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L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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mercoledì 2 marzo 2022

DISCARICA PODERE ROTA: "LA NOSTRA RICHIESTA È STATA ACCOLTA"

 

- ARPAT analizzerà le acque dei pozzi privati posti in prossimità della discarica di Podere Rota e della vicina SP7 nei Comuni di Terranuova Bracciolini e San Giovanni Valdarno.

- e come richiesto mette a disposizione un numero verde da poter chiamare per aderire alla campagna di monitoraggio .

Apprendiamo con soddisfazione la nota di stamani dell’agenzia ARPAT di Arezzo con cui invita tutti coloro che possiedono un pozzo in prossimità della discarica di Podere Rota e della vicina strada provinciale (entro un raggio di almeno un chilometro), a mettersi in contatto con il personale ARPAT al numero verde 800 800 400 dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 14:00 alle ore 18:00 dal lunedì al giovedì, dando la propria disponibilità ad aderire alla campagna di monitoraggio ambientale delle acque dei pozzi privati.
Si tratta di un’indagine ambientale, completamente gratuita per chi ne prenderà parte, tesa ad approfondire alcune problematiche ambientali, ed avere un quadro puntuale della qualità delle acque sotterranee nell’area interessata.
Come rappresentante dei cittadini nell’Osservatorio e come Comitato Vittime di Podere Rota , ringraziamo gli Enti regionali preposti e soprattutto l’agenzia ARPAT di Arezzo nella persona della direttrice Dr.ssa Cecilia Scarpi per essersi subito attivata per il piano di controllo ed invitiamo tutti i proprietari dei pozzi a partecipare a questa importante campagna di controllo e monitoraggio.
Ora più che mai siamo consapevoli di quanto sia stato determinante in questi lunghi anni il nostro costante lavoro di ascolto di studio di denuncia e di confronto con i cittadini, con le autorità e soprattutto con gli Enti di controllo.
Come “Comitato Vittime di Podere Rota” ci siamo trovati spesso soli, abbandonati dalle istituzioni e dalle forze politiche che hanno gestito il nostro territorio ma non ci siamo mai fermati in tutti questi anni, consapevoli dell’entità dei problemi e del nostro ruolo determinante nei confronti dei cittadini, degli enti e delle amministrazioni.
“Con il nostro assiduo impegno abbiamo sempre aperto la strada al lavoro degli altri, affinchè si tutelassero salute e ambiente e ne siamo orgogliosi, ma non ci basta!
Andremo av
anti con determinazione come sempre, ci danno forza il sostegno straordinario della gente e la consapevolezza di essere rimasti (quei pochi del Comitato che sono riusciti a seguire tutte le vicende di Podere Rota), testimoni importanti, la memoria storica di questa complessa realtà, un archivio vivente ove attingere ogni tipo di informazione dai procedimenti, ai report, dai passaggi di ruolo a quelli di responsabilità tecniche e politiche, un filo conduttore con tutti gli attori in campo.
Ci auguriamo di poter continuare a stare sul pezzo fino a che di questa discarica rimarrà solo il ricordo.
Con la nostra esperienza vogliamo lasciare un esempio di coesione e impegno ai nostri giovani e soprattutto lasciargli un ambiente migliore. Con la certezza che la nostra perseveranza ed il duro lavoro consentiranno, nonostante i giochi di prestigio dei nostri amministratori, di fare piena luce sulle tante, troppe, responsabilità di chi in questi anni ha permesso un vero e proprio disastro ambientale nel nostro Valdarno.”
01-03-2022
Comitato “Le Vittime Podere Rota” e Catia Naldini per l’Osservatorio

mercoledì 23 febbraio 2022

Podere Rota: Csai responsabile della potenziale contaminazione del sito - Si facciano anche indagini ai pozzi privati

 

Catia Naldini - consigliere comunale di San Giovanni V.Arno e membro dell'Osservatorio della discarica di Podere Rota, il 14 febbraio scorso ha inoltrato alla Regione una RICHIESTA DI CONTROLLI E INDAGINI sui tanti POZZI PRIVATI che si trovano nel territorio interessato dal potenziale inquinamento della discarica.

Controllo che si rende ancora più stringente se letto assieme al Decreto del 16 febbraio, rilasciato dal settore Bonifiche della Regione Toscana, che dà 30 gg. di tempo a CSAI, attuale gestore della discarica ed individuato come responsabile della potenziale contaminazione,  per presentare al Comune di Terranuova Bracciolini (AR), il Piano di Caratterizzazione del sito identificato con codice sisbon AR-1195, e proseguendo, successivamente, nell’iter tecnico-amministrativo finalizzato alla bonifica del sito. 

Segue la nota integrale di accompagnamento alla richiesta delle analisi dei pozzi:

San Giovanni V.no 20/02/2022 

In data 14 febbraio 2022 ho protocollato in Regione una richiesta ufficiale a firma mia come rappresentante dei cittadini nell’Osservatorio di podere Rota e a firma del direttivo del comitato “Vittime di Podere Rota”, affinchè       -“sia avviata con urgenza,  da parte della regione Toscana, una  campagna di controllo delle acque di tutti i pozzi privati collocati entro un ampio raggio dalle aree potenzialmente inquinate dal Keu e dai contaminanti della discarica”  (…) e               “Siano  attivare le opportune indagini sanitarie per controllare lo stato di salute dei cittadini e la possibile correlazione con il potenziale inquinamento del territorio e con le acque dei pozzi della zona interessata”.

In seguito a tutto quello che sta emergendo: sostanze tossiche rinvenute nella nuova strada che porta alla discarica, cromo esavalente in un piezometro della discarica, le indagini della magistratura, la contaminazione delle falde profonde denunciata dai report di ARPAT, i cittadini sono molto preoccupati per la propria salute.

I proprietari dei pozzi privati, continuamente mi chiamano per sapere cosa fare, le loro richieste vengono infatti “rimbalzate” tra ASL, ARPAT e ufficio ambiente del comune di Terranuova Bracciolini che non sanno dare rassicurazioni e sembra che a nessuno di questi enti, spetti la competenza dei controlli, ho quindi ritento necessario formulare questa richiesta ufficiale.

Ricordo che non tutta la zona interessata è ancora raggiunta dal servizio pubblico di acqua potabile, l’ultima campagna di controllo dei pozzi privati della zona interessata, risale a più di 10 anni fa, fu prescritta dalla Conferenza dei Servizi nella procedura dell’ampliamento della discarica di Podere Rota del 2011,  furono trovate, in alcuni pozzi, sostanze inquinanti e tossiche, nocive per la salute e per l’ambiente come ad esempio il famoso tetracloroetilene e trielina, (di cui dettero colpa all’uso domestico delle massaie) e che il sindaco Amerighi, dopo consultazione della ASL, emise una ordinanza che vietava e vieta ancora, qualsiasi utilizzo dell’acqua di molti pozzi privati.  Ad oggi nessuno si è più preoccupato e tantomeno occupato di controllare e monitorare questi pozzi. 

Oltretutto ci risulta che in una piccolissima frazione della Badiola in famiglie diverse si presentino patologie renali con un certa incidenza, che la ASL potrà approfondire .

Ci siamo quindi rivolti all’ente Regionale competente, Direzione Ambiente e Energia e al Commissario straordinario per il presidio e coordinamento attività in materia ambientale -indagini Keu. e  confidiamo che la nostra richiesta venga accolta con urgenza come l’emergenza del momento richiede .

Sono oltre 15 anni che la nostra attività è incessante e centrata sulle tematiche  attuali “ora care a tutti”.   Il nostro impegno viene da lontano, per noi parlano i fatti.

Ricordo che da oltre 10 lunghi anni, sono in mezzo alla gente, disponibile ogni giorno (anche di notte) a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e riportarle  agli enti di controllo con i quali collaboro,  in attesa di un monitoraggio dei disagi scientificamente riconosciuto e funzionale o di  qualcuno che se ne faccia carico.

Come Comitato abbiamo fatto tutto il possibile, con ogni mezzo e con tanto impegno e anche tante spese economiche per alcuni di noi, per fermare lo scempio che si stava perpetrando nel nostro territorio. Abbiamo presentato vari esposti, anche in procura, con le stesse evidenze per le quali oggi si chiede la caratterizzazione, la bonifica e la sospensione del PAUR  

Il concetto di  salute e ambiente è sempre stato “debole”  paragonato all’ ”emergenza” e al concetto degli “interessi” 

Per noi il sito andava da tempo chiuso e bonificato; e anziché la sospensione , il procedimento andava RITIRATO E RIGETTATO. 

NOI NON ci fidiamo di questa sospensione, non possiamo non temere che dietro non si nasconda “qualcosa”. 

Ci siamo già passati  con l’ultimo procedimento di ampliamento, durato ben tre anni e sospeso più volte, per arrivare poi all’ampliamento , senza la caratterizzazione richiesta anche allora dalla conferenza dei servizi 

Comunque, al di là di quelle che saranno le considerazioni tecniche o politiche e gli esiti delle indagini , al di là delle decisioni che verranno prese per la chiusura o no della discarica NOI ANDREMO AVANTI COME SEMPRE, ora dobbiamo porre tutta l’attenzione ai rischi che corriamo per la nostra salute e il nostro ambiente e vogliamo che sia fatta chiarezza sulle contaminazioni possibili del suolo, delle falde dei pozzi e sulle responsabilità, tecniche o politiche che siano. Se le indagini e la caratterizzazione evidenzieranno inquinamento”, il responsabile non può farla franca.

Quello che Ora emerge è uno scenario grave spaventoso e allarmante. E’ TARDI !!!

Credo che NESSUNO può ORA cantare vittoria, prendersi meriti o dichiararsi soddisfatto per quanto ottenuto.                                                  

ABBIAMO PERSO TUTTI!

Anche io sento di aver PERSO, non ce l’ho fatta, insieme ai compagni del comitato e delle Liste Civiche, a far chiudere in tempo la discarica,  ma una cosa che sento di non aver perso è la nostra dignità,

perché abbiamo fatto tutto quello che era da fare, con tutti i mezzi e le nostre possibilità (anche oltre ) da quando era il momento, a schiena dritta e senza dover rendere conto a nessuno!  

Catia Naldini
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Altri articoli:


mercoledì 9 giugno 2021

Riportiamo un articolo sulla Discarica di PODERE ROTA pubblicato sul blog di VALDISIEVE IN TRANSIZIONE a questo link:  https://valdisieveintransizione.org/notizia/podere-rota/ 

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un articolo di Catia Pratesi, illustrazione di Anna delle Rose

La gestione dei Rifiuti non deve iniziare dall’ampliamento di una discarica arrivata dopo 30 anni di attività, a fine vita!

La Discarica Podere Rota di Terranuova Bracciolini (di CSAI), attiva ormai da 30 anni, ha subito nel tempo vari ampliamenti. È stata di supporto sia alla provincia di Firenze (Valdisieve compresa) sia alla Campania durante l’emergenza-rifiuti. I volumi attuali sono in esaurimento e se ne prevede la chiusura a fine 2021. La discarica fa parte di una più ampia area tecnologica in cui sono insediati anche un impianto di trattamento di rifiuti Urbani Indifferenziati (TMB) ed un impianto di compostaggio (impianti non di proprietà di CSAI).

Chiunque sia mai passato dall’Autostrada A1, in zona San Giovanni, avrà potuto notarla dato il cattivo odore che quasi ogni giorno permea la zona. Gli abitanti sono esausti e ora c’è il rischio che venga di nuovo ampliata andando ad occupare una nuova zona ancora verde (una parte agricola e forse anche una boschiva come si intuisce dal contributo della Direzione Agricoltura e Sviluppo della Regione Toscana), con la richiesta inoltre di sopraelevare i cumuli attuali (chi è della zona aprendo le finestre già vede i cumuli coperti da teli bianchi che ora potrebbero essere ulteriormente alzati!).

Leggiamo in un articolo di ARPAT del 2013 che le fonti odorigene, di cui si parla nell’articolo, sembravano provenire proprio dai cumuli in quota non dotati di barriere. E che anche una volta “sbassati” i problemi permanevano vista la persistenza delle segnalazioni.

Nel 2013 si chiese di sbassarli, ora, nella richiesta di autorizzazione corrente, si chiede di alzarli. A quanto pare l’esperienza non insegna proprio niente. Il rischio è quello di peggiorare ulteriormente la situazione attuale, assai compromessa (e le dichiarazioni di Arpat ne sono la prova). 

Nell’immagine sopra, l’area della discarica
vista da Google Maps.
Nel cerchio rosso la zona a rischio ampliamento.

L’iter per richiedere le autorizzazioni del caso alla Regione Toscana, è partito ad Ottobre 2020 (la documentazione a riguardo la trovate sul sito della Regione QUI).

Nel frattempo è stata attivata anche l’Inchiesta pubblica che si è conclusa il 16 maggio con l’ultima audizione generale. Ne emergerà un REPORT che riporterà le sintesi degli interventi e che dovrebbe servire alla Regione Toscana quale ulteriore contributo per decidere se approvare o meno il procedimento di ampliamento (alcuni interventi dell’ultima audizione generale li trovate pubblicati a questo link).

Molti i comuni del Valdarno che hanno espresso parere contrario insieme a gruppi politici associazioni, comitati e movimenti. Bisogna però che anche i cittadini si facciano sentire per impedire che la discarica sia ampliata per poi essere utilizzata, tra l’altro (cosa di non poco conto!) quasi esclusivamente per i RIFIUTI SPECIALI - NON PERICOLOSI (RS-NP). Infatti fino ad ora i rifiuti conferiti erano per due terzi circa di derivazione Urbana (o assimilati), l’altro terzo, Rifiuti Speciali-non pericolosi (RS-NP).

Occorrerà porre attenzione anche alla questione della presunta non pericolosità di questi rifiuti (visti i tanti “codici a specchio” di cui si richiede l’autorizzazione). Perchè per stabilire se siano o no pericolosi, serve determinare di volta in volta la loro composizione e ricercare se il rifiuto in questione contenga una o più sostanze pericolose onde stabilire in modo certo e inequivocabile se tale rifiuto presenti caratteristiche di pericolo o meno e quindi essere classificato correttamente. Un lavoro enorme insomma (i cui costi gravano o sul produttore o sul destinatario - in questo caso il gestore della discarica). 

C’è un’altra considerazione da tener presente: i Rifiuti Speciali, a differenza degli Urbani, per legge possono andare anche fuori Regione e, per gestirli, recuperarli e smaltirli, ci si può rivolgere al LIBERO MERCATO ovvero alle aziende che si occupano specificamente di questo (molte rintracciabili anche sul sito regionale SIRA). Inoltre, non si capisce bene perché si dovrebbe preferire lo “smaltimento” invece dell’ulteriore recupero dei vari materiali che compongono i rifiuti di cui si richiede l’autorizzazione. 

Precisiamo che, secondo la gerarchia europea dei rifiuti, si veda la piramide rovesciata nell’immagine, lo smaltimento è ritenuto l’ULTIMO anello a cui fare riferimento, preferendo prioritariamente tutti gli altri metodi (prevenzione, preparazione, riciclaggio, recupero di altro tipo) per garantire appunto il riciclo ottimale dei materiali recuperabili.

Ma non è tutto, dal “Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2020” di ISPRA, si evince che in Toscana vi siano già ben 15 discariche per RS-NP.

Perché quindi insistere nell’ampliamento di Podere Rota che era ad un passo dalla sua chiusura e dalla sua bonifica?

Se la Regione Toscana autorizzerà questo progetto, i cittadini, che tanto hanno sopportato negli anni, non vedranno MAI uno spiraglio di luce perché ogni volta che si arriverà vicini alla chiusura, con qualche espediente, si potrà chiedere un’ulteriore proroga per aumentare i volumi sia sugli attuali cumuli che su nuovo suolo (proprio come potrebbe accadere in questo caso).

Di rilievo le recenti dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Monia Monni, sulla revisione del Piano Regionale dei Rifiuti che pare sarà strutturato per favorire la sostenibilità ambientale e l’economia circolare, anche per quanto riguarda la futura gestione degli scarti industriali (soprattutto dopo il blitz contro la ‘ndrangheta toscana che ha portato a 23 arresti per rifiuti tossici, delle concerie di Santa Croce sull’Arno, “smaltiti” sembra per fare fondi stradali; nello stesso filone di inchiesta si aggiunge il recente coinvolgimento di ALIA per illeciti ambientali con 33 indagati tra ex e attuali dirigenti e avvisi di garanzia). 

Secondo Monni infatti: <<La strategia "è chiara": RIDURRE la produzione dei rifiuti, incentivare il RIUSO, centrare gli obiettivi comunitari di RICICLO di materia (55% nel 2025 e 60% nel 2030) e "colmare il gap impiantistico assicurando il sempre minor ricorso alle discariche". La Toscana dice definitivamente addio agli impianti di termovalorizzazione […]>>.

Anche in base a queste dichiarazioni ci si chiede come si potrà autorizzare l’ampliamento proprio della discarica di Podere Rota, visto che sia nel “vecchio” Piano Regionale che nel nuovo (stando alle dichiarazioni sopra), non si ritiene necessaria la realizzazione di nuove discariche né la realizzazione di ampliamenti rispetto alle disponibilità esistenti, e che le discariche in esaurimento non sarebbero state oggetto di ulteriori ampliamenti (cfr pag. 93 del PRB punto 2.5 “Sintesi degli obiettivi di recupero e gestione dei rifiuti urbani per ATO al 2020”)?

Per questi motivi, invitiamo tutti quanti a sottoscrivere la presente PETIZIONE per chiedere ai Comuni del Valdarno Aretino e Fiorentino di avviare con gli Enti preposti gli atti per la chiusura definitiva della Discarica ad esaurimento dei suoi volumi (ipotizzato alla fine del 2021) e attivare un percorso di adesione alla rete italiana di Comuni Rifiuti Zero.

http://chng.it/FdDGVyB8

venerdì 16 aprile 2021

Ampliamento discarica Podere Rota (AR) - fasi finali dell'inchiesta pubblica

 Siamo alle fasi finali dell'inchiesta pubblica nell’ambito del procedimento finalizzato al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) relativo al progetto di “Adeguamento volumetrico della discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota, nel Comune di Terranuova Bracciolini (AR)”, proposto da Centro Servizi Ambiente Impianto S.p.A. (di seguito CSAI).

Oggi (16 aprile 2021, dalle ore 17), l'ultimo incontro on line.

Di recente ARPAT ha inviato 5 documenti (all'interno dell'iter di cui sopra, li trovate a questo LINK, contributi del 19 marzo 2021) che sono serviti al settore VIA della Regione Toscana per elaborare un atto di RICHIESTA DI INTEGRAZIONI, che potete leggere QUI.

In estrema sintesi, "si suggerisce .... al Proponente di valutare attentamente la possibilità di superare le suddette problematiche prima di procedere alla elaborazione e presentazione dell a sott o elencata documentazione integrativa". 

E quali sono le problematiche?

"In particolare si fa riferimento al tema dell’inquinamento della falda, per il quale ARPAT ha segnalato di non condividere le ipotesi di sussistenza di un fondo naturale (ad oggi mai quantificato) e l’asserita provenienza da monte idraulico di parte della contaminazione, non sufficientemente dimostrata, esprimendo quindi fondati dubbi su parte del modello geologico ed idrogeologico che la sottende e al tema degli odori, in relazione a quanto emerso dalla Valutazione dello studio diffusionale che evidenzia, per lo scenario attuale e per lo scenario di progetto, livelli non accettabili di potenziale disturbo con particolare riferimento all’abitato di San Giovanni."

Vedremo come finirà questa storia.

Intanto leggiamo, proprio oggi (16 aprile 2021) che sono arrivati ulteriori documenti dalla Regione, per i quali il Sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassi, scrive così sul suo profilo facebook (e come darle torto?):

‼SI FERMI L'AUTORIZZAZIONE ALL'AMPLIAMENTO DI PODERE ROTA‼
La nota pervenuta stamani da Arpat è scioccante per la gravità del contenuto. E’ necessario non perdere altro tempo. Le Istituzioni si muovano subito sospendendo l’autorizzazione all’ampliamento di Podere Rota per effettuare le verifiche sulla discarica, data la presenza, ancora una volta rimarcata, di elementi inquinanti e “cancerogeni” nelle acque sotterranee.
L’Arpat, rispondendo alla Regione sui chiarimenti per emettere l’ordinanza al responsabile della potenziale contaminazione, ha confermato il superamento della soglia di inquinamento delle acque, non dovuta a caratteristiche naturali, ma alla presenza di metalli, nitriti e solfati che, per l’ampiezza e la posizione dei punti di verifica, non può essere riconducibile a “fonti di pericolo esterne alla discarica”.
Il Cloruro di vinile e Tetracloroetilene- in particolare come rilevato da Arpat - sono contaminanti, la cui formazione non è dovuta a processi naturali, sono “cancerogeni” e inseriti nelle linee guida di prevenzione oncologica della Regione Toscana. Una contaminazione definita "pluriennale, rialimentata" e che non possa essere “diversa” dall’area della discarica. L’ impianto che risulta non essere compatibile con questa drammatica condizione è quello del trattamento meccanico e biologico di TB SPA, connesso alla compagine societaria di CSAI e solo in parte nell’attività della discarica.
La Regione Toscana che non risponde alla Provincia sulla competenza, proceda con l’ordinanza sul responsabile della potenziale contaminazione e bonifichi l’area di Podere Rota .
Si fermi l’autorizzazione all’ampliamento, si tuteli l’ambiente e la salute dei cittadini!

venerdì 26 febbraio 2021

Discarica per rifiuti non pericolosi Podere Rota (Terranuova Bracciolini). Italia Nostra contro l’ampliamento, a favore della sua chiusura

 Discarica per rifiuti non pericolosi Podere Rota (Terranuova Bracciolini). Contro l’ampliamento, a favore della sua chiusura

di Italia Nostra Onlus - Sezione di Firenze il 

Italia Nostra condivide e fa proprie le analitiche osservazioni presentate, nello scorso mese di gennaio, a firma Fausto Tenti del gruppo aretino del Forum Ambientalista, contro le previsioni di macroscopico ampliamento, approvate dalla Provincia di Arezzo, della megadiscarica valdarnese di Podere Rota, gestita dalla società CSA Impianti Spa. L’opposizione è del tutto giustificata per il fatto che l’impianto – attivo dal 1999 –, con il previsto ampliamento di ulteriori 71.450 metri quadri, assumerebbe le dimensioni di più grande discarica d’Italia dopo quella della Romagna, con 900.000 tonnellate in più di rifiuti non pericolosi da sotterrare nei prossimi anni 2022-27, per complessivi 5.200.000 tonnellate: rifiuti provenienti dalla Toscana non aretina e anche dalle altre regioni.

L’ampliamento – oltre ad aggravare le condizioni di inquinamento delle falde acquifere e dell’aria (quanto meno riguardo ai cattivi odori, più volte segnalati dalla cittadinanza), sui quali sono comunque in corso analisi dell’ARPAT – sottrarrebbe alla campagna e all’agricoltura quasi 5 ettari di terreno.

Per questi motivi, Italia Nostra fa appello perché l’ampliamento previsto per la discarica di Podere Rota non sia approvato, e sia invece programmata una sua prossima chiusura, in coerenza con i nuovi indirizzi ecologici e, in particolare, con il Progetto di Economia Circolare che punta alla riduzione dei rifiuti e al potenziamento degli impianti per il riciclo.

Firenze, 26 febbraio 2021

FONTE: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2021/02/26/discarica-per-rifiuti-non-pericolosi-podere-rota-terranuova-bracciolini-italia-nostra-contro-lampliamento-a-favore-della-sua-chiusura/


venerdì 19 febbraio 2021

Osservazioni: PAUR//Adeguamento volumetrico della discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota (AR).

L'Associazione Valdisieve con Associazione "Vivere in Valdisieve, hanno elaborato le Osservazioni nel procedimento in corso in Regione Toscana: Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR) su queste richieste di CSAI:

 Modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale n. 48/EC del 14.03.2011 e s.m.i.;  
 Permesso di costruire;  
 Variante  del  Piano  Strutturale,  del  Regolamento  Urbanistico  e  del  Piano  di  Classificazione  Comunale  Acustica del Comune di Terranuova Bracciolini;  
 Approvazione del Piano preliminare di utilizzo in sito delle  terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina  dei rifiuti;  
 Concessione idraulica;  
 Parere urbanistico‐edilizio;  
 Parere igienico‐sanitario.

Queste le nostre OSSERVAZIONI:

TUTTO IL DOCUMENTO LO POTETE VEDERE QUI
si riporta solo il primo punto

1-      1- Premessa: Fine vita MAI

Prima di tutto ripartiamo dalle nostre osservazioni del 10 Giugno del 2017, durante una modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati-PRB- (Del. N. 22 del 29.3.2017), in cui al punto 7 chiedevamo: Per quanto riguarda la Discarica di Podere Rota, ci uniamo alla richiesta degli amici del Valdarno, alle prese ormai da molti anni con le problematiche inerenti la discarica (in particolare per i cattivi odori), a considerare di inserire nella presente modifica al PRB la formalizzazione – in via ufficiale – della chiusura della Discarica di Podere Rota con cessazione dei conferimenti di rifiuti, sia trattati che non trattati, entro e non oltre la data prevista del 31.12.2021 (e comunque ad esaurimento dei volumi concessi con l’ultimo ampliamento), con conseguente immediato avvio della gestione post-mortem dell'impianto di smaltimento.

Dopo 30 anni di attività, ci sembrerebbe il minimo.

A dette osservazioni comunque ci fu risposto che la cosa non era inerente le modifiche in corso al PRB e quindi di fatto non risposero (ed era del tutto ovvio).

Ma adesso, questa richiesta la ribadiamo di nuovo, questa volta in un ambito corretto. Di questo si parla nell’iter in oggetto, invece di una chiusura dell’attuale discarica, la sua prosecuzione facendone una nuova. 

  •         Di questo passo, vorremmo far notare, che: se ogni volta che ci troviamo a “fine vita” di un impianto, e invece di attenderne la chiusura naturale e quindi poi anche la bonifica (di cui il Proponente ha già messo da parte una quota fin dalle ultime autorizzazioni, per legge), si cerca invece di chiedere AMPLIAMENTI con nuove autorizzazioni o modifiche delle esistenti, ecc., una fine CERTA di questi impianti NON avverrà MAI.
  •         E questo non è giusto per i cittadini, per i territori che magari hanno investito proprio con la prospettiva di risanare ferite di questo tipo, sotto tutti i punti di vista: dalla deturpazione del territorio, agli odori sgradevoli (vomitevoli anche solo passando dall’Autostrada), alle infiltrazioni delle falde acquifere (siamo nei pressi di fiumi e torrenti), all’incremento del traffico, al consumo di suolo verde e agricolo, ecc.). Facile è accanirsi con i soliti luoghi solo perché vi è situato un impianto esistente.
  •        Problemi di innalzamento delle concentrazioni dei solfati nel piezometro di versante TPZ18 sono emersi anche molto recentemente. A Settembre scorso era stato reso pubblico il rapporto dell’Arpat relativo agli anni 2018/2019 sullo stato di salute delle acque sotterranee. Ne era emerso un ulteriore innalzamento di questi valori. L’agenzia comunicava quindi la necessità, per Csai, di “procedere alla notifica di potenziale contaminazione” e il sindaco di San Giovanni dichiarava così: "l’avvio del procedimento da parte della Regione Toscana, perché la vicenda relativa alla potenziale contaminazione messa in evidenza dalla relazione di Arpat Arezzo nel settembre 2020 ancora non è stata chiarita. Stupisce che gli uffici della Regione Toscana abbiano comunque deciso di procedere con l’avvio del provvedimento autorizzatorio senza che questo delicato passaggio avesse avuto prima una spiegazione certa. Il principio di precauzione vuole che si chiuda una procedura prima di aprirne una nuova”. (fonte https://www.arezzonotizie.it/attualita/podere-rota-paur-inchiesta-pubblica.html).
  •          E’ il momento di attuare le azioni e gli obiettivi del PRB a livello regionale in cui si prevede che le discariche diminuiscano e che non sono previsti ampliamenti di quelle esistenti. Soprattutto se trattasi di discarica di tipo privatistico, come sembra essere quella di cui si chiede l’ampliamento (per RSNP).
  •          Interessante l’analisi anche sotto questo aspetto di “interessi privati”, che ne fa il Comitato Vittime di Podere Rota in un articolo su Valdarnopost.it, a questo link: http://valdarnopost.it/news/ampliamento-discarica-il-comitato-vittime-di-podere-rota-fa-il-puntio
  •         Infine vogliamo ricordare una Sentenza del 23 marzo 2015, N. 12019, della Corte di Cassazione, sez. III Penale, in cui in estrema sintesi si riconosce che: “gli odori molesti sono illeciti anche se provengono da impianti autorizzati. Il reato di cui all’art. 674 cod. pen. (Getto pericoloso di cose) è configurabile anche in presenza di “molestie olfattive” promananti da impianto munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera (e rispettoso dei relativi limiti, come nel caso di specie), e ciò perché non esiste una normativa statale che preveda disposizioni specifiche – e, quindi, valori soglia – in materia di odori.” [1] Ciò ad ulteriore dimostrazione che gli impatti odorigeni emessi dal Sito di Podere Rota, segnalati dai tanti cittadini in tutti questi anni (sia ad Arpat che all’Osservatorio sulla discarica di Podere Rota – da ora “Osservatorio”), sono dannosi per la salute e il quieto vivere delle persone, addirittura perseguibili.

TUTTO IL DOCUMENTO LO POTETE VEDERE QUI

martedì 21 agosto 2018

COMUNICATO | Comitato “Le vittime della discarica di Podere Rota”

Comunicato agosto 2018
Il nostro ultimo comunicato era  un appello  al coordinamento dei sindaci e dei segretari PD, del Valdarno,  e comunque a tutte le forze politiche del territorio  affinché  affrontino le questioni sulla gestione dei servizi essenziali come acqua e rifiuti nell’interesse della collettività tenendo conto delle istanze dalla società civile  formulando  proposte innovative in tal senso.
Ma soprattutto ci appellavamo affinché  fossero  ancora tutti concordi e intenzionati a che Podere Rota chiuda nel 2021 e che si comportassero  di conseguenza.
Alla luce delle ultime dichiarazioni del PD,  dove si richiede il rispetto della data di chiusura al 2021, il nostro comitato apprezza la posizione, ma ribadisce  che queste dichiarazioni devono trasformarsi al più presto in atti concreti in Regione Toscana e in tutte le sedi decisionali come in ATO  SUD e la conferenza dei sindaci del Valdarno. Ben vengano pertanto i vari appelli come quello del sindaco di Montevarchi Chiassai ad un confronto sul tema proprio nella massima assise del nostro territorio quale la conferenza dei sindaci o quelli delle varie liste del territorio alternative al PD che sollecitano, chi ne ha la responsabilità, ad atti concreti.
E mentre alcuni sindaci del Valdarno prendono posizione sulla chiusura,  noi ci dobbiamo confrontare con un sindaco quello di Terranuova, maggior azionista della discarica e dell'impianto di compostaggio, che non solo non prende posizione sulla chiusura ma mette perfino in dubbio il disagio a cui siamo sottoposti quotidianamente per i cattivi odori. Infatti sollecitato più volte a constatare la situazione, non ultimo anche dal nostro presidente, pare sia caduto dalle nuvole, come se fosse a conoscenza e il problema odorigeno non esistesse.
Ribadiamo che questa grossa discarica e l'impianto di compostaggio che raccolgono  da decenni  anche i rifiuti da  fuori ambito, creano  disagi gravissimi per la nostra salute e qualità di vita,  viviamo in un ambiente devastato e degradato senza che sia mai stato speso niente delle migliaia di euro che  vengono  incassate dal comune di Terranuova per compensare i disagi. La cosa più assurda è che  noi  cittadini che subiamo i gravi disagi dagli impianti di conferimento e trattamento rifiuti, siamo  costretti a pagare una ulteriore quota nelle tasse sui rifiuti: la quota per il “disagio provocato” a noi stessi che va al comune sede di impianto  Al danno anche la beffa!
Ed ora apprendiamo che arriveranno ulteriori  fanghi di depurazione in regime di emergenza come pacco regalo. Gli stessi fanghi ritenuti da Arpat fra i maggiori responsabili delle gravi maleodoranze. Che fine hanno fatto le  indicazioni dell'ARPAT sui fanghi e le prescrizioni fatte già ai tempi del servizio Ecologia della Provincia? Gli impianti di depurazione avrebbero dovuto provvedere a investire per produrre fanghi più secchi in modo da creare meno disagi nel conferimento in discarica , invece sembra che si sia preferito mandarli altrove e poi in emergenza ce li dobbiamo riprendere noi senza che sia stato fatto nulla per migliorarne le specifiche? E’ questo il sistema con cui ci dobbiamo confrontare: rimandano i problemi per poi gestire sempre con ordinanze le emergenze!
Siamo noi cittadini in emergenza non possiamo più tollerare questa situazione!
CHIEDIAMO che, se qualcuno ci vuole bene, almeno in emergenza, non vengano conferite in discarica le quote private fuori ambito, non possiamo permettere di lucrare sulla nostra pelle per l’emergenza!
CHIEDIAMO che sia bonificato il territorio e che siano investiti qui i soldi del disagio , non per comprare il silenzio dei cittadini, ma per permetter loro una  VITA DIGNITOSA IN UN AMBIENTE CURATO E SALVAGUARDATO.  
Dobbiamo purtroppo constatare ancora una volta che siamo sempre al solito punto di  dover dimostrare a chi ci dovrebbe tutelare (il sindaco in primis) che questa discarica provoca enormi disagi alla popolazione e batterci affinché questa enorme discarica  non venga ampliata per l’ennesima volta 
Alla luce di quanto sta emergendo, (gli investimenti sulla circolazione stradale, la mancata pianificazione della gestione rifiuti regionale, la mancata realizzazione di impianti in ATO centro...) abbiamo il fondato sospetto che la chiusura al 2021 non ci sarà e si arriverà ad un ulteriore ampliamento per far contenti tutti i vari attori pubblici e privati che a vario titolo vivono attorno al business dei rifiuti.
Se così  fosse sappiate che noi faremo di tutto per evitare questa ulteriore ingiustizia nei confronti del nostro territorio ci opporremo con tutte le nostre forze e siamo sempre più determinati e pronti anche ad azioni legali collettive. 
Invitiamo la popolazione a sostenere la nostra causa, a mobilitarsi e partecipare alle varie forme di contrasto che il comitato promuoverà.

Comitato “Le vittime della discarica di Podere Rota”  
 il Presidente  A. Lisciandro
comitato.podererota@gmail.com