VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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lunedì 6 agosto 2018

Mamme No Inceneritore|Consegnata una lettera con i 10 punti per il nuovo piano regionale dei rifiuti


Consegnata al Governatore Enrico Rossi, al Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, all'Assessore all'ambiente Federica Fratoni e ai capigruppo dei gruppi consiliari una lettera con i 10 punti per il nuovo piano regionale dei rifiuti. Per noi condizioni necessarie affinchè il nuovo piano regionale dei rifiuti (di cui non si ha ancora nessuna traccia) possa trasformare la regione Toscana da gestore mediocre dei propri rifiuti a punta di eccellenza. Di seguito potete trovare anche una piccola parentesi "tragi-comica" di quello che è capitato stamani ai nostri postini NO Inceneritore. Nelle foto in allegato invece potete leggere la lettera per intero dove ta i 10 punti ci sono: l'eliminazione dalla programmazione dell'inceneritore di Firenze, aumento sostanziale degli obiettivi di riduzione complessiva dei rifiuti e incremento delle raccolte differenziate (l'obbiettivo minimo deve essere almeno l'80%), proposte concrete su come agire per incentivare l'economia circolare, ridefinizione degli ATO e molto altro ancora! L'avventura dei Postini NO Inceneritore: oggi abbiamo scoperto quanto sia ancora lontana la famosa semplificazione e quanto ci sia da fare per ricucire il rapporto con i cittadini. I nostri Postini NO Inceneritore infatti hanno dovuto girare buona parte del centro e entrare in 3 diverse sedi della Regione Toscana per riuscire nell'opera di consegnare e far protocollare le misSIve ALTERNATIVE a tutti i gruppi consiliari, al Presidente del Consiglio, al Governatore e all'Assessore all'Ambiente. Alla fine il risultato è ottimo: missione riuscita!


Le MAMME.....hanno sempre ragione!! :-)


SCOOP 
Abbiamo ritrovato un incredibile servizio video pubblicato da Italia 7 / TGT. Guardato il servizio fino alla fine e avrete una bella sorpresa. Le Forze Ribelli della Piana stanno facendo breccia anche tra le forze dell'ex imPDero.


Di seguito una rassegna stampa completa:
- Italia 7 / TGT: https://www.youtube.com/watch?v=oAkdajN2H8w&feature=youtu.be
- Rai3 / TGR Toscana: https://www.rainews.it/…/tos-mamme-no-inceneritore-appello-…
- Controradio: https://www.controradio.it/…/rifiuti-regione-passi-da-paro…/
- Firenze Today: http://www.firenzetoday.it/…/inceneritore-mamme-case-passer…
- La Repubblica Firenze: http://www.mammenoinceneritore.org/…/articolo-repubblica-2-…
- La Nazione Firenze: http://www.mammenoinceneritore.org/…/articolo-la-nazione-2-…
- TVR Teleitalia / 7G: https://www.youtube.com/watch…
- Toscana TV / TG Meridiano: https://www.youtube.com/watch…
- Novaradio: http://www.novaradio.info/rifiuti-sullinceneritore-rossi-r…/
- Gonews Firenze: http://www.gonews.it/…/mamme-no-inceneritore-lettera-consi…/
- Nove da Firenze: https://www.nove.firenze.it/piano-rifiuti-in-toscana-le-mos…
- Tutto Sesto: http://tuttosesto.net/nuovo-piano-regionale-dei-rifiuti-ma…/
- PerUnAltraCittà: http://www.perunaltracitta.org/…/rifiuti-il-nuovo-piano-sp…/
- Piana Notizie: http://www.piananotizie.it/le-mamme-no-inceneritore-scrivo…/


lunedì 24 luglio 2017

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ENRICO ROSSI, di Fabrizio Bertini

Caro Presidente, 
approfitto di questo spazio e del tema delle disuguaglianze, per sviluppare un breve ragionamento e per chiederLe di intervenire. 
Conosce da sempre, credo, il Padule di Fucecchio anche perché in qualche modo storicamente collegato all' ex lago di Bientina, attraverso il laghetto di Sibolla e alcuni corridoi ecologici ormai destrutturati dalla cementificazione, ai bordi del quale ex lago Lei è nato. 
E non può non essere informato, nella sua funzione di responsabilità quale presidente della regione Toscana, che due attenti e competenti gestori del Centro del Padule- Bartolini e Zarri - dovranno abbandonare, per mancanza di fondi finanziari, il loro impegno che ha molto migliorato i processi evolutivi e di conservazione del Padule, insieme all' impegno di molti altri, volontari e non, e delle istituzioni pubbliche. 
Se ci alzassimo idealmente in volo, ma possiamo farlo anche attraverso una foto aerea recente o attualissima, riducendo via via la scala di rappresentazione geografica, scopriremmo una Toscana che brucia, varie regioni biogeografiche in crisi ecosistemica, molte fonti diffuse di nocività e di pericolo. Ma non è solo la Toscana, è l' intero paese e la biosfera nel suo complesso che paiono avere se non i giorni, i decenni contati. 
Lei che sembra aver avuto un "rigurgito di ethos" (rubo l' espressione al premio Nobel per l' ambiente Rossano Ercolini di Zero Waste Italy) con il suo recente agire politico, indipendentemente dalla sua efficacia, non può non considerare che è l' impronta ecologica della società industriale sotto forma capitalistica, che ha superato i limiti di sopportazione, tanto da mettere in serio pericolo le riserve e le modalità, le relazioni ecologiche necessarie alla vita in tutte le sue multiformi manifestazioni e da richiedere, quindi, interventi urgentissimi. 
Se nell' esercizio percettivo che Le ho proposto, allargassimo ora la scala di rappresentazione, ci apparirebbe la pianura tra Pistoia e Firenze, la Piana, un ecosistema urbano-rurale compromesso ma ancora vivo e che non deve essere ulteriormente destrutturato con un aeroporto che non riuscirà mai a superare ogni e qualsivoglia valutazione, anche nella forma ridotta e francamente inaccettabile dell' ultimo decreto c.d. Galletti di recepimento dell' ultima Direttiva UE su VIA/VAS/VIS, e con un inceneritore assolutamente non necessario e dannoso. 

Ma cominciamo dalle piccole cose: 
1) la Toscana brucia, anche perché non ci sono più i contadini deportati dal loro ambiente di vita e dai loro territori, attraverso scelte politiche non coerenti e non ci sono più i forestali: contadini e forestali che erano presidio vivente dell' ambiente; 
2) un esempio virtuoso - la gestione del Padule di Fucecchio che è, Le ricodo, l' area umida interna più interessante della Toscana e non solo della Toscana - rischia di essere smantellato; 
3) alcuni progetti pilota per un uso comune-collettivo e propulsivo dell' Appennino, di tutela e di autorecupero in uso civico/collettivo nel recente passato fatti propri dalla Sua Giunta, sono stati dalla Sua Giunta cassati per aderire alla letale concretezza della parcellizzazione e dell' ulteriore degrado di un patrimonio rurale e architettonico inestimabile, vedi il caso di Campanara in comune di Palazzuolo sul Senio; 
4) vengono disintegrate le procedure VIA per opere e progetti invasivi, tradendo lo spirito e la lettera di quel che di buono l' Europa sta facendo pur tra mille contraddizioni, come anche nel caso della c.d. economia circolare che poi dovrebbe essere, almeno sul piano lessicale, economia ciclica. In questo quadro, come può la Sua Giunta non prendere provvedimenti urgenti e tutto sommato banali per invertire, non solo simbolicamente, la rotta ? 
per questo sono a chiederLe di: 
1) trovare risorse finanziarie per mantenere l' impiego e l' impegno degli attenti e competenti gestori del Padule di Fucecchio (Zarri e Bartolini) quale opera di pubblica e collettiva utilità; 
2) trovare risorse per costituire immediatamente squadre di operai e tecnici forestali per scongiurare l' industria degli incendi boschivi e i danni irreparabili al patrimonio boschivo della nostra regione: Tobbiana docet; 
3) ripristinare il Progetto Pilota di Campanara; 
4) seguire le procedure europee e farle rispettare per la Valutazione strategica, la Valutazione dell' impatto ambientale per la Piana e il progetto di nuovo aeroporto. 

A prima vista questi possono sembrare temi scollegati ed eterogenei, ma ad uno sguardo più attento sono parte di uno stesso agire nell' interesse collettivo: la tutela del territorio, dei boschi, della salute umana, e la riscrittura di rapporti coerenti e non distruttivi tra città e territorio di riferimento (campagna, colline, montagne), con il fine, se non di azzerare, di ridurre di molto le disuguaglianze sociali e territoriali. 

Glielo chiedo io, ma glielo chiedono sopratutto gli abitanti e le altre forme di vita che Lei, obtorto collo o meno, si trova ad amministrare. buone cose. 

Architetto Fabrizio Bertini
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FONTI:



  • L'immagine è presa in prestito dal Sito di Italia Nostra Onlus Firenze (che a sua volta precisa che la foto è stata presa dall'Atlante dei Paesaggi della Toscana della Regione Toscana). 

venerdì 12 agosto 2016

RETE DEI COMITATI: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ROSSI

logo reteCaro Presidente,
come è noto il Tar della Toscana, con sentenza dello scorso 8 agosto, ha accolto 8 dei 18 punti contestati dai comitati e dai soggetti che avevano fatto ricorso nel novembre del 2014 contro il progetto della pista dell’aeroporto di Firenze parallela all’autostrada. Gli otto punti che sono stati accolti sono sufficienti a mettere in luce la debolezza – se non l’illegittimità – di tutta la procedura seguita da Enac e da Toscana Aeroporti in questa vicenda, alla quale la stessa Regione da Lei presieduta si è purtroppo allineata rinunciando a qualsiasi ruolo autonomo. E’ bene osservare, oltre tutto, che nella sentenza del Tar si fa più volte riferimento al parere tecnico del Nucleo regionale di valutazione, che da oltre un anno (giugno 2015) ha espresso rilievi fortemente critici sul progetto, ai quali invece Lei non fa mai cenno.
Come ricorderà, nel dicembre del 2015 la Rete dei Comitati, insieme alle altre associazioni ambientaliste, Le aveva posto sette domande in merito ai problemi procedurali e funzionali del progetto: la Sua risposta, che ci era pervenuta soltanto tre mesi dopo, non aveva per nulla soddisfatto le nostre aspettative perché si limitava a ribadire le posizioni degli enti proponenti e a rinviare le questioni decisive (orientamento dei voli, idraulica, rapporti con gli insediamenti universitari) a non meglio precisati ulteriori accertamenti tecnici.
Segnaliamo che proprio questo modo di rinviare le necessarie verifiche ad altra sede viene adesso messo in crisi dalla sentenza del Tar. La Vas non può rinviare le verifiche alla Via, che a sua volta non può rinviarle al progetto esecutivo. In proposito il Codice dell’ambiente nella versione del gennaio 2008 stabilisce che la Vas “è preordinata a garantire che gli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione di detti piani e programmi siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione” (art. 11), e che alla Via devono essere “allegati il progetto definitivo, lo studio di impatto ambientale, la sintesi non tecnica” (art. 23). Tutto ciò al fine di dare ai progetti la necessaria consistenza tecnica ed evitare il rinvio a ulteriori accertamenti ovvero varianti. Non è un caso se l’autorizzazione ambientale da parte del Ministero, che viene annunciata come imminente da quasi un anno, rimane ancora da definire: anche i tecnici di Roma, nonostante le pesanti sollecitazioni da parte dei politici, sono manifestamente perplessi di fronte alle lacune e alle carenze del progetto della nuova pista: lacune che non sarà facile sanare solo con delle prescrizioni.
Signor Presidente: l’unica seria prescrizione, che va assunta con urgenza, è quella di rivedere tutto l’assetto degli aeroporti toscani, potenziare il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Pisa, da Firenze e dalle altre città, per lasciare alla pista di Peretola il ruolo di City Airport come è stato più volte affermato, ma troppe volte smentito dai progetti megalomani. Vedrà che in questo modo anche la soluzione dell’Alta Velocità in superficie, senza tunnel, che a Lei sembra così peregrina, troverà la sua collocazione in un serio e coerente progetto relativo all’intera mobilità in Toscana: ci piacerebbe vedere la Regione impegnata su un progetto di questo genere piuttosto che nella difesa a oltranza delle grandi opere inutili e per giunta strampalate.
Firenze, 12 agosto 2016.
per la Rete dei Comitati
Paolo Baldeschi

giovedì 28 luglio 2016

CASE PASSERINI: La Regione frena l’inceneritore, l’ira del Pd: “Rossi trovi una soluzione”

Palazzo Strozzi Sacrati stoppa l’inceneritore per un cavillo, e nel Pd scoppia un caso, con il governatore Enrico Rossi che finisce nel mirino. «Nelle prossime settimane partiranno i lavori preliminari per la costruzione del termovalorizzatore», dicevano i vertici di Q-Thermo, società che dovrebbe realizzare l’impianto di Case Passerini all’indomani della vittoria della sinistra anti inceneritore a Sesto. Quelle «prossime settimane» sono arrivate. Ma il cantiere non è stato aperto, perché oltre al ricorso al Tar contro l’impianto presentato da comitati e ora affiancati dalla nuova amministrazione sestese (con decisione attesa a ottobre) nei giorni scorsi è arrivato lo stop dalla Regione, ente titolare sul piano dei rifiuti a livello toscano. Gli uffici di Palazzo Strozzi Sacrati, come anticipato da Repubblica, avrebbero dovuto sanare alcuni errori di forma fatti dalla Città metropolitana (ente titolare sui rifiuti prima che a gennaio le competenze passassero alla Regione). Più che errori, un cavillo. Bruciando i rifiuti, l’impianto di Case Passerini dovrebbe produrre energia elettrica, che dal termovalorizzatore sarebbe trasportata con un maxi cavo alla centrale dell’Osmannoro, per essere immessa sulla rete nazionale. Si tratta di un cavo lungo 1,8 km, che attraversa una cinquantina di particelle catastali: l’errore sta nel fatto che, nelle procedure pubbliche, sono stati elencati i numeri delle particelle, ma non i nomi dei relativi proprietari. Una questione di norme da interpretare. Con il governatore che se ne esce così: «Sarò chiaro: non abbiamo intenzione di rimediare ad errori fatti da altri, che rendono oggi più difficile la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini». «A ciascuno il suo — aggiunge — Sul termovalorizzatore di Case Passerini, non siamo stati noi a fare gli intoppi burocratici. È da 15 anni che questo inceneritore doveva essere realizzato non dalla Regione, ma da altri. Noi, però, non possiamo andare a rimediare specialmente in fase di dibattimento al Tar, perché questo ci dice la nostra avvocatura».
Parole che mandano su tutte le furie Palazzo Vecchio, anche se il sindaco Nardella ufficialmente tace: «Uno sgambetto istituzionale del genere non ce lo aspetteremmo nemmeno da una istituzione di colore politico diverso dal Pd». Nardella è infatti anche il super sindaco della Città metropolitana, ente messo sotto accusa.
Nel Pd toscano temono che dietro lo stop tecnico di Rossi ci sia in realtà un disegno politico, rivoluzionato dopo il crollo del partito a Sesto, che potrebbe portare a rinunciare al termovalorizzatore pur di costruire il nuovo aeroporto. Tanto che il deputato Dario Parrini, segretario regionale del Pd smembra mettere le mani avanti: «Il termovalorizzatore è irrinunciabile per la modernizzazione infrastrutturale della Toscana. Già troppi i ritardi, ne vanno evitati altri». E poi: «La Regione ha il dovere di trovare al più presto una soluzione legittima e praticabile per scongiurare il rischio che a causa di quelli che paiono essere meri errori formali passino altri mesi inutilmente. Il tempo e la capacità di dare certezze nelle opere pubbliche sono fattori chiave».
Corriere Fiorentino

lunedì 29 febbraio 2016

AEROPORTO: REPLICA DELLE ASSOCIAZIONI A ROSSI

Invio anche a nome di tutte le Associazioni ambientaliste firmatarie la nostra replica al Presidente toscano Enrico Rossi.
La risposta a noi inviata dai suoi uffici tecnici, sui quesiti che avevamo posto da oltre due mesi, riguardo alle numerose criticità del progetto di ampliamento dell'aeroporto di Peretola è a dir poco sconcertante!
Prego la nostra segreteria di postarlo sul sito nazionale

cordiali Saluti
Mariarita Signorini
Presidente regionale di Italia Nostra Toscana
Via Giampaolo Orsini 44  –  50126  Firenze
mob. 3355410190
margi.signorini@gmail.com
www.italianostrafirenze.wordpress.com
Italia Nostra Onlus Firenze – Facebook
www.italianostra.org


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Gentile Presidente Enrico Rossi,

La ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, dimostrando una sensibilità istituzionale che volentieri Le riconosciamo. Dobbiamo, tuttavia, esprimere il nostro disappunto per il loro contenuto, più preoccupato della correttezza delle procedure adottate, che della loro “sostanza” politica. E, affinché Lei non pensi che il nostro disappunto nasca da pregiudizi o da prese di posizione ideologiche, vogliamo entrare, sia pur brevemente, nel merito delle Sue risposte.

Alla prima domanda, se Lei accetterà che sia sottoposto a VIA un Masterplan e non un progetto definitivo, come prescrive il Codice dell’Ambiente, Lei risponde che così si fa per ‘prassi consolidata’, come sostiene lo stesso ENAC. Inutile ricordarLe che nessuna prassi consolidata può giustificare una così plateale “deroga” alle regole.

Alla seconda domanda, sulla lunghezza della pista – 2000 metri, come prescriverebbe il PIT, o 2400 metri, come vuole imporre l’ENAC – Lei sposa completamente il parere di quest’ultimo ente, che alle osservazioni dell’Università di Firenze ha risposto: “La definizione della lunghezza della nuova pista di volo di Firenze non può derivare da valutazioni di carattere prettamente urbanistico-territoriale, ma discende da valutazioni di carattere aeronautico di competenza dell'ENAC.” Vale a dire che non è l’aeroporto che deve adattarsi al territorio, bensì, viceversa, il territorio che deve piegarsi alle esigenze dell’aeroporto.

Alla terza domanda, sul mancato Dibattito Pubblico, Lei risponde che questo importante strumento partecipativo non è obbligatorio per le opere d’iniziativa privata. Tuttavia, a parere unanime dei giuristi che abbiamo consultato, la legge 46/2013 ne sancisce l’obbligatorietà qualora, come in questo caso, l’iniziativa privata comporti opere la cui realizzazione e gestione abbiano caratteri palesemente pubblici. D'altra parte, Lei sembra dimenticare che è proprio la Variante al Pit sul Parco della Piana, approvata dalla Regione Toscana, a prevedere il Dibattito pubblico sull'aeroporto.

Alla quarta domanda, sulle carenze dello Studio di Impatto Ambientale relativamente al rischio idraulico, Lei risponde che la Regione ha richiesto che “siano individuate dal competente Ministero dell'Ambiente le successive fasi in cui siano presentati gli sviluppi progettuali e le relative verifiche che il proponente è tenuto a ottemperare e che consentano lo svolgimento delle attività di controllo e monitoraggio degli impatti ambientali, valutando anche la costituzione di uno specifico Osservatorio". Questa è, appunto, la strategia seguita fin qui dall’ ENAC: rimandare tutti gli approfondimenti e le modifiche al progetto, a successive fasi, non più controllabili. Poco o niente può fare un Osservatorio che, nel migliore dei casi, agisce ex post. La disastrosa esperienza dell’Osservatorio TAV in Mugello e il mutismo dell’Osservatorio sul sottoattraversamento di Firenze, dimostrano ahinoi l’inefficacia di questi istituti.

Alla quinta domanda, sulla monodirezionalità della pista, Lei ribadisce ciò che l’ENAC ha dichiarato ufficialmente, ma  che è contraddetto sia da tabelle presenti nello SIA (che prevedono un 18-20% di sorvoli su Firenze), sia dalla seguente risposta dell’ENAC alle osservazioni dell’Università di Firenze: “L'operatività della pista con uso ‘prevalente’ su una direzione di decollo e atterraggio è, invece, essenzialmente legata alle procedure di volo pubblicate in AIP, che nel progetto presentato prevedono atterraggi e decolli sulla direttrice da/verso Prato.” “Uso prevalente”, perciò, e non “esclusivamente mono/direzionale”, né potrebbe essere altrimenti a causa dei dati anemometrici e della mancanza di una pista di rullaggio che impedisce l’agibilità di uno scalo monodirezionale.

Alla sesta domanda, sull’inquinamento atmosferico che, nonostante l’aumento del numero dei voli e delle dimensioni degli aerei, dovrebbe, secondo l’ENAC diminuire, Lei sostanzialmente non risponde. Né la VAS (effettuata su una previsione di pista di 2000 metri) ha mai trattato effettivamente la questione.

Alla settima domanda, che chiedeva se fosse stato studiato l’impatto del progetto sul sistema complessivo della mobilità metropolitana, Lei risponde che la Giunta Regionale ha condizionato il proprio parere favorevole al progetto, alla sottoscrizione di un Accordo di Programma tra tutti i soggetti interessati, per la realizzazione di una serie di opere infrastrutturali – dalla terza corsia autostradale, fino alla realizzazione del ponte sull’Arno a Signa, etc. Lei, tuttavia, sa benissimo che gli accordi di programma non comportano alcun impegno istituzionale (tanto meno da parte dei privati, come Autostrade per l’Italia) e che, senza risorse finanziarie è come se fossero scritti sulla sabbia.

Sulla base di queste considerazioni, le Associazioni firmatarie della lettera a Lei rivolta, non possono che dichiararsi deluse dalle Sue riposte che, in gran parte, riproducono le posizioni dell’ENAC, lasciando sostanzialmente intendere che non si farà sufficiente chiarezza su un progetto palesemente incompleto, contradditorio, proceduralmente iniquo e, a parere dei tecnici, dannoso per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Non si tratta, ci creda, di posizioni aprioristiche, ma anzi ampiamente documentate da pareri tecnici e scientifici ‘super partes’.  In ballo, non c’è soltanto la salute e la sicurezza dei cittadini, bensì la credibilità stessa delle istituzioni di cui Lei è, in questo frangente, il primo garante. Detto ciò, saremo felici, come Lei auspica nella sua lettera, di poter proseguire questo confronto in modo proficuo e costruttivo.

Cordialmente,

 Tommaso Addabbo, WWF Toscana
Paolo Baldeschi, Coordinatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio
Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana
Sibilla della Gherardesca, Presidente Fai Toscana
Mariarita Signorini, Presidente Italia Nostra Toscana
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domande e risposte, e una lunga cronologia


vi ricordate le sette domande al presidente Rossi sull’aeroporto?

AdF
Era il 14 dicembre: qui si può leggere il testo.
La risposta di Enrico Rossi è arrivata soltanto in questi giorni (si veda Risposta di Enrico Rossi alle 7 domande sull’aeroporto), e ognuno può giudicare quanto sia davvero “rispondente”…
Il presidente ignora il parere dei suoi tecnici, e anche le decisioni della propria giunta, come quelle relative al Dibattito Pubblico previsto nella delibera del luglio del 2014, svicola sulla lunghezza della pista, ecc.
Intanto, sui giornali, di aeroporto non si parla più da tre mesi. Siamo sempre in attesa dell’approvazione della Via da parte del Ministero, che non arriva: c’è qualcosa che non va, nel Masterplan di Enac? Avevano ragione i tecnici della Regione? Hanno ragione i comitati?
È il momento buono per ricapitolare. Ecco un dossier che va dal giugno 2013 ad oggi, febbraio 2016, ricavato dai titoli dei giornali, locali e non. Ci sono stati momenti in cui il battage pubblicitario ci regalava quasi ogni giorno dichiarazioni roboanti da parte dei vari Riggio, Naldi, Carrai, e naturalmente di Nardella. Talvolta è intervenuto anche il señor Eurnekian in persona. Su intere pagine di giornale e sui muri cittadini ci promettevano migliaia di posti di lavoro. E ora?

lunedì 28 dicembre 2015

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA ENRICO ROSSI

La Piana fiorentina vista dalle colline pistoiesi
           
              Caro Presidente Rossi, scorrendo la sua pagina facebook noto che la politica continua ad essere ancora molto distante dai problemi urgenti e vitali dei cittadini.
               La luna piena di Natale ha sollecitato i suoi ricordi scolastici, la poesia di Leopardi ha un suo indubbio fascino, ma dai nostri amministratori ci aspetteremmo uno sguardo più attento e consapevole verso le cose di questa terra, e non le solite favolette che ormai non conquistano più nessuno.
               Lei, amministratore di questa splendida terra toscana, avrà certamente notato la spessa coltre di nebbia che da giorni copre e avvolge la Piana fiorentina, da Firenze a Prato a Pistoia. L’atmosfera è immobile, l’alta pressione comprime gli inquinanti in basso, l’aria è irrespirabile, il rischio per la salute di tutti noi è concreto e dimostrato dagli incrementi delle malattie respiratorie, delle allergie, del tasso di mortalità dei cittadini della Piana, e non solo.
               Ormai ne siamo consapevoli, siamo di fronte a nuove condizioni climatiche permanenti dovute al pesante impatto delle attività umane sull’ambiente.
               La Piana è piena! In quest’area si concentrano gran parte delle attività e degli abitanti della nostra Regione. La situazione ambientale di questa piccola area, come divulgato da autorevoli fonti, è paragonabile alla concentrazione dei veleni nella Pianura Padana e di altre zone in Europa fortemente inquinate.
               Nei giorni scorsi, non stanco di “mirar queste valli” dall’alto di assolate colline, sotto la lattiginosa coltre della nebbia, sgomento, immaginavo che lì sotto, sulla base delle sue proposte e della classe politica cui lei appartiene, le condizioni di vita di noi cittadini della Piana potrebbero fortemente peggiorare.
               Irresponsabilmente, prevedete di costruire l’inceneritore di Case Passerini da 180.000 tonnellate di rifiuti l’anno, la nuova pista dell’aeroporto di Peretola da 5 milioni di passeggeri, la terza corsia della Firenze-Mare, il nuovo centro logistico dell’Esselunga, la cittadella viola con centro commerciale più grande di quello dei Gigli, la cementificazione di Castello, la nuova area dei Mercati Generali irrorata dai gas di scarico del nuovo aeroporto, ecc.
               Altro che “Canto notturno” di un pastore errante, ci state regalando una camera a gas! Davvero dovremmo concordare con Leopardi quando dice che “È funesto a chi nasce il dì natale”?
               Non ci sono alternative?
               Vorrei salutarla ricordando Papa Francesco quando, nell’Enciclica “Laudato si’”, dice che “La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare e a un dibattito approfondito. … Nel dibattito devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse economico immediato”.

               Antonio Fiorentino (redattore della rivista “La città invisibile”)

venerdì 4 dicembre 2015

Toscana: uno scandalo tira l’altro

In Toscana la polemica è arte, come è cultura la capacità di dividersi sui temi, che si parli di calcio, politica o del semplice orto di casa, troverete sempre due fazioni a confrontarsi: i tempi dei Guelfi e dei Ghibellini non è mai finito.
Essere neutri in Toscana non è possibile, perché la passione con cui vieni coinvolto è tale che non schierarsi significa essere messo nelle condizioni di diventare invisibile: avere un’opinione è fondamentale perché ti permette di mantenere vive le tue relazioni sociali.
Quando parli di Sanità, ai toscani, non vengono in mente le riforme che hanno portato il loro SSR ad essere modello per il Paese ma principalmente due parole: buco e referendum.
Mentre la paraola “referendum” è la novità per la Toscana, l’altra parola “buco” circola nei pensieri dei cittadini da diversi anni e si accompagna a vicende dove la trasparenza è vittima insieme a verità.
Ricostruire le vicende che hanno riguardato la sanità toscana non è semplice per chi non ha nelle sue prerogative quella di essere un giornalista investigativo si può permettere esclusivamente di citare date e notizie senza ambire ad alcun approfondimento.
Fino al 2010 i Toscani vivevano nella “bolla” di chi pensava di avere una dei Servizi Sanitari migliori del Paese e sostanzialmente se ne vantava con gli amici extra regione, salvo poi accorgersi che qualcosa non stava più funzionando e soprattutto che qualcuno aveva approfittato del consenso acritico dei cittadini per farsi gli affari propri, politici e non.
IL consenso elettorale di cui gode l’attuale Presidente (il termine Governatore non esiste nel nostro ordinamento costituzionale)  ed il Partito che lo sostiene è noto a tutti, non a caso la Toscana fa parte di quel triangolo “rosso” in cui l’alternanza politica tra le forze è pura utopia, come non è un caso che da diverse tornate elettorali il passaggio dalla seggiola dell’Assessorato alla Sanità a quella della Presidenza della Regione sia diventato “obbligatorio”. Questo vezzo iniziato con Martini va avanti dal 1995.
Lo “scandalo” comincia nel 2010 proprio per mano del Enirco Rossi che denuncia alla Magistratura i problemi di Bilancio della ASL di Massa, problemi che secondo l’attuale Presidente ammontavano a circa 60 milioni. La Magistratura non solo prende atto ma apre un fascicolo d’inchiesta che porterà alla luce più che un buco una voragine di ben 420 milioni di Euro. Possibile che la Regione ed il suo Assessore non sapessero? Anche i Giudici, nella sentenza di assoluzione dell’allora DG della ASL Vito Antonio Delvivo, “non solo erano a conoscenza degli strani bilanci dell’Azienda di Massa ma denunciarono il problema al fine di far ricadere la colpa sui singoli personaggi poi coinvolti nella vicenda. Appare francamente difficile non immaginare che effettivamente i vertici della giunta regionale ignorassero sia le anomalie di bilancio e le perdite accumulate (…) sia la consistente crisi di liquidità di alcune aziende sanitarie ed il progressivo allungamento dei tempi di pagamento dei fornitori”, queste le parole esatte scritte nella sentenza.
A conferma di quanto si afferma, come riportato anche dai quotidiani nazionali al momento della sentenza, vi sarebbero delle intercettazioni telefoniche intercorse tra l’Assessore Scaramuccia, il Direttore Edoardo Michele Dajno, direttore generale diritti di cittadinanza e coesione sociale della giunta regionale ed il Presidente Rossi risalenti al 2012. In seguito a queste intercettazioni l’Assessore Scaramuccia si dimetterà e prenderà il suo posto Luigi Marroni, già DG della ASL 10 Firenze e che verrà ricordato nella storia della Sanità Toscana più per la sua pettinatura che per le capacità di gestione politica della Sanità.
Accanto a questa incredibile vicenda, che però non impedito a Enrico Rossi di ricandidarsi e di rivincere le elezioni per la Presidenza nell’ultima tornata elettorale, si sono affiancate altre vicende che se non fossero grottesche e vivessero in un contesto di eccellenza della Sanità, farebbero ridere ed invece dovremmo tutti fare una profonda riflessione.
Nel secondo filone d’inchiesta sul ASL di Massa venivano fuori i prodotti tipici delle amministrazioni del nostro paese: acquisti privati con soldi pubblici e la classica “parentopoli” che non manca mai nelle inchieste sui servizi pubblici.
In questo caso, bisogna dire, che i Dirigenti Toscani (a differenza di altre situazioni similari, basta ricordare le inchieste sui Consiglieri Regionali e le loro presunte spese di mandato) avevano fatto del lusso e del buon gusto un punto fermo per spendere i soldi dei contribuenti, i quali almeno potranno vantarsi di avere una classe dirigente di “classe”.
Nella lista compaiono Rolex, auto di lusso, gioielli per mogli e fidanzate (le amanti per una volta a bocca asciutta ancora non hanno esposto alcuna denuncia in procura), cani e cavalli di pregio. Non si sono fatti mancare nulla e candidamente hanno anche affermato “amare una vita lussuosa”. In effetti chi di noi non amerebbe una vita lussuosa, soprattutto se costruita sulle spalle di altri e senza particolare fatica e sacrificio.
Lo scandalo ASL di Massa (finita al centro anche della solita ed inutile Commissione Parlamentare) è solo la punta di un iceberg che, secondo i Giudici inquirenti, era un modus operandi della gestione della Sanità Toscana, con bilanci “aggiustati” qua e la e come diceva lo stesso Rossi all’ex Assessore Scaramuccia “Vabbè – continua – se parli di Firenze va su sette milioni va bene? Pareggi due. E Pistoia ce ne prendi cinque in testa, ‘un succede mica nulla… Son quattro fuori, ma ne hai pareggiate dieci e magari li recuperi distribuendo meno. Massa meno 55 (…) e questa è andata, la Asl di Lucca, se gli dai quello che gli devi dare, pareggia…”. (www.ilfattoquotidiano.it)
Ovviamente le inchieste in seno alla sanità non hanno riguardato solo le vicende economiche ma anche le nomine di Direttori all’interno delle ASL e delle Aziende Ospedaliere, come quella che ha colpito Laura Benedetto, ex DG della ASL 7 di Siena. La vicenda entrata nel mirino della magistratura riguarda il trasferimento del Dr  Saragosa dalla ASL 9 DI Grosseto alla ASL 7 di Siena, senza alcun concorso pubblico. L’ex DG era già entrata nel giro delle polemiche durante la sua gestione alla ASL di Prato quando dichiarato dall’esponente di FI Stefano Mugnai, candidato Presidente alle ultime elezioni e vice-presidente della Commissione Regionale di Sanità. Mugnai in una dichiarazione di gennaio 2015 “Dopo il caso del crac alla Asl 1 di Massa Carrara  abbiamo ripetutamente portato alla luce problemi sui bilanci e sulle carte della Asl della città del Palio negli anni in cui alla guida c’era Laura Benedetto. Ogni volta i nostri rilievi politici, si sono tradotti in denunce politiche circostanziate. Evidentemente, i fatti sollevati hanno prodotto, presso altre istituzioni, rilievi di altra natura”. (www.firenzepost.it)
Chi è Laura Benedetto? La moglie di Enrico Rossi.
Questa vicenda acuisce i sospetti di una gestione della Sanità tutta all’interno di giochi politici e di potere che si manifestano dentro lo stesso Partito, il PD.
Ma gli scandali della Sanità Toscana non riguardano solo i politici ma si insinuano anche nelle UO.
Tra le fine del 2014 e la prima metà del 2015 viene alla luce lo scandalo che noi chiameremo del “prosciutto” in onore di un articolo comparso sul quotidiano “Il Tirreno” il 19 novembre 2014. (iltirreno.gelocal.it)
In questo caso il lavoro degli inquirenti si è concentrato sulla fornitura di strumenti come pacemaker e defibrillatori alle Aziende Sanitarie e qui dal tragico si finisce nel tragicomico, anche in questo caso come nelle migliori tradizioni italiane.
Tra gli indagati nomi illustri della Cardiologia toscana ma anche infermieri e amministrativi: per convincere della bontà dei prodotti si elargiscono viaggi, biglietti aerei, tablet ed affini e ovviamente il “prosciutto” ma spagnolo con tanto di tagliere e coltello.
Per non farci mancare nulla ci sono poi i corsi di aggiornamento che le ASL organizzano per i loro dipendenti. Ma mentre per gli Infermieri di UO si scelgono location di fortuna (alcune indiscrezioni ci raccontano di corsi effettuati in stanze fredde e dismesse da anni presso i locali dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze), per i dirigenti e coordinatori le cose vanno decisamente meglio.
Ad aprile di quest’anno scoppia la polemica sulla stampa fiorentina per merito del Sindacato COBAS. (www.lanazione.it).
Nell’occasione però, come si evince dall’articolo, non vi è alcuno spreco di denaro pubblico a parte la retribuzione della giornata lavorativa (semmai ravvisiamo come per molti l’aggiornamento costi giornate di ferie e costi d’iscrizione), semmai una condizione di opportunità visto la situazione emergenziale in cui la Sanità Toscana si trova, con il personale infermieristico obbligato a turni massacranti, senza turnover. A questo si aggiunge la già precaria situazione dei servizi che sono impossibilitati a smaltire le liste di attesa con cittadini sempre più infuriati.
Ma in questa poco nobile cronistoria, non può mancare l’ultimo scandalo in ordine di tempo, ovvero il famoso corso di aggiornamento per Dirigenti nel lussuoso resort con tanto di caccia al tesoro e sauna  e bagno turco, ripreso in un nostro precedente articolo.
Il corso, dal titolo “Realizziamo la nostra Azienda”, hanno partecipato dirigenti delle 4 ASL che verranno fuse grazie alla nuova contro – riforma sanitaria voluta da Rossi. Il progetto formativo prevedeva di fare squadra tra i dirigenti in modo da “amalgamarli” in vista dei gravosi impegni che la fusione avrebbe portato
Costo dell’operazione: 100mila euro (alcuni giornali riportano altre cifre)  di soldi pubblici. Le polemiche, oltre a girare sulla cifra spesa, si concentrano anche sul “solito” filone politico toscano,  il resort di lusso appartiene (in società) al noto politico e senatore PD Marcucci.
La cronistoria mette in luce un elemento di contraddizione tra le dichiarazioni del suo Presidente che annovera il sistema tra i migliori del Paese e la realtà non solo percepita dei suoi cittadini.
L polemiche per Sanità Toscana non si limitano agli scandali più o meno eclatanti ma si estendono in un corpo a corpo tra il Presidente (che si ritiene Padre Costituente della Sanità Toscana) ed i suoi sostenitori e chi invece ha deciso di opporsi al tentativo ormai non più celato di intraprendere un percorso privatistico della gestione dei servizi.
Mentre sulla classifica sui LEA Enrico Rossi si prende una rivincita, sebbene molti sono i dubbi che gli osservatori mettono su queste classifiche, la Toscana diventa nuovamente benchmark tra le regioni italiane. Peccato che in questa classifica, di cui nessuno ha parlato ora, la Regione spicca tra le 5 regioni italiane per i passivi di bilancio dei suoi ospedali. (www.toscanaoggi.it)
Di questi ultimi giorni la notizia del tentativo di affossare 55mila firme per il referendum contro la riforma Rossi, con l’emanazione di una nuova Legge Regionale.
Non c’è  pace per la Sanità Toscana e non c’è pace per i suoi professionisti, a loro va il pensiero ed il ringraziamento di chi scrive perché non è facile operare con professionalità in questo caos e con mille incertezze.
Piero Caramello