VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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martedì 12 giugno 2018

ULTIMA FUMATA DELL'INCENERITORE DI SELVAPIANA A RUFINA BRUCIATI 2,5 MILIONI DI EURO!

La vicenda del progetto del nuovo Inceneritore di Selvapiana arriva a un epilogo purtroppo ampiamente previsto di danni alla comunità della Val di Sieve e non solo. Chi ha avallato con così tanta caparbietà questo progetto, che fin dall’inizio si rivelava economicamente non sostenibile, dovrebbe oggi spiegarci perché è stato così ostinato a voler sprecare tutti questi soldi di noi cittadini. Andiamo per ordine. Per continuare a bruciare i rifiuti a Selvapiana, dal 2000 parte l’iter burocratico con l’entrata di un socio privato in Aer Spa, per progettare, costruire e gestire, nello stesso sito dell’impianto un inceneritore 7 volte più grande di quello esistente, chiuso nel 2010 in quanto non più in regola con le nuove norme. 
Come sappiamo gli inceneritori rappresentano un affare molto attraente per le industrie dei rifiuti e le banche e Selvapiana non faceva eccezione! La sicurezza di redditività per gli azionisti, garantita dalle bollette dei cittadini per gli anni di concessione fino al 2040, ha purtroppo visto l’appoggio incondizionato al progetto da parte delle Amministrazioni della Val di Sieve, nonostante l’immediata opposizione di cittadini, Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve e Italia Nostra, che in tutti questi anni hanno fatto informazione, organizzato numerose assemblee e manifestazioni pubbliche. 
L’iter burocratico prosegue e nel 2009 viene creata la AER Impianti Srl alla quale viene conferito nel 2010 un Capitale di 1 Milione di Euro, versato dai Comuni coinvolti (vedi Tav. 1) e dal socio privato Valdisieve Scrl in rappresentanza di enti e Banche interessati alla costruzione e gestione dell’inceneritore (vedi Tav. 2). 
La caparbietà delle Giunte dei Comuni interessati non ha vacillato un attimo neanche quando dal Piano Economico Finanziario di Aer Impianti Srl si evinceva con chiarezza che l’inceneritore avrebbe bruciato rifiuti provenienti da tutti i 70 comuni di ATO Toscana Centro e in parte anche della provincia di Arezzo. In compenso si sarebbe inquinato la nostra Valle, con la promessa di “compensazioni economiche” elargite annualmente ai 3 comuni maggiori. 
Nel 2010 si ha un primo arresto degli atti autorizzativi VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che vengono annullati grazie al ricorso al TAR fatto dalla Fattoria di Selvapiana, da Italia Nostra e dall’Associazione Valdisieve. La testardaggine viene evidenziata però subito dopo 3 mesi dalla sentenza del TAR, ottenendo una nuova VIA (ormai scaduta nel 2015) e nel 2012 anche la nuova AIA (scaduta nel 2017). 
Sempre nel 2012 viene così presentato il Piano Finanziario presentato da Aer Impianti Srl (PEF) votato favorevolmente dall’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro con 36 delegati presenti e favorevoli su 70!! 
Se solo si fosse dato ascolto al Presidente Alessandro Petretto (Professore ordinario nella Facoltà di Economia di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa), che così si era espresso: "SE ATO TOSCANA CENTRO FOSSE STATA UN AUTHORITY INGLESE, IL PROGETTO AQUESTO PUNTO SAREBBE STATO BOCCIATO”. 
Si arriva al 2013 quando ATO Toscana Sud decide di non conferire più alcun rifiuto al nuovo inceneritore di Selvapiana, di fatto segnandone la fine assoluta (dovendo AER Impianti Srl andare a cercare rifiuti sul mercato!). 
Con le elezioni del 2014 si ebbe un ricambio di alcuni Amministratori Comunali che finalmente presero atto della non convenienza di questa operazione (sia a livello economico che gestionale), avviando con i vari Enti coinvolti gli atti necessari a cancellare dal PIANO REGIONALE (PRB) questo nuovo impianto e far ricadere eventuali spese su tutti i Comuni di ATO Toscana Centro (non solo su quelli della Val di Sieve). 
La Regione Toscana nel 2016 modifica il PRB per eliminare definitivamente l’impianto di Selvapiana dalla pianificazione regionale, mantenendo quello di Case Passerini (ndr. ora in discussione, fortunatamente). 
Quindi: 
· AER Impianti Srl si vede riconosciuti da ATO Toscana Centro crediti per 2,4 milioni di euro da recuperare con la maggiorazione della tariffa TARI spalmata in percentuale su TUTTI gli utenti dei 70 Comuni che compongono ATO Centro: dal Comune di Abetone a Vinci. (vedi Tav. 3). 
· I Comuni della Val di Sieve (e a seguire tutti i 70 Comuni) hanno deliberato o stanno deliberando le nuove tariffe TARI e gli utenti forse non si accorgeranno di nulla perché la maggiorazione (circa 2-3 euro a famiglia per coprire i 2,4M) non sarà evidenziata in bolletta. 
· Quando tutti i 70 Comuni avranno incassato la TARI del 2018 dovranno scorporare la quota da restituire ad AER Impianti Srl per versarla ad ATO Toscana Centro, che entro giugno 2019 a sua volta verserà il saldo ad AER Impianti Srl. Altro lungo iter burocratico con costi improduttivi!! Veniamo al passivo di Bilancio accumulato da AER Impianti Srl e alle spese che ATO Toscana Centro ha riconosciuto come rimborso. 
Si tratta di 2.430.233 € così composti: 
   € 622.000  > Bonifica area Selvapiana (attività prevista e da eseguire in futuro)
   € 520.000  >Demolizione inceneritore (attività prevista e da eseguire in futuro) 
   € 238.000  >Finanziamento socio privato industriale e Banche collegate 
   € 650.000  >Fatture di fornitori: progettazione nuovo impianto, VIA, altro 
   € 400.000  >Rimborso di quota parte del capitale sociale. 
€ 2.430.000  >totale
Il Capitale Sociale versato dai Comuni in AER Impianti Srl al 2012 era di 876.460,55 € (oltre a 119.913,45 € di quote dei Privati), in questi anni è stato eroso per coprire le spese di esercizio (compensi Consiglio di amministrazione, rimborsi spese, costi gestione di personale, servizi, utenze, ecc). 
Sono state così dissolte nel vento del CAMINO SPENTO di Selvapiana importanti risorse pubbliche, centinaia di migliaia di euro - queste sì “INCENERITE” - pagate con le tasse dai cittadini in piena crisi economica (2008-2017). 
Significa anche che i Comuni dopo 10 anni riceveranno indietro SOLO una parte di quanto versato: un capitale che poteva essere usato per interventi in una gestione diversa dei rifiuti che chiediamo da anni. 
La gestione rifiuti in Val di Sieve, con gli interventi adeguati, può raggiungere maggiore efficienza e risparmi per i cittadini, avviandosi a mettere le basi a quell’Economia Circolare, sancita dall’Europa e ormai irrinunciabile per recuperare materie seconde preziosissime. In tutta Italia si moltiplicano i centri di riuso, riparazione e recupero, così come si sperimentano sempre nuovi sistemi finalizzati alla diminuzione dei rifiuti, al riciclo e alla riprogettazione di prodotti e imballaggi. Tutte iniziative che creano una nuova economia e nuovi posti di lavoro. In questi 10 anni abbiamo perso un sacco di tempo e preziose risorse economiche. Arrivati a questo punto vorremmo chiedere che la parte residua del Capitale Sociale, versato dai Comuni per costituire AER Impianti Srl, una volta recuperata, venga vincolata in favore di progetti per una Gestione dei Rifiuti diversa, virtuosa e sostenibile che punti alla QUALITÀ del materiale differenziato, a minimizzare il RESIDUO e a creare opportunità di lavoro in questo campo, realizzando un Centro di Recupero, Riparazione e Riutilizzo per la Valdisieve. Ora, possiamo e dobbiamo cambiare.

Rufina, 5 Aprile 2018





Comitato Valdisieve - Associazione “Vivere in Valdisieve” - Associazione Valdisieve

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TAV 1 - Elenco Quote Sociali dei Comuni in Aer Impianti Srl






























TAV 2 – Privati e Banche interessati alla costruzione (al 2016)

























TAV 3 - Quota/Percentuale dei 2,4 M distribuita sui 70 Comuni


martedì 19 novembre 2013

DAI VERBALI DELL'ASSEMBLEA DI ATO TOSCANA CENTRO DEL DICEMBRE 2012

Solo a Dicembre 2012  in Ato Toscana Centro i sindaci dell'Assemblea si sono riuniti per decidere e deliberare sul PIANO ECONOMICO FINANZIARIO (PEF) presentato da AER Impianti Srl.

La finalità era quella di avere un altro tassello in sicurezza per poter chiedere i finanziamenti per procedere alla costruzione dell'inceneritore di Selvapiana.

Prima di passare alle illustrazioni * delle frasi più eclatanti, vogliamo far presente che per essere valida l’assemblea doveva superare 2 criteri di maggioranza: la metà + 1 sul numero dei comuni che compongono ATC (in tot. sono 70) e la maggioranza sulle rispettive percentuali.
Il numero dei comuni che alla fine votano è 36, guarda caso proprio la metà +1 (come dire "pelo pelo" come dice anche il Direttore dell'assemblea!). 

Per approfondire qui un documento che riassume alcuni passaggi dei vari delegati 

Invece La delibera integrale n. 13/2012 è qui

E qui invece il Verbale integrale 
https://drive.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwaFNJYjBKMkV3U3M/edit?usp=sharing

1 - DICEMBRE 2012 -ASSEMBLEA DEI SINDACI CHE COMPONGONO ATO TOSCANA CENTRO:
In discussione l’approvazione del piano economico e finanziario (PEF) presentato da AER Impianti SRL per poter chiedere i soldi e procedere alla costruzione dell’impianto di incenerimento di Selvapiana.



2 - L'opinione del Presidente dell'Assemblea (delegato anche per il comune di Firenze) Alessandro Petretto, Professore ordinario nella Facoltà di Economia di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa. Il punto di vista di un ESPERTO in materia che di lavoro analizza i piani economici: "SE ATO TOSCANA CENTRO FOSSE STATA UN AUTHORITY INGLESEQUESTO PROGETTO A QUESTO PUNTO VENIVA BOCCIATO"!


3 - Dei 10 comuni che fanno parte di AER (o che sono gestiti da essa), solo in 6 sono presenti: Pontassieve, Rufina, Pelago,Reggello, Rignano e Londa (assenti Dicomano, Figline, S. Godenzo e Incisa).
Per essere valida l’assemblea doveva superare 2 criteri di maggioranza: la metà + 1 sul numero dei comuni che compongono ATC (in tot. sono 71) e la maggioranza sulle rispettive percentuali.
Il numero dei comuni che alla fine votano è 36 (proprio la metà +1, come dire "pelo pelo"!).


4 - dalle dichiarazioni dei sindaci Mairaghi e Pinzani, ecco l'altra bella notizia: la garanzia che i rifiuti possano arrivare da altre parti visto che la Valdisieve non ne ha abbastanza per far funzionare a pieno regime il nuovo inceneritore di Selvapiana!



5- C'è inoltre una recente Delibera della Provincia di Firenze (la n. 81/2013 appunto di luglio 2013) in cui si mette nero su bianco che "ATO Toscana Sud non conferirà rifiuti all’impianto di termodistruzione di Selvapiana, che pertanto tale impianto sarà utilizzabile per l’intera capacità da ATO Toscana Centro, anche ai fini del perseguimento degli obiettivi di autosufficienza, previsti dalla citata L.R. 25/98" e DI DISPORRE quindi "che l’impianto di termodistruzione di Selvapiana rientri nella piena disponibilità di ATO Toscana Centro, ai fini del perseguimento degli obiettivi di autosufficienza, previsti dalla citata L.R. 25/98, fino ad esaurimento delle relative capacità, come previsto al punto 6.1.1. del Piano Interprovinciale dei Rifiuti".
PIU' GARANZIA DI COSI'!!!!


* UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE VA A ROSANNA PER L'AUTORIZZAZIONE ALL'USO DELLE SUE VIGNETTE. 
GRAZIE 1.000 :-)

venerdì 6 settembre 2013

INCENERITORE DI SELVAPIANA: L'OPINIONE DEL VICESINDACO MUGNAI

Alcuni articoli con le affermazioni del vicesindaco di Pontassieve Alessio Mugnai sulla questione INCENERITORE DI SELVAPIANA:

Intanto l'intervista a Lady Radio che potete ascoltare QUI, dal titolo: Mugnai: "L'inceneritore di Selvapiana non si farà" e che, siccome è breve, riportiamo trascritta sotto:

Domanda: Mugnai, lìimpianto di termovalorizzazione i cipressi, quello di selvapiana, sarà realizzato si o no?
Risposta: Secondo me no,
D: a secondo lei no?
R: per me personalmente, per quello che ho visto io, no
D: E' una sua opinione?
R: no, è una mia opinione, è una mia opinione maturata dalla mia esperienza politica, ma anche lavorativa- Io ho visto dei piani economico finanziari.....
D: cioè che cos'è che non torna in quel piano?
R: il PEF, e tutto ciò che ne consegue, 
D: cioè
R: industrialmente parlando, come dicevo prima. Cioè non raggiunge un punto di equilibrio, non è redditivo, ecc ecc ecc
D: cioè si dovrebbero bruciare troppi rifiuti x arrivare ad una redditualità, cioè  perchè l'impianto sia economicamente.....
R: non ci sono certezze di flussi di ingresso, non ci sono contratti, c'è un tempo troppo lungo, oggettivamente costa molto rispetto cioè ....... alla fine il ciclo industriale deve mettere in piedi, per far funzionare e raggiungere il punto di pareggio di  un impianto con quell'investimento, è un ciclo industriale sovradimensionato rispetto alle necessità di un territorio che sta diminuendo la produzione dei rifiuti e sta aumentando la differenziata. Per questo il PIR è tutto da rifare e x questo la Regione ci sta mettendo le mani.

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Articolo sul CORRIERE FIORENTINO del 5/9/2013

«L'inceneritore di Selvapiana non si farà più»  
di Giulio Gori
PONTASSIEVE - L'inceneritore di Selvapiana non s'ha da fare: a dirlo è stato il vice sindaco di Pontassieve, Alessio Mugnai (nella foto), intervistato ieri mattina da Lady Radio. «Ho visto i piani finanziari - ha detto, esprimendo una posizione personale - industrialmente parlando (l'impianto, ndr) non raggiunge un punto di equilibrio, non è redditivo». «E un ciclo industriale sovradimensionato rispetto alle necessità di un territorio che sta diminuendo la produzione di rifiuti e sta aumentando al differenziata - ha aggiunto - Per questo il Piano interregionale dei rifiuti è tutto da rifare, per questo la Regione ci sta mettendo mano». Raggiunto dal Corriere Fiorentino, Mugnai ha spiegato che l'impianto «non sta in piedi, a meno che non si decida di raddoppiare le bollette, perché i rifiuti costano più della bistecca».
Per un piccolo inceneritore come quello di Rufina (6o.ooo tonnellate di rifiuti l'anno, meno della metà di Case Passerini), il rischio è di non riuscire a giustificare gli investimenti iniziali. Proprio ieri si è tenuto il consiglio direttiva di Ato Centro (il servizio di gestione dei rifiuti): «Non è stata presa alcuna decisione ufficiale, perché dobbiamo consultarci con la Regione - spiega il presidente Alessandro Petretto ma Mugnai ha posto un problema reale: è necessario rifare valutazioni complessive sul sistema di smaltimento dei rifiuti, per verificare, quantità, costi e necessità degli impianti». Selvapiana alla fine si farà o no? « É una valutazione del tutto personale - aggiunge Petretto - ma a mio avviso non si farà».
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Per chi fosse interessato è possibile leggere l'interessantissimo verbale di Ato Toscana Centro (ATC), in cui proprio il Presidente dell'Assemblea dei Sindaci di ATC, Prof. Alessandro Petretto, attualmente Assessore al Bilancio e Partecipate di Palazzo Vecchio[1] e Professore ordinario[2] nella Facoltà di Economia di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa, dice testualmente che: "se fosse stata questa (ndr. l'ATO) una authority inglese, questo progetto a questo punto veniva bocciato, non vi è ombra di dubbio" (pag. 14).



martedì 2 luglio 2013

comunicato stampa: L’inceneritore non sarà un termovalorizzatore e brucerà i rifiuti di tutta Italia. Seria preoccupazione per l'impatto ambientale che ne potrebbe derivare per la Valdisieve e il Valdarno.

Non sarà un termovalorizzatore ma un inceneritore, 
non smaltirà i rifiuti della Valdisieve ma solo quelli 
prodotti altrove. 
Queste in sintesi le conferme che ARPAT ci ha fornito
rispondendo alla nostra richiesta di pareri su quanto 
approvato dall’ATO lo scorso dicembre.
 
 
Infatti, negli scorsi mesi, leggendo l’ultimo PEF relativo all’impianto 
“I Cipressi” di Selvapiana approvato dai 
Sindaci di Valdarno e Valdisieve abbiamo riscontrato incongruenze e abbiamo
 richiesto pareri al Dipartimento Ambiente della Provincia e ad ARPAT. 
Quest’ultimi ci hanno risposto prontamente confermandoci che l’impianto di 
Selvapiana è codificato come inceneritore e non come termovalorizzatore. 
Inoltre ARPAT ha confermato il nostro rilievo sul 
fatto che il rifiuto della zona non ha i requisiti per accedere all’impianto. 
Infatti, secondo l’ultimo piano finanziario approvato, il rifiuto urbano 
indifferenziato “tal quale”, quindi il rifiuto che non si differenzia e che si 
raccoglie nei contenitori rossi, non potrà essere smaltito nell’impianto 
della Rufina, in quanto, tal rifiuto, non è sottoposto a processi di pretrattamento 
che necessitano di particolari impianti non presenti in zona.
 
È giunto il momento di mettere fine alla “sceneggiata” che da anni i Sindaci di Valdarno e 
Valdisieve portano avanti raccontando ai cittadini che l’impianto di Selvapiana porterà benefici 
in termini ambientali ed energetici evitando l’emergenza rifiuti locale; l’impianto di cui si parla
dimensionato per bruciare oltre 60.000 tonnellate annue, che costerà 88 milioni di euro, non serve 
per smaltire il rifiuto della zona, che da quando è entrata in vigore la raccolta differenziata produce 
meno di 10.000 tonnellate annue di indifferenziato, ma servirà unicamente a smaltire rifiuti provenienti 
da fuori zona, fuori provincia e fuori regione. I cittadini che nel loro luogo di residenza ospiteranno, 
tra l’altro in una zona di pregio, il grande impianto non potranno beneficiare di compensazioni 
energetiche perché Selvapiana brucerà e non produrrà né calore né corrente elettrica. Inoltre la 
zona, già con viabilità critica, subirà il transito di tantissimi mezzi pesanti con rifiuti provenienti dalle
più svariate parti d’Italia. 
 
Perchè i cittadini del Valdarno e in particolare della Valdisieve si devono accollare gli oneri di una 
struttura che a loro non offre alcun servizio ma solo un danneggiamento? Cosa si cela dietro ad 
una scelta politica così incomprensibile che però smuove cospicue somme di denaro? Perché in 
Toscana da una parte si incentiva la raccolta differenziata raggiungendo traguardi di oltre il 60% 
di rifiuto riciclabile ma si destina enormi risorse economiche in ben 9 impianti di incenerimento 
senza investire risorse in impianti di riciclaggio?
Perché accollare un debito ai cittadini di Valdarno Valdisieve per smaltire rifiuti prodotti in Campania 
piuttosto che in Calabria o simili, quale interesse abbiamo a farlo?
Il piano rifiuti regionale e provinciale sta andando in cortocircuito oppure vi è una scelta politica di 
trasformare la nostra regione nell’inceneritore d’Italia? 
Se qualcuno, dal più alto scranno regionale alla più modesta poltrona di qualche sindaco di montagna, 
sa dare risposte è pregato di fornirle.
 
 
Consiglieri Comunali Valdarno Valdisieve 

Tiberio Corsinovi, Pierpaolo Gori, Maria Cristina Paoli (Londa), Elisa
Tozzi (Reggello), Cleto Zanetti (San Godenzo), Roberto Renzi (Figline
Valdarno), Antonio Polverini (Rufina), Sandra Bartolini (Pelago)

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Documenti PEF: 
https://drive.google.com/folderview?id=0B5uPVnFGS9xwNGVmR1ZsMkg3Y1E&usp=sharing 
 
Documenti Consiglieri Comunali Valdarno Valdisieve: 
https://drive.google.com/folderview?id=0B5uPVnFGS9xwcTh5MjVycE92azg&usp=sharing

giovedì 28 marzo 2013

Il Nuovo Inceneritore? Grazie a tariffe STRATOSferiche che farebbero impallidire anche Felix Baumgartner!

Si sta catapultando su Selvapiana lo spettro delle TARIFFE TARES/TIA/TARSU che dir si voglia!
Nessuno si accorgerà della cosa visto che la TARES si sa già che sarà più alta della sua precedente TIA. Tutti penseranno che è di per sè più alta perchè comprende anche altri servizi.
Già!
Peccato che il costo di costruzione e gestione  del NUOVO inceneritore di Selvapiana, così alto tanto da passare in soli 5 anni da 42 milioni a ben 88 milioni, non solo è superiore alle medie di altri inceneritori presi a confronto nel PEF, ma siccome è di dimensioni assai ridotte dovrà per forza compensare gli ALTI COSTI (o le eventuali perdite) alzando a dismisura le tariffe di accesso all'impianto e soprattutto dovrà garantire la copertura dell'investimento grazie alle nostre SICURE bollette !
Nel PEF si ipotizzano 2 scenari a seconda della vita dell'impianto e della sua gestione (di 18 o 25 anni). Nel primo caso le tariffe sono un pò più basse, ma ovviamente lo scenario che più convince è proprio il secondo per una vita dell'impianto fino al 2040!!!
Le tariffe cosiddette "al cancello" (cioè per chi conferisce) sono previste per 200 €/t (+ o -), comprensive del 7% di indennità ambientale da conferire ai comuni (vedi qui). In base a semplici calcoli di tariffa di accesso per il totale dei rifiuti che possono essere trattati dall'impianto (200 €/t x 60.000 t/a), viene fuori che il 7% del disagio ambientale ammonterebbe a 840.000 Euro annui.......così suddivisi: a Rufina (per convenzione) spetta  il 60%, cioè  504.000 Euro, a Pontassieve il 30%, cioè 252.000 Euro e a Pelago solo il 10%, cioè 84.000 Euro. Rufina e Pontassieve ci guadagnano abbastanza con questi disagi (a proposito ma se l'inceneritore non è dannoso nè alla salute  nè all'ambiente ed è pure così bello da vedere....... perchè ci sono i disagi?).
Da tenere presente però che la suddetta tariffa al cancello di 200 €/t (destinata poi ad aumentare nell'ultimo anno fino ad arrivare a 317 €/t), risulta così alta che potrebbe non essere conveniente per nessuno far trattare i rifiuti nell'inceneritore di Selvapiana.
PERCHE' INFATTI QUALCUNO DOVREBBE SPENDERE COSI' TANTO PER BRUCIARE I SUOI RIFIUTI, QUANDO ALTROVE TROVA PREZZI PIU' VANTAGGIOSI?
CHI POTREBBE ESSERE COSI' PAZZO, con la crisi di cui non si vede fine, DAL PREFERIRE LO SMALTIMENTO A SELVPIANA e  non altrove?
Uno studio che analizza le tariffe in Italia (1), fatto dall'Ente di Bacino di Padova, fa emergere bene i costi di smaltimento dei rifiuti (attualizzati al 2010) destinati a diversi impianti, compreso negli inceneritori. Ecco alcune tabelle estratte:

TAB-1/Tariffe conferimento in discarica


TAB-1/Tariffe conferimento inceneritori


TAB-3/Tariffe conferimento in TMB


TAB-4/Tariffe in prov. di Padova -2009



TAB-5/Variabili che incidono sui costi



Come si può vedere da questo studio, si possono trarre queste conclusioni:
  1. Intanto il bacino di Padova 2 (PD2), l'unico che ha l'inceneritore, chissà perchè ha una tariffa di bacino più alta degli altri (tab 4 sopra);
  2. Le tariffe all'impianto di tutte le regioni italiane analizzate (tab-1,2,3), sia per la discarica, del trattamento meccanico biologico che degli inceneritori, vedono la TOSCANA con i prezzi più alti di tutti (e se non i più alti, i secondi più alti!);
  3. NONOSTANTE SIANO GIA' PIù ALTI, nessuna di queste tariffe arriva a sfiorare i 200 euro (e +!) prospettati per l'inceneritore di Selvapiana (2).
  4. Perchè quindi un produttore di rifiuti dovrebbe suicidarsi e portare i rifiuti in questo impianto, quando ovunque i prezzi sono più bassi??? 
  5. Inoltre si riconferma che per impianti di piccola taglia si hanno  molti svantaggi (tab.5) che incidono poi sulle variabili dei costi di gestione e, chissà perchè, però, a noi ci piace lo stesso piccino, costoso e coi rifiuti che dovranno venire da ato toscana centro perchè, non essendo neanche fatto, si ha già il timore che prima o poi i rifiuti potrebbero mancare e quindi mancare parte dei ricavi!
E' L'ORA DI RIBELLARSI ALLE SCELTE SBAGLIATE CHE RISALGONO AGLI ANNI 90, CHE CI TAGLIANO FUORI DALLE INDICAZIONE DELL'UE E DAL BUONSENSO!

(1) Per altre tariffe, che sono a 3 cifre quasi esclusivamente in Italia - senza raggiungere MAI quota 200 €/t -, si veda a pag. 27  del rapporto Enea del 2007 (citato nel PEF) http://old.enea.it/produzione_scientifica/pdf_RT/RT2007_7_ACSAspettiEconomici.pdf
 (2) si tenga presente che nello studio partono da attualizzazioni che prendono a riferimento un dato certo e lo aumentano di certi indici e coefficienti (istat) fino ad arrivare all'anno che  interessa. Simile procedimento è stato attuato da AER nel PEF che ha preso in considerazione una percentuale del 2%.