VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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sabato 14 agosto 2021

Di Valdisieve in Transizione: il miglior sistema per raccogliere i rifiuti

Articolo pubblicato sul BLOG di Valdisieve in Transizione

Qual é il sistema migliore di raccolta dei rifiuti? Ormai è assodato e dimostrato da decine di studi e statistiche: il Porta a Porta.

Perchè? Perché evita l’anonimato del cassonetto stradale, responsabilizza ogni singolo cittadino e lo fa sentire parte della soluzione di un grande problema, nel tempo abbatte i costi della gestione dei rifiuti, recupera preziosi materiali che proprio in questo periodo stanno diventando sempre più rari e costosi. 

Lo ha riconosciuto anche il nostro gestore AER, che nella relazione sulle gestione del 2019 afferma: “Permane la problematica del peggioramento della qualità del materiale raccolto da cassonetto stradale. Il problema è risolvibile, come su ricordato, solo con l’attivazione della raccolta porta a porta, oppure, in alternativa con la chiusura di tutti quanti i cassonetti e l’introduzione della calotta con accesso controllato.”

La soluzione, aggiungiamo noi, è la strategia Rifiuti Zero, un protocollo in dieci passi che riduce drasticamente la produzione degli scarti. Bene ha fatto il comune di Pontassieve ad adottare una delibera di adesione alla strategia Rifiuti Zero, che si pone molti importanti obiettivi, tra cui anche l’estensione a tutto il territorio comunale del Porta a Porta. Siamo ansiosi di veder sparire anche dalle nostre strade quei cassonetti maleodoranti e rigurgitanti di rifiuti mal differenziati che non sono più compatibili con i tempi e con la dignità delle comunità.

Articolo pubblicato sul BLOG di Valdisieve in Transizione

giovedì 30 maggio 2019

NUOVO AEROPORTO FIRENZE …… ABBIAMO LASCIATO SFOGARE TUTTI, ORA PARLIAMO NOI.!!

ASSOCIAZIONE VAS

Vita, Ambiente e Salute Onlus
c/o Studio Legale Speca-Pesci
Via G. Valentini, 19

59100 Prato (Po)
P/IVA - C.F.: 92090490480
Iscrizione Onlus #36309 del 19/10/2012
Regist. Progressivo/2017 al nro. 6544
Em@il: associazione.vas.onlus@gmail.com
Em@il Pec: associazione.vas.onlus@pec.it


Nuovo Aeroporto Firenze …… abbiamo lasciato sfogare tutti, ora parliamo Noi.!!

Dalla lettura dei tanti comunicati stampa dei sostenitori all’opera, sembrerebbe che i Giudici non abbiano valutato le documentazioni e gli studi, mentre da una più attenta lettura delle motivazioni si evince benissimo che chi ha sostenuto l’opera ha cercato forzando le procedure di posporre a livelli successivi, quelle valutazioni tecniche che dovevano essere fatte in precedenza.

Infatti, si ricorre ai tribunali amministrativi per valutare se le procedure sono state correttamente seguite, ma lo si fa non con la pretesa di essere nel giusto e/o perché si investono soldi e/o si offrono pseudo posti di lavoro e/o se si pensi arrogantemente di parlare a nome di tutta una regione, e/o perché se non si da ragione, gli investimenti esteri scappano ed allora per questo, e solo per questo, si ha ragione a prescindere!!

Se è vero che gli studi sono stati avallati da 3 Governi differenti (l’ultimo Governo peraltro ha solo subito il procedimento),….. è vero anche, come ha detto qualcuno, che sono state fatte cose mai fatte prima in Italia, ovvero un Dlgs 104/2017 su base retroattiva, che è stato formulato principalmente per andare incontro all’esigenze del Decreto VIA ad hoc per Firenze, rivisto 4 volte con pareri consequenziali dalla CTVA sulla stessa opera (mai successo in Italia), fino all’ultimo, per addolcire la pillola delle 142 prescrizioni divenute poi una settantina.

Se è vero come si è visto scrivere, che i provvedimenti sono stati avallati anche da super Dirigenti, è   anche vero come da diffide inviate ai Ministri competenti, che i Dirigenti hanno commesso ed ancora oggi stanno commettendo omissioni ed abuso in atti di ufficio, eccesso di potere, tant’è che tutto è stato notificato sia alle Procure che agli organi di valutazione interni, ANAC compreso.

E’ vero pure che nessuno riesce a capire per quale ragione sia stato costituito un “Osservatorio Blindato”, facente funzione di una Commissione Nazionale di VIA che ha sempre fatto le verifiche delle prescrizioni, su tutte le infrastrutture italiane, ma guarda caso non per quella di Firenze.

Ma come mai.? Perché era proprio necessario creare una struttura parallela di valutazione ?? E non è anche questo un caso unico in Italia?

Il presidente dell’Osservatorio che dovrebbe essere espressione di terzietà ed imparzialità (neppure dirigente, ma semplice funzionario) ha mastodontici conflitti di interessi, non poteva essere quindi nominato in quel ruolo, specialmente quando lo stesso si è auto denunciato Lui o per conto del proprio Dirigente e/o del Ministero dell’Ambiente (come da comunicazione in nostre mani) per aver imboscato per 5 anni il Decreto Decisorio Presidenziale del Giugno 2012 con annesso Parere del Consiglio di Stato.

Il tutto, appunto, con il tacito consenso di questi osannati super Dirigenti che hanno evitato di fare i controlli previsti dalla legge.

Alle Università chiamate in causa dai sostenitori, quale sinonimo di corretta valutazione e di garanzia, noi abbiamo chiesto di rivedere i loro pareri, notificando le omissioni denunciate, con copia all’ Osservatorio, agli organi competenti, ad ENAC, ma nessuno ha avuto il coraggio di argomentare le carenze istruttorie da noi rivenute, per esempio sulle Aziende a Rischio Rilevante.

Stessa cosa vale per le “omissioni” dei pareri da parte delle Forze Armate nella Conferenze dei Servizi, con un nulla osta “demaniale” scambiato come nulla osta GENERALE, visto che non esiste nessuna istruttoria tecnica sui rischi della Scuola dei Marescialli.

Invece concordiamo totalmente sullo stop agli investimenti annunciati, anche perché questi fondi saranno necessari per ottemperare alle prescrizioni sul vecchio aeroporto, visto che oggi non è a norma di legge!!

Infatti la stessa e “tanto osannata” Commissione Nazionale di VIA per la procedura del Nuovo Masterplan è la stessa Commissione di VIA che aveva “disposto e prescritto” con Decreto di VIA 0676/2003 alcune norme che sono state totalmente disattese (fra le principali, l’interramento parte finale A/11, delocalizzazione case contermini alla pista, insonorizzazione e climatizzazione delle altre abitazioni), il Decreto VIA è stato rafforzato dal Decreto Decisorio Presidenziale del Giugno 2012 con annesso Parere del Consiglio di Stato.

Tale Decreto di VIA è stato confermato ancora vigente e prescrittivo dagli stessi “Organi Dirigenziali” della DVA/MATTM (Prot. 648/2018) a cui il Proponente ENAC si era rivolto per il Nuovo Masterplan. Oltre a questo è arrivata la conferma da parte di Autostrade per l’Italia che l’impossibilità di interramento della parte finale della A/11 è tutta una “fuffa”,visto che non è mai stata fatta una valutazione istruttoria vera.

Non a caso ENAC che fino a poco fa sbandierava questa impossibilità tecnica con un documento senza valore istruttorio datato 2002, come scusa per non attuare il Decreto VIA sulla vecchia pista, ancora oggi non risponde, mette il capo sotto terra come gli struzzi, nonostante sia stato denunciato allo stesso ENAC, ente regolatore, che l’attuale aeroporto è fuori legge.

Evidentemente non risponde perché con le Procure in mezzo, non si scherza e ci vogliono prove ed atti concreti per argomentare il contrario, perciò questi fondi ………. saranno probabilmente necessari per mettere in sicurezza e far rispettare la legge sull’attuale pista.

E questa volta visto il silenzio della Procura di Firenze, come quello della Prefettura, nonostante la probante documentazione sottoposta, le omissioni perpetrate, le evidenze di abusi in atti di ufficio ed altro ancora, nonostante la richiesta di avocazione delle indagini alla Procura Generale non ha sortito un minimo effetto, da alcuni giorni sono in viaggio nuovi esposti- querele su altre Procure, con la richiesta visto l’abbondante documentazione sottoposta, del “sequestro cautelativo dell’aeroporto per la mancanza di attuazione delle prescrizioni a tutela ambientale e sicurezza dei terzi sorvolati e trasportati”.

Nel frattempo cogliamo l'occasione per ringraziare i nostri 10 "super consulenti" ed il “team dei legali” che ci hanno portato fino a qui e che sicuramente ci porteranno ancora più lontano.

Un sentito GRAZIE a nome di tutti
… ah, dimenticavamo “”la valutazione politica.!!”” 

Siamo proprio curiosi di vedere se il Governo della trasparenza, dell’etica e della correttezza morale, a fronte di tutto questo anomalo procedimento messo in atto dai Governi Renzi e Gentiloni, a fronte delle diffide ricevute, delle documentazioni probanti sulle incoerenze, omissioni, eccesso di potere perpetrati in questo procedimento avrà il coraggio di ricorrere al Consiglio di Stato su questa sentenza TAR, e per essere chiari ci riferiamo ai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali per la parte di loro competenza, come per il Ministero dei Trasporti che controlla, verifica e sovrintende l’operato di ENAC tramite il Dl 250/1997. !!

Siamo proprio curiosi di toccare con mano.


mercoledì 18 gennaio 2017

SCONTI TARI con il progetto AER "Ricicla e vinci"


Da gennaio accumula punti conferendo ai centri di raccolta di AER. Porta vernici, ingombranti,  tubi fluorescenti, Raee e batterie, metalli , etc..ed avrai uno sconto sulla Tari nel 2018
Ricicla e vinciRicicla e Vinci è un progetto di AER Spa che ha lo scopo di premiare gli utenti che conferiscono alcune tipologie di rifiuti ai Centri di raccolta e Stazioni Ecologiche dell’Azienda.
Al progetto, attivo dal I° Gennaio 2017, possono partecipare tutte le utenze domestiche, regolarmente iscritte, e residenti o domiciliate nei comuni di Dicomano, Figline Incisa V.no, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina e San Godenzo. Sono escluse le aziende, i negozi, gli uffici, in breve le utenze non domestiche.
A chi porterà di persona, ai centri di raccolta (CdR) di AER, alcune tipologie di rifiuti verranno assegnati dei punti che si trasformeranno in euro da scontare sulla Tari. Le strutture dove conferire i rifiuti sono: “I Cipressi” (Loc. Selvapiana a Rufina), “Lo Stecco” (nel comune di Figline Incisa Valdarno), “Il Poderino” (a Reggello) e la Stazione ecologica del “Burchio” (Figline Incisa Valdarno).
Per il riconoscimento e l’assegnazione di punti, gli utenti dovranno mostrare all’operatore del CdR e Stazione Ecologica la tessera sanitaria dell’intestatario della tassa sui rifiuti oppure copia dell’iscrizione o copia del bollettino/F24. Il conferimento di ben definite tipologie di rifiuti (indicate sul portale www.riciclaevinci.it – dove a breve ogni utente potrà monitorare la propria situazione di conferimento) in maniera differenziata e la verifica del loro peso (si ricorda che  verranno registrati solo conferimenti superiori al Kg) permetterà a chi conferisce di accumulare punti per l’intero anno solare.
Al conseguimento di punti verrà poi conteggiata ed assegnata una scontistica dai competenti Uffici Tributi dei Comuni, inserita sulla TARI dell’anno successivo. Nel dettaglio, le utenze domestiche che nel 2017 raggiungono il “punteggio ambientale” di 40 punti avranno una riduzione pari al 5% sulla parte variabile della TARI per l’anno 2018; con 150 punti uno sconto pari al 20% e con 200 punti arriverà al 30%.
“Questa iniziativa rappresenta – spiega l’Assessore alle politiche ambientali del Comune di Pontassieve, Marco Passerotti – un passo ulteriore per migliorare il conferimento di alcune tipologie di rifiuti non da cassonetto”
Il beneficio potrà essere aggiunto ad altri tipi di agevolazioni, come per esempio la riduzione per il compostaggio domestico. AER Spa ribadisce che condizione essenziale per partecipare ed accumulare punti è essere in regola con i pagamenti della TARI. Lo sconto applicabile sulla TARI prevede un tetto che tiene conto della produzione massima di rifiuti per nucleo familiare, calcolata sui potenziali conferimenti e sul nucleo familiare, e del metodo di calcolo adottato dal comune di riferimento. AER Spa e le Amministrazioni invitano, quindi, gli utenti a conferire i rifiuti presso i Centri di raccolta e Stazioni ecologiche e ricordano che saranno premiati con lo sconto in tariffa solo i conferimenti dei materiali stabiliti, differenziati in modo corretto e prodotti dalla singola utenza domestica che effettua la consegna con mezzo proprio. 

mercoledì 9 novembre 2016

TOSCANA, TRUCCATA MAXI GARA DEI RIFIUTI: 3,5 MILIARDI DI EURO

Quattro misure cautelari, ecco i nomi. Sei indagati. Gestivano la spazzatura nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto. L'operazione della guardia di finanza
Truccata una maxi gara da 3,5 miliardi di euro, negli appalti per la raccolta, la gestione e lo smaltimento per vent'anni dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto. Coinvolti un ingegnere, un avvocato, un commercialista e altri professionisti. 
Sono queste le accuse nell'inchiesta coordinata dalla procura di Firenze ed eseguita dalla guardia di finanza. Quattro misure cautelari e sei persone indagate. I reati contestati vanno dalla turbativa d'asta, alla corruzione e in un caso anche alla concussione per induzione. 
Agli arresti domiciliari è finito il direttore dell'Ato Toscana Sud Andrea Corti, 50 anni, mentre sono stati interdetti dalla professione l'avvocato Valerio Menaldi accusato di aver predisposto il bando di gara in conflitto di interessi: il suo studio, secondo le accuse era collegato con lo studio di commercialisti del Progetto Sei consulenti del raggruppamento imprese che si aggiudica l'appalto. Interdetto anche il commercialista Eros Organni diventato amministratore delegato di Sei Toscana, la società che si aggiudica l'appalto. Il quarto professionista finito dei guai è Marco Buzzichelli, ad di Siena Ambiente capofila di Sei Toscana.

"La spregiudicatezza" del direttore dell'Ato dei rifiuti Toscana sud "Andrea Corti nella gestione della cosa pubblica e la sua 'fame' di denaro appare, per certi aspetti, imbarazzante". Lo scrive il gip Matteo Zanobini disponendo gli arresti domiciliari per il principale indagato dell'inchiesta. La procura aveva chiesto il carcere ma il gip ritiene sufficienti gli arresti domiciliari accompagnati "da divieto assoluto di incontri e colloquio" con soggetti diversi dai familiari.

I provvedimenti adottati dall'autorità giudiziaria di Firenze scaturiscono da un'indagine, iniziata nel 2014 dai militari del nucleo di polizia tributaria e coordinata dal procuratore aggiunto Rodrigo Merlo e dal sostituto procuratore Leopoldo De Gregorio, mirata a verificare la correttezza delle procedure per l'aggiudicazione di una gara d'appalto relativa all'assegnazione del servizio per la gestione integrata dei rifiuti urbani nelle Province di Arezzo, Siena e Grosseto a favore di un Raggruppamento Temporaneo d'Impresa (R.T.I.) per l'importo di oltre 170 milioni di euro all'anno ed avente una durata ventennale. Più nel dettaglio, sulla base di un approfondito esame degli atti di gara nonché di copiosa documentazione contabile e bancaria acquisita nel corso delle indagini dalle Fiamme Gialle, è emerso che i soggetti indagati avevano concordato preliminarmente - nonostante rivestissero ruoli distinti ed incompatibili - le modalità di dettaglio della procedura (addirittura le domande da rivolgere ai potenziali concorrenti) nonché la stessa materiale redazione di alcuni documenti, strutturando di fatto "su misura" il bando di gara così da favorire la società appaltante. Tra l'altro, con la chiara finalità di scoraggiare eventuali ulteriori concorrenti alla partecipazione della gara per la gestione dei rifiuti urbani, gli indagati avevano inserito nel bando stesso talune clausole che risultavano particolarmente vessatorie per ogni altra impresa che avesse voluto partecipare alla gara.

"I guadagni illeciti emersi all'esito delle indagini di cui ha beneficiato il direttore generale dell'Ato Toscana Sud sono stati quantificati in totale in oltre 380.000 euro, "compenso" che era stato giustificato contabilmente dagli imprenditori che si erano aggiudicati l'appalto facendoli figurare quali costi sostenuti (fittiziamente) per incarichi di prestazione d'opera professionale o per collaborazione e/o consulenza".

Vedi altro post su questo blog, di marzo 2016, in cui il presidente di Sei Toscana, Simone Viti, esprimeva piena fiducia nell'operato della magistratura! Alla faccia!!

Vogliamo ricordare che STA SPA (socio di AER Spa e AER impianti Srl con il 73% delle quote del socio privato Valdisieve SCRL), dovrebbe avere già TRASFERITO detta quota proprio a SEI TOSCANA, facendo entrare la stessa nella compagine societaria di AER che gestisce i rifiuti in Valdisieve essendo in regime di salvaguardia.

E per ricordare di tutti gli intrecci che ci sono tra le società ripubblichiamo uno schema di chi c'è dentro AER.......ora (se è già avvenuto il trasferimento) anche Sei Toscana! 





































PS. Si stava parlando dell'inceneritore di Selvapiana, ovviamente!!

venerdì 12 agosto 2016

Aeroporto di Firenze: "La politica deve rispettare la legge, basta con le ipocrisie"

DI  · 12 AGOSTO 2016
Sulle vicende che riguardano l’aeroporto di Firenze ho già ampiamente scritto in alcuni miei precedenti interventi. Pensavo di aver, come si dice, “esaurito la vena” avendo letto e detto tutto quanto era nelle mie conoscenze e possibilità. Mi devo oggi ricredere. La rassegna stampa sulla bocciatura del TAR degli atti regionali a favore della nuova pista è un florilegio di dichiarazioni scoppiettanti, colorite, irrituali, alcune preoccupanti, che generano in me l’esigenza di suggerire alcune riflessioni.
Propongo di approfondire quanto già detto in altre occasioni (perché a volte repetita iuvant) in merito ad un tema che è di grande attualità, sicuramente strategico per questo paese, ma che a molti governanti (e non solo) produce gli effetti di una “infezione da contatto”: il rispetto delle procedure.
peretola-aeroporto-firenze
Le statistiche ci dicono che quando la superficie corporea di un amministratore pubblico (o del suo più stretto collaboratore) si avvicina ad un atto tecnico-amministrativo i cui esiti contrastano con le loro aspettative, questa si riempie, per così dire, di bolle; le procedure, alla stregua di batteri, funghi, virus o parassiti, producono nell’ospite suscettibile una reazione allergica che deve necessariamente essere curata, pena la perdita di un patrimonio umano a cui noi non vogliamo rinunciare.
Le esternazioni di Enrico Rossi, Dario Nardella, Riccardo Nencini, dimostrano come il male sia pericoloso, e come rischi di trasformarsi in una pandemia che va combattuta con i necessari vaccini.
La medicina più efficace per evitare ai nostri politici queste fastidiose allergie prevede la rinuncia alle procedure: si potrebbe ipotizzare, ad esempio, l’approvazione di una norma, articolo unico, che dica:
Dalla data di pubblicazione della presente legge non si applica più la VAS, la VIA ed ogni altra autorizzazione ambientale e paesaggistica. Gli atti di pianificazione ed i progetti conseguenti sono approvati dai soggetti direttamente interessati.
Per soggetti direttamente interessati, in questo caso, si devono intendere sia chi ha necessità di raggiungere l’obiettivo politico di legislatura che si è posto, sia chi è interessato a trarne il dovuto profitto economico.
#dossier-aeroporto-la-citta-invisibile
Scarica il nostro dossier sull’Aeroporto
Così facendo chiudiamo definitivamente la stagione delle ipocrite dichiarazioni dei nostri governanti, infarcite con le solite frasi di circostanza, per cui “tutto deve essere fatto presto, bene, nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio, dell’occupazione, della salute umana” e di chissà quale altra trappola o impedimento in grado di bloccare il processo di modernizzazione di questo paese.                                     
Un esempio? Il procedimento di Valutazione strategica della variante al PIT si è concluso positivamente, pur in presenza di un parere tecnico dell’apposito Nucleo di valutazione fortemente negativo. Il conseguente procedimento di VIA sul progetto dell’aeroporto di Firenze si è concluso positivamente pur in presenza di un parere tecnico dell’apposito Nucleo di valutazione che dichiara di non potersi esprimere per carenze documentali. Non solo: cosa ancora più grave il proponente, supportato dalla pubblica amministrazione, ha deciso di presentare per l’aeroporto un masterplan e non un progetto definitivo come impone la legge, motivando tale scelta come cosa fattibile per “prassi consolidata”.Perché, sia chiaro, non esiste al mondo la possibilità di approvare un progetto nel rispetto di tutto ciò. Qualche compromesso deve essere accettato e a qualcosa la politica deve necessariamente rinunciare. E se i nostri amministratori non intendono rinunciare alle promesse fatte, cessino almeno di prendere in giro la gente con le solite affermazioni sulla incondizionata difesa del rispetto delle procedure, perché quello che si percepisce da tempo attraverso contatti con le amministrazioni, ci racconta tutta un’altra storia e ben altri comportamenti in atto o nelle intenzioni.
Dopo tutto questo, dopo questa storia di fatti e misfatti, di cose dette e di cose nascoste, di certezze e di dubbi, di regole e di anarchia, dopo la sentenza del TAR, i nostri amministratori, per sopravvivere alla loro ignoranza e non affogare nel mare della loro incapacità, dichiarano che l’unica cosa certa e legittima a cui si affidano è – a questo punto – il parere VIA nazionale.
La loro ciambella di salvataggio è, per ironia della sorte, il Ministro dell’Ambiente e la sua Commissione per la VIA. Commissione che lavora all’interno di un procedimento analogo a quello già svolto a Firenze per l’espressione del parere regionale allo stesso Ministero, procedimento i cui esiti, come precedentemente descritto, hanno prodotto una chiara spaccatura tra le conclusioni tecniche e quelle politiche.
rossiVista l’analogia degli organismi c’è da chiedersi quali garanzie possano avere i nostri amministratori sull’esito favorevole dell’istruttoria ministeriale. Delle due l’una: o non hanno capito niente sui complessi meccanismi che regolano le pronunce di compatibilità ambientale e che si fondano, per quanto previsto dalle leggi, sulla ineludibile autonomia tecnico-amministrativa della Commissione, o sanno cose di un procedimento ancora in itinere che noi cittadini non conosciamo.
Se l’ipotesi più plausibile fosse quest’ultima, e la cosa sarebbe gravissima, non si può non constatare che le procedure non valgono per tutti alla stessa maniera. A qualcuno possono anche non essere applicate o essere applicate semplicemente con favor. Ma allora se è questo l’andazzo, se per governare un paese bisogna necessariamente utilizzare questi mezzi, a cosa servono le leggi, i regolamenti, le norme di attuazione, i tecnici e i loro pareri, le commissioni, gli studi approfonditi, i monitoraggi?
Facciano gli amministratori definitivamente a meno, e senza più infingimenti, di tutto questo, decidano in totale autonomia, si avvalgano soltanto dei più fidati interlocutori capaci di “accelerare” e “realizzare” gli obiettivi posti, ma se non altro ci garantiscano di risparmiare soldi e tempo, visto che su una cosa forse siamo tutti d’accordo, e cioè che i soldi sono finiti ed il tempo è oramai scaduto.
Fabio Zita
Qui la sentenza: 

mercoledì 27 luglio 2016

Inceneritore di San Zeno...ma di cosa (ancora) si sta parlando?

By  
Dalle 3 tabelle allegate, facenti parte delle “Linee Guida per il Piano di Ambito ATO Toscana Sud” (Delibera assembleare n. 6 del 27.5.2016) si evince chiaramente che per saturare a regime e utilizzare al massimo l'attuale (ripeto e sottolineo l'attuale...) inceneritore di San Zeno occorre smaltire 18.000 tonn/annue di Rifiuti Urbani Indifferenziati (RUI) dell'ATO Toscana Centro: precisamente di provenienza AER SpA, azienda che gestisce i rifiuti nel Valdarno fiorentino (Figline-Incisa, Reggello, Rignano, Pontassieve, ecc.). 
Sì, avete capito bene, non solo l'ATO Centro utilizza la discarica e gli altri impianti del Polo di Podere Rota a Terranuova B.ni fino ad un massimo di 100.000 t/a, ma – visto che all'inceneritore di Arezzo mancano i rifiuti del nostro ambito – porta a bruciare da noi anche la post­selezione di 18.000 t/a: come vedete dalla Tab. 2, infatti, la termovalorizzazione potrebbe oscillare – a regime – da un minimo di 35.000 t/a ad un massimo di 50.000 t/a, massimo però raggiungibile esclusivamente se bruciamo i rifiuti provenienti da AER, quindi da fuori ambito.
Detto questo, e considerato che l'attuale (ripeto e sottolineo l'attuale...) autorizzazione per San Zeno va dalle 38.000 alle 42.000 t/a di rifiuti inceneribili, quale “entità” fisica o giuridica può insistere nell'intenzione di aumentare la potenzialità termovalorizzatrice del nostro impianto -spendendo decine e decine di milioni di euro pubblici da scaricare in tariffa – per portarlo a dover per forza bruciare 50.000 o 55.000 t/a di monnezza?
Ad abundantiam, guardate la “disperazione” del termovalorizzatore di Poggibonsi (Tab. 3): dalla “fame” di rifiuti che si ritrova sarà costretto, per essere saturato, a bruciare – a regime – il tal-quale (RUI 67.000 t/a) senza selezione...Della serie...qualunque cosa venga trovata di indifferenziato la butto nel forno, quindi occhio senesi, che la fame è una brutta bestia!
Fausto Tenti
(Segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Federazione Provinciale di Arezzo) 



venerdì 15 aprile 2016

Rufina e i rifiuti, 94% raccolta differenziata, cala del 7% la bolletta

BUONE NOTIZIE PER IL COMUNE DELLA RUFINA PER QUANTO RIGUARDA SIA LA PERCENTUALE DI RD DI QUESTI PRIMI MESI DELL'ANNO, CHE SFIORA IL 95%, CHE L'ATTIVAZIONE DELLA TARIFFA PUNTUALE CHE CALA DEL 7%.
NELL'ARTICOLO (E COMUNQUE ANCHE SUL SITO DEL COMUNE), NON SI ACCENNA MINIMAMENTE AL FATTO CHE IL COMUNE DI RUFINA, ORMAI DA DIVERSI ANNI, FA LA RACCOLTA PORTA A PORTA
NOI LO VOGLIAMO SOTTOLINEARE INVECE, PERCHE' NON E' COSA DI POCO CONTO, ANZI!
SARA' GRAZIE ANCHE AL PORTA A PORTA CHE SI INTERCETTANO PIU' RIFIUTI, CHE QUESTI SIANO SEPARATI MEGLIO DAI CITTADINI E CONTROLLATI DAGLI OPERATORI E CHE POI SI POSSA ATTUARE LA TARIFFA PUNTUALE IN BASE A CHI CONFERISCE DI PIU' (E PAGHERA' DI PIU') RISPETTO A CHI CONFERISCE MENO (E PAGHERA’ MENO)???
UN BELL’ESEMPIO PER TUTTI GLI ALTRI COMUNI DELLA VALDISIEVE GESTITI DA AER. 
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raccolta_differenziata.jpgRufina (Firenze) - Una buona notizia da uno dei fronti più caldi del dibattito che sta animando l’area fiorentina in senso largo, vale a dire dal fronte dei rifiuti: il Comune di Rufina, per l’anno 2016, abbasserà di un buon 7% circa la tassa corrispondente. La delibera è stata approvata dal Consiglio Comunale, che ha dato il suo lasciapassare alle tariffe per l’anno in corso con un calo rispetto al 2015, appunto del 7% per le utenze domestiche e del 6% per le utenze non domestiche. Questa riduzione, confermata per il 4° anno consecutivo, porta una diminuzione totale dal 2012 ad oggi pari a circa il 20% per i servizi di igiene urbana svolti da AER Spa nel Comune di Rufina. 
Ma qual è il segreto, se di segreto si tratta? Lo spiega in una nota, la stessa AER spa, vale a dire l’azienda che si occupa dei rifiuti nel comune di Rufina. Punto fondamentale, il lavoro svolto negli anni dall’azienda “in stretta collaborazione e coordinamento con l’Amministrazione”, che ha permesso di ottimizzare i sistemi per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti.
Ma ciò non basterebbe, se non ci fosse stato un costante impegno e una irremovibile sensibilità dei cittadini verso l’argomento, che ha permesso l’aumento della raccolta differenziata dal 49% del 2007 al 69% con cui è stato chiuso l’anno 2015. Una crescita da cui sono derivati  risparmi anche economici per cittadini. “Un solo esempio – riporta la nota – dal 2012 ad oggi gli utenti del Comune di Rufina hanno una diminuzione di costi in termini assoluti di circa 300.000,00€, e 109.000,00 € dallo scorso anno”. 

Non solo: i risultati di cui stiamo parlando non comprendono “gli ulteriori sconti che saranno tangibili per tutte le utenze virtuose, domestiche e non domestiche, nel primo acconto del 2017 dovuti all’attivazione del Progetto “Tariffa puntuale” per la raccolta del rifiuto non differenziato, dal 1° Gennaio di quest’anno”.
Un nuovo sistema che sta dando ottimi risultati sul territorio comunale, tant’è vero che dal mese di gennaio 2016 le percentuali di raccolta differenziata sono salite al 94%. Analizzando i dati dei primi due mesi dell’anno in corso si evidenzia una importante diminuzione dei rifiuti indifferenziati (quasi 90 ton. nel 2015 sono diventate 30 oggi) accompagnata da una crescita delle raccolte differenziate che la dicono lunga circa l’impegno e l’attenzione degli utenti.
Nel solo mese di febbraio, informa AER spa, il totale delle raccolta rifiuti è addirittura aumentato (234.418 kg rispetto ai 216.113 del 2015), con una crescita costante di tutte le raccolte (la carta raccolta è passata da 27 ton. ad oltre 40; gli ingombranti hanno superato le 20 ton. dalle 13 dello scorso anno; la raccolta dell’organico è salita di oltre 20 ton).
“Senza dubbio è prematuro adesso “cantar vittoria” e pensare di essere arrivati al traguardo –  dice l’assessore all’ambiente del Comune di Rufina, Antonio Calonaci - le quote registrate in questi primi mesi nelle raccolte sono ottime ed incoraggianti, ma è necessario aspettare per avere una conferma di questo andamento ed valutazione completa delle percentuali. Certo è altrettanto importante ringraziare gli utenti per il loro costante impegno, fondamentale per riuscire nel modo migliore a mantenere l’ambiente in cui viviamo”.
FONTE - See more at: http://www.stamptoscana.it/articolo/ambiente/rufina-e-i-rifiuti-94-raccolta-differenziata-cala-del-7-la-bolletta#sthash.Z3LGjzki.ScmbWhao.dpuf

venerdì 11 marzo 2016

Banca Etruria e Castelnuovese, ora il guaio è la spazzatura: l’attività del settore rifiuti nel mirino dei pm di Firenze

Riportiamo questo articolo molto interessante che fa emergere ancora una volta le "particolarità" dei tanti intrecci nelle compagini societarie dei gestori dei rifiuti (business da milioni di  euro e quindi molto "allettante"). Anche se quello delle famose "scatole cinesi" non è  appannaggio solo del ciclo dei rifiuti, purtroppo la cosa è molto comune là dove girano molti soldi.
Tutto questo a noi associazioni non dice nulla di nuovo perchè nelle "scatole cinesi" delle ditte che volevano il business dell'inceneritore di Selvapiana vi era in ben evidenza la Castelnuovese di Cavriglia, il cui capo, Rosi, diventò Presidente di Banca Etruria, che assieme a MPS avrebbe finanziato il progetto dell'inceneritore rufinese con circa 20 milioni di euro.
Lo denunciammo già nel 2014 nelle nostre presentazioni ad assemblee di cittadini di Pontassieve, Rufina, Dicomano, Londa.

E come dicevamo, nell'articolo compaiono un pò tutte le società che sono anche dentro AER Spa o a  AER Impianti Srl, che dir si voglia.
Tanto per rinfrescare le idee e per fare gli opportuni parallelismi con l'articolo attuale, proponiamo qui a fianco uno schema in cui compare la compagine societaria sia di AER SPA che di AER Impianti SRL (se ci cliccate sopra si ingrandisce).
Ma il bello viene ora e interessa direttamente i nostri Comuni della Valdisieve che hanno impegnato e buttato al vento "risorse pubbliche" per oltre tre milioni di euro per il progetto dell’Inceneritore a 30 metri dal fiume Sieve (d'altra parte, complessivamente, sono proprietari al 90% di entrambe le società e anche se i flussi economici non gravano sui bilanci comunali, sono comunque soldi che con il "superamento" di Selvapiana (se verrà modificato il Piano Regionale in questo senso), si rivogliono indietro e saranno tutti i cittadini di Ato Centro a sborsarli nelle prossime bollette). 
Giocando sulla necessità  di rientrare degli investimenti fatti in AER Impianti Srl per l’inceneritore (€ 415.000  per Pontassieve e € 122.000 ciascuno per Rufina e Pelago) e sulla necessità di AER Spa di rifinanziarsi, non ci meraviglieremmo tanto nemmeno se, ipoteticamente e sempre grazie alle solite "scatole cinesi", SEI TOSCANA potesse avere anche un certo interesse per partecipare in altri soggetti (appunto tipo la nostra AER spa e AER Impianti srl) per poi proporsi come potenziale attore nell’affidamento in un prossimo futuro di UN GESTORE UNICO dei rifiuti per ATO Centro, Costa e magari più in là anche per TUTTA la Regione Toscana.
Il condizionale, come si dice, è d'obbligo, ma le scatole cinesi parlano MOLTO BENE L’ITALIANO negli AFFARI A CARICO DEL DENARO PUBBLICO!
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I magistrati del capoluogo fiorentino indagano sull'appalto ventennale da 160 milioni di euro vinto da Sei Toscana, il nuovo gestore del servizio integrato di raccolta dei rifiuti nelle provincie dell’Ato Toscana Sud (Arezzo, Grosseto e Siena) e di cui l'istituto di credito possiede il 2,5%. Almeno sei gli indagati, tra essi anche l'ex consigliere di Etruria Nataloni.
Ancora guai per gli ex vertici di Banca Etruria e le attività dell’istituto aretino. Extra creditizie, però. E, in particolare, quelle nei rifiuti, in cui la banca era presente grazie alla partecipazione del 2,5% circa di Sei Toscana, il nuovo gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani nelle provincie dell’Ato Toscana Sud (Arezzo, Grosseto e Siena). Un appalto ventennale da circa 160 milioni l’anno vinto nel 2013 ora finito nel mirino della procura di Firenze che, riferiscono La Nazione e Repubblica Firenze, indaga per turbativa d’asta. L’ipotesi degli inquirenti è che il bando di gara è stato tagliato su misura del vincitore.
Banca Etruria era entrata nell’affare un anno prima della gara, nel 2011, rilevando il 9,5% di uno degli azionisti di Sei Toscana, Sta, in occasione di un aumento di capitale. Non solo. L’istituto, insieme all’ex azionista Monte dei Paschi, è tra i finanziatori della società che a fine 2014 aveva quasi 14 milioni di debiti con le banche. I protagonisti principali dell’operazione sono gli stessi che in quegli anni hanno portato l’istituto a investire negli outlet inToscana, Abruzzo e Cina. Ovvero Giuseppe Fornasari, all’epoca presidente della banca e oggi in attesa di verdetto sul rinvio a giudizio per ostacolo alla vigilanza chiesto dalla Procura di Arezzo. In prima linea c’era però il suo successore Lorenzo Rosi, oggi indagato per omessa dichiarazione di conflitto d’interesse, che nel 2011 era consigliere dell’istituto, presidente di Sta e al vertice della cooperativa Castelnuovese, altro grande socio nonché partner tecnico di Sei, di cui detiene ancora l’11% circa accanto al colosso emiliano Unieco e ai fiorentini di Cooplat. Con loro l’onnipresente Luciano Nataloni, che secondo la stampa locale sarebbe tra i sette indagati per l’appalto. Il commercialista fiorentino nel 2011 ha chiuso un mandato ultradecennale alla presidenza del collegio sindacale della Castelnuovese, tenendosi l’incarico di consigliere di Banca Federico del Vecchio (gruppo Etruria) cui avrebbe presto sommato un ruolo analogo nella capogruppo aretina, per il quale è oggi indagato insieme a Rosi. Chiude le fila Alessio Ferrabuoi, attuale presidente della Castelnuovese, consigliere di Sta ed ex sindaco di Laterina, il paese natale della famiglia Boschi che nel 1995 aveva sconfitto il padre del ministro nella corsa a primo cittadino del comune toscano.
Il ruolo più operativo nel business dei rifiuti è però toccato a Eros Organni, che insieme a Nataloni e al collega Dario Capobianco aveva curato la presentazione del progetto di Sei e, a gara vinta, ne è diventato amministratore delegato. A chi aveva criticato la nomina, il sindaco di Siena, Bruno Valentini, aveva risposto che si tratta di un “tecnico dei servizi pubblici locali”. E altrettanto avrebbe potuto dire del vicepresidente di Sei, il senese Fabrizio Vigni: ex consigliere provinciale e comunale di Siena, da parlamentare, tra il 1994 e il 2006, è stato membro della Commissione ambiente della Camera e ha partecipato alla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Dal 2009 Vigni è anche presidente di un importante socio di Sei, Sienambiente, il gestore del piano provinciale dei rifiuti fondato alla fine degli anni ’80 dagli enti locali e da Mps, di cui Rosi è stato consigliere dal 1997 fino al 2002.
I nomi non sono casuali: tra i punti che gli inquirenti vogliono chiarire, ci sono i rapporti fra i consulenti dell’Ato, la società pubblica che ha bandito la gara, e i consulenti di Sei. Cioè lo studio legale fiorentino Mariani e Menaldi che ha scritto il bando e, appunto, Capobianco, Nataloni e Organni, che hanno lavorato alla proposta poi risultata vincente. Secondo gli investigatori, fra lo studio legale dell’appaltante e i commercialisti del raggruppamento concorrente c’erano rapporti professionali. Da qui le perquisizioni della Guardia di finanza avvenute nei giorni scorsi che hanno riguardato il direttore generale dell’Ato Toscana Sud,Andrea Corti, i tre commercialisti, Mariani, Menaldi e Vigni.
L’appalto era già finito nel mirino della Corte dei Conti, dopo un esposto firmato dal Movimento 5 Stelle. I pentastellati all’inizio avevano presentato una mozione in almeno 20 dei 100 comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto. A seguire un’interrogazione in Consiglio regionale e l’esposto alla Corte dei Conti dopo il quale, a fine maggio 2015, la Guardia di Finanza aveva fatto la sua prima visita nella sede senese dell’Ato Toscana Sud acquisendo in 48 ore tutti gli atti relativi alla gara. Nel mirino degli esponenti durata, costi, requisiti di partecipazione e corrispettivo economico della gara. Per vincerla, ad esempio, le ditte interessate avrebbero dovuto mettere in preventivo un esborso di almeno 10 milioni e mezzo di euro per rimborsare ai precedenti gestori i crediti Tia non riscossi.
Una somma non da poco, tanto più che non era possibile stimarne i tempi precisi di ammortamento, visto che sempre nel bando era scritto che il servizio in questione “avrà durata non inferiore a 15 né superiore a 25 anni”. Altro requisito tecnico contestato è quello relativo alle competenze dei partecipanti, ai quali veniva chiesto di avere in gestione almeno un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti. Se una società interessata lo aveva gestito in passato? Inutile e insufficiente a partecipare. Nel mirino, poi, le eccessive discrepanze tra il bando di gara e il contratto siglato dall’Ato. Tra queste voci di costo del servizio non presenti nello schema di contratto approvato dalla Giunta regionale che hanno portato alla stipula di due accordi integrativi (il secondo dei quali non sottoscritto da Sei Toscana) con il conseguente incremento del corrispettivo di oltre 12 milioni di euro.
Il costo del servizio in sé, poi, merita un capitolo a parte. Secondo il Movimento 5 Stelle, infatti, nel contratto era prevista un’iniziale fase transitoria (si parla di una durata di sei mesi) al termine della quale l’Ato e Sei Toscana avrebbero avviato un confronto finalizzato a quantificare il compenso da versare. Accusa a prima vista balzana, ma che trova riscontro nel bilancio 2014 presentato da Sei Toscana. Nel documento si legge testualmente che “la più rilevante criticità affrontata nel 2014 è stata senz’altro l’assenza di un corrispettivo definito per lo svolgimento delle nostre attività”. In pratica per il primo anno di attività, la Sei Toscana da contratto avrebbe dovuto incassare una cifra calcolata sulla base dei servizi offerti prima dell’avvio della gestione di ambito. A dicembre 2013, l’Ato fissò questa cifra provvisoria in 104 milioni di euro, che “doveva poi essere sostituita dalla quantificazione definitiva a seguito dell’applicazione dei parametri di gara al progetto dei servizi esecutivo”.
Di questi soldi, però, la Sei Toscana nel 2014 ha potuto fatturare solo 98 milioni di euro, “poiché a pochi mesi dall’avvio della gestione, l’Ato ridusse il corrispettivo provvisorio in modo del tutto unilaterale e senza alcun collegamento con la concreta progettazione dei servizi”. Di fronte a quest’atto, Sei Toscana ricorre al Tar. Si apre un contenzioso che viene risolto con una bozza d’accordo: Sei Toscana si impegna a non incassare subito il dovuto e acconsente ad introdurre un sistema graduale che, nell’arco di quattro anni, dai 98 milioni di partenza arrivi ai 104 dovuti. E il resto? Costituirà “una voce di credito che potrà essere regolata al termine della fase transitoria attraverso un eventuale allungamento della concessione“. Tradotto: l’appalto viene prorogato. In ogni caso “la bozza di accordo è stata approvata dall’assemblea di Ato, nonché dal cda di Sei Toscana ed è attualmente in corso di definizione”. Si vedrà.
Nel frattempo, Sei Toscana non ha perso tempo per commentare l’inchiesta per turbativa d’asta della Procura di Firenze. “Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e auspichiamo che si compiano al più presto tutte le verifiche necessarie a chiarire il procedimento di aggiudicazione del servizio, la cui correttezza riteniamo che alla fine verrà dimostrata” ha detto il presidente del raggruppamento di imprese Simone Viti. Tranquillità assoluta, insomma, tanto che Viti ha anche sottolineato che “questa fase di approfondimento dell’indagine, avviata oltre due anni fa, è per noi, finalmente, un modo per far luce una volta per tutte sul nostro operato”. Intanto però Sei Toscana ha già all’attivo due esercizi di gestione dei rifiuti delle province di Arezzo, Grosseto e Siena che il primo anno hanno fruttato 1,8 milioni di utili. E nel frattempo ha concorso anche per l’affidamento del centro (Firenze, Prato e Pistoia) e della costa (Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa) della Toscana.