VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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giovedì 8 ottobre 2026

Allarme depotenziamento ARPAT

Richiesta di risorse e controlli adeguati a tutela dell’ambiente e della salute

Sette enti regionali commissariati, tra cui ARPAT il 7 luglio 2026. Ci chiediamo se si tratti esclusivamente di una scelta di razionalizzazione degli enti regionali o se, almeno in alcuni casi, si stia assistendo a un vero e voluto depotenziamento delle loro funzioni ed in altri di un gioco di nomine.
Le associazioni firmatarie esprimono piena solidarietà e adesione al documento della RSU ARPAT del 25 settembre 2026, “ARPAT 2026 – La fine di un’agenzia?”, a firma della portavoce Silvia Cerofolini.
Da tempo denunciamo la progressiva riduzione delle risorse destinate a uno dei principali presìdi pubblici di controllo ambientale del territorio. E il controllo ambientale non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente: significa anche tutela della salute e sicurezza delle persone.
Non si tratta di un’affermazione generica. La stessa legge regionale che disciplina ARPAT, la L.R. 30/2009, attribuisce all’Agenzia specifiche «attività istituzionali connesse alla tutela della salute», attraverso il controllo ambientale e il supporto tecnico-scientifico alla Regione e alle strutture del Servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla prevenzione collettiva.
Il documento della RSU segnala un contributo regionale sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa, nonostante un’inflazione cresciuta nel frattempo di circa il 25%, difficoltà nelle assunzioni e nel ricambio del personale, carenze nella strumentazione e un conseguente calo delle attività e delle capacità operative. La stessa RSU afferma che questa situazione rende difficile «mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio» e che i laboratori, senza strumentazioni e risorse adeguate, non riescono più a garantire pienamente completezza delle analisi e requisiti di qualità.
È questo il punto che riteniamo più grave: se l’ente pubblico incaricato dei controlli ambientali dichiara di non avere risorse sufficienti per garantire controlli adeguati, il problema non riguarda soltanto ARPAT e i suoi lavoratori, riguarda direttamente la capacità del sistema pubblico di prevenire e individuare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute dei cittadini.
Per i cittadini non è una questione astratta. ARPAT controlla, tra le altre cose, emissioni industriali, impianti di gestione dei rifiuti e inceneritori, scarichi e matrici ambientali e svolge attività di monitoraggio e supporto tecnico-scientifico. Se diminuiscono personale, laboratori, strumentazione e controlli, diminuisce inevitabilmente anche la capacità pubblica di conoscere ciò che accade nell’ambiente in cui viviamo e di intervenire tempestivamente quando emerge un rischio.
Senza ARPAT con laboratori adeguati, chi controlla cosa avviene vicino a casa nostra?
Tutto questo avviene, paradossalmente, proprio mentre la normativa europea sta imponendo standard ambientali più stringenti e sistemi di monitoraggio sempre più avanzati.
A titolo di esempio:
1) L’Italia ha recepito la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano (Direttiva UE 2020/2184) con il D.Lgs. 18/2023, successivamente modificato e integrato (in cui vengono introdotti parametri più rigidi e l'obbligo di monitoraggio per sostanze emergenti, tra cui i PFAS, il bisfenolo-A, il clorato e i microinquinanti). Il 29 aprile 2026 la Commissione europea ha inoltre aperto nei confronti dell’Italia la procedura d’infrazione INFR(2026)2038 per il non corretto recepimento della direttiva, ricordando che la piena applicazione dei requisiti europei sulla qualità dell’acqua è fondamentale per la protezione della salute umana e dell’ambiente.
2) È in corso il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che introduce valori limite più stringenti per i principali inquinanti, rafforza il monitoraggio e la qualità dei dati e pone particolare attenzione alla riduzione dell’esposizione della popolazione e alla protezione dei gruppi più vulnerabili (con obiettivi al 2030 e 2050 di introduzione di limiti più severi per i principali inquinanti tra cui PM2,5, PM10, NO2 e ozono in vista del traguardo di inquinamento zero entro il 2050, pianificazione locale e monitoraggio avanzato con rafforzamento della rete di rilevamento). Lo schema di decreto legislativo è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026 e successivamente trasmesso alle Camere.
3) La nuova Direttiva (UE) 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane aggiorna profondamente la precedente disciplina europea, introducendo nuovi requisiti di trattamento e monitoraggio, anche relativamente a microinquinanti, PFAS e microplastiche e residui farmaceutici, nonché nuovi strumenti fondati sul principio “chi inquina paga”. Promuove inoltre il riutilizzo delle acque reflue e la neutralità energetica degli impianti) aggiorna la storica direttiva 91/271/CEE e deve essere recepita dall'Italia entro il 31 luglio 2027.
Di fronte a nuovi e maggiori obblighi di controllo ambientale, la risposta non può essere quella di ridurre la capacità operativa dell’ente pubblico chiamato a svolgere proprio quei controlli.
Pertanto chiediamo alla Regione Toscana di chiarire quali misure intenda adottare per garantire ad ARPAT risorse economiche, personale, strumentazione e capacità laboratoristiche adeguate allo svolgimento pieno delle proprie funzioni istituzionali e, in particolare, di assicurare che i livelli dei controlli ambientali sul territorio siano effettivamente adeguati alla tutela dell’ambiente e della salute della popolazione.
Chiediamo inoltre che venga fornito un quadro trasparente sull’evoluzione negli ultimi anni del personale, delle risorse economiche, delle dotazioni strumentali e del numero dei controlli effettuati da ARPAT, così da consentire ai cittadini di verificare concretamente se e in quale misura la capacità di controllo dell’Agenzia sia diminuita.
Si allega il Volantino della RSU ARPAT del 25/09/2026
Restiamo in attesa di un urgente riscontro.
Distinti saluti
Toscana, 06/10/2026
Le seguenti associazioni, comitati, gruppi, circoli, coordinamenti e reti:
- - Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni, composta da:
Forum Toscano Movimenti per l'Acqua
Acqua Bene Comune Pistoia
Acqua Bene Comune Valdarno
Comitato Acqua Pubblica Arezzo
Atto Primo salute ambiente e cultura
AdiC Associazione per i Diritti dei Cittadini
Trasparenza per Empoli
La Libellula – Gruppo per l’Ambiente Valle del Serchio
AlterPiana Firenze Prato Pistoia
Arci Comitato territoriale Arezzo APS
Arci Empolese Valdelsa
Alleanza Beni Comuni ODV
Associazione dei Fenicotteri Piana di Lecore APS
Associazione Il Paese che vogliamo di Montespertoli
Associazione Vivere in Valdisieve
Centro Studi per la Nuova Agricoltura Contadina e Artigiana
Circolo di Legambiente di Lastra a Signa - Di la d’Arno
Circolo Laudato Si’ Vicopisano “Monte Pisano” (PI)
Comitato dalla parte del cittadino-Forte dei Marmi
Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace
Comitato stop5g Empoli-Valdelsa
Comitato Trasparenza Rosignano
Comitato Viale IV Novembre EMPOLI
G.A.S. di Montagnana Val di Pesa
Grasp the future
I’ Bercio Associazione Culturale - Loro Ciuffena
Laboratorio per Unaltracittà - Firenze
Liberamente le Signe
Mamme di News a tutto Gas
Movimento CLARA
Movimento municipalista Arezzo
Rete Toscana inmovimento
Valdelsa Attiva
-Rete dei Comitati per la difesa del territorio
-Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)
-GrIG Gruppo di Intervento Giuridico (Nazionale)
-Onda Organismo Nazionale Difesa Alberi (Nazionale)
-Zero Waste Italy - Rifiuti Zero Italia APS (Nazionale)
-Coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione (Nazionale)
-Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE (Nazionale)
-Rete Nazionale NOGESI-NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante (Nazionale)
-Rete Nazionale No Rigass No Gnl (Nazionale)
-Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS
-Forum Toscano Movimenti per l'Acqua ODV
-Italia Nostra Toscana
-Movimento Consumatori Toscana APS
-Tutela Fauna Toscana
-WWF Toscana
-Rete Zero Pfas Toscana composta da:
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana a APS)
Forum Toscano dei Movimenti per l'acqua ODV
Alleanza Beni Comuni ODV
Movimento Consumatori APS
Atto Primo Salute Ambiente e Cultura ODV
Coalizione TESS Transizione Energetica Senza Speculazione
Trasparenza per Empoli
Comitato Acqua Pubblica Arezzo
Comitato Vittime Podere Rota
Forum Ambientalista Toscana ODV
Città Futura ODV
Unione Inquilini Pisa Valdarno Inferiore
Comitato No Keu
Movimento Consumatori Toscana APS
- Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la Depurazione, le Bonifiche e la Ripubblicizzazione del Servizio Idrico, composto da:
Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)
Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS
Forum Toscano dei movimenti per l'acqua APS
Associazione Acqua alla gola Massa
Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa Carrara
Magliette Bianche di Massa Carrara
- Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, composto da:
Amici della Terra-Versilia
Associazione tutela ambientale Versilia
ATHAMANTA
CAI Massa
CAI Viareggio
Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace
CITIP Comitato Indipendente per la Trasparenza l'informazione e la Partecipazione
Comitato Monte Costa
Comitato per la salvaguardia delle pioppete e delle aree limitrofe
Comitato UGO PISA
Custodi della Ceragiola
Extinction rebellion - Ultima generazione
FFF Fridays For Future Massa
Gas Vezza
In 500 sulla battigia
Italia Nostra Versilia
Le voci degli alberi
Movimento blu
NPU Nuovi Paesaggi Urbani
Parco della Rinchiostra
WWF Alta Toscana
-Italia Nostra - Sezione di Firenze
-Italia Nostra - Sezione di Massa e Montignoso
-Italia Nostra - Sezione Versilia
-Arci Comitato Provinciale Massa Carrara
-Condotta Slow Food Empolese Valdelsa
-Circolo Legambiente Pistoia
-Unione Inquilini Pisa-Sezione Valdarno inferiore
-Associazione AttivaPrato
-Associazione Mobilità Equa a tutela di cittadini e ambiente ODV
-Associazione per la Valdambra
-Associazione RifO'-Londa
-Associazione V.A.S. Vita Ambiente Salute Prato
-Circolo Laudato Si’ di San Giovanni Valdarno
-Circolo Laudato Si’ di Pontedera Valdera
-Città futura ODV (Prato)
-Comitato Ambiente Siena
-Comitato Crinali Liberi Londa
-Comitato Insieme per la Libellula
-Comitato nonCIStiamo Montale/Agliana (PT)
-Comitato Piano Mommio (Massarosa - LU)
-Comitato Salvaguardia Ambiente del M. Amiata
-Comitato salviamo la collina dal cemento
-Comitato Tutela Crinale Mugellano
-Comitato Vittime Podere Rota
-Crisoperla Associazione biologica per l'Economia Solidale
-IBS Associazione "Inter-Rete Beni Comuni e Sostenibilità"
-Orto per Orto APS, Orti Sociali di San Giovanni Valdarno
-Terra Liberi Tutti

lunedì 11 maggio 2026

Manifestazione 16 maggio. BASTA AEROPORTI IN CITTÁ! VOGLIAMO IL PARCO!

Sabato 16 maggio scendiamo in piazza per difendere la nostra Piana, Firenze e Prato dall'inquinamento e dalla cementificazione. Vogliamo un parco per tutti e tutte, non nuove piste!

Ma la nostra lotta è anche gioia e condivisione. Dopo il corteo, ci ritroviamo per un pomeriggio di musica, socialità e buon cibo.
🎸 IL GRAN FINALE CON I FISH BONES!
Nel tardo pomeriggio preparatevi a scatenarvi con la carica dei Fish Bones! La storica band fiorentina porterà sul palco il suo mix esplosivo di:
Funk & Hip Hop 🎤
Rock & Attitudine Punk 🤘
Ritmi in levare per ballare senza sosta!
Non ci si prende sul serio, ci si diverte e si balla per una giusta causa.
🍔 AREA RISTORO: NOI SIAM DIVERSI
Dalle 17:00 alle 20:00 sarà presente il food truck "Noi Siam Diversi".
Panini sfiziosi e opzioni per ogni esigenza (anche vegan) perché, come diciamo noi: "Gusti diversi, stessa lotta!".
📍 DOVE: Polo Scientifico, Via dell'Osmannoro, Sesto Fiorentino.
⏰ QUANDO: Sabato 16 Maggio, ritrovo ore 14:00 (Inizio corteo ore 15).
🎶 MUSICA & CIBO: Dalle ore 17:00.
Non mancare, portiamo la nostra voce e la nostra energia!


PROMOTORI:
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio Comitato No Aeroporto di Prato - Comitato No Tunnel TAV - Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI LE PIAGGE - CUB Firenze - FLC CGIL Università di Firenze - Grasp - Alterpiana Fi-Po-Pt - Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS Italia Nostra - Legambiente - Medicina Democratica Firenze - Orto Collettivo Natura È - Presidio No Inceneritori No Aeroporto - VAS Vita Ambiente Salute ODV
Realtà che hanno aderito all'Appello per il 16 maggio (in aggiornamento):
Associazione Alleanza beni comuni ODV, Pistoia
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana Aps)
Associazione Tutela Fauna Toscana
Associazione Vivere in Valdisieve
Atto Primo Salute Ambiente Cultura
Biodistretto del Montalbano
Circolo Arci ex Macelli Quinto basso
Coalizione ambientale interregionale TESS / Transizione energetica senza speculazione
Collettivo di Fabbrica ex Gkn
Comitato Alluvionati Campigiani
Comitato acqua bene comune Pistoia e Valdinievole
Comitato No Inceneritori Piana Fiorentina
Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina
Comunità delle Piagge
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Confederazione Cobas di Firenze e Pistoia
CSA Next Emerson
Ecolo' Fiesole Firenze Sesto Fiorentino
Federazione Cobas Firenze
Forum toscano dei Movimenti per l'Acqua
Friday For Future Firenze
Fuori binario
Il Binario-Gruppo Italiano Amici della Natura sez. Sesto Fiorentino
Laboratorio perUnaltracittà
Mondeggi bene Comune
Movimento Tutela Ambiente Territorio Montefoscoli Valdera Pi
No Comando NATO ne' a Firenze ne' altrove
No Valdera Avvelenata
Presidio Libera Sesto Fiorentino
Rete Toscana Tutela Beni Comuni
Rifiuti Zero Italia
Salviamo Firenze
Slow Food Scandicci/Firenze
Studenti di Sinistra Sudd Cobas Prato e Firenze
Trasparenza per Empoli
Gruppi politici:
Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
Movimento 5 Stelle Toscana - P. Carc Federazione Toscana
Partito Comunista Italiano - Federazione Ofelia Giugni - Prato
Partito Comunista Italiano - Federazione Elio Chianesi - Firenze
Potere al Popolo, Bagno a Ripoli FI Sud - Pistoia Rossa
Sinistra Italiana- Alleanza Verdi Sinistra Sesto Fiorentino
Sinistra Italiana Toscana - Alleanza verdi Sinistra Toscana
Sinistra Progetto Comune (Firenze)

mercoledì 11 marzo 2026

Comunicato Stampa Rete Toscana Beni comuni e Zero PFAS Toscana

10-3-2026                                                               Le Associazioni (Forum Toscano Movimenti per l’Acqua ODV, Atto Primo ODV e Associazione per i Diritti dei Cittadini APS) che fanno parte della Rete Toscana Tutela Beni Comuni e di Zero PFAS Toscana chiedono risposte alla Regione Toscana e ai suoi bracci operativi: AUSL e ARPAT sul rispetto delle norme di legge, della trasparenza e della partecipazione!
“Oltre un mese fa abbiamo presentato un accesso agli atti – spiegano le Associazioni – chiedendo alle tre USL toscane se avessero attivato tutte le procedure previste dal D.Lgs. n.18/2023 (come controlli esterni) e dal D.Lgs. n.102/2025, per l’adozione dei programmi di controllo sulle acque potabili previsti dalle norme sui PFAS e copia del programma di controllo; la stessa richiesta è stata rivolta ad ARPAT, in quanto Ente competente per le analisi delle acque destinate alla potabilizzazione”.
Ebbene, la USL Sud Est ci ha risposto in modo esaustivo e solerte inviandoci anche il cronoprogramma di controllo delle acque INFORMANDOCI purtroppo che il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, incaricato di svolgere le analisi, non ha ancora dato disponibilità alla ricezione di tali campioni.
L’USL Nord Ovest ha confermato di non essere attualmente in grado di effettuare le analisi sui PFAS, nonostante la legge imponga la ricerca di tali parametri. Ha inoltre comunicato che è stata espletata una gara per l’acquisizione della strumentazione necessaria (senza indicazioni sui tempi) e che per tali analisi si stanno predisponendo convenzioni con ARPA Veneto, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Toscana Lazio e ulteriori analoghe convenzioni con laboratori esterni accreditati (che contesteremo se dovessero coincidere con quelli dei gestori del servizio idrico).
L’USL Centro, ad oggi, non ha fornito alcun riscontro.
“Chiediamo – commentano le Associazioni – quando entreranno pienamente in funzione tutte le procedure previste per effettuare le analisi disposte e, risposte formali dall’ex Assessore alla Sanità Bezzini, sulle ragioni che hanno determinato un ritardo così significativo, nonché all’attuale Assessore Monni su come intenda recuperarlo. Riteniamo infatti grave che, a distanza di due mesi dall’entrata in vigore della legge che limita la presenza di PFAS nelle acque potabili, non sia ancora possibile disporre di alcuna analisi”.
Sorge inoltre un interrogativo che non può essere ignorato, anche alla luce di una risposta rilasciata al giornale Avvenire, in cui l’allora assessore all’Ambiente dichiarò che i PFAS non rappresentavano una sua priorità: oggi, nel ruolo di assessore alla Sanità, come si concilia tale posizione con l’assenza dei controlli previsti dalla legge?
ARPAT ci ha risposto – proseguono le associazioni – informandoci di aver avviato dal 2017 il monitoraggio di 6 PFAS nelle acque destinate alla potabilizzazione e che tale rete è attualmente oggetto di revisione nell’ambito di un tavolo con Regione Toscana e Servizio Idrico Integrato.  Inoltre, pur non avendo competenze dirette sulle 30 molecole per le quali sono previste analisi nell’acqua potabile, ha condotto con successo prove su 14 di queste e sta ampliando le analisi alle 30 che costituiscono la Somma PFAS.
Ha infine riferito di svolgere analisi sulle acque di scarico, sui sedimenti e sulle polveri derivanti dai controlli della qualità dell’aria. Ci AUSPICHIAMO che sia avviato un confronto continuo con ARPA Veneto e Piemonte sulle metodologie già da loro adottate.
“Gli aspetti da approfondire sono ancora tanti e i ritardi che emergono inaccettabili, – proseguono le associazioni – continueremo a vigilare e a chiedere chiarimenti come sulle procedure di infrazione commisurate all’Italia per quanto di competenza regionale”
L’ infrazione n° INFR 2207/2025 concerne il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque, direttiva 2000/60/CE, quindi l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche (programmi che devono comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l’estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento).
Dato che le autorizzazioni ai prelievi vengono rilasciate da organi regionali e un DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE (21 APRILE 2015, n. 51/R) disciplina proprio gli obblighi di misurazione delle portate, dei volumi dei prelievi, delle restituzioni di acqua pubblica e delle modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni.
  • chiediamo il motivo per cui, nell’adozione del nuovo Piano di Tutela delle Acque (iniziato nel 2024 con l’allora Assessore all’Ambiente Monni, con una procedura ad oggi non conclusa), non troviamo traccia dei prelievi da acque superficiali e di falda da agricoltura e industria (risultano disponibili dati soltanto sui prelievi del Servizio Idrico Integrato sul sito dell’Autorità Idrica Toscana), né di come vengano restituite le acque dalle attività produttive dopo l’uso.
Riteniamo che il compito di colmare tale lacuna spetti al nuovo Assessore Barontini, dal quale aspettiamo ancora risposta alla nostra richiesta di incontro istituzionale   nella quale lo abbiamo informato dell’intenzione di discutere, tra gli altri temi, anche del rispetto delle norme della legge regionale 69/2011 e della necessità del rinnovo o reinsediamento del Comitato per la qualità del servizio idrico integrato e di gestione integrata dei rifiuti urbani, nel rispetto dei principi di partecipazione previsti dalla normativa regionale. La politica si deve ricordare che escludere i cittadini attivi dai processi decisionali non è un segnale positivo per la salute della democrazia.
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ODV- Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV -Associazione per i Diritti dei Cittadini-ADiC Toscana APS

mercoledì 4 marzo 2026

Nuove VARIANTI alla pianificazione per nuovo consumo di suolo alla Pievecchia, sul Sentiero della Memoria!

 

Al Comune di Pontassieve – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Città Metropolitana di Firenze – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Regione Toscana - All’Assessore all’UrbanisticaAlla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato

Oggetto: Variante POI con speculazione edilizia, consumo di suolo agricolo e impatto paesaggistico per il nuovo resort turistico di lusso a Villa Tesei (Pievecchia), nella campagna collinare di Pontassieve e sul Sentiero della Memoria

La Giunta Comunale di Pontassieve il 28 novembre 2025 ha deliberato favorevolmente sulla previsione di un nuovo complesso o resort turistico “elevato” a Pievecchia e il 24 febbraio 2026 il Consiglio Comunale ha approvato l’avvio dell’assoggettabilità alla VAS-Valutazione Ambientale Strategica “Nuova previsione turistico ricettiva in località Pievecchia nel Comune di Pontassieve con recupero delle volumetrie di Villa Tesei e nuovo consumo di suolo non urbanizzato nel territorio rurale – Variante ordinaria al PSI Valdisieve ed al POI Pontassieve e Pelago”. Il luogo si trova sulle colline del versante occidentale della Valdisieve, a circa 250 m s.l.m.

Da sottolineare che l’amministrazione comunale ha approvato di recente il Piano Operativo intercomunale (pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana - BURT - N. 36 del 3 settembre 2025), mentre il Piano Strutturale Intercomunale era già entrato da tempo in vigore perché pubblicato sul BURT n. 35 parte II del 28/8/2024, con tanto di rimodulazione dell’ambito di pertinenza del centro storico Pievecchia. Come si legge dai documenti (diventati ufficiali dal 24 febbraio e che dovrebbero essere pubblicati sul sito del Comune in albo pretorio), la Nima-Demetz & Fattoria di Grignano hanno presentato la richiesta di variante il 28/11/2025.

Con la previsione nella forma di ‘variante ordinaria’ si dovrebbe consentire alla società Nima-Demetz e alla Fattoria di Grignano non solo di ristrutturare il complesso in stato di abbandono della Villa Tesei di Pievecchia (operazione condivisibile) ma anche, insieme – all’evidente fine di ‘ottimizzare i profitti’ di detta società, che si occupa principalmente del settore turistico –, di realizzare, sulla collina coltivata a oliveto adiacente al complesso della Villa turrita (circoscritto da un muraglione), un vero e proprio resort con nuovi edifici disposti su almeno tre strisce a ventaglio con “camere ipogee”, con piscina e laghetto: una operazione immobiliare che richiederebbe altri interventi complessivamente assai impattanti, come i ragguardevoli sbancamenti della collina con abbattimento di non pochi olivi, la costruzione di un parcheggio e la installazione – pare sul suolo – di innumerevoli pannelli fotovoltaici per usi energetici del nuovo villaggio turistico.

Purtroppo, al di là dei pregi paesaggistici dell'area e della storicità dell’edificio signorile, sulla Villa Tesei e dintorni non vi sono "vincoli" paesaggistici, né culturali. La Villa dispone però di una chiesetta che non risulta "vincolata" culturalmente, ma che potrebbe esserlo in quanto di proprietà di ente senza fini di lucro ed avente più di 70 anni, la quale ha una fisionomia molto rara: appare infatti composta da quattro volumi convessi che sembrano absidi quasi di forme ortodosseggianti, i quali racchiudono una sorta di torretta-campanile centrale.

Per chi non lo sapesse la Villa Tesei di Pievecchia è il luogo dove vennero trucidati 13 partigiani dai nazisti l’8 giugno 1943: una porzione del muraglione di cinta conserva ancora i fori dei proiettili dei nazisti e dispone di specifica targa, in ricordo della strage. E ovviamente la Villa rientra nel Sentiero della Memoria, un percorso escursionistico che collega Pontassieve alla Consuma passando per Rufina e tre luoghi segnati da tragici eventi: le stragi di civili avvenute nel 1943-44. Come si legge in rete, “il sentiero, pensato anche per chi lo voglia percorrere a cavallo o in mountain bike (con apposite varianti dedicate), è stato fortemente voluto dai Comuni di Pelago, Pontassieve e Rufina, insieme alla Comunità Montana della Montagna Fiorentina. La sua realizzazione è stata curata dal Gruppo Escursionisti Organizzati di Sieci e dalla Sottosezione CAI di Pontassieve. L’inaugurazione si è tenuta il 25 aprile 2009”.

Nella pagina “FAI – I luoghi del cuore” si legge riguardo a Pievecchia di Pontassieve: “Un museo a cielo aperto dove il viaggiatore attento si sofferma, tra vigneti e oliveti, tra tipicità e sapori, a gustare un po’ di questa terra. La villa di Pievecchia, edificio che rappresenta le tendenze dominanti dell’architettura fiorentina della seconda metà dell’Ottocento, è annessa alla Fattoria di Grignano dal 1999 e prende il nome dalla Pieve medievale che le sorge accanto. Dalla metà del '600 alla metà del '700 il corpo centrale della villa è in mano agli abati di Vallombrosa, per passare poi all’Arcivescovado di Firenze. Dopo il 1860 la villa viene confiscata dallo Stato italiano e messa in vendita, acquistata da Agostino Tesei, Generale di marina elbano alla cui famiglia la fattoria resterà fino al 1916, anno in cui inizia a passare di mano in mano. fino all’attuale proprietà che ormai da anni ne ha avviato il recupero riportandola all’antico splendore. L' 8 giugno 1944 un gruppo di Partigiani proveniente da Monte Giovi, penetrato nella caserma della guardia nazionale repubblichina di Pontassieve, s'impossessa di armi e munizioni e si ritira a bordo di un camion. Alcuni carabinieri colgono l'occasione per disertare e si uniscono alla pattuglia partigiana. Lungo la strada del ritorno i partigiani si fermano alla Pievecchia. In una delle case vi trovano due soldati tedeschi e ne segue uno scontro in cui un soldato muore, mentre l'altro riesce a fuggire. Nella rappresaglia che segue i tedeschi rastrellano tutti gli uomini che possono trovare a Pievecchia e li uccidono a colpi di mitra nel giardino della villa del paese. 14 persone perdono la vita”.

Per questi tragici eventi, con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 2005, è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Comune di Pontassieve (Firenze), con la seguente motivazione: "Piccolo centro partecipò generosamente alla lotta partigiana, subendo devastanti bombardamenti ed una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente quattordici suoi concittadini. Ammirevole esempio di spirito di libertà e di amor patrio."
1943 - 1944/Pontassieve (Firenze).

Il Sindaco ha sostenuto in sede di Consiglio Comunale del 24 febbraio che il luogo di Pievecchia per gli abitanti di Pontassieve è un luogo sacro (per i tragici eventi accaduti), ma non ha avvertito la preoccupazione del consumo di suolo agricolo e del significato del tutto nuovo che Pievecchia assumerebbe con l’approvazione della variante e l’urbanizzazione dell’area collinare olivata: da simbolo della memoria e luogo sacro della lotta partigiana (come detto dal Sindaco) a resort e luogo di svago turistico di élite!

Per le ragioni sopra addotte, Italia Nostra e l’Associazione “Vivere in Valdisieve” fanno istanza alle Istituzioni in indirizzo perché nell’occasione dovuta della conferenza di copianificazione la variante non sia approvata, e si preveda un progetto di solo restauro e adeguamento della Villa (che dispone di dimensioni piuttosto grandi).

Firenze, 26 febbraio 2026
Italia Nostra Aps Sezione di Firenze             
Laura Manganaro
Associazione “Vivere in Valdisieve" 
Catia Pratesi