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| Palazzina Cementificio |
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| Uffici e Silos |
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| Interno cementificio |
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| Interno cementificio |
Pubblichiamo l'idea dell'Ecomuseo, aggiungendo che oltre ad essere un'ottima idea, c'è da considerare che per la parte ambientale delle cave, della montagna Monsavano ecc, era già stato presentato a suo tempo (2016) un progetto di RECUPERO AMBIENTALE (documenti pesanti da scaricare)......che ben si presterebbe ad appoggiare questa idea.
Vi ricordiamo di condividere e firmare la PETIZIONE A RIGUARDO QUI. Grz
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Il biglietto da visita della Montagna Fiorentina verso Firenze si colloca proprio alla confluenza della Sieve con l’Arno in quella lingua di terra alla base della montagna dove sorge l'ex Cementificio e spicca il Monsavano con le sua cava di estrazione mineraria: un luogo che presenta anche una notevole importanza ecosistemica per la presenza dei due fiumi e la presenza di terrazzamenti olivati e varietà botaniche interessanti come l’abbondante ginestra. La nostra proposta pone una visione diversa sulla gestione dell’area che vada a considerare tutti gli aspetti già presenti, che coinvolga la cittadinanza e coloro che vi hanno lavorato in passato, e che tramite una riqualificazione, adeguamento, bonifica e messa in sicurezza dei vari ambienti e delle strutture esistenti porti alla realizzazione di un Parco Minerario delle Arti Estrattive.
Questo porterebbe un indotto lavorativo sul territorio con una ricaduta economica diretta sulla popolazione locale, oltre che rappresentare un antenna, un punto di riferimento per tutto il territorio dove non c’è niente di simile.
Gli scopi principali della nostra proposta si muovono su due livelli:
Di seguito come proponiamo di realizzare il complesso:
L'area dedicata alla lavorazione del materiale ed altri edifici, debitamente attrezzati e adattati in parte all'accoglienza turistica ed in parte alla fruizione e alle visite, potrebbero sia valorizzare la storia dell’estrazione in questi luoghi e di chi ci ha lavorato, sia affrontare le criticità ambientali ed i risvolti negativi per inquinamento, rischi sul lavoro, trasformazione del territorio. Un' Area così strutturata ed organizzata potrà caratterizzare da un punto di vista turistico, socio-culturale e scientifico il territorio divenendo un polo attrattivo importante avendo tutte le caratteristiche necessarie: argomento interessante, raggiungibilità, originalità, facilità di fruizione.
Le aree invece destinate alle opere di estrazione vera e propria dovrebbero essere messe in sicurezza e rese visitabili. La particolarità della cava del Monsavano sta sia nella vista mozzafiato delle aree esterne in vetta al promontorio, e già utilizzata da molte persone che utilizzano le viabilità per passeggiate, escursioni, attività sportive, sia la miniera sottostante con il dedalo di caverne e gallerie artificiali create nel ventre del monte che consentono visite dalla grande suggestione, oltre ad essere luoghi di osservazione e di studio per appassionati e scienziati.
Questa nostra idea-proposta si potrà inquadrare nel contesto della legge Legge regionale 25 febbraio 2010, n. 21 Testo unico delle disposizioni in materia di beni, istituti e attività culturali. che delinea le attività ecomuseali, ne definisce gli alti scopi e ne permette il finanziamento.
La parte di azione di ristrutturazione e adeguamento delle strutture esistenti potrebbero essere inseriti
nelle misure di imprenditoria giovanile partecipando a Bandi Contributi a Fondo perduto godendo di
agevolazioni e fideiussioni finalizzate allo sviluppo di imprese e di creazione posti di lavoro che la regione Toscana mette in campo.
Non ultimo parte delle attività di ripristino ambientale della cava e della miniera potrebbero essere
modificate nel senso di un ripristino conservativo finalizzato alla fruizione nell’ottica di un Parco Minerario e Geologico con importante risparmio di risorse economiche altrimenti dedicate a far scomparire la cava e la miniera sottostante.
PARCO MINERARIO E DELLE ARTI ESTRATTIVE - POLO INTERNAZIONALE
Un centro di questo tipo, che valorizzi le strutture esistenti reimpiegandole come sedi di accoglienza turistica e congressuale, spazi espositivi per le aziende del territorio, ufficio informazioni e prenotazioni turistiche e dei servizi della Montagna Fiorentina, spazi museali e che consentisse l’accesso in sicurezza alle gallerie presenti sotto Monsavano sia per turisti sia per speleologi, visitatori, scuole, ricercatori, diverrebbe un importante Polo Internazionale di attrazione turistica, culturale e sociale, nonché sede per distaccamenti universitari di Geologia, Architettura, Ingegneria, Scienze Forestali... con indotto socio- economico sul territorio notevole ed impiego di numerose categorie professionali anche nuove ed innovative. La vicina Stazione delle Ferrovie di Pontassieve inoltre potrebbe essere messa in collegamento con il sistema ciclopedonale già esistente lungo la Sieve dal lato di Pontassieve.
Dunque l'intera area diventerebbe un “portale di ingresso” a 360°nelle tipicità, bellezze, valenze agricole, forestali, storiche, paesaggistiche e salutari della Montagna Fiorentina e della Val di Sieve viste non più come zone anonime di transito verso il Valdarno, il Casentino il Mugello e verso Firenze e Arezzo ma come luoghi di interesse dove star bene, dove ritrovare eccellenze uniche e dove vivere e lavorare al meglio!
Potete trovare le PROPOSTE ED IDEE PROGETTUALI PER IL PIANO DI SVILUPPO INTERCOMUNALE dell' UNIONE COMUNI VALDARNO-VALDISIEVE parte 1 al seguente link: https://www.ecomuseomontagnafiorentina.it/2020/12/20/proposte-ed-idee-progettuali-per-il-piano-di-sviluppo-intercomunale-dell-unione-comuni-valdarno-valdisieve/
AIUTATECI A DIVULGARE LA PATIZIONE CHE TROVATE A QUESTO LINK
La situazione attuale con la crisi sanitaria ed ecologica in atto ci spinge a ripensare ad un modello di sviluppo che favorisca gli esercizi locali, a minore impatto ambientale e resilienti per le comunità. È chiaro a tutti come la creazione di moltissimi centri commerciali in tutta Europa abbia progressivamente svuotato i centri cittadini, impedendo la sopravvivenza delle economie locali e favorendo invece lo sviluppo di un modello incentrato sul guadagno di pochi e lo sfruttamento di molti.
Ci sono però dei luoghi che ancora resistono, dove la variegata presenza di piccoli esercizi rende la vita migliore e dà lavoro a molte persone, distribuendo la ricchezza senza portare risorse preziose nelle mani di grandi aziende che il più delle volte risiedono dall’altra parte del mondo.
Nell’Unione dei Comuni della Valdisieve, in provincia di Firenze, è in corso di definizione il nuovo Piano Strutturale Intercomunale, uno strumento nuovo che si pone l’obiettivo di tutelare il territorio da uno sfruttamento selvaggio ed insensato salvando questi luoghi caratterizzati da una varietà paesaggistica unica. Ma il tentativo di fare delle operazioni meno sostenibili, prima che venga approvato e che entri in vigore, è visibilmente molto forte.
Nel comune di Pelago, sul territorio limitrofo al centro di Pontassieve, dopo la realizzazione di un centro logistico di 14.000 mq sul fianco di una collina, si stanno facendo delle operazioni che sembrano portare verso la futura costruzione di un nuovo quanto inutile centro commerciale nell’area dell’ex-cementificio Italcementi. La nascita di questa struttura, di dimensioni spropositate rispetto al bacino di utenza, spazzerebbe via l’economia locale dei due paesi, costringendo molti esercizi a chiudere i battenti, lasciando il deserto dove oggi resistono molte attività indipendenti e storiche, già pesantemente danneggiate dalla presenza degli attuali supermercati storici.
Non si tratta solo dei commercianti, ma di tutti i cittadini che vedrebbero il loro territorio svuotato di quei pochi segni di vita che ancora resistono. Le previste compensazioni atte a sanare il sacrificio del territorio non sono sufficienti né adeguate: non ci si deve dimenticare infatti che lo spazio dell’ex cementificio, ha segnato profondamente i nostri luoghi e la nostra storia negli ultimi cento anni, dando sì lavoro e occupazione, ma anche portandosi via vite, sfruttando e inquinando irreparabilmente il territorio.
Riteniamo quindi sia meglio destinarlo ad opere di utilità sociale, culturali, che possano rilanciare l’economia invece che distruggerla: biblioteche, cinema e teatro, spazi per gli artigiani, un centro di riuso e, perché no, un distaccamento di una facoltà universitaria che possa riportare i giovani a conoscere questa meravigliosa parte della Toscana. Questi sono, ovviamente, solo degli esempi; sarebbe necessario iniziare un percorso condiviso per capire, insieme a tutta la popolazione, come utilizzare questa che è una enorme ricchezza, in modo che divenga il centro di un vero, duraturo e sostenibile sviluppo per la Valdisieve.
È importante bloccare questi progetti dannosi, imposti dall'alto e contrari ai principi dello sviluppo sostenibile. Non è solo una lotta locale, ma riguarda tutti. Siamo chiamati a proteggere i territori nella loro diversità, una ricchezza che permea la vita stessa delle persone, salvandoci da un’omologazione economica e disastri ecologici che mettono a rischio la nostra vita ed il futuro dei nostri figli.
Lanciata da

Spett. Sindaci dei Comuni di Pontassieve, Pelago, Rignano sull’Arno e Rufina
Oggetto: Area ex cementificio di Pelago a San Francesco
Consultando il sito del comune di Pelago, alla pagina “Proposte
di trasformazione urbanistica”, abbiamo notato che in questi ultimi
tempi l’area in oggetto ha suscitato un certo interesse affinchè si facessero
delle Varianti di destinazione d’uso. Una volta per costruirci abitazioni più
centri commerciali, un’altra volta solo per centri commerciali, che però non
fossero in contrapposizione con i negozi di vicinato già esistenti
(lungimiranti, dopo le tante proteste avvenute anche durante la campagna
elettorale delle ultime amministrative!).
Una volta senza tante compensazioni per il comune, l’altra
con un bel parcheggio per le auto (vista la vicinanza della stazione
ferroviaria di Pontassieve), un bel parco giochi inclusivo, per tutti i bambini,
e questa particolare attenzione a non confliggere con i negozi di vicinato che
già ci sono.
Tutte cose molto allettanti per un comune piccolo come
Pelago, che si troverebbe ad avere l’area ristrutturata e bonificata. Dove per
bonificata intendiamo una vera e propria bonifica (con caratterizzazione e
progettazione) e non solo, eventualmente, tombare le opere attuali costruendoci
sopra. Ciò per evitare che col tempo eventuali inquinanti finiscano comunque
nelle falde acquifere e di conseguenza nel vicino fiume Arno.
Le varianti al RU e al PS, se non ci sono state proroghe alle
tempistiche riportate con la LR 65/2014, dovrebbero essere state interrotte in
quanto è in elaborazione il Piano Strutturale Intercomunale (PSI). Eventuali
trasformazioni o destinazioni d’uso delle aree degradate è logico pensare che
finiranno direttamente appunto nel PSI. Sarà quella la sede opportuna per far
partecipare i cittadini a queste scelte (prima ancora della VAS e delle
osservazioni, dove in genere tutto è, comunque, già deciso).
Di recente l’Unione dei Comuni
ha elaborato un questionario on line ai fini proprio del PSI. Nella domanda al
settore B4, si legge:
“Per puntare ad una «Riqualificazione del sistema
artigianale ed industriale esistente» quali sono per te gli obiettivi più
importanti da raggiungere? (Indica i due obiettivi che reputi più rilevanti)*
1-Realizzazione
di nuove aree produttive, in particolare nei fondovalle di Sieci, Pontassieve,
Pelago e Rufina
2-Recupero
e riconversione dei numerosi lotti produttivi già edificati ma totalmente o
parzialmente dismessi
3-Riqualificazione ambientale delle aree industriali esistenti”
Se una delle tre risposte precompilate, da parte di chi ha
elaborato il questionario, indica la possibilità di realizzare nuove aree
produttive, si potrebbe pensare che l’amministrazione stia prendendo in
considerazione anche questa opportunità? A tal proposito andrebbe ricordato che
aree di questo tipo furono già definite più di 40 anni fa con i primi piani
regolatori, e che oggi, su quelle aree che conosciamo bene, in tutti i comuni
dell’Unione, ci sono diversi capannoni sfitti e/o in disuso. Secondo noi
l’unica opzione possibile delle tre sopra, è quella della riqualificazione
delle aree industriali esistenti, di cui fa parte anche l’ex-cementificio.
Quindi per esempio perché non realizzare un centro del riciclo per
entrare a pieno titolo nell’era dell’Economia Circolare? Ma non solo. Perché
non immaginare un Polo Universitario (un distaccamento da Firenze) che
porterebbe tanti giovani? Oppure perché non una casa della Salute, ancora molto
lontana dall’essere costruita nell’ex area ferroviaria di Pontassieve?
Inoltre questa potrebbe essere un’occasione unica per
dotarsi di spazi aggregativi per i cittadini dove poter sviluppare iniziative
culturali (auditorium, ambienti a disposizione per associazioni no-profit
ecc.). Per essere in sintonia con le Direttive dell'Unione Europea che finanzia
progetti per la salvaguardia del territorio e per un consumo responsabile. Dove
siano i cittadini a partecipare delle scelte collettive che li riguardano da
vicino.
Abitazioni come sappiamo ce ne sono a sufficienza (compreso
i lotti ancora da edificare, ma già autorizzati o previsti nei RU e PS attuali).
I negozi e i commercianti o le attività di ristorazione ecc., soprattutto dopo
il covid19, risentono delle minori entrate e alcuni o sono in procinto di
chiudere l’attività o comunque sono in sofferenza.
Non sembrerebbe quindi una buona idea quella di inserire
nuovi centri commerciali di qualsiasi natura essi siano (di vicinato o no)
nell’area dell’ex cementificio di San Francesco. Sarebbe un bello smacco per
tutti anche se si volesse puntare ad un commercio di prodotti di “nicchia”,
magari di lusso, come già succede in parte a Leccio: Ma come Leccio ci insegna,
ciò richiamerebbe sì forse un po’ di turisti, ma nessuno però si ferma sul
territorio. Una volta fatto gli acquisti presso l’Outlet, tutti riprendono chi
il treno chi i pullman e se ne tornano a Firenze e poi nelle loro nazioni.
E’ una cosa simile che vogliamo nel nostro territorio della
Val di Sieve?
Secondo noi NO!
Ci uniamo quindi anche alle preoccupazioni dei commercianti dei
comuni interessati che hanno più volte scritto alle amministrazioni ribadendo
le loro motivazioni.
Pontassieve, 7 Agosto 2020
Catia Pratesi
A nome di:
Associazione “Vivere in Valdisieve”
Associazione Valdisieve
Comitato Valdisieve
Valdisieve in Transizione
Associazione “
Vivere in Valdisieve “
vivereinvaldisieve@libero.it - vivereinvaldisieve@gmail.com- CF.
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legale c/c Avv. Duccio Sebastiani – Viale E. Torricelli, 15 – 50125 Firenze
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