VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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venerdì 16 dicembre 2022

Di openpolis.it: Aumentano le temperature nei comuni italiani

FONTE ARTICOLO A QUESTO LINK https://www.openpolis.it/aumentano-le-temperature-nei-comuni-italiani/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=ecologia-e-innovazione 

Uno degli effetti principali del cambiamento climatico è l’innalzamento delle temperature – con pesanti conseguenze sugli equilibri degli ecosistemi naturali. In Italia la temperatura media del periodo 2009-2018 ha superato di oltre 2 gradi quella degli anni 1961-1970. 

Uno degli effetti più nocivi della presenza umana sulla terra è il riscaldamento dell’atmosfera. Questo avviene in particolare attraverso una serie di attività come la produzione e il consumo di energia, ma anche l’agricoltura e i processi industriali, che causano l’emissione di sostanze inquinanti nell’aria e l’accumulo di calore.....................................continua...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO A QUESTO LINK https://www.openpolis.it/aumentano-le-temperature-nei-comuni-italiani/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=ecologia-e-innovazione 

Dove trovi anche la mappa interattiva per comune, per vedere l'aumento nel tuo comune (Nella nostra zona, l'aumento rimane tra 1 e 2.


giovedì 24 marzo 2022

Luca Lombroso: «Noi non dobbiamo chiedere di avere benzina meno cara, ma di potere vivere usando meno benzina. Dobbiamo chiedere alternative ad un tipo di mobilità che è insostenibile da tutti i punti di vista»

dal Carlino Modena 23/03/2022

Come dargli torto????















Fonte notizia (compreso immagine), facebook: https://www.facebook.com/photo/?fbid=388142639979070&set=a.133120572147946

Chi è LUCA LOMBROSO (dal suo blog):

Meteorologo AMPRO (*), tecnico meteorologo certificato, personaggio televisivo, conferenziere e divulgatore ambientale. Oltre che come free lance libero professionista, svolgo la mia attività, part time, all’Osservatorio Geofisico del DIEF UNIMORE, grazie al quale ho maturato una lunga esperienza nelle previsioni ed osservazioni meteorologiche, partecipando a corsi di formazione sulla meteorologia operativa e vari corsi e convegni, nazionali ed internazionali, in particolare alle ICAM (Conferenza Internazione di Meteorologia Alpina) e al progetto MAP SOP 1999. Sono autore o coautore di numerose pubblicazioni sicentifiche e relatore a vari convegni, conferenze e docenze. 

Mi occupo di tempo, clima, ambiente ed energia e giro spesso il mondo per convegni, congressi, studio, svago e lavoro (USA, centri NASA, Costa RicaAustraliaCuba, Messico). Sono responsabile tecnico di una stazione meteo nelle foreste della Costa Rica, alla Riserva Karen Mogensen

Ho partecipato a viarie  Conferenze delle Nazioni Unite sul Clima fra cui  Copenhagen (COP 15), la storica COP 21 di Parigi 2015 e la recente COP26 di Glasgow.

Meteorologo previsore specializzato nella meteorologia alpina e nei fenomeni estremi, conosco quasi tutti i segreti del tempo e clima Emiliano e Appenninico. Sono consulente meteorologo, fra gli altri, per l'Aeroporto di Bologna e di Babbo Natale. Scrivo articoli e previsioni su Emilia Romagna Meteo, di cui è presidente, e sul'edizione italiana dei portali internazioni METEORED

Dal 2003 al 2007 ho partecipato a "Che Tempo Che Fa" condotto da Fabio Fazio su Rai 3. Nel 2010-11 ho condotto “Lombroso Variabile” e quindi partecipato come ospite fisso a Class Meteo Show a Class TV Msnbc.dal 2015 collaboro con Licia Colò nel programma il mondo insieme, su TV 2000, con la rubrica il mondo in previsione 

Ho scritto 6 libri, fra cui "L'Osservatorio di Modena: 180 anni di misure meteoclimatiche" ed.SMS e " Dipende da te - 101 cose da fare per salvare il pianeta e vivere meglio, Gribaudo 2011". Nel 2012 ho pubblicato "Apocalypse Now? Clima, ambiente cataclismi. Possiamo salvare il mondo. Ora. Edizioni Artestampa. L'ultimo libro uscito è "Ciao Fossili cambiamenti climatici resilienza e futuro post carbon" Edizioni Artestampa

Sono protagonista e/o autore di vari filmati e viaggiatore nel film “Secchia dal Crinale al Po, viaggio lungo il fiume alla ricerca di un parco”. La bicicletta è il mio abituale mezzo di trasporto casa lavoro, nonostante siano oltre 13 km; con questa, e altre buone pratiche ambientali come mangiare cibo locale e biologico ho attuato il mio piccolo Protocollo di Kyoto. 

Dopo il “Bilancia d’Oro” del 2006, a gennaio 2013 ho avuto l'onore ri ricevere, in Campidoglio a Roma, il premio “Un bosco per Kyoto” di Accademia Kronos. Il 2013 è stato un anno ricco di riconoscimenti e soddisfazioni per il libro Apocalyspse Now?, che ha ricevuto il Premio Letterario internazionale "Penna d'autore" e quindi il "Contro premio Carver". Il 3 ottobre 2016 ho vinto nuovamente, a sorpresa ma con piacere, il Contro Premio Carver 2016 sezione saggistica con "Ciao Fossili"

il mio sogno per il futuro? vivere in smart working ad emissioni zero nelle foreste della Costa Rica !

  (*) Associazione Meteo Professioni ai sensi L.4/2013, www.meteoprofessionisti.it

Per contattarmi manda una mail a luca@lombroso.it oppure vai alla pagina contatti

venerdì 26 giugno 2020

Cristoforetti: "Virus è avvertimento, cambiamento clima porta devastazioni"

Cristoforetti: Virus è avvertimento, cambiamento clima porta devastazioni
Samantha Cristoforetti
La pandemia di Sars-Cov-2, del "coronavirus, è stato un colpo di avvertimento, un colpo sparato in aria, rispetto alle devastazioni che porterà il cambiamento climatico". 

A scandirlo è stata l'astronauta italiana dell'Esa Samantha Cristoforetti interveneEMERGndo alla maratona “Green deal per l’Italia”, realizzata dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile e Rai e in corso fino a questa sera su RaiPlay. "

Ormai, ha detto Cristoforetti, "è sempre più impossibile sottrarsi alle proprie responsabilità. Il problema è che come esseri umani abbiamo la tendenza a sottovalutare i pericoli. E' accaduto anche con la pandemia di minimizzare, poi abbiamo reagito quando c'è stata contezza del pericolo". Ma, ha sottolineato l'astronauta italiana, "il coronavirus è stato un colpo di avvertimento, come dire, un colpo sparato in aria, rispetto alle devastazioni che porterà il cambiamento climatico".

Samantha Cristoforetti si è per questo detta "felice che la consapevolezza" della crisi climatica "sia sempre più diffusa". "E' un grande problema globale, c'è grande consapevolezza nei giovani ma anche dal recente World Economic Forum sono stati stilati 5-6 rischi globali legati al cambiamento climatico" e tra questi il rischio della "crisi del'acqua" ha aggiunto l'astronauta, pilota di aerei e ingegnere che, nella sua missione 2014-2015 ha conquistato il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo, con 199 giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale.

venerdì 13 dicembre 2019

Nella città che difende il pianeta - La Stampa

Nella grande sfida climatica globale Torino si presenta a te, Greta, come una città densa di pensiero e di azione. Non solo perché ti ha acclamato con entusiasmo nei due scioperi globali per il clima del 15 marzo e del 27 settembre, partecipati da decine di migliaia di studenti. Ma soprattutto per la sua eredità scientifica e intellettuale. Questa città severa e ordinata, che dalle sue vie inquadra le grandi Alpi innevate, ha iniziato nel 1753 a osservare l’atmosfera nella sua Università e oggi ha una delle serie di dati climatici più lunga al mondo, affiancata dal 1865 dall’Osservatorio di Moncalieri, primo nucleo delle reti meteo italiane fondato dal meteorologo padre Francesco Denza, e riconosciuto dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale delle Nazioni Unite come “Centennial Observing Station”. A queste si sono aggiunte negli ultimi trent’anni le 500 stazioni automatiche di Arpa Piemonte che continuano l’indispensabile monitoraggio climatico. 
Torino ti accoglie oggi sotto un cielo di neve, sappi che ogni fiocco non sfuggirà alla statistica della più lunga serie al mondo di osservazioni nivometriche, iniziata nel 1787, e che conferma gli effetti del riscaldamento globale: oggi cadono in media 19 centimetri per inverno mentre in passato la media era 50. Qui è anche nato nel 1895 il Comitato Glaciologico Italiano, che ha il compito di misurare i ghiacciai delle Alpi italiane e i cui documenti fotografici e topografici ci permettono ora di capire quanto le calde estati attuali abbiano infierito sui nostri ghiacci di montagna, dimezzatisi in un secolo. Torino ha dato i natali nel 1908 ad Aurelio Peccei, grande economista illuminato che nel 1968 fu il primo a chiedersi se una crescita infinita poteva essere sostenuta in un pianeta finito: è dalla cultura di questa città che è nato lo straordinario rapporto del Mit “I limiti alla crescita”, pubblicato nel 1972 dal Club di Roma e purtroppo non ascoltato. Aurelio Peccei, cara Greta, chiedeva al mondo ciò che chiedi tu oggi, ma era forse troppo avanti con i tempi. 
Quasi cinquant’anni di indifferenza e di ritardi che ora ci costano cari e ci costringono ad affrontare l’emergenza climatica. Chissà se sarai tu a riuscire là dove il nostro Peccei non poté? Nutriti dunque, sia pur per poche ore, di questo lascito così pionieristico. Oggi Torino ti offre nuove sensibilità ambientali nella sua Università e nel suo Politecnico, dove di recente è stato attivato un corso sui cambiamenti climatici. 
Ma è pure una città di concreta industriosità: all’Alenia si costruiscono raffinati satelliti incaricati di osservare dallo spazio lo stato di salute del nostro pianetino; all’Istituto di Metrologia (Inrim) si controlla la precisione degli strumenti meteorologici con il progetto MeteoMet all’avanguardia mondiale; ed è anche la città in Italia con la più estesa rete di teleriscaldamento. 
Torino ogni tanto si dimentica delle cose che ha fatto e che può fare, ma queste rimangono conservate nelle sue ricche biblioteche, nelle accademie scientifiche, negli archivi che sempre più si stanno aprendo al mondo digitale. 
A Torino nel 1989 si tenne la dimenticata conferenza “Atmosfera, clima e uomo” che annunciava ciò che sarebbe poi successo se non avessimo fatto nulla. Purtroppo è andata così, ora occorrono nuove energie, nuove passioni, tu e i milioni di ragazze e ragazzi colorati, vivaci e giustamente preoccupati che ti seguono potete farcela a svegliare una società ancora troppo distratta. 
Ma non scordate mai il lavoro di chi prima di voi ha pazientemente costruito quel sapere che oggi sostiene la vostra sacrosanta lotta civile e a cui Torino ha sempre silenziosamente contribuito.
Leggi l'articolo completo: Nella città che difende il pianeta - La

FONTE Estratto: https://www.glonaabot.it/articoli-correlati/nella-citta-che-difende-il-pianeta-la-stampa
Immagine e altri articoli sulla presenza di GRETA a Torino, li potete trovare qui: https://www.glonaabot.it/articoli-correlati/nella-citta-che-difende-il-pianeta-la-stampa

mercoledì 4 dicembre 2019

Nuovo record dei livelli di gas serra, eventi sempre più estremi

Altro nuovo record dei livelli di gas serra. Lo dice l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) in un bollettino pubblicato qualche giorno fa. Questa tendenza a lungo termine, dicono gli esperti, si traduce in «impatti sempre più gravi dei cambiamenti climaticicon temperature in aumentocondizioni meteo più estremestress idricoinnalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri».
Inoltre «non vi è alcun segno di rallentamentoper non parlare di un calo», afferma il segretario generale dell'OMM, Petteri Taalas. Il bollettino dei gas serra dell'OMM ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione (ppm) nel 2018rispetto a 405,5 parti per milione nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell'ultimo decennio.
I livelli globali di CO2che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungohanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell'Artico remoto, aree montane e isole tropicali. Dal 1990c'è stato un aumento del 43% della forzatura radiativa totale - l'effetto del riscaldamento sul clima - da parte dei gas serra di lunga durataLa CO2 rappresenta circa l'80% di questo, secondo i dati dell'Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica degli Stati Uniti citati nel bollettino OMM.
Nessun rallentamento, dunque, «per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici», dice Petteri Taalas sottolineando che «dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell'umanità».
RISCALDAMENTO INEVITABILE, PREPARIAMOCI
«Un aumento di mezzo grado - un grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sarà inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verràgestire i danniLe temperature medie nel nostro paese sono già salite di due gradi dai livelli preindustriali, più della media globale (un grado). Il sistema è alterato, e questo rende più probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli degli ultimi giorni».
Lo spiega all'ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici al Politecnico di Milano. Lo studioso, facendo riferimento al recente bollettino dell’OMM, sottolinea inoltre che «il problema non è che aumenta la CO2fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c'è in atmosfera. Il problema è che aumenta così tantoLa concentrazione nell'atmosfera sale perché le emissioni non scendono e sono maggiori dell'assorbimentoQuesto vuol dire un progressivo aumento delle temperaturedella desertificazione e degli eventi estremi. Nessun singolo caso di maltempo che si è verificato in questi giorni in Italia è direttamente attribuibile al riscaldamento globale. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente più probabile il verificarsi di questi fenomeni».
EMISSIONI DI GAS SERRA AUMENTATE IN ITALIA NEL TERZO TRIMESTRE
Nel terzo trimestre del 2019 la stima tendenziale delle emissioni dei gas serra prevede un incremento rispetto all'anno precedente, pari allo 0,6%, a fronte di una crescita del PIL pari a 0,3% rispetto all'anno precedente. Lo rende noto il centro studi del Ministero dell'Ambiente, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
«Non si verifica l'auspicabile disaccoppiamento tra l'andamento delle emissioni e la tendenza dell'indice economico», commentano i ricercatori dell'Istituto.
L'incremento stimato è principalmente dovuto alla crescita dei consumi di combustibili per la produzione di energia elettrica (4,1%), dovuta prevalentemente alla riduzione della produzione di energia idroelettrica e delle importazioni.
Risultano invece in decremento i consumi - e quindi le emissioni - di carburanti nel settore dei trasporti (-0,1%) e di combustibili fossili nel settore del riscaldamento domestico (-0,4%).
(ANSA)
Potete leggere anche i seguenti articoli

venerdì 15 novembre 2019

Da Venezia a Matera l’emergenza climatica è qui, è ora, è in Italia

Il decidere di non decidere presenta il conto e lo sta facendo mettendo a rischio la vita di molte persone e i luoghi della cultura, simboli dell’Italia nel mondo

13/11/2019

Un difetto di prospettiva che ha accompagnato la discussione sul riscaldamento globale e sull’emergenza climatica (almeno fino a quando gli adolescenti di tutto il mondo non sono riusciti a farsi ascoltare  dalla politica) ha a che fare con la percezione di vicinanza/lontananza dal problema. Molti cittadini del cosiddetto primo mondo, e i loro governanti, hanno continuato a rinviare il momento in cui intervenire per evitare che l’ecosistema collassasse sotto i colpi dell’inquinamento perché, tutto sommato, non ne sperimentavano il disagio immediato. Se la temperatura d’estate sale di un po’, o se in autunno piove un po’ più forte, in fondo non casca il mondo, avrà pensato più di qualcuno.
Il decidere di non decidere, però, sta presentando il conto e lo sta facendo in modo profondo, doloroso e (per paradosso) così evidente da non poter più essere ignorato. E lo sta facendo nel nostro Paese. Di più: lo sta facendo continuando a mettere a rischio la vita di molte persone e i luoghi della cultura, i simboli dell’Italia nel mondo. Le inondazioni stanno facendo annegare ciò che di più prezioso abbiamo.
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, in un drammatico video notturno registrato in Piazza San Marco, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno che tutti ci diano una mano, e bisogna essere tutti uniti per affrontare questi che sono evidentemente gli effetti dei cambiamenti climatici.“

Ciò che fino a qualche tempo fa era un tema marginale nel dibattito pubblico - e che ancora oggi è fortemente sottovalutato in molti partiti, fondazioni e redazioni - è diventato improvvisamente ‘evidente’.
I numeri, che a volte possono apparire noiosi, hanno però spesso il merito di essere inflessibili. La Basilica di San Marco, dove l’acqua alta ha raggiunto 70 centimetri di altezza (causando danni ancora da quantificare), è stata colpita da simili inondazioni per sei volte negli ultimi 800 anni. Tre di questi sei casi è avvenuto negli ultimi venti anni, ben due negli ultimi dodici mesi.
Matera, capitale europea della cultura 2019, è stata colpita da un’alluvione (con venti fino a 150 km/h) che ha portato le strade a riempirsi di acqua piovana. L’acqua è defluita direttamente nella zona dei Sassi, causando danni agli edifici storici e commerciali.
Porto Cesareo, una delle località di maggiore pregio del Salento, è colpita da un paio di giorni da onde che hanno raggiunto anche i cinque metri di altezza. In alcune zone costiere non c’è più la spiaggia, e lo scirocco ha spostato le barche ormeggiate per centinaia di metri.
L’emergenza climatica è qui, è ora, è in Italia. Colpisce i luoghi della cultura e mette in pericolo intere comunità. Anche il momento della decisione non può che essere ora. In Scozia, la Galleria Nazionale, in accordo con le istituzioni, ha deciso di non accettare più le sponsorizzazioni di British Petroleum, perché incompatibili con la propria missione di fare “il possibile per affrontare l’emergenza climatica”. Sono decisioni forti, ma certamente chiare, conseguenza di scelte politiche non più rinviabili.

giovedì 7 novembre 2019

L'allarme di 11mila ricercatori: "La Terra è in piena emergenza climatica. Indicibili sofferenze umane inevitabili"

Gli scienziati propongono sulla rivista BioScience sei misure urgenti per fare fronte ai danni della febbre del pianeta. Gli Usa, intanto, notificano all'Onu il ritiro dal trattato di Parigi

giovedì 20 giugno 2019

Fridays For Future – Dichiarazione di Emergenza Climatica in Toscana e a Firenze



Fridays For Future approva la recente mozione del consiglio della regione Toscana per la dichiarazione di emergenza climatica, come richiesto dal nostro movimento e come già fatto da vari stati, paesi e città del mondo.
La dichiarazione di emergenza climatica è solo il primo passo di un lungo percorso. Se alle parole non si affiancano fatti l’intera operazione perde completamente di senso. Siamo in uno stato di emergenza, esattamente come se fossimo in guerra assediati da un esercito accampato fuori dalle mura della nostra città e finalmente siamo in grado di riconoscerlo ufficialmente. Si, sono passati molti anni da quando hanno iniziato ad avvertirci che saremmo arrivati a questo, da quando la nostra metaforica guerra è iniziata, ma finalmente (meglio tardi che mai) riusciamo a riconoscere l’emergenza. Questo però non basta. Adesso che facciamo? Continuiamo con i soliti progetti, con le solite politiche di prima? Deve essere chiaro, riconoscere di essere in uno stato di emergenza significa agire nell’interesse di uscire dall’emergenza, e per questo molti provvedimenti devono essere fatti subito. Se alcuni dei provvedimenti richiesti prevedono pianificazione, consultazioni e sblocchi di risorse che non possono essere immediatamente disponibili, alcune cose possono e devono essere fatte immediatamente.

Per fare un paio di esempi, non si può pensare in uno stato di emergenza climatica di potenziare un aeroporto come quello di Firenze, costruendo un nuovo aeroporto a tutti gli effetti, che aumenterebbe esponenzialmente il numero di voli. L’aereo è il mezzo che emette più CO2 superando il treno di 50 volte in termini di emissioni. Un progetto completamente contrario alla situazione di emergenza climatica che stiamo vivendo. Come se in una città
assediata in stato di emergenza si utilizzassero le poche risorse disponibili per dare un aiuto agli assedianti invece che per trovare una via di uscita. Siccome fino ad ora la Regione Toscana ha sostenuto il progetto dell’aeroporto, vogliamo dargli l’idea che forse, per essere coerenti con le dichiarazioni fatte, le prime azioni da sostenere dovrebbero essere la cancellazione dei progetti che vanno in direzione contraria a quella necessaria alla nostra sopravvivenza e alla transizione ecologica: è necessario cancellare il nuovo aeroporto di Firenze e, per fare un altro esempio, cancellare l’inceneritore di Case Passerini (il cui progetto non è ancora stato cancellato definitivamente).

Un inceneritore inquina e produce polveri sottili e a Firenze non produciamo abbastanza rifiuti da farlo funzionare in continuo e dovremmo importare rifiuti da fuori. Inoltre per quanto riguarda il recupero energetico, un inceneritore rilascia molti più gas climalteranti di una centrale a carbone a parità di energia elettrica prodotta.

Possiamo comunque dire che per Fridays For Future Firenze, la dichiarazione di stato di emergenza climatica da parte della Regione Toscana è un passo importante, e lo sarà altrettanto il fatto che l’emergenza climatica venga dichiarata anche dalla città di Firenze. Vogliamo essere chiari sui passi da intraprendere, la dichiarazione di stato di emergenza è solo il primo dei tre punti che dovranno essere affrontati nell’emergenza climatica. DITE LA VERITÀ: cioè dite che abbiamo solo dodici anni per arrestare una catastrofe planetaria e i danni prodotti in due secoli; dobbiamo con questi atti portare attenzione sul tema. AGITE SUBITO: cioè indicate ora le cose da fare al più presto e soprattutto le cose da non fare più. CONVOCATE LE ASSEMBLEE: la conversione ecologica non può farsi senza la popolazione.

Lunedì 17 giugno alle 15.30 faremo un presidio in piazza San Firenze e sotto Palazzo Vecchio in concomitanza con l’insediamento del nuovo consiglio comunale di Firenze per chiedere a gran voce di dichiarare lo stato di emergenza climatica anche per la città di Firenze, e speriamo di essere ascoltati, perché continueremo a richiederla fino a che non ci sarà concessa. Ma dopo le dichiarazioni di supporto fatte dagli amministratori durante le nostre manifestazioni (che speriamo non fossero solo “campagna elettorale”) non dovremmo temere di essere ignorati.

Fridays For Future Firenze

FONTE: https://www.toscananews.net/fridays-for-future-dichiarazione-di-emergenza-climatica-in-toscana-e-a-firenze/

La Toscana sarà la prima regione a dichiarare l’emergenza climatica

Immagine da Consorzio LAMMA
Immagine da Consorzio LAMMA

12 giugno 2019

Approvata a grande maggioranza mozione di Sì -Toscana a Sinistra. Le iniziative di contrasto al cambiamento climatico dovranno essere “una priorità trasversale”

La Toscana sarà la prima Regione italiana a dichiarare l’emergenza climatica. E’ stata approvata oggi 12 giugno la mozione presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a Sinistra. La Regione Toscana è chiamata a “dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale”, come “assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, coordinando e rafforzando ulteriormente politiche, azioni e iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire”.
“La politica si assuma la propria responsabilità” ha detto il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori illustrando l’atto in aula, “serve un cambio di mentalità” dinanzi alla “principale emergenza planetaria che dobbiamo fronteggiare: la dichiarazione dello stato di emergenza è il primo passo nella direzione giusta e la Toscana apre la strada, prima Regione in Italia a farlo”.

Più nel dettaglio, con l’approvazione della mozione la Giunta regionale è impegnata a sostenere, in attuazione dell’accordo di Parigi, “obiettivi più ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia”; ad attivarsi affinché siano adottate “opportune forme di fiscalità ambientale, rivedendo le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali a favore della sostenibilità, anche attraverso la revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”; a favorire e incrementare gli investimenti sulla ricerca e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, sul risparmio energetico e sull’efficiente produzione dell’energia”; ad assumere “ogni idonea iniziativa finalizzata a sollecitare la partecipazione degli enti locali alla definizione del nuovo quadro energetico e ambientale determinato dalla dichiarazione di emergenza climatica”.

Infine la mozione impegna anche la Giunta toscana a richiedere “l’esclusione dal patto di stabilità delle spese e degli investimenti delle Regioni e degli Enti locali volti alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento al cambiamento climatico, con particolare riguardo alle risorse finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio per la prevenzione dal dissesto idrogeologico e dalla siccità”.

Accolto anche un emendamento del PD “affinché il governo nazionale riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l’esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volte a non compromettere il futuro delle nuove generazioni”.