Pagine
VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
CALENDARIO
mercoledì 24 aprile 2019
Stop incentivi agli inceneritori!
mercoledì 22 gennaio 2014
SI SPENGE L'INCENERITORE DI VERONE CA' DEL BUE?
„
Verona, il clamoroso dietrofront su Ca' del Bue: "Pochi rifiuti, niente incentivi. Teniamo spento"
“
Verona, il clamoroso dietrofront su Ca' del Bue: "Pochi rifiuti, niente incentivi. Teniamo spento"
„
“Il piano industriale si basava su una quantità di 196mila tonnellate di rifiuti annui da bruciare a Ca' del Bue o sui Cip 6. Se non ci saranno i Cip 6, la sostenibilità dipenderà essenzialmente dalla quantità dei rifiuti conferiti”
“se la sentenza sarà contro il ripristino dei Cip6, sarà la pietra tombale di Ca' del Bue. Al contrario, se gli incentivi resteranno, un accordo con la Regione lo troveremo per garantire le 150mila tonnellate annue per far funzionare il termovalorizzatore e confermare le tariffe di conferimento sostenibili per i 98 Comuni della provincia”
FONTE ARTICOLO: http://www.veronasera.it/cronaca/verona-clamoroso-dietrofront-ca-bue-pochi-rifiuti-niente-incentivi-teniamo-spento-inceneritore-20-gennaio-2014.html
Potrebbe interessarti:http://www.veronasera.it/cronaca/verona-clamoroso-dietrofront-ca-bue-pochi-rifiuti-niente-incentivi-teniamo-spento-inceneritore-20-gennaio-2014.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/veronasera
domenica 8 dicembre 2013
Gli ex gestori del Pollino indagati per truffa
Milioni dallo Stato all’inceneritore che doveva produrre energia
bruciando i rifiuti: ma per la procura le procedure non venivano rispettate
Il “ pacco natalizio”, sotto forma di decreto d’ingiunzione di pagamento, è atteso a giorni a palazzo comunale. E parliamo di un regalo di cui Pietrasanta, alla pari degli altri 6 comuni versiliesi, avrebbe fatto volentieri a meno perché riguarda i 15 milioni e 300 mila euro che le stesse amministrazioni sono chiamate a liquidare a Termomeccanica. In questo caso la vicenda giudiziaria si innesca oltre 20 anni fa, con la ditta incaricata di realizzare l’impianto, la Termomeccanica appunto, che ha poi presentato tutta una serie di riserve, per circa 80 miliardi delle vecchie lire, relative a problematiche di vario genere e ritardi nell'esecuzione dei lavori. E così giovedì i sindaci della Versilia, si sono incontrati con il presidente della Regione Rossi per aprire un tavolo di trattative con la ditta per ridurre l’importo del dovuto.
lunedì 28 gennaio 2013
Ambiente, combustione rifiuti nei cementifici: danni alla salute?
Al via la campagna di Legge Rifiuti Zero contro il decreto che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, approvato dal Governo nell'ottobre 2012 ed oggi all'esame della Commissione Ambiente
Un nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 ottobre 2012 ed inviato al Parlamento. Questa la denuncia della vasta rete associativa che aderisce alla campagna nazionale “Legge Rifiuti Zero” in merito al provvedimento che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. «Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola», spiegano le associazioni.
La nuova proposta legislativa riguarda l’utilizzazione “energetica” del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.), riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall’obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.
La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori «È una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario – sottolineano le associazioni – Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall’altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo».
«Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori: i cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più».
«Diversi cementifici sono inseriti a ridosso di centri urbani già pesantemente inquinati come Colleferro nel Lazio, Barletta e Taranto in Puglia, Rezzato in Lombardia, Monselice in Veneto, Maddaloni in Campania, con le conseguenza di provocare un’escalation di contaminazione».
La Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero” – con la sua rete di oltre 150 associazioni nazionali e locali, coordinamenti regionali e comitati locali in diciotto Regioni diverse – chiede di fermare questa proposta ed ogni qualsiasi decisione in merito. «Lanciamo una mobilitazione generale per fermare il proseguimento dell’esame in Commissione Ambiente, anche in vista del deposito a breve del Testo di Legge di Iniziativa popolare che prevede la moratoria sino al 2020 per gli inceneritori ed i cementifici che utilizzano rifiuti e la revoca degli incentivi che consentono di sopravvivere a queste industrie tossiche, insostenibili per l’ambiente e per la salute».
25 Gennaio 2013
Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”
Piazza
Vittorio Emanuele II, 2 – Roma
leggerifiutizero@gmail.com
Tel. 340 3719350
FONTE: http://genova.erasuperba.it/ambiente-governo-decreto-rifiuti-cementifici-attacco-salutemercoledì 12 dicembre 2012
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE NAZIONALE SUL CICLO DEI RIFIUTI
La presente proposta di legge ha come fine l’ applicazione:
1 del sesto programma di azione per l’ambiente della CE, in particolare in materia di riduzione dei rifiuti che prevedeva la riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
2 della risoluzione del parlamento europeo del 24 maggio 2012 “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” nella parte riguardante i rifiuti e l’utilizzo delle biomasse.
3 Della Direttiva quadro 2008/98/CE, laddove in particolare indica la scale delle priorità nella gestione dei rifiuti e afferma che “la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia”, per cui, all’interno del recupero diverso dal riciclaggio, va privilegiato il recupero di materia rispetto al recupero di energia;
4 Del risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali nonché della sentenza della Corte Costituzionale n. 199 del 2012, che esclude l’obbligo dell’assegnazione del servizio tramite gara, ma permette l’affidamento diretto a proprie società interamente pubbliche, così come previsto dalla legislazione europea.
...........................
Il problema della salvaguardia ambientale e della salute riguarda in particolare la tecnologia dell’incenerimento, tecnologia destinata a scomparire secondo la risoluzione citata del Parlamento europeo.
Su questa tecnologia si vuole ribadire:
Gli inceneritori non eliminano i rifiuti ma li scompongono trasformandoli in composti e particelle chimiche in gran parte pericolose e non sono alternativi alle discariche in quanto necessitano di discarica di servizio per lo stoccaggio delle scorie (ceneri di fondo residue) e delle ceneri volanti dei sistemi di abbattimento e dei filtri. Sia ceneri che scorie contengono contenenti sostanze tossiche, le prime normalmente ad ad elevata concentrazione tanto da essere classificate rifiuti pericolosi, le scorie a concentrazioni più basse ma comunque sufficientemente elevate da non poter essere utilizzate, a meno che non si voglia diluirle, operazione giustamente vietata e il cui divieto è ribadito nell’art. 8 bis.
La normativa in vigore in Italia, in accordo ed in recepimento delle rispettive Direttive della C.E., che regola le fasi di trattamento del ciclo dei rifiuti è attualmente connotata dal concetto basilare di “ciclo integrato” che contempla tra le tecnologie ammesse l’incenerimento dei rifiuti come possibile metodologia di recupero energetico. Di fatto l’incenerimento in Italia è caratterizzato da impianti a basso rendimento, quindi classificati quali impianti di smaltimento in base all’allegato 2 della direttiva quadro 2008/98/CE, recepita dal decreto legislativo n. 205 del 2010, che definisce gli impianti di incenerimento quali impianti di smaltimento al pari delle discariche qualora non raggiungano rese pari al 60% se autorizzati entro il 31/12/2008 e del 65% se autorizzati successivamente. Inoltre in tali impianti vengono utilizzati anche frazioni preziose recuperabili come carta e plastica, anche da raccolta differenziata, pratica che il parlamento europeo nella sua risoluzione esclude, come già precedentemente esposto, e pratica che fa sì che in Italia le rese di riciclaggio si discostino sensibilmente da quelle di raccolta differenziata.
La tecnologia dell’incenerimento dei rifiuti è da sempre stata oggetto di interventi normativi incentivanti, come il regime cosiddetto CIP6 o attualmente quello dei certificati verdi, che hanno di fatto rappresentato un ostacolo concorrenziale che ha distorto e fortemente limitato sinora lo sviluppo delle pratiche e delle tecnologie legate al riciclo e recupero di materia quali fase preordinate nella scala gerarchica normativa, non ultimo quello previsto dal DM del 6 luglio 2012 che anacronisticamente rilancia gli incentivi all’incenerimento dei rifiuti.
La tecnologia dell’incenerimento dei rifiuti è da sempre stata oggetto di fortissimo contrasto da parte sia di settori della ricerca scientifica, in particolare quelli della medicina ambientale e della medicina oncologica essendo tali impianti classificati all’art 216 del Testo Unico Sanitario (G.U. n. 220 del 20/9/1994) come “impianti insalubri di classe I°”, che di organizzazioni civiche delle popolazioni circostanti impianti esistenti od in progettazione a causa di numerosi studi ed indagini epidemiologiche che hanno indagato sulle emissioni di particolato atmosferico prodotte in fase di combustione e sulla composizione di molte molecole conosciute (diossine, pcb, furani, composti alogenati) con azione cancerogena e mutagena di cui sono noti gli effetti letali sulla salute umana e l’azione irreversibile di contaminazione della catena biologica,
Il Parlamento Europeo con la sua risoluzione citata, impegna gli Stati membri ad escludere il ricorso all’incenerimento dei rifiuti “riciclabili e compostabili” ed il ricorso alle discariche entro il 2020, e contemporaneamente indica nelle pratiche di riduzione / prevenzione ed in quelle di riuso – riciclo – recupero di prodotti e di materiali la strada maestra per la riconversione del ciclo di trattamento dei rifiuti e per lo sviluppo di una vera “green-economy” in tutti gli Stati membri in Europa,
Il movimento internazionale denominato “Zero Waste” da almeno quindici anni diffonde in USA, in Europa ed in tutto il mondo, attraverso l’attività di attivisti volontari come il prof. Paul Connett ed altri, il messaggio di una concreta alternativa sintetizzato nella cosiddetta “Strategia Rifiuti Zero” che prevede entro il 2020 il raggiungimento del percorso della riduzione della produzione di rifiuti, della riprogettazione industriale e del recupero totale di materia, senza il ricorso nè all’incenerimento nè alla discarica a regime. Messaggio oggi già accolto in molte grandi e piccole città in California USA (S. Francisco-Oakland-Santa Cruz-Berkley), in Australia (Canberra-Sidney), in Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica) in Argentina a Buenos Aires, in Italia (Capannori-Novara-Napoli),
Gli impianti industriali di incenerimento di rifiuti e gli impianti di combustione di biomasse, che producono entrambi particolato atmosferico tossico anche se di composizione diversa, hanno necessità di elevati investimenti di capitali e parimenti di elevati periodi di ammortamento del capitale in genere previsti entro i quindici anni di vita dell’impianto stesso. Tali piani di ammortamento sono garantiti dalla sottoscrizione di un contratto di fornitura di materiali in ingresso a carico della/e amm.ni comunali conferenti che prefigura il deleterio meccanismo del “vuoto per pieno”, ossia l’obbligo a pagare comunque sulla base del tonnellaggio garantito contrastando di fatto l’avanzata della raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti, che rappresenta oggi sulla base delle prescrizioni del Parlamento Europeo, una vera e propria ipoteca ed un ostacolo insormontabile al rispetto degli obiettivi comunitari presenti e futuri.
LEGGI L'ARTICOLATO DELLA LA PROPOSTA DI LEGGE: http://www.zerowastelazio.it/1/upload/testo_legge_nazionale_zero_waste.pdf
SITO UFFICIALE: http://www.zerowastelazio.it/1/il_testo_della_proposta_di_legge_nazionale_zero_waste_1025734.html
martedì 31 luglio 2012
INCENERITORI A GOGO' con i nuovi incentivi !!!
Mette in crisi le rinnovabili vere, tagliando loro le gambe con la burocrazia, ma in compenso elargisce incentivi a chi brucia rifiuti indifferenziati. Il decreto sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, infatti, prevede specifiche tariffe per incentivare l'energia elettrica prodotta bruciando rifiuti "non provenienti da raccolta differenziata".
Gli impianti al di sotto dei 300 kW che bruciano immondizia sono incentivati addirittura più generosamente di un piccolo impianto fotovoltaico sul tetto di una casa: prendono 257 euro a MWh per 20 anni, per le taglie più grandi si scende a 145 euro/MWh.
Inoltre viene riconosciuto un periodo transitorio di 6 mesi contro i 4 delle altre fonti rinnovabili.
Qui il testo integrale del decreto http://qualenergia.it/sites/
Ennesima conferma dell'attualita' della vertenza di rimborso che noi di Diritto al futuro sostenuti dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, stiamo portando avanti da 3 anni e che proprio in questa calda estate e' entrata nel vivo, con le udienze di Torino e Acerra.
Solo con le sentenza le lobbies degli inceneritoristi avranno cio' che si meritano. Quindi aiutateci a diffondere quanto piu' la vertenza.
Al fondo della presente il testo integrale del decreto.
Associazione Diritto al futuro
www.dirittoalfuturo.it


