VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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mercoledì 21 ottobre 2020

DOMANI - 22 Ottobre - il LABORATORIO DI RIPARAZIONE E RIUSO DI LONDA sarà al 𝕄𝔼ℝℂ𝔸𝕋𝕆 𝕀ℕ 𝕋ℝ𝔸ℕ𝕊𝕀ℤ𝕀𝕆ℕ𝔼

 

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Domani, giovedì 22 Ottobre, nel pomeriggio, il LABORATORIO DI RIPARAZIONE E RIUSO DI LONDA sarà al 𝕄𝔼ℝℂ𝔸𝕋𝕆 𝕀ℕ 𝕋ℝ𝔸ℕ𝕊𝕀ℤ𝕀𝕆ℕ𝔼 con il consueto banchino.
Per l'occasione dell'inizio del freddo, domani porteremo anche una serie di capi di cappotti e sciarpe!!
Venite a trovarci.
Siamo in fondo Borgo a Pontassieve (P.zza XIV Martiri).
Dalle ore 15 in poi. 🧥🥼👔👖👕🧤🧣

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Qui sotto alcuni contatti se ti possono interessare:
➤Pagina FB del Laboratorio di Riparazione e Riuso
➤Gruppo FB del Laboratorio di Riparazione e Riuso - Compro- Vendo - Regalo - Cerco
(in cui puoi pubblicare anche le cose tue da vendere-regalare ecc)
➤Pagina FB di Valdisieve in Transizione

venerdì 17 agosto 2012

Revet, quando il riciclo diventa sistema industriale e manifatturiero

Nasce la Revet Recycling srl che realizzerà l'impianto per riciclare direttamente in sede le plastiche eterogenee


25 LUGLIO 2012
Jacopo Carucci
Revet spa è l'azienda che in Toscana raccoglie seleziona e avvia a riciclo cinque materiali delle raccolte differenziate - vetro, plastiche, alluminio, acciaio e poliaccoppiati come il Tetra Pak - e che sta cercando di posizionarsi sempre più come impresa manifatturiera, in grado di rispondere alle esigenze del mercato offrendo materiali alternativi alla materia vergine. Da qui nascono i Ri-prodotti in Toscana, marchio registrato che  riunisce manufatti completamente diversi tra loro realizzati da aziende toscane che hanno creduto nella possibilità di sostituire la materia prima con materiali post consumo. E' inoltre di poche settimane fa la nascita di Revet Recycling srl, la controllata (51% Revet, 49% Refri) che realizzerà l'impianto grazie al quale sarà possibile riciclare direttamente in sede - dopo averle lavate - le plastiche eterogenee, vero e proprio cuore della strategia di evoluzione manifatturiera di Revet".
Con il presidente di Revet e Valerio Caramassi, cominciamo però dall'inizio, chiedendogli una panoramica  sulla quantità e qualità dei materiali raccolti e sulle rispettive filiere di riciclo.
«Revet serve la quasi totalità della popolazione Toscana e nel 2011 sono state 140mila le tonnellate di materiali raccolti e selezionati nei nostri impianti. Di queste 140mila tonnellate - ricordo per disegnare un contesto che la Toscana nello stesso anno ha prodotto 2,5 milioni di rifiuti urbani e 8,5 milioni di rifiuti speciali - circa il 65% sono imballaggi in vetro, che una volta separati dagli altri materiali vengono inviati a La Revet Vetri di Empoli e ulteriormente trattati per essere mandati direttamente in vetreria  alla Zignago, sempre a Empoli, da cui escono nuovi imballaggi ri-prodotti. La filiera di riciclo del vetro toscano dunque è cortissima e le prospettive di miglioramento sono soprattutto qualitative, con la Regione Toscana abbiamo programmato il passaggio alla raccolta monovetro in modo da tagliare alcune delle fasi della logistica e della selezione che producevano più frazione fine di vetro, che non può essere riciclata in vetreria».
Anche gli imballaggi in acciaio, alluminio e in polaiccoppiati vanno a riciclo sicuro.
«Esattamente. Per la carta contenuta nel Tetra Pak la filiera si chiude in Toscana: una volta selezionato mandiamo il Tetra Pak in provincia di Lucca, dove l'impianto Lucart è in grado di recuperare tutta la pasta di cellulosa (che è il 74%) e di avviare a riciclo i restanti materiali, il polietilene e i fogli di alluminio, trasformati in ecoallene. Anche acciaio e alluminio hanno un proprio mercato consolidato, ma in questo caso il materiale che noi raccogliamo finisce fuori regione perché in Toscana non abbiamo fonderie adatte a riciclarli».
Restano le plastiche, che è anche la frazione più critica, e che rappresenta in peso il 30% dei materiali raccolti da Revet.
«Non è esattamente così: alcune tipologie di plastica - come il pet delle comuni bottiglie di acqua minerale  e l'hdpe dei flaconi - non presentano alcuna criticità, anzi: hanno un mercato che funziona pur soffrendo l'andamento schizofrenico del costo del petrolio. Il Pet che dividiamo anche per colore, e l'hdpe vengono venduti tramite le aste Corepla e siccome vengono pagati è certissimo che vengano riciclati, nel settore tessile, degli imballaggi secondari e, ora, nello stesso settore dell'imbottigliamento delle acque. La criticità invece è tutta nelle cosiddette plastiche eterogenee (flm, vaschette, shopper, retine, polistirolo, polistirene...) che in tutta Europa vanno generalmente a recupero energetico. Noi abbiamo dimostrato che non solo è possibile riciclarle meccanicamente, ma che addirittura possono costituire una valida alternativa al vergine per prodotti di alta qualità: l'esempio sono le pedaliere e altre parti degli scooter Piaggio, gli articoli per la casa realizzati dalla Utilplastic di Larciano, le persiane per case mobili fatte dalla Shelbox di Castelfiorentino, gli accessori per l'agroindustria di Capp Palst (Campi Bisenzio), gli arredi per esterni della Tlf di Arezzo: Tutti ri-prodotti in Toscana che utilizzano percentuali diverse di plasmix  derivato dal riciclo meccanico delle plastiche eterogenee post consumo».
Per quali motivi è nata Revet Recycling?
«Oggi ci affidiamo ad aziende esterne per le lavorazioni industriali necessarie a trasformare il plasmix in granulo adatto allo stampaggio dei ri-prodotti. Con Revet Recycling tutte le fasi industriali saranno seguite direttamente all'interno dell'impianto che stiamo costruendo e che inizierà l'attività entro l'estate 2013. Controllare tutta la filiera ha innumerevoli vantaggi perché significa fare davvero una raccolta differenziata e poi una logistica e poi una selezione finalizzati all'effettivo riciclo , sulla base delle esigenze di Revet Recycling che a sua volta risponderà alla domanda specifica di mercato: quel blend per quel manufatto. Aver investito e investire continuamente  - grazie anche alla Regione Toscana -  in ricerca e sviluppo ci permette infatti di rispondere alle esigenze dei singoli clienti e perfino di ciascun prodotto, che necessita di caratteristiche chimico fisiche diverse: proprio perché il materiale di partenza è eterogeneo, il processo industriale chiamato compoundazione permette di arrivare alle miscele giuste e soltanto a quelle, per ogni singolo prodotto. Il nostro socio Refri inoltre, ci consentirà di acquisire anche un altro tipo di polimero, l'abs delle plastiche derivate dai Raee che loro raccolgono, utile ad allargare le nostre ricerche a nuovi prodotti indirizzati all'automotive».
Perché siete gli unici ad aver intrapreso la strada del riciclo meccanico finalizzato a prodotti a valore aggiunto, mentre perfino nella virtuosa Germania il plasmix va a recupero energetico?
«Perché i contesti sono diversi. Intanto il plasmix ha un potere calorifero troppo alto per essere termovalorizzato dagli inceneritori toscani, e pertanto dovrebbe essere mandato nei pochissimi impianti adatti del nord Italia, oppure all'estero. Abbiamo realizzato una carbon footprint che presenteremo prossimamente e che mette a confronto il recupero energetico e quello meccanico del nostro plasmix dimostrando la convenienza ambientale e teoricamente economica del riciclo meccanico».
Perché teoricamente?
«Non sarebbe teorica se partissimo alla pari. Invece nonostante quanto previsto dalla gerarchia europea, ancora oggi in Italia si incentiva il recupero energetico assimilando questo tipo di produzione del kilowattora a quello prodotto con le energie rinnovabili, e non si incentivano invece i prodotti che adoperano materia rinnovabile. Poco o tanto che siano questi incentivi, io dico di fare almeno a metà. E non dico di dare gli incentivi a Revet, ma  di darli ai prodotti realizzati  con materiale riciclato, solo così, ed esattamente come è stato fatto per le energie rinnovabili, è possibile creare un mercato per i ri-prodotti».

lunedì 23 gennaio 2012

Intervista a Ciacci

Helena Gray, una socia dell'Associazione Valdisieve, è andata a Capannori per intervistare ALESSIO CIACCI che è l'Assessore all'Ambiente e alla Partecipazione di questo comune.
Helena si è ispirata alle problematiche ambientali e in particolare alla gestione dei rifiuti di cui CAPANNORI è il capofila per quanto riguarda la strategia "RIFIUTI ZERO".

E’ una giornata assolata e m’incammino, dalla stazione al Comune; la gente, indicandomelo, esprime familiarità.
Vedo le piste ciclabili e i cassonetti colorati della raccolta differenziata Porta a Porta.
Il palazzo del Comune è coperto da pannelli solari (che soddisfano un terzo del suo fabbisogno energetico).
Fra le bancarelle del mercato, ci sono recipienti marroni per la spazzatura organica.
Alessio Ciacci è una persona molto semplice e cordiale (non ha aspettato mesi prima di ricevermi e rilasciarmi l’intervista).
Helena Gray: - La strategia “Rifiuti Zero” è un movimento mondiale, dov’è nato?
Ciacci: - A Canberra, in Australia (nel 1995).
H.:- Capannori ha aderito nel 2007, e fa parte dell’”Associazione Comuni virtuosi Italiani”: ogni quanto vi riunite?
C.:- L’Assemblea si svolge circa  2 volte l’anno, mentre ogni 2-3 mesi c’è il Consiglio direttivo.
H: - Qualcuno dice che la raccolta multimateriale (plastica, vetro, lattine ecc), che finisce nelle aziende REVET, non funziona come dovrebbe (anche Capannori fa capo a Revet).
C.: - Revet ha avviato una ristrutturazione dell’azienda (i suoi impianti sono a Pontedera ed Empoli). La criticità stava nel fatto che loro ricevevano tutto: vetro, plastica e lattine e li separavano meccanicamente: il prodotto finale era di scarsa qualità. Ora raccolgono il monomateriale (Capannori glielo chiedeva da tempo) per vendere meglio la plastica da sé, il vetro da sé e le lattine da sé. Aziende come la Piaggio hanno accettato di acquistare direttamente queste “materie seconde”ed inserirle nei loro processi industriali.
Capannori ha iniziato il percorso virtuoso nel 2005-06, ed in Regione abbiamo suscitato clamore.
Faceva parte del nostro programma elettorale ma, in Toscana, siamo stati i primi (la Giunta capeggiata da Giorgio Del Ghingaro, PD, è stata eletta nel 2004 e riconfermata nel 2009).
L’opposizione locale (PDL) faceva ostruzionismo: diceva che i rifiuti, col Porta a Porta, sarebbero rimasti per strada, sarebbero raddoppiati e tutto sarebbe andato nell’inceneritore comunque.
Per questo abbiamo puntato tutto sulla partecipazione: abbiamo organizzato pullman gratuiti, per far visitare ai cittadini gli impianti in cui si effettua il riciclo; abbiamo fatto assemblee in circoscrizioni, bar e parrocchie pur di avvicinarci alla gente. E abbiamo lavorato con le associazioni locali: via via che sperimentavamo ed estendevamo il Porta a Porta, a Capannori (e le sue 39 frazioni) collaboravamo con le associazioni presenti, secondo il loro territorio. I volontari andavano di casa in casa, per la consegna dei bidoncini, dei sacchetti e del materiale informativo (se l’avessero fatto i tecnici del Comune o dell’azienda Ascit, sarebbe stata una cosa frettolosa). Così, invece, la gente ha sentito il progetto più vicino a sé.
I responsabili del corso di Scienza della Comunicazione (Univerità La Sapienza di Roma) hanno fatto un’indagine sul gradimento del Porta a Porta in Italia, e Capannori ha avuto il risultato migliore (94% di gradimento).
Per funzionare il progetto del Porta a Porta deve essere calibrato sul territorio. In altri comuni, non ha avuto successo per la poca informazione ai cittadini, e quindi la poca partecipazione fra amministrazione e popolazione.

martedì 14 giugno 2011

FACCIAMO UN PO' DI CONTI......

Pubblichiamo il PPS che è girato all'inizio della serata al CINEMA ACCADEMIA il 9 giugno scorso, insieme ad una tabella che analizza i 3 scenari sulla produzione di RSU dei 13 comuni coinvolti nel progetto del nuovo inceneritore: raccolta differenziata al 41% (quella effettiva ai dati del 2009), al 65% ( per LEGGE), raccolta differenziata all'85% (con metodi virtuosi); più un ulteriore selzione del 70% con sistema a freddo per tutte le opzioni.
Facciamo un po’ di conti LINK diretto: https://youtu.be/bKxfOoNr3ds

I dati di partenza della produzione dei rifiuti (RSU) al 2009 sui 13 comuni sono tratti dal sito di ARRR (ente certificatore ufficiale per la Regione Toscana - occorre registrarsi- )

mercoledì 2 marzo 2011

RIFIUTI PRESENTATO UN SISTEMA ALTERNATIVO DI SMALTIMENTO in Versilia

Vi giriamo alcuni articoli arrivati dal coordinamento versiliese.

La prima è importantissima perchè le amministrazioni hanno deciso di chiudere l'inceneritore di Falscaia. Grazie ad uno studio della scuola agraria del parco di monza, riuscono a chiudere il ciclo dei rifiuti senza l'inceneritore. A quanto pare se lo si vuole si può ottenere!

Qui c'è addirittura il Consorzio Ambiente Versilia (CAV) che ha richiesto un progetto alternativo.
A noi invece ci tocca AER!

CAV: presidente (Ettore Neri, Sindaco di Seravezza-centro sinistra-liste civiche),

del vicepresidente (Alessandro Santini, Vicesindaco di Camaiore-destra-AN)

e del consiglio di amministrazione, composto da

Umberto Buratti (Sindaco di Forte dei Marmi-centro sinistra- liste civiche),

Fabrizio Larini (Sindaco di Massarosa-centro sinistra- liste civiche),

Domenico Lombardi (Sindaco di Pietrasanta - centro sinistra- liste civiche) e

Anna Poletti -prob. sostituita- (Assessore all’Ambiente del Comune di Viareggio-destra).

Il totale degli abitanti che costituiscono il consorzio è: 165.450 ( al 2009 con i dati ripresi da ARRR ).


Il totale dei nostri 13 comuni serviti da AER spa e AER impianti srl è: 131.210.


SE LO FANNO LORO PERCHE' NON SI PUO' FARE NOI????

Buona lettura!

assovaldisieve
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Da: Co.As.Ver coordinamento versiliese < co.as.ver@gmail.com >

Oggetto: Articoli FINALMENTE IL PIANO ALTERNATIVO

RIFIUTI PRESENTATO UN SISTEMA ALTERNATIVO DI SMALTIMENTO

«Inceneritore da smantellare Potenzieremo la differenziata»

L’annuncio dell’assessore: «L’impianto sarà dismesso»

LA PROSPETTIVA è di quelle che fanno saltare sulla sedia, a partire dai comitati cittadini da anni in lotta contro il termovalorizzatore di Falascaia. Diciamolo brutalmente: tra due o tre anni l’inceneritore potrebbe essere definitivamente dismesso. Smantellato, cancellato, insieme ai suoi 20 anni di tribolata storia. In questi giorni è partito infatti un percorso indirizzato a quella soluzione. Percorso che ha la forma di un sistema alternativo di smaltimento dei rifiuti che il Consorzio ambiente Versilia ha presentato alla Provincia dopo aver incaricato la «Scuola agraria del parco di Monza» di elaborare un apposito studio. Il progetto è stato inoltrato proprio per essere inserito nel Piano interprovinciale dei rifiuti, in fase di gestazione e atteso, appunto, tra circa due-tre anni. Se Palazzo Ducale dovesse accoglierlo e renderlo parte integrante del piano, il sistema dei rifiuti avrà come unico impianto funzionante quello di Pioppogatto. L’obiettivo è di portare in discarica non più il 75% dei rifiuti prodotti in Versilia, come avviene ora, ma solo il 20%. Un risultato che per essere raggiunto dovrà andare a braccetto con due passaggi: potenziamento della differenziata e creazione, a Pioppogatto, di una filiera che porti a un prodotto vendibile sul mercato. A Pietrasanta la differenziata si attesta sul 52% e la convinzione dell’assessore all’ambiente Italo Viti, che è anche vice presidente del Cav, è di arrivare al 70% nel giro di un anno.

«E’ un risultato che possiamo ottenere ampliando la differenziata al resto del territorio comunale ma soprattutto dopo che la Provincia ci autorizzerà, speriamo, a potenziare l’impianto per la differenziata al Portone, come abbiamo chiesto a dicembre. A quel punto potrà farsi strada uno scenario senza più l’inceneritore di Falascaia, impianto che nei primi sei mesi del 2010 ha bruciato solo l’11% dei rifiuti che arrivano a Pioppogatto. E pensare che, a regola, al Pollino dovrebbe arrivarne il 37%, che è sempre una percentuale bassa. Il piano che abbiamo presentato come Cav e che sarà discusso mercoledì (domani, ndr) con il primo incontro in Provincia, non ha niente a che vedere con l’immaginario collettivo, cioè con frasi tipo ‘saremo come Napoli’, bensì con una proposta concreta e più conveniente, anche per Veolia».

PROPRIO con la ditta ci sarà a breve un incontro per discutere su tre argomenti a dir poco fondamentali: le tariffe per il 2011, i contenziosi in atto e capire come superare il contratto Daviddi, che scadrà nel 2019. «In gioco ci sono un contratto ancora aperto — prosegue — e gli investimenti: la soluzione dovrà quindi rappresentare un compromesso tra il piano tecnico e quello finanziario. La ditta finora si è detta interessata ad approfondire la questione, ma ciò che mi preoccupa sono le altre province dell’Ato: noi ci siamo dati la scadenza del 65% di differenziata nel 2012, loro nel 2020, di fatto incentivando gli impianti anziché la raccolta. Ora pensiamo all’obiettivo-cardine del sistema alternativo: ridurre il conferimento di rifiuti in discarica dal 75% al 20%. Non è un miraggio: basta creare una nuova filiera che consenta di produrre meno indifferenziato. Noi ci crediamo».

Daniele Masseglia

Pagina 11 - Attualità

DALLA PRIMA >> CAMBIARE CON CORAGGIO PER POTER DECIDERE

lunedì 9 novembre 2009

Banco dello scambio e del Dono 15 novembre

CIRCOLO ARCI R. ANDREONI

Via A. D’Orso 8 – Firenze

Tel e Fax 055/602636

circoloandreoni@hotmail.it

www.circoloandreoni.altervista.org

domenica 15  novembre 2009 dalle 15.00 alle 18.00

BANCO DELLO SCAMBIO E DEL DONO

" Quello che non serve più a me può servire a te!"

MERCATINO SENZA DENARO!!!!

Portiamo piatti, bicchieri, vestiti, libri, piccoli elettrodomestici, balocchi


E Ogni altro oggetto Pulito e in buono stato che teniamo in casa ma non usiamo PIU'


E PRENDIAMO CIO' CHE CI SERVE

IN MANIERA ASSOLUTAMENTE GRATUITA