VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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mercoledì 8 luglio 2015

LOMBARDIA : Trovato l’accordo: “Accam sarà chiuso”


Un’intesa tra Regione, Provincia di Varese e Comune di Busto Arsizio ha sancito la chiusura dell’inceneritore, primo caso in Lombardia dopo il piano di dismissione regionale. Per la bonifica serviranno 9 milioni di euro.

E’ durato quasi due ore l’incontro tra i vertici della Regione, il comune di Busto Arsizio e la Provincia. Un summit attesissimo per delineare il futuro dell’inceneritore di Borsano e che ne ha decretato la morte. Gigi Farioli, Claudia Terzi (assessore all’ambiente), Luca Marsico (presidente della commissione ambiente) e Gunnar Vincenzi avrebbero trovato un accordo per "aggiornare gli accordi intrapresi a suo tempo per la realizzazione del revamping -si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro- essendo mutato lo scenario regionale dello smaltimento dei rifiuti nonché il quadro economico, finanziario e giuridico nel quale si trovano ad operare". 
In sostanza l’inceneritore sarà spento, l’impianto smantellato e il sito bonificato. Un accordo che concilia sia le posizioni dei numerosi sindaci che chiedevano la dismissione sia quelle del sindaco Gigi Farioli che per continuare a lasciare l’utilizzo dell’area presupponeva una continuità con l’attività di incenerimento. L’intesa, almeno sulla carta, potrebbe già contare sulla maggioranza degli azionisti della società. Sarà infatti il Consiglio di Amministrazione di Accam a dover formalizzare ufficialmente la dismissione dell’impianto in un’assemblea dei soci già convocata per il 2 marzo.
"Una volta conclusa l’assemblea -continua la nota- le parti si ritroveranno per un incontro che per l’occasione sarà allargato anche al Cda di Accam in modo da poter discutere delle iniziative concrete da intraprendere nell’immediato". Azioni che, sostanzialmente, equivarranno all’inizio della bonifica dell’area. Secondo una prima valutazione serviranno tra gli 8 e i 9 milioni di euro per l’intervento che riceverà il supporto di Regione Lombardia. Accam sarà il primo degli inceneritori chiusi dopo l’avvio del piano di dismissione degli impianti deciso un anno fa all’unanimità dal Consiglio Regionale.
di redazione@varesenews.it Pubblicato il 23 febbraio 2015  fonte articolo:  http://www.varesenews.it/2015/02/n-a/351134/  

mercoledì 4 marzo 2015

Lombardia, gli inceneritori saranno smantellati: più differenziata.

Lombardia, gli inceneritori saranno smantellati: più differenziata
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E' quanto previsto da una risoluzione del Consiglio regionale lombardo, approvata martedì all'unanimità. Il testo nasce dall'unione di due distinte proposte, una del Pd e l'altra del M5S
Redazione 4 Dicembre 2013
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Smantellare progressivamente i 13 inceneritori di rifiuti in Lombardia, a cominciare da quelli meno efficienti dal punto di vista ambientale. È questo l'orientamento dato da una risoluzione che il Consiglio regionale lombardo ha approvato martedì all'unanimità, contenente alcune indicazioni per il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr), che al momento è in fase di valutazione pubblica e che la giunta prevede di approvare entro l'inizio del 2014.
I motivi per cui si ritiene opportuno dismettere gli impianti sono due: l'aumento della raccolta differenziata e la previsione di dimezzamento nella produzione di rifiuti della regione. Infatti, se nel 2011 quest'ultima è stata di 2 milioni e 521 mila tonnellate, nel 2020 dovrebbe calare a 1 milione e 112 mila tonnellate.
Nel testo, inoltre, si chiede alla giunta Maroni di interpellare il ministero dell'Ambiente per rivedere il disegno di legge sulle disposizioni per il contenimento dell'uso eccessivo delle risorse naturali, per evitare che gli inceneritori in via di dismissione lombardi siano utilizzati per smaltire i rifiuti del resto d'Italia, come potrebbe accadere. I consiglieri lombardi hanno anche proposto di offrire incentivi per Comuni e Province virtuosi in tema di raccolta differenziata.
Il documento, già passato con il voto favorevole della commissione consiliare Ambiente, nasce dall'unione di due distinte proposte, una del Pd e l'altra del M5S ed è stato presentato in aula dal relatore Luca Marsico (Fi) e presidente della stessa commissione.
Marsico ha chiarito che "ovviamente la dismissione degli impianti sarà graduale ma nel frattempo si garantirà la manutenzione sia ordinaria che straordinaria". Nella serata di ieri, l'assessore regionale all'Ambiente Claudia Maria Terzi ha dichiarato in una nota di "condividere in toto" il testo del Consiglio e ha spiegato: "Il nuovo Prgr, i cui contenuti sono già stati esposti ai consiglieri, parla chiaro sul futuro dei termovalorizzatori; non c'è bisogno di nuovi impianti, mentre quelli esistenti, grazie all'aumento della raccolta differenziata e alla minore produzione di rifiuti, in futuro potranno gradualmente essere dismessi".
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lunedì 23 febbraio 2015

LOMBARDIA: l'inceneritore sarà spento, l'impianto smantellato e il sito bonificato.

Trovato l’accordo: “Accam sarà chiuso”

Un’intesa tra Regione, Provincia di Varese e Comune di Busto Arsizio ha sancito la chiusura dell’inceneritore, primo caso in Lombardia dopo il piano di dismissione regionale. Per la bonifica serviranno 9 milioni di euro 

 
E' durato quasi due ore l'incontro tra i vertici della Regione, il comune di Busto Arsizio e la Provincia. Un summit attesissimo per delineare il futuro dell'inceneritore di Borsano e che ne ha decretato la morte. Gigi Farioli, Claudia Terzi (assessore all'ambiente), Luca Marsico (presidente della commissione ambiente) e Gunnar Vincenzi avrebbero trovato un accordo per "aggiornare gli accordi intrapresi a suo tempo per la realizzazione del revamping -si legge nella nota diffusa al termine dell'incontro- essendo mutato lo scenario regionale dello smaltimento dei rifiuti nonché il quadro economico, finanziario e giuridico nel quale si trovano ad operare".

In sostanza l'inceneritore sarà spento, l'impianto smantellato e il sito bonificato. Un accordo che concilia sia le posizioni dei numerosi sindaci che chiedevano la dismissione sia quelle del sindaco Gigi Farioli che per continuare a lasciare l'utilizzo dell'area presupponeva una continuità con l'attività di incenerimento. L'intesa, almeno sulla carta, potrebbe già contare sulla maggioranza degli azionisti della società. Sarà infatti il Consiglio di Amministrazione di Accam a dover formalizzare ufficialmente la dismissione dell'impianto in un'assemblea dei soci già convocata per il 2 marzo.

"Una volta conclusa l’assemblea -continua la nota- le parti si ritroveranno per un incontro che per l’occasione sarà allargato anche al Cda di Accam in modo da poter discutere delle iniziative concrete da intraprendere nell’immediato". Azioni che, sostanzialmente, equivarranno all'inizio della bonifica dell'area. Secondo una prima valutazione serviranno tra gli 8 e i 9 milioni di euro per l'intervento che riceverà il supporto di Regione Lombardia. Accam sarà il primo degli inceneritori chiusi dopo l'avvio del piano di dismissione degli impianti deciso un anno fa all'unanimità dal Consiglio Regionale. 
 
di Marco Corso - @mar_corsomarco.corso@varesenews.it 

mercoledì 12 novembre 2014

UNA FABBRICA DEI MATERIALI CHE VORREMMO ANCHE PER LA VALDISIEVE

Accam: da inceneritore a fabbrica di materiali

Un progetto innovativo, il primo in Italia: tarsformare un inceneritore in una fabbrica dei materiali. E' il sogno dei sindaci di 5 piccoli comuni nostro territorio (Buscate, Canegrate, Castano Primo, Magnago e Vanzaghello) dopo un incontro in Regione. Di seguito il comunicato diffuso in giornata.

Nel corso di un cordiale e proficuo incontro tenutosi il 4 novembre al Pirellone, i sindaci di Buscate, Canegrate, Castano Primo, Magnago e Vanzaghello hanno illustrato all’assessore regionale Terzi come, a seguito dell’evoluzione delle ipotesi di intervento formulate dal “tavolo tecnico” relative all’impianto Accam siano rimaste in campo due sole ipotesi: la prima, caldeggiata dai Sindaci della delegazione presente all’incontro, prevede la sola Fabbrica dei Materiali (senza revamping), la seconda prevede la Fabbrica dei Materiali più il revamping di una linea.
Le ragioni della netta preferenza dei Sindaci presenti per lo scenario della sola Fabbrica dei Materiali (senza revamping) deriva dalla convinzione, maturata collegialmente nel corso di questi mesi, che sia la soluzione che meglio risponde a criteri di fattibilità tecnica, minor impatto e, soprattutto, di sostenibilità economica: il solo impianto di selezione a freddo, per le sue caratteristiche di flessibilità, permette di raggiungere il break even anche in presenza di fattori critici (minor numero di utenti serviti o maggiore quota di raccolta differenziata).
Si sono infatti esplicitate le criticità economiche dello scenario “fabbrica dei materiali più revamping” che prevede 24 milioni aggiuntivi rispetto all’ipotesi che non contempla il revamping (13 milioni per la sola fabbrica dei materiali contro i 37 milioni per revamping più fabbrica dei materiali) ma anche risorse economiche aggiuntive da inserire nel business plan, ossia prevedere adeguati fondi per sostenere i costi della futura bonifica ambientale così come gli effetti patrimoniali della progressiva dismissione dell’inceneritore.
Tali costi, non adeguatamente evidenziati in questi mesi nell’elaborazione e valutazione degli scenari, sono stati portati anche formalmente all’attenzione di Accam (p. es. dal Comune di Buscate), allo scopo di sottolineare l’ulteriore divario economico tra le due ipotesi.
Nell’incontro è stata affrontata anche la questione della proceduta di AIA pendente: il dirigente ha confermato che la stessa risulta “in itinere” a seguito della richiesta di sospensiva inoltrata a suo tempo e l’assessore Terzi ha ribadito la necessità che i Sindaci ed i Consigli Comunali abbiano tutti gli elementi a disposizione e si prendano tutto il tempo necessario per arrivare ad una proposta meditata, sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico e, per quanto possibile, condivisa dalla maggior parte del territorio.
L’attenzione al territorio ed alle sue istanze e proposte è stata più volte ribadita dall’Assessore Terzi che ha sottolineato le decisioni strategiche della Regione Lombardia che vanno nella direzione di non
incrementare, anzi contenere e ridurre, le attuali potenzialità degli inceneritori esistenti.
Nel corso dell’incontro si è anche preso atto delle criticità e dei problemi che possono derivare dalla approvazione dell’art. 35 del c.d. decreto “sblocca Italia” dell’attuale Governo cui la Regione Lombardia, così come molti Comuni del territorio, si è opposta.
Tale articolo prevede infatti che gli inceneritori individuati su proposta del Ministro dell’Ambiente siano ricettivi dei rifiuti urbani prodotti su tutto il territorio nazionale sino a saturazione del carico termico dell’impianto, non sussistendo più vincoli di bacino per gli stessi impianti.
L’assessore Terzi ha manifestato la propria disponibilità ad un incontro con tutti i Sindaci del territorio per illustrare le più recenti statistiche relative alla tendenza nella produzione di rifiuti (quote raccolta differenziata, produzione pro capite ecc) e per riaffermare le linee strategiche della Regione Lombardia in merito alla situazione degli impianti di incenerimento.
Concludendo l’incontro la struttura della Direzione Regionale si è presa l’impegno di verificare se ci sia la possibilità di attingere a risorse europee per sostenere il progetto innovativo (primo caso in Italia) di trasformazione di un inceneritore in una fabbrica dei materiali.
I Sindaci hanno ringraziato l’assessore Terzi per la disponibilità e la volontà di collaborazione attiva dimostrate ancora una volta.

MARINA PISONI (Sindaco Buscate)
ROBERTO COLOMBO (Sindaco Canegrate)
GIUSEPPE PIGNATIELLO (Sindaco Castano Primo)
CARLA PICCO (Sindaco Magnago)
LEOPOLDO GIANI (Sindaco Vanzaghello)


Pubblicato il 10/11/14 - 654 visualizzazioni 

martedì 23 settembre 2014

La Lombardia ricorre contro l'Art. 35 detto BRUCIA ITALIA

DELIBERAZIONE N° X/2370
Seduta del 19/09/2014

Presidente
ROBERTO MARONI

Assessori regionali
MARIO MANTOVANI Vice Presidente
VALENTINA APREA
VIVIANA BECCALOSSI
SIMONA BORDONALI
PAOLA BULBARELLI
MARIA CRISTINA CANTU'
CRISTINA CAPPELLINI
ALBERTO CAVALLI
GIOVANNI FAVA
MASSIMO GARAVAGLIA
MARIO MELAZZINI
MAURO PAROLINI
ANTONIO ROSSI
CLAUDIA TERZI

Con l'assistenza del Segretario Fabrizio De Vecchi
Su proposta del Presidente Roberto Maroni


OGGETTO:PROPOSIZIONE DI RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER QUESTIONE DILEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DELL'ART. 35 DEL D. L. 12 SETTEMBRE 2014, N. 133, IN MATERIA AMBIENTALE E RELATIVO AFFIDAMENTO DI INCARICO
Il Segretario Generale Andrea Gibelli
Si esprime parere di regolarità amministrativa ai sensi dell'art.4, comma 1, l.r. n.17/2014:
Il Dirigente Tommaso Mazzei
Il Direttore Centrale Vicario Marco Pilloni

VISTO il D.l. 12.09.2014 n.133 recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”; pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 12 settembre 2014, n. 212;
VISTO, in particolare l’art. 35 (Misure urgenti per l’individuazione e la realizzazione di impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali costituenti infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale) il quale in sintesi prevede :
- ai commi 1 e 2, che con DPCM siano individuati entro 90 giorni gli impianti inseriti in un sistema nazionale di smaltimento rifiuti anche nell’ottica del superamento delle procedure d’infrazione europea e che gli impianti di termo trattamento esistenti o da realizzare siano autorizzati a saturazione del carico termico con obbligo di adeguamento dell’AIA entro 60 giorni dall’entrata in vigore del D.L.;
- al comma 3 che tutti gli impianti di nuova costruzione debbano essere ricompresi nella classificazione degli impianti di recupero energetico, prevista dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
- al comma 4, una verifica, per gli impianti esistenti, da svolgersi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto, circa la sussistenza dei requisiti per la loro classificazione come impianti di recupero energetico, conformemente a quanto previsto dal comma precedente ;
- al comma 5, che negli impianti di recupero venga data priorità al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale e a saturazione del carico termico siano trattati rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario, ferma restando l’esigenza di adeguare le relative autorizzazioni;
- al comma 6, la riduzione della metà dei termini previsti per l’espletamento delle procedure di espropriazione per pubblica utilità, di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al comma 1;
- al comma 7 l’applicazione del potere sostitutivo straordinario del governo in caso di mancato rispetto dei termini fissati dall’articolo;
RILEVATO che il citato articolo presenta gravi profili di illegittimità con riguardo alla violazione dei seguenti parametri:
- art. 117, comma 1, della Costituzione, in relazione alla Direttiva 2001/42/CE (c.d. Direttiva VAS), art. 11 della Costituzione, art. 117, commi 2 e 3; in quanto, l' l’individuazione di un sistema integrato nazionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali mediante impianti di recupero energetico, costituisce un vero e proprio atto di pianificazione in materia di gestione dei rifiuti e come tale, avrebbe dovuto essere assoggettato ad autorizzazione ambientale strategica;
- art. 117, commi 2 e 3, in combinato disposto con gli articoli 118 e 120 della Costituzione. Violazione del principio di leale collaborazione - introducendo misure che coinvolgono le competenze di diversi livelli di Governo, senza prevedere alcuna forma di concertazione o accordo, ed anzi imponendo il ricorso al potere sostitutivo del Governo in caso di inerzia. L’intervento normativo in esame, infatti incide anche sulle tutela della salute e sul governo del territorio, materie attribuite alla competenza legislativa concorrente;
- art. 117, commi 2 e 3, in combinato disposto con l’art. 3 della Costituzione. Violazione del principio di ragionevolezza - contenendo previsioni non coordinate e in potenziale conflitto tra loro con particolare, riferimento alle previsioni (commi 2, 4 e 5) che impongono alle autorità competenti di procedere all’adeguamento delle AIA esistenti entro un termine assai ravvicinato (60 giorni dall’entrata in vigore del decreto), oltretutto antecedente a quello di individuazione degli impianti strategici con DPCM (90 giorni dall’entrata in vigore del decreto), nonché con riferimento al comma 6 che prevede il dimezzamento per i procedimenti in corso con violazione del principio di legittimo affidamento;
- art. 77 Cost., art. 117, commi 2 e 3, Cost. - per l’estrema eterogeneità e disorganicità dei contenuti e delle misure introdotte, dell’atto normativo. Il difetto di coerenza e di omogeneità riguarda anche le singole disposizioni contenute nell’articolo 35, che impongono alle autorità competenti regionali e locali il rispetto di tempistiche non coordinate e in potenziale conflitto fra loro nonché, con specifico riferimento alle misure introdotte, per carenza dei presupposti di necessità ed urgenza;
- art. 117, commi 2 e 3, in combinato disposto con gli articoli 119 e 81 Cost., in quanto le misure introdotte dal Governo incidono su fondi già stanziati dalla Regione per la predisposizione dei Piani regionali di gestione dei rifiuti e potrebbero provocare un incremento delle spese e delle imposte in relazione allo smaltimento di rifiuti provenienti dal resto del territorio nazionale;
CONSIDERATO che dette previsioni hanno un significativo impatto sulle competenze pianificatorie di Regioni e Province in materia di rifiuti, sulla gestione del sistema di smaltimento dei rifiuti regionale, nonché sull’impiantistica regionale intervenendo sugli impianti contemplati dal Piano Regionale Rifiuti le cui autorizzazioni, ai sensi dell’art. 17 comma 1 della LR 26/2003, sono di competenza regionale;
ACCERTATI l’interesse e la legittimazione della Regione a promuovere ricorso avanti la Corte Costituzionale per lesione delle competenze regionali costituzionalmente garantite;
RICONOSCIUTA pertanto la sussistenza dei presupposti di ordine giuridico per proporre ricorso per questione di legittimità avanti la Corte Costituzionale;
RITENUTO di doversi avvalere dell’assistenza difensiva dell’Avv. Viviana Fidani dell'Avvocatura regionale e dell’Avv. Prof. Giovanni Guzzetta del Foro di Roma, per l’esperienza altamente qualificata in particolare nel campo del diritto costituzionale, presso il cui studio in Roma via Federico Cesi, 72 viene eletto domicilio;
DATO ATTO che si provvederà, con decreti del dirigente, al pagamento del compenso del professionista esterno, utilizzando i parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense di cui al DM 10 marzo 2014 n. 55 ridotti del 20%, con imputazione sul capitolo di spesa n. 8456;
Su proposta del Dirigente della struttura Amministrazione Avvocatura di concerto con l’Avv. Coordinatore e con la Direzione competente per materia;
VISTO l’art. 28, lett. g), dello Statuto;
VISTO l’art. 134 della Costituzione;
All’unanimità dei voti espressi in forma di legge;
DELIBERA
1. di proporre ricorso alla Corte costituzionale per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 35 del decreto legge 12 settembre 2014 n. 133 per le motivazioni esposte in premessa;
2. di affidare la rappresentanza legale della Regione, con poteri congiunti e disgiunti tra loro, all’Avv. Viviana Fidani dell'Avvocatura regionale e all’Avv. Prof. Giovanni Guzzetta del Foro di Roma, presso il cui studio in Roma via Federico Cesi, 72 viene eletto domicilio;
3. di dare conseguentemente mandato al Presidente della Giunta Regionale, nella sua qualità di legale rappresentante dell’Ente, a sottoscrivere la relativa procura alle liti, ai sensi delle vigenti norme di rito.

IL SEGRETARIO
FABRIZIO DE VECCHI
   ------------------------------ 
Seduta n. 80 del 19 settembre 2014
La Giunta regionale della Lombardia si è riunita oggi alle ore 10.20  a Palazzo Lombardia sotto la presidenza del Presidente Roberto Maroni.
Di seguito i provvedimenti in evidenza
Rifiuti / Ricorso contro il decreto “Sblocca Italia”
PROPOSIZIONE DI RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DELL'ART. 35 DEL D.L. 12 SETTEMBRE 2014, N. 133, IN MATERIA AMBIENTALE E RELATIVO AFFIDAMENTO D'INCARICO
Si autorizza Regione Lombardia ad impugnare, avanti alla Corte Costituzionale, alcune disposizioni del Decreto Legge n. 133 del 12 settembre 2014 (c.d. “Sblocca Italia”) in tema di impianti di recupero di energia e di smaltimento rifiuti.


giovedì 28 novembre 2013

LOMBARDIA: Risoluzione Dismissione Progressiva Inceneritori APPROVATA!

fumo_inceneritore
Magno gaudio nunzio vobis che 15 minuti fa in Commissione Ambiente è stata approvata una risoluzione che prevede la dismissione progressiva di parte del parco inceneritori presente in Lombardia!
E’ stato un lungo lavoro, che ha preso il via da una mia bozza (ndr. di Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale – Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia)  e che ha coinvolto tutte le forze politiche. Oggi abbiamo “trovato la quadra” tra le varie proposte e formulazioni, mediando e limando il testo in vari punti… e alla fine il documento è stato approvato all’unanimità!!
Ecco IL TESTO DEFINITIVO DELLA PARTE DISPOSITIVA DELLA RISOLUZIONE, in attesa di mettere a disposizione il documento completo.
Non è esattamente il testo che avremmo voluto noi, ma siamo più che soddisfatti del risultato raggiunto!
Ora entro l’anno la risoluzione andrà in discussione in Consiglio Regionale, ma, visto il voto unanime della Commissione, ci sono tutti i presupposti per approvare definitivamente un provvedimento storico per la Lombardia!
(nostre le evidenziazioni e i grassetti )

lunedì 8 luglio 2013

Ampliamento inceneritore di Desio, stop unanime dalla Regione Lombardia

inceneritore desio2Stop all’ampliamento di tutti gli inceneritori presenti in Lombardia. Lo ha stabilito il consiglio regionale con il voto unanime di Pd, Pdl, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni di una mozione proposta dal Movimento 5 Stelle.

Il testo è stato elaborato da Gianmarco Corbetta, bovisiano dell’M5Stelle, con i colleghi consiglieri Anelli (Lega), Magoni (Civica Maroni), Villani (Pd) e Busi (Lista Ambrosoli) e impone uno stop a tutti i progetti di ampliamento degli inceneritori a partire da Desio, Cremona, Trezzo sull’Adda, Corteolona e Dalmine.
E anche di prevedere la priorità alle politiche di riduzione, riuso e riciclo nella politica del Piano regionale di gestione dei rifiuti, che dovrà essere adottato entro fine anno.
«Lo scenario della gestione dei rifiuti è cambiato e sempre più cambierà nei prossimi anni – ha dichiarato il consigliere 5 stelle Gianmarco Corbetta – È un grande risultato quello di oggi, abbiamo impedito che la Lombardia continuasse a puntare su una dotazione impiantistica rigida e non in grado di adattarsi a questi cambiamenti. Per chi come me ha dedicato gran parte del proprio impegno civile nella lotta all’incenerimento dei rifiuti, l’approvazione di questo provvedimento rappresenta un obiettivo importantissimo e, in qualche modo, il punto di arrivo di un lungo percorso».

Redazione Il Cittadino Monza e Brianza

FONTE NOTIZIA:  http://www.ciaccimagazine.org/?p=12803

giovedì 4 luglio 2013

LOMBARDIA: In Regione stop all'ampliamento degli inceneritori, passa mozione di M5S

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VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL M5S LOMBARDO che ci è stato girato da Enzo Favoino.
Riportiamo anche parte del suo messaggio che chiarisce alcune cose: 

(...) Il Consiglio Regionale, su iniziativa di Gianmarco Corbetta (Comitati RZ di Desio, ed ora Consigliere Regionale m5s) ha adottato, alla quasi unanimità, una mozione che impegna a fermare tutti i progetti di potenziamento degli inceneritori esistenti, ed a impostare una strategia di superamento progressivo dell'incenerimento. La cosa prevede una sua gradualità (condizione per ottenere il consenso di tutti i Gruppi), ma (....)  "le Regioni che hanno sinora puntato sull'incenerimento stanno invertendo la rotta".

Ricordo che nella contigua Emilia Romagna è in corso un dibattito analogo (ed anche agli alti livelli istituzionali). (....)

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di Lombardia 5 Stelle

Grande risultato per M5S Lombardia!
Con il voto unanime di Pd, PdL, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni è stata approvata una mozione proposta da Movimento 5 Stelle che blocca l'ampliamento di tutti gli inceneritori presenti in Lombardia.

Vista l'attuale gestione dei rifiuti solidi urbani in Lombardia e gli scenari evolutivi a cui il sistema andrà incontro nei prossimi anni, il consigliere Gianmarco Corbetta del MoVimento 5 Stelle ha elaborato un testo, con il contributo dei consiglieri Anelli (Lega), Magoni (Civica Maroni), Villani (PD) e Busi (Lista Ambrosoli) che impone uno stop a tutti i progetti di ampliamento degli inceneritori, a partire da Desio, Cremona, Trezzo sull'Adda, Corteolona e Dalmine.

Inoltre il provvedimento prevede che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (che andrà adottato entro fine anno) dia priorità alle politiche di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, con incentivi ai Comuni che si distinguono per virtuosità nella raccolta differenziata.

In prospettiva, Regione Lombardia si impegna a verificare la possibilità di passare ad un nuovo sistema integrato di gestione del rifiuto che marginalizzi il ricorso alla discarica e superi, gradualmente ma in modi e tempi certi, la pratica dell'incenerimento dei rifiuti.

"Lo scenario della gestione dei rifiuti è cambiato e sempre più cambierà nei prossimi anni - dichiara il consigliere 5 stelle Gianmarco Corbetta - E' un grande risultato quello di oggi, abbiamo impedito che la Lombardia continuasse a puntare su una dotazione impiantistica rigida e non in grado di adattarsi a questi cambiamenti. Per chi come me ha dedicato gran parte del proprio impegno civile nella lotta all'incenerimento dei rifiuti - prosegue Corbetta - l'approvazione di questo provvedimento rappresenta un obiettivo importantissimo e, in qualche modo, il punto di arrivo di un lungo percorso".

fonte articolo: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/07/in-regione-stop-allampliamento-degli-inceneritori-in-lombardia.html