VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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venerdì 7 marzo 2025

Italia Nostra: SENTENZA del Consiglio di Stato annulla autorizzazione della Regione Toscana per parco eolico sul Monte Amiata.

Dal sito di Italia Nostra 

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1872 pubblicata il 5 marzo 2025, ha accolto l’appello proposto da Italia Nostra ed alcuni residenti, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Michele Greco, ed ha annullato gli atti con i quali la Regione Toscana ha autorizzato la realizzazione di un parco eolico nel Comune di Roccalbegna, sul Monte Amiata.

Si tratta di una sentenza storica, non solo per il risultato ottenuto, che impedisce la realizzazione di un campo eolico in una località di immenso valore ambientale e paesaggistico, ma anche perché il Consiglio di Stato ha affermato una serie di principi che sono destinati a fare giurisprudenza.

Nella sentenza si afferma infatti, che “l’impatto visivo è uno degli impatti considerati più rilevanti fra quelli derivanti dalla realizzazione di un campo eolico” e che “il paesaggio, quale bene potenzialmente pregiudicato dalla realizzazione di opere di rilevante impatto ambientale, si manifesta in una proiezione spaziale più ampia di quella riveniente dalla sua semplice perimetrazione fisica consentita dalle indicazioni contenute nel decreto di vincolo. In altri termini, il paesaggio si manifesta in tali casi quale componente qualificata ed essenziale dell’ambiente, nella lata accezione che di tale bene giuridico ha fornito l’evoluzione giurisprudenziale, anche di matrice costituzionale.

Il Consiglio di Stato, nell’accogliere i motivi di ricorso proposti dall’Avv. Greco, ha precisato inoltre che il soggetto che propone il progetto è tenuto a svolgere una “analisi del territorio attraverso una attenta e puntuale ricognizione e indagine degli elementi caratterizzanti e qualificanti il paesaggio, effettuata alle diverse scale di studio (vasta, intermedia e di dettaglio) in relazione al territorio interessato alle opere e al tipo di installazione prevista. Le analisi debbono non solo definire l’area di visibilità dell’impianto, ma anche il modo in cui l’impianto viene percepito all’interno del bacino visivo”.

Importante, inoltre, il richiamo del Consiglio di Stato alle aree non idonee ad accogliere impianti eolici inserite nel Piano ambientale ed energetico della Regione Toscana (PAER), richiamo che ne conferma il valore precettivo più volte messo in discussione da altre sentenze.

Infine, nella sentenza è stato riconosciuto alla Soprintendenza il ruolo che le spetta, troppo spesso disatteso, ed è stato anche ribadito che gli strumenti urbanistici non possono essere vanificati senza adeguate istruttoria e motivazione.

La sentenza dimostra, in altre parole, che i valori costituzionali, ambiente e paesaggio non possono essere contrapposti e che la loro tutela non può essere sacrificata in ragione della normativa di favore per le rinnovabili, che in questi ultimi anni è stata ampliata oltre ogni limite. 

venerdì 15 novembre 2024

ITALIA NOSTRA: La Legge Marson compie dieci anni.


La Legge Marson compie dieci anni: un testo autenticamente innovativo in una Toscana dove c’è ancora troppo cemento.

Commento del Prof. Gian Franco Cartei pubblicato sul Corriere F.no del 10 novembre 2024

"Il 10 novembre ricorreva il decennale della legge toscana sul governo del territorio, meglio nota come legge Marson, dal nome dell’assessore regionale della Giunta presieduta da Enrico Rossi.
All’epoca della sua approvazione fu una legge profondamente innovativa sul piano nazionale. 
Introdusse, infatti, una prospettiva nuova rispetto ai canoni della vecchia urbanistica: pose al centro la nozione di patrimonio territoriale; promosse la conservazione delle risorse naturali; privilegiò il riuso del suolo già urbanizzato; valorizzò il principio della partecipazione al processo urbanistico. E non ultimo scalfì il dogma, all’epoca sacralizzato, della autonomia dei Comuni nelle scelte urbanistiche. Il compendio di tutto questo fu il contrasto al consumo di suolo agronaturale che soprattutto in quegli anni, anche in Toscana correva sulla spinta di interessi troppo spesso speculativi". ( Leggi Tutto)

FONTE ITALIA NOSTRA https://italianostrafirenze.wordpress.com/2024/11/12/la-legge-marson-compie-dieci-anni-un-testo-autenticamente-innovativo-in-una-toscana-dove-ce-ancora-troppo-cemento/#like-31621


giovedì 14 novembre 2024

COALIZI0NE TESS: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE GIANI PER BLOCCARE I LAVORI DELL’IMPIANTO EOLICO MONTE GIOGO

 DAL SITO DI ITALIA NOSTRA: https://italianostrafirenze.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/11/lettera-aperta-alla-presidenza-regione-toscana_9novembre24.pdf 

Pubblichiamo la lettera che la coalizione TESS ( Transizione Energetica Senza Speculazione) di cui fa parte anche Italia Nostra Firenze, ha inviato al Presidente Giani, in merito all'impianto eolico industriale del Monte Giogo di Villore.

"Con la presente si chiede l’immediata sospensione dei lavori per l’impianto industriale eolico sul
crinale Monte Giogo di Villore-Corella, a causa di criticità palesi e sempre più rischiose per
l’ambiente, il territorio e le persone che lo abitano. Questa lettera ha lo scopo di togliere ogni alibi alle Istituzioni, e alle persone che le rappresentano, perché non dicano un giorno: Noi non sapevamo. 
Di fronte ai sempre più numerosi disastri idrogeologici, spesso provocati da scriteriati interventi umani, c’è bisogno di assunzione di responsabilità. Riteniamo che la politica non debba dare l’impressione di essere incaricata solo di sottoscrivere a occhi chiusi decisioni prese altrove".( leggi Tutto).

Lo scempio in atto sul crinale Mugellano. 

domenica 12 marzo 2023

ITALIA NOSTRA: Aeroporto di Firenze: proseguono i dibattiti di Comunità.

Un nuovo intervento di IN a Settimello e un video su storia e paesaggio della Piana di Firenze

I dibattiti di Comunità sul progettato ampliamento dell’aeroporto di Firenze, ospitati di volta in volta, nei diversi Comuni della Piana, continuano ad arricchirsi di spunti critici importanti, da cui emergono, in maniera sempre più netta, gli inevitabili effetti devastanti che quest’opera arrecherebbe a tutto il territorio circostante, compromettendo ulteriormente la qualità di vita di tutti coloro che nella Piana ( Firenze compresa) vivono e lavorano.

Esemplare, sotto questo profilo, appare l’intervento della prof.ssa A. Guarducci, nell’ultimo incontro del 3 marzo scorso, svoltosi a Settimello, soprattutto se messo a confronto con le immagini ed il racconto di quel che è stata, e di ciò che ha rappresentato la Piana, con la sua ricca vitalità ambientale ed economica, attraverso i secoli e fino a pochi decenni fa!

I dibattiti di comunità non si sono conclusi ed è in fase di definizione la loro calendarizzazione.


venerdì 3 febbraio 2023

ITALIA NOSTRA: “Caporetto dell'eolico italiano: aumenta il potenziale installato ma diminuisce la produzione”

FONTE ARTICOLO BLOG DI ITALIA NOSTRA

Grazie alle "semplificazioni" imposte dal governo Draghi (ovvero lo smantellamento del sistema di tutele ambientali e paesaggistiche faticosamente costruito in Italia nel corso di intere generazioni) per permettere di piantare pale ovunque, aumenta il potenziale eolico installato in Italia ma diminuisce la produzione. E il vento, come accaduto in dicembre al culmine della crisi energetica, non soffia quando serve.

Un paio di settimane fa l'Anev ("l'associazione nazionale energia del vento e di protezione ambientale che vede riunite circa 70 aziende che operano nel settore eolico") aveva diffuso presso i giornaloni (tutti apoditticamente favorevoli ad eolico e fotovoltaico) e presso la stampa specializzata (a cui gli eolici garantiscono un'imprescindibile raccolta pubblicitaria) una trionfale infografica sull'attività del settore nel 2022 (si veda la figura sotto). 

Agli osservatori più attenti e smaliziati (che conoscono i loro polli da oltre una quindicina d'anni) non era sfuggito che, nella pletora di dati forniti in tale documento, l'Anev aveva riportato la produzione mondiale del settore (definita sgangheratamente "potenza eolica prodotta") ma aveva dimenticato di riportare il dato più rilevante, ovvero la produzione degli impianti eolici realizzata lo scorso anno in Italia. La cosa ci aveva insospettito e lasciava intuire che qualcosa non era andato come avrebbe dovuto, almeno secondo i piani dell'Anev.

La conferma è arrivata ieri, quando la Terna ha pubblicato il suo rapporto sul sistema elettrico italiano di dicembre. Nel suo documento l'Anev annunciava che la nuova potenza installata in Italia lo scorso anno era stata di 456 MW, in aumento di circa il 4% rispetto al potenziale già esistente.

Il potenziale eolico installato in un anno è aumentato nel 2022 in misura superiore a quella degli anni precedenti grazie alle "semplificazioni" imposte dal governo Draghi (ovvero lo smantellamento del sistema di tutele ambientali e paesaggistiche faticosamente costruito in Italia nel corso di intere generazioni) per permettere di piantare pale ovunque. I nuovi aerogeneratori, che avrebbero dovuto anche assicurare un maggior rendimento grazie alle loro altezze sempre più ciclopiche, sono stati perciò piantati a tutti i costi, come preteso a gran voce dall'Anev e dai suoi corifei sui media, ma... Ma, come abbiamo appreso dal rapporto Terna di dicembre, nonostante il nuovo installato eolico (si veda a pag.14 del rapporto Terna)  sia stato persino superiore (526 MW) a quello annunciato dall'Anev, la produzione dell'energia eolica non solo non è aumentata di almeno il 5% come ci si sarebbe dovuti attendere in proporzione, ma è diminuita (!) dell'1,8% (si veda nella tabella a pag. 5 del rapporto Terna, che abbiamo riproposto per comodità sotto il nostro titolo).   

Le ore equivalenti alla produzione alla massima potenza teorica, perciò, sono scese a 1730 all'anno (20358 GWh prodotti secondo la Terna diviso 11764 MW installati secondo l'Anev). Un anno è composto da 8760 ore. L'indice di efficienza ingegneristica, di conseguenza, non è arrivato neppure al 20% (1730 / 8760 = 19,75%).

Niente da fare: il vento in Italia soffia poco, gli aerogeneratori si usurano più rapidamente del previsto e il poco vento che c'è, guarda un po', non soffia quando serve. Come nello scorso dicembre, quando il costo dell'elettricità alle stelle. Quando in dicembre l'elettricità non si trovava (si sono dovute persino rimettere in funzione le vecchie centrali a carbone già dismesse: la produzione elettrica da carbone lo scorso anno è aumentata in Italia del 61,4%!) Eolo è entrato in sciopero. La produzione eolica di dicembre è diminuita del 39,4% rispetto al dicembre 2021. Una Caporetto eolica.

Ma soprattutto una Caporetto per le tasche degli italiani, che dopo avere speso in pochi anni quasi 200 miliardi di euro per incentivare eolico e fotovoltaico, si sono resi conto che non si può fare a meno degli idrocarburi fossili per avere l'energia elettrica quando serve. L'extra spesa di utenti e contribuenti italiani nel solo 2022 per gas e luce, a causa degli errori della politica energetica europea e nazionale negli ultimi anni, è ammontata ad una cifra che complessivamente, in attesa dei dati ufficiali e definitivi, dovrebbe essere stata prossima ai 150 miliardi (un'apocalisse: 8 punti percentuali del PIL) rispetto ai costi sostenuti negli anni pre-crisi energetica. Ovvero negli anni in cui i 12 miliardi annui mediamente pagati dagli italiani per incentivi alle rinnovabili venivano occultati in bolletta senza che le bollette stesse aumentassero, in virtù della simultanea diminuzione del prezzo del gas sul mercato all'ingrosso garantito dai contratti a lungo termine, progressivamente abbandonati perchè diventati inutili in una prospettiva di "decarbonizzazione integrale" al 2050.

L'elettricità è diventata un lusso. Gli unici italiani felici sono i produttori di energia, non importa se fossile o rinnovabile, tra cui i nostri "amici" dell'Anev, ed i loro lacchè, che raccolgono le (grosse) briciole di questa immane torta. I politici, i tecnici, gli accademici ed i giornalisti che hanno creduto (meglio: finto di credere) di poter fare affidamento solo su vento e sole per produrre l'energia necessaria all'Italia ed hanno perciò trascurato gli investimenti nelle altre fonti (compreso l'idroelettrico) devono essere cacciati. Per quanto riguarda i politici si è già cominciato. Adesso iniziano ad apparire le prime crepe anche sui giornaloni.

Stamattina in edicola, sulla prima pagina del Messaggero, campeggiava il titolo "Chi pagherà il conto salato delle politiche sul clima". Fino a poche settimane fa un titolo del genere sarebbe stato impensabile, ed ancora più impensabili i contenuti  (leggete tutto l'articolo di Paolo Balduzzi in linea): 

"A volte viene da pensare che alcune chiacchiere al bar non siano poi così sbagliate: che, cioè, la percezione della realtà di chi fa politica ad alti livelli sia pari a quella di chi vive su un altro pianeta, dove pagare le bollette a fine mese non è mai motivo di preoccupazione". 

I giornaloni si stanno rendendo conto del disastro che hanno contribuito a realizzare e cominciano a prendere le distanze? 

L'anno prossimo ci saranno le elezioni europee. 

Si spera di non rivedere mai più a Bruxelles gli apprendisti stregoni delle "rinnovabili" intermittenti, i principali responsabili del disastro energetico continentale. Sono in ballo non solo l'economia e il nostro benessere ma è in gioco anche la nostra stessa civiltà.

Alberto Cuppini

FONTE ARTICOLO BLOG DI ITALIA NOSTRA

venerdì 16 dicembre 2022

di ITALIA NOSTRA: Rigassificatore di Piombino. Un documentario e una conferenza stampa a Montecitorio: ancora verità nascoste

 di Italia Nostra Onlus - Sezione di Firenze il 

Ieri 12 Dicembre 2022 in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati  si è presentato il documentario “Il Metodo Piombino. L’Italia oltre la legge”. Nell’occasione sono intervenuti Max Civili (giornalista curatore del filmato), Stefano Tamburini (giornalista ed ex direttore del quotidiano Il Tirreno) e Alessandro Dervishi (medico, in rappresentanza dei Comitati locali).

Fare una sintesi di quanto emerso in conferenza stampa, credete a noi, avrebbe l’effetto di sminuire la portata dei dati e delle affermazioni, tutte circostanziate, che chiamano in causa, tra gli altri, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani (nel suo ruolo di Commissario straordinario per i rigassificatori), Carlo Calenda e il Presidente di Confindustria.

In ogni caso una rara (almeno ad oggi) sintesi di quei contenuti può essere letta qui.

Ciononostante, si raccomanda la visione della conferenza SUL SITO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI. MERITA DAVVERO L’ASCOLTO anche perché inserisce la protesta pacifica, legittima e politicamente trasversale dei residenti (sostenuti dal proprio Sindaco) in un panorama ben diverso dal contesto veicolato e dipinto da buona parte del mondo politico, economico e mediatico, qui accusato, senza tanti peli sulla lingua, di raccontare “fandonie micidiali”.

FONTE: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/12/14/rigassificatore-di-piombino-un-documentario-e-una-conferenza-stampa-a-montecitorio-ancora-verita-nascoste/

lunedì 10 ottobre 2022

Da un articolo di Italia Nostra: FUNICOLARI E TAPIS ROULANT NEI GIARDINI STORICI. CI RIPROVANO! (di Paolo Celebre)

“La sola idea di costruire una specie di tapis roulant su Costa San Giorgio [una proposta che è stata accantonata per le proteste forti e diffuse, Ndr] era una follia. Fra cinquant’anni il prossimo passo sarà mettere scale elettriche al pianterreno degli Uffizi ? Così come esiste un mangiare slow bisogna creare un turismo slow. Si deve capire che Firenze non può vivere solamente di turismo.”

Così parla il 94enne Detlef Heikamp celebre studioso del Rinascimento, fiorentino da 72 anni, intervistato da Il Giornale dell’Arte in occasione della Biennale Internazionale dell’antiquariato di Firenze.

A dispetto però degli storici dell’arte e di quei numerosi cittadini firmatari di un appello contro le scale mobili in Oltrarno, il Comune di Firenze, sostenuto dalla Regione Toscana, rilancia oggi il progetto apertamente.

Annunciato infatti come “Forte di Belvedere – sistema di risalita” insieme a 48 altre proposte, esso compare nel progetto FLIC - Florence I care (Ohi, ohi, l’insopportabile civettare con Don Milani) un appello rivolto non solo a sponsor privati per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, ma diretto anche ai 10/15 milioni di turisti che ogni anno giungono in città attratti dal suo “brand name” universale. Per moltiplicarli, evidentemente, quei turisti frettolosi. 

Il tutto sotto l’egida della Legge n. 106/2014 (Decreto Franceschini) per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, che ha introdotto forti agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Ma in cosa consisterebbe il progetto nelle intenzioni dichiarate del Comune ?

Si tratta di “collegare con un sistema di trasporto innovativo due zone turisticamente molto importanti della città, San Niccolò ed il fiume Arno con il Forte di Belvedere ed il Museo Bardini”.

Il valore dell’intervento è di più di 5 M€ per la durata di un anno. A questo scopo – si dice – le possibili soluzioni di percorso sono essenzialmente tre:

la prima da Porta San Miniato che salendo lungo le mura conduce sino al Forte di Belvedere;

la seconda che si sviluppa come variante della prima e che prima di giungere al Forte di Belvedere, all’altezza dello scollinamento di via di Belvedere, entrando nel giardino del museo Bardini, conduce sino al museo stesso e poi attraverso la Costa San Giorgio, porta sino alla fortezza;

la terza prevede di accedere da via San Niccolò attraverso la sede della Facoltà d’Architettura (Palazzo Vegni) ai giardini compresi tra San Niccolò e le mura e soffermandosi sul belvedere esistente tra il giardino Bardini ed il verde pubblico esistente, giunge sino alle mura e poi alla fortezza.

Tecnologicamente le soluzioni meccanizzate per superare i dislivelli presenti sono due: una funicolare o cremagliera su binari che necessita di percorsi il più possibile rettilinei o con ampi raggi di curvatura; la seconda che si sviluppa su di un sistema di scale mobili o tapis roulant che sono sicuramente meno impattanti dal punto di vista ambientale e che consentono di affrontare anche repentini cambiamenti di direzione realizzando zone di arrivo e ripartenza.

Insomma, contraddicendo l’epigrafe dello scrittore Javier Marias che introduce la scheda di Florence I Care:

Non c'è nulla di così triste e così solitario come una città senza enigma apparente o apparenza di enigma, nulla di così dissuasivo, nulla di così opprimente per il visitatore

il Comune di Firenze (che già permette la gigantesca operazione alberghiera di Costa San Giorgio) si appresta ad aprire al turismo “di passo” una delle zone più appartate ed autentiche dell’Oltrarno, con tutte le conseguenze sul tessuto commerciale, residenziale ed economico che ben conosciamo.

Il Comune di Firenze cioè si adopera per rendere la città più triste, più opprimente e più banale per i suoi abitanti e per visitatori di tutti i tipi.

Senza qui riaprire il dibattito sul cosiddetto “Decreto Franceschini” che legittima queste operazioni, ci chiediamo piuttosto che ci faccia questo progetto in un elenco di opere oggetto di donazioni o sponsorizzazioni con cui si è articolata, fin dal 2011, la partecipazione dei privati al mantenimento del patrimonio culturale fiorentino.

Un conto è infatti il restauro di una colonna, di un affresco o del cortile di Michelozzo in Palazzo Vecchio, così come il ripristino di fontane, tabernacoli e state equestri; altra cosa è la realizzazione all’interno di due giardini storici di una infrastruttura meccanizzata per il trasporto collettivo.

****

Di questi sistemi speciali ce ne sono di vecchi e di recentissimi, realizzati in diverse città italiane ed europee, grandi e piccole. Sistemi che oltretutto hanno elevati costi di esercizio e di manutenzione e che, se non ben calcolati, possono trasformarsi facilmente in “non luoghi” ed essere persino abbandonati dopo qualche anno. Ecco alcuni esempi di strutture di questo tipo che aiutano a capirne l’impatto ambientale e paesaggistico.

Pertanto al di là della scelta del mezzo più adatto per una più comoda fruizione di percorsi collinari fiorentini occorrerebbe inserire un eventuale progetto (con tutta la delicatezza ed attenzione del contesto) nel sistema della mobilità pedonale e dolce fiorentina, già afflitto, come sappiamo, da miopia strategica e deficit di competenza tecnica.





Poniamo quindi alcune domande al Comune.

Che ci fa il progetto di un’opera nuova e così impattante nell’elenco delle 49 opere oggetto del nuovo avviso pubblico per la ricerca di sponsorizzazioni destinate al restauro di beni culturali della città (Florence I Care) ?

In quale sistema di governo dei flussi turistici in città si inserirebbe questo progetto e soprattutto, a quale esigenza prioritaria risponderebbe, oltre a quella di far profitto?

Quale bene in questo caso sarebbe da valorizzare, per usare la terminologia della legge n.106/2014 ?

Perché andare a disturbare con quest’ opera il polo educativo di Palazzo Vegni, costituito da due istituti universitari ed un simpatico asilo di quartiere con il suo giardino ?

In che rapporto starebbe questa infrastruttura con altre ipotesi ventilate di percorsi meccanizzati al servizio del resort di Costa San Giorgio ?

Infine, ci sarebbe anche una domanda di fondo: che significa valorizzare un bene culturale alla luce della nostra Costituzione?

FONTE ARTICOLO BLOG ITALIA NOSTRA FIRENZE

mercoledì 24 agosto 2022

Italia Nostra: Firenze e la Tav: al Campo di Marte la galleria da milioni di euro che fa acqua e, a Castello – Rifredi, lo scavalco della vergogna

Gli scritti de La Nazione e dei NO TAV sulla incredibile assenza di collaudo dello Scavalco di Castello (correlato al Sottopasso TAV a Firenze), seppure ultimato da un decennio, assenza che potrebbe prefigurare gravissimi difetti di costruzione, gettano nuove pesanti ombre sulla grande opera infrastrutturale, facendo emergere la copertura politica di stampo mafioso che la riguarda, e da alcuni, da tempo, inutilmente denunciato.

http://www.msn.com, 22 agosto. Scavalco Tav a Firenze, la commissione denuncia: “Non collaudabile: progetto errato”. Chiamata in causa da La Nazione, la commisisone di collaudo in corso d’opera, fa sapere per voce del suo presidente, al tempo dei lavori, l’ingegnere Francesco Montanari, che la nomina “non avvenne entro i tre mesi dalla consegna dei lavori ma con anni di ritardo, quando i lavori del Lotto 1 erano già ultimati e la progettazione conclusa ed approvata da Rfi

(sotto) Comitato No Tunnel TAV. Lo scavalco della vergogna. Solo l’abbandono del progetto TAV salverà Firenze e la Toscana dal ridicolo

Le notizie sulla vicenda del Passante TAV di Firenze emerse grazie alla inchiesta de La Nazione offrono uno spettacolo desolante di questo progetto. Qualcuno potrebbe supporre che il Comitato adesso dicesse “lo avevamo detto”; no, il Comitato non lo aveva detto, nonostante le denunce dei troppi difetti dell’opera non aveva immaginato la vergogna che emerge oggi con queste dichiarazioni del presidente della commissione di collaudo; come in passato non aveva previsto il verminaio delle inchieste della magistratura del 2013 e del 2015. Ma questa opera è davvero un pozzo senza fondo di incredibili reati, errori e scorrettezze di tutti i generi.

Forse ad un profano non appare evidente la gravità di quanto accade; cerchiamo di riassumere e chiarire brevemente.

Lo “scavalco” di Castello è sostanzialmente un ponte con cui una linea ferroviaria scavalca un’altra linea; la seconda è stata abbassata fin sotto il livello della falda.
L’opera è stata realizzata male e la struttura non è stata impermeabilizzata permettendo continue infiltrazioni d’acqua. Questo non è solo un problema per dover far uscire l’acqua infiltratasi, col tempo si indeboliscono le strutture portanti di cemento armato rendendo estremamente pericoloso l’uso dell’opera.
Ogni opera pubblica di grandi dimensioni deve essere sottoposta a collaudo da parte di una commissione tecnica “terza” che riconosca la correttezza di progetto ed esecuzione. Non è stato possibile collaudare l’opera nonostante le insistenze di RFI sulla commissione stessa.
Il Comitato aveva già notato da tempo, leggendo il “fascicolo di impresa” di Infrarail, che lo “scavalco” non era stato collaudato, ma in quel testo non era detto nulla sui motivi. La cosa fu segnalata nel 2021, assieme ad altre cose, alla Procura di Firenze con un esposto.

Quello che emerge adesso pone con forza nuove e vecchie questioni:

• Il progetto era sbagliato o lo è stata l’esecuzione? Dove era il direttore dei lavori il cui compito è quello di controllare che l’esecuzione sia corretta negli interessi del committente? Nel modello del “general contractor” è previsto che questa figura sia nominata e alle dipendenze del costruttore, mentre buon senso e normativa generale prevedono sia indipendente da chi costruisce a tutela del committente. I problemi denunciati in passato da tanti esperti e ambientalisti adesso emergono chiaramente con quest’opera e dimostrano come questa figura sia “criminogena” (parole dell’allora presidente ANAC Cantone)

• Inutilità Osservatorio ambientale; a cosa è servito istituire una struttura del genere, dove era presente anche RFI, se non è stata in grado di vedere nulla? Il suo scopo era di verificare che l’esecuzione rispettasse progetto e prescrizioni ambientali. Membri dolosamente ciechi o incompetenti?

• Cosa dirà o farà adesso la politica, soprattutto quella toscana, dove Giani e Nardella si sono fatti sperticati paladini di un’opera così insostenibile? Silenzio come nel caso dello scandalo KEU? Caccia alla ”mela marcia” per distrarre l’opinione pubblica dalla constatazione che marcio è il “sistema” come ha chiaramente dimostrato l’inchiesta del 2015 sul Passante? Ancora si continuerà a sostenere che un’opera così ridicolmente sbagliata è “strategica” per la Toscana? O, si spera, ci saranno ripensamenti?

• Se un’opera relativamente semplice come lo “scavalco” è afflitta da problemi così gravi cosa hanno da dire RFI e politica toscana sui rischi dello scavo di gallerie in terreni alluvionali in ambiente urbano, sotto molte centinaia di edifici, cioè migliaia di appartamenti oltre che monumenti?

• Che una formalità importante come il collaudo, per un’opera così delicata, che riguarda la sicurezza di migliaia di persone che la utilizzano quotidianamente, sia stata rimandata per 10 anni e che nel frattempo sia stata utilizzata da centinaia di treni al giorno getta un’ombra sinistra su come operano le ferrovie, in particolare RFI, la struttura che gestisce e realizza la rete.

• Dopo 23 anni in cui politica e ferrovie hanno sostenuto un’opera così sbagliata, in un paese normale dovremmo vedere dimissioni di dirigenti, presidenti e amministratori. L’esito di questa vicenda chiarirà ancora una volta la serietà del paese in ci viviamo.

• È possibile rimediare ai difetti dello “scavalco” o dovrà essere ricostruito ex novo o eliminato del tutto? Nel secondo e terzo caso c’è da tener presente che l’opera interessa la principale linea ferroviaria del paese, si potrebbe rischiare un depotenziamento notevole della linea.

Questa vicenda richiede una decisione radicale, cioè l’abbandono del progetto del Passante AV. Il Comitato ripete per l’ennesima volta la domanda sia alle ferrovie che a Giani, Nardella e a tutti i sostenitori dell’opera : perché non potenziare le linee di superficie liberando davvero binari non solo per i treni regionali, ma per creare una rete di treni metropolitani o suburbani che rispondano alle esigenze della maggior parte dei pendolari?

Perché intestardirsi in un’opera dai costi, dai rischi e dai tempi di realizzazione altissimi e imprevedibili?

Perché le cose troppo semplici costano troppo poco?

Comitato No Tunnel TAV

FONTE ITALIA NOSTRA FIRENZE https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/08/24/firenze-e-la-tav-al-campo-di-marte-la-galleria-da-milioni-di-euro-che-fa-acqua-e-a-castello-rifredi-lo-scavalco-della-vergogna/

lunedì 27 giugno 2022

Di Italia Nostra - Le Gualchiere: l'interesse del Principe Carlo e il disinteresse dei comuni competenti!

Gualchiere di Remole. Il vivo interesse della Fondazione Nobriega e del principe Carlo d’Inghilterra per il loro recupero strutturale e funzionale a vantaggio pubblico, il sostanziale disinteresse dei due Comuni patrimonialmente e territorialmente competenti

Giugno 2022: la pubblicazione dell’elenco dei progetti per la Città Metropolitana ammessi ai fondi PNRR, elenco edito nel sito del Comune di Firenze, smentisce l’avvenuta considerazione del recupero delle Gualchiere di Remole: nonostante le indiscrezioni dei mesi passati, le Gualchiere non sono rientrate nei progetti europei elaborati dai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli.

      Ciò nonostante, va sottolineato che “La Nazione” del 23 giugno 2022, con l’articolo di Manuela Plastina, Firenze, la corona inglese restaura struttura sull’Arno? Il principe Carlo interessato, ha dato notizia del sopralluogo effettuato alla “zona in rovina” delle Gualchiere dalla signora Elizabeth Nobrega Tsakiroglu, presidente della Fondazione Nobrega e dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali. La nobildonna “si è presentata anche per conto di sua Altezza reale il principe Carlo, interessato – ha spiegato – alla promozione del restauro di quello che è ormai un monumento di storia e cultura”.

      Come è noto, il principe Carlo venne coinvolto alcuni anni fa da una lettera degli studenti dell’Istituto fiorentino Leonardo da Vinci, allievi di Girolamo Dell’Olio, e nell’occasione anche il Sindaco Nardella scrisse al principe “proponendo la costituzione di una task force anglo-italiana per l’individuazione di soluzioni praticabili per quelle Gualchiere. E da Buckingham Palace era arrivata la conferma dell’interessamento”.

      Nobrega – che ha visitato le Gualchiere in compagnia di esponenti del gruppo tecnico costituito al Circolo Vie Nuove (Luciano Bartolini e Pietro Laureano), dell’assessore fiorentino Alessandro Martini e dell’architetto Giorgio Caselli, dirigente del servizio Belle Arti di Palazzo Vecchio – “ha spronato il Comune a continuare nella volontà di crearvi un sistema che riporti il monumento al pubblico, come proposto dal gruppo tecnico”, magari come “polo della cultura, dell’artigianato e dell’ambiente. La Fondazione Nobrega si è resa disponibile a sostenere il progetto con fondi per la creazione di un museo, ma anche borse di studio internazionali legate alla ricerca”, e si è detta disponibile “a donare una collezione di oggetti d’arte, argenti, statue e manufatti di Michael Carrington. L’Inghilterra, ha garantito la signora Nobrega, c’è. E il principe Carlo pure”.

I precedenti interventi di Italia Nostra sulle Gualchiere

FONTE BLOG DI ITALIA NOSTRA FIRENZE https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/06/27/gualchiere-di-remole-il-vivo-interesse-della-fondazione-nobriega-e-del-principe-carlo-dinghilterra-per-il-loro-recupero-strutturale-e-funzionale-a-vantaggio-pubblico-il-sostanziale-disinteresse-de/

giovedì 14 aprile 2022

Di Italia Nostra: Deregulation urbanistica in Toscana, ovvero come si snatura la Legge Marson

Italia Nostra condanna totalmente il preoccupante emendamento approvato dalla competente Commissione e che il Consiglio Regionale si accinge a licenziare con l’obiettivo di “semplificare” le nuove procedure urbanistiche e ambientali, in deroga alla legge 65/2014.( Leggi Tutto - sotto)

Profondo dissenso ed allarme per le gravi conseguenze, in termini di consumo di suolo e di stravolgimento del territorio, si levano anche da altre parti: “Diciamo no alla deregolamentazione delle norme urbanistiche e della tutela del paesaggio. Questo emendamento dà il via ad un aumento delle cubature. Fermatevi!” tuona il segretario della CGIL Toscana M. Brotini. Anche l’Istituto nazionale di Urbanistica ( INA) ha scritto al Consiglio Regionale: “La legge comprime la partecipazione e la stessa base di militare di Coltano, dentro il Parco di San Rossore, se finanziata con il PNRR, non verrebbe sottoposta ad alcuna valutazione paesaggistica…”.                                                                            Fonte: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/04/14/deregulation-urbanistica-in-toscana-ovvero-come-si-snatura-la-legge-marson/
--> Italia Nostra condanna totalmente il preoccupante emendamento approvato dalla competente Commissione e che il Consiglio Regionale si accinge a licenziare con l’obiettivo di “semplificare” (questo l’apparentemente rassicurante termine utilizzato) le nuove procedure urbanistiche e ambientali, in deroga alla legge 65/2014 (nota come Legge Marson dal nome dell’assessore che fortemente la volle e fece approvare nel 2014). 

In realtà, l’emendamento di cui si sta parlando vuole garantire mani libere e rapidità, in forma di corsia preferenziale, con eliminazione della Valutazione di Impatto Ambientale/VAS e riducendo i tempi per l’approvazione in co-pianificazione a trenta giorni (con il silenzio-assenso che scatterebbe automaticamente alla scadenza) alle amministrazioni comunali, almeno riguardo all’approvazione dei progetti PNRR, quelli finanziati dall’Europa. 

In tempi di disastrosi interventi attuati all’insegna di una palmare deregulation urbanistica, in Toscana e in Italia, che contraddicono con chiara evidenza gli impegni per la transizione ecologica sottoscritti alla scala internazionale, non tranquillizzano le rassicurazioni del Consigliere Capogruppo dei Democratici Vincenzo Ceccarelli, riguardo al carattere “eccezionale e transitorio” della norma che ora si vuole introdurre per realizzare il più velocemente possibile i progetti pubblici del Recovery Fund. 

In realtà, la nuova norma consentirebbe altresì di approvare varianti in deroga alla Legge Marson anche per “opere diverse da quelle pubbliche o di pubblica utilità”: ciò che porterebbe inevitabilmente a licenziare interventi anche speculativi, con ulteriore consumo di suolo ad esclusivo vantaggio dei privati.

Ulteriori preoccupazioni scaturiscono dal messaggio del Consigliere Capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli, quando preannuncia “la disponibilità della giunta [e] un tavolo per la modifica generale della legge 65”. 

Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze Il Presidente Leonardo Rombai Firenze, 14 aprile 2022

martedì 22 febbraio 2022

EOLICO IN MUGELLO: AUMENTANO I DUBBI…....

Pubblichiamo l'articolo sul blog di Italia Nostra Firenze.

Anche il Presidente dell’Associazione Wilderness, affiliata Italiana della Wilderness Leadership Foundation, prende posizione contro il progetto del Parco eolico nel Mugello, e lo fa con una puntuale critica, inviata alla Regione Toscana e, per conoscenza, alla Soprintendenza di Firenze.

“L’Associazione esprime la propria totale disapprovazione per quella che si ritiene una decisione scellerata, per il danno ambientale e paesaggistico che si verrà ad arrecare a quello splendido crinale dell’Appennino tosco-emiliano. Una macchia che resterà indelebile per quelle scelte politiche che l’hanno voluta”.

FONTE ARTICOLO: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/02/21/eolico-in-mugello-aumentano-i-dubbi/

giovedì 3 febbraio 2022

Italia Nostra (Sezione di Firenze e sezioni del Consiglio Regionale Toscano) sottoscrivono il comunicato del Gruppo Intervento Giuridico sugli 800 miliardi di euro del Next Generation Eu

La Regione Toscana che cos’ha capito del Next Generation Eu?

Il Next Generation EU, strumento europeo temporaneo per la ripresa (da oltre 800 miliardi di euro), “contribuirà a riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia di coronavirus per creare un’Europa post COVID – più verde, digitale, resiliente e adeguata alle sfide presenti e future”.

È opportuno ricordare che, proprio per rispettare tali obiettivi, il relativo strumento di attuazione concreta nazionale, il Piano nazionale di ripresa e di resilienza (PNRR) si articola, come sappiamo, in sei aree “tematiche” strutturali d’intervento: 1.Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica 3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile 4. Istruzione e Ricerca 5. Inclusione e Coesione 6. Salute.

Ed ecco che, nell’autentica interpretazione dello spirito del PNRR (!), puntualissima, si affaccia nel Consiglio Regionale della Toscana, presentata da 16 consiglieri della maggioranza (Pd e Italia Viva), una proposta di legge definita da molti – come non concordare? – “aberrante” ed “eversiva”. In modo spudorato (sicuramente intrinsecamente illogico), si appella proprio alla finalità del PNRR che, letteralmente e in modo filologicamente corretto, viene definito nel testo della stessa un “percorso di transizione ecologica e ambientale maggiormente solidale e sostenibile”.

Si tratta della proposta di legge regionale n. 92, presentata il 7 dicembre 2021.

Teniamo a mente le 4 parole-chiave: ecologico, ambientale, sostenibile e solidale.

Dunque, per permettere l’esecuzione del PNRR cosa propongono?

Un ulteriore assalto, il più ferale, alla legge regionale Toscana n. 65/2014 sul governo del territorio, voluta dall’allora Assessore regionale dell’urbanistica Anna Marson, da sempre maldigerita, osteggiata e criticata da certe categorie professionali e da certi apparati politici a queste categorie professionali particolarmente sensibili.

La proposta di legge del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e della sua maggioranza ritiene infatti opportuno “procedere ad uno snellimento delle tempistiche che caratterizzano le ordinarie procedure amministrative legate al governo del territorio”.

Con il comma 1 dell’art. 1, si dettaglia che “ [il progetto o lo studio di fattibilità] possa costituire, qualora incida sull’assetto del territorio, variante automatica agli strumenti della pianificazione territoriale o urbanistica”. In barba a trasparenza e partecipazione, alla faccia delle ben note competenze statali in materia di paesaggio/ambiente e ai discendenti obblighi di copianificazione paesaggistica, più volte ribaditi dalla giurisprudenza costituzionale, nponchè in barba (comma 5) al consumo zero del territorio, prevedendosi anche “nuovo impegno di suolo non edificato fuori dal perimetro urbanizzato”.

E si conclude, con un avvitamento logico che farebbe ridere se non fosse tragico: “In coerenza con il disegno e con le finalità dell’art.1, viene inoltre prevista, all’art. 2, l’esclusione di tali varianti dal campo di applicazione della L.R. 10/2010, contenente disposizioni in materia di VAS e di VIA”; e noi aggiungiamo anche: di AIA (autorizzazione integrata ambientale) e AUA (autorizzazione unica ambientale).

In un colpo solo, la proposta di legge azzera tutte le procedure di verifica ambientale previste dalla legislazione vigente, e, soprattutto, degli obblighi discendenti dalla normativa comunitaria, ivi compresi gli strumenti di partecipazione (il sindaco assume un potere assoluto) al governo del territorio e di controllo ambientale.

Rivoluzione verde o riverniciatura di verde sulle ormai solite operazioni di sfascio del territorio?

Torna alla mente il tanto sbandierato (all’epoca renziana) decreto “Sblocca Italia”, subito ribattezzato “Sblocca cemento”, un autentico incentivo alla dissipazione del territorio, o anche le deregulation di Tremonti e Lunardi, in spregio all’articolo 9 della Costituzione e alle molte sentenze della Consulta e della Cassazione preoccupate della tutela dell’interesse pubblico.

Se questa proposta di legge prevede, come di fatto prevede, l’eliminazione di procedure discendenti da norma comunitaria e norma nazionale attuativa (V.I.A., V.A.S., ecc.) e il Consiglio regionale la approverà in tali termini, senz’altro invieremo istanza al Governo perché proceda a impugnare tale legge davanti alla Corte costituzionale per lesione delle competenze statali in materia di ambiente (art. 127 cost.), analogamente a quanto recentemente fatto (17 gennaio 2022) avverso la legge regionale taglia-boschi (la legge regionale Toscana 28 dicembre 2021, n. 52 “Disposizioni in materia di tagli colturali. Modifiche alla l.r. 39/2000”).

p. Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Stefano Deliperi

ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com 

FONTE ARTICOLO https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/02/03/italia-nostra-sezione-di-firenze-e-sezioni-del-consiglio-regionale-toscano-sottoscrivono-il-comunicato-del-gruppo-intervento-giuridico-sugli-800-miliardi-di-euro-del-next-generation-eu/