, ma anche e soprattutto di dimostrare il proprio valore e la propria capacità di risolvere problemi complessi quando si tratta di beni comuni: si trovino i fondi". Firenze negli ultimi anni ha incontrato grandi difficoltà nel reperire fondi, salvo le sponsorizzazioni dovute all'Art Bonus, all'affitto di location esclusive ed alla vendita di altri immobili. L'entrata maggiore legata alla cultura è attualmente l'imposta di soggiorno.

I cittadini, radunatisi presso il Circolo Vie Nuove di Gavinana hanno ripercorso la storia del complesso, coadiuvati dal professor Franco Cardini e da esperti di tutela del patrimonio Unesco hanno disegnato un futuro ideale per la struttura che potrebbe tornare in vita, se solo qualcuno ci mettesse i soldi, e poi dovrebbe essere gestita per non implodere nuovamente.
Ci sono ancora i presupposti per operazioni pubbliche di questa portata? La futura destinazione residenziale a vantaggio di giovani coppie potrebbe offrire una minima contropartita in denaro. Ma è realmente questo che i cittadini vogliono? I cittadini vorrebbero la destinazione culturale, museale, multimediale ed interattiva. Ci sono ancora i margini per mantenere nel paniere comune un rudere pubblico?

        Redazione Nove da Firenze


        fonte: http://www.nove.firenze.it/gualchiere-di-remole-asta-deserta-e-adesso.htm

        VENDITA ALL'ASTA "GUALCHIERE DI REMOLE"- COMUNICATO STAMPA


        Oggi 29 giugno 2017 alle ore 10,15 in Firenze, presso l’Ufficio Contratti del Comune di Firenze – Piazzetta di Parte Guelfa n. 3, dinanzi alla competente Dirigente e  a due testimoni, alla presenza di un folto pubblico,  si è proceduto alla vendita all’asta con il metodo delle offerte segrete al rialzo del seguente bene immobile: LOTTO UNICO –Complesso immobiliare denominato “Gualchiere di Remole”.


        Depositata una sola offerta, presentata ieri alle ore 10, 35 da : Coordinamento 20  gennaio, Comitato Oltrarno Futuro, Comitato per Piazza Brunelleschi, Comitato tutela ex Manifattura Tabacchi, Associazione Valdisieve,  Associazione Vivere in Valdisieve,  Cittadini Area  fiorentina.          
        L'offerta,  riportata integralmente di seguito, viene debitamente letta e al termine  non ritenuta accettabile.


        Al Comune di Firenze - Archivio Generale -Palazzo Vecchio, Piazza Signoria .                   
        Oggetto : offerta relativa al complesso immobiliare denominato "Gualchiere di Remole" .

                                                                              Premesso
        • - che le Gualchiere di Remole come tanti altri complessi storici, amministrati vuoi dai  Comuni , vuoi dalle città metropolitane, vuoi dalla Regione, vuoi dallo Stato, fanno parte del nostro patrimonio culturale, cioè di quella identità nazionale e di quella memoria storica con le quali possiamo contribuire a costruire le identità sovranazionali come quella europea;
        • che il patrimonio culturale è proprietà di tutti i cittadini ;
        • che i Governi e le Amministrazioni di turno , anzichè ritenersi  appunto amministratori della cosa pubblica ,continuano a ritenersene proprietari ,  a svendere e privatizzare, ignorando di svendere e privatizzare la nostra memoria storica e non il singolo monumento ;
        • che già nel 2002 la percezione che in proposito  si aveva all'estero di noi era riportata efficacemente nell'articolo di Ute Diehl nella Frankfurter Allgemeine Zeitung "Oggi l'eredità culturale dell'Italia è degradata a mero valore economico, a una risorsa di cui ci si può disfare a piacimento. Ma non c'è nulla che dia la misura dello stato di salute di una società quanto il rapporto che essa riesce ad avere con i propri monumenti e con il proprio paesaggio" (da  S.  Settis, Italia S.p.A. Torino 2002, p. 3).

                                                                           Tutto ciò premesso

        - nel ribadire che il patrimonio culturale deve rimanere ai cittadini che ne sono i legittimi proprietari ; 
        - considerando la volontà comunque espressa dall'Amministrazione Comunale di procedere con la vendita del complesso di cui all'oggetto ,

                                       offriamo la cifra simbolica di un euro

        affinché le Gualchiere di Remole siano aggiudicate ai legittimi proprietari, cioè ai cittadini , che ne rimarranno  in tal modo nella piena proprietà .

        I  Comitati e le Associazioni

        Coordinamento 20  gennaio
        Comitato Oltrarno Futuro
        Comitato per Piazza Brunelleschi
        Comitato tutela ex Manifattura Tabacchi
        Associazione Valdisieve
        Associazione Vivere in Valdisieve
        Cittadini Area  fiorentina 

        Firenze  28 giugno 2017                                     
        p. contatti - Via del Romito 2 b rosso - 50134 Firenze
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