VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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lunedì 24 agosto 2015

Sulla gestione rifiuti nell'ATO Sud sembra di essere su Scherzi a parte...


Non ci sono solo rifiuti provenienti dalla Liguria e dalla Calabria – da conferire a S. Zeno e a Podere Rota - ad allietare le giornate degli aretini e dei valdarnesi, ma anche altre migliaia di tonnellate di rifiuti organici (CER 20 01 08) per le sezioni di compostaggio sempre degli impianti di cui sopra, provenienti da realtà fuori dal perimetro dell'ATO Sud: della serie "avanti siore e siori...nei nostri cassonetti c'è posto per tutta la monnezza che volete, da qualunque parte provenga".
 
Basta leggere la Determina del Direttore Generale n. 50 del 17.7.2015 (Avvisopubblico per manifestazioni d'interesse/offerte di soggetti interessati alconferimento di rifiuti organici presso impianti di compostaggio ricadenti nelperimetro dell'ATO Sud, precisamente quelli di Terranuova B.ni in Loc. PodereRota e Arezzo in Loc. S. Zeno) per rendersi conto che non ci sarebbero -secondo ATO e nei territori di Arezzo, Grosseto e Siena - rifiuti organici sufficientia saturare appunto gli impianti di compostaggio dell'ambito...

L'unica spiegazione logica è che ATO Sud preferisce "vendere" sul mercato (difatto a nome dei terzi gestori privati d'impianto con i quali l'Autorità èconvenzionata) spazi impiantistici lasciati appositamente a disposizione per rifiutiorganici che provengono da fuori province di Arezzo, Siena e Grosseto (e chissada dove e da chi)...pur di non addivenire al rispetto degli obblighi di legge sulraggiungimento degli obiettivi di RD: cioè preferiscono non incrementare una RDche nel 2013 ha raggiunto un ridicolo 37% di media (Arezzo 36%, Grosseto31%, Siena 45%) quando si doveva già essere da un anno al 65%...ma piuttostosaturare gli impianti con RD (organica) che viene da fuori ambito!

Queste politiche hanno davvero dell'incredibile: con una mano si eludescientemente la normativa sulle % di legge da raggiungere per la RD...e con l'altra– siccome proprio per detto motivo le sezioni di compostaggio ovviamente nonlavorano a regime – per saturarle si indice un avviso pubblico e si va sulmercato a "vendere" spazi per l'organico...sembra di essere su Scherzi a parte,ma purtroppo è la realtà!

DI    

FONTE ARTICOLO:  http://www.informarezzo.com/permalink/24045.html

martedì 15 luglio 2014

Rifondazione e Movimento 5 Stelle ai vertici di Aer Spa: "Chiarire i presunti conflitti d'interessi"

di Glenda Venturini
15 luglio 2014 - Tornando a chiedere l'azzeramento dei vertici della società che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti in Valdarno fiorentino, i consiglieri di Rifondazione Comunista e del Movimento 5 Stelle di Reggelo, Rignano e di Figline e Incisa chiedono al presidente di Aer Spa, Silvano Longini, di "rimuovere ogni dubbio sulla trasparenza e sull’equità degli atti della società mista". Sotto la lente d'ingrandimento componenti del CdA e dipendenti
“Chiarire i presunti conflitti di interessi degli assetti societari e azzerare senza indugio i vertici di Aer Spa: la questione non è più rimandabile”. Sono le due richieste portate avanti in modo congiunto dai consiglieri comunali di Rifondazione Comunista e del Movimento 5 Stelle di Reggelo, Rignano e di Figline e Incisa. Insieme hanno sottoscritto un documento inviato al presidente di Aer Spa, Silvano Longini, e per conoscenza  ai sindaci valdarnesi.

La prima richiesta è di "rimuovere ogni dubbio sulla trasparenza e sull’equità degli atti della società mista, provvedendo al ritiro immediato degli incarichi assegnati ad alcuni componenti del consiglio di amministrazione e al direttore generale Giacomo Erci, in ragione della loro presenza in CdA e in ruoli dirigenziali di società partecipate, concorrenti o legate commercialmente ad Aer Spa". 

Allo stesso tempo chiedono al Presidente, Silvano Longini, di "chiarire formalmente, senza alcun indugio, eventuali posizioni di conflitto d’interesse dei dipendenti che ricoprono incarichi politici nei Comuni azionisti di Aer". E sottolineano: "Non si tratta un problema normativo ma tutto politico-amministrativo. Alcune situazioni risultano incresciose, considerata la spartizione delle poltrone condotta negli anni, anche alla luce delle pesanti bollette pagate dai cittadini". 

I consiglieri di Rifondazione e di M5S del Valdarno fiorentino puntano il dito in particolar modo sul CdA. "Nelle scorse settimane è stato nominato consigliere Emanuele Rappa che, leggendo il curriculum allegato alla sua nomina, risulta essere al contempo: consigliere di amministrazione di Revet, ad di Revet Recycling Presidente di Csa e consigliere di amministrazione di Sei Toscana, il gestore unico per la gestione dei rifiuti urbani dell'Ato Toscana Sud. Revet risulta essere cliente di Aer Spa, occupandosi del riciclo e smaltimento della plastica, ma anche nella compagine sociale di Sei Toscana srl e Crcm, società con sede a Terranuova che si occupa dello smaltimento e del riciclo della carta".

"Il direttore generale Giacomo Erci - prosegue il documento - è stato invece consigliere di Aer Impianti e nonché vicepresidente di Crcm, tra i quali soci risulta esserci Aer Spa, Csa Spa, Csai Spa, e Sta Spa, compagine presente anche in Aer Spa. Crcm è legata anche commercialmente ad Aer in quanto si occupa del riciclo e smaltimento della carta differenziata. In questi due casi è da chiarire come sia possibile che manager pubblici siedano contemporaneamente in società venditrici e in società acquirenti". Infine, chieste spiegazioni anche su alcuni dipendenti, come Vito Maida, che sono al contempo assessori o parenti di amministratori pubblici in Comuni soci di Aer Spa, in primis il Comune di Rufina.

"Il problema non è solo tecnico: la verità è che queste posizioni mettono in forte dubbio l’imparzialità di una società che opera sul mercato e viene pagata annualmente fior fiori di quattrini dai cittadini. Quell’imparzialità e trasparenza che dovrebbero essere i valori di Aer Spa, come sottolineato nell’inapplicato Codice Etico della società, ma che sono stati completamente disattesi". 

"Infine stona notare nella sezione trasparenza del sito di Aer la mancanza del curriculum dello stesso Longini. Si tratta di un amministratore nominato dalla politica, e lui per primo dovrebbe rendere pubbliche le proprie competenze, se ne ha, in materia. Dai sindaci del Valdarno e della Valdisieve, i cittadini si attendono decisioni forti ed in controtendenza rispetto a quelle compiute negli ultimi dieci anni.  L’azzeramento del CdA è solo il primo passo per dare una svolta alla pessima gestione dei rifiuti fin qui svolta da Aer Spa". 


lunedì 23 giugno 2014

Aer Impianti, dopo le polemiche, pubblica i bilanci. M5S e Rifondazione: "Sorpresa, serve ricapitalizzazione dei soci. I Comuni si devono opporre: basta sperperi"

di Monica Campani
Dopo le polemiche sulla trasparenza, Aer Impianti pubblica i bilanci e attiva il sito internet. E dal bilancio consuntivo 2013 emerge la necessità di una ricapitalizzazione per far fronte alla mancanza di liquidità. Dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle e di Rifonfazione: "Basta sprechi. No alla ricapitalizzazione: la società venga liquidata". Il Collegio Sindacale: "Situazione delicata". Presentate interrogazioni e interpellanze urgenti a Figline e Incisa, Reggello e Rignano.
“No alla ricapitalizzazione”. Questo l’appello lanciato dal Movimento 5 Stelle e da Rifondazione Comunista che in questi giorni hanno visionato i bilanci di Aer Impianti. Nei giorni scorsi era scoppiata la polemica per la mancanza di trasparenza da parte della società mista, “sorella minore” di Aer, il cui sito internet era fuori uso. Adesso la pagina web è stata aggiornata con i bilanci e gli incarichi. E c'è una novità.

Dal consuntivo 2013 di Aer Impianti, e dai documenti allegati, emerge la necessità di una ricapitalizzazione da parte dei soci, quindi anche dei Comuni del Valdarno e della Valdisieve. “Il 24 giugno 2014 – sottolineano il Movimento 5 Stelle e Rifondazione - avrà luogo l’Assemblea dei soci AER impianti Srl per formalizzare le dimissioni del Cda e per individuare un probabile amministratore unico per liquidare la fallimentare  società di scopo guidata da un ex amministratore del Pd, che si è vista sfumare l’affaire sulla costruzione del megainceneritore a Selvapiana – Rufina”.

“La società – che si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di termovalorizzazione, discariche e impianti energie rinnovabili nata nel 2009 – arriva in affanno a questo appuntamento, con una serie impressionante di pessime performance gestionali, con complicatissimi e poco chiari assetti  dei vertici aziendali e con uno strutturato sbilancio economico mai chiarito ai vari Consigli Comunali.  Inoltre, nell’abbandonare la nave che “affonda” come sappiamo, il Cda ha presentato un discutibile  ricorso al TAR nei confronti di ATO Toscana Centro, della Regione Toscana  e Provincia di Firenze”.


“Ma l’appuntamento del 24 giugno nasconde anche una pericolosissima insidia, appresa in queste ore, dopo che AER Impianti è stata obbligata dalle nostre proteste a ripristinare il proprio sito, rappresentata da una richiesta dell’ex Presidente del Cda a tutti i soci e contenuta nella relazione di bilancio consistente nella revisione dell’Accordo d’investimento e Pattuizioni Parasociali e in una inaccettabile richiesta di aumento del capitale sociale” sottolineano i gruppi consiliari di Figline e Incisa, Reggello e Rignano dei due schieramenti in una nota congiunta.

“A tal proposito – si legge nella nota - i gruppi consiliari del M5 Stelle di Figline e Incisa (Lorenzo Naimi e Piero Caramello)  Reggello (Antonio Ortolani, Saverio Galardi) , di Rifondazione Comunista di Reggello  (Andrea Calò) di Rignano sull’Arno (Federica Frondizzi)  nel ribadire la più netta contrarietà ad una ricapitalizzazione di una costosa e inutile società di scopo hanno presentato interrogazioni ed interpellanze urgenti nei rispettivi comuni chiedendo ai primi cittadini di  chiarire il motivo della revisione di accordi e patti, di relazionare sulla gestione e sui risultati conseguiti, sull’entità  dei gravi  sbilanci economici, il motivo per il quale viene richiesto un aumento del capitale sociale entro il mese di ottobre 2014, palesata  l’impossibilità, dato il piano di ambito Ato Toscana Centro, di realizzare il mega inceneritore e del buco finanziario”.

Certo è che la società versa in una situazione non tranquilla, come sottolinea il Collegio Sindacale che nella relazione allegata al bilancio specifica: "Il collegio esaminando le dinamiche di bilancio invita a valutare attentamente le necessità finanziarie e di ricapitalizzazione della società. La situazione finanziaria risulta ancora più delicata rispetto al precedente esercizio in considerazione anche dei rilevanti fatti avvenuti successivamente al 31 dicembre 2013”.


FONTE ARTTICOLO:  http://valdarnopost.it/news/aer 

giovedì 8 maggio 2014

Aer spa e Aer Impianti srl: Rifondazione chiede il parere della Corte dei Conti e presenta un'interrogazione in consiglio

di Monica Campani
Due gli interventi del consigliere di Rifondazione comunista sulla vicenda Aer spa e Aer Impianti srl: un'interrogazione urgente in comune a Reggello per chiedere chiarezza e la richiesta di un parere alla Corte dei Conti di Firenze


Sulla vicenda di Aer Impianti il consigliere di Rifondazione comunista Andrea Calò chiama in causa la Corte dei Conti di Firenze dopo aver depositato un'interrogazione urgente in consiglio comunale per chiedere "chiarimenti sugli assetti societari, sulle nomine e sull'osservanza ai dispositivi di legge in materia di trasparenza, sui motivi per i quali gli atti non sono del tutto accessibili (verbali,sedute,delibere), sulla inconferibilità e incompatibilità di funzioni degli amministratori, sulle incongruenze sopra evidenziate di persone che con il passare del tempo transitano dalle due società dal ruolo di controllori al ruolo di controllati “.

Il consigliere Calò chiede alla Corte dei Conti fiorentina : "Se sussistano gli elementi per procedere ad accertamento da parte di codesta Corte e vi siano gli estremi per un danno erariale oppure no.In subordine chiedo di verificare la compatibilità dei ruoli espressi negli organigrammi della azienda in oggetto".

La vicenda viene alla luce ad aprile quando Aer impianti srl ricorre al Tar lamentando l'esiguità dei rifiuti da smaltire, grazie alla differenziata, rispetto alle previsioni. Le forze politiche intervengono, da M5S, a Idea Comune Figline Incisa, alla stessa Rifondazione comunista.  Il consiglio comunale di Reggello, Pd compreso, si schiera contro Aer  esprimendo una valutazione negativa dell’operato della società sulla gestione della banca dati e della tariffazioni. Calò attacca: "Il presidente Longini si dimetta".
Andrea Calò, nell'interrogazione, mette in luce alcuni aspetti di Aer spa e Aer Impianti:

"Da una serie di rilievi effettuati dai siti delle società interessate, sulla gestione e gli assetti societari di AER Spa e AER Impianti srl, sull'osservanza ai dispositivi di legge in materia di trasparenza, sull'accessibilità agli atti (verbali,sedute,delibere) e sulla inconferibilità e incompatibilità di funzioni degli amministratori, emergono tutta una serie di incongruenze".

"Per quanto riguarda A.E.R. Impianti srl preoccupante è il fatto che, alla faccia della trasparenza, questa società ha da anni un sito web che non risulta accessibile poiché è perennemente in manutenzione, inoltre il telefono accreditato pubblicamente all’azienda non è attivo. Nessuno si è mai preso la briga di cambiarlo. Il malcapitato cittadino che cerca di contattare AER Impianti attraverso lo 055 8326439 non troverà nessuno a rispondere. Per parlare telefonicamente con qualche addetto dobbiamo utilizzare il telefono di AER spa. Per conoscere l’organizzazione, gli organi societari, nomine, verbali e compensi, bilanci e servizi erogati di AER Impianti dobbiamo andare sui siti dei Comuni per i quali viene detenuto una partecipazione azionaria. Solo lì si potrà conoscere una parte dei dati che per legge dovrebbero essere forniti integralmente".

Il consigliere reggellese di Rifondazione, poi, riporta incarichi e compensi e afferma: "La vera sorpresa che traspare da un primo esame degli atti disponibili riguarda le nomine degli assetti societari, ci sono persone che con il passare del tempo transitano dalle due società dal ruolo di controllori al ruolo di controllati e ritorno con dimissioni e rinomine in qualche caso a distanza di un solo giorno".

In attesa della risposta da parte della Corte dei Conti, oltre che chiarezza sulle due società Calò chiede al sindaco di Reggello "di sapere se l'Amministrazione Comunale intende rimuovere le suddette incongruenze al fine di garantire un corretto funzionamento delle società a partecipazione pubblica".


fonte: http://valdarnopost.it/news/aer-spa-e-aer-impianti-srl-rifondazione-chiede-il-parere-della-corte-dei-conti-e-presenta-un-interrogazione-in-consiglio

venerdì 21 febbraio 2014

IMPRUNETA: "Il sindaco? Sostiene Ritiuti Zero ma vota per gli inceneritori"


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Redazione
"Il sindaco? Sostiene Ritiuti Zero ma vota per gli inceneritori"
Il Coraggio di Cambiare all'attacco: "Ha umiliato le decisioni del consiglio comunale"
IMPRUNETA - "Il sindaco dice di voler tendere alla strategia Rifiuti Zero, ma poi vota a favore degli inceneritori": è questa, in sintesi, l'accusa rivolta al primo cittadino di Impruneta, Alessio Calamandrei, dal gruppo di opposizione Il Coraggio di Cambiare.

"Il 7 febbraio - dicono dal gruppo consiliare di opposizione - l'assemblea dell'Ato Rifiuti Toscana Centro si è riunita per approvare il “piano di ambito”, cioè la parte gestionale del piano rifiuti. Nella riunione  si fa riferimento all’inceneritore di Testi (Greve)".

Una valutazione, quella de Il Coraggio di Cambiare, che si scontra anche con quella del sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà, che rispondendo alle accuse del consigliere provinciale di Rifondazione comunista Andrea Calò sulla sua astensione in quella votazione, aveva ribadito che "l'inxceneritore di Testi è stato cancellato" (clicca qui per leggere l'articolo).

"In suddetto Piano - sostengono invece quelli de Il Coraggio di Cambiare - si dice (pagina125) che la decisione di costruire l’inceneritore  di Testi viene  posposta al 2018 anziché il 2015".

A loro però interessa soprattutto (ovviamente) la posizione presa dal primo cittadino di Impruneta: "Alla riunione era presente per l’Impruneta il sindaco Alessio Calamandrei che ha espresso il suo voto favorevole".

"Il dato politico - rilanciano - è che se da un lato ci si dichiara Comune a Rifiuti Zero, dall’altro si vota a favore della la realizzazione di 4 impianti di incenerimento (Montale, Selvapiana, Case Passerini, Testi) di cui uno molto vicino a noi, con conseguenze alla salute per le popolazioni che non si fermeranno ai confini comunali di Greve".

"A noi non basta - spiegano - che la decisione su Testi venga spostata di tre anni. Avremmo voluto da parte del nostro sindaco una posizione (voto contrario) più coerente in linea con la mozione “Strategie per una migliore gestione dei rifiuti” approvata  il 28 novembre 2013 dal consiglio comunale, dove al punto 10 si chiede di “adoperarsi nei confronti degli enti competenti affinchè i rifiuti-residui prodotti sul territorio comunale non vengano avviati a incenerimento o avviati tal quali a discarica”.  Schizofrenia amministrativa o promesse non mantenute?".

"Il voto favorevole del sindaco al Piano d’Ambito - concludono - di fatto non tiene conto dell’indicazione che il consiglio comunale ha espresso, umiliando  tutti i componenti che vi fanno parte e che hanno votato a favore della mozione n°98/2013".

Gruppo Rifondazione Provincia Firenze

lunedì 17 febbraio 2014

Altro che Stop ai due inceneritori di Testi e Selvapiana

Pubblichiamo il comunicato stampa sotto riportato precisando che non siamo riusciti a rintracciare la risposta dell'Assessore Crescioli citata nel comunicato. Valuteremo se le cose stanno propriò così come sotto riportate e aggiorneremo questo post appena leggeremo la risposta dell'assessore.
assovaldisieve

1- Intanto pubblichiamo anche un altro articolo

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Comunicato stampa
Altro che Stop ai due inceneritori di Testi e Selvapiana, la Provincia di Firenze svela la bufala rispondendo ad una interrogazione di Rifondazione Comunista e smentisce le affermazioni dei Sindaci. Nell’ultima assemblea di ATO nessun  Sindaco  si è opposto; mentre il Piano Interprovinciale dei Rifiuti risulta  non modificabile.

CLAMOROSO: I Sindaci di Greve in Chianti e Rufina  non hanno espresso nessuna contrarietà in sede di ATO sulla realizzazione degli inceneritori di Testi (Greve in Chianti) e Selvapiana  (Rufina ).

Questa in sintesi la risposta dell’Assessore Provinciale all’Ambiente (Crescioli) alla domanda di attualità presentata dal PRC. L’assessore dichiara così che il Piano Interprovinciale  dei Rifiuti non si modificherà e che gli impianti rimarranno quelli previsti, smentendo così clamorosamente Bencistà e Pinzani.

Viene così smascherato il doppio gioco dei Sindaci della Valdisieve, che , di fronte ai cittadini, comitati e associazioni ambientaliste, si fanno belli nel dichiarare che gli inceneritori sono inutili, costosi e dannosi e nelle segrete stanze decisionali  votano a favore degli stessi o si astengono come nel caso di Greve in Chianti.

Incoerenza, superficialità o cinico calcolo politico?

D’altronde il tema della strategia Rifiuti zero  sembra essere diventato di moda,   visto che anche il candidato Renziano alle primarie del Comune di Pontassieve  lo ha inserito nel suo programma elettorale.

Se il motto diffuso è quello del fare, la realtà ci rivela che, la caccia ai voti è più importante delle tutele dei territori  e della sostenibilità ambientale.

Quindi non abbassiamo la guardia perché per il PD & soci è ancora possibile bruciare il futuro  utilizzando  le pratiche alternative all’incenerimento sostenute da tutti noi, per  foraggiare uno smaltimento dei rifiuti fondato sul business della combustione.

 Firenze 17 febbraio 2014       Rifondazione Comunista Gruppo Provinciale

                                           Andrea Calò Lorenzo Verdi


lunedì 14 ottobre 2013

INCENERITORE SELVAPIANA: COMUNICATO STAMPA DEL Gruppo di Rifondazione della Provincia Firenze


E tre: dopo l’inceneritore di Testi ( Greve in Chianti), la discarica a Le Borra (Figline Valdarno) salta anche il megainceneritore di Selvapiana (Rufina), quello che però non cambia è la logica inceneritorista del PD che lascia inalterato il Piano Interprovinciale dei Rifiuti fondato sulla combustione

Clamoroso: il capogruppo del PD  dell’Unione  dei Comuni  VALDARNO-VALDISIEVE annuncia che il megainceneritore di Selvapiana non s’ha da fare.
Si tratta di un’ affermazione importante, anche se tardiva,che viene resa pubblica da un esponente del PD (un partito ossessionato dal fondamentalismo inceneritorista e dal business dei rifiuti) per la quale ci aspettiamo che sia formalizzata,  a fronte di pericolosi e dannosi  atti  pregressi di programmazione – Piano Interprovinciale dei Rifiuti - e di localizzazione – PTCP Piano Territoriale   di Coordinamento - che ne sancivano la realizzazione.

La “svolta”  avviene a seguito del differimento sulla realizzazione della discarica di Le Borra nel Comune di Figline Valdarno a data successiva al 2021, oggetto di contestazioni e di proposte alternative fatte da Rifondazione Comunista e  dal Il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze Prato e Pistoia con “Alterpiano a combustione zero”  e la rete Coordinamento Valdarno Aretino / Fiorentino e Valdisieve  con  “Un altro piano”, le quali invitavano il centrosinistra a rivedere la strada della combustione, includendo l’evoluzione delle normative europee, , che mettono al primo posto gli obiettivi di prevenzione, riutilizzo, trattamento e riciclaggio perseguono la finalità della protezione della salute umana e dell’ambiente.

Su dietrofront di Le Borra ricordiamo l’accordo siglato  tra le Province di Firenze e Arezzo e gli Ato Toscana Centro e Sud con il quale viene previsto  il rinvio, a data successiva al 2021, di qualsiasi decisione in ordine alla realizzazione della discarica di ‘Le Borra’ nel comune di Figline Valdarno, contestualmente all’impegno della Provincia di Arezzo e di ATO Toscana Sud a contribuire a garantire le esigenze di smaltimento di rifiuti urbani prodotti in Comuni appartenenti ad ATO Centro fino al 31/12/2021.

Ora il ripensamento sull’inceneritore di Selvapiana ( Rufina)  avviene  alla presenza di un Piano Interprovinciale di Gestione dei Rifiuti delle Provincie Firenze, Pistoia, Prato, (Ato Toscana centro) che  come sappiamo è fondato sulla quintuplicazione degli inceneritori e la realizzazione di nuove discariche. 370 milioni di euro sono le risorse  previsti per i soli impianti che la normativa europea ritiene già superati. Rifondazione Comunista ha più volte evidenziato come tutti gli impianti previsti sono stati individuati attraverso una pianificazione dei vecchi piani industriali e senza studi per localizzarne i siti: impianti sbagliati nei luoghi sbagliati.

Lo stesso era accaduto per il megainceneritore «I cipressi» di Selvapiana alla Rufina e il suo progetto di ampliamento da 9.000 tonnellate, a 68.000., un impianto nocivo, dannoso e inutile realizzato in un luogo ad altissimo rischio di esondazione ovvero pericolosità idraulica elevata e in  un'area di grande pregio paesaggistico, ambientale e ricca di produzione biologiche. Un impianto per il quale erano  stati previsti  42 milioni di spesa,  implementate a dismisura negli ultimi anni fino a diventare 88 milioni di euro. Più è bene ricordare la creazione di una società di scopo per gestire l’affaire AER Impianti srl con oggetto sociale “realizzazione di impianti di incenerimento e discariche” con un Consiglio di Amministrazione dal costo minimo di oltre 70.000 euro l’anno escluso consulenze varie, delle quali sarà nostra cura rilevare l’incidenza .

Il PD fino ad ora aveva ignorato tutto questo fino alla svolta del 9 ottobre 2013, affidata ad una agenzia Agipres con la quale il capogruppo del PD Barducci dichiara che “…le scelte fatte in passato sono da rivedere perché i flussi sui rifiuti sono variati, la differenziata ha raggiunto valori alti e la Regione Toscana ha rivisto la propria programmazione regionale, ipotizzando una riduzione degli impianti di termovalorizzazione in Toscana. Dobbiamo tutelare gli interessi dei nostri cittadini e quindi è necessario che questa decisione maturi velocemente, per prima nel partito di Rufina, e che poi coinvolga tutti i livelli del nostro partito. La realizzazione del termovalorizzatore era giusta fino a ieri perché come ho già detto, le condizioni dei flussi dei rifiuti erano diverse.
Realizzare, alle nuove condizioni, l'impianto sarebbe ingiusto nei confronti dei cittadini di Rufina che si sono già fatti carico di questo problema, sia attraverso la loro dedizione nella raccolta differenziata,  che nel sostenere attraverso la Tares, un'imposta molto alta, gli investimenti fatti sulla differenziata stessa. Adesso le condizioni sono finalmente cambiate, i flussi dei rifiuti sono diminuiti e la raccolta  differenziata ha raggiunto livelli importanti nel comune di Rufina e in tutta la nostra zona….”.

Dalle dichiarazioni del PD si evince che la svolta non è determinata da una ritrovata sensibilità  ecologica ma ragioni meramente economiche, pertanto i rifiuti, ceneri e rosticci che avrebbero dovuto essere trattati a Selvapiana e provenienti dai territori della Valdisieve e del Valdarno Fiorentino verranno  dirottati negli impianti esistenti vedi Case Passerini (la grande pattumiera della Toscana centrale). 
Altro che rifiuti zero, o riciclaggio e riuso spinto, l’incenerimento voluto con pervicacia dal Presidente della Provincia di Firenze rimarrà il sistema principale di trattamento previsto dal Piano Interprovinciale dei rifiuti.

Ora verificheremo l’attendibilità delle dichiarazioni dell’autorevole esponente del PD dell’unione dei  Comuni, la fine che farà la società di scopo realizzata, l’ammontare delle  risorse impegnate e  dissipate nell’operazione di Selvapiana. Intanto tutti i 10 Sindaci della Valdarno Valdisieve dovranno  informare i Consigli Comunali di tale decisione rispondendo  ai quesiti che abbiamo esposto.
Mentre continuerà il nostro impegno affinché si modifichino gli indirizzi di gestione sui rifiuti,
passando dal duopolio inceneritori discariche alla strategia Rifiuti Zero.

Firenze 14 ottobre 2013      
Rifondazione Comunista Provincia di Firenze
Andrea Calò - Lorenzo Verdi
 



lunedì 23 settembre 2013

PIANO REGIONALE RIFIUTI: reazioni dal PRC di Arezzo

 Le anticipazioni di Rossi e Bramerini sul Piano Regionale Rifiuti sono in gran parte irricevibili

Redazione Arezzo Notizie
Redazione Arezzo Notizie
Dalla conferenza stampa di Rossi/Bramerini riguardante le anticipazioni sul Piano Regionale Rifiuti, si evince immediatamente che trattasi di un progetto strategico in gran parte irricevibile (anche se sono piuttosto bravi nella narrazione…). Piuttosto che di “salto di civiltà”, occorrerebbe parlare di ritorno alla civiltà della pietra, quando si bruciava di tutto…Si discute, infatti, del solito e stantio programma sviluppista che parte dalla fase finale del ciclo (soprattutto incenerimento e smaltimento) e procede a ritroso, “costruendoci” – ad arte – una produzione totale di rifiuti urbani ed assimilati tendente solo a giustificare la costruzione dell’impiantistica pesante.
D’altronde, quando gli investimenti per il potenziamento di inceneritori esistenti e la costruzione di nuovi sono pari a 530 milioni di euro e solamente 160 milioni sono previsti per l’implementazione di una RD che a livello regionale è la stessa della Campania…non crediamo ci sia molto da aggiungere!
D’altronde, quando l’effettiva produzione di rifiuti urbani nella nostra regione è diminuita del 12,20% negli ultimi 5 anni (dalle 2.550.089 t. del 2007 alle 2.252.697 t. del 2012, considerando lo spazzamento ed i metalli) ed il Piano ne simula invece un incremento di oltre il 5% nei prossimi anni, al fine di “giustificare” la costruzione di mega-impianti…di cosa stiamo parlando?
D’altronde, quando si pretende di passare dall’attuale 13% al 20% di rifiuti da incenerire, nonostante la quantità totale di rifiuti sia tornata di fatto ai livelli dell’anno 2000…ci ritroviamo arresi!
D’altronde, quando il Piano prevede – in base alle leggi europee e nazionali – di raggiungere giustamente il 70% di RD entro il 2020 (percentuale alla quale si può arrivare solo con la raccolta domiciliare, cd porta-a-porta, generalizzata in tutta la Toscana) ma si simulano scarti da RD addirittura per un 15%, del tutto inverosimili per il porta-a-porta e che però “servono” alla bisogna…come si può ragionare?
Unico dato positivo, l’Assessore Allocca – onestamente e coerentemente – non ha votato questo Piano, naturalmente in splendida solitudine, con la speranza che la discussione che verrà avviata prima dell’approvazione in Consiglio Regionale porti proprio…consiglio, soprattutto a Rossi e Bramerini!
Gino Caneschi 
(Segretario Circolo PRC Arezzo)
Fausto Tenti 
(Segretario della Federazione provinciale di Arezzo del PRC)

giovedì 25 luglio 2013

Adozione della Variante al PIT


Firenze, 24 luglio. Considero un significativo passo avanti l’approvazione  dell’aula dell’emendamento presentato da parte del Consigliere Venturi, sottoscritto anche da me e da altri, perché nel riprendere il contenuto degli emendamenti da me presentati in Commissione (e lì bocciati), riafferma l’impossibilità di dare “carta bianca” ad AdF (il soggetto privato proponente), ponendo condizioni precise.
L’emendamento così in delibera  (cosi come la risoluzione d’accompagnamento) esplicita che tutti i costi delle opere da realizzare, dirette e indirette, sono a carico del proponente. Da questo non si potrà più prescindere! Non solo, al proponente la Regione Toscana impone di presentare un piano di sviluppo aeroportuale (che oggi non c’è), con tutti i costi esplicitati e a suo carico e precisi dati e indicazioni di impatto acustico e ambientale relativamente alla nuova pista.
Tutto questo dovrà essere presentato prima dell’ eventuale approvazione definitiva in Consiglio Regionale.
Non quindi un “no a priori”, di cui spesso siamo accusati, ma una prova dei fatti molto concreta, dimostrerà a nostro avviso, non solo per Firenze, ma per la Toscana tutta, l’insostenibilità economica, ambientale e sociale dell’ampliamento dell’aeroporto di Firenze.
Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale, che spiega le ragioni per le quali non ha approvato l’atto in questione, non partecipando alla votazione in aula.
Nel merito, rimaniamo convinti dell’insostenibilità dell’opera, in quanto non c’è spazio in Toscana per due aeroporti di grandi dimensioni (Pisa e Firenze): tutte le grandi città europee hanno scali ad un’ora di distanza dalle città stesse. Quello che manca alla Toscana è semmai un collegamento ferroviario veloce fra Firenze e Pisa, che potrebbero essere collegate in meno di venti minuti!  Tale infrastruttura qualificherebbe inoltre tutta la mobilità toscana (ponendo le condizione per lo sviluppo di un interscambio intermodale ferro gomma fra traffico della costa e in direzione del capoluogo regionale) e di compiere una corretta integrazione del sistema aeroportuale toscano. Una cosa è voler mantenere e aumentare i passeggeri che transitano nei nostri aeroporti (obbiettivo, per le ricadute che comporta, che condividiamo e facciamo nostro) altra cosa è confondere tutto ciò con la nuova pista dell’aeroporto fiorentino, che altro risultato non avrebbe se realizzata che quello di “rubare” un milione di passeggeri a Pisa; quindi nessun sviluppo ulteriore per la Toscana! Ma un aggravio di inquinamento acustico e ambientale per l’area della Piana Fiorentina, già fin troppo provata.
Apprezziamo – conclude Sgherri – la volontà del Presidente Rossi di non accettare “maggioranze variabili” su un voto di così grande rilevanza e respingere quindi avances di larghe intese (che avrebbero rappresentato anche un via libera senza se e senza ma alla nuova pista), il che significa di fatto anche farsi “garante” che le modifiche apportate all’atto dal Consiglio – fra cui quelle sopra ricordate – vengano rispettate all’indomani dell’adozione di oggi.
Con i nuovi vincoli e le nuove prescrizioni, si apre oggi l’iter per l’approvazione dell’atto, che prevede l’organizzazione di un dibattito pubblico regionale secondo quanto stabilito dalla nuova legge regionale sulla partecipazione approvata ieri in Consiglio. Siamo convinti che alla prova dei fatti e dei costi mostrerà con evidenza tutta l’insostenibilità dell’opera.
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ALTRI COMUNICATI:



giovedì 27 giugno 2013

Riflessioni sullo spegnimento degli inceneritori per superamento dei limiti di diossine e furani

Qualche settimana fa sono stati spenti - e lo sono tuttora - gli inceneritori di Scarlino a Grosseto ed una linea di quello di Ospedaletto a Pisa, a causa di emissioni di diossina notevolmente oltre i limiti di legge. Lo stesso era successo tempo fa a Montale in provincia di Pistoia, per non parlare di quello di Falascaia a Lucca, sequestrato dalla magistratura già diversi anni fa: qui addirittura sono state condannate alcune persone dell’azienda di gestione, che avevano il “vizietto” di falsificare scientemente i dati degli inquinanti in uscita dal camino, al fine di non far scoprire alle autorità preposte che tali parametri superavano abbondantemente le soglie stabilite…

Ma quello che ci ha particolarmente colpito è una parte del commento - apparso sul Tirreno di Pisa sabato 11 maggio 2013 e relativo allo spegnimento dell’impianto di Ospedaletto - a firma del Dr. Fabrizio Bianchi (ndr.*), esperto epidemiologo/ricercatore del CNR e capofila del Progetto Life + sull’inceneritore di Arezzo. Dopo aver premesso che bisogna prestare attenzione, ma senza creare allarme tra la popolazione, dice (correttamente) che le diossine sono una famiglia di 217 composti diversi (alcuni tossici, altri molto tossici, diversi cancerogeni) quindi prosegue affermando che, prima di emettere giudizi e di preoccuparsi in modo eccessivo, bisogna conoscere quali effettivamente siano (delle 217) quelle rilevate in eccesso al camino. Ed è proprio qui che egli potrebbe aver commesso un errore, che può “confondere” coloro che seguono attentamente tali questioni: infatti, il limite di emissione degli inceneritori è riferito al valore TEQ (Tossicità Equivalente) di diossine e furani, ovvero alla somma di tutte le diossine e furani identificate nel campione, di cui ciascuna concentrazione viene “demoltiplicata” per un fattore compreso tra 0 e 1, a seconda della tossicità riconosciuta per la particolare diossina e per il particolare furano. 

Ne consegue che, quando si sa del superamento dei limiti (e per questo le analisi sono lunghe e costose) si conosce già ciascun composto presente nel campione analizzato ed il valore finale ottenuto è riferibile al composto più tossico, ovvero la “Tetraclorodibenzoparadiossina”, da cui appunto la dicitura TEQ, cioè Tossicità Equivalente: quindi, non c'è bisogno di aspettare ulteriori analisi! Tale precisazione è fondamentale, anzi decisiva, altrimenti tra la gente preoccupata si genera anche, involontariamente, un senso di disorientamento: quindi sarebbe bene che il Dr. Bianchi rettificasse quanto dichiarato oppure - se avessimo sbagliato noi con il nostro modesto contributo, da profani, alla discussione - lo rendesse noto.

Gino Caneschi
(Segretario del Circolo del PRC Giusti di Arezzo)

Fausto Tenti
(Segretario della Federazione provinciale di Arezzo del PRC)
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* PER LA CRONACA:
In questo post sul nostro blog si rileva che è proprio, guarda caso, il dott. F. Bianchi a indicare le conlcusioni alla proponente l'inceneritore di Selvapiana (nei documenti della VIA riguardo alla valutazione sanitaria) dicendo che per TUTTE le cause - di mortalità o ricovero - siamo nella media o addirittura inferiori ................ quando (invece) su 12 cause analizzate, BEN 5 (cioè il 41,66%) sono PIU' ELEVATE o in lieve ECCESSO (vai all'articolo).



venerdì 14 giugno 2013

da SIEVENOTIZIE: Pelago, Rifondazione chiede al Comune di uscire da Aer Impianti. “Il suo scopo è venuto meno”

Su sievenotizie.it è stato pubblicato un articolo interessante sulla mozione presentata da Rifondazione che riguarda l'uscita del comune di Pelago da AER IMpianti SRL (la società nata nel 2009 proprio per portare avanti la costruzione dell'impianto di incenerimento di Selvapiana.

Si legge: 
" Redazione
PELAGO – Nell’ultimo Consiglio Comunale di Pelago Bernardo Fallani, Consigliere di Rifondazione Comunista, ha chiesto di sciogliere Aer Impianti Srl, società nata nel 2009 con lo scopo di realizzare l’inceneritore di Selvapiana che, secondo lo stesso consigliere, oggi non ha più motivo di esistere visti i miglioramenti delle percentuali della raccolta differenziata e i ripensamenti accennati dal Presidente della Regione Toscana sull’impiantistica e sul piano regionale dei rifiuti.
“Nel 2009 si è creata una società per arrivare nel 2013 finalmente a dire, anche se non è ancora sancita nero su bianco da Enrico Rossi (Presidente della Regione Toscana, ndr), di non procedere sulla folle via dell’incenerimento dei rifiuti – ha detto Fallani – Per questo credo che sia opportuno sciogliere una cosa che non funziona visto che Aer Impianti è stata fatta per uno scopo che probabilmente verrà meno“.
Il consigliere ha chiesto al Consiglio di prendere atto di questo nuovo scenario ed ha chiesto di vendere le quote in possesso delComune di Pelago per destinarle ad altriscopi. “L’unica attività di Aer Impianti è stata dare ogni anno a  Presidente, ex Sindaco di Pelago, ed amministratori delegati circa 72 mila euro – sottolinea Fallani- visto che è probabile che l’Inceneritore non si farà, non manteniamo in piedi questo carrozzone, recuperiamo risorse vendendo le quote, tante o poche che siano, e mettiamole a vantaggio dei cittadini. Così daremo anche il segnale che ad un meccanismo di smaltimento di rifiuti di questo tipo non siamo interessati“.
Della stessa opinione la consigliera di Centrodestra Sandra Bartolini che, trovandosi in accordo l’esponente della parte politica antitetica, ha votato positivamente all’ordine del giorno che chiedeva lo scioglimento di Aer Impianti."..............................
L'articolo continua anche con una risposta del Sindaco Zucchini.

lunedì 27 maggio 2013

Prima Pagina | Comunicati stampa | Il Piano interprovinciale dei rifiuti della Toscana del Sud...chi l'ha visto? Il Piano interprovinciale dei rifiuti della Toscana del Sud...chi l'ha visto?

Fausto Tenti (Segretario della Federazione provinciale di Arezzo di Rifondazione Comunista)
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Alzi la mano chi ha visto il Piano Interprovinciale dei rifiuti di Arezzo, Grosseto e Siena...Mi ricordo bene quando l'Assessore all'Ambiente della Provincia di Arezzo, nel corso di un'iniziativa dei comitati ambientalisti al Parco Pertini nel settembre 2008, disse che il suddetto Piano – al contrario di quello Straordinario, che si era formato con  partecipazione zero – sarebbe stato discusso e condiviso tramite ampia consultazione con i cittadini. Invece, dopo la delibera di avvio del procedimento (Giunta Provinciale n. 403 del 27.6.2008) il silenzio (anche delle Province di Siena e Grosseto, per carità) è stato tombale! A mio parere c'è qualcosa che non quadra: l'ambito più veloce della Toscana nel bandire ed aggiudicare la gara europea (!) per il Piano Straordinario rifiuti (oltre al poco invidiabile primato di essere l'ATO maglia nera per la RD) è però ultimissimo – rispetto alla Toscana Centro e Costa, che si trovano in stadio avanzato – per il Piano Interprovinciale, decisivo atto di programmazione politica per la gestione futura del ciclo integrato...
Non vorrei che il motivo della mancata pubblicizzazione e condivisione risiedesse nella constatazione, da parte del Piano medesimo, dell'ormai strutturale riduzione della produzione di rifiuti nelle tre province (quindi anche la nostra): la conseguenza di questa “sciagura” (sciagura per i pescecani privati che hanno ormai l'acquolina in bocca e vogliono subito costruire l'ecomostro, anche se non ce ne fosse bisogno...) sarebbe la presa d'atto che non sussiste più la necessità di costruire un nuovo inceneritore, doppio dell'attuale, a S. Zeno! Per evitare questo psicodramma, quindi, forse pensano di far uscire il Piano Interprovinciale di Ar-Si-Gr solamente dopo che le ruspe si sono messe in moto, al fine di evitare che la gente si accorga che qualcosa non torna (cioè che mancano i rifiuti, il prezioso carburante...).
Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...
Fausto Tenti (Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Arezzo)
P.S.: altra notizia poco gradevole è che il Dr. Saverio Caini - giovane ricercatore epidemiologo indicato sin dal 2011 dai cittadini e dai comitati per seguire, a tutela della loro salute, il famoso Progetto Life + e nominato nel ruolo dal Comune di Arezzo - sarebbe in procinto di dimettersi da un incarico che non ha mai esercitato, non essendo mai stato messo – sostanzialmente - nelle condizioni di poter fare il suo lavoro...Brutto, davvero brutto segnale per la gente, soprattutto quella che abita nelle zone “incriminate” e sature di impianti altamente inquinanti.

lunedì 7 gennaio 2013

PRC: Interrogazione a risposta scritta sui costi dell'inceneritore di Selvapiana


Firenze,  7 gennaio 2013

Al Presidente della Provincia di Firenze
Andrea BARDUCCI 
                                                
Al Presidente del Consiglio Provinciale      David ERMINI


Oggetto: l’ATO Toscana Centro il 13 dicembre 2012, quattro giorni prima dell’approvazione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti,  approva il nuovo piano economico finanziario per la realizzazione del mega inceneritore di Rufina Selvapiana  con il quale i costi vanno alle stelle: dai 42 milioni previsti anni fa ora siamo a quota 88.143.586,04 ( di cui 9.487.020,00 di IVA). Quattro giorni dopo lo stesso inceneritore viene approvato con 12 milioni di euro di sconto. Oltre ai danni ambientali e sanitari i dati rivelano anche una palese insostenibilità ed incongruenza  economica. Rifondazione Comunista chiede alla Provincia di Firenze a cosa è dovuto il balletto di cifre sui costi e di rendere pubblico, coinvolgendo i  comuni interessati il nuovo piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl, relativi al costo del mega inceneritore a Selvapiana Rufina   (interrogazione risposta scritta urgente  del gruppo Rifondazione Comunista)
Il 13 dicembre 2012 si è tenuta l’Assemblea dell’ATO Toscana Centro ( Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) per ratificare il piano economico finanziario dell’inceneritore di Rufina. 
L’ATO è l’Autorità di organismo di diritto pubblico rappresentativo di tutti i Comuni appartenenti all’ambito territoriale ottimale “Toscana Centro”, ovvero dei Comuni delle Provincie di Firenze, Prato e Pistoia, infatti alla discussione del provvedimento hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni  nelle persone dei Sindaci o assessori delegati secondo le rispettive quote di partecipazione di cui alla statuto dell’Autorità.
L’Assemblea ha approvato il piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl e le tariffe conseguenti nonché tutta una serie di prescrizioni da adottare. 
Da evidenziare che il piano economico e finanziario trasmesso da AER in data 22 ottobre 2012 non è mai stato reso pubblico ad alcun organismo consiliare e mai soggetto ad iniziativa di controllo e indirizzo, né tanto meno di una corretta e tempestiva informazione ai Consigli Comunali interessati per competenza territoriale.
Ma il fatto che desta perplessità e preoccupazione è che allegata al piano si trova una relazione del Direttore Generale  “Due diligence del piano economico e finanziario per la proposta di costruzione e gestione  dell’impianto di termovalorizzazione di Rufina” con la quale viene dichiarata coerenza in merito alle
1-    caratteristiche tecniche dell’impianto in relazione alla pianificazione vigente
2-    ai costi di costruzione dell’impianto rispetto ad impianti con caratteristiche similari
3-    ai costi di gestione operativa dell’impianto
4-    allo sviluppo del piano economico finanziario e del finanziamento dell’impianto
Da quanto sopra descritto il documento oggetto di valutazione dell’Assemblea  di ATO ha effettuato una valutazione dei costi di investimento dell’inceneritore dei Cipressi sito in località Selvapiana, del relativo piano economico finanziario e dei prezzi di accesso all’impianto medesimo, così come proposti da AER impianti Srl, inoltre è stata valutata sulla base della convenzione  sottoscritta fra ATO Toscana Centro, AER Spa ed AER Impianti Srl, la quantità di rifiuti da conferire all’impianto da parte di ATO, nonché l’identificazione dei principali elementi economici caratterizzanti il conferimento medesimo.
Al termine di queste considerazioni l’Assemblea di ATO è stata chiamata a valutare la sostenibilità economica del conferimento dei rifiuti urbani di ATO Toscana Centro al realizzando impianto di Rufina.
Dei  63 Comuni che fanno parte dell’Assemblea di ATO la delibera è stata  votata ad unanimità  dai 36 presenti. Dei comuni del Valdarno Fiorentino non hanno partecipato ai lavori assembleari né il Comune di Figline Valdarno né quello di  Incisa. 
Crea perplessità il fatto che l’Assemblea di ATO sia stata convocata prima dell’approvazione definitiva  del Piano Interprovinciale dei Rifiuti che è avvenuta il 17 dicembre  2012. 
In questo senso giova ricordare che  “…Il Piano Interprovinciale stabilisce le caratteristiche, le quantità e l’origine dei rifiuti da recuperare e smaltire, individua i metodi e le tecnologie di smaltimento, le zone idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti…” e che quindi durante l’approvazione del Piano Interprovinciale dei rifiuti non è stato possibile “apprezzare e valutare” gli atti tecnico gestionali approvati dall’Assemblea di ATO Toscana centro.
Quello che è possibile evincere dal parere di ATO Toscana Centro deliberazione n.12/2012 che il mega inceneritore a Selvapiana Rufina si farà e che nonostante i lavori non siano ancora partiti i costi vanno alle stelle dai 42 milioni previsti anni fa ora siamo a quota 88 milioni di euro: “…nel piano industriale del 2004 la somma prevista per la realizzazione era di 38.948.000  euro. Tre anni dopo la previsione fu alzata a quasi 42 milioni di euro poi confermata nella prima stesura del piano interprovinciale del 2011 poi corretto poche settimane fa, il 17 dicembre 2012 per la precisione, a 76 milioni e mezzo…”
Ora mentre il Piano Interprovinciale dei Rifiuti ha stabilito per l’inceneritore di Rufina un costo di  76 milioni e mezzo l’Assemblea di ATO Toscana Centro approva alcuni giorni prima un piano finanziario presentato da AER impianti Srl che prevede maggiori spese 78.656.566,04 euro ai quali vanno aggiunti quasi dieci milioni di finanziamento IVA per precisione 9.487.020,00 pari a 88.143.586,04.
Come si evince dai dati in nostro possesso, all’insostenibilità ambientale e sanitaria dell’inceneritore di Rufina,  le cifre ci rivelano anche l’insostenibilità economica dell’impianto che in meno di nove anni raddoppia le spese per la sua realizzazione.
Intanto per rendere l’investimento fattibile l’assemblea ha deciso di prevedere una vita di 28 anni del termovalorizzatore, e non 18. Totalmente elusa in tema di assemblea l’evoluzione delle normative europee che pongono come finalità la protezione della salute umana  e dell’ambiente e come obiettivo generale la costruzione di una società del riciclaggio.
Il gruppo provinciale di Rifondazione Comunista a fronte della situazione sopra espressa e  in relazione all’approvazione del piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl con ricaduta sulle  tariffe dello smaltimento dei rifiuti, chiede al Presidente della provincia di Firenze e all’Assessore Competente di riferire
i motivi per i quali non è stato reso pubblico il piano economico e finanziario trasmesso da AER in data 22 ottobre 2012, preventivamente all’approvazione all’Assemblea di ATO Toscana Centro del PIR . 
Chiediamo altresì i motivi per i quali il costo dell’inceneritore  per il nuovo  piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl ammonta a 88.143.586,04 e il piano approvato in via definitiva quattro giorni dopo risulta un costo di 76 milioni di euro quindi circa 12 milioni di euro in meno. A cosa si deve questa  differenza  di cifre ? L’inattendibilità dei costi può presupporre un’infinita variazione di spese  in corso d’opera da creare una nuova voragine di spesa pubblica? 
Altresì chiediamo di sapere i motivi per i quali ha espresso il proprio parere favorevole al suddetto piano  esplicitando  su quali aspetti il medesimo risulta essere sostenibile economicamente, ambientalmente  e in termini sanitari e  su quale delle due ipotesi di durata del piani ( 18 o 28 anni) intende considerare praticabile.
Andrea Calò                                                                                                                        Lorenzo verdi
                                                            (Rifondazione Comunista)                                                                                                                                                 Lorenzo Verdi
Vai all' origiinale: https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=gmail&attid=0.1&thid=13c14e74c1a18cc6&mt=application/msword&url=https://mail.google.com/mail/u/0/?ui%3D2%26ik%3D175c6ac96a%26view%3Datt%26th%3D13c14e74c1a18cc6%26attid%3D0.1%26disp%3Dsafe%26zw&sig=AHIEtbSeBEncDKiAplcLUJi6o_vgz_x6pQ

PRC: Interrogazione sulla Delibera di Ato Toscana centro x inceneritore di Selvapiana




Al Sindaco del Comune di Reggello
Al Presidente del Consiglio Comunale 

Oggetto: interrogazione urgente “ l’ATO Toscana Centro il 13 dicembre 2012, quattro giorni prima dell’approvazione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti,  approva il nuovo piano economico finanziario per la realizzazione del mega inceneritore di Rufina con il quale vengono raddoppiati i costi: dai 42 milioni previsti anni fa ora siamo a quota 88.143.586,04 (di cui 9.487.020,00 di IVA). Oltre ai danni ambientali e sanitari i dati rivelano anche una palese insostenibilità economica.  Il nuovo piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl  non è mai stato reso pubblico in nessun organismo consiliare al fine di espimere controllo e indirizzo. Il Comune di Reggello  insieme al Comune di Rignano sull’Arno approva il piano, mentre i Comuni di  Figline Valdarno e Incisa non partecipano ai lavori dell’Assemblea. Tenuto totalmente all’oscuro il Consiglio Comunale e le commisisoni competenti a fronte di una operazione insostenibile dal punto di vista ambientale, sanitaria ed economica” Ai sensi del Regolamento del Consiglio Comunale si richiede l’iscrizione all’ordine dei lavori.
Il 13 dicembre 2012 si è tenuta l’Assemblea dell’ATO Toscana Centro ( Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) per ratificare il piano economico finanziario dell’inceneritore di Rufina.
L’ATO è l’Autorità di organismo di diritto pubblico rappresentativo di tutti i Comuni appartenenti all’ambito territoriale ottimale “Toscana Centro”, ovvero dei Comuni delle Provincie di Firenze, Prato e Pistoia, infatti alla discussione del provvedimento hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni  nelle persone dei Sindaci o assessori delegati secondo le rispettive quote di partecipazione di cui alla statuto dell’Autorità.
L’Assemblea ha approvato il piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl e le tariffe conseguenti nonchè tutta una serie di prescrizioni da adottare.  
Da evidenziare che il piano economico e finanziario trasmesso da AER in data 22 ottobre 2012 non è mai stato reso pubblico ad alcun organismo consiliare e mai soggetto ad iniziativa di controllo e indirizzo, né tanto meno di una corretta e tempestiva informazione al Consiglio Comunale.
Ma il fatto che desta perplessità e preoccupazione è che allegata al piano si trova una relazione del Direttore Generale  “Due diligence del piano economico e finanziario per la proposta di costruzione e gestione  dell’impianto di termovalorizzazione di Rufina” con la quale viene dichiarata coerenza in merito alle
1-     caratteristiche tecniche dell’impianto in relazione alla pianificazione vigente
2-     ai costi di costruzione dell’impianto rispetto ad impianti con caratteristiche similari
3-     ai costi di gestione operativa dell’impianto
4-     allo sviluppo del piano economico finanziario e del finanziamento dell’impianto
Da quanto sopra descritto il documento oggetto di valutazione dell’Assemblea di ATO ha effettuato una valutazione dei costi di investimento dell’inceneritore dei Cipressi sito in località Selvapiana, del relativo piano economico finanziario e dei prezzi di accesso all’impianto medesimo, così come proposti da AER impianti Srl, inoltre è stata valutata sulla base della convenzione  sottoscritta fra ATO Toscana Centro, AER Spa ed AER Impianti Srl, la quantità di rifiuti da conferire all’impianto da parte di ATO, nonché l’identificazione dei principali elementi economici caratterizzanti il conferimento medesimo.
Al termine di queste considerazioni l’Assemblea di ATO è stata chiamata a valutare la sostenibilità economica del conferimento dei rifiuti urbani di ATO Toscana Centro al realizzando impianto di Rufina.
Dei  63 Comuni che fanno parte dell’Assemblea di ATO la delibera è stata  votata ad unanimità  dai 36 presenti. Dei comuni del Valdarno Fiorentino non hanno partecipato ai lavori assembleari né il Comune di Figline Valdarno né quello di  Incisa. 
A detta Assemblea ha partecipato invece  l’Assessore al Bilancio, Programmazione economica e Rapporti con le società partecipate del Comune di Reggello esprimendo voto favorevole.
Crea perplessità il fatto che l’Assemblea di ATO sia stata convocata prima dell’approvazione definitiva  del Piano Interprovinciale dei Rifiuti che è avvenuta il 17 dicembre  2012.  
In questo senso giova ricordare che  “…Il Piano Interprovinciale stabilisce le caratteristiche, le quantità e l’origine dei rifiuti da recuperare e smaltire, individua i metodi e le tecnologie di smaltimento, le zone idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti…” e che quindi durante l’approvazione del Piano Interprovinciale dei rifiuti non è stato possibile “apprezzare e valutare” gli atti tecnico gestionali approvati dall’Assemblea di ATO Toscana centro.
Quello che è possibile evincere dal parere di ATO Toscana Centro deliberazione n.12/2012 è che il mega inceneritore a Selvapiana Rufina si farà e che nonostante i lavori non siano ancora partiti i costi vanno alle stelle dai 42 milioni previsti anni fa ora siamo a quota 88 milioni di euro: “…nel piano industriale del 2004 la somma prevista per la realizzazione era di 38.948.000  euro. Tre anni dopo la previsione fu alzata a quasi 42 milioni di euro poi confermata nella prima stesura del piano interprovinciale del 2011 poi corretto poche settimane fa, il 17 dicembre 2012 per la precisione, a 76 milioni e mezzo…”
Ora mentre il Piano Interprovinciale dei Rifiuti ha stabilito per l’inceneritore di Rufina un costo di  76 milioni e mezzo l’Assemblea di ATO Toscana Centro approva alcuni giorni prima un piano finanziario presentato da AER impianti Srl che prevede maggiori spese 78.656.566,04 euro ai quali vanno aggiunti quasi dieci milioni di finanziamento IVA per precisione 9.487.020,00 pari a 88.143.586,04.
Come si evince dai dati in nostro possesso, all’insostenibilità ambientale e sanitaria dell’inceneritore di Rufina,  le cifre ci rivelano anche l’insostenibilità economica dell’impianto che in meno di nove anni raddoppia le spese per la sua realizzazione.
Intanto per rendere l’investimento fattibile l’assemblea ha deciso di prevedere una vita di 28 anni del termovalorizzatore, e non 18. Totalmente elusa in tema di assemblea l’evoluzione delle normative euopee che pongono come finalità la protezione della salute umana  e dell’ambiente e come obiettivo generale la costruzione di una società del riciclaggio.
Lo scrivente Consigliere Comunale della Sinistra di Reggello in relazione all’approvazione del piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl e le tariffe conseguenti in sede di ATO Toscana Centro da parte del Comune di Reggello in merito alla costruzione del mega inceneritore di Selvapiana nel Comune di Rufina  chiede al sindaco e all’Assessore Competente di riferire
  • i motivi per i quali non è stata data alcuna comunicazione al Consiglio Comunale e alle commissioni consiliari competenti del  piano economico e finanziario trasmesso da AER in data 22 ottobre 2012,
  • i motivi per i quali non è stata data alcuna comunicazione al Consiglio Comunale della partecipazione all’Assemblea di ATO Toscana Centro il 13 dicembre 2012 da parte del Comune di Reggello che in quella sede ha approvato il  piano economico finanziario proposto da AER impianti Srl che raddoppia le spese per la costruzione del mega inceneritore alla Rufina dai 42 milioni previsti anni fa ora siamo a quota 88.143.586,04 ( di cui 9.487.020,00 di IVA),
  • i motivi per i quali anche successivamente non è stata trasmessa alle commissioni consiliari la deliberazione n.12/2012 di ATO Toscana Centro.
Altresì chiedo di sapere i motivi per i quali il Comune di Reggello ha espresso il proprio parere favorevole al suddetto piano  esplicitando  su quali aspetti il medesimo risulta essere sostenibile economicamente, ambientalmente  e in termini sanitari.
Chiedo inoltre che vengano esplicitate le valutazioni positive espresse dal Comune di Reggello sulla sostenibilità economica delle tariffe di accesso all’impianto e in particolare su quale dei due scenari proposti dal Direttore Generale  intende aderire. 

Reggello 5 gennaio 2013             Sinistra di Reggello
                                    Andrea Calò Consigliere e capogruppo 

[grassetto e sottolineature a cura di assovaldisieve. Per l'originale cliccare qui:  https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwSnNYOEJpdENIeUU/edit ]