Richiesta alla conferenza dei servizi, che da domani inizia a riunirsi, di abbandonare il progetto e alla giunta una moratoria sui progetti delle nuove tramvie.
"Domani 23 gennaio si terrà la prima seduta della conferenza dei servizi sul progetto di linea 3.2 di tramvia, tratta Libertà - Bagno a Ripoli,.e chiediamo ai partecipanti alla conferenza di porre molta attenzione a tutte le criticità del progetto che sono talmente grandi e gravi da farne ritenere opportuno l'abbandono". Lo dice Miriam Amato, consigliera di Potere al Popolo, insieme a Tiziano Cardosi, esponente di PaP, e ad Alberto Ziparo, docente all'Università di Firenze, partecipanti a una conferenza stampa a Palazzo Vecchio. "Chiediamo alla Giunta - aggiungono i tre - di porre una moratoria sui progetti relativi alle tramvie dell’area fiorentina, a partire da quella di cui sarebbero previsti i cantieri entro giugno, la linea variante al centro storico, tratta Strozzi – Libertà – San Marco, e di iniziare una vera progettazione del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile".
Amato, Cardosi e Ziparo mettono innanzitutto in evidenza la fretta nella progettazione della linea Libertà - Bagno a Ripoli "solo per rientrare nei tempi delle richieste dei finanziamenti alla UE e al ministero dei Trasporti e con la volontà politica di proseguire con un progetto inadeguato e costoso, che garantisca la continuità degli accordi e dei contratti con Tram spai, qualunque sia l’esito delle prossime elezioni amministrative. Così il Partito Democratico ricalca quanto fece Berlusconi, che nel 2005 autorizzò avventatamente molte opere poi rimaste incompiute o mai avviate". Amato sottolinea che "il project finanacing, così com'è stato concordato, è totalmente sbilanciato a favore del soggetto privato, con un capovolgimento dei ruoli che relega gli enti pubblici a meri finanziatori dell'opera".
Ziparo rileva in particolare "l’anomalia di non effettuare la VIA (valutazione di impatto ambientale), limitandosi ad una semplice VAS (valutazione ambientale strategica) per la linea Libertà - Bagno a Ripoli, anomalia introdotta già per la linea 1, che impedisce di fare serie e concrete valutazioni degli impatti di queste infrastrutture non solo sull’ambiente ma anche sociali, economiche, urbanistiche. Ed è grave la mancanza di un piano della mobilità e arriva in ritardo l'avvio di un piano urbano della mobilità sostenibile delibera to in dicembre dall'amministrazione comunale".
"L'impatto ambientale e trasportistico della progettata linea 3.2 per Bagno a Ripoli - accusano Amato e Ziparo - prevede non solo la costruzione di un nuovo ponte sull'Arno, fra via Minghetti e piazza Gualfredotto, con inevitabili ingorghi del traffico nei quartieri di Bellariva e di Gavinana, ma anche il taglio delle alberature lungo i viali di circonvallazione, da piazza della Libertà ai lungarni del Tempio e Colombo, e di quelle del viale Giannotti: una ecatombe, una follia per niente giustificata dalla promessa di nuovi impianti, perchè le alberature esistenti, oltre ad avere effetti benefici sull’ambiente cittadino, sono una risorsa paesaggistica e monumentale che non può essere ignorata e cancellata così superficialmente. Per non parlare poi dell’impatto invasivo delle tranvie in sede esclusiva sui viali di circonvallazione con effetti negativi sul traffico privato che non può essere eliminato, ma anche sui mezzi pubblici come i bus, i taxi, e anche i mezzi di soccorso". "Anche questa tramvia per Bagno a Ripoli - aggiunge Cardosi - è scollegata dal sistema ferroviario di cui si continua a non riconoscere e sfruttare le potenzialità; invece di fare un parcheggio scambiatore e l'enorme deposito dei tram a Bagno a Ripoli, cementificando suolo attualmente a verde agricolo, per intercettare i flussi di auto provenienti dal Valdarno e dalla Valdisieve si potrebbero istituire nuovi treni cadenzati nelle ore di punta, con frequenti fermate tra Valdarno, Pontassieve e Firenze, e poi elettrificare l’anello della Faentina e Valdisieve, liberando cosi le vie di accesso orientali alla città dall’eccessivo traffico su gomma oltre che rispettare gli abitanti di Bagno a Ripoli".
"E' il momento di fermarsi con queste nuove tramvie - concludono Amato, Cardosi e Ziparo - e di pianificare una mobilità sostenibile, al servizio delle esigenze degli abitanti, scegliendo sistemi di trasporto alternativi e non invasivi e distruttivi, come ad esempio gli autobus elettrici in corsie protette, realizzabili nell’arco di una giornata con cantierizzazione e costi minimi a differenza dei binari delle tramvie".
FONTE: http://www.ilsitodifirenze.it/content/212-tramvia-libert%C3%A0-bagno-ripoli-amato-pap-meglio-non-farla-le-sue-criticit%C3%A0
Pagine
VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.
Per info Vedi la pagina FB
CALENDARIO
Visualizzazione post con etichetta trasporto pubblico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trasporto pubblico. Mostra tutti i post
martedì 22 gennaio 2019
lunedì 24 settembre 2018
5 OTTOBRE ore 21.00 | proiezione video: LA BUONA STRADA FERRATA
Pubblichiamo un evento interessante dell'Associazione "Vivere in Valdisieve":
5 OTTOBRE, ORE 21.00
Proiezione nella sala del consiglio di Rufina,
con la presenza della regista Veronica Citi.
Assiste alla proiezione il Sindaco Mauro Pinzani che ringraziamo per la sua disponibilità.
EVENTO FACEBOOK QUI
EVENTO FACEBOOK QUI
Un viaggio lungo la linea della ferrovia nell'anello Valdisieve - Mugello - Firenze, attraverso le parole e l'esperienza di chi lo usa spesso o vorrebbe poterlo usare di più.
Un auspicabile scenario di TRENO METROPOLITANO nell'hinterland fiorentino come alternativa alla mobilità su gomma soprattutto per i pendolari che si spostano maggiormente negli orari di punta di partenze e ritorni, per motivi di studio e lavoro, ma anche per tutti gli altri che vorrebbero raggiungere le loro mete in tranquillità, in modo sostenibile e se possibile con una migliore qualità ed economicità.
Il paradosso di "Downs Thomson" spiegato dal Prof. Alberti ossia come investire in ulteriori e nuove strade possa per assurdo, nel tempo, portare ancora più congestione sia nelle strade esistenti che in quelle nuove. E allo stesso tempo disincentivando l'uso del servizio pubblico si corre il rischio di sempre minori investimenti sul ferro.
Oggi più che mai, il treno diventa, insieme a piste ciclo-pedonali e altre iniziative sostenibili, un filo diretto tra la città di Firenze e un territorio di grandi potenzialità, ma proprio per questo da salvaguardare e rispettare nei suoi elementi di pregio e di possibile attrattiva.
Prodotto dall'Associazione "Vivere in Valdisieve"
Regia, riprese e montaggio: Veronica Citi
Con:
Prof. Francesco Alberti (UNIFI)
Prof. Alessandro Fantechi (AMT Toscana)
Maurizio Izzo (comitato pendolari del Mugello "Attaccati al treno")
sabato 17 marzo 2018
Anas-Fs: Mazzoncini ammette un buco da 2 miliardi e li chiede ai ministri ancora in carica!!
venerdì 14 luglio 2017
Più auto, meno trasporto pubblico: le città italiane rischiano il collasso
In un convegno organizzato da Legambiente le ricette per rimettersi al passo dell’Europa. Recuperare le linee ferroviarie dismesse. Far spazio alle bici. Creare nuove offerte di mobilità da utilizzare anche online facendo convergere taxi e noleggio
ROMA - Sappiamo cosa ci conviene fare per spostarci in città: usare meno veicoli alimentati da combustibili fossili (l'inquinamento dell'aria causa oltre 400 mila morti l'anno in Europa); utilizzare di più il mezzo pubblico per evitare le code (che inghiottono 5 anni di una vita media); prendere la bici (bastano 20-30 minuti al giorno per migliorare il nostro benessere). Ma facciamo il contrario: la quota degli spostamenti in auto è passata dall'81,1% del 2014 all'83,8% del 2015; quella con i mezzi pubblici è scesa dal 14,6% del 2014 all'11,7% del 2015; i ciclisti, in assenza di una rete di spazi dedicati, vengono falciati (250 morti l'anno in Italia). Perché?
E' la domanda da cui è partito il convegno "Mobilità In-sostenibile. Obiettivi pubblici e ruolo dei privati per cambiare la situazione delle città italiane", organizzato da Legambiente. E la risposta è venuta da numeri che riflettono trend di lungo periodo, quelli che hanno portato a concentrare le risorse sulle infrastrutture necessarie al trasporto su gomma sacrificando le forme di mobilità che oggi l'Europa premia perché più favorevoli all'ambiente, alla salute e all'economia.Di fatto è stato penalizzato il trasporto pubblico locale che muove 12 miliardi di euro e dà lavoro a 126 mila persone. I numeri citati da Maria Elena Perretti, della Cassa depositi e prestiti, offrono una fotografia impressionante del disastro causato da questa scelta. Il parco autobus circolante è sceso in 10 anni da 58.307 a 50.576 mezzi, e nello stesso periodo l'età dei veicoli è passata da 9,13 a 11,38 anni, quasi il doppio della media europea (7 anni). Inoltre il 27% degli autobus urbani e il 36% di quelli extraurbani appartengono a categorie pre Euro 3: sono fonti di inquinamento mobili.
Record negativo anche per le metropolitane: tutte le città italiane sommate ne hanno meno di Madrid. Siamo a 3.83 chilometri di rete per milione di abitanti contro i 12,5 della Spagna, i 10,45 del Regno Unito, i 9,78 dell'Europa a 28. Non va meglio per i tram (5,3 chilometri di rete per milione di abitanti contro i 23,4 della Germania) e per il trasporto ferroviario regionale effettuato con mezzi che hanno 20 anni di servizio sulle spalle.
"Gli italiani non sono masochisti: le file sulle strade si allungano per mancanza di alternative", ricorda Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. "Su alcune linee ferroviarie il numero dei passeggeri è diminuito per i tagli e il degrado dell'offerta: Roma-Lido -30% in 5 anni, in Campania -40,3% di pendolari rispetto al 2011, in Calabria -31%, in Piemonte -9,5% dal 2011. E nello stesso tempo sono aumentate le auto: a Perugia sono oltre 700 ogni 1.000 abitanti, a Catania e Roma 670, a Palermo e Napoli si arriva a 570. Contro le 320 di Berlino, le 405 di Barcellona e le 250 di Londra. Continuando così a Roma ci vorranno 80 anni per arrivare dove l'Europa è oggi".
Qualche segnale di miglioramento sta comunque cominciando a diventare visibile. Il ritmo di sostituzione degli autobus, che era mille l'anno, è triplicato. E in alcune città il cambiamento è visibile. Da Milano, dove l'ingresso a pagamento in centro ha abbattuto code e inquinamento, al tram che collega Firenze e Scandicci (una vettura ogni 4 minuti, 30 mila passeggeri al giorno di cui più di un terzo usava la macchina o la moto), passando per la "bicipolitana" di Pesaro, una rete di piste ciclabili usata quotidianamente dal 32% della popolazione.
"L'alta velocità è stata una grande operazione tecnologica che ha migliorato il Paese", spiega Walter Tocci, il senatore del Pd che è stato tra i pochi a sperimentare innovazioni urbanistiche di successo. "Ma non doveva essere pagata con il sacrificio della rete urbana; anche perché negli ultimi 30 anni le città si sono dilatate fino a occupare spazi che rendono indispensabile il trasporto su ferro. Ma siamo ancora in tempo. Bisogna recuperare le linee dismesse e trasformarle in arterie vitali. E capire che il mondo è cambiato. Ai giovani la lunga guerra dei taxi appare ridicola: bisogna andare verso un nuovo sistema di mobilità; taxi e noleggio possono convergere in un'offerta fluida e collettiva da utilizzare anche online. E la metropolitana di Roma va rilanciata portando le stazioni a 30 metri di profondità e trasformando le risalite in un tour archeologico spettacolare".
giovedì 26 gennaio 2017
Treniitalia ha aumentato del 35% il costo degli abbonamenti mensili sul Freccia Rossa
Treniitalia ha aumentato del 35% il costo degli abbonamenti mensili sul Freccia Rossa.
Nel caso in questione della tratta Torino-Milano (45 minuti) il costo per un pendolare sale a € 459 al mese!
Il sen. Esposito (PD) eletto a Torino, anche perchè da anni è uno strenuo difensore del TAV e accanito nemico di chi vi si oppone, ora scopre che l'operazione AV è un business che, dopo le centinaia di miliardi spesi dai fondi pubblici con debiti per molti anni a venire, ora sono in perdita anche nella gestione del servizio.
Ricordo che il costo al Km della TO-MI è stato uno dei più alti: 70 milioni al Km, con FIAT come General Contractor, contro i 17 per l'AV in Francia (http://www.ambientevalsusa.it /wordpress/wp-content/uploads/ 2009/11/CONFRONTO-COSTI-TAV. pdf)
Quindi un progetto destinato a una élite di manager e professionisti che si possono permettere le alte tariffe mentre i pendolari non hanno alternative all'AV.
FR
"""""""""""""""""""""""""""""" """""""""""""""""""""""
da Rifare l'Italia - Ass.ne del PD di Torino
STEFANO ESPOSITO: NON HO DIFESO LA TAV PER FARNE UNO STRUMENTO DELL' ELITE!
Sono molto preoccupato. Temo che i vertici di Trenitalia non abbiano contatto con la realtà. Intendo con la vita quotidiana di milioni di persone. Invito Barbara Morgante, amministratore delegato di Trenitalia, a venire con me sabato all’assemblea dei pendolari di Torino. Attendo risposta».
Stefano Esposito, senatore Pd e vicepresidente Commissione Trasporti, si candida a fare da accompagnatore di Morgante. L’obiettivo è far capire all’ad che 459 euro al mese per viaggiare ad alta velocità sono troppi.
Esposito, non teme che Morgante rischi a venire in assemblea?
«Garantisco io. È importante che si renda conto della situazione, senta cosa vuol dire fare il pendolare e che capisca il valore dell’alta velocità e del risparmiare tempo».
Lei è un “Sì Tav” e difensore dell’alta velocità. A vedere gli abbonamenti nuovi di Trenitalia si è pentito?
«Io ho difeso e continuo a difendere l’alta velocità che non può essere riservata alle elitè. La metropolitana d’Italia per me non è uno slogan. In metro ci salgono tutti, chi lavora, chi studia e chi fa shopping senza differenza di censo. L’alta velocità cambia la vita delle persone, non delle mozzarelle come disse un noto comico frequentatore della Val di Susa. Cambia l’idea del lavoro sottocasa, si riducono i tempi di viaggio e si gudagnano minuti per sè. Un cambiamento epocale e culturale che riguarda tutti»
Alla fine chi lavora è il più penalizzato?
«Non solo penalizzato. I lavoratori rischiano di essere espulsi da un’infrastruttura realizzata con soldi pubblici. È inaccettabile. Sul Frecciarossa rimarranno solo i ricchi e quelli che vanno a fare shopping a Milano».
La proposta dell’assessore Balocco di mettere treni regionali fast: in un’ora e mezza a Rho e da lì si prende la metro?
«Non ha senso. Arrivare a Rho non è arrivare a Milano. Ci fosse un treno che ci mette un’ora e dieci per arrivare dove arrivano i Frecciarossa in 45 minuti allora direi di sì».
Lei ha criticato molto Mazzoncini, ad di Ferrovie. Perchè?
«È un manager che stimo, ma nell’intervista a Repubblica ho trovato insopportabili due cose. Dire che all’estero i trasporti costano di più. Vero, ma sono più strutturati e migliori. E poi come si fa a non capire che 450 euro al mese su uno stipendio che se va bene arriva massimo a 1600 sono troppi. Vuol dire che gli sfugge la realtà. Questo mi preoccupa. Martedì in audizione al Senato gli proporrò una passeggiata insieme tra la gente».
Istituire un bonus regionale come fa l’Emilia Romagna?
«Non sono d’accordo. Intollerabile e offensivo che paghi la Regione o lo Stato. L’unica soluzione è che Trenitalia ritiri i nuovi abbonamenti. Anche il presidente dell’Emilia Romagna, Bonaccini, ha criticato la stangata».
Il ministro Delrio ha detto che capisce sia l’azienda sia i pendolari e aprirà un tavolo. Un po’ poco forse?
«Continuerò a chiedere che l’azionista Delrio si faccia valere e che faccia ritirare gli abbonamenti. Delrio non sfuggirà alle sue responsabilità».
fonte http://www.rifarelitalia.it/20 17/01/20/stefano-esposito-non- difeso-la-tav-farne-uno-strume nto-dellelite/
Il sen. Esposito (PD) eletto a Torino, anche perchè da anni è uno strenuo difensore del TAV e accanito nemico di chi vi si oppone, ora scopre che l'operazione AV è un business che, dopo le centinaia di miliardi spesi dai fondi pubblici con debiti per molti anni a venire, ora sono in perdita anche nella gestione del servizio.
Ricordo che il costo al Km della TO-MI è stato uno dei più alti: 70 milioni al Km, con FIAT come General Contractor, contro i 17 per l'AV in Francia (http://www.ambientevalsusa.it
Quindi un progetto destinato a una élite di manager e professionisti che si possono permettere le alte tariffe mentre i pendolari non hanno alternative all'AV.
FR
""""""""""""""""""""""""""""""
da Rifare l'Italia - Ass.ne del PD di Torino
STEFANO ESPOSITO: NON HO DIFESO LA TAV PER FARNE UNO STRUMENTO DELL' ELITE!
Sono molto preoccupato. Temo che i vertici di Trenitalia non abbiano contatto con la realtà. Intendo con la vita quotidiana di milioni di persone. Invito Barbara Morgante, amministratore delegato di Trenitalia, a venire con me sabato all’assemblea dei pendolari di Torino. Attendo risposta».
Stefano Esposito, senatore Pd e vicepresidente Commissione Trasporti, si candida a fare da accompagnatore di Morgante. L’obiettivo è far capire all’ad che 459 euro al mese per viaggiare ad alta velocità sono troppi.
Esposito, non teme che Morgante rischi a venire in assemblea?
«Garantisco io. È importante che si renda conto della situazione, senta cosa vuol dire fare il pendolare e che capisca il valore dell’alta velocità e del risparmiare tempo».
Lei è un “Sì Tav” e difensore dell’alta velocità. A vedere gli abbonamenti nuovi di Trenitalia si è pentito?
«Io ho difeso e continuo a difendere l’alta velocità che non può essere riservata alle elitè. La metropolitana d’Italia per me non è uno slogan. In metro ci salgono tutti, chi lavora, chi studia e chi fa shopping senza differenza di censo. L’alta velocità cambia la vita delle persone, non delle mozzarelle come disse un noto comico frequentatore della Val di Susa. Cambia l’idea del lavoro sottocasa, si riducono i tempi di viaggio e si gudagnano minuti per sè. Un cambiamento epocale e culturale che riguarda tutti»
Alla fine chi lavora è il più penalizzato?
«Non solo penalizzato. I lavoratori rischiano di essere espulsi da un’infrastruttura realizzata con soldi pubblici. È inaccettabile. Sul Frecciarossa rimarranno solo i ricchi e quelli che vanno a fare shopping a Milano».
La proposta dell’assessore Balocco di mettere treni regionali fast: in un’ora e mezza a Rho e da lì si prende la metro?
«Non ha senso. Arrivare a Rho non è arrivare a Milano. Ci fosse un treno che ci mette un’ora e dieci per arrivare dove arrivano i Frecciarossa in 45 minuti allora direi di sì».
Lei ha criticato molto Mazzoncini, ad di Ferrovie. Perchè?
«È un manager che stimo, ma nell’intervista a Repubblica ho trovato insopportabili due cose. Dire che all’estero i trasporti costano di più. Vero, ma sono più strutturati e migliori. E poi come si fa a non capire che 450 euro al mese su uno stipendio che se va bene arriva massimo a 1600 sono troppi. Vuol dire che gli sfugge la realtà. Questo mi preoccupa. Martedì in audizione al Senato gli proporrò una passeggiata insieme tra la gente».
Istituire un bonus regionale come fa l’Emilia Romagna?
«Non sono d’accordo. Intollerabile e offensivo che paghi la Regione o lo Stato. L’unica soluzione è che Trenitalia ritiri i nuovi abbonamenti. Anche il presidente dell’Emilia Romagna, Bonaccini, ha criticato la stangata».
Il ministro Delrio ha detto che capisce sia l’azienda sia i pendolari e aprirà un tavolo. Un po’ poco forse?
«Continuerò a chiedere che l’azionista Delrio si faccia valere e che faccia ritirare gli abbonamenti. Delrio non sfuggirà alle sue responsabilità».
fonte http://www.rifarelitalia.it/20
martedì 26 luglio 2016
"IN 20 ANNI SI È INVESTITO OLTRE 125 MILIARDI DI € IN ALTA VELOCITÀ E MENO DI 2 MILIARDI DI € IN TRASPORTO LOCALE!"
Firenze 14 luglio 2016 Alternativa di superficie TAV
Incontro con i giornalisti Massimo Vanni "La Repubblica" e Christian Campigli "La Nazione".
La possibile alternativa di superficie della Tav del gruppo di lavoro dell'Università di Firenze.
Presenti Alberto Ziparo, Giorgio Pizziolo, Angelo Cirasino.
La possibile alternativa di superficie della Tav del gruppo di lavoro dell'Università di Firenze.
Presenti Alberto Ziparo, Giorgio Pizziolo, Angelo Cirasino.
Riprese Giancarlo Venturi
Link YouTube: https://youtu.be/fCb8YZqF8Zo
A questo link http://www.lapei.it/?page_id=975 invece il VOLUME: "TAV SOTTO FIRENZE"
Impatti, problemi, disastri, affari; e l’alternativa possibile
a cura di Alberto Ziparo, Maurizio De Zordo, Giorgio Pizziolo
scritti di Vincenzo Abruzzo, Daniela Anceschi, Roberto Budini Gattai, Paolo Celebre, Mauro Chessa, Angelo M. Cirasino, Teresa Crespellani, Silvano Fabrizio, Antonio Fiorentino, Perla Gianni, Stefano Lenzi, Manlio Marchetta, Vittorio Maschietto, Massimo Perini, Franco Poli, Giovanni Vannucchi
Collana: Luoghi/29
Formato: 17×24
Pagine: 368, con 54 tavole a colori e in bianco e nero
Prezzo di copertina: € 28,50
Formato: 17×24
Pagine: 368, con 54 tavole a colori e in bianco e nero
Prezzo di copertina: € 28,50
Una delle città più belle al mondo soffocata dai cantieri per 15 anni, al solo scopo di garantire ai treni un risparmio di 3 minuti nel suo attraversamento. Una stazione costruita completamente in sotterranea e un tunnel ciclopico, lungo più di 7 chilometri, che fanno da diga, arrivando sino alla profondità di 120 metri e sventrando letteralmente la città da parte a parte, con danni incalcolabili ai suoi delicati equilibri idrogeologici e al suo inestimabile patrimonio ambientale, territoriale, edilizio, culturale, storico, paesaggistico. Basterebbero queste osservazioni a far considerare inopportuna e rischiosa la scelta del sottoattraversamento ferroviario AV di Firenze; se non fosse che, anche dal punto di vista ingegneristico e del modello di esercizio ferroviario, la soluzione mostra più difetti che pregi. Ma come è possibile che, dopo un travaglio durato anni per affinare la progettazione e perfezionare le procedure autorizzative, si arrivi comunque alla scelta che presenta il calcolo costi/benefici più svantaggioso in termini economici, sociali e ambientali? Esiste un’alternativa, semplice e ragionevole, ma non è mai stata seriamente presa in considerazione dalla catena dei decisori investiti di responsabilità in materia: riadattare con pochi tocchi la rete ferroviaria già esistente in superficie e ricollegarla ad un sistema di trasporto locale multimodale che trasformi l’Alta Velocità in un vantaggio tangibile per i suoi utenti e per tutti i cittadini. Vero è che questa soluzione, tra i tanti pregi, presenta un solo, insormontabile difetto: costa da 5 a 8 volte di meno del sottoattraversamento. Questo libro – frutto di anni di lavoro volontario e coordinato di scienziati accademici, esperti locali e tecnici professionisti – ripercorre la storia, analizza le contraddizioni, e prospetta le alternative possibili di un progetto che si candida a diventare il punto più basso della progettazione di “grandi opere” in Italia; e vale così, allo stesso tempo, come denuncia delle incongruenze di un sistema di decisione rovinoso, che sacrifica l’interesse pubblico a quello privato, e come proposizione di un nuovo modello di progettazione, ragionevole e condivisa, in grado di difendere e valorizzare il patrimonio territoriale come di promuovere un reale avanzamento della democrazia.
Poiché il volume non è più disponibile in commercio, e con il consenso degli autori, ne pubblichiamo in queste pagine la riproduzione integrale: i PDF di ciascuna sezione sono accessibili cliccando sui links riportati di seguito in colore; il plugin Adobe Reader, necessario alla loro visualizzazione, è scaricabile gratuitamente da qui.
Ringraziamenti
Prefazione – Stefano Lenzi
Introduzione generale – Alberto Ziparo
Introduzione generale – Alberto Ziparo
Presentazione: la necessità di una valutazione efficace – Alberto Ziparo
Storicizzazione ed evoluzione procedimentale del progetto – Franco Poli
Storicizzazione ed evoluzione procedimentale del progetto – Franco Poli
1.1 Analisi del quadro di riferimento progettuale
1.1.1 Osservazioni al quadro di riferimento progettuale della penetrazione urbana AV di Firenze – Vittorio Maschietto, Perla Gianni
1.1.2 Nota di approfondimento sulla cantierizzazione – Maurizio De Zordo
1.1.2 Nota di approfondimento sulla cantierizzazione – Maurizio De Zordo
1.2 Analisi del quadro di riferimento programmatico
1.2.1 Valutazione delle trasformazioni del sistema trasportistico – Vincenzo Abruzzo
1.2.2 Nota sugli atti di pianificazione, programmazione e principali vincoli inerenti l’area del passante AV giugno 1998 Ferrovie, TAV, ItalFerr – Manlio Marchetta
1.2.3 Le criticità del progetto di sottoattraversamento proposto per il nodo ferroviario AV di Firenze – Manlio Marchetta
1.2.4 Interpretazione delle scelte urbanistiche in rapporto alle dinamiche territoriali dell’area –Alberto Ziparo
1.2.2 Nota sugli atti di pianificazione, programmazione e principali vincoli inerenti l’area del passante AV giugno 1998 Ferrovie, TAV, ItalFerr – Manlio Marchetta
1.2.3 Le criticità del progetto di sottoattraversamento proposto per il nodo ferroviario AV di Firenze – Manlio Marchetta
1.2.4 Interpretazione delle scelte urbanistiche in rapporto alle dinamiche territoriali dell’area –Alberto Ziparo
1.3 Analisi del quadro di riferimento ambientale
1.3.1 Quadro ambientale e paesaggistico – Giorgio Pizziolo, Antonio Fiorentino
1.3.2 La questione del paesaggio in area urbana – Daniela Anceschi
1.3.3 La formazione storica del contesto: il caso Fortezza da basso – Paolo Celebre
1.3.4 Rumore e vibrazioni nel progetto del passante ferroviario AV/AC di Firenze – Franco Poli
1.3.5 Note a margine del progetto definitivo (2003) dello scavalco di Castello e della stazione AV – Antonio Fiorentino
1.3.6 Impatto ambientale e sistema urbano – Giorgio Pizziolo
1.3.2 La questione del paesaggio in area urbana – Daniela Anceschi
1.3.3 La formazione storica del contesto: il caso Fortezza da basso – Paolo Celebre
1.3.4 Rumore e vibrazioni nel progetto del passante ferroviario AV/AC di Firenze – Franco Poli
1.3.5 Note a margine del progetto definitivo (2003) dello scavalco di Castello e della stazione AV – Antonio Fiorentino
1.3.6 Impatto ambientale e sistema urbano – Giorgio Pizziolo
1.4 La componente suolo e sottosuolo: gli aspetti idrogeologici
1.4.1 La componente suolo e sottosuolo nello studio di impatto ambientale del progetto di penetrazione urbana dell’AV a Firenze – Teresa Crespellani
Uscire dalla trappola del sottoattraversamento – Alberto Ziparo
2.1 Evidenze tecniche e decisioni politiche, dal Mugello a Firenze: le procedure del disastro –Maurizio De Zordo
2.2 Effetti idrogeologici e ambientali della nuova stazione AV di Firenze – Teresa Crespellani
2.3 Le quattro maggiori criticità contenute nel progetto esecutivo del passante con stazione AV – Massimo Perini
2.4 Verso una quantificazione del danno strutturale – intervista a Giovanni Vannucchi
2.5 La stazione ai Macelli: impossibile e dannosa per la città policentrica – Manlio Marchetta
2.2 Effetti idrogeologici e ambientali della nuova stazione AV di Firenze – Teresa Crespellani
2.3 Le quattro maggiori criticità contenute nel progetto esecutivo del passante con stazione AV – Massimo Perini
2.4 Verso una quantificazione del danno strutturale – intervista a Giovanni Vannucchi
2.5 La stazione ai Macelli: impossibile e dannosa per la città policentrica – Manlio Marchetta
3.1 Il Mugello e la TAV
3.2 La tratta Bologna-Firenze
3.3 Le carenze della V.I.A.: iter procedurale e quadro di riferimento normativo
3.4 Riferimenti normativi e vicende giudiziarie
3.5 Compensazione e mitigazione: gli interventi legati all’Alta Velocità nei Comuni interessati
3.6 Le formazioni geomorfologiche attraversate dalla nuova linea
3.7 I sistemi ambientali
3.8 Evoluzione dei paesaggi mugellani
3.9 Lettura integrata: carenze di pianificazione e maggiori impatti
3.10 Conclusioni / Bibliografia ragionata
3.2 La tratta Bologna-Firenze
3.3 Le carenze della V.I.A.: iter procedurale e quadro di riferimento normativo
3.4 Riferimenti normativi e vicende giudiziarie
3.5 Compensazione e mitigazione: gli interventi legati all’Alta Velocità nei Comuni interessati
3.6 Le formazioni geomorfologiche attraversate dalla nuova linea
3.7 I sistemi ambientali
3.8 Evoluzione dei paesaggi mugellani
3.9 Lettura integrata: carenze di pianificazione e maggiori impatti
3.10 Conclusioni / Bibliografia ragionata
4.1 Un progetto per la mobilità e lo sviluppo sostenibile dell’area fiorentina – Alberto Ziparo
4.2 L’alternativa di superficie: storia, tracciati, nodi e opportunità – Vincenzo Abruzzo
4.3 Il sistema delle stazioni fiorentine: ruoli, caratteri urbanistici attuali e potenzialità – Manlio Marchetta
4.4 L’alternativa possibile – Giorgio Pizziolo, Antonio Fiorentino
4.5 Ferrovie per il trasporto urbano e periurbano – Paolo Celebre, Giorgio Pizziolo
4.6 Firenze Novella – Roberto Budini Gattai, Antonio Fiorentino, Giorgio Pizziolo
4.2 L’alternativa di superficie: storia, tracciati, nodi e opportunità – Vincenzo Abruzzo
4.3 Il sistema delle stazioni fiorentine: ruoli, caratteri urbanistici attuali e potenzialità – Manlio Marchetta
4.4 L’alternativa possibile – Giorgio Pizziolo, Antonio Fiorentino
4.5 Ferrovie per il trasporto urbano e periurbano – Paolo Celebre, Giorgio Pizziolo
4.6 Firenze Novella – Roberto Budini Gattai, Antonio Fiorentino, Giorgio Pizziolo
I TAV del Mugello, quanta acqua e denaro hanno inghiottito quelle gallerie? – Mauro Chessa
II Processo di primo grado per i danni ambientali causati nel Mugello dai lavori per la linea AV Firenze-Bologna: Requisitoria del PM dott. Gianni Tei (Firenze, 3 e 10 Aprile 2008) – estratti a cura di Maurizio De Zordo
III Dalle ragioni della politica alle politiche della ragione – Angelo M. Cirasino
IV Proposta progettuale integrata per la TAV e il sistema ferroviario metropolitano di Firenze – documento redatto da Alberto Magnaghi e Giorgio Pizziolo per la Rete dei Comitati toscani per la difesa del territorio
II Processo di primo grado per i danni ambientali causati nel Mugello dai lavori per la linea AV Firenze-Bologna: Requisitoria del PM dott. Gianni Tei (Firenze, 3 e 10 Aprile 2008) – estratti a cura di Maurizio De Zordo
III Dalle ragioni della politica alle politiche della ragione – Angelo M. Cirasino
IV Proposta progettuale integrata per la TAV e il sistema ferroviario metropolitano di Firenze – documento redatto da Alberto Magnaghi e Giorgio Pizziolo per la Rete dei Comitati toscani per la difesa del territorio
A questo indirizzo è visibile la scheda bibliografica completa del volume.
Iscriviti a:
Post (Atom)


