VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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martedì 29 luglio 2025

RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITÀ TOSCANA

DIFFONDIAMO LA NOTIZIA SULLA RACCOLTA DI FIRME. DAL BLOG DI ALTERNATIVA COMUNE DI PONTASSIEVE. (https://alternativacomunepontassieveblog.blogspot.com/2025/07/raccolta-firme-per-il-referendum.html)

Il gruppo di Alternativa Comune Pontassieve aderisce alla campagna di RACCOLTA FIRME per il REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITA'.

Occorrono 35.000 firme entro l'ultima settimana di SETTEMBRE

I MODULI sono stati consegnati in comune a Pontassieve.

PER FIRMARE BASTA RECARSI ALL'UFFICIO URP DI PONTASSIEVE 

  • TUTTE LE MATTINE DAL LUNEDI' AL SABATO

DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 12.30 

  •  MARTEDI' E GIOVEDI' 

ANCHE DI POMERIGGIO DALLE ORE 15.15  ALLE ORE 17.45.  

Qualche informazione sul Referendum. 

Comunicato ufficiale dei promotori

Sono passati 10 anni da quando fu approvata la RIFORMA del Servizio Sanitario Regionale in TOSCANA, legge 84/2015 (da noi definita SCHIFORMA).
Quella Riforma noi la contestammo democraticamente e fortemente e mai avremmo pensato che la partecipazione dei Cittadini venisse offesa e vituperata impedendo lo svolgimento del REFERENDUM Abrogativo. In Toscana, già patria della civiltà democratica, subimmo e vivemmo la stagione buia dello strapotere politico.

Eppure non occorreva essere profeti per prevedere le sventure che si sarebbero verificate. Purtroppo.
Da subito contestammo l’idea fondante e  cioè che “riducendo il numero delle Asl e concentrando in poche mani i livelli di programmazione, direzione e gestione si potessero ottenere risparmi economici, miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi”. Questa idea non trovava riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e internazionali dimostravanono che – nove volte su dieci – le macrofusioni organizzative in sanità producevano l’effetto contrario: facevano aumentare i costi e riducevano l’efficienza e la qualità dei servizi”.
Altra critica formulata riguardava “il gigantismo organizzativo” che in sanità non paga: aumenta la complessità organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali.
Nel complesso lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente costosi “producono migrazioni di massa verso il settore privato, soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche questo era un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del definanziamento del servizio sanitario pubblico. ll mix che porta alla privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta”.
Ed oggi purtroppo, ripeto, purtroppo il sistema è andato in progressiva sofferenza. Lunghi tempi di attesa, liste chiuse, difficoltà di accesso per motivi economici o di residenza. Desta vergogna pensare che 220.000 cittadini toscani rinunciano alle cure per motivi economici.  

Dopo 10 anni è tempo di verificare l’attuazione della legge di riforma del 2015. Chiediamo e ci chiediamo:
- Ha migliorato il Servizio Sanitario Regionale?
- Le AUSL di Area Vasta hanno semplificato o complicato la gestione?
- I Presidi Ospedalieri hanno migliorato o peggiorato la capacità di ricovero? 
- I tempi di attesa per un ricovero programmato sono aumentati o diminuiti?
- Il numero dei posti letto ospedalieri sono aumentati o diminuiti?
- I tempi di attesa per prestazioni di diagnostica e specialistica sono aumentati o ridotti?
- Gli Ospedali periferici/zone disagiate/di zona sono stati potenziati o ridimensionati?
- Il Pronto Soccorso dei Presidi Ospedalieri garantisce una migliore risposta o è peggiorato?
- Sono state attivate le Case della Salute/Comunità con tutti i servizi socio-sanitari previsti? 
- Le posizioni dirigenziali/ dipartimentali/struttura/professionali sono aumentate o ridotte?
- Il territorio è stato valorizzato?
- Le risorse sono state redistribuite tenendo conto delle realtà periferiche?
- I Sindaci riescono a indirizzare la programmazione socio-sanitaria in area vasta?
- II Bilancio regionale della sanità dal 2015 ad oggi ha registrato economie di scala oppure disavanzi con obbligo di tassazione aggiuntiva? 
- Le prestazioni richieste in libera professione sono aumentate o ridotte?
- Il ricorso al Privato è aumentato o ridotto? 
- Il ricorso a rapporti atipici (tipo a gettoni) ha influito nella qualità assistenziale?
- Nel campo della Prevenzione (Igiene e sicurezza luoghi di lavoro, Alimenti, veterinaria ecc.) ci sono stati miglioramenti?

A nostro modo di vedere, complessivamente, il SERVIZIO SANITARIO REGIONALE è peggiorato. La Legge che ha imposto le Aree Vaste ha fallito. Non c’è giorno che non vengano denunciate carenze organizzative:
1) Elba.  Forse è anche un optional avere all’Elba un cardiologo fisso che in caso di urgenza potrebbe salvare la vita?
2) Massa. “devo prenotare un esame per mio padre per il prossimo Settembre/Ottobre presso il NOA di Massa ma la lista è chiusa.
3) Livorno. “Siamo alla follia nel mese di gennaio all'ospedale di Cecina è stato sospeso il servizio ambulatoriale della terapia del dolore, i malati non riescono ad avere appuntamenti nei tempi previsti per rinnovare piani terapeutici”
4) Empoli. Peggiora la situazione del Pronto Soccorso 
5) Lucca. Pronto Soccorso Odissea nello strazio. Turni infernali
6) Grosseto. Si sente male in Ospedale: mezz’ora per soccorrerla
7) Prato. Caos Emergenza, Per CGIL il sistema è sbagliato
8) Pistoia. Ospedale Caos. Ricoveri Impossibili
9) Arezzo. I Sindaci sulla nomina del D.G. “Non possiamo esprimere alla Conferenza nessun parere perché il messaggio che la Regione ci ha dato è stato chiaro: nella sostanza il nostro consenso è irrilevante.”

Quando interpelli gli Operatori Sanitari ricevi conferme del disastro provocato dalla SCHIFORMA:
- l’accorpamento ha allungato eccessivamente le linee gestionali, emarginando i territori;
-  la creazione di dipartimenti multi provinciali ha creato strutture così grandi da influire negativamente sulla gestione rendendo impossibile una reale partecipazione degli operatori;
- alla fine gli organismi di partecipazione dei professionisti (consiglio dei sanitari, ufficio di direzione) sono stati esautorati ed il potere è stato concentrato nella triade di vertice, escludendo rappresentanti dei territori e dei professionisti;
- Sotto il profilo economico i presunti risparmi derivanti dalla concentrazione sono stati riassorbiti dalle strutture di controllo necessarie alla gestione di macroaziende.

                            Per questo siamo tornati 
e proponiamo un REFERENDUM CONSULTIVO per dare ai Cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente.
                                                             
 QUESITO REFERENDARIO 

“Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015 (“Riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla l.r. 40/2005”), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”
 
Ciò al fine  di garantire un piu’ efficace coinvolgimento delle comunità  locali necessario per una migliore analisi dei bisogni e delle esigenze dei cittadini toscani, nonché una piu’ adeguata e coerente risposta organizzativa, gestionale e socio- assistenziale  in particolare sulle liste di attesa, ricoveri e accesso al pronto soccorso.

Per il Comitato Promotore
Giuseppe Ricci - Eva Giuliani - Oreste Giommoni 


QUI elenco aggiornato di tutti i comuni dove si può firmare

QUI, RELAZIONE ILLUSTRATIVA per saperne di più. 

mercoledì 14 luglio 2021

Massorondinaio, 500 firme per avere una valutazione di impatto sanitario e ambientale

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2021/07/07/81018/] con licenza BY-NC-SA 3.0

Oltre 500 cittadini di San Piero a Sieve hanno firmato l’istanza del Comitato di Massorondinaio presentata alla ASL e al Sindaco del Comune di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, quale autorità sanitaria locale, al fine di valutare l’impatto ambientale e sanitario del progetto di un nuovo impianto di recupero rifiuti speciali per una quantità pari a 166.000 tn/anno, mediante attività che prevedono lo stoccaggio ed il recupero attraverso operazioni di frantumazione e vagliatura di materiali inerti. 

I rifiuti in ingresso al nuovo impianto sono costituiti da sfridi e scarti di prodotti ceramici crudi smaltati e cotti, laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e i traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purchè privi di amianto…

L’area in cui andrà ad insediarsi la nuova attività di recupero rifiuti è la zona industriale di Massorondinaio che ormai è tristemente nota per la questione spinosa della vicinanza tra industrie insalubri e abitazioni, centri sportivi e parco pubblico. E’ ormai chiaro che nuove industrie insalubri o ampliamenti e potenziamenti delle esistenti sarebbe logico evitare di localizzarle in aree densamente abitate. Infatti, secondo i principi previsti dal nuovo piano strutturale intercomunale, i nuovi piani operativi comunali devono prevedere l’ubicazione delle nuove attività produttive che comportano emissioni inquinanti o acustiche e il trasferimento di quelle esistenti in ambiti impropri, in aree distanti da quelle prevalentemente residenziali.

Inoltre esiste un regolamento urbanistico vigente che limita l’apertura o l’ampliamento delle nuove industrie insalubri ad altra zona proprio per evitare la commistione di industria e abitato. La amministrazione comunale aveva la possibilità, sin d’ora, di esprimere politicamente ciò che poteva essere San Piero a Sieve: un paese con una pianificazione territoriale coerente con il recente piano strutturale intercomunale. 

Invece non è stato così. 

La mozione consiliare proposta dal Comitato Massorondinaio (vedi qui) con cui si chiedeva alla nostra amministrazione comunale, oltre all’esclusione di nuove industrie insalubri di prima classe nell’area industriale di Massorondinaio e ad una progressiva delocalizzazione di quelle esistenti, di negare la conformità urbanistica ad una richiesta di ampliamento di industria insalubre (nuovo impianto mobile di recupero rifiuti) in zona non conforme al suo stesso piano operativo è stata bocciata: 12 voti contrari da parte della maggioranza e 5 a favore da parte delle opposizioni. 

Il Sindaco Federico Ignesti ha cercato di porsi agli occhi del Comitato come colui che ha sempre ascoltato le nostre giuste osservazioni, tanto da promettere nuovamente in Consiglio Comunale una riqualificazione di Massorondinaio nel prossimo piano operativo. 

Ma quello che risulta agli atti è che la amministrazione comunale ha dato la conformità urbanistica ad un ampliamento di una industria insalubre in Massorondinaio. Quando si amministra contano gli atti che si producono non le dichiarazioni di intenti future….

Adesso i cittadini chiedono all’ASL che, prima del rilascio di qualsiasi nuova autorizzazione ad industrie insalubri in località Massorondinaio, come quella relativa all’impianto di recupero rifiuti, esprima un parere che valuti il rischio sanitario nell’area in questione e impegnano il sindaco ad attivarsi verso questo ente affinché questa valutazione venga espressa al più presto.

Comitato di Massorondinaio

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2021/07/07/81018/] con licenza BY-NC-SA 3.0

mercoledì 2 luglio 2014

Cave Apuane: 100.000 firme per tutela montagne. 'Si torni a testo originale piano paesaggi'

Oltre 100 mila firme per tutelare le Apuane sono state trasmesse oggi al Consiglio regionale della Toscana nel corso di una manifestazione organizzata da svariati comitati per la difesa delle suggestive montagne toscane, da Legambiente e Italia Nostra

Al presidio, oggi a Firenze di fronte alla sede del Consiglio regionale nel giorno in cui viene approvato il nuovo Piano di Indirizzo Territoriale (Pit) che prevede anche le disposizioni in materia paesaggistica, hanno preso parte svariate decine di persone, molte delle quali arrivate appositamente dalla provincia di Massa-Carrara. 

"Il testo del piano, così come modificato in commissione per motivi che poco hanno a che fare con le esigenze di tutela del paesaggio, è molto annacquato rispetto alla formulazione originale uscita dalla giunta e voluta dall'assessore all'urbanistica Anna Marson - ha detto Maria Rita Signorini, della segreteria nazionale di Italia Nostra - noi tutti chiediamo di tornare a quel testo, che proteggeva davvero le Apuane, al contrario di quanto avviene con la norma modificata".

Tanti gli striscioni esposti durante la manifestazione: tra questi 'Apuane non solo marmo', 'Apuane ogni anno 10 mln di tonnellate di montagna demolite', 'qui per difendere la montagna la vita l'acqua l'ambiente e il lavoro', ed anche una vignetta del disegnatore Sergio Staino dedicata al tema della 'svendita' del marmo delle Apuane all'estero. (ANSA).


TUTTA LA RASSEGNA STAMPA SULLE APUANE 
 sul sito della RETE DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO:
http://www.territorialmente.it/rassegna/

venerdì 27 giugno 2014

"Sessantamila firme per le Apuane”


Asor Rosa, Montanari, Baldeschi e la Rete dei comitati si schierano a difesa del Piano paesaggistico dell’assessore Marson che stamattina verrà votato nella commissione Ambiente del consiglio regionale

LE CAVE sulle Apuane, divenute l'emblema della battaglia in nome della difesa del territorio, oppongono in queste ore ambientalisti e imprese del marmo. Il ring dello scontro è la commissione Ambiente del consiglio regionale che stamattina  -  dopo diversi rinvii  -  dovrà votare il Piano del paesaggio firmato dall'assessore Marson. Un provvedimento, concordato col ministero dei Beni culturali il 24 dicembre scorso, che nella stesura originaria fissava regole rigidissime per le attività estrattive, in particolare dentro il Parco delle Apuane dove erano previste prescrizioni sulle cave che avrebbero portato alla chiusura di circa un terzo delle miniere, almeno secondo i calcoli degli industriali del settore. Le proteste e le polemiche scatenate da quel testo hanno portato Marson, che si è confrontata con sindaci e aziende, a modificare il Piano più volte fino a dettare regole per la valutazione di impatto ambientale per autorizzare le future escavazioni e a introdurre un classificazione delle cave. 
Neppure questa versione convince Confindustria, che sostiene che le nuove norme metteranno a repentaglio "il futuro di 2mila aziende toscane del settore, con un volume di affari di 2 miliardi, di cui 700 milioni rappresentati dall'export, e 10mila posti di lavoro". Numeri contestati da Eros Tetti del comitato "Salviamo le Apuane" che in due giorni ha già raccolto oltre 60mila firme per la petizione on line che chiede di sospendere ogni attività sulle montagne della Versilia:: "I dipendenti delle cave secondo l'ultimo censimento ufficiale che risale al 2000 erano 614, il ricatto occupazionale va smascherato", assicura. Al suo fianco si schierano Alberto Asor Rosa, il presidente della Rete dei comitati per la difesa del territorio Mauro Chessa, lo storico dell'arte Tomaso Montanari e il docente universitario di Architettura Paolo Baldeschi. "La lobby delle imprese marmifere in queste ore sta facendo un forte pressing sui consiglieri regionali per non far approvare il piano", spiega Baldeschi. Chessa cerca di rendere l'idea del fenomeno: "Quattro milioni di tonnellate di marmo sono l'equivalente di 144 chilometri di autobus incolonnati, uno sproposito".
Montanari difende l'assessore regionale Marson che firma il Piano: "Non c'entra niente tirare in ballo Michelangelo in questa storia, lui non avrebbe certo condiviso lo sfruttamento delle cave per fare dentifrici, ghiaia e vasche da bagno per miliardari sauditi. Le Apuane, così come la Val di Susa e il centro storico dell'Aquila, sono un problema nazionale, che riguarda la nostra democrazia, il rispetto della volontà popolare". Asor Rosa prevede conflitti sempre più aspri nell'immediato futuro: "Le Apuane devono diventare una vicenda esemplare per guidare le scelte nella giusta direzione". 
Gli replicano i tre parlamentari toscani del Pd Dario Parrini, Raffaella Mariani e Andrea Marcucci: "Oggi è possibile coniugare l'attività estrattiva con il rispetto dell'ambiente, non ci sono i barbari alle porte". Nella commissione ambiente del consiglio regionale stamattina il Pd approverà il Piano dove sono stati accolti gli emendamenti proposti da Pellegrinotti: "per garantire che nessuna cava chiuderà pur rispettando i vincoli di tutela del parco". 

lunedì 23 giugno 2014

Campi Bisenzio: 1300 firme per Rifiuti Zero e non finisce qui!



Campi: 1300 firme per Rifiuti Zero e...non finisce qui

Martedi 17 Giugno sono state consegnate al Comune di Campi le prime Firme raccolte in questi mesi per chiedere  l'adozione della strategia Rifiuti Zero ed il blocco del progetto di costruzione dell'Inceneritore di Case Passerini proposto dall'azienda Qthermo formata da Quadrifoglio e Gruppo Hera.

La consegna è stata sostenuta da un presidio di controinformazione al quale, fino all'ultimo momento, abbiamo raccolto le firme di tutti quegli abitanti seriamente preoccupati dall'avanzamento delle procedure di autorizzazione per l'inceneritore ed altrettanto convinte della necessità di una gestione altra del ciclo dei rifiuti che punti al riuso, al riciclo, alla differenziata ed alla riduzione della loro produzione a monte come antidoti alle nocività che stanno seppellendo la Piana e strumenti per rilanciare occupazione e tutela della ricchezza
collettiva.

Il Comune ha protocollato 84 "griglie" e oltre 1300 nomi. Un piccolo successo dell'iniziativa, soprattutto nella capacità di attivare gli abitanti che hanno animato un importante dibattito dal basso, che apre nuove sfide e può farci guardare avanti.

E Infatti...

1- La raccolta firme NON E' FINITA:
Sarà possibile integrare nuove firme a quelle già consegnate. Firmate ancora! Fate firmare!
In tutte le prossime iniziative sarà possibile farlo.
Chi volesse organizzarsi può stampare tutti i materiali da qui:
http://pianacontronocivita.noblogs.org/2014/02/10/petizione-no-inceneritore-fermarlo-e-possibile-e-tocca-a-te/

2- Un Consiglio Comunale Aperto:
La Petizione Popolare per cui le firme sono state raccolte verrà
presentata-discussa e votata al Comune di Campi. Vogliamo che tutto questo processo sia pubblico, trasparente e aperto ai cittadini per questo stiamo cercando di ottenere un Consiglio Comunale Aperto la cui data (che ancora non c'è) verrà "pubblicizzata" al massimo affinchè ci sia la massima partecipazione degli abitanti.Vogliamo che la Petizione Popolare sia sostenuta e presentata dai suoi
stessi proponenti e firmatari per questo saremo noi stessi ad esporla e
sostenerla durante il consiglio comunale.

3- Un'Assemblea Pubblica a Campi B.:
Per non perdersi, per conoscersi, per aumentare la comprensione della situazione rispetto all'avanzamento dell'Inceneritore, per organizzare la partecipazione al Consiglio Comunale Aperto che speriamo di ottenere, per immaginare insieme come fermarli e raggiungere la strategia Rifiuti Zero. Stiamo pensando di organizzare un'Assemblea Pubblica di cui data e luogo devono ancora essere decisi.

Un abbraccio a tutti/e coloro che si stanno sbattendo!


Per info :
info@noinceneritori.org



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Per farsi rimuovere da questa newsletter, scrivere a:

piananociva@anche.no

martedì 1 ottobre 2013

Comunicato Stampa Coordinamento Nazionale Legge Rifiuti Zero

La Campagna Legge Rifiuti Zero ha visto, come atteso, uno scatto nell'ultima settimana prima della consegna presso la Camera dei deputati dei plichi dei moduli certificati con un andamento che ha registrato una escalation di arriva dal 18 settembre (data a cui risultavano presenti solo 27.000 moduli validi) sino al raggiungimento sino all'ultimo giorno di lavoro domenica 28 (con consegna a mano) delle 80.046 firme valide da tutta Italia.

Stanno ad oggi continuando ad arrivare decine di pacchi di moduli validi, purtroppo non abbiamo ancora notizia se potremo inserirli tra le firme valide ma non è escluso del tutto, ma comunque a nostri fini interni le consideriamo valide a tutti gli effetti e credo che possiamo considerare ancora in arrivo almeno altre 10.000 firme.

Nel frattempo ieri abbiamo provveduto al deposito ufficiale, dato che i sei mesi dalla pubblicazione del 28 marzo scadevano il 28 settembre ma visto che la prima vidimazione è stata effettuata il 6 aprile a Roma il termine per il deposito era il 4 ottobre, anche se crediamo possibile depositare anche le firme consegnate entro e non oltre il 3 ottobre presso il centro di raccolta nazionale - Casa Diritti Sociali in piazza Vittorio Emanuele II° n. 2 - 00185 Roma.

Abbiamo incontrato anche la presidente della Camera on. Laura Boldrini che si è mostrata molto attenta al valore dell'iniziativa ed ai contenuti specifici, materia su cui ci siamo intrattenuti a lungo come delegazione nazionale riscontrando un concreto interesse della presidente Boldrini a sostenere questa decisiva battaglia di civiltà che oltre a tutelare la salute e l'ambiente potrebbe dare concretamente un contributo ad un nuovo ciclo economico industriale sostenibile con un riflesso occupazionale pari a circa 500mila posti di lavoro a regime al 2020.

Ora la battaglia si sposta nel confronto con i gruppi parlamentari, a patto che la crisi istituzionale in atto ci consenta di proseguire in questa legislatura la nostra attività, e con le commissioni parlamentari competenti a cui chiederemo di rispettare il lavoro profuso dal Coordinamento nazionale e lo spirito di una legge popolare alternativa evitando di stravolgerne con tattiche emendative i contenuti fondativi stessi.

Segreteria nazionale operativa
Massimo Piras

“Rifiuti Zero” a Montecitorio: “Basta discariche e inceneritori. Sì a differenziata”



“Basta discariche e inceneritori, sì a un progetto virtuoso di smaltimento rifiuti basato sulla raccolta differenziata“. E’ il cuore della proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero”. “Oggi presentiamo alla Camera le 80mila firme raccolte dopo mesi di mobilitazione – spiegano i promotori – perché ripensare il ciclo dei rifiuti non solo significa tutelare ambiente e salute ma anche creare nuova occupazione”. Consegna di firme che avviene a ridosso dell’imminente chiusura di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa che accoglie i rifiuti della Capitale, e l’apertura di un nuovo sito alla Falcognana. “Non si può chiudere una discarica e aprirne subito dopo un’altra – diceMassimo Piras primo firmatario della proposta “Rifiuti Zero” – bisogna avviare la raccolta differenziata porta a porta, solo così si esce dall’emergenza e Roma potrebbe guadagnare dal riciclo 50 milioni di euro in 5 anni”  
di Annalisa Ausilio

30 settembre 2013

La proposta di Legge Rifiuti Zero supera le 80 mila firme, consegnate alla Presidente Boldrini


Il 30 Settembre oltre 80.000 firme della proposta di Legge Rifiuti Zero sono state consegnate alla Camera.
consegna firme1Da tutta Italia sono arrivati a Roma i rappresentanti di comitati e associazioni che in tutte le regioni hanno lavorato organizzando dibattiti, incontri, iniziative e banchetti per dare forza ad una importante proposta di Legge che potrebbe costruire nel paese enormi vantaggi economici, ecologici e sociali. Una mobilitazione popolare che ha coinvolto esperti, amministratori, ricercatori per far vincere le ragioni del bene comune contro quelle delle lobby degli smaltimenti. Sono state consegnate oltre 80.000 firme per la proposta di legge di iniziativa popolare il cui testo è consultabile nel sito ufficiale della campagna Rifiuti Zero www.leggerifiutizero.it . La delegazione costituita dal coordinatore e primo firmatario Massimo Piras, dai firmatari tra cui Alessio Ciacci e Natale Belosi e dal coordinatore di Zero Waste Europe Rossano Ercolini è stata poi ricevuta dal Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Durante l’incontro sono stati illutrati i principi ispiratori della Proposta di Legge e le proposte contenute, evidenziando l’estrema necessità ed urgenza di affrontare il tema come una delle strade da costruire per affrontare la crisi economica, sociale ed occupazionale che stiamo attraversando. La Boldrini ha dimosrato interesse ed apprezzamento per la proposta ed ha dichiarato la massima diponibilità, nei ruoli che le competono, ad una immediata verifica delle firme consegnate ed una veloce calendarizzazione per la sua discussione. Il Presidente della Camera ha inoltre consiviso con i firmatari della Proposta di Legge il lavoro che sta portando avanti per la modifica del regolamento della Camera affinché sia inserita l’obbligatorietà di discutere le proposte di legge provenienti dalla società civile, cosa purtroppo non prevista e che ha portato quasi tutte le Proposte di Legge (come quella per la Ripubblicizzazione dei Servizi Idrici) ad essere completamente dimenticate.
Alessio Ciacci

io con i pacchi
FONTE ARTICOLO BLOG DI ALESSIO CIACCI: http://www.ciaccimagazine.org/?p=13302

lunedì 30 settembre 2013

Legge Iniziativa Popolare Rifiuti Zero, perUnaltracittà sostiene le pratiche virtuose De Zordo: "80.000 firme a Laura Boldrini per dire no a discariche e inceneritori" Ora anche Firenze si adegui alle buone pratiche.

Comunicato stampa
perUnaltracittà - lista di cittadinanza

Legge Iniziativa Popolare Rifiuti Zero, perUnaltracittà sostiene le   
pratiche virtuose
De Zordo: "80.000 firme a Laura Boldrini per dire no a discariche e
inceneritori"

Ora anche Firenze si adegui alle buone pratiche.

80.000 firme raccolte in tutta Italia - migliaia delle quali in
Toscana - per la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero, sono state
consegnate oggi a Laura Boldrini, presidente della Camera dei
Deputati, alla presenza dei nostri conterranei di Rossano Ercolini e
Alessio Ciacci. Inizia così il percorso parlamentare di una legge che
prefigura un progetto complessivo sulla gestione dell'intero ciclo dei
rifiuti, sistema che cancella finalmente discariche e inceneritori e
sostituisce a questi impianti obsoleti con le più moderni pratiche di
Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero dei rifiuti.

È ormai assodato che queste pratiche consentono di fare a meno di
impianti costosissimi e deleteri per l'ambiente perché la raccolta
differenziata se ben organizzata può arrivare fino al 80-90% come
dimostrano esperienze già in corso in molte città sia all'estero che
in Italia. Inoltre la gestione del ciclo virtuoso dei rifiuti produce
buoni posti di lavoro - come dimostrano le decine di nuove assunzioni
solo nel territorio di Capannori (Lu) - ed esclude speculazioni e
traffici illeciti in mano a mafia e camorra.

Per questo la raccolta di firme ha trovato la partecipazione spontanea
e entusiastica di molti cittadini che hanno affiancato nelle varie
regioni gli attivisti della campagna Rifiuti Zero. Per questo
seguiremo l'iter della Legge e ci impegneremo, come abbiamo fatto in
passato, perché anche le singole amministrazioni locali invertano la
tendenza inceneritorista e si impegnino in pratiche di raccolta
alternative, a partire dal Comune di Firenze il cui Consiglio sta 
attualmente discutendo la mozione da noi presentata.



foto QUI

martedì 7 maggio 2013

COMUNICATO STAMPA Legge Popolare Rifiuti Zero: l'appello alla Regione Toscana

In un mese raccolte 5.000 firme in Toscana. Un decimo del necessario a livello nazionale
Decine di gruppi mobilitati su tutto il territorio. Il tweet del Commissario europeo

All’indomani del “Firma Day” indetto per il 1° Maggio in tutta Italia per segnalare il significativo legame tra rifiuti zero e la creazione di nuovi posti di lavoro il Coordinamento Regionale della Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare per Rifiuti Zero ringrazia le decine e decine di gruppi che si sono mobilitati un po’ ovunque in Toscana da Poggibonsi a Pontremoli e dalla Val di Sieve all’Isola d’Elba per raccogliere firme per la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare.

Tutto ciò ha portato a raccogliere in un mese un numero vicino alle 5.000 firme che rappresentano già un decimo delle firme necessarie a proporre la Legge d’Iniziativa Popolare e un quarto di quanto era stato richiesto alla nostra regione in appena un mese anziché in sei.

Questo straordinario successo, che su scala nazionale ha portato a raccogliere in un mese quasi tutte le firme necessarie in sei mesi sottolinea la consapevolezza dei cittadini italiani favorevoli a Rifiuti Zero e fa il paio con i prestigiosi riconoscimenti internazionali raccolti (il “Nobel per l’ambiente” avuto da Rossano Ercolini per il movimento “Rifiuti Zero entro il 2020).

Significativo è poi che i “punti più forti” della raccolta siano sia realtà “a rischio d’incenerimento” come la Val di Sieve, come realtà che hanno sconfitto e chiuso grandi inceneritori di multinazionali come Pietrasanta e realtà all’avanguardia in Rifiuti Zero come Capannori (dove sindaco e vicesindaco hanno sottoscritto senza esitazioni la nostra proposta di legge).

Il coordinamento regionale toscano ringrazia le centinaia di persone che si sono mobilitate per raggiungere questo successo e chiede alla Regione Toscana di raccogliere questo forte messaggio dei cittadini modificando profondamente la propria politica ancora troppo filo-inceneritorista a favore della pratica "Rifiuti Zero" come auspicato anche dal Commissario Europeo per l'Ambiente Janez Potočnik con l'ormai famoso tweet: “Una buona gestione dei rifiuti ha bisogno di buona volontà e di buona organizzazione: Rifiuti Zero è del tutto possibile”

Coordinamento Toscano Legge Iniziativa Popolare per Rifiuti Zero 
http://www.leggerifiutizero.it/

sabato 27 aprile 2013

Raccolta Firme LEGGE RIFIUTI ZERO a LONDA

Domani 1° Maggio sempre a LONDA
presso la Casa del Popolo dalle ore 15.00 alle ore 18.00
------------- 
 OGGI -sabato 27 aprile 2013- DALLE ORE  17.00 PRESSO 

< il centro visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi 

sul lago di LONDA >

BANCHINO PER RACCOLTA FIRME LEGGE DI INIZIATIVA 

POPOLARE RIFIUTI ZERO.

(informati sui contenuti della legge sul blog:  http://www.leggerifiutizero.it/ dove trovi il testo integrale e la sintesi)



lunedì 22 aprile 2013

RIFIUTI ZERO: Rossano Ercolini alla festa della primavera il 23 aprile 2013 a Capannori

 
Folk Studio - Viale Europa, 138 - LAMMARI 
(Capannori)
(presso il parco giochi Merlino)
 
In occasione del ritorno di Rossano Ercolini dagli Stati Uniti dove a San Francisco ed a Washington è stato premiato QUALE VINCITORE DEL "GOLDMAN ENVIRONMENTAL PRIZE 2013" per il continente europeo per la promozione della campagna RIFIUTI ZERO.

Questo riconoscimento è un premio non solo all'operato di un singolo attivista ma al lavoro straordinario di un'associazione come AMBIENTE e FUTURO che anche grazie al fondamentale constributo del professor PAUL CONNET ha promosso una campagna nazionale ed europea che ormai dura da 18 anni. In questo quadro ringraziamenti speciali vanno al sindaco del Comune di Capannori GIORGIO DEL GHINGARO e a tutta
l'amministrazione che accogliendo per prima in Italia e in Europa la proposta di divenire il primo COMUNE VERSO RIFIUTI ZERO ha aperto la strada a molte altre importanti realtà (ora i comuni RZ sono 124 rappresentando 3.300.000 abitanti). Così come la "Primavera RZ di Capannori" non ci sarebbe stata senza la stagione della lotta contro gli inceneritori a cui la campagna NON BRUCIAMOCI IL FUTURO animata con grande generosità ed intelligenza da moltissimi attivisti della piana di Lucca e della Versilia dette entusiasmante forza e sostanza. Ma questo appuntamento vuole essere anche occasione per dare ancora più forza alle battaglie che si conducono sui territori toscani ed italiani per un ABBRACCIO a tutti coloro che hanno il coraggio di tenere alta la testa difendendo salute, ambiente, democrazia con lo sguardo attentamente rivolto al futuro.
 
Programma:
16.30 presso il Comune di Capannori Conferenza stampa con la partecipazione di ROSSANO ERCOLINI
18.00 incontro dei rappresentanti dei comuni RZ della provincia di Lucca
20.00 cena e brevi interventi di Rossano Ercolini, di Giorgio del Ghingaro e degli attivisti intervenuti
21.15 Spettacolo Teatrale dell'attore Gianfranco Giudice che interpreterà brani tratti da "Mistero Buffo"
 
Nel corso della serata AMBIENTE E FUTURO e ZERO WASTE ITALY hanno predisposto un tavolo per la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge Zero Waste. Per informazioni www.leggerifiutizero.it; grazia.fabio@tin.it; Fabio Lucchesi, coordianatore regionale della campagna per la Toscana, tel. 339.1686201.
 

giovedì 4 ottobre 2012

Petizione: No agli inceneritori - Facciamo un passo indietro

Da AVAAZ.ORG una nuova petizione che ci coinvolge da vicino visto che stiamo lavorando da anni per cercare di non far costruire il NUOVO inceneritore in Valdisieve!!!!!!!!!!!!!!!
Firma anche tu.

Questo il testo della petizione:
Chiediamo che venga messa al bando ogni tipo di combustione per creare energia. Dagli inceneritori ai gasificatori fino alle centrali a biomasse. Chiusura immediata degli impianti esistenti e divieto assoluto di costruirne altri. Chiediamo inoltre che non vengano più autorizzati impianti fotovoltaici a terra nè coltivazioni dedicate alla produzione di biomasse da bruciare. La terra è per mangiare. L'acqua è per bere.

firma al link:  http://www.avaaz.org/it/petition/facciamo_un_passo_indietro/?fqyoVab&pv=29


PERCHE' E' IMPORTANTE:
Il sistema "pianeta Terra" è un sistema chiuso. Non si può pensare di sfruttarlo all'infinito senza che le risorse prima o poi finiscano. Non si può pensare di continuare a riempirlo di veleni senza che questi prima o poi ci tornino indietro. L'aria, l'acqua, la terra sono beni essenziali e non infiniti. Basta con tutte le pratiche che distruggono il nostro ambiente nel nome della crescita. Tra le pratiche più dannose per il sistema "pianeta Terra" c'è quella dell'incenerimento. Combustibili, rifiuti, biomasse che siano, ogni combustione ci avvicina al punto del non ritorno. Al bando qualsiasi tipo di combustione per creare energia. La migliore energia è quella che non si consuma, che si risparmia, che si ottimizza.
Firmare una petizione on line è solo un gesto simbolico ma quando le firme raccolte diventano migliaia, si può cominciare a parlare di possibile pressione della volontà popolare sugli organismi politici.
Questa petizione contro la devastante pratica dell'incenerimento è formulata in termini molto semplici ma va diritta al centro della questione: chiusura di tutti gli impianti che usano la combustione per produrre energia e divieto di costruirne di nuovi. Pochi lo sanno ma in Italia la potenza nominale installata è quasi il doppio della punta massima richiesta (rapporto annuale di TERNA sull’energia in Italia)! Questo vuol dire che non c’è alcun bisogno di nuove centrali ma di razionalizzare, ottimizzare e rendere efficienti gli impianti già esistenti. Sostituire impianti a combustibili fossili con le vere rinnovabili come il microfotovoltaico o il microeolico, ammodernare la rete di distribuzione e studiare nuove tecnologie che permettano di immagazzinare i surplus di energia prodotti: questa è la vera sfida e non ricorrere alla combustione che a fronte di una piccola quantità di energia prodotta, sversa nell’ambiente veleni, ceneri, fumi, polveri e nanopolveri micidiali. Non dimentichiamo mai che il pianeta Terra è un sistema chiuso: tutto quello che vi introduciamo resta là in eterno. Tutto quello che consumiamo, se non è rinnovabile, prima o poi finirà. E’ proprio ora di fare un passo indietro e pensare al futuro, perché questa Terra non l’abbiamo in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli.

venerdì 20 luglio 2012

CONSEGNATE 1500 FIRME ANCHE AL SINDACO DI PELAGO

COMUNICATO

CONSEGNATE 1500 FIRME ANCHE AL SINDACO DI PELAGO

IL 14 luglio 2012, una rappresentanza dell’Associazione Valdisieve, del Comitato Valdisieve e di Vivere in Valdisieve ha consegnato al Sindaco di Pelago 1.500 firme di cittadini della Valdisieve che si oppongono alla costruzione del MEGA INCENERITORE nel bel mezzo della nostra valle e chiedono di prendere in considerazione le alternative per una gestione responsabile del ciclo dei rifiuti.

A inizio di incontro sono stati letti gli articoli della Costituzione Italiana art. 9, 2° comma:
la Repubblica…… tutela il paesaggio e il patrimonio  storico e artistico della Nazione…”
e 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…..” e l’art. 41 in cui si parla dell’attività economica che non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale e recare danno alla sicurezza.  

Nel corso dell’incontro sono stati ricordati tutti gli argomenti contrari alla costruzione dell’inceneritore e a favore di pratiche più virtuose, più compatibili e più convenienti dal punto di vista economico.
Si è anche dichiarato di comprendere la difficoltà degli amministratori a cambiare decisioni prese tanti anni fa, ma si è fatto notare che si tratta di decisioni vecchie, basate su tecnologie obsolete e ormai smentite anche dagli organi di governo dell’Europa.
Sono state infine esposte alcune cifre che dimostrano come la quantità di rifiuti da smaltire nella nostra zona non giustifichi il progetto del nuovo inceneritore.

E’ stata avanzata la richiesta al Sindaco di farsi interprete delle preoccupazioni e della volontà dei cittadini e di considerare quelle ALTERNATIVE che sono già ampiamente praticate in Italia e in Europa.

La risposta del Sindaco è stata molto sfumata.
Se da una parte ha preso l’impegno a trasmettere la petizione e le firme all’Unione dei Comuni, di cui è presidente per il semestre attuale, e alle autorità provinciali e  regionali, non ha manifestato una chiara presa di posizione sull’inceneritore e sulle domande poste dai cittadini.


ASSOCIAZIONE VALDISIEVE   assovaldisieve@gmail.com  -
COMITATO VALDISIEVE  comitatovaldisieve@libero.it  - 
ASS. “VIVERE IN VALDISIEVE” vivereinvaldisieve@libero.it -

martedì 26 giugno 2012

COMUNICATO per la consegna delle firme contro la costruzione dell’inceneritore a Selvapiana.



Sabato 23 giugno  2012, una rappresentanza  dell’Associazione, del Comitato e di Vivere in Valdisieve ha consegnato  al Sindaco di Rufina  1.400 firme di cittadini della Valdisieve che si oppongono alla costruzione del  mega inceneritore a Selvapiana.

A inizio di incontro sono stati letti gli articoli della Costituzione Italiana 9, 2° comma,
“la Repubblica… tutela il paesaggio e il patrimonio  storico e artistico della Nazione”
e 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”
E’  stato poi sollecitato un incontro pubblico con  amministratori e cittadini per dare un’approfondita informazione sulla costruzione del nuovo inceneritore  e sulle possibili alternative, dato che  gli effetti della decisione che verrà presa condizioneranno la popolazione e il territorio per almeno i prossimi trent’anni. 

E’ stato fatto notare al Sindaco che né lui né alcuno dei suoi collaboratori ha mai partecipato, anche se invitato, alle assemblee sul tema dei rifiuti promosse dai cittadini con la partecipazione di eminenti scienziati di livello internazionale; questa è stata la sua risposta “ come voi siete liberi di promuovere le iniziative che volete, anch’io sono libero di partecipare o no!” , dimenticando che il sindaco non è un cittadino qualunque e perciò ha il diritto dovere di ascoltare i suoi cittadini e non solo i vertici del suo partito. 

Inoltre gli è stato fatto presente che le direttive dell’U.E. impongono il massimo impegno per il recupero e il riciclo dei rifiuti senza ricorrere all’incenerimento. La costruzione di un nuovo inceneritore potrà dar  luogo a eventuali sanzioni pecuniarie; tali sanzioni a parer nostro  devono ricadere  solo sul Sindaco e sugli amministratori che non hanno rispettato tali direttive e non come sempre sugli incolpevoli cittadini. 

La raccolta delle firme continua e presto le consegneremo anche ai Sindaci di Pontassieve e Pelago.


ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - COMITATO VALDISIEVE – ASSOCIAZIONE VIVERE IN VALDISIEVE