VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
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lunedì 12 ottobre 2020

ABBIAMO VINTO CONTRO LO SBLOCCA ITALIA !

 COMUNICATO STAMPA del 6 ottobre 2020

ABBIAMO VINTO CONTRO LO SBLOCCA ITALIA!

LA SENTENZA FINALE DEL TAR LAZIO ANNULLA IL DECRETO ATTUATIVO PER POTENZIARE O COSTRUIRE INCENERITORI.

Oggi è stata pubblicata la sentenza definitiva del TAR Lazio rispetto al ricorso contro l’articolo 35 dello Sblocca Italia da noi presentato nel dicembre 2016, che ANNULLA per mancata VAS (valutazione ambientale strategica) il decreto attuativo del 10/8/2016 e le sue nefaste previsioni!

Nonostante sia stato ribadito che resta confermato un margine di discrezionalità al governo sulla qualificazione degli inceneritori come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” è stato ribadito oggi anche che la stessa qualificazione deve comunque “garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana e senza recare pregiudizio all’ambiente, in particolare senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora e la fauna”.

Dopo quattro anni, l’ 8 maggio 2019 abbiamo ottenuto la sentenza della Corte di giustizia europea http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=213860&pageIndex=0&doclang=FR&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=2124633 , e dopo una serie di ripetuti rinvii da parte del TAR Lazio, oggi si è finalmente concluso il dibattimento con una sentenza che di fatto AZZERA LE PREVISIONI DI POTENZIAMENTO O DI COSTRUZIONE DI NUOVI INCENERITORI per inadempienza palese alla direttiva 2001/42/CE non avendolo sottoposto preventivamente alla obbligatoria VAS – Valutazione ambientale strategica. (il testo della sentenza: https://www.leggerifiutizero.org/wp-content/uploads/2020/10/Sentenza_tar_Lazio.pdf)

Contiamo ora che il ministro dell’ambiente ed il governo tutto dia un segnale chiaro azzerando e riscrivendo daccapo la formulazione dello stesso articolo 35 della Legge 164/2014 in quanto lo SBLOCCA ITALIA è oramai da considerarsi ILLEGITTIMO sia per l’azione popolare che ha fermato la sua attuazione che per il recentissimo recepimento della Direttiva europea 851/2008 che esclude il “recupero di energia” dai nuovi obiettivi di riciclaggio del programma di economia circolare. Aspettiamo ora di vedere rimosso per via giudiziaria il principale ostacolo al dispiegarsi sia in Italia che in Europa di una vera “economia circolare” basata sul “riuso-riciclo-recupero di materia”, dato che l’incenerimento distrugge materia per recuperare una bassa quantità di energia, pagata salatissima tuttora dagli incentivi pubblici del GSE a fondo perduto.

Secondo importantissimo risultato di questa sentenzadel TAR Lazio n. 10088/2020 è che il nostro Movimento ha ottenuto di fatto la LEGITTIMAZIONE ad agire contro atti e normative statali al pari di altre associazioni nazionali, che spesso non esercitano affatto le proprie prerogative in merito.

Roma 06-10-2020

il presidente del Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare








venerdì 10 maggio 2019

Comunicato stampa sulla sentenza CGUE contro l'art. 35 SBLOCCA ITALIA

Cari tutti,
sulla base di ulteriori precisazioni a freddo della sentenza della Corte di giustizia europea di ieri a Lussemburgo, vi inviamo una dichiarazioni più articolata ed un video di approfondimento sui temi che saranno comunque condivisi nella conferenza stampa del 15 maggio p.v. ore 14,30 presso la sala stampa della Camera dei deputati.

ALLEGO UN VIDEO DI OGGI DI APPROFONDIMENTO SULLA SENTENZA, caricato sul canale YouTube Legge Rifiuti Zero

COMUNICATO STAMPA del 9 maggio 2018

Ieri da Lussemburgo abbiamo riportato con grande soddisfazione la sentenza della Corte di giustizia europea che condanna il governo italiano sul Decreto attuativo dello Sblocca Italia del 10 agosto 2016 e sul Piano nazionale di incenerimento per inadempienza palese alla direttiva 2001/42/CE non avendolo sottoposto a Valutazione ambientale strategica.

Tale Piano prevedeva il potenziamento dei 40 impianti esistenti e la costruzione di otto nuovi inceneritori con una folle previsione di aumento dai 6,2 Milioni di tonnellate annue attualmente incenerite di ulteriori 2,8 milioni di tonnellate annue. Inoltre prevedendo anche l'annullamento dei bacini regionali di conferimento degli inceneritori, di fatto tale decreto legge del governo Renzi ha favorito gli interessi degli inceneritori esistenti nel centro-nord stabilendo oltre al potenziamento anche la priorità nel trattamento di enormi quantità di rifiuti urbani dal centro-sud a scapito delle aziende che conferivano i rifiuti speciali prodotti al nord.

Tutto ciò ha prodotto un ulteriore impatto ambientale, con un annesso aumento medio di circa il 30% delle emissioni di polveri sottili e composti tossici proprio nel bacino della pianura padana che risulta già da tempo il territorio con l'aria più inquinata in europa.

Nel nostro ricorso avevamo chiesto infatti al TAR Lazio il rinvio alla Corte di giustizia europea per motivato contrasto tra le norme contenute rispetto all’articolo 35 - Piano nazionale di inceneritori - nel decreto legge Sblocca Italia e nel successivo Decreto attuativo e la Direttiva europea 98/2008/CE su due punti fondamentali:

1) stabilire che i quaranta inceneritori esistenti e nuovi da realizzare non siano più definiti quali “infrastrutture e insediamenti strategici di  preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente”, ponendo al primo posto una tecnologia obsoleta e nociva da rifiuti indifferenziati che alimenta anche le discariche, non avendo programmato nulla rispetto agli impianti sostenibili per il riciclaggio ed il recupero di materia.
Su questo punto la Corte ha ritenuto di ammettere anche un "margine di discrezionalità" ai singoli Stati ma a patto che queste diverse opzioni garantiscano che "non danneggino la salute umana e non arrechino pregiudizio all'ambiente". Tali circostanze appaiono decisamente irrealistiche dato che l'articolo 35 aumenta la quantità di rifiuti inceneriti da 6,2 Milioni/tonn/anno attuali ai circa 9,0 Milioni/tonn/anno, con il conseguente aumento del 50% di emissioni di polveri sottili e composti tossici come diossine-furani-metalli pesanti. Ma nel dispositivo della sentenza la Corte afferma che "la qualifica degli impianti di incenerimento dei rifiuti come infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale NON OSTA ad una normativa nazionale, PURCHE' tale normativa sia compatibile con le altre disposizioni della Direttiva 98/2008/CE che prevedono obblighi più specifici"

2) stabilire che il Decreto attuativo che contiene il previsto aumento delle emissioni di polveri e diossine dovute al “potenziamento al massimo carico termico” dei quaranta inceneritori esistenti al centro nord (quantificato in circa un milione di tonnellate annue incenerite) e la costruzione di otto nuovi inceneritori al centro sud con annessa ubicazione e capacità in ogni regione (quantificati in circa altri 2,5 milioni di tonnellate annue incenerite) debba essere considerato un piano / programma nazionale da sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica preventiva.
Su questo punto la Corte ha chiaramente sentenziato a nostro favore dichiarando che "una normativa nazionale, come quella di cui trattasi, costituita da una normativa di base e da una normativa di esecuzione, che determina in aumento la capacità degli impianti di incenerimento dei rifiuti esistenti e che prevede la realizzazione di nuovi impianti di tale natura rientra nella nozione di piani o programmi e DEVE di conseguenza essere soggetta a valutazione ambientale preventiva".

Ora il TAR Lazio dovrà emettere la sentenza finale, annullando il Decreto attuativo del 10 agosto 2016 in recepimento di quanto dichiarato dalla Corte di giustizia europea e magari precisando anche meglio in merito ai primi due quesiti sulla "preminenza degli inceneritori sul riciclaggio e recupero di materia" in base alle valutazioni che l'incenerimento incide pesantemente sugli obblighi derivati dalla protezione della salute umana e dell'ambiente. 

Finalmente siamo riusciti a rimuovere il principale ostacolo al dispiegarsi  sia in Italia che in Europa di una vera “economia circolare” basata sul “riuso-riciclo-recupero di materia”, dato che l’incenerimento distrugge materia per recuperare una bassa quantità di energia, pagata salatissima dagli incentivi pubblici del GSE, al contrario di quanto affermano sia necessario fare già da oggi le quattro nuove Direttive europee sull’economia circolare, in particolare la 851/2018/CE, di cui chiediamo che il governo italiano acceleri urgentemente il suo recepimento.  
Ma riteniamo che ora sia il GOVERNO ed il PARLAMENTO che ora debbano fare un passo avanti dal punto di vista legislativo, dato che il ministro Sergio Costa aveva inaspettatamente ribadito a luglio scorso la validità di questa legge, mettendo mano alla revisione generale del T.U. 152/2006 su questi punti e su quanto contenuto nella proposta di legge di iniziativa popolare "Legge Rifiuti Zero" depositata nel 2013 e ripresa nel 2018 ma tuttora ferma alla commissione ambiente alla Camera.  

Roma 9 maggio 2019

Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare

Questo il link della sentenza dell' 8 maggio della Corte europea di giustizia

giovedì 9 maggio 2019

Rifiuti: Corte di Giustizia Europea ferma inceneritori, anche in Abruzzo

Scongiurata, per ora, l'imposizione di un inceneritore in Abruzzo.
"Apprendiamo con grande soddisfazione la notizia appena divulgata dal Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare della sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha sonoramente bocciato lo Stato Italiano per non aver assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica il Dpcm attuativo dell'Art.35 dello Sblocca Italia che pianificava nel dettaglio, regione per regione, il supposto fabbisogno di inceneritori, assegnandone uno anche per l'Abruzzo", le parole di Augusto De Sanctis del Forum H2O.
Alcune associazioni - Verdi Ambiente e Società e Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare, con l'intervento dell'Associazione Mamme per la Salute e l'Ambiente e il Comitato Donne 29 Agosto - in rappresentanza di un movimento più ampio a livello nazionale, avevano proposto ricorso al TAR Lazio contro il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016, "Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati." A sua volta, il Tribunale amministrativo regionale aveva deciso di portare la questione davanti alla Corte di Giustizia Europea perché il DPCM appariva in contrasto con la Direttiva 42/2001/CE sulla Valutazione Ambientale Strategica, procedura a cui il provvedimento pro-inceneritori non era stato sottoposto.
"Come Forum H2O, insieme a NSC, già nel 2016 avevamo immediatamente segnalato al Ministero dell'Ambiente e a tutte le regioni italiane che serviva la Valutazione Ambientale Strategica", ricorda De Sanctis. In effetti, le associazioni scrivevano testualmente: "nel Rapporto Preliminare chiede, infatti, di non sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica il documento in esame, fase che prevederebbe la partecipazione del pubblico per 60 giorni. Si eviterebbe, così, quello che il Ministero pare considerare come un orpello, e, cioè, dover rispondere nel merito alle eventuali osservazioni provenienti dai cittadini".
Il Piano approvato con il DPCM prevedeva di aumentare la capacità di incenerimento nazionale di diversi milioni di tonnellate/anno di rifiuti, con la produzione, giusto per portare alcuni dati sugli effetti ambientali negativi, di centinaia di migliaia di tonnellate di ceneri residue da portare in discarica nonché emissioni per milioni di tonnellate/anno di CO2, gas clima-alterante.
"L'Espresso aveva dato eco nazionale alla nostra denuncia con un ricco articolo [qui]; avevamo anche polemizzato con ARTA che incredibilmente aveva dato l'ok sulla procedura, in disaccordo con l'allora Giunta Regionale. Infine abbiamo fornito ai ricorrenti i calcoli sulle potenziali emissioni aggiuntive di inquinanti a livello nazionale di questa rete di nuovi inceneritori. Dunque, non possiamo che essere contenti di questo risultato con il rammarico di dover constatare che per l'ennesima volta erano rimaste inascoltate le voci che avevano puntualmente segnalato il problema. Ora, assieme alle altre associazioni che hanno aderito e partecipato a questa campagna, chiederemo al Governo di abrogare immediatamente la madre di questa trucco pro-inceneritori, l'art.35 del Decreto Sblocca Italia voluto da Renzi.La priorità è ridurre la produzione di rifiuti, riutilizzare e riciclare come peraltro previsto fin dal 2008 dalla Direttiva 98/2008/UE", conclude De Sanctis.

martedì 20 novembre 2018

Campagna #SbloccaItaliagameover Comuni e Comunità contro gli inceneritori. L'Economia Circolare parte dai territori. COMUNICATO STAMPA

“Incenerire i rifiuti urbani per evitare i roghi tossici”, ovvero come trovare un espediente per favorire la lobby tra multiutility e politica, evirare “il cambiamento” e tenere in piedi lo “Sblocca Italia” di Renzi.

Ancora una volta ci troviamo a contrastare la logica perversa di chi utilizzando espedienti come “fermiamo i roghi tossici”, che sono sempre alimentati da rifiuti industriali e non dai rifiuti urbani, cerca di alimentare il business della lobby dei rifiuti mascherandolo da “soluzione” magari insieme ad una fasulla “crescita economica ed aumento del PIL”.
Un governo costruito “senza ideali” ma con una sorta di “compromesso contrattato” in cui per la Lega ancorata al centro-destra l’ambiente e la salute pubblica vengono dopo gli interessi delle lobby inceneritoriste, nonostante sia oramai assodato da centinaia di studi scientifici il nesso causa-effetto tra la presenza di inceneritori e l’insorgenza di patologie cancerogene e mutagene di vario tipo, come accerta Arpa e CNR ultimamente.
http://www.arpa.piemonte.it/news/concluso-lo-studio-epidemiologico-arpa-sullinceneritore-di-vercelli
http://www.ambiente.comune.pisa.it/DatiArcGISServer/SiteRefDoc/PDF/SaluteUmana/
Epidemiologico/2017/rapporto_di_sintesi_studioPisa_18jul2017.pdf
Si spendono ancora infondate dichiarazioni in merito alla “necessità di evitare una procedura di infrazione dalla U.E.”, dato che l’Italia ha ancora un elevato ricorso alle discariche e si spaccia come “soluzione alternativa” alle discariche la costruzione di inceneritori specie al Centro-Sud, senza chiarire che ogni inceneritore ha bisogno di una grande discarica di servizio in cui smaltire gli scarti di lavorazione e le ceneri tossiche pari ad oltre il 70-75%!!!
L’inceneritore è l’anello intermedio di una catena industriale tossica, che parte dal persistere di città ad esempio come Roma, Bari e Palermo che ancora producono in maggioranza “rifiuto non differenziato” raccolto con i cassonetti stradali da cui si estrae attraverso una selezione meccanica circa il 25-30% di plastica/carta da incenerire che è il “combustibile” Cdr/Css.
Quindi non solo l’incenerimento non evita il ricorso a discarica, essendo indispensabile averla, ma ha necessità che la raccolta differenziata non avanzi oltre il 40-45% limite oltre il quale avrebbe enormi problemi a reperire la “materia prima” cioè i “rifiuti non differenziati”, salvo importarli da altre regioni.
Stiamo quindi parlando di una “soluzione illegale”, dal momento che la legge italiana (D.Lgs. 152/2006) ha stabilito da anni che il “limite minimo” di raccolta differenziata dal 2012 è già quel 65% che ancora tante città grandi – medie e piccole di Italia non hanno mai raggiunto e che
ora dovrebbe essere sanzionato!!
Stiamo parlando di una scelta che andrebbe contro l’attuazione dell’Economia Circolare e le
stesse Direttive europee già in vigore dal 2008 oltre quelle ancora più incisive del 30 maggio
u.s.
, che ovviamente sono basate sulla Riduzione – Riutilizzo – Riciclaggio – Recupero di materia
.... e lasciano il Recupero di energia (incenerimento e biogas/biometano) di fatto come una
pratica di pre-smaltimento finale di quanto non è possibile “rimettere in circolarità” quanto
viene distrutto con la combustione.

La soluzione ha questa “bagarre governativa” ed ad una possibile “procedura di infrazione
dalla U.E.” è il ritiro del Decreto attuativo dello Sblocca Italia (DPCM 10-8-2016) e l’avvio di
una Legge che imponesse e finanziasse l’introduzione della raccolta domiciliare dappertutto e
la realizzazione degli impianti di riciclaggio degli imballaggi e di compostaggio aerobico
dell’organico.
Ma dato che questo governo ed il suo ministro all’ambiente non hanno mai dato alcun segnale
sul ritiro del Decreto Sblocca Italia, salvo poi fare svariate dichiarazioni “contro gli inceneritori”, contiamo che a breve la questione sarà risolta dalla Corte di giustizia europea di
Lussemburgo.

Infatti a seguito del nostro ricorso nel 2016 per il netto contrasto tra le Direttive europee ed il
decreto attuativo dell'art. 35 dello Sblocca Italia, il TAR Lazio ha rilevato diverse gravi
incoerenze ed emesso l'ordinanza n. 04574 del 24 aprile 2018 che ha rinviato su tre quesiti
specifici il giudizio di merito alla Corte di Giustizia Europea a Lussemburgo.
La campagna nazionale #SbloccaItaliaGameover e la sua estensione europea #NextStepEurope
ha lo scopo sia di sostenere economicamente l'iter legale europeo del ricorso che di divulgare e
sensibilizzare cittadini, associazioni ed istituzioni sulla necessità di un concreto e radicale
cambiamento della gestione dei rifiuti verso una vera economia circolare “dal basso” costruita
tra amministratori locali / organizzazioni civiche / aziende virtuose in attuazione dei principi

della Direttiva n. 851/2018/CE.

Tutte le informazioni per sostenere la nostra Campagna sono sul sito www.leggerifiutizero.org
Per informazioni e comunicazioni: leggerifiutizero@gmail.com

martedì 8 maggio 2018

Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare

L'immagine può contenere: testo


PUBBLICHIAMO IL TESTO DELLA MOZIONE, firmata dai soggetti ricorrenti ed aderenti, consegnata il 4 maggio a rappresentanti di LeU e del M5S in chiusura della CONFERENZA STAMPA alla Camera dei deputati.

PROPOSTA DI MOZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO ED EUROPEO
- Premesso che con l’ordinanza n. 4574/2018, del 24. 04. 2018, la I sezione del TAR Lazio ha sollevato due questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con riferimento al c. d. “Decreto Sblocca Italia”, poi convertito in Legge n. 133/2014, per quanto concerne il piano nazionale di incenerimento previsto all’art. 35 dello stesso;
- premesso che l’ordinanza in questione ha accolto completamente le richieste dei difensori delle Associazioni ambientaliste ricorrenti, evidenziando alla Corte di Lussemburgo la necessità di esprimersi su due profili di possibile incompatibilità della normativa italiana con quella europea (la prima concernente il rispetto della c. d. “gerarchia dei rifiuti”; la seconda concernente il mancato esperimento della VAS prima dell’emanazione del D.P.C.M. attuativo dello “Sblocca Italia”, da parte del Governo italiano);
- premesso che nell’ipotesi in cui la Corte di Lussemburgo dovesse esprimersi a favore delle domande delle associazioni ricorrenti, si accerterebbe il contrasto palese del Decreto “Sblocca Italia” con i principi normativi europei in materia di ambiente e l’Italia rischierebbe, a normativa vigente, di incorrere in una (nuova) procedura di infrazione per violazione della normativa europea, in materia di trattamento di rifiuti;
tutto ciò premesso, le Associazioni ricorrenti chiedono
a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, sensibili ai temi dell’ambiente e dell’economia circolare, di impegnarsi a presentare una interrogazione e/o mozione al Governo italiano, al fine di chiedere chiarimenti su come intende intervenire in questa particolare vicenda, al fine di evitare che il nostro Paese incorra in una condanna da parte della Corte di Lussemburgo;
le Associazioni ricorrenti chiedono altresì a tutte le forze politiche parlamentari che ritengono lo “Sblocca Italia” una pessima legge, non rispettosa dei principi europei in materia di tutela della salute e dell’ambiente, di impegnarsi a presentare in Parlamento – nel più breve tempo possibile – una o più proposte di legge che superino l’attuale art. 35 dello “Sblocca Italia”, con l’obiettivo di ridefinire il quadro normativo nazionale; 
in particolare, chiediamo un piano nazionale alternativo di intervento ambientale con la previsione e la realizzazione di filiere impiantistiche mirate al recupero di materia e alla produzione di materie prime secondarie nel pieno rispetto dei principi dell’economia circolare e del percorso “verso rifiuti zero” ed insieme l’estensione della eco-tassa regionale e la rinuncia ad incentivare tutti i processi di combustione per il recupero di energia dai rifiuti, oltre che la drastica riduzione della fase di smaltimento finale con ricorso a nuovi impianti di discarica;
a tale proposito ricordano che su questi argomenti è in corso di svolgimento da novembre 2017 la Campagna nazionale “Cambiamo l’Aria” con la raccolta di migliaia di firme per tre petizioni popolari al parlamento italiano, che ha raccolto già un notevole successo e che continuerà nel 2018 sino alla costituzione delle competenti commissioni parlamentare ambiente alla Camera ed al Senato;
al riguardo le Associazioni ricorrenti evidenziano inoltre come, nella precedente legislatura, sia stata depositata la proposta di legge di iniziativa popolare “Legge rifiuti Zero: per una vera società sostenibile - A.C. 1647 / 2015 - primo firmatario Massimo Piras portavoce del Movimento”, già incardinata a gennaio 2016 nella VIII° Commissione ambiente e rimasta bloccata nel suo esame http://www.camera.it/temiap/d/leg17/Am0115?social-share, che pur con gli opportuni emendamenti che proporremo in sede di ripresa in esame nella XVIII Legislatura, punta sugli stessi obiettivi;
le Associazioni ricorrenti, infine, chiedono a tutte le forze politiche che siedono nel Parlamento italiano ed europeo di impegnarsi a sostenere il ricorso pendente innanzi alla Corte di Lussemburgo e fare pressioni sul Governo italiano affinché ritiri, prima della sentenza del giudice europeo, il D.P.C.M. attuativo dello “Sblocca Italia” e si impegni a riscrivere in tempi brevi l’art. 35 dello stesso, al fine di renderlo compatibile con la normativa europea e, in particolar modo, con la “gerarchia dei rifiuti” e l’obbligo preventivo di effettuazione della VAS.

Roma 4 maggio 2018
Movimento Legge Rifiuti Zero x l’economia circolare - Massimo Piras
Verdi Ambiente Società - VAS onlus - Rodolfo Bosi
Comitato Donne 29 agosto di Acerra NA - Virginia Petrellese
Ass. Mamme Salute Ambiente di Venafro IS - Maria Antonietta Di Nardo
Ass. Rete Tutela della Valle del Sacco RM - Roberto Rosso


fonte: https://www.facebook.com/LeggeRifiutiZero/posts/2085299748153709

lunedì 7 maggio 2018

#sbloccaitaliagameover: COMUNICATO STAMPA del 4 Maggio 2018


Pieno successo per la conferenza stampa alla Camera dei deputati sulla Campagna #SbloccaItaliaGameover

Si è svolta stamattina alle 11,30 la prima conferenza stampa, con una entusiastica grande partecipazione, per illustrare lo straordinario risultato ottenuto con l’Ordinanza del 24 aprile u.s. con cui il TAR Lazio, come da noi richiesto espressamente in subordine all’annullamento del Decreto attuativo, rimette alla Corte di Giustizia Europea il giudizio di merito sulle questioni pregiudiziali da noi sollevate nel ricorso sulle evidenti difformità tra le norme europee (Direttive 2008/98/CE e 2001/42/CE) e quanto stabilito nella Legge 133/2014 ex Sblocca Italia.
Tali evidenti contrasti sono stati evidenziati dal TAR Lazio e rinviati per competenza sul merito sia sul mancato rispetto della corretta gerarchia di trattamento dei rifiuti, dato dalla previsione del Piano nazionale per potenziare i 40 impianti esistenti che per costruire i nuovi 8 inceneritori nel Centro-Sud, che sulla mancata esecuzione della Valutazione Ambientale Strategica V.A.S., sempre prevista in caso di programmi o piani statali di gestione rifiuti che hanno impatto sull’ambiente e la salute ma del tutto ignorata dal Ministero dell’ambiente con motivazioni risibili.
Sono stati approfonditi nella relazione di apertura di Massimo Piras (coordinatore del Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare aps, presente anche l’ass. nazionale VAS Onlus con Rodolfo Bosi) gli aspetti di merito legati alla corretta attuazione delle Direttive europee ed il totale capovolgimento nello Sblocca Italia dei principi alla base dell’Economia circolare.
Gli interventi nel merito giuridico sono stati tutti di alto livello, a cura del prof. Federico Pernazza - del prof. Antonello Ciervo – dell’avv. Carmela Auriemma, e tutti concordi nel definire la portata del tutto straordinaria di questa Ordinanza che consentirà, laddove siano confermati tali insanabili contrasti dalla Corte di giustizia europea, non solo di annullare il Decreto attuativo italiano ma soprattutto di emettere una sentenza definitiva ed immediatamente attuativa per tutti i paesi della Comunità Europea sul ruolo residuale dell’incenerimento nel paradigma dell’Economia circolare.
Pienamente concorde con questa straordinaria nuova apertura e con gli effetti futuri per la tutela della salute e dell’ambiente l’intervento della dott. Patrizia Gentilini – per ISDE Italia Medici per l’ambiente e delle delegazioni delle associazioni ricorrenti (Comitato donne 29 agosto di Acerra NA ed ass.ne Mamme salute e ambiente di Venafro IS) e di quelle aderenti come la Rete Rifiutiamoli della Valle del Sacco RM-FR e altri Comitati e coordinamenti dalla Lombardia e dal Molise.
E’ stato sottoscritto da tutte le organizzazioni presenti il testo di una mozione al parlamento italiano, per l’annullamento del DPCM 10-8-2017, ed al parlamento europeo per il supporto politico alla sentenza in itinere, consegnata ai rappresentanti alla Camera dei gruppi LeU e M5S.

                   Per info: www.leggerifiutizero.org                    Email:  leggerifiutizero@gmail.com
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Grande successo della CONFERENZA STAMPA "SBLOCCA ITALIA GAMEOVER" del 4 maggio alla Camera dei Deputati.
Inviamo il Comunicato Stampa e la foto di gruppo dei presenti e vi chiediamo di inserire nei vostri articoli il seguente hashtag #sbloccaitaliagameover
Ciò in quanto stiamo lanciando una Campagna virale di supporto, partendo dallo straordinario successo del ricorso al TAR Lazio del nostro Movimento e delle associazioni aderenti con l'Ordinanza del TAR Lazio del 24 aprile https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SN3VWPRYG2NUBSLL5SSERELSBE&q  , che stiamo già lanciando sui social (pagina facebook Movimento Legge Rifiuti Zero) e sul nostro canale YouTube (Legge Rifiuti Zero) https://www.youtube.com/channel/UCNBKL5SSos-47Vn5fjFGaXg in cui stiamo pubblicando un VIDEO di testimonianze che si estende sempre di più con altri portavoce e militanti da tutta Italia.
Seguiteci e nelle prossime ore troverete sul nostro canale tutti i VIDEO integrali della Conferenza Stampa, con le quattro relazioni principali (la mia di apertura generale e le tre del prof. Pernazza - prof. Ciervo - avv. Auriemma sul merito giuridico del gruppo legale) e quelli degli interventi dal pubblico (tra cui quello tecnico dell'ing. Rosso nostro consulente e quello della dott.ssa Gentilini per Isde Italia Medici per l'ambiente) ed il mio di chiusura con la consegna della Mozione ai gruppi LeU ed M5S per l'annullamento del DPCM del 10-8-2017 sul piano nazionale inceneritori.
Stiamo inoltre verificando tutti i passaggi giuridici per accelerare la fissazione dell'udienza a Lussemburgo e per creare un pressing rispetto ai gruppi presenti nel Parlamento Europeo, dato che laddove sia a noi favorevole la sentenza della Corte di giustizia farà "giurisprudenza" in ambito europeo sul ruolo obsoleto e del tutto residuale dell'incenerimento rispetto al paradigma dell'Economia Circolare.
Inviamo anche una sintesi dell'Ordinanza pubblicata sul sito Giustizia Amministrativa che ne mette in risalto i punti salienti
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/Approfondimenti/Rifiuti/TarLazio24aprile2018n.4574/index.html
Vi invitiamo ad inviare i link degli articoli pubblicati sul punto, od i richiami specifici al tema rifiuti, chiedendovi sempre di citare la fonte del ricorso originario che ha conseguito il risultato straordinario e che fà capo al nostro Movimento nazionale ed alle associazioni aderenti e ricorrenti insieme a noi.

venerdì 27 aprile 2018

un bel CIAONE agli inceneritori in Italia! Oggi abbiamo OTTIME NOTIZIE.

Grazie a una ordinanza del Tar  del Lazio, emessa il  24 Aprile 2018, viene infatti messa in serissima discussione la politica di gestione dei rifiuti figlia dello Sblocca Italia che puntava tutto sugli inceneritori.

 Rinviato al giudizio della corte di giustizia UE il dpcm di Renzi/Galletti su art 35 Sblocca Italia, 

Il Tar Lazio sospende il giudizio in merito al ricorso presentato da associazione VAS e altre sigle ambientaliste contro la presidenza del consiglio dei ministri e chiama la corte di giustizia dell'unione europea a rispondere in merito a presunte incompatibilità tra il dpcm su art.35 dello sblocca italia e la normativa comunitaria. Il computo del fabbisogno nazionale residuo di incenerimento, il potenziamento degli impianti di incenerimento in essere e la localizzazione regionale dei nuovi impianti di incenerimento e la loro definizione come infrastrutture e insediamenti di preminente interesse nazionale sono tutti aspetti del dpcm che possono porsi in violazione della normativa comunitaria perché:

1. Analogo riconoscimento non è stato esteso dal dpcm agli altri impianti volti al trattamento dei rifiuti ai fini di riciclo e riuso, nonostante la loro preminenza nella gerarchia rifiuti richiamata nella direttiva 2008/98/CE

2. Sono valutazioni che hanno un impatto sull'ambiente e che vengono sottratte all'esame degli organi regionali e locali. Sorge quindi il dubbio di conformità alla direttiva 2001/42/CE sul fatto che non potranno essere ridiscusse nei relativi piani attuativi regionali né rivalutate nelle eventuali procedure di Valutazione Ambientale Strategica regionale.

Insomma, OTTIME NOTIZIE. A questo punto ci aspettiamo analogo atto o sospensione del giudizio fino a pronunciamento della corte UE anche sul ricorso presentato da Forum ambientalista e sostenuto da Mamme No Inceneritore che  impugnava anche altri aspetti del decreto. Ci pare proprio che stia cambiando molto la sensibilità sul tema gestione rifiuti, e questo soprattutto grazie al duro ed incessante lavoro dei comitati di lotta radicati sul territorio.  Finalmente ciò  che diventa di interesse strategico comunitario e nazionale sono le politiche di riduzione, riciclo e riuso.  CIAONE a inceneritori e discariche!!!



mercoledì 25 aprile 2018

NOTIZIA BOMBA!!!


Il Movimento Legge Rifiuti Zero x l'Economia Circolare insieme a V.A.S. Onlus - ISDE Italia Medici per l'ambiente - Comitato Donne 29 Agosto Acerra NA - Ass.ne Mamme Salute ed Ambiente Venafro IS, fanno sapere della VITTORIA del TAR Lazio CONTRO LO SBLOCCA ITALIA!

Il Tar Lazio blocca il dpcm dell'art. 35 dello #SbloccaItalia e dà ragione alle Associazioni ambientaliste. Nel giudizio il TAR ha investito la Corte di Giustizia Europea. 

Grazie di cuore a tutte le associazioni che si sono impegnate in questa battaglia!

QUI La storia del Ricorso.

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PICCOLO ESTRATTO DELL'ORDINANZA:

......4.6.Ebbene, il Collegio rileva che la normativa italiana ora evidenziata possa porsi in contrasto con quella eurounitaria pure sopra riportata e, in assenza di giurisprudenza specifica sul punto e in assenza di un’evidenza tale da non lasciare alcun ragionevole dubbio, ritiene in particolare che l’incremento della portata della termovalorizzazione e incenerimento e la definizione dei relativi impianti come “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale” possano porsi in violazione dei su ricordati articoli 4, 13 e 16 della Direttiva 2008/98/CE - ponendosi questa come questione rilevante per la decisione del merito della presente controversia che chiede l’annullamento del dpcm impugnato – soprattutto perché analogo riconoscimento non è stato esteso agli altri impianti volti al trattamento dei rifiuti a fini di riciclo e riuso, non ostante la loro preminenza nella “gerarchia dei rifiuti” di cui alla richiamata Direttiva, da intendersi eventualmente come direttamente applicabile e vincolante per tutti gli Stati membri dell’Unione.......

A ciò deve aggiungersi l’osservazione che la prevalenza allo smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento.......................potrebbe porsi in violazione anche dei principi di “precauzione” e di minore impatto sulla salute umana e sull’ambiente, di cui all’art. 13 della Direttiva 2008/98/CE.........

Resta la circostanza, però, che il piano ivi indicato abbia un impatto sull’ambiente e, proprio perché in esso sono state effettuate valutazioni strategiche .............. sono comunque sottratte all’esame degli organi regionali e locali e sorge il dubbio di conformità eurounitaria sul fatto che non potranno essere ridiscusse nei relativi piani attuativi né rivalutate nelle eventuali procedure di V.A.S. regionali, come invece sostenuto nella relazione dell’Amministrazione depositata in giudizio.

Si rammenta che nell’Allegato I al dpcm è rideterminata la capacità di trattamento dei rifiuti nei quaranta impianti di incenerimento in essere ......... come elencati nella Tabella A, consentendo a tali impianti l’aumento dell’attività fino all’esaurimento della rispettiva capacità organizzata, con incremento, quindi, dell’attività di incenerimento e dei suoi effetti sull’ambiente e con riclassificazione anche degli impianti in essere da “D10” a “R1” (da Smaltimento a Recupero di energia), senza che tali incrementi e modifiche siano passati al vaglio di una procedura di V.A.S. Ciò esclude che il dpcm impugnato si sia limitato a una mera attività ricognitiva e fa sorgere il dubbio di compatibilità eurounitaria che le originarie procedure di V.A.S. sugli impianti in essere (peraltro riclassificati “R1”) possano essere considerate tuttora valide...............
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima), non definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, dispone:

1) la rimessione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea delle questioni pregiudiziali indicate in motivazione;

2) a cura della segreteria, la trasmissione degli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ai sensi dell’art. 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’art. 105, paragrafo 1, del regolamento di procedura, nei sensi e con le modalità di cui in motivazione, e con copia del fascicolo di causa;

3) la sospensione del presente giudizio;

4) la riserva alla decisione definitiva di ogni ulteriore statuizione in rito, in merito e in ordine alle spese.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 28 febbraio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Carmine Volpe, Presidente
Ivo Correale, Consigliere, Estensore
Roberta Cicchese, Consigliere
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Ivo CorrealeCarmine Volpe
IL SEGRETARIO



lunedì 19 ottobre 2015

Genova: il consiglio comunale dice No all’inceneritore previsto dallo Sblocca Italia di Renzi

Genova Approvata in consiglio comunale la mozione contro l’inceneritore previsto dallo Sblocca Italia di Renzi. Con 19 voti favorevoli, 8 contrari, 7 astenuti, su 34 presenti il consiglio comunale  ha approvato la mozione contro l’articolo 35 della legge `Sblocca Italia´, che prevede un impianto di incenerimento dei rifiuti nella Regione Liguria. La mozione  è stata proposta del capogruppo FdS Antonio Bruno e  ha visto i voti favorevoli di Fds, Sel, M5S, Udc, Lista Doria, Possibile, Progresso Ligure e i consiglieri del Gruppo Misto Paolo Gozzi, Mario Baroni e Salvatore Caratozzolo e il solo voto contrario del PD insieme alla Lista Musso invece si sono astenuti Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, i consiglieri del Gruppo Misto Francesco De Benedictis e Salvatore Mazzei, e Giovanni Vassallo (Pd).

Segue le Mozione

VISTO l’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), che interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria e dei Comuni Liguri, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015;
PREMESSO CHE con questa legge gli inceneritori sono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, per autorizzare il Consiglio dei Ministri a decidere in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento   dell’  inquinamento  atmosferico    ( metalli   pesanti,  diossine,   particolato ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia e con infrazione delle norme comunitarie.
Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull’ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona);
ESSENDO gli inceneritori infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali;
ESISTENDO scenari operativi alternativi, impianti a freddo con trattamento meccanico e biologico per recupero di materia dall’indifferenziata (TMB), praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla;

Per tutte queste considerazioni

IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA
manifesta pubblicamente il proprio dissenso verso l’art 35 della legge Sblocca Italia:
ESPRIME CONTRARIETA’ all’uso del sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS, ritenendo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece bonifica;
CONCORDA con il Presidente della  Liguria sulla contrarietà alla costruzione di nuovi incenritori in Regione e chiede al Consiglio Regionale di opporsi all’attuazione dell’art 35 della legge “Sblocca Italia” nella Conferenza Stato Regioni del 9 settembre 2015 in quanto lesiva dell’autonomia e degli interessi regionali;
ADERISCE alle richieste del Coordinamento ligure GCR contenute nelle Petizioni cartacea e on line “No a incenerimento dentro o fuori Regione Liguria” e nella lettera aperta alla Giunta regionale (vedi sito gcrliguria.wordpress.com);
APPOGGIA la Legge di Iniziativa Popolare RIFIUTI ZERO depositata in Parlamento, che prevede: 
a) l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti); 
b) la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti; 
c) il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione; 
d) la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo.





mercoledì 9 settembre 2015

MOLTO BEN RIUSCITO IL PRESIDIO NAZIONALE CONTRO LO (S)BLOCCA ITALIA OGGI a MONTECITORIO

MOLTO BEN RIUSCITO IL PRESIDIO NAZIONALE CONTRO LO (S)BLOCCA ITALIA OGGI a MONTECITORIO con:
Zero Waste Lazio, Movimento Legge Rifiuti Zero di altre regioni (Zero Waste Sardegna, Coord. GCR Liguria, Coord. Legge Rifiuti Zero Molise), Mo.V.I. nazionale, Cittadinanzattiva onlus, Slow Food Italia, Cetri/Tires, Isde Italia, Medicina Democratica onlus, Cobas nazionale, Carteinregola, Diamocidafare, Comunità territoriale Mun 7, Coordinamento QRE, VivereVitinia, Retuvasa Colleferro, Comitato rifiuti zero Ladispoli, Comitato rifiuti zero Fiumicino, Rete dei cittadini di Aprilia, ZeroWaste Grottaferrata, e comitati da Lombardia - Toscana - Marche ... e spero di non dimenticare nessuno.
UNA NOTA DI MERITO a Pino di Attivamontesacro e Lori Tuzii che hanno organizzato la squadra dei dodici per comporre la frase NO INCENERITORI nel FLASH MOB a cui mi sono aggiunto anche io ... come punto esclamativo finale :-)









FONTE POST E IMMAGINNI: https://www.facebook.com/LeggeRifiutiZero/posts/1151629224854104