VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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lunedì 11 maggio 2026

Manifestazione 16 maggio. BASTA AEROPORTI IN CITTÁ! VOGLIAMO IL PARCO!

Sabato 16 maggio scendiamo in piazza per difendere la nostra Piana, Firenze e Prato dall'inquinamento e dalla cementificazione. Vogliamo un parco per tutti e tutte, non nuove piste!

Ma la nostra lotta è anche gioia e condivisione. Dopo il corteo, ci ritroviamo per un pomeriggio di musica, socialità e buon cibo.
🎸 IL GRAN FINALE CON I FISH BONES!
Nel tardo pomeriggio preparatevi a scatenarvi con la carica dei Fish Bones! La storica band fiorentina porterà sul palco il suo mix esplosivo di:
Funk & Hip Hop 🎤
Rock & Attitudine Punk 🤘
Ritmi in levare per ballare senza sosta!
Non ci si prende sul serio, ci si diverte e si balla per una giusta causa.
🍔 AREA RISTORO: NOI SIAM DIVERSI
Dalle 17:00 alle 20:00 sarà presente il food truck "Noi Siam Diversi".
Panini sfiziosi e opzioni per ogni esigenza (anche vegan) perché, come diciamo noi: "Gusti diversi, stessa lotta!".
📍 DOVE: Polo Scientifico, Via dell'Osmannoro, Sesto Fiorentino.
⏰ QUANDO: Sabato 16 Maggio, ritrovo ore 14:00 (Inizio corteo ore 15).
🎶 MUSICA & CIBO: Dalle ore 17:00.
Non mancare, portiamo la nostra voce e la nostra energia!


PROMOTORI:
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio Comitato No Aeroporto di Prato - Comitato No Tunnel TAV - Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI LE PIAGGE - CUB Firenze - FLC CGIL Università di Firenze - Grasp - Alterpiana Fi-Po-Pt - Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS Italia Nostra - Legambiente - Medicina Democratica Firenze - Orto Collettivo Natura È - Presidio No Inceneritori No Aeroporto - VAS Vita Ambiente Salute ODV
Realtà che hanno aderito all'Appello per il 16 maggio (in aggiornamento):
Associazione Alleanza beni comuni ODV, Pistoia
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana Aps)
Associazione Tutela Fauna Toscana
Associazione Vivere in Valdisieve
Atto Primo Salute Ambiente Cultura
Biodistretto del Montalbano
Circolo Arci ex Macelli Quinto basso
Coalizione ambientale interregionale TESS / Transizione energetica senza speculazione
Collettivo di Fabbrica ex Gkn
Comitato Alluvionati Campigiani
Comitato acqua bene comune Pistoia e Valdinievole
Comitato No Inceneritori Piana Fiorentina
Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina
Comunità delle Piagge
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Confederazione Cobas di Firenze e Pistoia
CSA Next Emerson
Ecolo' Fiesole Firenze Sesto Fiorentino
Federazione Cobas Firenze
Forum toscano dei Movimenti per l'Acqua
Friday For Future Firenze
Fuori binario
Il Binario-Gruppo Italiano Amici della Natura sez. Sesto Fiorentino
Laboratorio perUnaltracittà
Mondeggi bene Comune
Movimento Tutela Ambiente Territorio Montefoscoli Valdera Pi
No Comando NATO ne' a Firenze ne' altrove
No Valdera Avvelenata
Presidio Libera Sesto Fiorentino
Rete Toscana Tutela Beni Comuni
Rifiuti Zero Italia
Salviamo Firenze
Slow Food Scandicci/Firenze
Studenti di Sinistra Sudd Cobas Prato e Firenze
Trasparenza per Empoli
Gruppi politici:
Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
Movimento 5 Stelle Toscana - P. Carc Federazione Toscana
Partito Comunista Italiano - Federazione Ofelia Giugni - Prato
Partito Comunista Italiano - Federazione Elio Chianesi - Firenze
Potere al Popolo, Bagno a Ripoli FI Sud - Pistoia Rossa
Sinistra Italiana- Alleanza Verdi Sinistra Sesto Fiorentino
Sinistra Italiana Toscana - Alleanza verdi Sinistra Toscana
Sinistra Progetto Comune (Firenze)

venerdì 18 luglio 2025

A differenza di Pontassieve, su Firenze un passo avanti: Firenze: immobili fantasma e abbandonati, un altro passo avanti.

Articolo tratto dal blog di SALVIAMO IL PAESAGGIO a questo link:  https://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2025/07/firenze-immobili-fantasma-e-abbandonati-un-altro-passo-avanti/?fbclid=IwY2xjawLnNKVleHRuA2FlbQIxMAABHl6uuFIJ8WR9tvN9dSzmWNNVT3THBBjbLRkys2iJv0nR2mrbjL0TxAbhnJy6_aem_Jg4lxLV6x255dQqtK7kKXQ

Dare nuova vita agli edifici abbandonati, restituendo spazi oggi in degrado nella città di Firenze. Era questo il fulcro della proposta/mozione presentata da Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) alla Commissione Urbanistica, nell’ambito della campagna nazionale “Riapriamo le porte degli immobili fantasma”, proposta dal Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, con l’obiettivo di acquisire al patrimonio comunale i beni privati in stato di abbandono, partendo da un censimento di tutto ciò che non è utilizzato, sia pubblico e sia privato

La mozione è poi entrata nel dibattito della Commissione Urbanistica e, dopo l’audizione del nostro Alessandro Mortarino che ha illustrato ai consiglieri il quadro della situazione e le opzioni adottabili per restituire lo stock edilizio inutilizzato esistente e restituirlo alla disponibilità collettiva, ha dato impulso a una approfondita riflessione che ha portato alla decisione di approvare un documento in cui si invita, tra l’altro, Sindaca e Giunta a:

– valutare l’opportunità di istituire il “Registro dei crediti edilizi e edifici abbandonati”, entro la legislatura corrente, quale opportunità per il Comune di Firenze di recuperare edifici abbandonati, contribuendo alla rigenerazione urbana e al miglioramento della qualità della vita della città e dei suoi cittadini;

– integrare le procedure previste nell’art.17 del Piano Operativo in caso di inattività da parte dei privati proprietari, con strumenti aggiuntivi che possano delineare strategie di intervento per ridefinire la funzione sociale degli immobili abbandonati/degradati.

Un primo passo verso la possibile adozione piena – ci auguriamo – dello strumento giuridico che la campagna nazionale del nostro Forum suggerisce per la corretta applicazione dell’articolo 42 della Costituzione e l’esercizio della “funzione sociale” dei beni di proprietà privata.
................................................... --> Leggi il resto e le dichiarazioni di Palagi al link in alto.
PS:  Anche nel Comune di Pontassieve il Capogruppo di Alternativa Comune, Alessandro Cresci, il 3 aprile 2025 ha presentato una Mozione similare, in sostegno alla Campagna Nazionale “Riapriamo le porte degli immobili fantasma” portata avanti dal Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio. Nel nostro comune però, ci hanno risposto che non erano interessati alla cosa e che in fondo era stato portato avanti solo da un piccolo comune (Terre Roveresche - Pesaro-Urbino). 
Qui la MOZIONE presentata (con il link al Consiglio Comunale del 3-4-25): https://alternativacomunepontassieveblog.blogspot.com/2025/07/mozione-su-recepire-la-campagna.html

venerdì 15 settembre 2023

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE di SABATO 30 SETTEMBRE 2023 alle Piagge


RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO AMBIENTE DI VITA!

L' ECOSISTEMA DELLA PIANA METROPOLITANA

NON PUÒ SOPPORTARE NÉ L’ATTUALE AEROPORTO

NÉ UN SUO QUALUNQUE SVILUPPO FUTURO

VOGLIAMO IL PARCO DELLA PIANA

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CORTEO APERTO A TUTTI I CITTADINI

SABATO 30 SETTEMBRE 2023

Concentramento alle Piagge, in Piazza Ilaria Alpi/Miran Hrovatin, alle ore 14.00

PROSEGUIREMO TUTTI ASSIEME NELLA COSTITUZIONE DI UNA NUOVA GEOGRAFIA ECOLOGICA, ECONOMICA, INSEDIATIVA, SOCIALE E SOLIDALE DELLA PIANA DI FIRENZE-PRATO-PISTOIA

SIAMO IN TANTE E IN TANTI. FACCIAMOCI VEDERE E SENTIRE

BASTA IPOCRISIE E IMBROGLI AI DANNI DEI CITTADINI!

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- Dobbiamo arrestare questa deriva verso il degrado e la distruzione degli ecosistemi naturali.

- Dobbiamo aggredire tutte le fonti d’inquinamento e nocività (sanitarie e ambientali) della Piana Firenze-Prato-Pistoia, vista la già grave alterazione dei suoi sistemi idraulici e idrogeologici.

- Dobbiamo fermare il consumo di suolo per mitigare gli effetti devastanti delle isole di calore.

- Dobbiamo combattere strenuamente contro la rendita fondiaria e la finanziarizzazione dell’economia, restituendo invece centralità ai bisogni essenziali dei cittadini.

- Dobbiamo lottare (tutti assieme e ciascuno col proprio approccio) per forme di lavoro più stabili e dignitose, entro una cornice sociale che abbatta finalmente discriminazioni e disuguaglianze.

PER QUESTO CHIEDIAMO IL BLOCCO:

• DI OGNI ULTERIORE ALTERAZIONE E COMPROMISSIONE DEGLI EQUILIBRI ECOLOGICI DELLA PIANA, GIÀ OGGI FORTEMENTE PRECARI

• DI OGNI EVENTUALE E ULTERIORE POTENZIAMENTO DELLO SCALO AEROPORTUALE DI PERETOLA, GIÀ INSOSTENIBILE ALLO STATO ATTUALE

LA MANIFESTAZIONE MIRA QUINDI A:

* RIDURRE drasticamente i voli dell'attuale aeroporto di Peretola, imponendo il rispetto (totale e immediato) di tutte le prescrizioni che gravano su di esso

* FERMARE ogni ipotesi di nuovo aeroporto, visto che il Masterplan 2035 è sostanzialmente identico al precedente proposto da Toscana Aeroporti e sonoramente bocciato nel 2020 dalla giustizia amministrativa

* TUTELARE il reddito di lavoratrici e lavoratori aeroportuali, iniziando a immaginare una riconversione delle loro posizioni nel trasporto pubblico locale, e in particolare in quello su rotaia

* POTENZIARE i collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Pisa (lo scalo intercontinentale della Toscana) di cui al contempo chiediamo la drastica riduzione delle servitù militari.

* RISANARE e bonificare dal punto di vista ambientale, sanitario e acustico le aree della Piana Metropolitana più fortemente compromesse da decenni di sviluppo iniquo e insostenibile

* REALIZZARE finalmente il Parco Agricolo della Piana – come da vigente Piano d’Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico della Regione Toscana.

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I TEMI CHE CI MOBILITANO VERSO IL 30 SETTEMBRE E ANCHE OLTRE

Abbiamo iniziato con la costruzione di un grande Dibattito Pubblico di Comunità, una risposta concreta al Dibattito Pubblico istituzionale, (obbligatorio per legge, a fronte della seconda proposta avanzata da Toscana Aeroporti sul nuovo scalo di Firenze). Un Dibattito Pubblico di Comunità che ha informato moltissimi abitanti della Piana, discutendo con loro dei rischi indotti sia dal nuovo scalo che da quello esistente. Abbiamo anche avvertito la necessità d’interconnettere le numerose mobilitazioni già presenti sul territorio, tutte indistintamente accomunate dal bisogno di proteggere i propri ambienti di vita. Ci siamo posti poi l’obbiettivo di redigere UNA PROPOSTA ALTERNATIVA di uso e rivitalizzazione dell'ecosistema metropolitano e delle sue acque, dalla pianura fino alle colline preappenniniche e al Montalbano.

L’ambientalismo progettuale (che propone mentre fa vertenza), a fronte di una situazione di rischio reale di collasso per le società umane, non è più, ormai, un’ipotesi di pianificazione, bensì l’unica percorribile. Perché invertire le cause strutturali che hanno prodotto l’attuale disastro ecologico, così come prendere finalmente coscienza del concetto di LIMITE (biologico ed eco/energetico), non sono più istanze procrastinabili per la nostra specie. E d’altra parte, scendendo di scala, al contesto locale, la visione territoriale dei Masterplan di Toscana Aeroporti ha il demerito storico di manomettere per sempre i fragili equilibri ecologici e biotici della Piana Metropolitana. Solo immaginare di spostare laghetti e aree umide, a piacimento, come se si trattasse di mobili domestici, ammantando tali scelte come lungimiranti compensazioni ambientali, è la negazione stessa di ogni possibile progettualità ecologica.

Le/gli abitanti costituiscono una comunità intenzionale non identitaria che vuole prendere il timone delle decisioni sul proprio ambiente di vita, locale e globale. Come cittadini, infatti, siamo ormai consapevoli che i beni comuni non esistono in sé, in quanto tali, ma solo in relazione a una comunità articolata e fondata su nessi coerenti con la natura e con l'ambiente costruito, dei quali intende prendersi cura e che mira a tutelare collettivamente perché esso possa resistere alla distruzione. Un ambiente di vita che incarna un bene comune di patrimonio demaniale e, per questo, indisponibile alle mere logiche del mercato.

In questo ambito, un asse strategico può essere la “ricostruzione” dell’alleanza Comuni/Comunità, a partire dalle amministrazioni più sensibili della Piana, ricordando ad essi che i Comuni sono Enti esponenziali rispetto alle Comunità di abitanti che, invece, rimangono la base di ogni convivenza tra le persone e la natura (Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 3, 9, 32 e 118, comma 4).

Da questo punto di vista, il corteo mira a dimostrare quanto siano obsoleti e fuori dal tempo sia l’attuale scalo che qualunque futuro progetto di nuovo aeroporto di Firenze, ricordando le priorità sancite dalla recente revisione degli Art. 9 e 41 della Carta Costituzionale, e l'approvazione da parte del Parlamento UE del Regolamento sul ripristino della natura (NATURE RESTORATION LAW). La novità decisiva di questo provvedimento è la consapevolezza che non basta più la protezione di parti specifiche dell'ambiente e della natura (anche nella proposta più evoluta di Rete Natura 2000) a fronte del degrado e della distruzione degli ecosistemi. In questo clima di cambiamento epocale, vogliamo ricordare il ritardo che nel settore natura ha accumulato la Regione Toscana, completamente in controtendenza con quanto prescriverebbe appunto l’Unione Europea.

PER QUESTO

È INDISPENSABILE E NON PIÙ RINVIABILE IL RIPRISTINO E LA RIGENERAZIONE DEGLI ECOSISTEMI

In modo che essi recuperino uno stato fisico-chimico compatibile con la vita umana. Tali norme riguardano anche il rispristino degli ecosistemi urbani, le frange periurbane, le aree dismesse, insomma la Piana nel suo complesso. Entro il 2030 la dimensione e la capacità ecologica, biologica degli ecosistemi deve aumentare del 3% e del 5% nel 2050. Di fondamentale importanza, infine, la rigenerazione degli ecosistemi agricoli (agroecosistemi) e dei sistemi idrografici (fiumi e falde).

PER QUESTO IL 30 SETTEMBRE:

È INDISPENSABILE PARTECIPARE E

PARTECIPARE NUMEROSI!

ORGANIZZANO:

🚩Presidio No Inc – No Aero 🚩Legambiente 🚩 Italia Nostra 🚩Associazione VAS Onlus,

🚩Fridays For Future Firenze e Prato, 🚩Comitato Sorvolati Brozzi-Peretola-Quaracchi, 🚩Comitato No Aeroporto Prato e provincia 🚩Flc-Cgil Università di Firenze, 🚩AlterPiana Fi-Po-Pt, 🚩Comunità di Base delle Piagge, 🚩Comitato Ambientale di Casale, 🚩Comitato Difendiamo la Nostra Salute Prato-Sud, 🚩Comitato Mente Locale della Piana, 🚩Associazione FareCittà Campi Bisenzio, 🚩Comitato Oltre Carmignano Poggio a Caiano, 🚩Orto Collettivo, 🚩ANPI Brozzi-Quaracchi-Le Piagge,

🚩Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, 🚩PerUnAltraCittà, 🚩Comitato No Tunnel Tav Firenze,

🚩Osservatorio Ambientale Prato, 🚩Collettivo di Polo Sesto F.no, 🚩Medicina Democratica, 🚩Cub Firenze

FONTE: https://www.facebook.com/photo/?fbid=665588532276770&set=a.551282763707348

lunedì 10 ottobre 2022

Da un articolo di Italia Nostra: FUNICOLARI E TAPIS ROULANT NEI GIARDINI STORICI. CI RIPROVANO! (di Paolo Celebre)

“La sola idea di costruire una specie di tapis roulant su Costa San Giorgio [una proposta che è stata accantonata per le proteste forti e diffuse, Ndr] era una follia. Fra cinquant’anni il prossimo passo sarà mettere scale elettriche al pianterreno degli Uffizi ? Così come esiste un mangiare slow bisogna creare un turismo slow. Si deve capire che Firenze non può vivere solamente di turismo.”

Così parla il 94enne Detlef Heikamp celebre studioso del Rinascimento, fiorentino da 72 anni, intervistato da Il Giornale dell’Arte in occasione della Biennale Internazionale dell’antiquariato di Firenze.

A dispetto però degli storici dell’arte e di quei numerosi cittadini firmatari di un appello contro le scale mobili in Oltrarno, il Comune di Firenze, sostenuto dalla Regione Toscana, rilancia oggi il progetto apertamente.

Annunciato infatti come “Forte di Belvedere – sistema di risalita” insieme a 48 altre proposte, esso compare nel progetto FLIC - Florence I care (Ohi, ohi, l’insopportabile civettare con Don Milani) un appello rivolto non solo a sponsor privati per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, ma diretto anche ai 10/15 milioni di turisti che ogni anno giungono in città attratti dal suo “brand name” universale. Per moltiplicarli, evidentemente, quei turisti frettolosi. 

Il tutto sotto l’egida della Legge n. 106/2014 (Decreto Franceschini) per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, che ha introdotto forti agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Ma in cosa consisterebbe il progetto nelle intenzioni dichiarate del Comune ?

Si tratta di “collegare con un sistema di trasporto innovativo due zone turisticamente molto importanti della città, San Niccolò ed il fiume Arno con il Forte di Belvedere ed il Museo Bardini”.

Il valore dell’intervento è di più di 5 M€ per la durata di un anno. A questo scopo – si dice – le possibili soluzioni di percorso sono essenzialmente tre:

la prima da Porta San Miniato che salendo lungo le mura conduce sino al Forte di Belvedere;

la seconda che si sviluppa come variante della prima e che prima di giungere al Forte di Belvedere, all’altezza dello scollinamento di via di Belvedere, entrando nel giardino del museo Bardini, conduce sino al museo stesso e poi attraverso la Costa San Giorgio, porta sino alla fortezza;

la terza prevede di accedere da via San Niccolò attraverso la sede della Facoltà d’Architettura (Palazzo Vegni) ai giardini compresi tra San Niccolò e le mura e soffermandosi sul belvedere esistente tra il giardino Bardini ed il verde pubblico esistente, giunge sino alle mura e poi alla fortezza.

Tecnologicamente le soluzioni meccanizzate per superare i dislivelli presenti sono due: una funicolare o cremagliera su binari che necessita di percorsi il più possibile rettilinei o con ampi raggi di curvatura; la seconda che si sviluppa su di un sistema di scale mobili o tapis roulant che sono sicuramente meno impattanti dal punto di vista ambientale e che consentono di affrontare anche repentini cambiamenti di direzione realizzando zone di arrivo e ripartenza.

Insomma, contraddicendo l’epigrafe dello scrittore Javier Marias che introduce la scheda di Florence I Care:

Non c'è nulla di così triste e così solitario come una città senza enigma apparente o apparenza di enigma, nulla di così dissuasivo, nulla di così opprimente per il visitatore

il Comune di Firenze (che già permette la gigantesca operazione alberghiera di Costa San Giorgio) si appresta ad aprire al turismo “di passo” una delle zone più appartate ed autentiche dell’Oltrarno, con tutte le conseguenze sul tessuto commerciale, residenziale ed economico che ben conosciamo.

Il Comune di Firenze cioè si adopera per rendere la città più triste, più opprimente e più banale per i suoi abitanti e per visitatori di tutti i tipi.

Senza qui riaprire il dibattito sul cosiddetto “Decreto Franceschini” che legittima queste operazioni, ci chiediamo piuttosto che ci faccia questo progetto in un elenco di opere oggetto di donazioni o sponsorizzazioni con cui si è articolata, fin dal 2011, la partecipazione dei privati al mantenimento del patrimonio culturale fiorentino.

Un conto è infatti il restauro di una colonna, di un affresco o del cortile di Michelozzo in Palazzo Vecchio, così come il ripristino di fontane, tabernacoli e state equestri; altra cosa è la realizzazione all’interno di due giardini storici di una infrastruttura meccanizzata per il trasporto collettivo.

****

Di questi sistemi speciali ce ne sono di vecchi e di recentissimi, realizzati in diverse città italiane ed europee, grandi e piccole. Sistemi che oltretutto hanno elevati costi di esercizio e di manutenzione e che, se non ben calcolati, possono trasformarsi facilmente in “non luoghi” ed essere persino abbandonati dopo qualche anno. Ecco alcuni esempi di strutture di questo tipo che aiutano a capirne l’impatto ambientale e paesaggistico.

Pertanto al di là della scelta del mezzo più adatto per una più comoda fruizione di percorsi collinari fiorentini occorrerebbe inserire un eventuale progetto (con tutta la delicatezza ed attenzione del contesto) nel sistema della mobilità pedonale e dolce fiorentina, già afflitto, come sappiamo, da miopia strategica e deficit di competenza tecnica.





Poniamo quindi alcune domande al Comune.

Che ci fa il progetto di un’opera nuova e così impattante nell’elenco delle 49 opere oggetto del nuovo avviso pubblico per la ricerca di sponsorizzazioni destinate al restauro di beni culturali della città (Florence I Care) ?

In quale sistema di governo dei flussi turistici in città si inserirebbe questo progetto e soprattutto, a quale esigenza prioritaria risponderebbe, oltre a quella di far profitto?

Quale bene in questo caso sarebbe da valorizzare, per usare la terminologia della legge n.106/2014 ?

Perché andare a disturbare con quest’ opera il polo educativo di Palazzo Vegni, costituito da due istituti universitari ed un simpatico asilo di quartiere con il suo giardino ?

In che rapporto starebbe questa infrastruttura con altre ipotesi ventilate di percorsi meccanizzati al servizio del resort di Costa San Giorgio ?

Infine, ci sarebbe anche una domanda di fondo: che significa valorizzare un bene culturale alla luce della nostra Costituzione?

FONTE ARTICOLO BLOG ITALIA NOSTRA FIRENZE

giovedì 16 giugno 2022

ODEON, UN LUOGO SPECIALE CHE MERITA UN FUTURO MIGLIORE

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/homepage/2022/05/31/odeon-un-luogo-speciale-che-merita-un-futuro-migliore/] con licenza BY-NC-SA 3.0.  

Di Francesca Conti - 31 Maggio 2022

L’annunciata trasformazione del Cinema Odeon in una sorta di spazio libreria polivalente con il cinema ridotto alla sola galleria diventando di fatto un’attività secondaria è qualcosa che a Firenze purtroppo non stupisce. Conferma l’assenza di qualsiasi ripensamento sia delle politiche culturali che dell’inevitabile trasformazione del centro storico.

Come in un tetris inesorabile l’operazione Odeon-Giunti è l’ennesimo mattoncino che contribuisce all’espulsione non solo dei residenti, ma anche di chi si ostina a frequentare il centro per le poche iniziative culturali dedicate a chi la città la vive. L’Odeon grazie alla programmazione dei film in lingua originale e anche di classici del cinema ha continuato ad attrarre fruitori e amanti del rito della proiezione. Sicuramente la decisione, presa diversi anni fa da parte della Regione Toscana, di spostare la 50 giorni di cinema internazionale al Teatro della Compagnia non ha aiutato la frequentazione del cinema Odeon, i cui titolari, dopo le chiusure dovute al Covid, hanno messo in piedi una programmazione stanca e piuttosto ripetitiva. Nonostante tutto questo l’Odeon ha continuato finora ad essere frequentato da un pubblico molto fidelizzato e affezionato. L’appello, firmato in pochi giorni da più di 6.000 persone ne è stata la dimostrazione.

Cinema Odeon FirenzeIl progetto presentato nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo l’uscita della petizione ha soltanto confermato i sospetti di chi aveva fin dall’inizio criticato il progetto. Una libreria con palco per i concerti, con uno schermo a scomparsa e con merchandising vario e, ciliegina sulla torta avvelenata, qualcosa legato al cibo, ma ancora molto fumoso.

Eppure in quella zona le librerie simili sono già tre; Red, Melbooks e Feltrinelli. A che scopo una nuova libreria? Ma soprattutto per quali clienti? Non solo, il progetto presentato suona come qualcosa di già sentito. Viene in mente la catena FNAC che in Italia chiuse diversi anni fa perché evidentemente quel tipo di operazione non incontrava una clientela numerosa. Alla luce di tutto questo, il sospetto che si possa puntare tutto sulla ristorazione è sacrosanto. In quel caso il target sarebbe chiaro: i turisti.

La prospettiva peggiore è che la nuova libreria-cinema-bar non funzioni, chiuda i battenti e dopo qualche anno l’ormai ex-Odeon diventi l’ennesimo vuoto che poi verrà colmato con una struttura ricettiva o con l’ennesima mangiatoia. Sono tante le ferite aperte in città e per questo la reazione da parte di molti è stata di rabbia e critica feroce. Si pensi al Cinema Universale che prima è stato trasformato in un locale e poi in appartamenti, oppure al Gambrinus, sempre di proprietà della famiglia Germani, trasformato in un Hard Rock Cafè. Per non parlare dell’Apollo, del Supercinema, del Teatro Nazionale e dell’Astra due, altra proprietà Germani.

Cinema OdeonOltre al tema dell’espulsione dei residenti e degli amanti del cinema, l’altro tema centrale è quello della cultura. Molte delle voci che si sono schierate a favore dell’operazione Giunti-Odeon hanno sottolineato il fatto che lo spazio è privato e che in fondo il privato può fare quel che vuole. Ma la cultura di una città non è una questione privata, è questione pubblica che riguarda tutti e tutte. Dovrebbe riguardare prima di tutto l’amministrazione che potrebbe e dovrebbe dire la sua su un’operazione di questo genere. Scontato che non sarà da questa amministrazione che arriverà un’inversione di tendenza, anzi.

Il Cinema Odeon ha certamente una proprietà, ma appartiene al tempo stesso alla città e ai suoi frequentatori. La bellissima sala realizzata da Alfonso Coppedè e Marcello Piacentini, le prime che ha ospitato, la programmazione in lingua originale, i classici restaurati. Su tutto questo non si può tirare una linea senza coinvolgere chi ha promosso e firmato l’appello. L’appello è stato in qualche modo un atto di amore, amore che sembra mancare a chi presenta per un luogo speciale un progetto stanco, figlio dell’altro ieri. Sarebbe bello che l’Odeon venisse affidato a qualcuno che è pronto ad una sfida verso il futuro e a investire soldi, intelligenza, preparazione e cultura in uno dei luoghi simbolo di Firenze.

Francesca Conti 

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Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/homepage/2022/05/31/odeon-un-luogo-speciale-che-merita-un-futuro-migliore/] con licenza BY-NC-SA 3.0. 

mercoledì 30 marzo 2022

Il soprintendente Andrea Pessina: “Non sono il Signor No, difendo i tesori di Firenze"

Articolo di Ernesto Ferrara su La Repubblica del 29 Marzo 2022

Articolo che si può leggere a questo link: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/03/29/news/intervista_soprintendente_andrea_pessina_signor_no_devo_difendere_tesori_firenze-343213594/

L'intervista. "Sulle pale eoliche in Mugello deciderà il governo, su pensiline e tramvia ho chiesto che 3-4 fossero più piccole, il vincolo sullo stadio Nervi è la cosa di cui sarò sempre più orgoglioso"




























"A volte ho l'impressione che piaccia immaginarmi come un signorotto bizzoso che boccia questo o quel progetto a suo piacimento, invece dietro le scelte c'è il lungo lavoro dei miei funzionari. Sarebbe interessante un giorno far vedere come sarebbe oggi Firenze se certi interventi non fossero stati da noi fermati". Parla il soprintendente Andrea Pessina. Sotto attacco da Nardella e ora anche da Giani. Ma l'uomo della tutela rifiuta l'etichetta: "Non sono il Signor no". Giovedì 31 alle 15.30 all'Archivio di Stato presenta 2 volumi intitolati "Tutela e Restauro", bilancio parziale di un mandato che finirà col 2022: "Spero che i fiorentini vengano".

martedì 27 luglio 2021

Quanto è green perseverare nella sostituzione sociale in Oltrarno? Le parole di Pancho Pardi spingono a riflettere: anche gli ultimi mohicani resistenti dovranno sloggiare?

Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

Tel. 055.22.39.92, 320.053.52.58

idrafir@gmail.com, idraonlus@pec.it; http://www.idraonlus.it, https://www.facebook.com/idra.firenze

FONTE: http://www.idraonlus.it/2021/07/27/quanto-green-perseverare-nella-sostituzione-sociale-oltrarno/

COMUNICATO STAMPA, 27.7.’21 

Ventiduesima lettera alla giunta di Firenze che accompagna le note arrivate a Idra a corredo dell’adesione al Manifesto Boboli-Belvedere. Oggi, le parole di Francesco ‘Pancho’ Pardi, già senatore della Repubblica nel corso della XVI legislatura (2008-2013) e professore associato di Urbanistica all’Università di Firenze, studioso dei processi di trasformazione territoriale, in particolare dei temi legati all’ambiente e al paesaggio, su cui ha pubblicato numerosi articoli e saggi.

Su cosa ci invita a riflettere il prof. Pardi?

Intanto, sui limiti oggettivi che pone, alla mera praticabilità del piano di azione avallato da Palazzo Vecchio, la concessione di un 86% di turistico-ricettivo in quel fazzoletto proibitivo di città, in un’area fragile come il ‘Poggio delle Rovinate’: “Aprire in quel contesto l'enorme cavità ipogea immaginata per il parcheggio sotterraneo è scelta irresponsabile”.

In secondo luogo, Pardi segnala la drammatica perdita di valore cui andrebbe incontro uno spazio di qualità del vivere amato dalla popolazione: per effetto della trasformazione accordata, la collettività “sarà costretta ad assistere impotente allo snaturamento di un luogo urbano caratterizzato soprattutto dalla presenza umana rarefatta, dal riserbo e dal silenzio”.

Inoltre, le caratteristiche del destinatario che beneficerebbe del generoso avallo urbanistico prospettato aggiungerebbero allo spopolamento del centro storico causato dalla resa al ‘turismo mordi e fuggi‘ un’ulteriore sgradevolissima nota di selezione sociale: “Firenze ha già sperimentato i danni ormai irrimediabili del turismo mordi e fuggi e vuole ora assaggiare la tentazione del turismo per soli ricchi.” Come osservava nel suo contributo Maria Cristina François, la massiva turistificazione d’élite di Costa San Giorgio assesterebbe un ulteriore colpo all’identità dell’Oltrarno.

Pancho Pardi propone quindi un’impietosa chiave di lettura del diniego che la Giunta ha fin qui opposto alla domanda di partecipazione proveniente (com’è del tutto naturale) dal basso, dagli ultimi mohicani resistenti nelle loro case del Centro storico. Ignorati e respinti. E ne deduce una conclusione amara, che difficilmente si potrà archiviare come si trattasse di una semplice boutade: “Non stupisce che le autorità politiche cittadine pratichino la più ipocrita negazione delle esigenze partecipative”.

“Davvero niente di nuovo sotto il sole dell’urbanistica a Firenze, nonostante le copiose promesse di cambio di paradigma?”, continua a chiedere Idra a sindaco e assessori!

 

Seguirà l’intervento di Andrea DE MARCHI, professore ordinario di Storia dell’arte medioevale all’Università degli studi di Firenze.

Il contributo di Pancho PARDI

 

Qualche motivo per non approvare la variante proposta per il complesso di Costa San Giorgio.

Un rilievo essenziale è stato espresso dai geologi. Le bancate arenacee del substrato hanno giacitura a franapoggio e immergono verso l'Arno. Il luogo ha subito franosità storica messa in evidenza anche da divieti granducali a costruire. Aprire in quel contesto l'enorme cavità ipogea immaginata per il parcheggio sotterraneo è scelta irresponsabile.

La vendita del bene pubblico a privati affinché ne facciano ciò che vogliono unicamente in vista del proprio guadagno è l'ennesima sconfitta nella difesa dei beni culturali comuni. L'alienazione è tutta a favore del privato, la collettività non riceve alcuna compensazione per il danno subito. Anzi sarà costretta ad assistere impotente allo snaturamento di un luogo urbano caratterizzato soprattutto dalla presenza umana rarefatta, dal riserbo e dal silenzio.

Il progetto della teleferica che vorrebbe concedere al nuovo paradiso del capitale privato  il godimento di un suo personale legame con il Forte Belvedere è più che scandaloso. Sorvola abusivamente il giardino di Boboli per offrire all'utente privato la scenografia di lusso stupefacente per irretire clienti danarosi alla ricerca di emozioni esclusive. Firenze ha già sperimentato i danni ormai irrimediabili del turismo mordi e fuggi e vuole ora assaggiare la tentazione del turismo per soli ricchi.

Non stupisce che le autorità politiche cittadine pratichino la più ipocrita negazione delle esigenze partecipative. La partecipazione, inutilmente formalizzata con legge regionale, va bene solo se è rigorosamente finta. Costruita ad hoc con interlocutori compiacenti, come i commensali manzoniani che si limitavano ad annuire.

Sotto questo profilo l'operazione Costa San Giorgio si iscrive nella stessa logica che guida lo smantellamento delle Alpi Apuane fino al consumo definitivo del suo patrimonio marmifero. La Regione Toscana con la retorica della sua incomparabile personalità storica, paesistica e culturale nasconde invece proprio la demolizione dei suoi caratteri originali.

 

Post scriptum: se i soldi guadagnati con l'alienazione del bene pubblico saranno spesi con questa logica c'è da tremare.

 

Pancho PARDI

già professore associato di Urbanistica all’Università di Firenze e senatore nella XVI legislatura


venerdì 25 giugno 2021

PETIZIONE: SALVIAMO IL PARCO FLUVIALE DI LASTRA A SIGNA E IL PARCO DEI RENAI DI SIGNA

Il raccordo per il Nuovo Ponte sull’Arno attraverserà il Parco Fluviale di Lastra a Signa e interferirà con il Parco dei Renai costituendo un importante ostacolo per l’accesso pedonale a quest'ultimo (TRACCIATO GIALLO).

Questa soluzione sostituì nel 2019 le ipotesi di tracciato, note alla maggioranza dei cittadini (TRACCIATO ROSA), che collegavano lo svincolo della FiPiLi con l’Indicatore senza intaccare il territorio dei Parchi e che furono accantonate per lasciare spazio nella piana di San Mauro a un’oasi di compensazione per l'oasi di Peretola che sarebbe stata danneggiata in caso di avvio dei lavori del Nuovo Aeroporto di Firenze.
Il Consiglio di Stato nel 2020 riconosce l'inadeguatezza di quella oasi di compensazione e accantona il progetto del Nuovo Aeroporto di Peretola. Come conseguenza le ragioni per i nuovi studi di tracciato che interferiscono con le aree dei Parchi non sussistono più.

Per questo motivo si chiede di ripristinare la discussione sulle vecchie soluzioni di tracciato che salvano i Parchi, evitando di spendere altro denaro pubblico per la progettazione e di procedere con il Dibattito Pubblico per dare modo alla cittadinanza di partecipare ed esprimersi. Addirittura associazioni locali hanno inviato in regione proposte alternative anch'esse rivolte alla salvaguardia del territorio dei Parchi (TRACCIATO ARANCIONE). Il tracciato attualmente in studio, oltre ad interferire considerevolmente col Parco Fluviale di Lastra a Signa con una via su rilevato stradale, taglia a metà un'area che, tra l'altro, sarebbe destinata alla realizzazione di una cassa di espansione alluvionale per la protezione della cittadina di Lastra a Signa attualmente con ampie zone al di sotto del battente idraulico ed è evidente l'incompatibilità delle due opere; un altro aspetto tecnico e dall'evidente impatto paesaggistico è quello per cui il nuovo tracciato in studio ATTRAVERSEREBBE L'ARNO IN UN PUNTO DOVE LE LINEE FERROVIARIE PER SIGNA E LASTRA A SIGNA SI INCROCIANO ACCAVALLANDOSI e questo costringerebbe l'attraversamento dell'Arno ad una altezza considerevolmente maggiore rispetto alle soluzioni che lo attraversano a monte, con evidente aggravamento dei costi di realizzazione.

PETIZIONE POPOLARE 

AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE TOSCANA, AL SINDACO DI LASTRA A SIGNA, AL SINDACO DI SIGNA

Si chiede di respingere l'attuale progetto di tracciato stradale in fase di VIA per scongiurare la compromissione degli esistenti parco Fluviale di Lastra a Signa e dei Renai a Signa;
Si richiede il Dibattito Pubblico per il progetto del tracciato stradale dalla Fi-Pi-Li a Signa (legge regionale 46/2013);
Si chiede di riprendere a base il tracciato già progettato della Bretella Stagno-Indicatore;
Si chiede di verificare la necessità della realizzazione delle casse d'espansione previste nel Comune di Lastra a Signa all'interno del Parco Fluviale ed eventualmente renderle compatibili con il medesimo;
Si chiede di estendere il Parco Fluviale di Lastra a Signa verso l'argine del Vingone e farlo diventare, nelle zone di valore naturalistico, Area Protetta. 

PER FIRMARE CLICCA QUI http://chng.it/PdC9rqSDpb 

venerdì 18 giugno 2021

SOS Belvedere. Un angolo d’incanto fiorentino da difendere!


Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

Tel. 055.22.39.92, 320.053.52.58

idrafir@gmail.com, idraonlus@pec.it; http://www.idraonlus.it, https://www.facebook.com/idra.firenze

 

COMUNICATO STAMPA, 18.6.’21

 

Custodi della collina: la passeggiata a Belvedere è già un video

Idra invia in giunta il film del terzo atto del “Laboratorio Belvedere”. Insieme a due contributi particolarmente utili

 

Si è svolta solo due giorni fa, ma è già un video pubblicato in rete, la passeggiata gratuita, lenta e allegra organizzata da Idra come terzo appuntamento pubblico del progetto partecipativo negato che la cittadinanza attiva dell’Oltrarno persegue a prescindere dalla fragorosa indifferenza del governo della città, dopo l’audizione in commissione Territorio del Quartiere 1 e la maratona oratoria sotto la torre di Arnolfo. Mario Carniani ci guida a gustare per due ore arte, architetture, paesaggi, colori, devozioni, racconti, poesie, biografie, aneddoti che si snodano – legati dal filo continuo della storia della città -  lungo le dolci Via San Leonardo e Costa San Giorgio: un angolo d’incanto fiorentino da difendere, sul quale incombe un'improvvida variante urbanistica che minaccia di snaturarne ambiente, memoria e vivibilità.

Passione, curiosità e attenzione nella composita brigata di custodi della collina che ha partecipato alla visita: più generazioni, compresi splendidi ragazzi di liceo e scuola media, due visitatrici dalla Germania, nuovi compagni di viaggio aggiuntisi strada facendo, un parroco e un volontario ad accoglierci nelle antichissime chiese di San Leonardo in Arcetri e San Giorgio alla Costa e dello Spirito Santo, appena restaurata nel suo fastoso decoro barocco e rococò, e invitato speciale Giuliano, che alla passeggiata ha dedicato il tocco della sua arte con la vignetta che qui condividiamo. Alla fine, la sensazione di avere raggiunto lo scopo: quello di vivere in diretta, intrecciando conoscenze a emozioni, uno scorcio speciale di Firenze sul quale iniziano però a profilarsi minacce di degrado che meritano la massima attenzione. Inaspettato, ad esempio, lo sgradevole volume di traffico motorizzato deviato ultimamente su questa delicata viabilità….

Restituire il clima dell’iniziativa attraverso le parole ispirate di Mario Carniani, fondatore del Centro Guide Turismo di Firenze e Toscana, e l’accorta regia video di Salvatore Di Fina è l’obiettivo che persegue oggi la nona nota trasmessa al sindaco e agli assessori della città. Come nelle precedenti lettere certificate inviate alla squadra di governo, trasmesse per conoscenza ai consiglieri comunali e del Quartiere 1, si propongono testi-stimolo provenienti dalla maratona oratoria civile avviata il 28 maggio ma ancora in pieno corso, dato che nuovi contributi arrivano continuamente, anche da piattaforme web non fiorentine alleatesi all’Oltrarno in questa battaglia (ad esempio, su Odissea, le testimonianze di Romano Rinaldi, di Giuseppe Oreste Pozzi, di Marco Vitale).

Oggi Idra propone alla giunta le riflessioni di Lorenzo Orioli, agronomo funzionario di Stato, e di Marco Massa, architetto, già professore ordinario di Urbanistica.

Il primo denuncia lo svuotamento di Firenze come “risultato di una politica decennale, pianificata, programmata, di allontanamento dei residenti, in particolare dal centro storico”.  Ma mentre oggi si dichiara che non si vogliono più resort, “si incrementano gli student hotels, così che la popolazione non residente sarà comunque sostituita da una popolazione solo abitante, cioè residente per qualche  tempo in più rispetto al solito turista mordi e fuggi”. Ma la pandemia ha mostrato come lo svuotamento della città dai turisti l’abbia lasciata "più deserta". Una città così, osserva anche Orioli, “perde la sua anima e perde la sua attrattiva”. Togliere poi la fruizione pubblica dei beni pubblici per crearne una servitù, come minaccia il progetto che potrà originarsi dalla variante adottata per Costa San Giorgio, “tradisce il sistema di bellezza diffusa che è tipico di questa città, della Toscana e dell'Italia. E' la triste indicazione che, ancora una volta, la fruizione del bello è questione elitaria”. Per di più, “in una città in cui la bellezza era stata concepita anche per il povero”. Particolarmente efficace suona la descrizione degli esiti della vera e propria sostituzione civica che questa cultura urbanistica inevitabilmente determina: “L'operazione di svuotare la città ha raggiunto il suo obiettivo politico-elettorale: non avere cittadini residenti vuol dire non accorgersi dei problemi e non avere opposizione e rappresentanza civica. Nel frattempo, però, si è reso il centro storico una periferia. Il motto-programma politico di qualche anno fa "la periferia al centro" si è dunque realizzato”.

Marco Massa, da parte sua, di fronte alle conseguenze prevedibili di una trasformazione “incompatibile con le caratteristiche sia del complesso che con la situazione ambientale”, che “acuirebbe gravemente le disuguaglianze nell’uso dello spazio urbano”, affida ad una precisa proposta operativa la pars construens del ragionamento: “Sostituire il cosiddetto piano delle valorizzazioni e alienazioni con un vero piano delle destinazioni per tutte le proprietà pubbliche, un piano della città pubblica (edifici, spazi, infrastrutture), in particolare delle proprietà di valore storico culturale, prima che spariscano del tutto […] Questo sarebbe il modo serio, concreto, trasparente di “valorizzare” il patrimonio pubblico e di investire nella “cultura” al di là del fumo degli annunci”.

“Non cessiamo di attendere da qualche componente di codesta Giunta – scrive, concludendo, il presidente di Idra - un segno di attenzione alla campagna di informazione e di coinvolgimento partecipativo che la scrivente associazione persegue da mesi, apparentemente inascoltata da Palazzo Vecchio”. Ricordando l’impegno della cittadinanza attiva “custode della collina che ospita in area Unesco i due ex conventi, medievale e cinquecentesco, oggetto della massiccia trasformazione urbanistica prevista dalla variante semplificata adottata il 1 giugno 2020. Variante sui cui contenuti ben 677 residenti dell’Oltrarno / Quartiere 1 Vi hanno invitato educatamente ad accordare un dibattito pubblico”.

 

Seguiranno gli interventi di Leonardo Rombai, già professore ordinario di Geografia nell'Università di Firenze, presidente di Italia Nostra-Sezione di Firenze, e Luigi Zangheri, presidente emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno, già docente di Restauro del verde storico e di Storia del giardino e del paesaggio.

  

I contributi di Lorenzo ORIOLI e Marco MASSA

Le lacrime di coccodrillo del Sindaco (vedasi La Repubblica di Firenze del 21 maggio 2021) espresse per lo svuotamento di Firenze non sono altro che il risultato di una politica decennale, pianificata, programmata, di allontanamento dei residenti, in particolare dal centro storico. Un fenomeno in discesa che risale all'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso e che ha fatto perdere alla città, in venti anni, cioè sino al 2002, circa 91 mila residenti, ed altri circa 15 mila tra il 2000 e quest'anno. Oggi siamo poco meno di 359 mila. Questo è il fenomeno. L'epifenomeno è la svendita, anche questa pianificata e programmata, degli edifici storici in città, di proprietà pubblica... Altre lacrime di coccodrillo. Mentre infatti si dichiara che non si vogliono più resort, si incrementano gli student hotels, così che la popolazione non residente sarà comunque sostituita da una popolazione solo abitante, cioè residente per qualche  tempo in più rispetto al solito turista mordi e fuggi. E' questa la garanzia e l'argine alla svendita e alla rendita? I buchi neri della città, gli edifici storici di cui non si sa cosa farsene, si alienano e così la città viene immoralmente deprivata. Nell'ottica che ciò che viene venduto è definitivamente perso sta l'operazione Costa San Giorgio. Il caso Villa Basilewsky diventa quasi accessorio a questo sistema di gestione immobiliarista del patrimonio pubblico, inaugurato qualche consiliatura fa e di cui l'attuale Sindaco è fedele prosecutore. La pandemia ha però mostrato come lo svuotamento della città dai turisti ha lasciato la città "più deserta" . Una città così perde la sua anima e perde la sua attrattiva, anche per quei turisti extra lusso di Costa San Giorgio.

Togliere la fruizione pubblica dei beni pubblici per crearne una servitù, come è previsto per Boboli e la sua cremagliera, tradisce il sistema di bellezza diffusa che tipico di questa città, della Toscana e dell'Italia. E' la triste indicazione che, ancora una volta, la fruizione del bello è questione elitaria. In una città invece in cui la bellezza era stata concepita anche per il povero (Ospedale degli Innocenti), si capisce che il sistema di valori che orientano l'attuale amministrazione sono il proprio contrario di quello spirito che ha permesso la costruzione di piazze, chiese e palazzi: è tutto quello che oggi si vuole vendere o trasformare in parcheggi, sopra o sotto terra.

Nella città che accoglie il festival dell'Economia Civile si promuove la rendita, che è immorale, e che va contro i principi ispiratori di quella stessa economia civile che si vuole promuovere. Un tempo, all'ipocrisia politica si opponeva un minimo di pudore pubblico, oggi non se ne ha neanche sentore. L'operazione di svuotare la città ha raggiunto il suo obiettivo politico-elettorale: non avere cittadini residenti vuol dire non accorgersi dei problemi e non avere opposizione e rappresentanza civica. Nel frattempo, però, si è reso il centro storico una periferia. Il motto-programma politico di qualche anno fa "la periferia al centro" si è dunque realizzato.

Lorenzo ORIOLI

agronomo funzionario di Stato, già docente a contratto Università di Firenze

 

Anche io credo che la trasformazione in resort proposta per l’ex caserma Vittorio Veneto sia da impedire per almeno due ragioni.

Perché da un lato rappresenta un esempio emblematico di quella politica sciagurata perseguita da anni non solo a Firenze attraverso il cosiddetto “piano della valorizzazioni e alienazioni” che pensa di risanare la finanza pubblica privatizzando e svendendo il patrimonio pubblico compresi gli edifici monumentali anziché con una più equa politica fiscale. A Firenze questa politica ha già fatto perdere molti complessi importanti (ultimo l’ex Teatro comunale)

Dall’altro perché ritengo sbagliato l’intervento proposto, anche se il complesso non fosse svenduto, ossia la sua trasformazione per la massima parte in villaggio turistico di lusso. E’ una trasformazione incompatibile con le caratteristiche sia del complesso che con la situazione ambientale per i motivi e con gli effetti negativi già elencati da molti.

Tutto ciò acuirebbe gravemente le disuguaglianze nell’uso dello spazio urbano.

E’ allora inutile che da un lato il comune annunci roboanti novità di sviluppo degli spazi pubblici nel Piano urbanistico operativo e chieda i fondi europei (che pur con tutti i limiti pongono la coesione sociale  come requisito indispensabile) se dall’altro nella pratica liquida gli spazi già di sua proprietà che sarebbero adatti come sedi di nuovi servizi ad esempio sanitari, come le cosiddette “case della salute”.

Invece quello che servirebbe sarebbe sostituire il cosiddetto piano delle valorizzazioni e alienazioni con un vero piano delle destinazioni per tutte le proprietà pubbliche, un piano della città pubblica (edifici, spazi, infrastrutture), in particolare delle proprietà di valore storico culturale, prima che spariscano del tutto: in quell’ambito si potrebbero forse selezionare le parti alienabili prive di valore storico-culturale o urbanistico inquadrandole nelle indicazioni per l’assetto di tutto il sistema, ma stabilendo anche una effettiva politica di interventi di recupero e di destinazioni sociali. Qualche esempio sporadico c’è: le Murate sono apprezzate da tutti. Questo sarebbe il modo serio, concreto, trasparente di “valorizzare” il patrimonio pubblico e di investire nella “cultura” al di là del fumo degli annunci.

Marco MASSA

architetto, già professore ordinario di Urbanistica alla Facoltà di Architettura di Firenze

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