VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
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giovedì 6 maggio 2021

Eolico di Villore-Corella, intervista a orologeria. Italia Nostra condivide l’articolo scritto ieri 5 maggio da Leonardo Romagnoli

Si riunisce oggi la conferenza dei servizi sul progetto eolico di Villore e guarda caso sulle pagine provinciali della “Nazione” compare un'intervista a Edoardo Zanchini vice presidente nazionale di Legambiente, un vero pasdaran dell'eolico, che ha avuto il coraggio di scrivere che le grandi pale in futuro saranno viste come le cattedrali gotiche del nostro tempo. Una sciocchezza colossale che non fa bene neppure a chi è favorevole a questi impianti. 

Legambiente aveva già in fase di istruttoria manifestato il proprio favore per questo intervento di AGSM con le solite argomentazioni riprese anche da Zanchini, “nessuno ha da guadagnare fermando ogni progetto: ci ritroveremmo in pochi decenni in un mondo sempre più invivibile per l'impatto dei cambiamenti climatici”. Insomma le 8 pale di Villore-Corella salveranno l'umanità dal disastro ambientale. 

Il futuro dell'umanità dipende dall'energia eolica del crinale mugellano? Messa così si cerca di far passare chi si oppone a questo scempio ambientale come un egoista criminale quando invece è esattamente il contrario. Zanchini dice le solite sciocchezze sul “valore aggiunto che l'intervento può portare, di creazione di sentieri e valorizzazione del territorio a fini turistici, e si è parlato anche di banda larga e azionariato popolare”, che sono le cose che dice AGSM. 

Invece si avrà l'effetto esattamente opposto visto che il crinale sarà trasformato in un'area industriale che avrà una classificazione per il rumore come un aeroporto che non sarà certo un'attrazione per il turismo lento dei crinali su sentieri che esistono già. 

La VIA, lo ripeto, deve valutare l'impatto ambientale dell'opera sul territorio e questo progetto è insostenibile sia in fase di costruzione che di gestione. Verrà distrutta una montagna per produrre una modesta quantità di energia in un luogo che le mappe dello stesso GSE indicano non certo tra le più idonee per impianti eolici. 

Provate ad andare su youtube e cercate i video sul trasporto delle pale eoliche delle dimensioni di quelle che verranno installate a Villore e vi renderete conto che per far transitare questi mezzi in una strada come quella di Corella saranno necessari raggi di curvatura che comporteranno la distruzione di decine di ettari di bosco e di castagneti, in un'area già con criticità di tipo geologico. 

Così come saranno necessari interventi perfino sulla viabilità statale per addirizzare curve e tratti problematici. Sul crinale saranno necessarie colate di migliaia di metri cubi di cemento con cantieri grandi quando qualche decina di campi di calcio. 

Ma allora perché Legambiente mette la faccia in un progetto così discutibile dal punto di vista ambientale ed energetico? Lontano da infrastrutture energetiche e viarie, come invece chiederebbe la norma regionale? Perché lo studio di impatto ambientale (SIA) per conto di Agsm l'ha fatto Ambiente Italia una società che è una filiazione di Legambiente. 

In casi come questi si parla di conflitto di interessi o comunque di un giudizio condizionato da un “pre-giudizio”. Il paesaggio e una delle grandi risorse che hanno contraddistinto l’immagine dell’Italia nel mondo, costituendo una parte fondamentale di quel “capitale” su cui si fondano le possibilità di sviluppo del paese. 

Esso non rappresenta più solo un fenomeno estetico-culturale, isolato dal contesto socioeconomico, ma si configura piuttosto come un nuovo paradigma di riferimento per la definizione di un modello di sviluppo adeguato a rispondere ai cambiamenti globali che interessano la società contemporanea, rappresentando il risultato dell’integrazione, nello spazio e nel tempo, di processi, economici, ambientali e sociali (Mauro Agnoletti, Andrea Carandini). 

Leonardo Romagnoli


FONTE ITALIA NOSTRA: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2021/05/06/eolico-di-villore-corella-intervista-a-orologeria-italia-nostra-condivide-larticolo-scritto-ieri-5-maggio-da-leonardo-romagnoli/

mercoledì 15 gennaio 2020

Scandalo TAV in Francia: i conflitti d’interessi della ministra Borne sulla seconda Torino-Lione

Un’ennesima bufera si sta abbattendo sul governo Macron… e riguarda da vicino il progetto TAV.
Oltralpe, gli alti funzionari e i ministri sono obbligati, prima di prendere funzione, a dichiarare le proprie occupazioni pregresse a un organismo per la trasparenza della vita pubblica, la Haute autorité pour la transparence de la vie publique (Hatvp). Il settimanale Marianne ha rivelato pochi giorni fa che la ministra della transizione ecologica, responsabile anche del dicastero dei trasporti, Elisabeth Borne, ha “omesso” di dichiarare la sua attività nel consiglio di amministrazione dell’Institut pour la gestion déléguée (IGD) tra il 2015 e 2016. La cosa è di grande interesse perché l’IGD è niente di meno che la principale lobby francese di costruttori. La ministra ha parlato di “insinuazioni scandalose” e ha subito smentito di avere l’obbligo legale di dichiarare la sua posizione. Al di là dell’aspetto strettamente giuridico, però, l’opportunità di questa partecipazione è stata comunque messa in dubbio da più parti vista la contiguità tra i dossier trattati dalla ministra e gli interesse difesi dall’IGD.
La vicenda, come dicevamo, ci riguarda da vicino perché c’è uno scandalo nello scandalo. Sfogliando la lista dei membri del consiglio di amministrazione dell’IGD si può facilmente notare che le sedute sono presiedute da Hubert du Mesnil. Monsieur du Mensil dal 2013 ricopre anche un’altra importante funzione: è il presidente del consiglio di amministrazione di TELT, la società incaricata di costruire il TAV!
La partecipazione di du Mesnil alla testa di una lobby di costruttori mentre al contempo è responsabile di un’impresa a capitale pubblico (metà italiano e metà francese) che dovrebbe portare a compimento il TAV era già finita sotto i riflettori tre anni fa, quando l’associazione anti-corruzione ANTICOR aveva presentato un esposto al Procuratore nazionale finanziario. TELT ha infatti attribuito a due membri dell’IGD – la SPIE Batignolles e la società di consulenza Tractebel – due importanti contratti per i lavori preparatori del tunnel transalpino. Più importante ancora, in futuro, tra i beneficiari dei contratti miliardari dell’opera ci sarebbero senz’altro molti altri finanziatori della lobby, come il costruttore Vinci [errata corrige: TELT ha assegnato poche settimane fa il primo appalto a VINCI]. Una vicenda che ricorda, mutatis mutandis, quella del nostro Mario Virano: prima direttore dell’imparzialissimo osservatorio ministeriale sulla seconda Torino-Lione poi direttore generale di TELT, proprio accanto a du Mesnil.
La rivelazione della partecipazione all’IGD della ministra Borne è un altro mattone che crolla nel muro dell’ipocrisia che protegge il progetto TAV. La ministra che ha difeso in sede istituzionale la necessità di realizzare l’opera e il presidente della società pubblica che la costruisce fanno parte dello stesso organismo di pressione che formula raccomandazioni su come gestire il rapporto tra pubblico e privato nei grandi progetti infrastrutturali. Una promiscuità tra manager, ministri e analisti che dovrebbe far sorgere qualche dubbio anche agli osservatori più distratti sugli obiettivi che vengono perseguiti col progetto TAV. In fondo al tunnel c’è l’interesse generale dei territori, degli utenti nonché di chi finanzia l’opera – ossia i cittadini francesi e italiani (ma va detto, gli italiani di più) – oppure l’interesse particolare delle varie cricche che un giorno siedono sulla poltrona da ministro e quello dopo da amministratore delegato quando non fanno le due cose contemporaneamente?

sabato 28 maggio 2016

Comunicato stampa Comitato No Tunnel Tav Rischio idrogeologico, se a pontificare sulla bontà del tunnel è il consulente di Italferr in incognito

Il 26 maggio scorso è apparsa su Repubblica Firenze un'intervista di Ilaria Ciuti al docente di geologia strutturale Massimo Coli sulla voragine apertasi sul lungarno Torregiani. Alla fine dell'intervista il noto geologo vuol tranquillizzare le persone per quanto riguarda il progetto TAV che, secondo lui, è ben fatto e non presenta problemi. 

Ma un problema c'è, ed è l'enorme conflitto di interessi che coinvolge Massimo Coli, consulente di Italferr proprio sul progetto TAV di sottoattraversamento della città. Perché il professore non ha dichiarato questo piccolo particolare alla giornalista? Celando questa sua attività professionale i lettori della cronaca locale di uno dei maggiori quotidiani nazionali sono stati rassicurati da una persona che ha un diretto interesse sulla realizzazione della grande, inutile e dannosa opera fiorentina. Ricordiamo inoltre - basta consultare l'archivio di Repubblica alla pagina http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/06/si-chiama-monnalisa-dipinta-di-viola-ecco.html - che il Coli fu un plaudente sostenitore della mitica fresa Monnalisa, quella "miracolosa" macchina con i fregi di Comune, Provincia e Regione, rivelatasi una volgare taroccatura. Parole che rilette oggi fanno venire semplicemente i brividi.

Tornando al merito delle sue dichiarazioni il Comitato No Tunnel ha chiesto un parere all'ingegner Perini che così ci ha risposto:
“L'intervista evidenzia e conferma una indiscutibile conoscenza del sottosuolo di Firenze da parte del prof. Coli ed è indubbiamente condivisibile la sua affermazione che qualunque intervento deve essere il frutto di una analisi costi/benefici e non essere soggetto a limiti di spesa ("spendere tutto quello che c'è da spendere"). Tuttavia è altrettanto indubbio e ampiamente dimostrato (i motivi sono scontati e già detti 1000 volte) che per quanto riguarda il Passante TAV i costi sono enormemente maggiori dei benefici. Inoltre i costi sono stati illogicamente ridotti dimostrando, in maniera sbagliata, l'insorgenza di cedimenti e danneggiamenti agli edifici di entità tale da evitare l'esecuzione di qualsiasi propedeutico intervento di messa in sicurezza. I costi sono stati anche ridotti utilizzando 1 fresa invece delle 2 previste nel progetto definitivo posto in gara senza tener conto dell'enorme incremento dei cedimenti e del conseguente danno atteso agli edifici.
La parte finale dell'intervista al prof. Coli contiene, invece, una serie di considerazioni banali e prive di riscontri reali (il progetto è stato autorizzato nonostante la palese esistenza di molte criticità; la fresa è stata assemblata in una maniera che la Magistratura a definito delittuosa).
Purtroppo la fattibilità della TAV continua ad essere sostenuta nonostante la mancanza di evidenti vantaggi in relazione ai costi attesi e l'esistenza di scellerati approcci unicamente improntati al profitto.
Infine, concludendo, non è possibile fare a meno di criticare l'approccio volto a costruire nuove grandi opere (la TAV e la tramvia sono solo degli esempi) invece di dedicare le stesse risorse economiche alla manutenzione e all'adeguamento dell'esistente privilegiando l'esecuzione di un gran numero di piccoli interventi che procurano indiscutibili benefici all'economia locale (il disastro accaduto nel Lungarno Torrigiani e, appunto, la conseguenza di una insufficiente manutenzione ed adeguamento della rete idrica il cui destino è probabilmente nefasto).”

Firenze, 27 maggio 2016

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948